La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 30 marzo 2011

La devastazione della cultura in Veneto e l'ideologia del suicidio nella ricerca dell'unica felicità.


Nelle due Foto: Come i Veneti indendono la cultura


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Il Veneto è una regione sempre più disperata. La cultura viene aggredita e violentata da individui che spacciano per cultura gli spogliarelli, le sagre della polenta e le ombrelonghe. Chi tenta di fare della cultura è costretto ad agire quasi fosse un clandestino tanta è la violenza che la giunta Galan prima e Zaia oggi, mettono in atto contro i cittadini. Se li costringi a parlare in pubblico, sono pronti a fare grandi elogi alla cultura, ma quando si tratta di agire usano mezzi mafiosi e intimidatori che trovano spesso soggetti Istituzionali pavidi pronti ad accontentarli comportandosi in maniera “più realistica del re”. Se i cittadini possono solo raramente raccogliere informazioni nei confronti dei loro comportamenti criminali (vedi l’odio di Zaia per i veneti rappresentata molto bene dall’imposizione del crocifisso), gli effetti delle loro azioni sono evidenti nella società civile. Dai suicidi ai licenziamenti, dalla presa per i fondelli di operai che vengono licenziati, alle truffe, corruzione e concussione sempre più evidente e palese in tutto il territorio del Veneto nonostante la grande complicità che con quei comportamenti criminali ha avuto la magistratura del Veneto più preoccupata a difendere le relazioni stile mafioso che i magistrati intrattengono che non quella di essere i servitori dei cittadini incaricati a far rispettare le leggi. Orsoni che dice che se ne sbatte della sentenza del TAR. E’ un sintomo di quel cristianesimo criminale che con Gardin, Scola, Mattiazzo stanno distruggendo la società civile del Veneto e spinge verso conflitti, più o meno estesi e verso disagi sociali il cui costo ricade sull’intera società. E’ dai fatti di cronaca che noi costruiamo le nostre idee sulla società ed è nei fatti di cronaca che verifichiamo se le nostre idee sulla società hanno un qualche fondamento. Intanto a Treviso si spara e tenta il suicidio un altro fallito della vita:


Si spara alla testa e si schianta con l'auto

Gravissimo un imprenditore 50enne L'uomo è il genero di Cremonese (Sportful).Vettura contro la chiesa di Facen: intervenuti i vigili del fuoco


PEDAVENA — Per tentare di farla finita ha scelto di salire in macchina armato di fucile e si è diretto verso la chiesetta di Facen. Qui, lontano da tutto e da tutti, ha estratto l’arma e si è sparato alla testa. Qualcosa, però, non dev’essere andato come previsto: in un ultimo e rapido gesto di follia, abbandonata l’arma tra le ginocchia, ha scagliato con le ultime energie vitali la macchina verso il luogo di culto. Protagonista della tragedia Franco Maraccini, imprenditore cinquantenne di Pedavena, genero del patron della «Sportful» di Fonzaso, Giordano Cremonese. L’uomo, sposato con la figlia dell’industriale (che ha altri due figli maschi), lavora nella nota azienda di vestiario sportivo di famiglia che, dal 1946, produce filatura tessile. Grande il successo dell’impresa a livello mondiale dagli anni Settanta, in particolare nello sci di fondo e nel ciclismo, tanto che nel 2002 il marchio «Sportful» è stato impresso sul vestiario della Nazionale delle due ruote. Da alcuni anni Maraccini, con moglie e due figli, si era trasferito a Facen, nella frazione di Pedavena dove la famiglia Cremonese ha ristrutturato una grande villa. Una vita apparentemente tranquilla, tra l’impegno nel lavoro e quello di padre. Fino a martedì mattina, quando poco prima delle 9 l’uomo ha tentato di farla finita. A lanciare l’allarme alcuni abitanti di via Facen, quelli più vicini alla chiesetta del paese, accorsi sul posto dopo aver sentito due grandi boati. Al loro arrivo, increduli, hanno trovato la Mercedes di Maraccini in bilico sul muretto che funge da rialzo prima della scalinata della chiesa. L’auto, scontrandosi frontalmente con la ringhiera in ferro che delimita il dislivello, si è fermata in equilibrio precario appena prima di cadere sulla scalinata, circa 4 metri più giù. I soccorritori hanno dovuto attendere l’intervento dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza l’auto tirandola con un cavo sul piazzale. Maraccini è stato trasportato d’urgenza al «Santa Maria del Prato», dov’è rimasto ricoverato in Rianimazione fino al primo pomeriggio per poi essere trasferito nello stesso reparto del «San Martino» di Belluno. Gravissime le sue condizioni, a causa del proiettile che l’ha colpito e delle ferite provocate dallo schianto. Cruciali per lui saranno le prossime 24 ore.

Tratto da:



Un altro fallito della vita non trova di meglio che suicidarsi col gas. La famiglia dei ruoli e degli obblighi nei ruoli imposta dalla chiesa cattolica sul modello criminale della sacra famiglia cristiana, continua a mietere le sue vittime. Tanto più è totalizzante e feroce il controllo della chiesa cattolica sulle persone e tanto maggiore è il disagio che porta a stati d’animo esasperati in cui l’unico piacere della vita rimane la morte desiderata:


Treviso. Litiga con la moglie, poi si uccide

con i gas di scarico sulle rive del Piave

Vittima un allevatore di 49 anni scomparso da lunedì, cadavere

coperto da alcuni passanti in un'auto che si era fatto prestare

di Erica Bet

TREVISO - Fa perdere le proprie tracce e si toglie la vita con il gas di scarico dell'auto. Quando ieri pomeriggio alle 16.30 i passanti hanno notato l'automobile ferma nell'area golenale del fiume Piave, insospettiti hanno chiamato il 112. Per l'allevatore 49enne R.P., di Treviso, non c'era più nulla da fare. A scatenare il gesto estremo, sarebbe stata una lite scoppiata in ambito familiare per motivi sentimentali. L'uomo, sposato e residente con la consorte nel capoluogo, si era allontanato dalla città da lunedì.Quello dell'altro giorno è stato l'ennesimo litigio con la moglie, sempre più acceso e violento: nel loro rapporto, un tempo passionale, si era rotto qualcosa che lentamente ha logorato prima l'ambiente familiare e poi anche il suo spirito. Accecato dalla rabbia, il 49enne ha abbandonato la città a bordo di una Wolkswagen Polo di un suo amico. In preda alla disperazione, ha girovagato per molte ore. Percorse decine di chilometri, ha raggiunto l'Opitergino fino a fermarsi nell'area delle Grave di Papadopoli a Cimadolmo (Treviso). Qui, in modo lucido e deciso, ha concretizzato il suo piano. Ha collegato lo scappamento all'automobile utilizzando un lungo tubo, per poi sigillare il tutto. Si è adagiato sui sedili posteriori della vettura, ha acceso il motore e ha atteso la morte.Un piano preparato, pensando al materiale da utilizzare perchè nulla andasse storto. Forse studiato proprio nelle ore di vagabondaggio nella Marca, fino a raggiungere un luogo abbandonato e lontano da tutti. Fino a ieri pomeriggio quando i passanti hanno notato l'auto e avvicinandosi hanno fatto la macabra scoperta: sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di San Polo di Piave e i soccorsi. Per lui non c'era più nulla da fare: lentamente il monossido di carbonio lo aveva avvelenato, fino a farlo cadere riverso sui sedili dell'auto. Così lo hanno trovato, esanime i militari dell'Arma. Accanto a lui nessun messaggio che potesse spiegare il perchè del gesto.


Tratto da:



Una morte desiderata che avrebbe potuto essere allontanata col piacere della vita se non fosse che il piacere viene negato negando la cultura e spacciando la mercificazione del sesso come la forma di cultura per eccellenza che si muove nell’ambiente leghista di Treviso. Si tratta di un esempio di cronaca, ma è significativo della sostanza culturale leghista che vede nell’ombralonga, negli alpini ubriaconi e terroristi (vedi i comportamenti con i “bocia”), nella polenta e luganeghe, l’unica forma di cultura ammessa nel trevigiano. In queste condizioni, si comprende come alle persone non resti che suicidarsi:


SPACCIANO LAP DANCE PER ASSOCIAZIONE CULTURALE Controllo della Finanza in un locale di Crespano del Grappa: evasi 120mila euro


CRESPANO DEL GRAPPA – Locale da lap dance fatto passare per associazione culturale: scoperta un’evasione di circa 120mila euro. La Guardia di Finanza ha effettuato delle verifiche fiscali su un locale di Crespano del Grappa, cui fiscalmente facevano riferimento due associazioni culturali, per definizione senza fini di lucro. Ma secondo quanto constatato dalla Fiamme Gialle si trattava invece di vere e proprie attività commerciali, da qui la contestazione dell’evasione totale a carico dei referenti. I servizi offerti ai clienti, quelli tipici dei locali da lap dance, venivano pagati profumatamente e dietro c’era effettivamente un business. Niente a che vedere, quindi, secondo quanto verificato dalla Finanza, ad un’associazione culturale. La posizione fiscale delle false associazioni sono apparse poco chiare in virtù di rilevanti discordanze emerse dall’analisi delle banche dati della Finanza e dalla mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi per gli anni di imposta dal 2005 al 2009. Ed in effetti è stato riscontrato come gli apparenti associati in realtà fossero in definitiva veri e propri clienti occasionali. L’attività apparentemente culturale è stata classificata quindi come commerciale. Dentro al locale venivano fatti i tipici balletti di intrattenimento da ragazze immagine con abbigliamento succinto. Le stesse ragazze, poi, avevano l’incarico di intrattenere il cliente nel locale, con lo scopo di ricevere una costosa consumazione di bevande, per poi appartarsi nei privè. Lì, ovviamente a pagamento, facevano uno streaptease riservato. Matteo Ceron


Tratto da:


http://www.oggitreviso.it/spacciano-lap-dance-associazione-culturale-evasi-120mila-euro-34527 La disperazione in Veneto è totale. Il disagio è rappresentato da un disimpegno delle persone nella consapevolezza dell’inutilità della loro partecipazione alla vita sociale. Tutte le strutture economiche e dell’informazione legate alle amministrazioni comunali e provinciali, sono delle vere e proprie combriccole che, intrattenendo delle relazioni di tipo mafioso fra loro, impediscono ai cittadini qualunque tipo di iniziativa culturale, economica e sociale.




30 marzo 2011


Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8 30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

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