La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 23 marzo 2011

Continua l'incitamento all'odio religioso mediante il crocifisso dei vescovi cattolici del Veneto con l'uso di leghisti e la complicità Istituzionale


Terrorismo religioso leghista in Veneto.
Non bastava il poliziotto di Arzachena che ha confermato il motto “bibbia, crocifisso e moschetto, poliziotto perfetto”.
La Lega in Veneto sta usando il crocifisso per fomentare odio religioso come piace a Mattiazzo, Scola e Gardin che hanno nella ferocia di personaggi razzisti come Gentilini, Tosi e compagni i loro referenti politici e sociali.
Il crocifisso come arma per incitare all’odio religioso, all’aggressione dei principi fondamentali della Costituzione, all’annientamento del diverso e del non politicamente allineato.
La sparata di Paolo Tonin non è uno scherzo; come non sono uno scherzo poliziotti e vigili urbani che violentano il sentimento religioso di persone con la scusa della sicurezza e del terrorismo consapevoli che l’ideologia di Fojadelli favorirà sempre i loro atteggiamenti criminali.
Terrore e odio sociale nelle parole di Paolo Tonin come erano parole di odio e di terrore sociale quelle dei leghisti scoperti a trafficare in carne umana che troppo superficialmente vengono chiamate prostitute.
Riporto l’articolo e domani, anziché a salve, spareranno contro le persone povere e indifese a difesa del delinquente in croce col quale minacciano e ricattano i cittadini al fine di impedire loro di fruire dei loro diritti Costituzionali. Prefetti corrotti e immorali troppo spesso fingono di non vedere atti di terrorismo e di eversione sociale mascherati da provvedimenti amministrativi.
Riporto la notizia:



Padova. Gaffe del sindaco leghista: colpi
di cannone verso la moschea di Piazzola
Il primo cittadino di Campo San Martino, durante una festa
di paese, fa una "sparata" contro chi vuole il centro islamico


di Germana Cabrelle
PADOVA - Una sparata, nel duplice senso di battuta scherzosa e di colpo di arma da fuoco. È accaduto domenica alla festa veneta inserita nel programma dell'undicesima sagra del Divin Crocifisso, quando le milizie del primo reggimento Veneto Real, in costume d'epoca e sotto la bandiera a frange della Serenissima, durante la rievocazione storica e la spettacolare parata lungo le vie cittadine, hanno caricato i fucili a salve e innescato perfino un pezzo di artiglieria pesante, un cannone, per sottolineare con uno scoppio roboante l'appartenenza territoriale dei veneti al grido di "Par tera e par mar, viva San Marco" .

È stato allora che il sindaco di Campo San Martino, Paolo Tonin, da due anni alla guida di una giunta monocolore leghista, presente alla cerimonia con il vicesindaco e la giunta, avrebbe detto, tra il serio e il faceto: «Puntate il cannone verso Piazzola sul Brenta, in direzione di chi vuole la moschea». E in effetti i colpi sono partiti lungo quella traiettoria, al di là del Brenta, lasciando nugoli di fumo fra i presenti. «Se l'ho detto - si giustifica il sindaco - era sicuramente a livello di battuta, non certo all'interno di un discorso ufficiale. In una manifestazione folcloristica, la battuta può anche uscire. Anche se, lo ribadisco, noi siamo contrari in linea di principio ai centri culturali islamici: saremo disponibili ad aprirli solo quando anche loro ci lasceranno aprire chiese nei loro paesi».

Il primo cittadino, all'indomani della festa delle tradizioni, ridimensiona e sminuisce i contenuti della frase, anche se il vicesindaco Luciano Sandonà, sorride e annuisce. Certo è che proprio stasera alle 20.45 in municipio a Piazzola si discuterà di chiesa e moschea con don Albino Bizzotto e il presidente del consiglio islamico veneto Kamel Layachi. Una serata voluta da un'associazione dal nome eloquente, Il mondo, mentre a due chilometri si festeggia il paese.

Martedì 22 Marzo 2011


Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=142762&sez=NORDEST

Scola, Mattiazzo, Gardin e Ratzinger sono i mandanti di questo odio sociale. Si nascondono dietro alle torture che la Polizia di Stato fa ai cittadini che chiedono giustizia; violentano i bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso e imponendo loro principi morali da monarchia assoluta e il Questore di Venezia, anziché difendere la legge e perseguire i reati, si mette in ginocchio davanti al criminale in croce e dice: “Si buana!”. Ingiuria la Costituzione e viene meno ai suoi doveri d’ufficio in nome del diritto del Macellaio di Sodoma e Gomorra di macellare l’umanità col diluvio universale (come se i delitti contro l’umanità andassero in prescrizione).
E i Veneti, i genitori dei bambini costretti in ginocchio davanti al crocifisso e privati degli strumenti psico-emotivi con cui diventare degli adulti consapevoli, consegnano i loro figli alla mattanza religiosa come se avessero su di loro dei diritti di proprietà.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

23 marzo 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

2 commenti:

  1. Certi commenti vanno pubblicati pewr far capire quanto è profondo l'odio religioso in Veneto: domani, quando costruiranno i campi di sterminio e apriranno le camere a gas, smetteranno di insultare....
    Per ora insultano i SACRI principi Costituzionali in nome del delirio di onnipotenza rappresentato dal delinquente in croce...
    Claudio Simeoni
    Meccanico
    Apprendista Stregone
    Guardiano dell'Anticristo

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