La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 17 aprile 2011

Botte ai bambini così si riaffermano i valori cristiani della famiglia voluti da Silvio Berlusconi e Scola cardinale cattolico di Venezia


Imprenditori veneti nell’ideologia “mi son el paron”, la sacra famiglia cristiana di criminali del tipo Scola e le violenze in famiglia. E’ il terrore del crocifisso a cui troppi veneti sono stati costretti in ginocchio e che li costringe a veicolare del delirio di onnipotenza nella società sommando danno a danno. Un’onnipotenza che questo IMPRENDITORE ha esercitato nei confronti dei suoi figli come se fossero bestiame da ridurre all’obbedienza. Ha esercitato i principi propri della religione cattolica costringendoli ad “onorare il padre e la madre”, ma dimenticandosi che vive in un regime retto dalla Costituzione della Repubblica che, a differenza del criminale in croce, impone il rispetto e i doveri ai genitori nei confronti dei bambini.

Chissà se Lauredana Marsiglia, quel giornalista amico dei picchiatori di bambini, che scrive su Il Gazzettino, anche in questo caso scriverebbe, come scrisse a proposito delle violenze messe in atto dalle suore cattoliche all’asilo Sanguinazzi di Feltre su Il Gazzettino del 21 agosto 2004:

“Forse qualche schiaffo, forse qualche strattone o qualche reprimenda, in un sottile confine fra lecito ed illecito nel sempre difficile compito di educare. Quel che si dice un caso di Jus Corrigendi.”

C’è sempre qualcuno che giustifica le violenze del più forte sul più debole: lo eccita sessualmente! Si identifica nel picchiatore o nel violentatore. Siamo di fronte al terrore imposto dalla famiglia cristiana. Quei valori famigliari, fatti di botte, torture e violazione dei diritti fondamentali dei minori che lo stesso Silvio Berlusconi evoca quando accusa la scuola di educare a valori estranei a quelli della famiglia. Come in questo caso in cui la scuola è stata fondamentale per individuare i comportamenti criminali di individui che solo l’ideologia della violenza di Scola può definire “genitori” anziché delinquenti. Riporto l’articolo:


Tre fratellini presi a cinghiategenitori indagati, bambini allontanati L'inferno in una famiglia senza problemi economici della provincia è venuto alla luce grazie alla maestra di uno dei tre bambini che ha chiesto di raccontare la vita tra le mura di casa. I piccoli - di 6, 8 e 12 anni - già ascoltati dal pm. Le violenze usate dal padre per costringerli a lavorare

di Giorgio Cecchetti

VENEZIA. Li picchiavano spesso, il padre usava una cintura per farlo. I servizi sociali, alla fine, sono intervenuti e hanno allontanato dalla famiglia i tre bambini, il piccolo di sei anni e le sorelle di otto e 12. Ieri sono stati interrogati: i genitori sono indagati per maltrattamenti. Una famiglia del tutto normale, nessun problema economico, lui fa il falegname in un paese del Veneto Orientale e la moglie lo aiuta nell'amministrazione, tre bambini sani, una villetta con giardino e taverna. Eppure per quei tre piccoli, un maschietto e due femmine un po' più grandi, la vita in casa era diventata un inferno. Ieri, al giudice veneziano Antonio Liguori, che li ha sentiti alla presenza di uno psicologo e con tutte le attenzioni possibili, hanno raccontato che venivano picchiati se non ogni giorno, quasi. Era il padre a farlo e usava la cintura dei pantaloni, se la sfilava e giù scudisciate. La madre era presente e non faceva nulla per convincere il marito a smettere o per fermarlo, inoltre non si sarebbe mai mossa per denunciare ciò che accadeva ai suoi figli. A chiedere l'interrogatorio dei tre bambini in incidente probatorio, in modo che i verbali possano essere utilizzati nel processo senza che il Tribunale debba riconvocarli in aula, è stato il pubblico ministero Lucia D'Alessandro. Ieri, i tre bambini, che sono stati sentiti senza che vedessero che c'erano i genitori ad ascoltarli assieme al loro difensore, l'avvocato Laura dei Rossi, hanno sostanzialmente confermato le pesanti accuse. Avrebbero spiegato che venivano picchiati per i più svariati motivi. Se non prendevano la sufficienza in un compito o nelle interrogazioni a scuola, se non sistemavano le loro camere a casa, se rispondevano male ai genitori, se litigavano tra loro. Il reato di maltrattamenti del quale sono indagati il padre e la madre è grave, tanto che il codice penale lo punisce con una condanna che può variare da un anno a cinque anni di reclusione. Se dal fatto derivano lesioni gravi la pena può aumentare fino a otto anni di carcere. La coppia avrà naturalmente la possibilità di difendersi, negando le accuse, spiegando in quali circostanze sarebbero accaduti i fatti raccontati dal bambini, citando testimoni a discarico, magari parenti e amici che hanno frequentato casa loro. Lo potranno fare al termine delle indagini preliminari, nel caso la pm chiedesse il rinvio a giudizio, come è probabile soprattutto dopo le dichiarazioni rese ieri dai minori. I fatti sono venuti alla luce quasi per caso e sono stati segnalati ai servizi sociali dagli insegnanti della maggiore dei tre fratelli, che frequenta la scuola media. La ragazzina, in un compito di italiano che doveva scrivere, ha praticamente raccontato quello che accadeva spesso in casa sua a lei, a suo fratello e alla sorellina. Doveva svolgere, come tutti i suoi compagni di classe, un tema sulla sua famiglia. Lette quelle righe, l'insegnante ha parlato con la ragazzina, che ha confermato, quindi è stato coinvolto il Tribunale per i minori.

Tratto da:



Sono i valori della famiglia che piacciono tanto a Silvio Berlusconi. Quella scuola che svelando le violenze altera i “sistemi educativi” dei criminali detti “genitori cristiani” producendo quella disperazione che porta all’emarginazione, da un lato, e al delirio di onnipotenza, dall’altro, e fa del Veneto una regione di disperati. Che ne sarà di questi bambini? Saranno consegnati all’odio cristiano, alle strutture detentive gestite dai cattolici e diverranno oggetto d’uso dei cattolici stessi e del crocifisso appeso ad una parete. Ironia della loro sorte: il crocifisso li ha fatti vivere nell’angoscia e nell’angoscia cresceranno senza trovare vie d’uscita psico-emotive diverse dalla sottomissione e dalla dualità padrone-schiavo. La vita, per uscire dall’odio cristiano, deve passare per questi orrori. E pensare che fino ad una quindicina d’anni fa’ i diritti dei bambini non erano ancora riconosciuti grazie a criminali come Andreotti, Moro e Craxi che fecero della violenza agli individui privati dei loro diritti Costituzionali il fondamento della loro ideologia. Nessun partito politico, proprio per la violenza di Aldo Moro, Giulio Andreotti, Fanfani, Rumor, ecc. ha mai messo a fondamento della sua politica la questione dell’infanzia e ancor oggi, nessun partito politico mette al centro della sua politica la questione dell’infanzia: i bambini non votano e tutti hanno paura di perdere i voti (almeno esistessero) dei cattolici.

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17 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

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