La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 6 aprile 2011

Violenze minori, suicidi, in un Veneto in cui la disperazione è costruita dai Magistrati e dalla Polizia di Stato


Veneto malato? Veneto abusato! Veneto senza un futuro sotto il segno del crocifisso. Mentre qualcuno violenta le persone pensando di non far danno in quanto la violenza che mette in atto viene fatta, secondo lui, in un individuo creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone pazzo e cretino e, pertanto, ritiene che la violenza sulle persone sia conchiusa nell’atto (come molti magistrati moralmente corrotti ed eticamente vigliacchi, ritengono), il Veneto muore. Già perché le persone non sono crete ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino, ma divengono per adattamento soggettivo e la violenza fisica e psichica che subiscono va ad incidere e determinare tutta la loro vita e tutte le loro scelte davanti ai problemi che la vita stessa presenta loro. Individui violentati. Inadeguati ad affrontare la società, soggetti di violenza e di inadeguatezza essi stessi grazie a magistrati che si sono occupati delle sole puttanate anziché dei delitti veramente rilevanti nella società civile. Il Veneto è una società malata. Qualche volta la cronaca ci parla di questa malattia, ma le persone, proprio per continuare a conservare la propria malattia e giustificarla, tendono a non vedere i fatti e a non collocare i fatti nei processi di trasformazione, personale e sociale, che conducono al fatto di cronaca. Non vedono il meccanismo che produce il fatto di cronaca e gli stessi magistrati, moralmente corrotti ed eticamente vigliacchi, non solo non vedono, ma torturano i cittadini affinché non vedano: quante persone saranno violentate, direttamente o indirettamente, dai magistrati e dalla Polizia di Stato al fine di garantire a Ratzinger la sua propaganda alla pedofilia e alla pederastia contro i diritti sanciti dalla Costituzione della Repubblica? Quanti altri fatti di cronaca assisteremo prodotti da azioni criminali che qualcuno finge di non vedere, di non sentire e che preferisce tacere? La vigliaccheria omissiva del magistrato avviene oggi. Il fatto di cronaca avverrà fra 15-20 anni, ereditato dai nostri figli come noi, nella cronaca di oggi, ereditiamo gli atti di vigliaccheria dei magistrati di quindici-venti-trenta anni or sono. Atti di vigliaccheria che sono crimini di terrorismo.

Proviamo a mettere insieme tre fatti di cronaca per capire i meccanismi del disagio in Veneto:


Nonno abusa della nipotina per anni Slitta la decisione per il rinvio a giudizio. Un altro caso di molestie al Lido


VENEZIA. E' accusato di aver usato attenzioni a sfondo sessuale nei confronti della nipotina per anni, fino a quando la piccola non ha avuto il coraggio di raccontare tutto alla madre. Nei confronti dell'uomo, 70 anni, il pm Giovanni Zorzi aveva chiesto il rinvio a giudizio. L'udienza di ieri davanti al gip Marchiori si è conclusa con un rinvio al 14 luglio per problemi di salute dell'anziano. La bambina, oggi 11 enne, sarebbe stata vittima delle attenzioni del nonno per alcuni anni. A denunciare l'uomo, finito sotto inchiesta per violenza sessuale, era la stata la giovane madre della piccola che con molta fatica era riuscita a far parlare la bambina. La piccola aveva così raccontato di come, nelle giornate in cui gli era affidata, il nonno fosse solito accarezzarla nelle parti intime e di come questi contatti si fossero fatti sempre più insistenti e inspiegabili agli occhi ingenui della piccola. Le frequentazioni con il nonno si erano poi diradate quando i genitori della bambina avevano cambiato casa e sestiere. Ma, piano piano, la verità era venuta a galla e l'anziano era finito sotto inchiesta. Difeso dagli avvocati Riccardo Piazza e Paolo Fedeli, l'uomo si è sempre dichiarato innocente sostenendo, inoltre, che quando era in casa con la nipotina era sempre presente anche la nonna. Dopo l'incidente probatorio dei mesi scorsi, ieri avrebbe dovuto svolgersi l'udienza davanti al gip ma l'udienza è stata rinviata al prossimo 14 luglio per motivi di salute dell'uomo.


Un'altra storia di violenza nei confronti di un minore è finita in Tribunale. Protagonista della squallida vicenda, questa volta, un uomo del Lido, M.B., accusato di aver abusato di un ragazzino di 14 anni. L'uomo, difeso dall'avvocato Fenzo, ha chiesto di patteggiare e l'udienza è stata fissata ieri al prossimo 3 giugno, in attesa del risarcimento della parte offesa, assistita dall'avvocato Pastega. A scoprire la violenza, per puro caso, era stata la sorella che, entrata in casa, aveva scoperto l'uomo che stava sodomizzando il ragazzino. Denunciato per violenza sessuale, l'uomo ha chiesto e ottenuto di patteggiare la pena. Udienza il 3 giugno

Tratto da:


L’abuso nasce dall’educazione cattolica, dall’ideologia del possesso. L’abuso dei minori nasce dal fatto che i magistrati hanno sempre trattato i minori come dei soggetti che non hanno diritti sociali, ma sono tenuti ad obbedire. Allo stesso modo si sono comportati nei processi asserendo che l’imputato non ha diritto a difendersi o a giustificare le accuse che contro di lui venivano mosse. Inoltre l’imputato era colpevole e nel difendersi, certamente mentiva. Quel certamente mentiva veniva applicato dai magistrati alle persone sessualmente abusate e in particolar modo ai bambini al punto tale da negare la violenza psichica in quanto non fisicamente riscontrabile dal momento che questi magistrati ritenevano che i comportamenti dei minori non erano risposte a violenza subita, ma apparteneva al loro essere individui, al modo con cui il loro dio padrone li aveva creati. Tu sei la non persona che si deve sottomettere, dice il nonno al nipote che abusa. Gli effetti dell’abuso non ricadono sul nonno, ma sul nipote che sarà sempre un individuo menomato nella società civile.

La stessa cosa vale per la ragazza:


Treviso. Ragazza si getta dal tetto del

supermercato in città: è in fin di vita Una 18enne è salita sul parcheggio coperto e si è gettata

davanti a un gruppo di operai: «Una cosa agghiacciante»

di Bruno De Donà

06.04.2011

TREVISO - «Voglio morire». Lo sguardo della ragazza calamitato ormai dal vuoto. Poi il volo dall’altezza di dodici metri. Un tonfo. La drammatica sequenza passa sotto gli occhi allibiti di un gruppo di operai che vi hanno assistito impotenti. Un tentativo di suicidio, quello che si è verificato nel primo pomeriggio di ieri dal parcheggio rialzato per i clienti del Panorama, alle Stiore, il grande incrocio all'entrata nord-ovest di Treviso. Protagonista, e vittima, la studentessa 18enne V.B., che abita nei pressi dell’ipermercato. Erano circa le 14.30. In cima alla struttura commerciale una squadra di operai, intenta ad alcuni lavori, ha notato improvvisamente una persona che, a pochi metri da loro, stava procedendo verso l’orlo dello stabile. Inizialmente non hanno compreso. Ma c’è voluto poco a intuire le intenzioni di quella ragazza. È stata lei stessa a dire di volerla fare finita. «Una cosa davvero agghiacciante», avrebbero detto poi ai carabinieri della stazione di Treviso, chiamati sul posto. Avrebbero voluto intervenire. Ma da dove si trovavano era impossibile perché si trovavano su un piano sfalsato. Mani e braccia tese per trattenerla non la potevano raggiungere. Sono riusciti solo a gridarle di non farlo. Ma era già sparita di sotto. Uno di loro ha chiamato subito i soccorsi. È arrivata un’ambulanza del Suem. La ragazza respirava ancora, pur se in gravi condizioni. Quindi la corsa al Ca’ Foncello, l'ospedale di Treviso, dove è stata accolta nel reparto di neurochirurgia con prognosi riservata. Pare che la 18enne soffrisse di crisi depressive. Una situazione di disagio per cui era seguita anche dal Sert. Ieri un attimo di cedimento. E ha provato a farla finita.


Tratto da:


Le crisi depressive le ha create il dio padrone dei cristiani? Sembra che il giornalista Bruno de Donà prenda come dato di fatto che “Oh, dio l’ha creata depressa....” quasi come se non fossero esistite cause che costringono le persone alla depressione. Persone violentate e private della loro possibilità di adattamento adeguato alle condizioni che la vita presenta loro. Questo “stupore” davanti ad un atto di suicidio messo in atto dal giornalista de Il Gazzettino è la protezione dell’istigazione al suicidio mediante la violenza, sia diretta che indiretta, che la chiesa cattolica pratica sulle persone. “Lui è così: depresso!”. Non è diventato così perché ha accumulato una serie di violenze che anziché aprirlo alla vita lo hanno chiuso in un’impotenza distruttiva. Delle violenze che questa ragazza (e decine di migliaia di altre persone nel Veneto) ha subito, non frega niente a nessuno: è lei la “scema” che ha accettato di subire violenza dopo violenza fino ad arrivare a buttarsi dal parcheggio di Panorama a Treviso. I cittadini sono costretti a subire atti di violenza come quello messo in atto dall’assessore Rosset e che richiama il terrorismo medioevale dell’orrore cristiano che macellava le persone povere partendo dal presupposto che se erano poveri era perché avevano peccato contro il dio padrone cristiano. Per questo i poveri non avevano diritti di allungare la mano o di mettere in atto strategie di sopravvivenza. La crociata contro i poveri di Rosset ripropone questo odio sociale: appare evidente che lui preferirebbe che i poveri puntassero un coltello alla gola ai cittadini di Vittorio Veneto anziché allungare una mano. Probabilmente preferirebbe che i cittadini di Vittorio Veneto mettessero il loro collo sul coltello di un rapinatore anziché mettere una monetina nella mano di un questuante. Si chiama odio sociale. Quando un problema sociale anziché affrontarlo con i mezzi sociali si affronta con i manganelli della polizia o con il terrorismo di multe è solo odio. Odio e sfregio del povero: in quale altro modo si può pensare chi da 100 euro di multa a chi chiede una moneta in centesimi? Questo odio contro i poveri, contro i bambini, contro i soggetti fragili della società, comunque venga veicolato fingendo dei provvedimenti Istituzionali che sono dei veri e propri atti di guerra contro la Costituzione, sono quelli che alimentano la violenza sui minori; sono quelli che favoriscono gli atti di terrorismo della chiesa cattolica; sono quelli che costruiscono disagio sociale che va ad alimentare disagio sociale....


CHIEDI L'ELEMOSINA? DOPPIA MULTA

Crociata anti-accattoni dell'assessore Rosset

Autore: Emanuela Da Ros

06.04.2011 VITTORIO VENETO - Elemosina uguale multa. La giunta vittoriese vuol far piazza e marciapiede puliti. Vuol punire (e allontanare) chi si ostina a fare l'elemosina, sopratutto tra le bancarelle del mercato del lunedì. Anzi: solo lì e solo in quel giorno (avete mai visto accattoni altrove?). L'assessore alla sicurezza Rosset (in foto) è fermamente intenzionato a fermare quelli che fermano, cioè i disperati che chiedono l'elemosina ai passanti. La multa a chi allunga la mano oggi è di 50 euro, ma la decisione della giunta la farebbe raddoppiare. Inoltre gli agenti di polizia locale che dovessero incrociare un accattone (in tre mesi, questo è accaduto in 11 casi) devo confiscargli il denaro racimolato.


Tratto da:


Le Istituzioni hanno responsabilità di terrorismo nei confronti dei cittadini! Finché non cambierà l’ottica dell’applicazione della legge e non saranno cambiati i valori che i magistrati mettono alla base della loro azione, si continua ad alimentare il terrorismo nei confronti dei cittadini. La ragazza che tenta di suicidarsi, i ragazzi violentati, hanno nella Polizia di Stato e nei Magistrati i veri responsabili, i mandanti di quei delitti al di là di come i magistrati condanneranno chi quei delitti ha eseguito. La società veneta è malata e le Istituzioni del Veneto anziché rimediare a quella malattia, la sfruttano nell’ottica di garantirsi un ingiusto profitto e disarticolare la Costituzione della Repubblica Italiana.



06 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

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