La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 12 maggio 2011

Credere in Gesù o identificarsi in Gesù è una forma di malattia mentale. Anche una schizofrenia paranoica. A questa i Veneti sacrificano i figli.




Che cattivi: non si sono messi in ginocchio davanti alla sua schizofrenia paranoica, ma ne hanno considerato gli atti dei crimini contro la società: e i veneti costringono i loro figli in ginocchio davanti ad uno schizofrenico paranoico e poi si lamentano per gli atti di bullismo dei loro figli.

I vangeli della chiesa cristiana descrivono Gesù come un povero pazzo che va in giro farneticando di essere il padrone del mondo in quanto figlio del dio padrone.
Gli evangelisti certificano questa malattia mentale affermando che egli era il padrone del mondo in quanto figlio del dio padrone, perché faceva i miracoli. Così gli evangelisti si prodigano nella descrizione dei miracoli dietro ai quali nascondere le farneticazioni di un povero pazzo demente.
Sono talmente assurdi i vangeli e talmente offensivi per la società civile che la loro elaborazione non può che essere stata fatta su delle pulsioni psichiche da schizofrenia paranoica. Poi, queste pulsioni di schizofrenia paranoica vengono innestate, da parte degli evangelisti, su racconti che ne giustificano i deliri prendendo un po’ da Dioniso, un po’ da Aristotele e Socrate, un po’ dagli ebrei, un po’, dalle religioni di Roma, ecc. Al di là dell’uso di temi religiosi propri dell’epoca, a differenziare il personaggio protagonista dei vangeli da tutti gli altri, è proprio la schizofrenia paranoica la quale, nel suo delirio, chiede sottomissione e accettazione dei deliri come se avessero una legittimazione nella realtà.
Che il personaggio di Gesù, in quanto individuo onnipotente, si presti molto bene a veicolare i deliri degli schizofrenici paranoici, è dimostrato da varie ricerche psichiatriche e, non da ultimo, da questo esperimento, tenuto nel 1959 e descritto in un libro che viene riassunto nell’articolo del giornale La Repubblica:
Quei tre Cristi in manicomio
alla fine si arrese il medico
Ripubblicato in Usa il libro che racconta dell'esperimento più folle del mondo, tentato nel 1959: mettere insieme tre persone convinte di essere il Messia e vedere se qualcuno di loro rinsavisce. Ecco come andò
di ELENA DUSI


DI QUESTO esperimento si dice che i matti fossero quattro. Oltre al trio di uomini convinti di essere Gesù Cristo, anche lo psicologo che aveva pensato di riunirli nella stessa stanza. Ma Milton Rokeach, medico dell'ospedale pubblico di Ypsilanti, Michigan, sapeva che nessuno da solo può far cambiare idea a un uomo convinto di essere il Messia. Pensò allora di utilizzare il confronto. L'uno di fronte all'altro, quegli illusi avrebbero messo in discussione la loro folle convinzione. Alla fine invece l'unico a cedere fu Rokeach, che dopo due anni di esperimento, infinite dispute e anche una scazzottata, lasciò che i tre Gesù riprendessero le loro strade e le loro predicazioni. L'unico frutto dell'esperimento più folle del mondo, iniziato il primo luglio 1959, fu il resoconto scritto da Rokeach, professore all'università del Michigan, nel libro "I tre Cristi di Ypsilanti 1", che conteneva le trascrizioni dei colloqui fra i sedicenti messia e le considerazioni del medico. Il libro andò esaurito quasi subito, ispirò una sceneggiatura cinematografica, un'opera teatrale e due versioni operistiche. Oggi viene ripubblicato negli Stati Uniti, con lo stesso titolo e una recensione del New York Review of Books 2. I tre Gesù dell'esperimento - tutti con una diagnosi di schizofrenia paranoica - erano Clyde Benson, un contadino settantenne con il vizio della bottiglia, Jospeh Cassel, 58 anni, scrittore fallito, ricoverato dopo aver picchiato i familiari e Leon Gabor, 38 anni, un veterano della seconda guerra mondiale, quello su cui il medico riponeva più speranze. "Sono Dio", si presentò il primo. "Ho creato Dio", specificò il secondo. "Sul mio certificato di nascita è scritto che sono la reincarnazione di Gesù di Nazareth", fu più preciso Gabor. I tre per un periodo di due anni furono messi a dormire nella stessa stanza, condivisero i pasti e i turni di lavoro nella lavanderia dell'istituto. Rokeach voleva mettere i pazienti di fronte alla "estrema contraddizione in cui possa trovarsi la mente umana: quella in cui più persone reclamano la stessa identità". Era partito con lo spulciare l'elenco dei 25mila malati di mente ricoverati nel suo stato e non trovando nessun Napoleone, ma solo una manciata di finti eredi Ford o Morgan, un Dio donna, una Biancaneve e una decina di Gesù, optò per quest'ultimo. Si trovò avviluppato in una disputa inestricabile a colpi di urla: "Devi adorarmi ti dico". "Non lo farò mai, tu sei una creatura, apri gli occhi e rassegnati a vivere la tua vita". E infine: "Io sono il Buon Dio". Le speranze dello psicologo nascevano da una storia raccontata da Voltaire nel suo commento al "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria. Il filosofo riferiva il caso di Simon Morin, bruciato al rogo a Parigi nel 1663 per aver affermato di essere Gesù Cristo. "La cosa notevole - scrive il Voltaire - è che nel suo stesso manicomio era stato rinchiuso un altro matto che si definiva Dio Padre. Simon Morin fu così colpito dalla pazzia di quest'uomo che riconobbe la sua e per un certo periodo ritornò in sé". Salvo poi, dopo essere stato dimesso, "ricadere nel nonsenso di prima". A Ypsilanti, dopo una scazzottata fra i tre, Rokeach pensò di aver raggiunto un importante successo quando Gabor rinunciò al suo biglietto da visita "Dr Domino dominorum et Rex rexarum" per un più sobrio "Sir Simplis Christianus". Ma si trattava di una vittoria insignificante. Per Benson i due rivali non erano vivi, ma avevano "delle macchine che parlano dentro al loro corpo". Gabor riteneva i suoi colleghi degli dei con la "d" minuscola. Cassel invece aveva una spiegazione molto logica: se gli altri due fossero stati veramente Gesù, non sarebbero ricoverati in un manicomio. Alla fine successe qualcosa di imprevedibile: i tre smisero di litigare e iniziarono semplicemente a parlare d'altro. Rokeach a quel punto capì che l'esperimento era fallito e lasciò liberi i tre Cristi di Ypsilanti.
(06 maggio 2011)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/scienze/2011/05/06/news/esperimento_tre_cristi-15811242/

La fede è sempre un atto di schizofrenia solo che rimane in superficie, non coinvolge l’intera sfera neurovegetativa dell’individuo. La fede del cristiano è una malattia mentale controllata che trova ragione d’essere nella vasta diffusione che ha questa malattia mentale nella società in cui viviamo. La cosa di imprevedibile che successe in quel manicomio è esattamente quello che succede nella società: ogni cristiano parla con il suo dio: sorregge la propria fede con la collettività dei cristiani, ma tiene per sé la relazione intima col proprio dio o col proprio Gesù. Ogni cristiani, è Gesù. Un Gesù che, come per i tre nel manicomio, cessa di chiedere agli altri cristiani di considerarlo Gesù per limitarsi al rapporto che ha con Gesù: lui e Gesù si parlano identificandosi l’uno nell’altro. La coscienza, l’altro io, che risponde al cristiano nella sua mente è o Gesù o un suo emissario...
Gli schizofrenici paranoici, come ogni malattia mentale che riorganizza la struttura psico-emotiva delle persone, sono alla ricerca di elementi pseudo-razionali nei quali veicolare le proprie pulsioni. La malattia mentale del Gesù descritto nei vangeli, lo schizofrenico paranoico, la sentono a naso. Vi si adattano psicologicamente fino ad identificarsi completamente. Se la malattia è leggera il cristiano si limita ad essere un “inviato del dio padrone”, ma se la malattia è padrona della razionalità dell’individuo, allora egli è Gesù, egli è dio. D’altro canto, l’idea del dio unico dei cristiani nasce da un’intossicazione da oppio accoppiata da esigenze di onnipotenza di individui costretti ad un tipo di servitù molto blanda con l’esigenza di tenere sotto controllo gli altri servi della loro stessa nazionalità
Gesù come persona non è mai esistito. In compenso esistono le pulsioni schizofreniche paranoiche che descrivono la malattia mentale dei vangeli chiamata Gesù. Questa malattia viene imposta mediante la violenza a bambini indifesi. Al loro desiderio di fantastico si innestano veicolazioni schizofreniche paranoiche mediante la credenza in un povero pazzo che sta in croce. I manicomi sono pieni di gente che si ritiene Gesù, dio o inviati di dio e di Gesù: però né Ratzinger, né Scola sono ancora stati ricoverati e si continua a favorire la loro attività criminale. Forse perché loro continuano a spacciare Gesù, come una dose di eroina, ma si guardano bene dal riprodurne gli “insegnamenti” evitando che la società comprenda il loro reale significato. Poi, succede che qualche tribunale decida di processare il “lasciate che i bambini vengano a me” chiamandola pedofilia....
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12 maggio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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