La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 21 maggio 2011

Suicidi e cause della disperazione in un Veneto che appoggia i bunga-bunga di Silvio Berlusconi e criminalizza i cittadini



I campi di concentramento stile Bossi, Berlusconi, Maroni e Zaia, stanno sempre più mietendo vittime.
Hanno fatto migliaia di licenziamenti ed hanno criminalizzato la società civile per salvaguardare i bunga-bunga di Silvio Berlusconi e il diritto dei preti cattolici di stuprare i bambini imponendo il crocifisso ai cittadini in antitesi ai diritti Costituzionali. Sentenze della Corte Costituzionale e della Corte Europea hanno sentenziato come molte di quelle che loro chiamano leggi erano, in realtà, atti di terrorismo che violavano la Costituzione della Repubblica e la Costituzione Europea. Le Corti hanno fermato la prosecuzione di quegli atti di terrorismo, ma intanto molti cittadini hanno subito la violenza di quegli atti di terrorismo applicati nella società dai manganelli e dalle pistole con cui la Polizia di Stato e i Carabinieri hanno terrorizzato la società civile.
Il massacro di Bossi e Berlusconi è quanto di più vigliacco ed infame la società abbia visto: hanno rubato le prospettive ai cittadini per i propri interessi.
Gli episodi di suicidio vengono nascosti dalla stampa per favorire l’attività di terrore di Bossi e Berlusconi: intanto continuano ad aumentare i senza lavoro e i cassa integrati che perdono la casa e non sono in grado di far fronte agli obblighi imposti da amministrazioni che falciano i redditi dei cittadini. Le cause del suicidio vengono interpretate secondo i dettami del criminale in croce e non secondo i dettami della Costituzione.
Solo le statistiche sono in grado di dimostrarci come, sotto il governo di Bossi e Berlusconi, la corda per impiccarsi è diventata un oggetto d’uso abituale fra i cittadini italiani e del Veneto in particolare.

L'INDAGINE
Morire di non lavoro e in cella
così la crisi moltiplica i suicidi
I dati del rapporto Eures rivelano il peso della recessione economica e delle condizioni delle carceri sul fenomeno: 357 vittime tra i disoccupati, uno al giorno, e 72 tra i detenuti

ROMA - Disoccupati e detenuti. Sono i casi eclatanti dell'indagine Eures sul fenomeno del suicidio in Italia. Il rapporto, riferito al 2009, registra 2.986 casi, il 5,6% in più rispetto all'anno precedente e il fenomeno emerge con tutta la sua tragicità nel mondo del lavoro: tra i disoccupati, uno al giorno si toglie la vita ed è record di casi determinati da motivi economici. Più in generale, il rischio è più alto tra vedovi e separati, mentre l'area più colpita è il Nord che fa registrare oltre il 53% sul totale nazionale. L'Italia, comunque, resta uno dei Paesi europei con il più basso numero di suicidi, preceduta solo da Grecia e Cipro.
Secondo la ricerca, la crisi economica ha influito pesantemente sull'aumento dei casi: sono stati infatti 357 i suicidi compiuti da disoccupati nel 2009, con una crescita del 37,3% rispetto ai 260 casi del 2008. Si è trattato soprattutto di persone espulse dal mercato del lavoro (272 in valori assoluti, pari al 76%, a fronte di 85 casi di persone in cerca di prima occupazione). I numeri dicono che ci sono stati 18,4 suicidi ogni 100mila disoccupati (il valore sale a 30,3 tra gli uomini a fronte di 5,7 tra le donne) contro 4,1 suicidi tra gli occupati (6 tra gli uomini e 1,4 tra le donne).
Dal punto di vista geografico, il 53,6% dei casi si è registrato nelle regioni del Nord, ma nel 2009 il fenomeno è cresciuto in maniera più consistente nel Mezzogiorno. Sarà un caso, ma considerando i valori relativi (media 2005-2009), gli indici più alti si sono registrati in Sardegna, regione che ha il più alto tasso di disoccupazione.
Oltre al mondo del lavoro e alla disoccupazione, l'altra crisi nazionale che ha fatto da scenario ad aumenti record di suicidi è rappresentata dalla situazione delle carceri. Il continuo aumento di casi degli ultimi anni si è confermato nel 2009 con 72 vittime, il numero più alto degli ultimi vent'anni, e nel 2010 (66 casi). Il sovraffollamento delle strutture e le condizioni in cui esso costringe i detenuti fa sì che il rischio nelle carceri sia venti volte superiore rispetto a quello complessivo.
(19 maggio 2011)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/economia/2011/05/19/news/morire_di_non_lavoro-16491512/


Non si può non ricordare come carabinieri e polizia abbiano, in maniera illegale e per finalità di eversione dell’ordine democratico, agito in funzione della legge che ordinava l’arresto di immigrati clandestini che si rifiutavano di lasciare l’Italia ben sapendo che quella legge era illegale: loro erano tenuti a conoscere la legge ed erano tenuti a conoscere che quella legge era illegale rispetto alle norme Costituzionale e non dovevano applicarla. Non deve arrivare l’Europa perché Carabinieri e Digos capiscano che la legge è illegale: lo devono sapere. La legge non ammette l’ignoranza della legge. E questo vale per Carabinieri e Digos, per imprenditori e per gli automobilisti (che sono tenuti a conoscere il codice della strada), non dai semplici cittadini che subiscono la violenza di Carabinieri che li violentano costringendoli in ginocchio davanti ad un crocifisso. Che nelle caserme e nei posti di polizia minacciano di morte i cittadini esponendo il crocifisso e i suoi principi di morte: o fai quello che voglio io o io ti ammazzo.
In galera non ci vanno i terroristi, nemmeno quando mettono in atto azioni di sequestro di persona per fini di eversione dell’ordine democratico, come appare evidente nell’azione di aggressione messa in atto da allevatori, multati per aver violato le regole sociali, che pensano di sequestrare il notificatore per non pagare le multe.
I carabinieri sono intervenuti contro un sequestro di persona e non hanno arrestato i sequestratori: questo lascia alquanto perplessi. se la stessa cosa fosse stata fatta da un barbone: che cosa avrebbero fatto? Si ha la sensazione che i carabinieri coltivino la complicità con forme criminale. Dalle loro azioni si deduce che siano tolleranti con i terroristi e terroristi con i più deboli della società in aperta violazione del dettato Costituzionale (li abbiamo visti a Roma bastonare i cittadini contro il dettato Costituzionale).
Riporto la notizia:


Lonigo. Riesplode a Lonigo il vulcano delle quote latte. La notifica di una multa da oltre mezzo milione di euro ad un allevatore che ha sforato i tetti di produzione scatena la rabbia dei Cospa e il caos in un'azienda agricola leonicena: un agente di Equitalia, semplice ambasciatore della notifica, viene bersagliato dalle invettive di una mezza dozzina di allevatori "padani" della frangia barricadera, accorsi a dare man forte al multato. Al culmine della bagarre, dopo ore di tensione e imprecazioni, il parabrezza dell'auto dell'agente viene sfondato con una gomitata da un produttore inviperito. Solo l'intervento in forze dei carabinieri, una quindicina di uomini oltre ai poliziotti della digos, riporta la calma. La vittima potrebbe far scattare la querela per danneggiamento, ma dal punto di vista penale tutto si esaurisce qui. Il caso "politico", invece, rischia di essere solo all'inizio. Se sia l'alba di una nuova Vancimuglio è presto per dirlo. Certo è che i Milk Warriors, la parte più oltranzista degli allevatori che nel '97 avevano protestato contro le quote latte inondando l'A4 di letame, sono sul piede di guerra: è bastato che uno di loro ricevesse la notifica della multa per farli accorrere solidali a "farsi sentire". Sostengono che le multe non sono legittime. E dicono candidi: «Volevamo creare un caso». Obiettivo raggiunto.LA MULTA. Da quanto ricostruito dai carabinieri tutto inizia alle 9.30. All'allevamento del 38enne Mirco Pozzan, in via Sabbionara a Lonigo, si presenta Paolino Zanellato, dipendente dell'agenzia di riscossione crediti Equitalia: deve notificare una maxi multa da 587 mila euro per lo sforamento delle quote latte. L'allevatore sapeva che l'avrebbe ricevuta ed aveva preparato la sua strategia di "reazione". Primo, chiamare a raccolta i colleghi Cospa e alzare i toni della protesta: in breve lo raggiungono in otto dal Basso Vicentino e dal Veronese. Secondo, contestare la multa: «Non è legittima, si fonda su dati non accertati, c'è un ricorso in atto e un'udienza nell'aprile 2015», è la tesi di Pozzan.LA BAGARRE. L'allevatore chiama pure i carabinieri: vuole che la contestazione avvenga di fronte a loro. Arrivano i militari di Lonigo, ma la tensione non si placa. Anzi. In uno scatto d'ira, l'allevatore leoniceno Eugenio Rigodanzo, 49 anni, "guerriero del latte" già protagonista di tante proteste e con precedenti di polizia giudiziaria, sferra una gomitata sul parabrezza dell'Alfa 147 dell'agente di Equitalia, sfondandolo. Zanellato vorrebbe andarsene, per poter continuare la sua giornata di lavoro, ma Pozzan e i suoi amici pretendono una dichiarazione da Equitalia che attesti che il creditore è Agea, l'Agenzia statale per le erogazioni in agricoltura.

Tratto da:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/253900_quote_latte_torna_la_guerra/

Appare come un sequestro di persona con finalità di eversione dell’ordine democratico che ha avuto la complice comprensione di carabinieri e digos: e domani?
Che cosa c’è di vero in questa notizia?

Per Le Quote Latte Il Governo Toglie Fondi Ai Malati Di Cancro. Di Nuovo
Venerdì, 25 Febbraio 2011: Giornalettismo



La lotta cara alla Lega vede ridurre gli stanziamenti per la ricerca oncologica. E dire che avevano promesso di ripristinare tutto. Meglio gli allevatori del Veneto che i malati di cancro. Questa la filosofia della norma, stavolta interamente sulle...

Tratto da:
http://www.intopic.it/notizia/2601165/

Domani Carabinieri e Digos con i loro comportamenti discriminatori indurranno persone della società civile alla disperazione, come avviene sistematicamente in Veneto:

SALVA LA COMPAGNA DAL SUICIDIO E POI SI IMPICCA
Il 44enne credeva fosse già morta e si è appeso al traliccio dell’Enel

TREVISO – Alla fine solamente lui è morto impiccato al traliccio dell’Enel. Ma le vittime avrebbero potuto essere due. O magari nemmeno una. Una serie di circostanze che hanno dell’incredibile ha portato alla morte del 44enne ritrovato mercoledì sera in via Cagnin a Monigo. Poco prima di appendersi un cappio al collo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, aveva salvato la sua compagna. I due, con problemi di tossicodipendenza, evidentemente stavano passando un momento difficilissimo. Lei aveva deciso di farla finita, proprio su quel traliccio dell’Enel. Lui probabilmente sapeva cosa aveva in mente. Per questo, sempre secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, l’ha seguita, o forse sapeva dove trovarla. Quando l’ha trovata lei aveva già appeso la corda al traliccio. L’ha scossa disperato chiedendole perché voleva farlo. A quel punto lei, complice il momento e forse anche la droga, è caduta a terra non dando più segni di vita. Lui, allora, in preda all’angoscia si è appeso al traliccio uccidendosi. Solo dopo, quando la donna è rinsavita, ha chiamato l’ambulanza. Ma per il 44enne ormai era troppo tardi.


Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/salva-compagna-dal-suicidio-poi-si-impicca-36372

Scommettiamo che non ci sarà nessuna indagine sulle cause reali e profonde che hanno indoto queste persone al suicidio? Scommettiamo che diranno che: "Tanto sono due drogati!"?

E’ la devastazione della società che avanza senza posa. la Lega appoggia i bunga-bunga di Silvio Berlusconi. Ma la cosa peggiore è che si attenta alla società civile per i soli fini di eversione dell’ordine democratico. Ciò significa che si vuole ripristinare le relazioni proprie del regime fascista e stuprare i cittadini per sottometterli al crocifisso. Personaggi come Zaia, Berlusconi, Bossi, alimentano il conflitto sociale seminando disperazione. E domani? Quando ci avremo rimesso la società civile, non sarà più possibile tornare indietro.

Una società civile necessita di "tutori dell'ordine" che rispettano le leggi e non un'interpretazione della legge o delle priorità di intervento secondo il loro bizzarro giudizio se non un interesse specifico. Cosa si può pensare, se non esternare disprezzo, del Questore di Venezia che parla di Ratzinger, un individuo che porta la responsabilità morale dello stupro di bambini (che ha minacciato chi denunciava le attività di pedofilia dei preti cattolici), come del "santo padre": che forse pensa che stuprare bambini sia un atto di santità? L'ho sentito io, ad un telegiornale regionale (mi sembra oggi): se ritiene che Ratzinger sia il suo "santo padre", come si può pensare che lui rispetti le leggi difendendo i bambini dalla violenza che subiscono quando vengono costretti in ginocchio davanti al crocifisso? Riterrà che Ratzinger abbia diritto di violentare bambini, come ha fatto la polizia di Venezia che mi ha torturato sotto il segno del crocifisso.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

21 maggio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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