
Nelle FOTO prese da internet, immagini di emarginati:
Ai Veneti piace tanto istigare all'odio contro di loro.Li fa sentire forti, vivi, ma sono solo dei vigliacchi. Troppo spesso il loro odio razzista trova l'appoggio di magistrati corrotti e vigliacchi e da una Polizia di Stato fatta da persone che usano la legge solo per pulircisi il culo: andrebbero cacciati dalla Polizia.
Viene fatto passare come un episodio, in realtà è la normalità di un Veneto che scatena odio contro le donne lungo le strade e contro i diversi dagli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra e del criminale in croce.
Si tratta di odio razzista. un odio tanto caro ai magistrati cattolici che non hanno trovato nulla, o quasi, da ridire durante l’incitamento all’odio di Gentilini sul travestimento degli extracomunitari
in leprotti per far divertire i cacciatori e che trova nei magistrati del Veneto, come nel torturatore assassino Pietro Calogero (non dimentichiamo che per torturare si è inventato il grande vecchio e il Teorema) che trova del tutto normale (è proprio del magistrato il dovere di interpretare i fatti secondo le leggi; è proprio dei cittadini censurare i magistrati usano l’interpretazione delle leggi per i propri interessi personali) l’attività di incitamento all’odio razzista di Bitonci.
Non si tratta di episodi, ma di educazione sociale sviluppata mediante la chiesa cattolica che aggredendo il diverso per i propri interessi personali, di fatto, mette in atto azioni di terrorismo contro le Istituzioni Costituzionali con la complicità di magistrati corrotti e di una Polizia di Stato che si è dimenticata di essere al servizio dei cittadini e non di principi ideologici nazisti e fascisti. Così diventa normale l’odio per gli ebrei, gli zingari, gli extracomunitari, le religioni diverse dalla cattolica, le donne lungo le strade, che vengono prima emarginate, poi indicate a disprezzo e infine criminalizzate mediante comportamenti (o non comportamenti) di magistrati e poliziotti.
Se è eccezionale che una persona si indigni per un’espressione di odio razzista data la coincidenza della sua presenza in quel preciso momento, è normale che gli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra,
che incita i suoi fedeli all’odio razziale e religioso, adempiano ai doveri imposti dal loro padrone incitando, mediante l’odio razziale, all’annientamento di chi non si può difendere. Poi ci pensano i vigili urbani e la polizia di Stato con i suoi manganelli e puntando la pistola alla testa dei cittadini ad impedire che i musulmani possano pregare, che le donne possano esercitare lungo le strade che il rom non si permetta di uscire dalla merda in cui è costretto, che il cittadino protesti e contesti la violazione della norme Costituzionali.
Riporto la notizia di cronaca:
Venezia. Commessa insulta gli ebrei
Si tratta di odio razzista. un odio tanto caro ai magistrati cattolici che non hanno trovato nulla, o quasi, da ridire durante l’incitamento all’odio di Gentilini sul travestimento degli extracomunitari
in leprotti per far divertire i cacciatori e che trova nei magistrati del Veneto, come nel torturatore assassino Pietro Calogero (non dimentichiamo che per torturare si è inventato il grande vecchio e il Teorema) che trova del tutto normale (è proprio del magistrato il dovere di interpretare i fatti secondo le leggi; è proprio dei cittadini censurare i magistrati usano l’interpretazione delle leggi per i propri interessi personali) l’attività di incitamento all’odio razzista di Bitonci.Non si tratta di episodi, ma di educazione sociale sviluppata mediante la chiesa cattolica che aggredendo il diverso per i propri interessi personali, di fatto, mette in atto azioni di terrorismo contro le Istituzioni Costituzionali con la complicità di magistrati corrotti e di una Polizia di Stato che si è dimenticata di essere al servizio dei cittadini e non di principi ideologici nazisti e fascisti. Così diventa normale l’odio per gli ebrei, gli zingari, gli extracomunitari, le religioni diverse dalla cattolica, le donne lungo le strade, che vengono prima emarginate, poi indicate a disprezzo e infine criminalizzate mediante comportamenti (o non comportamenti) di magistrati e poliziotti.
Se è eccezionale che una persona si indigni per un’espressione di odio razzista data la coincidenza della sua presenza in quel preciso momento, è normale che gli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra,
che incita i suoi fedeli all’odio razziale e religioso, adempiano ai doveri imposti dal loro padrone incitando, mediante l’odio razziale, all’annientamento di chi non si può difendere. Poi ci pensano i vigili urbani e la polizia di Stato con i suoi manganelli e puntando la pistola alla testa dei cittadini ad impedire che i musulmani possano pregare, che le donne possano esercitare lungo le strade che il rom non si permetta di uscire dalla merda in cui è costretto, che il cittadino protesti e contesti la violazione della norme Costituzionali.Riporto la notizia di cronaca:
Venezia. Commessa insulta gli ebrei
Mediaworld costretta a scusarsi
Cliente protesta, lei gli chiede il cognome: «Li riconosco da come si chiamano». Poi aggrava la situazione: "Si dice così anche dei negri". Così l'azienda interviene e alla fine arrivamo le scuse per la comunità ebraica di Venezia
di Marta Artico
MESTRE. "Ma quello è un ebreo di merda". La frase lapidaria è stata pronunciata da un'impiegata all'interno di Mediaworld, il megastore dell'elettronica di via Don Tosatto, mentre parlava al telefono con qualche conoscente. A sentirla, per caso, un cliente che come gli altri stava attendendo il suo turno, il quale più degli altri si è sentito chiamato in causa dalle parole della donna, perché di famiglia ebrea.
L'episodio è avvenuto lo scorso fine settimana. Il testimone è il figlio di Dario Calimani, cugino di Riccardo Calimani, scrittore e noto storico dell'ebraismo italiano. Il ragazzo, evidentemente scocciato, per tutta risposta ha chiesto: "E se io fossi ebreo?". A questo punto l'impiegata ha alzato gli occhi, guardando chi aveva di fronte e, anziché scusarsi per l'uscita infelice, ha domandato al giovane se volesse polemizzare, chiedendo di conoscere il cognome della famiglia per verificare se era davvero ebreo, sostenendo di saper riconoscere gli ebrei dal solo cognome.
"La donna - racconta Dario Calimani - ha pure ribattuto candidamente che come si dice ebreo di merda, in alcuni ambienti si dice anche negro di merda".
La vicenda si è conclusa con le scuse del capo area e del direttore. "E' vero - conferma il responsabile delle relazioni esterne di Mediaworld - è accaduto e ci scusiamo come gruppo e come azienda con tutta la comunità ebraica: è stata una frase mal detta e maleducata da parte del dipendente esuberante, che non ha tenuto conto dell'educazione e della civiltà comune. Prendiamo le distanze dall'affermazione e ci uniamo alle scuse del direttore del punto vendita, Fulvio Scibè. Al nostro interno - prosegue - provvederemo a prendere le corrette misure a riguardo. L'antisemitismo qui non c'entra, è una frase maleducata espressa pubblicamente che non va detta punto".
"La gravità - spiega Dario Calimani, padre del giovane - è la mancanza di cultura civile. Invece che chiedere scusa l'impiegata ha domand
ato a mio figlio se voleva far polemica, è pura follia. Evidentemente viviamo in una società che dà per scontato che essere razzisti e separare anche linguisticamente la maggioranza dalla minoranza per offenderla è normale, sono scioccato e purtroppo la definizione "ebreo di merda" la sento per la strada, è invalso questo linguaggio. Che sia negro, ebreo, romeno, albanese poco importa, è pericoloso non parlarne, non possiamo passare sotto silenzio un linguaggio razzista, sta prendendo piede una prepotenza di carattere sociale che è disarmante. Si crede di poter dire a chiunque quello che si vuole. I politici ci stanno insegnando l'immoralità, l'arroganza, la falsità, la prevaricazione e il privilegio".
Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/08/04/news/venezia-commessa-insulta-gli-ebrei-mediaworld-costretta-a-scusarsi-4727235
Si chiama incitamento all’odio e incitamento all’annientamento che potrebbe essere neutralizzato se magistrati, poliziotti e ordine dei giornalisti, adempissero ai loro doveri di legge anziché mettere in atto azioni di terrore per attuare quell’incitamento all’odio nei confronti dei cittadini: Tosi, condannato per incitamento razzista, continua a stare al suo posto e continua ad ordinare ai vigili urbani di Verona di macellare i diversi con buona pace di Schinaia.
Non si tratta di mancanza di cultura, ma di una cultura precisa: quella della bibbia. Quella che ordina di perseguitare il diverso. Come gli ebrei macellarono i sacerdoti di Baal diffamandoli, ora la chiesa cattolica, da duemila anni a sta parte, criminalizza gli ebrei deicidi seguendo il medesimo insegnamento della bibbia.
Se noi dimentichiamo che l’origine del razzismo sta nell’insegnamento del criminale in croce e nella bibbia, dimentichiamo che non si può essere razzisti con gli e
brei, come non lo si può contro i neri, contro i palestinesi, contro gli arabi, contro i cinesi o contro gli indiani: non si può incitare all’odio contro nessuno in quanto persona. Si può combattere un’ideologia. Si possono censurare delle azioni malvagie (come quelle del macellaio di Sodoma e Gomorra o la pederastia del criminale in croce), ma non si possono aggredire le persone in quanto tali. Purtroppo ci sono troppi magistrati e troppi poliziotti in ginocchio davanti ad un crocifisso anziché essere rispettosi della Costituzione della Repubblica.
Questa è la cultura del Veneto.
Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!
04 agosto 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
Cliente protesta, lei gli chiede il cognome: «Li riconosco da come si chiamano». Poi aggrava la situazione: "Si dice così anche dei negri". Così l'azienda interviene e alla fine arrivamo le scuse per la comunità ebraica di Venezia
di Marta Artico
MESTRE. "Ma quello è un ebreo di merda". La frase lapidaria è stata pronunciata da un'impiegata all'interno di Mediaworld, il megastore dell'elettronica di via Don Tosatto, mentre parlava al telefono con qualche conoscente. A sentirla, per caso, un cliente che come gli altri stava attendendo il suo turno, il quale più degli altri si è sentito chiamato in causa dalle parole della donna, perché di famiglia ebrea.
L'episodio è avvenuto lo scorso fine settimana. Il testimone è il figlio di Dario Calimani, cugino di Riccardo Calimani, scrittore e noto storico dell'ebraismo italiano. Il ragazzo, evidentemente scocciato, per tutta risposta ha chiesto: "E se io fossi ebreo?". A questo punto l'impiegata ha alzato gli occhi, guardando chi aveva di fronte e, anziché scusarsi per l'uscita infelice, ha domandato al giovane se volesse polemizzare, chiedendo di conoscere il cognome della famiglia per verificare se era davvero ebreo, sostenendo di saper riconoscere gli ebrei dal solo cognome.
"La donna - racconta Dario Calimani - ha pure ribattuto candidamente che come si dice ebreo di merda, in alcuni ambienti si dice anche negro di merda".
La vicenda si è conclusa con le scuse del capo area e del direttore. "E' vero - conferma il responsabile delle relazioni esterne di Mediaworld - è accaduto e ci scusiamo come gruppo e come azienda con tutta la comunità ebraica: è stata una frase mal detta e maleducata da parte del dipendente esuberante, che non ha tenuto conto dell'educazione e della civiltà comune. Prendiamo le distanze dall'affermazione e ci uniamo alle scuse del direttore del punto vendita, Fulvio Scibè. Al nostro interno - prosegue - provvederemo a prendere le corrette misure a riguardo. L'antisemitismo qui non c'entra, è una frase maleducata espressa pubblicamente che non va detta punto".
"La gravità - spiega Dario Calimani, padre del giovane - è la mancanza di cultura civile. Invece che chiedere scusa l'impiegata ha domand
ato a mio figlio se voleva far polemica, è pura follia. Evidentemente viviamo in una società che dà per scontato che essere razzisti e separare anche linguisticamente la maggioranza dalla minoranza per offenderla è normale, sono scioccato e purtroppo la definizione "ebreo di merda" la sento per la strada, è invalso questo linguaggio. Che sia negro, ebreo, romeno, albanese poco importa, è pericoloso non parlarne, non possiamo passare sotto silenzio un linguaggio razzista, sta prendendo piede una prepotenza di carattere sociale che è disarmante. Si crede di poter dire a chiunque quello che si vuole. I politici ci stanno insegnando l'immoralità, l'arroganza, la falsità, la prevaricazione e il privilegio".Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/08/04/news/venezia-commessa-insulta-gli-ebrei-mediaworld-costretta-a-scusarsi-4727235
Si chiama incitamento all’odio e incitamento all’annientamento che potrebbe essere neutralizzato se magistrati, poliziotti e ordine dei giornalisti, adempissero ai loro doveri di legge anziché mettere in atto azioni di terrore per attuare quell’incitamento all’odio nei confronti dei cittadini: Tosi, condannato per incitamento razzista, continua a stare al suo posto e continua ad ordinare ai vigili urbani di Verona di macellare i diversi con buona pace di Schinaia.
Non si tratta di mancanza di cultura, ma di una cultura precisa: quella della bibbia. Quella che ordina di perseguitare il diverso. Come gli ebrei macellarono i sacerdoti di Baal diffamandoli, ora la chiesa cattolica, da duemila anni a sta parte, criminalizza gli ebrei deicidi seguendo il medesimo insegnamento della bibbia.
Se noi dimentichiamo che l’origine del razzismo sta nell’insegnamento del criminale in croce e nella bibbia, dimentichiamo che non si può essere razzisti con gli e
brei, come non lo si può contro i neri, contro i palestinesi, contro gli arabi, contro i cinesi o contro gli indiani: non si può incitare all’odio contro nessuno in quanto persona. Si può combattere un’ideologia. Si possono censurare delle azioni malvagie (come quelle del macellaio di Sodoma e Gomorra o la pederastia del criminale in croce), ma non si possono aggredire le persone in quanto tali. Purtroppo ci sono troppi magistrati e troppi poliziotti in ginocchio davanti ad un crocifisso anziché essere rispettosi della Costituzione della Repubblica.Questa è la cultura del Veneto.
Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!
04 agosto 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
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