La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 11 aprile 2011

Lega Ticinese e Lega Nord unite contro i cittadini italiani: qualcuno da criminalizzare si trova sempre basta far fessi i Veneti


Le guerre al massacro dei leghisti. Come Gobbo e Gentilini istigano all’odio contro gli “africani”, così i loro omonimi, i leghisti del Ticino, istigano all’odio contro gli italiani. Gli italiani, lombardi e veneti in prima fila, sono i pezzenti, gli indesiderati. Quel fenomeno degli italiani pezzenti che sono i frontalieri che si permettono di dormire in Lombardia e lavorare in Svizzera. Come Gobbo e Gentilini, aggredendo gli “extracomunitari” hanno di fatto ridotto alla miseria chi li eleggeva, come i commercianti di Treviso, così la Lega Ticinese vuole ridurre alla miseria i cittadini della Svizzera. E’ inutile spiegare ad un leghista i meccanismi della formazione della ricchezza sociale di cui egli sta beneficiando; esattamente come è inutile spiegare alla Mercegaglia i disastri che ha fatto nella sua stessa associazione appoggiando le attività in stile mafioso e i bunga bunga di Silvio Berlusconi. Il leghista, come l’industriale, si identifica con l’onnipotenza del suo dio padrone e quando ha successo non è mai perché una serie di condizioni hanno favorito il suo successo, ma perché lui, come un novello dio creatore, ha saputo imprendere in una società di fessi che non hanno impreso. Per questo al variare di una sola condizione che gli era favorevole l’industriale tende a fallire rivelando l’incapace che era e il delirante che si presentava alla società. Questo vale anche per i leghisti che hanno distrutto la società civile al fine di garantirsi un ingiusto profitto; mentre favoriscono le prostitute di Silvio Berlusconi e le leggi che servono a Silvio Berlusconi per non pagare per i delitti che ha commesso, sul territorio aggrediscono i cittadini per rapinarli: come gli autovelox sul Put. Indicano gli extracomunitari come i nemici e intanto rapinano i cittadini di Treviso. In poco più di un anno sono riusciti a fare 10.000 licenziamenti. E questo accadrà anche in Svizzera per la guerra che la Lega fa ai cittadini italiani: gli extraconfederali che andando in Svizzera rubano il lavoro agli svizzeri.

Riporto:

SVIZZERA La Lega dei ticinesi è il primo partito paga la guerra ai "frontalieri italiani"

La forza politica guidata da Giuliano Bignasca ha ottenuto il 29,8% alle elezioni cantonali, un aumento di otto punti. Tra i suoi cavalli di battaglia la revisione dell'accordo con Roma sulle tasse riscosse dai lavoratori del nostro Paese

di PAOLO CASICCI

Bignasca (con la maglia verde) festeggia il successo elettorale. Il vento leghista conquista il Ticino. Da ieri, la Lega dei Ticinesi è il primo partito del Cantone, con il 29,8 per cento dei consensi e due seggi nel nuovo esecutivo locale. Uno "tsunami elettorale", come titola, da Zurigo, il quotidiano Neue Zürcher Zeitung. Per il movimento di Giuliano Bignasca, il "Bossi di Lugano", è davvero una vittoria storica, maturata dopo una campagna elettorale dai toni durissimi, condotta sulla pelle dei circa 45 mila "frontalieri", gli italiani con un impiego Oltralpe, accusati di rubare il lavoro agli svizzeri e raffigurati nei mesi passati come "ratti" in una serie di manifesti 1 (foto 2) ideati dall'altro partito svizzero "antistranieri", l'Udc. Una campagna elettorale, quella conclusasi con il voto di ieri, nella quale non sono mancati altri proclami più o meno velatamente anti-italiani, compresa la richiesta dello stesso Bignasca di erigere un muro di cemento armato alla frontiera di Chiasso, per impedire l'arrivo dei tunisini. Segno, implicito, di una certa sfiducia verso il Viminale del "cugino" Bobo Maroni. Il balzo elettorale di Bignasca e dei suoi è stato altissimo: un più 8 per cento che questo "Carroccio", nato nel 1991 sull'esempio padano, ha conquistato a spese di partiti storici come il Plr (i liberalradicali), che cala di tre punti, dei socialisti (meno cinque per cento), dei moderati del Ppd (meno 1,9 per cento). Con la Lega, crescono però anche i Verdi, che toccano il 6 per cento. E ora, dice Bignasca, classe 1945, noto per le sue sortite al di sopra delle righe (per esempio contro "i troppi neri nella nazionale") "cambia tutto, perché governiamo noi". E qualcosa potrebbe cambiare anche nei rapporti del Cantone con l'Italia. Da mesi, i leghisti ticinesi - e non solo loro, in realtà - chiedono a Berna di rivedere l'accordo bilaterale con l'Italia sui "ristorni", la quota di tasse riscosse dai lavoratori italiani che la Svizzera restituisce ogni anno a Roma. Una quota (intorno al 38 per cento) più alta, per esempio, di quella resa all'Austria (il 12,5). Un'istanza che aveva fatto breccia anche nei partiti più moderati. La Lega, adesso, proverà anche ad arginare il fenomeno dei frontalieri, oppure, si domanda la Tribune de Genève, alla vittoria seguirà l'"imborghesimento" del partito? Per il Corriere del Ticino, quello di ieri è un risultato "che viene da lontano, da un cambiamento profondo del tessuto che compone la base elettorale: sempre più svincolata dalle logiche che governano e con cui governano i partiti tradizionali; e sempre più incline a premiare chi mostra, anche se in modi a volte discutibili, di essere attento a cogliere e raccogliere le sue inquietudini". Ora si attende una reazione della Lega italiana. Che, finora, non sembra preoccupata di scoprirsi "il Sud" della Svizzera.

11 aprile 2011

Tratto da:


La politica della lega Svizzera è la stessa politica della Lega italiana e Veneta in particolare. Caratterizzata da un feroce razzismo, da un feroce odio sociale nei confronti dei cittadini, apparentemente indica come “nemici” il diverso, il povero e il debole, in realtà il suo nemico sono i cittadini del Veneto che devono essere rapinati e derisi per la loro stupidità. Come per i milioni che la “Lega” ha dato agli alluvionati i quali si sono ricostruita la casa, hanno ricomperato i mobili, hanno ricostruito le loro attività senza tirar fuori un solo euro: a tutto ha pensato la Lega. E gli alluvionati del Veneto, contenti, hanno ringraziato la Lega che così celermente ha risolto i loro problemi: non come all’Aquila....

Gentilini farnetica parlando di guerra a favore del popolo veneto. Proprio Gentilini non si può considerare un Veneto, ma uno squallido individuo della razza piave, i vigliacchi che sono sempre scappati come topi di fogna davanti a qualunque problema sociale come ha fatto il razzismo di Gentilini che si vanta di aver distrutto i campi Rom senza che la Procura della Repubblica di Treviso lo indagasse per razzismo.

Un VENETO non lo avrebbe mai fatto. Un Veneto, consapevole dei meccanismi economici avrebbe operato un’integrazione consapevole che una società vive perché è portatrice di contraddizioni e non piatta in ginocchio davanti ad un dio padrone (o al Gentilini padrone, come molti atteggiamenti deliranti fanno supporre). Riporto le farneticazioni terroriste di Gentilini:

Profughi, Genty attacca Bossi Lo sceriffo furioso. E a Maroni: «Così non va bene»

11.04.2011

TREVISO. Bossi e Maroni sono troppo tolleranti con i profughi africani. Parola dello sceriffo Gentilini, che su Radio Padania non usa mezzi termini per commentare cosa sta accadendo in questi giorni a Lampedusa. E non risparmia i leader del Carroccio. «A Maroni - afferma il vicesindaco - dico con che non può continuare così. Deve blindare i nostri confini con il blocco navale». Ma ce ne sono anche per il numero uno del Carroccio. «Bossi - aggiunge Gentilini - ha prima detto clandestini fuori dalle balle e poi ha accettato il permesso di soggiorno temporaneo. Così non va». Lo sceriffo spara a tutto campo: «Esigo in nome della Lega che ci sia un cambiamento di rotta, dobbiamo tornare ad essere un movimento di battaglia. Maroni, Calderoli, Bossi, vi voglio combattenti e legionari in difesa del popolo veneto». Nel corso dell’intervento a Radio Padania sul tema dell’immigrazione, ha poi spiegato che Lega negli ultimi tempi ha perso il suo spirito rivoluzionario: «Il popolo si meraviglia di tanto buonismo. Noi siamo leghisti combattivi, quindi dobbiamo tornare ad essere un movimento rivoluzionario. Le sedie non ci interessano a me interessa il popolo, stare in mezzo al popolo e rispondere al popolo. La nostra gente ha creduto in noi, ha votato noi e adesso si ritrova a veder girare per le strade questa gente senza arte né parte». Il linguaggio, come suo solito, è colorito. Parla di «paccottiglia di delinquenti», i migranti arrivati in Italia non meritano alcuna ospitalità e sbaglia il governo a concedere loro il permesso temporaneo. «Il popolo non capisce - ha aggiunto lo sceriffo - questi sono tutti clandestini e la battaglia della Lega è sempre stata “fuori dalle balle i clandestini”. Invece la gente mi ferma e mi dice che non bastavano gli altri problemi, adesso c’è anche questa paccottiglia di delinquenti che rapinano strade intere, case dappertutto». Ed a questo punto Gentilini tira in ballo anche Bossi e Maroni, anche loro responsabili, secondo il vicesindaco di Treviso, di quanto sta accadendo a Lampedusa: «Bossi ha detto fuori dalle balle e fuori dalle balle non va d’accordo con i permessi temporanei. Maroni, non continuare così. C’è troppo buonismo, troppa tolleranza, troppo permissivismo». E sulla questione stranieri interviene anche il sindaco Gobbo: «L’Europa non li vuole. Non li vuole la Francia, non li vuole la Germania. Se gli altri dicono di no perché noi dobbiamo dire sì?». Gobbo però difende il permesso breve: «Diciamo che era l’unico modo per far scoprire le carte all’Europa. Per capire fino a che punto erano disposti a arrivare».

Tratto da:


E’ così che si distrugge la società veneta. E’ così che i commercianti di Treviso sono in sofferenza dopo aver dichiarato guerra al Veneto anziché difendere i loro interessi. E che cosa puoi dire a dei commercianti la cui mentalità commerciale consiste nel rubare, fregare, sottrarre, far fessi i clienti per vendere oggetti che non valgono nulla al maggior prezzo possibile? Il centro di Treviso è ridotto ad una fogna deserta. Non una città da vivere, ma un lager spettrale costruito violenza dopo violenza da Gentilini e Gobbo. Fanno bene i trevigiani a rieleggere i leghisti a Treviso: non hanno ancora completato la distruzione della città, ma non manca molto. In compenso i ticinesi hanno appena cominciato...


11 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

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