La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 12 aprile 2011

La paura di perdere il lavoro: ennesimo suicidio in Veneto


Un altro fallito nella sua esistenza che non ha trovato nulla di meglio che suicidarsi. I veri falliti sono i suoi genitori che al figlio, ingegnere, hanno insegnato ad usare “l’amico dell’amico” per risolvere i propri problemi personali. Ci si rivolge al “politico amico” come ci si rivolgerebbe al mafioso della cosca palermitana o calabrese per risolvere i problemi che affliggono, anziché affrontarsi sul piano sociale. In questo modo i genitori hanno educato il loro figlio che, separato dalla società in cui viveva, pensava di non avere più nessuna possibilità una volta licenziato: come la fine imminente del mondo prospettata da Gesù nei vangeli e che tanta disperazione ha imposto ai ragazzi. Mentre centinaia di migliaia di persone vivono la condizione di disoccupazione voluta da politici come Berlusconi, Zaia, Bossi, Maroni, Calderoli, Tremonti, Mercegaglia ecc. alcuni falliti della vita lastricano con i loro cadaveri la via della società.

E non l’aveva perso del tutto il posto di lavoro: cosa avrebbe fatto se avesse dovuto elemosinare un posto di lavoro a 60 anni?

Riporto l’articolo dalla Nuova Venezia:

Trevignano, si suicida ingegnere in crisi per il lavoro Il timore di un possibile licenziamento ha spinto un ingegnere al gesto estremo:

si getta dal terzo piano: è morto sul colpo.

Non aveva ricevuto nessuna comunicazione, ma temeva fortemente di perdere il posto


TRIVIGNANO. Da giorni, dopo aver saputo che la sua azienda in crisi l'avrebbe presto licenziato, non si dava pace ed era sempre più depresso. E ieri, chiuso nel bagno dell'appartamento - in via Castellana a Trivignano dove conviveva con una donna - si è tagliato i polsi e poi si è gettato dal terzo piano morendo sul colpo. Allertati dalla convivente che non lo vedeva uscire dal bagno, sono intervenuti sul posto l'ambulanza del Suem (nella foto) e una volante della Polizia: sanitari e agenti non hanno potuto fare altro che accertare la morte. La vittima è M.P., un ingegnere di 43 anni, dipendente di una società di navigazione veneziana che recentemente aveva annunciato - ma non ancora formalizzato - la dichiarazione dello stato di crisi e l'avvio della procedura di mobilità (cioè il licenziamento) per una quarantina di dipendenti. Da quel che si è appreso parlando con i familiari, sconvolti dalla notizia, proprio la prospettiva di perdere il posto di lavoro e dover trovarne un altro sarebbe stata la molla che ha spinto M.P. a tagliarsi prima i polsi col coltello trovato in bagno e poi gettarsi dalla finestra per mettere fine più in fretta alla sua vita. La disperazione dell'ingegnere per il prossimo licenziamento era tale che i suoi genitori hanno chiesto a Renato Borsaso, loro amico ed ex presidente del consiglio comunale, di aiutarli a trovare un nuovo posto di lavoro per il figlio che non riusciva a togliersi dalla testa quell'ossessione.In realtà M.P. non aveva ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dall'azienda che confermasse il suo inserimento nella lista di mobilità; ma lui ne era totalmente convinto, tanto da non riuscire a farsene una ragione e uccidersi.

Tratto da:



E’ il classico fallito nella vita. Un cadavere dell’educazione cattolica. Una persona ridotta a cadavere e sacrificata al delirio di onnipotenza del crocifisso. un cadavere dell’amico dell’amico che, quand’era persona, si era dimenticato di far parte della società civile. Si era dimenticato di essere un cittadini e, per questo, ha potuto essere depresso e ha deciso di farla finita. E’ un cadavere prodotto dal fallimento della società veneta costretta a rinunciare alla Costituzione in favore di un criminale in croce. Noi, che siamo attraversati dalla disperazione sociale, seduti sulla riva del fiume della vita guardiamo galleggiare i cadaveri del fallimento sociale e non ci resta che contarli uno ad uno e scuotere la nostra testa per ciò che avrebbe potuto essere e, invece, sta galleggiando immobile nel fiume.

Entra nel circuito del


12 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

Nessun commento:

Posta un commento