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Il ragazzo con la rana

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Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 24 aprile 2011

Le farneticazioni deliranti di Ratzinger nell'identificazione col dio onnipotente e le spese di Orsoni a Venezia




Le farneticazioni filosofico-demenziali di Ratzinger sono vere e proprie ingiurie alla società civile.


Uno come Ratzinger è vissuto truffando e ingannando le persone e ha finito per interiorizzare l’inganno in sé stesso al punto tale da non riuscire più a vedere il mondo se non attraverso la stessa truffa che ha interiorizzato. Più che “vedere” il mondo, si tratta di impedirsi di vedere il mondo per impedire alla sua psiche di entrare troppo in conflitto con la realtà del mondo che lo sconvolge.
Le sua affermazioni, durante l’ultima omelia, sono quanto di più squallido, becero e criminale, può uscire dalla bocca di un individuo.


E’ indubbio che il bambino, uscito dalla vagina di sua madre mette in moto quel processo di formazione della ragione dalla quale nasce la sua descrizione del mondo. Che il bambino, uscito dalla vagina di sua madre metta in moto un tale processo di formazione della sua descrizione del mondo, non c’è dubbio, ma che Ratzinger offenda le persone affermando che tale processo di formazione soggettiva della conoscenza del mondo sia la realtà del venir in essere del mondo in sé, è semplicemente demenziale e criminale.

Non esiste una “ragione creatrice” dell’universo in sé: PROPRIO NON ESISTE. Se non nella patologia criminale malata di Ratzinger. Nel suo desiderio da delirio di onnipotenza che vede l’identificazione della sua ragione soggettiva con la “ragione universale” che avrebbe manifestato il mondo in cui vive. Il mondo non è ciò che la ragione del singolo essere umano descrive, ma è un oggetto in sé che sfugge alla dimensione razionale la quale è una semplificazione del mondo operata dal soggetto che vive nel mondo e che, a seconda della sua ragione, amplia o circoscrive la sua descrizione, comprensione, del mondo stesso: in caso contrario non si capirebbero le scoperte scientifiche con il relativo ampliamento della descrizione soggettiva del mondo.


Che un malato mentale come Ratzinger possa fare molto danno liberando la sua patologia onnipotente da freni inibitori, sia psichici che sociali, non c’è dubbio, ma se il singolo uomo non libera il suo desiderio e le sue pulsioni nella vita quotidiana e nella sua struttura psico-emotiva, diventa prigioniero di una ragione che piega il suo desiderio all’interno di forme di malattia psichiatrica: come quelle di Ratzinger.


La libertà di distruggere, di possedere, di danneggiare per dare libero sfogo al delirio di onnipotenza, appartiene solo a personaggi come Ratzinger e a delinquenti cristiani che non avendo soggettivato le norme sociali arrivano a vagheggiare di un dio padrone onnipotente in diritto di macellare gli Esseri Umani o di una famiglia “naturale” che esiste solo nel loro desiderio di possesso degli individui.


La libertà di veicolazione del delirio di onnipotenza fa costruire i campi di sterminio in stile nazista, fa mandare il diluvio universale per macellare l’umanità, fa macellare i sacerdoti di Baal, fa ordinare a Gesù di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui facendo macellare tutti i Pagani che si rifiutano di mettersi in ginocchio davanti ad un pazzo criminale in croce che i cristiani impongono per imporre la malattia mentale.


Una malattia mentale da delirio di onnipotenza che fa dire a Ratzinger: “Il principio di tutte le cose è la Ragione creatrice...”, cioè lui stesso uscito dalla vagina di sua madre: prima di lui il “nulla”, dopo di lui il “nulla”. Il delirante che vede il mondo attraverso sé stesso come inizio e fine di sé stesso. Da questo delirare prosegue la sua riflessione in un crescendo di delirio di onnipotenza quando afferma: “...è amore e libertà...”; che significa che la sua volontà creatrice ama il possesso del mondo, le persone sottomesse al suo delirio di onnipotenza, e per libertà intende la sua libertà di veicolare quel delirio di onnipotenza fra gli Esseri Umani. Il diritto di macellarli tutti per riaffermare il suo delirio di onnipotenza. Ed è esattamente in questo delirare da onnipotente che afferma “della libertà si può fare uso indebito”. Dopo che hai macellato tutti gli uomini col diluvio universale, grande delirio di onnipotenza in cui Ratzinger vede la libertà di sottrarsi ad ogni restrizione di legge (mi sembra Silvio Berlusconi), non trovi più nessun Essere Umano su cui esercitare il delirio di onnipotenza.

Sì! Il dio padrone con cui si identifica Ratzinger si vanta di aver fatto un campo di sterminio a dimensione planetaria e Ratzinger sa che la legge lo vieta e, allora, meglio accontentarsi nel proprio delirio. Troppa libertà di delirare può essere condannata dall’umanità. Ratzinger è consapevole che deve frenare il suo delirio di onnipotenza (qualcuno lo ha trascinato davanti ad un tribunale come corresponsabile morale di violenza ai bambini) anche se, controllare la veicolazione del delirio di onnipotenza comporta sempre sofferenza per il delirante perché lo costringe a limitare la sua onnipotenza. Da qui il grido di dolore dell’onnipotente Ratzinger: “...esiste anche ciò “che è avverso alla creazione”.” Esiste, per Ratzinger, ciò che è avverso al suo delirio di onnipotenza che, tradotto in una dimensione pratica e quotidiana significa che “c’è qualcuno che è contrario al fatto che noi cattolici violentiamo i bambini per imporre la nostra fede in Gesù e nel dio creatore suo padre....”

E’ il delirio di onnipotenza in cui Ratzinger, si identifica nel dio padrone, che trova impossibile e impensabile che la vita e il mondo divenga da sé, in sé e per sé. “Come, dice Ratzinger, come può la vita divenire in sé, SENZA DI ME?”


“In questo contesto è impensabile, per papa Ratzinger, che "nell'universo in espansione, alla fine, in un piccolo angolo qualsiasi del cosmo", si sia formata casualmente "una qualche specie di essere vivente, capace di ragionare”.”


Il “ragionare” di Ratzinger altro non è che un delirare che si crogiola nell’onnipotenza. La stessa onnipotenza con cui il Ratzinger di quel tempo condannò Galileo perché osava affermare qualche cosa che il delirio di onnipotenza del Ratzinger di quel tempo non ammetteva. Ora che le affermazioni di Galileo sono ammesse da questo Ratzinger, i confini del delirio di onnipotenza sono spostati: arriva ad ammettere un universo in espansione!


E’ meraviglia, per Ratzinger, che in un “angolo qualsiasi del cosmo” c’è una specie vivente che può essere sottomessa al suo delirio di onnipotenza. In nessun altro posto del cosmo è avvenuta , in nessun altra parte del cosmo si manifesta la sua coscienza, il suo essere Ratzinger onnipotente, solo qui. Per Ratzinger, non può essere un caso che la sua “beltà” si esprima proprio qui e non da un’altra parte del cosmo: c’è il “disegno” del dio padrone, sicuramente. Nella sua malattia mentale Ratzinger non si accorge di essere nato qui, in questa specie e voltandosi voltando al passato il suo delirio trova la sua esistenza da onnipotente assolutamente straordinaria: solo un dio padrone onnipotente può aver permesso l’esistenza dell’onnipotente Ratzinger. Ratzinger si pensa onnipotente perché “capace di ragionare”, ma senza decine di migliaia di servi sui quali esercitare il suo delirio onnipotente, non sarebbe in grado di adattarsi alle variazioni di un ambiente ostile: non sarebbe in grado di vivere. La sua ragione lo protegge, lo avvolge, lo riempie di paure per la sua incapacità di vivere e, per questo, lo porta a delirare in un assolutismo che lo innalza al di sopra della vita e della Natura in un’identificazione con un assoluto che emerge dal suo bisogno patologico. Questo assolutismo gli fa dire:


“Se l'uomo fosse soltanto un tale prodotto casuale dell'evoluzione in qualche posto al margine dell'universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura", ha detto il ...teologo.


Ed è solo paura di morire. Quando muore, muore anche la sua ragione e Ratzinger è terrorizzato dalla sua morte.


L’Essere Umano è il prodotto dell’evoluzione, ma l’evoluzione non è casuale se non nelle categorie mentali dell’onnipotenza delirante. Solo all’interno delle categorie di pensiero proprie dell’onnipotenza delirante esiste la dicotomia fra volontà e progetto del delirante che si identifica col dio creatore e tutto il resto che il delirante considera privo di progetto, scopo e intelligenza, e chiama “caso”. Ma si tratta di offese alla vita e agli uomini fatte dal delirante onnipotente, non di affermazioni con un qualche fondamento di realtà oggettiva. Non si tratta di un’interpretazione del mondo e della realtà, ma si tratta della proiezione del delirante del proprio delirio sulla realtà al fine di costringere la realtà a piegarsi e accettare il suo delirio.


L’essere Umano è il prodotto dell’evoluzione che comporta scelte soggettive in processi di adattamento a scelte soggettive in processi di adattamento ecc. che il singolo soggetto chiama “realtà oggettiva” nella quale fa le sue scelte adattative che comportano continue modificazioni del presente in cui il soggetto vive. Parlare di queste infinite scelte fatte da un numero infinito di soggetti e di intelligenze in un infinito tempo e in un numero infinito (perché non possiamo fare altro che usare il termine infinito per la grande quantità) di generazioni dall’origine della Terra alla nascita del delirante Ratzinger, di caso, è pura demenza. Lo può fare un bambino appena uscito dalla vagina di sua madre che si appresta ad affrontare una realtà infinita e sconosciuta, ma non è ammesso che il delirare di un infantilismo onnipotente danneggi la vita ed offenda la società civile e i suoi processi adattativi come risposta alle spinte di libertà dei suoi cittadini.


RATZINGER OFFENDE IL GENERE UMANO, la società civile, l’intelligenza degli italiani.


Tutte queste farneticazioni ratzingeriane si riducono praticamente alla pretesa di violentare bambini per imporre a loro l’accettazione e la soggettivazione del delirare stesso. Solo in una collettività chiusa al futuro e circoscritta nel delirio ratzingeriano può esserci l’accettazione del delirio di onnipotenza come norma e cultura; fuori dal terrore militare, il delirio ratzingeriano appare per quello che è: pura malattia mentale. Una malattia mentale che forte della corruzione e della vigliaccheria della Polizia di Stato e di Magistrati corrotti (che agiscono rispondendo a sollecitazioni avverse alla Costituzione della Repubblica), viene imposta ai bambini fino a legittimarne lo stupro e la violenza psichica come legittimazione del diritto di Ratzinger di veicolare il suo delirio di onnipotenza.


Tutto il delirio creazionista di Ratzinger si riduce, molto banalmente, alla pretesa di legittimazione nella violenza ai bambini così da imporre loro la dipendenza dal crocifisso e costringerli a delirare a loro volta...


Ratzinger non è un “teologo”, ma un povero malato mentale circondato da uomini armati che ne proteggono la malattia e che viene favorito da istituzioni che vedono i loro profitti ILLEGALI nel favorire l’imposizione nella società di quel delirio.


Fra qualche giorno, il sindaco di Venezia Orsoni spenderà centinaia di migliaia di euro sottratti ai cittadini per favorire l’attività di violenza sui bambini di questo delirante: è una vera e propria ingiuria di Orsoni ai problemi della città di Venezia e della sua terraferma.


Riporto le farneticazioni di Ratzinger:


Durante l'omelia il Papa ha incentrato la sua riflessione sul brano della Genesi che parla della creazione. “Il principio di tutte le cose è la Ragione creatrice, è l’amore, è la libertà”, ha osservato Benedetto XVI , osservando che “della libertà si può fare uso indebito” perché esiste anche ciò “che è avverso alla creazione”. In questo contesto è impensabile, per papa Ratzinger, che "nell'universo in espansione, alla fine, in un piccolo angolo qualsiasi del cosmo", si sia formata casualmente "una qualche specie di essere vivente, capace di ragionare”. “Se l'uomo fosse soltanto un tale prodotto casuale dell'evoluzione in qualche posto al margine dell'universo, allora la sua vita sarebbe priva di senso o addirittura un disturbo della natura", ha detto il Pontefice-teologo.



Tratto da:





Solo con schiere di uomini armati Ratzinger non viene processato per violenza ai bambini. Solo con schiere di uomini armati le farneticazioni non hanno portato Ratzinger ad essere ricoverato in manicomio. Però, se voi entrate negli istituti psichiatrici troverete molte persone che manifestano la loro malattia con idee deliranti simili a Ratzinger, costruiti dai Ratzinger stessi nella loro smania di sottomettere le persone e soddisfare, con questo, il loro delirio di onnipotenza.

Proteggete i vostri figli. Fornite loro mezzi adeguati per affrontare la società e il loro futuro. Rigettate l’odio di Ratzinger per la vita. Un odio che vuole la vita sottomessa, succube e sofferente davanti a sé stesso che si identifica col suo dio padrone. Non identificate i vostri figli nel delirio di onnipotenza di un dio padrone. Ratzinger è terrorizzato dalla sua morte nella quale morirà la sua ragione e lui non potrà più veicolare il suo delirio di onnipotenza.

Quando Ratzinger morirà non avrà futuro. Con la sua morte fisica morirà il suo delirio. La sua volontà di violentare gli uomini ha consumato la sua energia e la sua possibilità di costruire il suo corpo luminoso: non gli resta che sopravvivere mediante il delirio di onnipotenza. In quel delirio non resta che il principio cristiano del "Muoia Ratzinger con tutti i Filistei". Né per Ratzinger, né per i suoi fedeli c'è qualche cosa dopo la morte, solo la disperazione di aver distrutto la loro vita: la loro occasione di eternità.




24 aprile 2011


Claudio Simeoni


Meccanico


Apprendista Stregone


Guardiano dell’Anticristo


P.le Parmesan, 8


30175 – Marghera Venezia


Tel. 3277862784


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