La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 31 marzo 2011

Il sindaco Orsoni sta umiliando Venezia: forte con i deboli e deferente (se non complice) con chi ha ruoli "Istituzionali"


Il sindaco Orsoni sta umiliando Venezia: feroce e violento con i deboli finge di non accorgersi della corruzione che, allevata nel grembo del don Verzé da Cacciari, si muove fra i dipendenti comunali, primi fra tutti nei Vigili Urbani. Un Orsoni che se ne sbatte delle leggi: lui è il dio onnipotente. Lui è il padrone come si riteneva il padrone i vari funzionari comunali, vigili urbani, addetti allo sportello che manipolavano politici che dovevano fare delle delibere. Squallido. E questo squallore, che va imputato al feroce cattolico Orsoni in disprezzo della cittadinanza, viene occultato (o tenderebbe ad essere occultato) dalla ferocia di Orsoni contro i venditori più o meno clandestini. Il progetto di Orsoni, come quello di Tosi, di Gentilini e di Zanonato, appare chiaro: costringere gli extracomunitari a rapinare i cittadini al fine di creare i precedenti per poterli perseguitare. Anziché perseguire i commercianti di Venezia che hanno agito per trasformare Venezia in una città per turisti speculando sui prezzi, sul lavoro nero e su plateatici offerti a prezzi ridicoli, preferisce dare la caccia agli extracomunitari anziché fare provvedimenti contro commercianti, albergatori e affaristi di vario genere: tutto in nome dell'onnipotenza del crocifisso con cui si identifica. Preferisce aiutare Scola a costringere bambini in ginocchio davanti al dio padrone, piuttosto che rimuovere i simboli del genocidio nazista rappresentato dai crocifissi che stanno asfisiando Venezia. Così Orsoni non vede che cosa sta succedendo attorno a lui. E' decisamente un sindaco inadeguato per Venezia. Imposto da un Cacciari che ha sempre finto di "essere di sinistra" per fare politiche di destra (oggi va verso nord in barba ai cittadini di Venezia, Mestre e Marghera). Riporto il disprezzo di Orsoni per la sentenza del TAR. Un disprezzo che farà attuare da Vigili Urbani che hanno fra le loro fila gli arrestati per corruzione (e dove va a finire il teorema Calogero, oggi Procuratore a Venezia, che rende tutti i Vigili Urbani di Venezia ugualmente colpevoli per una partecipazione morale?). Un sindaco SERIO avrebbe preteso dalla Polizia di Stato e dalla Magistratura che facesse il loro dovere, non si sarebbe trasformato in un poliziotto al servizio del Ministero degli Interni. Orsoni ha fatto le delibere, Orsoni sparge timore e terrore con i Vigili Urbani che chiedono mazzette e dunque, Orsoni va disprezzato. Riporto:


Venezia. Il sindaco Orsoni contro il Tar: «L'ordinanza anti-borsoni resta valida» Avvocatura e primo cittadino spiegano: «La legge che aveva motivato la sentenza contraria del tribunale è stata modificata»


VENEZIA - L'ordinanza di contrasto al commercio dei vu cumprà, ribattezzata "anti-borsoni", che era stata invalidata da una sentenza del Tar Veneto resta valida. Lo ha confermato stasera il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, a conclusione di un vertice a Ca' Farsetti, sede del Comune, con avvocatura, capo gabinetto e comandante dei vigili. Nulla cambierà nel contrasto al commercio abusivo da parte del Comune di Venezia, ha spiegato il sindaco, in quanto l'articolo 54 del testo unico degli enti locali sulle ordinanze motivate da «urgenza e contingibilità» in casi eccezionali di particolare gravità (che possono comportare deroghe all'ordinamento giuridico) è stato modificato con l'aggiunta di un «anche» in tali casi. L'interpretazione dell'avvocatura e del sindaco è che «la legge che aveva motivato la sentenza del Tar è stata modificata, dando una possibilità al Comune di agire anche al di fuori dei casi di urgenza e contingibilità». L'ordinanza annullata dal Tar, che consentiva il sequestro della merce anche al di là della vendita quando è custodita nei cosiddetti 'borsoni', per il Comune resta quindi valida. L'amministrazione comunale - ha detto il sindaco - farà probabilmente ricorso per l'ordinanza del 2008, mentre l'ultima del 2011, firmata dallo stesso Orsoni, resta in vigore. All'attenzione dei partecipanti al vertice anche una lettera del rappresentante dei venditori ambulanti, che chiede l'individuazione di soluzioni mediate. Martedì 29 Marzo 2011


Tratto da:


Questo è il comune che ha fatto le delibere contro i borsoni. Si è "cazzuti" contro gli indifesi e si è deboli, se non complici, con l'amico dell'amico: tipico comportamento cattolico di cui Orsoni porta le responsabilità morali in quanto "fratello in croce" con Scola e il crocifisso che impone con la sua carica. Riporto le ultime informazioni tratte da Il Gazzettino sugli intrallazzi al Comune di Venezia ricordando che per il Teorema Caologero, tutti i vigili urbani e tutti i dipendenti comunali di Venezia sono ugualmente colpevoli del delitto ascritto agli arrestati.


Tangenti a Venezia/ Dipendenti comunali retribuiti con soldi, auto di lusso e escort Bertoncello: «Le ragazze? Una cosa pazzesca». I funzionari: «Ti informiamo noi». Finte foto per le autorizzazioni edilizie

di Gianluca Amadori


VENEZIA - Rudi Zanella e Luca Vezzà erano dempre a disposizione del geometra Antonio Bertoncello; sempre pronti a dargli informazioni sulle pratiche, ad assicurargli una corsia preferenziale, a fare pressione su colleghi e superiori. È quanto emerge dalle oltre 100 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Galasso, che si basa su centinaia di intercettazioni. I due dipendenti comunali si sentivano al telefono quasi tutti i giorni con Bertoncello, chiamato confidenzialmente "Gigetto", e lo incontravano spesso: le Fiamme Gialle parlano di una quarantina di incontri con il primo, una trentina con il secondo. «Stai tranquillo... appena vedo qualcosa sei informato... come sempre», dice Zanella per rassicurare il geometra. E in un altro colloquio gli conferma che la pratica è definita: «Fatto!.... devi farmi un monumento». Secondo il gip, il suo interessamento non è solo a titolo di amicizia. Zanella, in servizio allo Sportello unico attività produttive, sarebbe stato retribuito in denaro, attraverso l’utilizzo di auto di lusso e offrendogli l’opportunità di acquistare, e poi rivendere immobili a Venezia. «Non faccio lavori per niente», dichiara il dipendente comunale a Bertoncello. A conferma del passaggio di soldi ci sono numerose telefonate tra Zanella e un’amica: «I prossimi soldi che mi darà Gigetto mi vado a comprare un paio di scarpe», confida. La stessa donna, a seguito di una lite, avvenuta lo scorso gennaio, gli dà del corrotto e minaccia di denunciarlo: «... tutti gli intrallazzi che stai facendo!», gli scrive in un sms. Vezzà è distaccato dal Comune in Regione per occuparsi della Commissione di Salvaguardia e il gip scrive di lui che ha violato "tutti i doveri connessi all’esercizio delle proprie funzioni di fedeltà, obbedienza, segretezza, imparzialità, onestà, vigilanza e controllo... allo scopo di conseguire vantaggio economico personale". Con Bertoncello è in stretta confidenza, lo informa sull’andamento delle commissioni, segue le sue pratiche: «Ok, quindi tu praticamente l’hai predisposto dicendo: visto il parere favorevole... visto il parere favorevole... visto il parere...» gli chiede Bertoncello al telefono. «Gli ho scritto la motivazione», lo rassicura Vezzà. In un’altra occasione ricordano la pratica con cui sarebbe stata autorizzata un’altana attraverso false fotografie. Vezzà rassicura al telefono anche Emiliano Errico: «Ti ho fatto approvare la pratica». La Procura ipotizza che i favori siano stati retribuiti anche attraverso donne compiacenti, come dimostrerebbe un’intercettazione in cui Bertoncello dice di essere in compagnia con Vezzà ed Errico assieme ad alcune ragazze «che sono una roba pazzesca». Di Tullio Cambruzzi, incaricato delle istruttorie in Salvaguardia il gip scrive che "agisce incondizionatamente a favore di Bertoncello", preoccupandosi che le sue pratiche siano approvate "anche influenzando gli altri componenti". In più di una telefonata il dipendente comunale rassicura ii geometra: «Tutto è stato approvato», raccontandogli anche di una finta lite in commissione. Giovedì 31 Marzo 2011


Tratto da:


Il bello è che le sciocchezze di Orsoni, un integralista cattolico, saranno ascritte alla sinistra, a tutti quei partiti a cui Cacciari ha imposto Orsoni e che si sono accodati in modo non critico.

In questo caso non c'è differenza fra le scelte di Gentilini a Treviso e quelle di Orsoni a Venezia. E i cittadini? Affari loro...




31 marzo 2011

Claudio Simeoni

Meccanico Apprendista

Stregone Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

e-mail claudiosimeoni@libero.it

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