La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 15 aprile 2011

Collezione Pinault nell'"Elogio del dubbio" e i professori dell'accademia di Lubiana: artigiani e artisti a confronto a Venezia

Sono stato a vedere la mostra d’Arte a Punta della Dogana a Venezia dal titolo “Elogio del dubbio” e sono rimasto molto deluso. A parte la statua di Thomas Schutte che manifesta il senso del fallimento esistenziale, l’intera mostra sembrava costruita da un vampiro allo scopo di succhiare le emozioni dei visitatori. “Caro visitatore, dice la mostra, tu sei stupido. Devi immaginare che cosa io volevo dire, trasmettere e rappresentare. Tu, visitatore, sei l’interprete, ma io, come autore e come artista, mi guardo bene dall’esporre le mie emozioni nell’arte che espongo: visitatore, sei la mia preda, fammi vendere cosa in te rappresenta ciò che io ho fatto perché di quello che ho fatto non ne conosco il senso. Vendere è lo scopo di quella mostra. Anche se non vende le opere della collezione vende l’idea che quelle siano opere d’arte. Appare evidente che ogni artista ha lo scopo di vendere le proprie opere o la propria idea di arte, ma prima di tutto ha il compito di manifestare uno stato emotivo di empatia col mondo e con la vita che, una volta rappresentato nell’opera, trasmette simbolicamente al visitatore tali emozioni suscitando ed espandendo le emozioni del visitatore. Nulla di questo è nell’artigiano che mettendo insieme una serie di materiali assembla un oggetto che può essere usato o può contenere dei significati. Madre Atena è una cosa le figlie di Madre Mnemosine, le Muse, sono un’altra cosa. Mai Madre Atena si è messa in concorrenza con le figlie di Mnemosine, né le figlie di Mnemosine hanno preteso di fare cosa diversa della rappresentazione del divino negli Esseri Umani.





Della mostra Elogio del Dubbio, il dubbio viene: “Ma chi volete far fessi?”


Caroline Bourgeois ha messo insieme un’esposizione di oggetti come se fosse un negozio del centro di Venezia. Una boutique di oggetti che ricchi e spendaccioni possono comperare per abbellire le loro ville, ma il cui valore emotivo è pari a zero. Oggetti di buoni artigiani, ottimi artigiani, che fanno un cucchiaio enorme da mettere al centro della stanza, il cuoricino di una scatola di baci perugina da oltre una tonnellata, un vestito da sposa sospeso ad un traliccio di ferro, la rappresentazione di una violenza sessuale fobica che invita il visitatore ad immedesimarsi nell’aguzzino e nel piacere della perversione. Peni al posto di dita e nasi in un bunga bunga perenne in cui il fruitore del bunga bunga può manifestare il piacere del possesso mediante una fobia sessuale come esercizio del potere. Acqua che esce dalle teste in una perenne massificazione che rientra nelle teste, argomento scontato, come scontata è la stanza del controllo della società mediante armi, gioco d’azzardo candelabri e sedie che richiamano la religione cristiana con un grande serpente al centro della stanza (che secondo l’artista starebbero a significare il “potere” cristianamente inteso). Grande esposizione di armi e vecchi cannoni, cosa che avrebbe fatto anche un antiquario nell’esporre la propria merce. Sgabelli circolari luminosi dal colore dell’acqua buoni per un arredatore e nove statue di marmo sotto il lenzuolo a rappresentare cadaveri informi ma che si riducono a forme amorfe. All’ingresso della mostra ti accoglie un cavallo che dà l’idea di avere la testa dentro ad un muro, ma non suscita né emozione, né compassione, né sorpresa, solo materia a forma di cavallo senza testa appoggiata ad un muro. Segue una stanza da robivecchi in cui vecchi materassi, apparentemente recuperati nei lager per migranti di Maroni vengono esposti per essere venduti a ricchi desiderosi di possedere se non un campo di sterminio, almeno una sua rappresentazione sulla quale poter dominare. Non è da meno la parata delle tre statue di Thomas Schutte fatte di ferro con una vecchia coperta militare sulle spalle che danno l’idea di prigionieri che vanno verso le celle: opera molto funzionale all’arredamento di Silvio Berlusconi che in quell’opera potrebbe cogliere il suo potere nell’aver imprigionato Istituzioni e Costituzione. Grandi quadri scuri con uno sormontato da dei bambini che sembrano guardare l’abisso. Peccato che l’artista non abbia dato un senso emotivo all’abisso, ma abbia fatto un’impastellata. Avrebbe potuto trasmettere il senso dell’abisso che attrae i bambini. Ma l’abisso non ha spessore emotivo. Per non parlare della stanza del decadentismo americano: una somma di oggetti senza nessun senso se non nella rievocazione di “bei tempi antichi” in cui “certe cose” si potevano fare e oggi no....

Riporto da La Nuova Venezia:


Mille vip alla vernice della mostra di Pinault Vernice vip con mille invitati a Punta della Dogana per Elogio del Dubbio, le opere di Pinault. Autorità, bei nomi della moda e del jet set e clima sobrio, senza sfarzo e senza sprechi. Domenica ingresso gratuito per i veneziani

9 aprile 2011

VENEZIA. François Pinault ha inaugurato con mille invitati la nuova mostra di Punta della Dogana, Elogio del Dubbio. Pochi francesi, pochi rappresentanti delle istituzioni, per le signore una scelta obbligata tra gli abiti estivi visto il sorprendente clima di questi giorni. A fare gli onori di casa madame Pinault con Pinault jr, il direttore Marthin Bethenod e la curatrice Caroline Bourgeois. Presenti il prefetto Luciana Lamorgese in perfetto blu, Manuela Pasetti, i marchesi Berlingieri, Luigino Rossi con Roberta, Angela Vettese, Giandomenico Romanelli. Angela Missoni e Alberta Ferretti dal mondo della moda; Jean-Jacques Aillagon e Toto Bergamo.Per il sindaco Giorgio Orsoni, "una mostra interessante, e Punta della Dogana è stata anche un laboratorio". Per i veneziani, oggi l'ingresso alla Dogana è gratuito. Per la città, invece, è questa l'anteprima della grande festa dell'arte (e della mondanità) che esploderà a giugno con la Biennale.


Tratto da:




Io mi auguro che la 54.esima esposizione d’arte, la Biennale di Venezia di prossima apertura, non ricalchi questo.


Proprio per i “mille vip alla vernice della mostra di Pinault” voglio segnalare che vicino a quella mostra, sempre in punta della Dogana nei magazzini del Sale (magazzino N. 3 al civico 264), c’è un’altra Mostra d’arte, ed è quella di 5 artisti dall’accademia di Belle Arti e Design dell’università di Lubiana in una specie di “scambio Erasmus” con cinque professori dell’accademia di Belle Arti di Venezia che espongono a Lubiana.

Espongono gli artisti Emerik Bernard, Herman Gvardjancic, Jozef Muhovic, Franc Novinc e e Branko Suhy.

Una mostra emozionante dove i quadri esposti esprimono le emozioni degli artisti che li hanno eseguiti ed hanno la capacità di trasmettere quelle emozioni allo spettatore. Nulla in confronto con l’esposizione muta e triste della collezione Pinault.

In particolare Franc Novinc che nei suoi quadri ha la capacità di individuare il sacro nei gesti quotidiani e le emozioni che da quei gesti scaturiscono. Alcune foto che metto in blog sono alcune di quei quadri come Il crespino in una notte di luna o Il ritorno dal campo, oppure Le mani di mia zia o La mattina nell’aia. Oppure, un altro quadro molto bello dell’uomo che si perde nel mare nero di una gestazione incompiuta. Sicuramente i mille vip presenti all’inaugurazione della mostra della collezione Pinault non si curano di questa mostra che, dal mio punto di vista, ha una visione del sacro della vita capace di ispirare i sentimenti emotivi profondi delle persone. Questa mostra rimarrà aperta fino al 06 maggio 2011. Vale la pena di vederla per far emergere le emozioni dentro di noi e, piuttosto, risparmiate i soldi che dovreste sborsare per vedere la collezione Pinault in cui solo ricchi e annoiati possono vivere la loro noia nell’attesa che la morte possa mettere fine alla loro angoscia.


15 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

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