La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 30 giugno 2011

Galan, Zaia, Gentilini, Zanonato, Variati, Cacciari, ecc.: l'uso del Gesù crocifisso come arma di distruzione di massa.



Aver tralasciato i fatti di cronaca relativi alla disperazione fra i veneti, non significa che la disperazione sia sparita. Significa che la disperazione si è incancrenita nel tessuto sociale tanto da diventare parte del discutere comune. La disperazione, voluta da Galan, Zaia, Tosi, Gentilini, Zanonato, Variati, Cacciari e tutti gli altri, è diventata oggetto con cui i veneti fanno “amicizia” e soggetto in cui i veneti si esprimono.
Disperazione e depressione, derivati dall’imposizione militare del crocifisso che chiude ogni futuro psicologico agli abitanti del Veneto, è diventata una componente religiosa degli abitanti del Veneto che non sanno più distinguere l’origine della loro disperazione tanto da considerarla una condizione naturale del loro esistere.
Diventa normale in Veneto mettere la testa sui binari ed aspettare il treno. Diventa normale che una banda di quattordicenni estorca denaro a bambini di 10 anni. Genitori che nel nome e nelle direttive dottrinali del criminale in croce, il delinquente Gesù, dei figli se ne sbattono le palle lasciando che la loro psiche “vada a lui” e creando quella dicotomia fra succube ed incubo fra i ragazzini che tanto piace a Gesù. L’odio di Gesù, che lo porta a identificarsi come padrone degli uomini, se da un lato distrugge nei genitori la capacità di essere esempio e guida per il futuro dei propri figli, dall’altro lato li induce ad abbandonare i loro figli nel delirio che li porta a pensare che l’estorsione sia un atto di onnipotenza di dio e di Gesù nei confronti dei più deboli e dall’altro costringe i loro figli più deboli ad identificarsi nella sofferenza che traccia, nel subire l’estorsione, la loro identificazione in Gesù crocifisso.
Le due notizie sono legate: come si costruisce il futuro dei figli, così si preparano le relazioni che avranno nella società fino ad infilare la propria testa su una rotaia, unica consolazione che può dar loro l’ultimo sollievo alla sofferenza vissuta.
Riporto l’articolo dell’ennesimo suicidio che ha, dalle parti di Abano Terme, Montegrotto Terme, Battaglia Terme, una frequenza che dovrebbe far riflettere sulla disperazione esistenziale che si esprime in quel contesto sociale:

Battaglia Terme, ventenne decapitata da un treno
La giovane ha appoggiato la testa sulla rotaia vicino alla galleria del Catajo e ha atteso che passasse un convoglio. Il corpo scoperto alle 23, dopo molte ore, dal macchinista di un treno merci




BATTAGLIA TERME. Una ventenne di Battaglia Terme si è suicidata ieri lungo la linea ferroviaria Padova-Bologna, all'altezza della galleria del Catajo. Ad accorgersi del corpo della giovane, residente con la famiglia a Battaglia Terme, è stato il macchinista di un convoglio merci transitato verso le 23.
Sul posto si sono portati gli agenti della Polfer di Padova che prima hanno identificato la donna, poi hanno appurato che si tratta di un gesto volontario. I poliziotti, infatti, hanno trovato anche una lettera d'addio.
Secondo il parere del medico legale intervenuto sul posto, la morte della giovane sarebbe avvenuta fra le 17 e le 18 di ieri. La giovane, avrebbe appoggiato la testa sulla rotaia, rimanendo decapitata da uno dei treni della linea per Bologna, la cui onda d'urto avrebbe fatto sbalzare il corpo quanto è bastato per non essere notato dai successivi convogli transitatati a velocità sostenuta fino alle 23.
29 giugno 2011

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/06/29/news/battaglia-terme-ventenne-decapitata-da-un-treno-4526168


Il treno ha messo fine alla sua sofferenza. Muore in solitudine come in solitudine ha vissuto soffrendo.
In solitudine vivono i ragazzini vessati da altri ragazzini che vedono nel vessare il loro scopo esistenziale. La squadra mobile della questura di Padova è intervenuta per il reato di estorsione e violenza privata messo in atto da dei quattordicenni che sfruttavano l’omertà imposta dall’educazione cattolica mediante il crocifisso e che frenava la richiesta di giustizia dei ragazzini estorti. Non dimentichiamo che il “Giuda” che denuncia “Gesù” è un traditore, non un soggetto che chiede giustizia per i reati criminali di Gesù. Questa idea asociale è imposta dalla chiesa cattolica e fatta propria da tutte le bande criminali. Questa idea criminale è imposta da Zaia, Galan, Gentilini, Tosi, Zanonato, Variati, Cacciari e tutti gli altri a bambini indifesi e violentati nella psiche e nel loro essere cittadini prima che altri ragazzini estorsori, che si identificano nel criminale Gesù, impongano loro di vuotare le tasche sfruttando la loro psiche violentata.
Se non si riesce a comprendere come la fonte del disagio sociale altro non sia che l’attività di eversione messa in atto dal terrorismo degli adoratori di Gesù e della vagina vergine della madonna contro il dettato Costituzionale e le regole sociali che la Costituzione impone e che faticosamente la Corte di Cassazione tenta di rendere palesi, non si riuscirà mai a rimuovere quella che è la fonte della distruzione dell’uomo nella società.
Riporto l’articolo:

Estorsioni a bimbi di 10 anni, smantellata baby gang
Costringevano i bambini a consegnare anche uno o due euro. La Squadra Mobile di Padova ha individuato due ragazzi di 14 e 15 anni, collocati in comunità. Un terzo, dodicenne, non è imputabile

La Squadra Mobile di Padova diretta dal vicequestore aggiunto Marco Calì, a conclusione di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Venezia, ha individuato una baby gang interetnica responsabile di un consistente numero di allarmanti di episodi di bullismo, nei confronti di coetanei.
Due minori di 14 e 15 anni sono stati collocati in una comunita', un terzo di 12 anni non e' stato sottoposto ad alcun provvedimento perche' non imputabile per via dell'eta'. E' la quarta baby gang smantellata in zona in meno di un anno; dieci i minori arrestati in tutto dalla squadra mobile padovana.
Quest'ultimo gruppo si e' contraddistinto per la sua particolare spregiudicatezza, convinto che l'omerta' diffusa tra i coetanei, restii a denunciare o a segnalare le violenze del branco in quanto condizionati dal timore di violente ritorsioni, li rendesse immuni dai controlli di polizia.
La baby gang preferiva agire nei pressi di scuole o di luoghi di aggregazione (parchi pubblici o piazze cittadine). La Squadra Mobile euganea si e' attivata dopo aver appreso di alcune violenze. Acquisendo la fiducia delle vittime sono state raccolte numerose denunce e segnalazioni che hanno fatto emergere una spaccato di ripetute estorsioni (1-2 euro anche a bambini di 10-11 anni), vessazioni, furti e rapine che hanno convinto il gip veneziano ad emettere due provvedimenti di ''collocamento in comunita''.
30 giugno 2011


Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/06/30/news/estorsioni-a-bimbi-di-10-anni-smantellata-baby-gang-4532290


Estorsori ed estorti, sono ragazzi segnati a vita. Con un impegno scolastico pari a zero che soccomberanno alla cultura e alla superiore conoscenza dei ragazzini immigrati. saranno futuri adulti incapaci di affrontare in maniera coerente le condizioni imposte dalla società civile e vivranno una situazione di conflitto continuo fra ciò che la società richiede loro e ciò che loro pensano sia la società in base alla non-conoscenza che di questa ne avranno. Diventeranno prepotenti o sottomessi paurosi, ma in entrambi i casi saranno sempre dei cittadini menomati.
Questo grazie a Galan, Zaia, Zanonato, Tosi, Variati, Cacciari, Orsoni, Gentini, Gobbo e tutti gli altri che hanno vissuto di deliri di onnipotenza veicolando il delirare come modello per i ragazzi che crescono nella società del Veneto.


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30 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 21 giugno 2011

Dalla violenza all'asilo Sanguinazzi di Feltre ai Baby deportati inglesi: uguale è la fonte cristiana della violenza, uguale tentativo di legittimarla



Quest’articolo uscì nel 1998 e faceva parte delle rivelazioni sulla violenza all’infanzia che i cristiani fecero nei confronti dei bambini privandoli della dignità di persone in nome del criminale in croce che imponevano con la violenza.
Un disegno criminoso che ha attraversato tutti i continenti e che vede gli adoratori del criminale in croce, il famigerato Gesù, come mandante dell’odio verso i bambini al fine di impedire loro di diventare dei cittadini consapevoli.
Un disegno criminoso che ha attraversato migliaia di culture e tutti i continenti nel “difficile compito di educare” come definisce le violenza ai bambini il giornale Il Gazzettino in data 21 agosto 2004, complici i magistrati del Veneto, ha protetto la violenza dei cattolici del Veneto sui bambini nel tentativo di destabilizzare le Istituzioni. Mediante il terrore che ha visto i bambini sparati nella psiche in una violenta attività di terrorismo: come fece il Vescovo Carraro di Verona e i vescovi della Regione Veneto che la Polizia di Stato ha omesso di indagare per favorirne le attività (come al Provolo di Verona).
Questo articolo uscì nel 1998:

I baby deportati di Sua Maestà
31 luglio 1998 — pagina 15 sezione: POLITICA ESTERA

THERESA Whitfield aveva solo otto anni quando partì per l' Australia, in cerca di una nuova vita. Era una dei "child migrants", emigranti bambini inviati nelle province dell' impero di Sua Maestà che dovevano essere rinvigorite di buon sangue anglo-sassone. Adesso è una donna adulta, e chiede un risarcimento per l' infanzia che le fu rubata. A Theresa, come a tanti altri bambini, era stato raccontato che partiva per una vacanza. E invece l' accoglienza nell' orfanotrofio di Neerkol, nel nord Queensland, in Australia, fu quella di un campo di concentramento: botte, sevizie, lavoro senza sosta. Theresa ricorda bene le sisters of Mercy, le "sorelle della Misericordia", a cui era stata affidata. Per loro la carità cristiana erano pezzi di pane duro, buttati per terra a scatenare le zuffe dei ragazzi affamati. Per Theresa, e per gli altri bambini, erano le "sorelle senza pietà", Sisters without Mercy. E per ricordare meglio, Theresa può contare sulla cicatrice che le sfigura la gamba, segno di una grave ustione con acqua bollente, quando era stata "disinfettata" il primo giorno fra le aguzzine. Ancora più sfortunato era chi cadeva in mano ai Christian Brothers, monaci cristiani che dell' amore fraterno avevano dimenticato anche le basi. Alcuni dei ragazzi finiti nelle loro grinfie raccontano di sfide all' ultimo stupro, di gare a chi superava le cento violenze. Le descrizioni di quest' orrore aggiungono un nuovo, ributtante capitolo alla storia della colonizzazione europea del mondo. A scoprirne in pubblico le vergogne, sottolineando cifre ed episodi è stata la commissione Sanità della camera dei Comuni, a Londra. E i child migrants, emigranti bambini, si sono così liberati dell' eufemismo con cui furono ribattezzati per diventare ufficialmente vittime di atrocità legalizzate, testimoni inquietanti della storia imperiale d' Inghilterra. Il meccanismo della deportazione era semplice: sin dal 1850 verso le colonie di Sua Maestà fu organizzato un traffico di bambini, trasfusione di sangue bianco in zone ancora non del tutto "civilizzate". In genere erano orfani, figli di ragazze madri o "ceduti" da genitori incapaci di mantenerli, ma anche bimbi "rapiti" senza il consenso della famiglia. Almeno 150 mila, in gran parte fra i sette e i dieci anni, ma anche con bimbi di tre anni, partirono dal Regno Unito, due terzi destinati al Canada, gli altri distribuiti fra Australia e Nuova Zelanda. E questa tratta di innocenti durò fino al 1967. Se le famiglie d' origine speravano che la partenza serbasse qualche possibilità di far fortuna, l' arrivo era senz' altro una disillusione per i ragazzi. Nella migliore delle ipotesi, li attendeva un regime di lavoro durissimo, quasi militarizzato, agli ordini di istituzioni "totali" cattoliche. Sudore e obbedienza in cambio del minimo per sopravvivere: pensare a tenerezza e affetto era davvero fuori luogo. E questo valeva per i fortunati: chi capitava male, subiva violenze sistematiche e senza via di scampo. "Le motivazioni per questa politica erano diverse", si legge nel rapporto della Commissione. "C' era il genuino desiderio di salvare i bimbi dalla povertà e dall' abbandono in Gran Bretagna, e spedirli verso una vita migliore nelle Colonie". Poi c' era l' esigenza di strappare i bimbi ad ambienti familiari "immorali" o insalubri, di consolidare la presenza britannica nei territori d' oltremare, ma anche di risparmiare sugli orfanotrofi di casa. Ma per i piccoli oggetti di queste attenzioni, l' espatrio fu l' inzio di un incubo. E ora il Regno Unito ha deciso di affrontare la vergogna, e fa autocritica. La commissione Sanità chiede che il governo presenti pubbliche scuse ai baby-deportati. Il Parlamento ha spedito due deputati in Australia per raccogliere documentazione, e nei giorni scorsi il ministro della Sanità Frank Dobson ha proposto che venga creato un archivio, in grado di rintracciare le famiglie per le persone ancora in vita. "Mi sembra incredibile pensare che mentre noi stavamo a guardare l' Inghilterra vincere la Coppa del Mondo", ha commentato il ministro, "dei bambini venivano rapiti e spediti in Australia". - di GIAMPAOLO CADALANU

Tratto da:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/07/31/baby-deportati-di-sua-maesta.html

Oggi abbiamo quest’altro articolo col tentativo dei bambini di avere giustizia: lo stesso tentativo che fecero i bambini dell’asilo Sanguinazzi di Feltre. Come i baby deportati di sua maestà britannica, così i bambini del Sanguinazzi di Feltre dopo aver vista negata la giustizia dal Tribunale di Belluno, finalmente la Corte di Cassazione ha messo in evidenza il clima di terrore che quei bambini hanno vissuto. Mentre il giornale Il Gazzettino scriveva il 21 agosto 2004 a proposito della violenza subita dai bambini al Sanguinazzi di Feltre:


“Una storia carica di veleni che, in queste ore, sta dividendo le coscienze e gli animi. Qualcuno ventila anche la possibilità che dietro a tutto questo ci sia una manovra per mandare via le religiose.”

e ancora:

“Sì, perché ancora una volta, tutto si gioca sull’attendibilità dei piccoli.”

Là dove la Corte di Cassazione, individuando nel clima di terrore instaurato nell’asilo Sanguinazzi dalle suore cattoliche, adoratrici del criminale Gesù, nel richiedere una condanna più pesante asserisce:

«Quando il ricorso alla violenza, come nel caso in esame, è sistematico, tanto da imporre ai bambini un regime di vita pesante, doloroso e insopportabile e da determinare in loro un vero e proprio stato di terrore, è fin troppo evidente che, al di là delle soggettive intenzioni di chi agisce, si versa nell'ambito del delitto di maltrattamenti». Un clima di paura. I giudici, inoltre, sottolineano il clima di paura creato all'interno dell'istituto, precisando come «la disciplina imposta ai bambini nell'ambito scolastico era frutto di dette punizioni corporali, esibite innanzi a tutto il complesso dei bambini, in modo che nella comunità si era ingenerata, per induzione o meglio per paura, la convinzione della necessità dell'ubbidienza e dell'adeguamento ai precetti imposti dalle imputate».

La stessa cosa è per i bambini deportati in Australia. Non è importante, per noi, la quantità della violenza che un giudice può censurare. E’ importante la violenza che i bambini subiscono e che persone prezzolate ed eticamente squallide tendono a giustificare per i loro profitti
Come la violenza al Sanguinazzi di Feltre chiede giustizia, così i bambini violentati in Australia chiedono giustizia:

Una class action per avere giustizia
Riscossa dei "bimbi perduti" d'Australia
Centinaia di migliaia di britannici furono deportati da piccoli per popolare le nuove terre. Rinchiusi in istituti e orfanatrofi, furono vittime di abusi e costretti a lavorare. Oggi chiedono giustizia e risarcimenti alle autorità e alla fondazione Fairbridge
di VALERIA FRASCHETTI

Solo scuse. In oltre cinquant'anni i "bambini dimenticati" d'Australia hanno ricevuto solo formali richieste di perdono: mai giustizia. Non ci sono stati indennizzi per Geraldine Giles, vittima di stupro a sette anni, o per Ron Simpson, a cui un preside spaccò la schiena con una mazza da hockey. Come non hanno mai visto un soldo di risarcimento nessuna delle centinaia di migliaia di britannici deportati da piccoli per popolare le terre australiane e rinchiusi in orfanotrofi dove furono vittime di abusi, sevizie e lavori forzati. Un'infanzia rubata di cui ancora portano segni fisici e psicologici. E per cui ora sperano finalmente di ottenere un riconoscimento legale, attraverso una class action.
Ad aver lanciato l'azione legale collettiva sono state 69 persone che, perlopiù dopo la seconda guerra mondiale, frequentarono la Fairbridge Farm School nel New South Wales. Uno dei tanti istituti dell'organizzazione benefica fondata all'inizio del ventesimo secolo da Kinglsey Fairbridge, il filantropo e ideatore dello schema sull'immigrazione infantile dell'Impero di Sua Maestà, che aveva formalmente due obiettivi: offrire agli "orfani" britannici una nuova vita e un'istruzione, e ai possedimenti coloniali britannici manodopera agricola bianca.
Le storie che emergono dalle scuole Fairbridge e dalle altre organizzazioni, alcune gestite dai religiosi, sono tutte simili, nel loro orrore. Bambini orfani o prelevati di nascosto dalle famiglie povere venivano fatti espatriare con la promessa di ricevere una buona istruzione. Invece, lasciavano le scuole australiane semianalfabeti dopo anni costretti a lavorare nei campi a costo zero e a sopportare maltrattamenti di ogni sorta, violenze sessuali incluse. Un destino toccato tra il 1912 e il 1974 a oltre 100mila britannici, alcuni di appena quattro anni.
"Hanno scippato le nostre infanzie", ha dichiarato al quotidiano The Independent Robert Stephans, uno dei firmatari della class action che trascorse otto anni in un istituto Fairbrdige. Anni in cui, denuncia oggi, venne molestato sessualmente da Sir William Slim, un ex generale australiano il cui figlio, Visconut John Slim, oggi siede nel Parlamento britannico. Ancor prima dell'affetto e della pace interiore, ciò di cui Stephans venne privato al suo arrivo nella scuola di Molong, nel 1952, fu il suo nome: "Mi chiamarono semplicemente Red Four, come il dormitorio a cui venni affidato", ha raccontato. E, il primo giorno che venne mandato a mungere le vacche, il benvenuto ricevuto da uno degli educatori fu lo stesso che per tanti altri: "Ci faceva allungare a terra, salendoci sopra con i suoi stivali di gomma per dimostrare subito chi comandava".
Le vite di chi è passato per le scuole di Fairbridge restano irrimediabilmente segnate. Stephans, sposato e proprietario di una galleria d'arte, è uno dei casi che l'avvocato che guida l'azione legale, Ken Fowlie, chiama "eccezionali". "La maggior parte - denuncia - non è riuscito a rifarsi una vita. Anche perché molti non hanno che un'istruzione rudimentale".
Ad aggiungere infamia a questo capitolo della storia britannica e australiana, l'atteggiamento della fondazione Fairbridge. Che in mezzo secolo non ha mai pronunciato un mea culpa. Anzi, durante un'inchiesta del Senato australiano del 2001 l'istituzione ha dichiarato di "non essere al corrente di trattamenti impropri e illegali" dei bambini. Anche se con tremendo ritardo, invece, scuse formali sono arrivate sia dal governo di Canberra, nel 2009, che da quello di Londra, lo scorso anno. Chiedendo perdono agli ex bambini dimenticati (circa 7.000 vivono ancora in Australia), l'ex premier Kevin Rudd ha detto: "Spero che d'ora in poi vi chiameremo "gli australiani ricordati"". Per sentirsi davvero "ricordati", ora sperano di vincere la loro causa. Intentata non solo contro Fairbridge, ma anche contro il governo federale del New South Wales e quello centrale australiano.
(21 giugno 2011)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2011/06/21/news/bambini_australia-18033067/?rss

Anche se c’erano le Costituzioni moderne, le Istituzioni hanno ignorato i loro doveri: poliziotti torturatori, magistrati come faccendieri corrotti, sindaci che dichiarano guerra ai cittadini fragili, assistenti sociali che sequestrano bambini per i loro interessi, vescovi cattolici stupratori e violentatori che vengono omaggiati dalle Istituzioni che dovrebbero garantire i diritti dei cittadini. Psicologi ricattati da preti cattolici: si chiama mafia.

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22 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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Perseguire la violenza ai minori non fa fare carriera ai magistrati o ai poliziotti: in nome del crocifisso, meglio archiviare.



Ricordo che secondo il Teorema Calogero, che ha giustificato tante torture fatte dai magistrati, ogni magistrato e ogni poliziotto è corresponsabile di violenza ai minori.


Ciò che ci fa dire “Ve l’avevo detto...” è quel verbale di denuncie del 2003 che poliziotti corrotti e magistrati delinquenti hanno archiviato.
Esiste una complicità oggettiva e soggettiva fra magistrati, polizia di Stato e aguzzini dei bambini che ha nel crocifisso la sintesi ideologica della violenza sui bambini. Quel Gesù che fu arrestato col bambino nudo e che si ritiene il padrone tanto da incitare a scannare chi non si mette in ginocchio è il faro ideologico della Polizia di Stato, dei Magistrati e di aguzzini che pretendono legittimazione alla loro violenza (vedi la vicenda del Sanguinazzi di Feltre, l’articolo de Il Gazzettino in quegli anni e la violenza di Lauredana Marsiglia contro i bambini per delegittimarne le loro richieste di giustizia).
Il magistrato che archivia un procedimento per violenza sui minori lo fa partendo dal presupposto che i minori siano delle bestie senza diritti Costituzionali e che “sicuramente” stanno mentendo contro l’autorità: cioè il dio padrone al quale il magistrato è stato sottomesso. In pratica il magistrato lo fa nel tentativo di ricostruzione dell’ideologia fascista che fa dei bambini degli oggetti di possesso come nell’ideologia cattolica in aperto conflitto con il dettato Costituzionale.
L’educazione cristiana porta, induce, costringe, le persone a veicolare la loro libido sul possesso dell’altro. L’altro deve essere un soggetto passivo, come la loro madonna. Dal momento che la passività sessuale è sempre più rara perché il partner cerca a sua volta piacere sessuale nella relazione, l’educazione cristiana costringe le persone a cercare soggetti sempre più deboli, fragili, indifesi, su cui poter soddisfare i propri pruriti sessuali. Questo lo sanno bene i magistrati che non ritengono di far carriera se mettono sotto processo la violenza di cattolici stupratori di bambini qualunque sia il loro ruolo nella chiesa cattolica o nella società civile. Dopo di che, se rivendichi giustizia, vieni torturato e perseguitato dai magistrati perché ritengono un atto di “lesa maestà” rivendicare giustizia davanti all’ingiustizia che loro stessi seminano nella società.
Riporto l’ultima informazione:



Pedofilia: «In quelle visite spesso il pediatra era solo»
Gli accertamenti della polizia sugli incontri del dott. Mattiello all'interno dell'asilo Cariolato. Spesso mancava l'assistente sanitaria. La procura ha riaperto il caso del 2003: saranno riascoltate le studentesse di Cavazzale presunte vittime delle attenzioni


Vicenza. Il pubblico ministero Barbara De Munari farà recuperare dagli archivi della procura il fascicolo che era stato aperto nel 2003 dopo la segnalazione dei genitori di alcune studentesse delle scuole medie che avevano fatto riferimento a «visite anomale» compiute dal dottor Mattiello all'interno del plesso di Cavazzale. Dopo che il vicesindaco Alessandra Moretti aveva avvisato il procuratore Paolo Pecori, il magistrato vuole fare chiarezza su quello che potrebbe essere un precedente delle molestie sessuali confessate dal pediatra all'interno dell'asilo Cariolato. NUOVA INDAGINE. All'epoca, il pm Giorgio Falcone chiese e ottenne l'archiviazione del procedimento nato dall'esposto di una decina di genitori - seguiti per l'appunto dalle avv. Moretti e Alessandra Graci - contro Mattiello. Lo fece dopo aver ascoltato le ragazzine ma anche l'assistente sanitaria che era presente alle visite a scuola e che negò ogni anomalia. Ora, il pm potrebbe chiedere di far riascoltare alla polizia quelle ragazzine, che oggi sono maggiorenni, e riaprire il caso che pur a distanza di anni non è caduto in prescrizione.VISITE E ASSISTENTE. Intanto, la squadra mobile della questura sta compiendo accertamenti su quanto avveniva all'interno dell'asilo Cariolato di Bertesina. Stando a quanto raccolto finora, non era un caso isolato l'assenza dell'assistente sanitaria durante le visite del pediatra ai bambini. Se non la prassi, una situazione molto diffusa. Le educatrici hanno riferito che molto spesso il dottor Mattiello lasciava la porta dell'ambulatorio aperta, ma non sempre, tanto che erano stati notati dei comportamenti singolari. Lì per lì nessuno ci aveva fatto molto caso. Ora vengono visti sotto una luce assai diversa. Il protocollo d'intesa Comune-Ulss prevedeva che la presenza di una terza persona fosse consigliata, non obbligatoria. L'INCONTRO. Ieri sera, il sindaco Variati, il vicesindaco, il dottor Fantuz dell'Ulss, l'ispettore Minervini e la dottoressa Rossi della questura e gli psicologi del centro Arca hanno incontrato i genitori dei bambini dell'asilo del Villaggio del Sole, l'altro nido dove Mattiello prestava servizio. Una quarantina fra mamme e papà hanno tempestato di domande i relatori, i quali hanno spiegato che nel loro asilo non sono stati registrati al momento episodi su cui indagare.LA DIFESA. Mattiello potrebbe essere sentito a breve dal pm De Munari, e poi sarà trasferito in carcere a Verona. Intanto, il suo legale, l'avv. Lino Roetta, interviene sulla conferenza stampa del vicesindaco Moretti. «Riferire che nel 2003 avrebbe fatto una segnalazione poi archiviata è notizia che se ritenuta di utilità andava portata a conoscenza della procura ma non costituire argomento di una conferenza istituzionale. Il vicesindaco ha riferito di attività privata che nulla ha che vedere con il ruolo in Comune. L'avv. Moretti se non condivise la richiesta di archiviazione poteva opporsi. In una vicenda come questa la diffusione di notizie può essere nociva proprio con riferimento a quei minori che si vuole tutelare; è inutile sostenere che non bisogna suscitare allarmismi se poi si danno notizie che creano allarme. L'avv. Moretti conosce poi la problematica dei contagi dichiarativi. Da ultimo resta ignota la connessione fra il Comune e la vicenda seguita nel 2002 in altro Comune dall'avvocato». «Se si ha un ruolo istituzionale bisogna dare l'esempio. Certo, nel rispetto dei ruoli: ho avvisato subito la procura», spiega Moretti.

Diego Neri

Tratto da:
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Home/263116_pedofilia_in_quelle_visite_spesso_il_pediatra_era_solo/

C’è da ricordare al sindaco Variati che la sicurezza dei cittadini non si protegge aggredendo con i vigili urbani gli accattoni in città che tendono la mano, ma riportando alla legalità i preti cattolici, le strutture cattoliche che diffondono la pratica della violenza ai minori e, soprattutto, non truffando i cittadini spacciando la madonna di monte Berico come una procacciatrice di miracoli: questa è la violenza e l’insicurezza dei cittadini. La vagina vergine della madonna di Monteberico è un’aggressione ai cittadini, una porcata nel diritto Costituzionale, non la donna che si offre lungo la strada: quella esercita i suoi diritti Costituzionali che i pruriti pedofili e pederasti di origine cattolica tendono, illegalmente, a negare.
E’ necessario ricordare che la bibbia dei cristiani ammette la pratica della pedofilia e della pederastia con i bambini piccoli mentre censura ogni altro rapporto sessuale che non sia quello “maritale” pertanto, quando si ha a che fare con strutture cristiane, è buona regola partire dal presupposto che chi le gestisce pratichi forme diverse di pedofilia e di pederastia se si vuole essere coerenti con la Costituzione della Repubblica altrimenti, ogni altro atteggiamento, può essere coerente col criminale in croce, ma eversivo nei confronti del dettato Costituzionale.
Bambini, emarginati come gli accattoni o le donne lungo la strada, non votano, ma l’azione nei loro confronti è il metro di misura della giustizia sociale e determinazione dei parametri di terrorismo eversivo messo in atto da individui nelle Istituzioni per disarticolare la Costituzione della Repubblica.



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21 giugno 2011
Claudio Simeoni
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sabato 18 giugno 2011

La propaganda razzista della Lega e le minacce della Polizia di Stato ai cittadini del Veneto: quanti miliardi dovremmo pagare per dei criminali?

In Foto: La Polizia di Stato che spalleggia il razzismo della Lega e con la sua presenza minaccia di morte (non importa se sparando o minacciando di denuncia) i cittadini che non tollerano che la Lega imponga loro ideali di razzismo o di genocidio (tre foto sono prese al Mercato di Marghera in data 18 giugno 2011).

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Al mercato di Marghera ho potuto osservare una macchina della Polizia di Stato che faceva da guardaspalla al gazebo leghista. Così ho fatto delle riflessioni. Non era la prima volta che assistevo ad una scena del genere, ma l’avevo interpretata in un diverso modo. La scena, cui ho assistito oggi, era inequivocabile. Io non posso intercettare le telefonate dei poliziotti, ma il loro atteggiamento era inequivocabile e preoccupante (o forse avremmo già dovuto preoccuparci da qualche anno e i danni, questa gente che vive del disprezzo delle leggi, lo ha già fatto.)
La Lega del Veneto che per quattro soldi e un po’ di soddisfazione nel far violenza agli extracomunitari ha favorito lo stupro di bambini da parte di Scola e della Cei e ha distrutto l’economia italiana si serve della Polizia di Stato per terrorizzare i cittadini.
Gli amministratori della Lega hanno prodotto decine di licenziamenti. Hanno costretto decine di attività commerciali al fallimento. Hanno aggredito i principi della Costituzione della Repubblica spesso spalleggiati dalla polizia in armi che terrorizzava i cittadini per favorirne le attività di odio sociale. Hanno favorito le delocalizzazioni per ridurre i cittadini alla miseria. Hanno costruito una situazione di conflittualità sociale per aiutare il lavoro nero di imprenditori leghisti, confindustriali e cinesi. Hanno favorito la prostituzione come unica risorsa per sopravvivere alle condizioni di miseria che loro hanno imposto. Hanno finanziato la scuola privata sottraendo denaro e fondi alla scuola pubblica in assoluto disprezzo alla Costituzione della Repubblica. Hanno rubato soldi ai pensionati, impedendo loro di spenderli nella struttura commerciale. Hanno diffamato l’Italia costruendo dei campi di concentramento (CIE e altri) per i quali l’Italia verrà processata, in un futuro prossimo dalla comunità Europea, per delitti contro l’umanità, come la Germania di Hitler. Hanno aggredito gli extracomunitari onesti per favorire gli spacciatori di droga e gli extracomunitari criminali. Hanno impedito ai musulmani di pregare per favorire le reazioni di terrorismo islamico.
Poliziotti armati sono presenti vicino ai gazebo leghisti per minacciare di morte i cittadini qualora non accettino le farneticazioni razziste dei leghisti: un vero e proprio squadrismo di stampo fascista.
In questo modo i codardi del Veneto, forti delle pistole che la Polizia di Stato punta alla testa dei cittadini, hanno distrutto l’economia del Veneto e dell’Italia. Questi codardi capaci di invitare al massacro dei cittadini (come la schedatura dei nudisti a Jesolo), o esaltare lo stupro dei bambini ad opera della chiesa cattolica (impongono il crocifisso sapendo benissimo che l’esposizione del crocifisso indica la legittimazione dello stupro dei bambini fatto dal prete cattolico ad imitazione di cristo), o incitare all’odio contro i musulmani (solo perché non hanno un minimo di dignità religiosa da opporre), o all’annientamento del poveraccio che tende una mano per una moneta o della donna lungo la strada (perché a loro, che costruiscono la miseria, i poveri fanno schifo), hanno distrutto l’economia italiana.
Quanti miliardi dovremmo pagare di ulteriore aumento del debito pubblico perché questi vigliacchi sono scappati come topi di fogna davanti ai loro doveri di una buona gestione amministrativa? Tremonti non ha la dignità morale di un Padoa Schioppa o di un Visco: lui regala miliardi di euro degli italiani a chi ha portato i miliardi all’estero.
Quanti miliardi dovremmo pagare per le farneticazioni deliranti di un Umberto Bossi e di un Silvio Berlusconi che andavano farneticando che la crisi era solo una questione psicologica?

In Foto: Avevo già visto la Polizia di Stato (il temine vale anche per carabinieri e Guardia di Finanza) appoggiare le incitazioni razziste dei leghisti, come i Carabinieri di Venezia in questa foto che appoggiano il linciaggio dei Rom ad opera della Lega.

ECONOMIA
Moody's: "Possibile taglio rating Italia"
tra le cause debole sviluppo e deficit
Sotto revisione i titoli di stato italiani: lo fa sapere l'agenzia di rating statunitense con una nota. Sotto accusa il pesante debito pubblico, le difficoltà strutturali della nostra economia e la situazione dei paesi europei come la Grecia

WASHINGTON - L'agenzia statunitense Moody's ha collocato il rating Aa2 dell'Italia sotto revisione in vista di un possibile downgrade. Lo fa sapere l'agenzia statunitense in una nota. Moody's ha anche riaffermato il rating di breve termine al livello prime -1. Una nuova tegola sull'economia italiana dopo l'outlook negativo assegnato al rating italiano da Standard & Poor's. Meno di un mese fa, infatti, S&P aveva tagliato l'outlook citando le deboli prospettive di crescita e l'incerto impegno politico per attuare riforme che stimolino la produttività. E di sviluppo torna a parlare anche Moody's, citandolo come primo fattore dietro alla messa sotto revisione del rating: sotto accusa i rischi per la crescita economica dovuti alla "debolezza macroeconomica strutturale e alla probabile risalita dei tassi d'interesse nel tempo". Debolezza strutturale che per Moody's ha a che fare con "bassa produttività e importanti rigidità nel mercato del lavoro e dei prodotti". L'Italia ha recuperato finora "solo una frazione dei sette punti di prodotto interno lordo che ha perso durante la crisi globale". Al secondo punto tra i motivi della messa sotto revisione i rischi legati alla messa in pratica dei "piani di consolidamento fiscale richiesti per ridurre il debito pubblico e tenerlo a livelli gestibili". Potrebbe rivelarsi difficile generare l'avanzo primario di bilancio necessario a dare inizio a "una solida tendenza al ribasso", secondo Moody's, che cita la recente bocciatura delle proposte sull'acqua ai referendum come prova del fatto che il governo ha difficoltà a fare approvare politiche di riforma. Terzo punto "i rischi legati alle mutate condizioni per gli emettitori sovrani europei fortemente indebitati", con il mercato sempre più pronto a punire i paesi con "peso del debito più alto della media, come l'Italia". Nel caso dovesse arrivare un taglio, sarebbe il primo per l'Italia da parte di Moody's da oltre quindici anni, visto che le ultime due azioni (nel 1996 e nel 2002) avevano portato ad un aumento del rating. Ora l'attenzione del mercato si sposta a lunedì, per valutare la possibile reazione delle borse, che avevano registrato freddamente il taglio dell'outlook da parte di S&P. Occhi puntati soprattutto sulle aste dei titoli di Stato, con quelle di Bot e Ctz, a cui faranno seguito martedì quelle di Btp e Cct.
(17 giugno 2011)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/economia/2011/06/17/news/moody_taglio_rating-17855310/

I leghisti sono responsabili di aver aiutato i bunga-bunga di Berlusconi e di aver distrutto l’economia del Veneto.
Quali leghisti?
I codardi che farneticavano del “paroni in casa nostra”. I codardi che si sentivano i padroni, ma erano solo servi stupidi ed ignoranti di meccanismi sociali ed economici che non volevano vedere e, peggio, insultavano chi lavorava per dlele soluzioni affinché nessuno intervenisse per salvare il salvabile. Un’ignorante come la Mercegaglia e la sua banda criminale di imprenditori hanno saccheggiato il saccheggiabile con l’aiuto di una polizia di Stato che minacciava di morte i cittadini qualora avessero reagito al terrorismo degli industriali. Un Questore di Venezia che pur di privare i cittadini dei loro diritti Istituzionali parla dello stupratore di bambini Ratzinger come del suo “santo padre”. Il Questore di Venezia che dovrebbe avere la Costituzione della Repubblica a fondamento delle sua azioni e delle sue affermazioni. Invece, a fondamento delle sue azioni ha messo uno stupratore di bambini legittimando, con questo, l’attività di violenza sui minori ad opera della chiesa cattolica. E’ facile immaginare come egli eviti le indagini sulla violenza ai minori messa in atto da Scola esattamente come Carlo Mastelloni evitò le indagini sulla Polizia di Stato in relazione all’attentato al Gazzettino di Venezia dove una persona morì. L’unico attentato terroristico nella provincia di Venezia. Salvo dedicare uno stadio sportivo a Tagliercio ringraziandolo di tutti i morti che ha fatto alla montedison e alle tonnellate di diossina con cui ha riempito la laguna di Venezia (Teorema Calogero) rimanendo impunito.
Domani possiamo scoprire che tale Bisignani con tale Biancofiore gettava fango sul PM Bocassini? Quanti Bisignani e quante Biancofiore ci sono in giro che gettano fango o peggio e che la questura di Venezia finge di non vedere perché lei, attentando alla legge, è legata al “santo padre” e non alla Costituzione della Repubblica?
E i bunga-bunga della lega. O abbiamo dimenticato del leghista Alessandro Costa assessore alla sicurezza di Barbarano e della sua attività? Oppure, Felice Cogliati sindaco di Cologno al Seri in provincia di Bergamo che aggrediva, picchiava e rapinava donne lungo la strada? O Cesare Biasin di Treviso ex sindaco di Silea con la Lega e il suo giro di prostitute? Sono favoriti dai deliri dei veneti che si sentono tanto i “paroni del mondo” e sono dei poveri disgraziati che distruggono il futuro dei loro figli.
Hanno trovato una società civile benestante e sicura e hanno diffuso paura, terrore e intimidazione per i loro interessi anziché migliorarla.


In Foto: E' vergognoso che la Lega, per i suoi interessi, abbia sottratto fondi al Comune di Venezia, sia come Lega al Governo, sia come Lega in Regione Veneto ed oggi inciti i cittadini all'odio per non essere accusata di responsabilità contro la popolazione civile. E la Polizia di Stato protegge le loro attività criminali.

«A Pontida per dire addio a Berlusconi»
La Lega della Marca invoca un segnale forte da parte di Bossi: «Il premier è cotto»


TREVISO. Nelle osterie del Trevigiano, quelle che conservano come reliquie i manifesti «Paroni a casa nostra» e la raccolta delle tessere della Liga veneta, il ritornello è uno solo: via Berlusconi. Il popolo della Lega si aspetta questo, domani mattina dal Senatur a Pontida. Ma Bossi deve trovare la quadra tra la spinta popolare e la sopravvivenza del governo. Un esercizio tutt'altro che facile. «Mi aspetto un discorso forte - anticipa il trevigiano di Onigo Gino Mondin, l'albergatore di Calalzo che due volte l'anno ospita Bossi e Tremonti per la tradizionale ossada - un'uscita dirompente. Ormai il premier è cotto, più stiamo in questo governo e più perdiamo consenso. E' Berlusconi che se ne deve andare, il sostituito naturale è Giulio». Non meno tranciante è Pierantonio Fanton, segretario della sezione di Monigo e Santa Bona: «Il problema è Berlusconi, è inutile nasconderlo. Finora ha badato più a suoi interessi che non a quelli dell'Italia. Bossi ci ha abituato a molte sorprese, penso ci stupirà anche stavolta. Del resto, alla lunga, ha dimostrato di aver sempre avuto ragione. Insomma, da questo governo ci aspettavamo molto ma i risultati sono scarsini: il federalismo se va bene lo vedranno i miei nipoti...» conclude Fanton. Roberto Loschi, presidente di Trevisomercati, è un altro leghista storico: «Siamo tutti in attesa di capire le direttive. Bisogna dare una accelerata sul federalismo e dare delle risposte concrete alla crisi. Tremonti apra la borsa e dia un po' di ossigeno ai sindaci. Altrimenti, tutti a casa». Insomma, la misura sembra colma. A Pontida domani ci andranno tutti, dai big del partito ai segretari di sezione, per ascoltare un discorso destinato a segnare il futuro dell'allenza Lega-Pdl: «C'è un'esagerata aspettativa» ammette Bepi Covre a proposito dell'appuntamento nel pratone lombardo. «A governare si paga uno scotto pesante, di questi tempi. Ma qualcuno lo deve pur fare. Anche perchè non vedo in giro nessuno che abbia voglia di condurre la barca col mare in burrasca» aggiunge Covre. Insomma, lo spazio di manovra è stretto, strettissimo: rompono gli indugi persino gli abitualmente prudenti come Leonardo Muraro: «E' il premier ad aver perso credibilità» commenta il presidente della Provincia invocando un cambio di leadership, magari con Roberto Maroni premier. Luca Zaia tira il freno: «C'è qualcuno in giro che pensa che a governare si conquista consenso? Noi siamo andati al governo per fare le riforme. E quelle dobbiamo fare». Incuriosito è il segretario nazionale della Liga veneta Gian Paolo Gobbo: «Non so cosa dirà il capo, sono curioso anch'io di sentirlo. Noi abbiamo dei punti fermi: o si realizza ciò che era scritto nel programma oppure che senso ha restare?». E Piergiorgio Stiffoni, senatore ben introdotto: «Bossi darà un forte messaggio sulla durata o meno del governo. Se Berlusconi non vuole cambiare registro, è un suicidio. Se non può è perchè qualche ministro non gli consente di farlo. Nell'uno e nell'altro caso, bisogna cambiare in fretta. Se il premier avesse dato ascolto alla Lega, dopo la rottura con Fini avrebbe chiamato le elezioni». Cruda ma efficace la sintesi di Bepi Covre, l'eretico del Carroccio: «Berlusconi è ammalato di mona, è evidente. Aveva ragione Veronica. Bossi deve solo decidere se il premier è guaribile - e allora vale la pena dargli un'altra possibilità - oppure no: e in questo caso prima stacca la spina è meglio è»

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/06/18/news/a-pontida-per-dire-addio-a-berlusconi-4454657
In Foto: la Lega è responsabile delle difficoltà economiche del Comune di Venezia. Ne ha sottratto fondi per fini di eversione dell'ordine democratico. Sia come Governo che come Regione.


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Questa gente può continuare a fare i gazebo con i poliziotti armati per minacciare i cittadini, ma hanno perso credibilità. Ubriaconi da osteria o da ombralonga. La crisi del trevigiano è colpa di un Muraro e di un Gentilini che davanti ai problemi sociali sono scappati a gambe levate e spesso hanno favorito la devastazione della società civile al fine di far entrare i cinesi e consentire loro di mettere in atto il lavoro nero (per coprire il proprio). Dove stava la Polizia di Stato quando Gentilini incitava all’odio criminale per far vestire gli immigrati come leprotti per far divertire i cacciatori? Sono scappati! O, peggio ancora, hanno collaborato con Gentilini per impedire ai musulmani di pregare.
Distruggere le aziende implica un effetto. La società non è creata da un dio pazzo, cretino e deficiente, ma si adatta e si struttura partendo dagli input, dai segnali e dalle scelte fatte dagli amministratori anche se in quelle scelte non ci sono soldi da distribuire. Quando si fanno scelte criminali di morte, come fu il tentativo di istituire bande armate chiamate “ronde”, si da un segnale in cui si invita la società alla criminalità sistematica; all’annientamento degli individui più deboli e fragili; all’uso della polizia per aggredire i bambini dei rom. Si chiama terrorismo e implica una riorganizzazione della società in cui si aprono le porte ad ulteriori spacciatori di droga offrendo i propri figli ai trafficanti di droga, sia italiani che stranieri. Quando si distrugge la classe operaia di una provincia, si aprono le porte al lavoro nero e ai clandestini. Quando non si obbliga ad affittare le case sfitte, si apre alla conflittualità sociale dettata dal bisogno che ha una società di costruire un benessere che viene negato da delinquenti che usano la polizia di Stato per terrorizzare i cittadini e le loro scelte che sono, che piaccia o meno, del tutto legittime. E i poliziotti che si prestano, sono dei criminali perché la legge non ammette l’ignoranza. Ignorare la legge, da parte di un poliziotto è violare la legge.
Quando si ha bisogno di un capo, di un dittatore, di un Hitler, come la Lega, con una Polizia di Stato ne protegge gli attentati ai diritti dei cittadini (ha forse sequestrato i 300.000 fucili che Bossi affermava di avere?): siamo di fronte ad un colpo di Stato già in atto. Purtroppo i poliziotti sono profumatamente pagati dagli stessi cittadini ai quali loro fanno violenza. E questo è un problema sociale.
I leghisti in Veneto non hanno mai “governato”, ma hanno derubato la società civile per i loro personali interessi aggredendo cittadini e le loro aspettative di futuro.
Per rimettere a posto tutto questo saranno necessari molti sacrifici, ma gli unici che dovrebbero fare i sacrifici dovrebbero essere la Polizia di Stato che venendo meno ai loro doveri imposti dalla legge hanno danneggiato la società civile. Le famiglie dei poliziotti sono vissute con i manganelli di chi ha macellato le persone che chiedevano giustizia sociale.
Quando fuori dal terrore della Polizia di Stato i veneti rimedieranno alla devastazione leghista, lo faranno anche per i figli dei leghisti e per i figli di quegli stessi poliziotti che si sono fatti la paga bastonando i cittadini in un atto di eversione dell’ordine democratico.


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18 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 12 giugno 2011

54esima biennale d'arte di Venezia. Personal Structures a Palazzo Bembo e le emozioni.



La prima mostra d’arte della 54esima biennale d’arte di Venezia che sono andato a vedere è la Personal Structures presso Palazzo Bembo in Riva del Carbon a Rialto.
Il mio programma utopistico è quello di andare a vedere tutte le mostre della 54esima biennale d’arte di Venezia, ma so già che è solo una pia illusione. Come è una mia illusione quella di poter parlare di ogni artista capace di suscitare in me emozioni sia nel risveglio di ricordi, sia come com-partecipazione emotiva mediante l’empatia che la sua arte ispira.
Mi ridurrò, come sempre, a fare quello che sono in grado di fare.
Dal momento che non ho messo a punto un “piano d’azione”, subisco i segnali del mondo, le spinte e le sollecitazioni come una barca nella tempesta che ha rotto il timone della programmazione razionale.
Io non pretendo di parlare tecnicamente di arte; io pretendo di parlare di emozioni che questa o quella esibizione stimolano. E ne parlo nel momento in cui le emozioni vengono stimolate dall’impatto con l’opera d’arte. Per stimolare le mie emozioni è necessario che si crei una corrente empatica fra la rappresentazione e la percezione della rappresentazione.
Avrei potuto prendere gli elenchi degli artisti presenti alle varie mostre e cercare in internet la loro arte e i loro successi, ma non l’ho fatto. Gli esperti e gli studiosi d’arte fanno così, ma io non sono un esperto d’arte, io sono un minatore di emozioni o, se preferite, un ladro di conoscenza. Già perché se la conoscenza non la rubi, significa che per te non ha valore e il tuo furto arricchisce te ma non impoverisce mai il derubato. Non è conoscenza ciò che non stimola la percezione emotiva nel mondo.
E’ ai cacciatori di conoscenza che gli Dèi tendono trappole. Li ghermiscono mediante l’arte dell’agguato a cui quegli uomini non sanno resistere.
Ed eccoli gli Dèi. Prendono il loro amo, vi infilano il verme, e lo lanciano davanti agli occhi dell’uomo che deve abboccare. Quel verme, nel mio caso, è rappresentato da un Trischele che Patrizia Merindi ha rappresentato nel vetro ed espone in Riva del Vin a San Polo 1097 presso il Padiglione di San Marino.
E’ quell’amo degli Dèi che, una volta visitata la mostra di San Marino, mi fa attraversare il canale sul ponte di Rialto e mi induce a visitare la mostra Personal Structures a Palazzo Bembo in Riva del Carbon facendomi scoprire un universo emotivo che non immaginavo.
La mostra è organizzata dalla fondazione no-profit GlobalArtAffairs Foundation con la cooperazione con i curatori olandesi Karlyn De Jongh & Sarah Gold.
Ora che sono passati alcuni giorni dalla mia visita ho potuto controllare anche su internet il valore degli artisti che hanno esposto e posso giustificare il bagno emotivo che ho vissuto e che non ho ancora smaltito. Una vera e propria ubriacatura di emozioni che non mi ha fatto rimpiangere i 10 euro che ho speso.

Se io dessi l’elenco degli artisti che espongono, magari ricopiandolo dalla locandina, gli esperti d’arte potrebbero desumere su come possa essere stato normale che io subissi tante emozioni. In fondo, quegli artisti, hanno già creato molte emozioni in giro per il mondo. Personaggi come Marina Abramovic o Wolfgang Joop col suo Eternal Love sono arciconosciuti e arcinoti nel mondo dell’arte.
Solo che io non sto facendo pubblicità alla mostra Personal Structures di Palazzo Bembo, ma voglio raccontare le storie del mondo e della vita che vengono suscitate dalle emozioni che ho ricevuto.
Per il momento, in internet, troverete due storie:

Dal Trischele a Fanes (Eros primordiale o Intento): da Patrizia Merindi a Wolfgang Joop:

http://www.religionepagana.it/merindijoop.html

Formazione della conoscenza e distruzione dell’uomo nella cella d’isolamento: l’exhibitions di Xing Xin.

http://www.religionepagana.it/xingxin.html

Penso che passerò vari giorni per scrivere delle emozioni che ha suscitato in me la mostra Personal Structures. Almeno altre cinque storie. Poi, andrò a cercare altre emozioni alla 54esima biennale d’arte di Venezia fino alla sua definitiva chiusura. La mostra è aperta fino al 27 novembre 2011.

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12 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
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mercoledì 8 giugno 2011

Adesioni per le feste referendarie e presenze a Venezia e Mestre: NO AL NUCLEARE. Ai 4 Referendum vota SI! SI! SI! SI!


No alla centrale nucleare a Chioggia!


Come anticipato in mail precedente, chiuderemo la campagna referendaria con due eventi, uno giovedì 9 (dalle 17,30) in campo S Geremia a Venezia e l’altro venerdì 10 in piazza Ferretto a Mestre (dalle 16,30), organizzati dai comitati “due Si per l’acqua bene comune” e “Vota Si per fermare il nucleare”.
Si tratta di una “due giorni di Musica, Teatro e parole” che culminerà in una grande festa finale la serata di venerdì 10 giugno in piazza Ferretto attraverso una vera e propria maratona di personalità ed artisti (tra gli altri Ottavia Piccolo, Massimo Somaglino, Giacomo Previati, Michele Modesto Casarin e gli allievi dell’Accademia Teatrale Veneta; Skardy, Inglo Moreno band, Gualtiero Bertelli, Ska-J) che si alterneranno sul palco a partire dalle ore 17 per arrivare alla mezzanotte quando scatterà il silenzio pre-elettorale.
per questi importanti appuntamenti quindi si invitano:
TUTTI GLI ADERENTI AL COMITATO DI CONFERMARE LA PROPRIA PRESENZA, SOPRATTUTTO PER LA GIORNATA DI VENERDI' CON LA QUALE VOGLIAMO CHIUDERE A LIVELLO PROVINCIALE QUESTA CAMPAGNA REFERENDARIA CHE CI HA VISTO GRANDI PROTAGONISTI SU TUTTO IL TERRITORIO.
FACCIAMO DUNQUE UN ULTIMO SFORZO E CERCHIAMO DI ESSERE TUTTI PRESENTI, PORTIAMO AMICI PARENTI E CONOSCENTI, FACCIAMO GIRARE LA COMUNICAZIONE IL PIU' POSSIBILE, INSOMMA: RIEMPIAMO LA PIAZZA!
Per le associazioni che volessero posizionare un loro banchetto in piazza, si consiglia di fare richiesta prima possibile ai vigili urbani. Si ricorda che i comitati avranno 4 gazebo a disposizione vicino al palco e che ovviamente serviranno persone disponibili anche per quelli.
siamo in dirittura d'arrivo, impegniamoci tutti assieme in questa vera maratona verso i referendum dando ancora più valore, per un'ultima volta tutti assieme, alle centinaia di iniziative realizzate, volantinaggi, banchetti, flash mob, biciclettatte, concerti, incontri pubblici, serate informative, ecc, ecc!!!!
ci vediamo giovedì e venerdì e facciamogli il quorum.
ciao a tutti/e
gigi lazzaro
SI RICORDA CONFERENZA STAMPA DOMANI MERCOLEDì 8 GIUGNO ORE 14 PRESSO CA'FARSETTI - Venezia
chi vuole/può partecipare è il benvenuto


Per informazioni:
Gigi Lazzaro 3338268258 - Michele Valentini 3477929346 – Oscar Mancini 3356627027

Gli alluvionati del Veneto con milioni di risarcimento: smettano di lamentarsi e ringrazino Zaia, Bossi e Berlusconi per averli presi per i fondelli



E’ inutile che vi lamentiate: sapevate che le promesse di Zaia, Bossi e Berlusconi era una truffa.
Già i 300milioni sono stati sottratti ad altri trasferimenti dello Stato alla regione Veneto. Già quei soldi erano una miseria, ma si sapeva che lo Stato non ha soldi perché Berlusconi e Bossi si sono mangiati tutto facendo regalie a criminali e truffatori (come il condono per il rientro di capitali esportati illecitamente).
I veneti sapevano che Bossi e Berlusconi hanno saccheggiato lo Stato fin da quando andavano farneticando che la crisi economica era una questione psicologica e per i loro affari si sono guardati bene dal mettere in atto azioni di protezione della società civile.
Allo sfascista Bossi che sta tentando di dividere l’Italia va benissimo che i Veneti siano nella miseria, ingannati e truffati. Tanto i veneti sono dei creduloni che mettono in ginocchio i loro figli davanti ad un criminale in croce proprio per farglieli truffare meglio.
E ora che gli alluvionati del Veneto non rompano i coglio...ni con le loro lagnanze da vigliacchi e si apprestino ad accogliere la centrale nucleare che Bossi ha voluto approvando la legge.
I veneti sapevano, ma hanno creduto alle bugie dell’uomo del destino Zaia che arrivava con grande potenza sulle nubi a moltiplicare i soldi delle casse dello Stato.
Riporto l’articolo:

Rimborsi, cambiati i criteri
Scoppia subito la polemica
Zaia: «Tra quindici giorni il provvedimento per la messa in sicurezza del territorio».
De Poli: «Promesse da carta straccia»


VENEZIA - «Riguardo ai rimborsi agli alluvionati, ci sono due novità: la prima è che Berlusconi ha firmato l’ordinanza modificativa che abbatte a zero la franchigia, per cui potremo rimborsare alle famiglie anche i singoli mobili, fino a un massimo di 30.000 euro. La seconda è l’altra ordinanza in cui il Governo, unilateralmente, ha scelto che la metà dei fondi a disposizione vanno destinati a opere infrastrutturali». Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha fatto così il punto sugli interventi relativi all’alluvione dello scorso novembre, ricordando che «sono state cantierate o sono prossime ad esserlo 250 opere, per un totale di quasi 97 milioni e mezzo, più di 32 dei quali sono in attesa dell’ok della Corte dei conti per l’avvio effettivo, ma sono già progettate».
Zaia ha poi annunciato che «entro quindici giorni emetteremo il provvedimento onnicomprensivo per la realizzazione di cinque o sei casse d’espansione, perchè la grande partita per la messa in sicurezza del territorio è quella dei bacini d’allagamento: una grande sfida che stiamo affrontando senza i soldi necessari, anche se sono convinto che ce la faremo comunque». Quanto allo stato dei fondi, il presidente della Regione ha reso noto che «in cassa ci sono tra i sessanta e gli ottanta milioni, che destineremo alle famiglie, oltre ai 120 milioni già stanziati ai privati, tra cui l’intero introito della solidarietà via sms, anche perchè, dalla validazione delle opere finanziate in parola, alle casse del commissario stanno rientrando ulteriori somme».
All'annuncio del governatore non sono mancate le polemiche. Tra i primi ad intervenire è stato il segretario regionale dell'Udc Antonio De Poli : «È proprio il caso di dire che le promesse della Regione Veneto guidata da Zaia sono ormai solo carta straccia. La Regione? Possiamo semplicemente paragonarla a una meravigliosa cartiera. È capace solo di sfornare comunicati stampa. Il motivo? È semplice, i problemi li sanno risolvere solo sulla carta con annunci ad effetto e con promesse che non hanno nessun riscontro nella realtà».
A giudizio di Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza, l’ordinanza della Presidenza del Consiglio nella quale, in sostanza, vengono ridotti i fondi e i risarcimenti per i danni subiti dall’alluvione «rientra nella purtroppo consueta abitudine tutta italiana di cambiare le carte in tavola con annunci che contraddicono (in negativo) precedenti annunci». «Una pratica esasperante - incalza Bonomo - che i nostri imprenditori hanno vissuto di recente anche con il decreto sulle energie rinnovabili e la normativa sulla tracciabilità dei rifiuti, il cosiddetto sistema Sistri». «Ovviamente, a nome delle imprese che hanno avuto danni rilevanti alle loro attività - continua - non possiamo non protestare di fronte alla prospettiva che i rimborsi vengano ridotti, così come per il fatto che ora, dei 300 milioni stanziati in un primo momento, la metà venga destinata alle opere idrauliche. Anche perchè la quantificazione dei danni era frutto di una fattiva, scrupolosa collaborazione tra privati - aziende e famiglie - ed enti locali».
«Quando abbiamo sostenuto che la visita di Berlusconi e Bossi nelle provincie di Vicenza e Verona, pochi giorni dopo l’alluvione, rappresentava uno spot elettorale di un Governo all’affannosa ricerca di consensi nel momento di maggiore impopolarità, pochi ci hanno creduto». Così l’onorevole Giorgio Conte, coordinatore regionale Fli Veneto, sulla polemica in Veneto in relazione alla nuova ordinanza per la ripartizione dei fondi. (Ansa)
07 giugno 2011

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/politica/2011/7-giugno-2011/alluvione-cambiati-criteri-scoppia-subito-polemica--190816706522.shtml

Gli altri non avrebbero fatto lo stesso? Ci sono soldi in cassa?
Innanzi tutto non avrebbero detto che la crisi era di natura psicologica a avrebbero messo in campo qualche provvedimento (uno solo sarebbe stata una rivoluzione rispetto al nulla già alla fine del 2008). Non avrebbero regalato miliardi al rientro dei capitali e avrebbero qualche miliardo in più in cassa. Non avrebbero sfasciato la sanità per darla al Vaticano e non avrebbero distrutto la scuola per costringere i bambini in ginocchio davanti al crocifisso.
Ha ragione Bersani: “Se volete dire che facciamo tutti schifo, destra e sinistra, ditelo pure. Ma non dite che siamo tutti uguali...”
E adesso che gli alluvionati la smettano di piangere il morto e continuino a votare Bossi e Berlusconi e a consentire loro di stuprare i loro figli costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso.

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08 giugno 2011
Claudio Simeoni
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giovedì 2 giugno 2011

Attentati terroristici eversivi in Veneto: da Vazzola a Montagnana...



Attentato terrorista per fini di eversione dell’ordine democratico messo in atto nel trevigiano con l’appoggio e l’accondiscendenza di sindaci del trevigiano. Ormai, dopo l’invito, tollerato e vissuto con divertimento dalla Procura della Repubblica di Treviso, di Gentilini che invitava a vestire gli immigrati da leprotti per far divertire i cacciatori e dopo la banda armata individuata a Nervesa, continuano gli atti di terrore contro la società civile.
L’attentato a Vazzola è grave non tanto per l’azione, ma per quanto l’azione prelude: i linciaggi. Linciaggi che sono stati paventati in varie dichiarazioni di sindaci che si dicono contrari ad ospitare immigrati e parlano di esasperazione preventiva: non hanno ragioni oggettive per spargere terrore, ma a questi vigliacchi piace un mucchio terrorizzare preventivamente la popolazione per assicurarsi i voti. E’ il marcio della società del Veneto. Non si tratta di un “atto mafioso” perché nessuna organizzazione mafiosa trae profitto dall’atto. Si tratta di un’azione di terrorismo. Puro terrorismo con finalità di eversione dell’ordine democratico che attraverso l’atto minaccia di morte il proprietario dell’albergo e la sua famiglia. Gentilini ha già giustificato l’atto affermando che la “popolazione è esasperata” dimenticando che non è vero che ci siano cause che esasperano la popolazione, ma c’è l’attività di incitamento all’odio razziale messo in atto dalla Lega e da sindaci prezzolati, che incita la popolazione al linciaggio portandola all’esasperazione.
Riporto l’articolo:

Vazzola: attentato all'albergo dei profughi
Attentato all'albergo Bernardi di Vazzola indicato dalla prefettura ad ospitare una trentina di profughi. Ignoti hanno scagliato contro l'ingresso una bombola di gas che non è esplosa

VAZZOLA. Attentato all'albergo Bernardi di Vazzola, indicato dalla prefettura per ospitare una trentina di profughi. Questa mattina nell'arco temporale compreso dalle 10 alle 12, ignoti hanno scagliato una bombola di gas contro la vetrata dell'ingresso. Per fortuna la bombola non è esplosa. I teppisti si sono provocati un varco ed hanno gettato all'interno un biglietto di minacce evidentemente indirizzato al titolare dell'albergo chiuso da due anni, Egidio Bernardi. Condanna del sindaco Maurizio Bonotto che, assieme alla giunta, ha già espresso il no ad ospitare i profughi: "E' un atto mafioso".
1 giugno 2011

Tratto da:
http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2011/06/01/news/vazzola-attentato-all-albergo-dei-profughi-4337051


Un annientamento e un linciaggio sistematico dei soggetti sociali più deboli che si vede eseguito nei comportamenti di questi carabinieri.
Ricordo che la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva si applica ai singoli cittadini, non alle Istituzioni come, in questo caso, i Carabinieri. I Carabinieri sono colpevoli fino a sentenza definitiva che sia in grado di dimostrare la limpidezza del loro comportamento fugando ogni dubbio.
Dal momento che io ho esperienza personale di attività di terrore e violenza da parte della Polizia di Stato posso presumere che normalmente i Carabinieri applichino questi metodi confortati dalla segretezza e dalla clandestinità di cui si circondano impedendo ai cittadini di verificare i loro comportamenti.
L’azione di questi carabinieri (che poi la magistratura accerterà per quanto riguarda le colpe personali) va di pari passo all’attentato di Vazzola: le persone deboli non devono rompere le scatole. Disse il criminale Gentilini alla sentenza con cui la Corte Costituzionale impediva l’arresto dell’immigrato che per mancanza di mezzi non obbediva all’ordine di lasciare il paese, che la povertà doveva essere considerata un’aggravante e non un’attenuante. La stessa cosa sembra che abbiano fatto questi carabinieri per i quali l’ubriacatura dell’immigrato era un’aggravante da punire con le immersioni nel fiume se non con qualche cosa di più grave.
Riporto l’articolo:

Quattro carabinieri sotto accusa nel Padovano
"Bagni forzati nel fiume per chi sgarra"
Era il "trattamento speciale" che gli uomini dell'Arma della caserma di Montagnana avrebbero riservato a un marocchino poi trovato morto annegato. Indagini in corso: saranno trasferiti


MONTAGNANA. Tutti (o quasi) il 16 maggio avevano saputo in caserma del «trattamento», versione Guantanamo, che Abderrahmann Salhi, il venticinquenne marocchino trovato morto una settimana più tardi, aveva subito la sera precedente, ovvero il bagno forzato nelle gelide acque del canale Frassine ad opera della pattuglia di carabinieri, che lo avevano caricato a bordo di una gazzella di servizio per allontanarlo dalla Festa del prosciutto dove il ragazzo importunava soprattutto giovani donne. E non solo lui, perché quel «trattamento», probabilmente, era nello stile di qualche militare. La «cifra» che lo distingueva per raddrizzare, rinfrescare le idee o semplicemente mettere in riga chi non filava per il verso giusto. In barba a regole e norme di un ordinamento democratico che non ammette tortura o sistemi violenti per convincere a collaborare e a portare rispetto.
Ecco perché sono ben quattro i carabinieri della stazione di Montagnana finiti sotto inchiesta per la morte di quel ragazzo sbandato, extracomunitario e senza fissa dimora. Un ragazzo che, forse, per qualcuno, dimenticando la divisa indossata, meritava una «lezione». L'inchiesta è delicata. I reati sui quali la procura lavora sono pesanti e vanno dalla violenza privata al sequestro di persona, senza escludere che possano aggravarsi e arricchirsi di nuove inquietanti ipotesi. Tutto dipenderà dall'esito dell'autopsia eseguita dal professor Massimo Montisci dell'Università di Padova e degli accertamenti investigativi (tra cui l'audizione di testimoni) coordinati dal procuratore aggiunto Matteo Stuccilli e dal sostituto procuratore Roberto D'Angelo, affidati al reparto operativo dell'Arma di Padova e di Este. E non a caso: i primi a reclamare chiarezza su questa triste e preoccupante vicenda sono proprio gli uomini (e le donne) dell'Arma dei carabinieri. Il quadro, dunque, è complesso tanto che il numero degli indagati potrebbe aumentare. Uno dei punti centrali al vaglio degli investigatori, infatti, è di capire se nella caserma di Montagnana, almeno da parte di alcuni militari, il «sistema» applicato a soggetti ritenuti «particolari» fosse proprio quello riservato a Abderrahmann Salhi. Un modus operandi non isolato e unico.
È il pomeriggio di lunedì 23 maggio che un contadino nota un corpo vicino a un ponte, nelle acque del Frassine e nel territorio di Montagnana. È identificato come Abderrahmann Salhi, volto conosciuto in paese. La causa del decesso? Pare sia annegato, anche se il volto è tumefatto e c'è una ferita alla testa (non mortale). In molti si ricordano l'intervento nei suoi confronti di domenica 15 maggio quando, alla Festa in piazza, erano stati chiamati i carabinieri perché lo straniero, ubriaco fradicio, infastidiva i passanti, specie le donne. La pattuglia lo aveva fatto salire in auto. Poi più nulla. Dai riscontri in mano alla magistratura il marocchino sarebbe stato «accompagnato» sulle rive del Frassime, forse dopo un breve soggiorno in caserma. E messo in ammollo, con docce d'acqua in testa, per «risvegliarlo» dalla sbornia o dargli una «calmata». Una donna che vive in zona racconta di aver visto la scena, mentre un altro testimone si è presentato dai carabinieri sostenendo di aver notato l'immigrato vivo il 20 e il 22 maggio. Nel frattempo, in attesa degli sviluppi dell'indagine, il Comando dell'Arma ha deciso di trasferire in altre province i carabinieri indagati.



2 giugno 2011

Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/06/02/news/quattro-carabinieri-sotto-accusa-nel-padovano-bagni-forzati-nel-fiume-per-chi-sgarra-4346487

Si tratta di un Veneto malato, ammalato d’odio e che in quest’odio muore su sé stesso.
Già perché mentre i carabinieri torturano il marocchino, tonnellate di amianto sono state sotterrate al Lido di Venezia dove dovrebbe sorgere il palazzo del cinema.
Un Veneto che muore per la vigliaccheria di Istituzioni che sono colpevoli di terrorismo nei confronti dei cittadini del Veneto: sono colpevoli di terrorismo fino a prova contraria di ogni singolo atto...


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02 giugno 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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