La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 28 agosto 2011

Veneto angosciato e coltello: Zaia, dimettiti!



Cosa accomuna questi accoltellamenti?
La disperazione che dilaga in Veneto.
E Zaia non si è ancora dimesso!
Non c’è un’età che possa accomunare vittime e accoltellatori. C’è solo la disperazione generale che in Veneto si esprime nei fatti di cronaca.
Nel caso di Chioggia, appare evidente come le questioni siano talmente coinvolgenti da non poter essere risolte altro che con la morte di qualcuno. Le cause? I Carabinieri cercheranno le solite motivazioni razionali, ma spesso sono loro che creano la disperazione in Veneto (o concorrono) dando priorità a delle sciocchezze e non alle cose veramente importanti che riguardano i veri detentori dei diritti civili: i cittadini. Cittadini che spesso angosciati trovano la soluzione della loro angoscia in gesti estremi.




OMICIDIO
Lite in strada a Chioggia
ventinovenne muore accoltellato
E' successo alle 23,30 di sabato. La vittima, Damiano Nordio, è stato colpito più volte e si è accasciato a terra. Arrestato l'aggressore, Cristian Carisi, di 31 anni

CHIOGGIA. Una violenta lite sulla strada tra due giovani. Poi ecco spuntare un coltello dalla tasca di uno dei due contendenti. E per Damiano Nordio, 29 anni, di Chioggia, non c'è stato nulla da fare. Colpito da diversi fendenti al torace e in altre parti del corpo si è accasciato al suolo e non si è più rialzato. Inutile l'intervento dei sanitari del Suem: quando sono intervenuti dopo la telefonata di un passante che aveva visto il corpo a terra, Nordio era già morto. E' successo sabato sera verso le 23.30 in via Fossetta a Sottomarina. L'aggressore, Cristian Carisi, 31 anni, è stato bloccato dai carabinieri della compagnia di Chioggia e arrestato con l'accusa di omicidio. Non sono ancora stati chiariti i motivi che hanno scatenato la lite e il movente dell'omicidio.
28 agosto 2011

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/08/28/news/omicidio-lite-in-strada-a-chioggia-ventinovenne-muore-accoltellato-4860066




Gesti estremi che si colgono nel ragazzo che ha difficoltà scolastiche e che, per giunta, si vede offeso e aggredito nella sua psiche profonda da “cani randagi” della sua stessa classe che non trovano nulla di meglio da fare che insultarlo, aggredirlo, violentarlo nelle sue emozioni senza che un insegnante o un carabiniere intervenga. Si somma la difficoltà scolastica (il deficiente creato deficiente da un dio padrone) che diventa oggetto di scherno (perché così ha voluto il dio dei cristiani) e preda di compagni di classe che riproducono la disperazione sociale di cui sono portatori. Disperati che costruiscono disperazione e che la stampa minimizza perché, tanto, sono ragazzi e anche se violentano nella psiche qualcuno, significa che il Gesù del loro crocefisso lo ha voluto.
La disperazione mette nelle mani il coltello e la disperazione si concretizza nella coltellata che il disperato appioppa ad altri ragazzi disperati che non avevano nulla di meglio da fare che far violenza alla psiche di un ragazzo che aveva delle difficoltà.

Esce di scuola e accoltella il compagno
Il diciassettenne è stato ricoverato all'ospedale di Borgo Trento in prognosi riservata. Il ventenne pluriripetente è stato denunciato a piede libero: pare fosse stanco degli scherzi degli amici


VERONA – Dramma sfiorato verso le 13, davanti alla scalinata d’ingresso dell’istituto Ferraris, in via del Pontiere. Uno studente di 20 anni ha accoltellato un compagno 17enne mentre stavano uscendo dalla scuola. I due avevano appena terminato la lezione del corso di preparazione all’esame di settembre ed erano sui gradini insieme agli altri compagni. All’improvviso il ventenne, pluribocciato, ha estratto dallo zaino un coltellino e ha aggredito lo studente, colpendolo su un fianco. L’allarme è scattato immediatamente e sul posto sono giunte le volanti e un’ambulanza di Verona Emergenza. La vittima è stata medicata subito. La ferita non sembrava particolarmente profonda, ma nel pomeriggio il giovane è stato ricoverato all’ospedale di Borgo Trento dove è tuttora ricoverato in prognosi riservata. I medici non vogliono sbilanciarsi e attendono di vedere l’evoluzione del paziente nelle prossime 48 ore. L’aggressore è stato immediatamente bloccato dai poliziotti. Per lui è scattata una denuncia a piede libero per lesioni, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi se le condizioni del ferito dovessero peggiorare. Ancora sconosciuto il movente di un gesto tanto violento quanto inaspettato. Secondo le prime testimonianze raccolte dagli investigatori, il 20enne avrebbe spiegato di essere stanco dei continui scherzi e delle prese in giro dei compagni.
E.P.
27 agosto 2011

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2011/27-agosto-2011/esce-scuola-accoltella-compagno-1901376791910.shtml




Oppure, l’operaio disperato. un operaio violentato in fabbrica che trovava nel possesso della moglie l’unica sua identificazione col dio padrone. Un disperato che ha visto nelle richiesta di libertà della moglie un delitto di lesa maestà che andava perseguito con la morte.
Coltelli in mano a disperati.
Pistole nelle mani di disperati.
Cocaina, eroina, alcool nelle mani di disperati.
Una donna che cercava la libertà della sua persona e che, chi si identifica col dio padrone dei cristiani e col crocifisso, non ha trovato di meglio che metterla a morte.

NEL TREVIGIANO
Tenta di uccidere la moglie a coltellate
Lei lo lascia, lui l’aspetta sotto casa e la aggredisce : è gravissima. L’uomo è stato arrestato

VITTORIO VENETO — Dà appuntamento alla moglie sotto casa dell’amica che la ospita e tanta di ucciderla accoltellandola. L’uomo è stato arrestato poco dopo dai carabinieri di Vittorio Veneto, si tratta di Franco Bormiotto, 53enne operaio di Conegliano. La moglie Cristina Tabarini, 46 anni, colpita da numerosi fendenti, nella notte è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico all’ospedale di Costa dove si trova tuttora ricoverata in gravi condizioni. Bormiotto e la moglie, sposati e con due figli di 23 e 20 anni, stavano vivendo un periodo di profonda crisi matrimoniale. Una frattura insanabile, almeno per Cristina che aveva deciso di separarsi e che due settimane fa aveva lasciato la casa in cui vivevano a Conegliano trovando ospitalità da un’amica in via Molino Nuovo a Vittorio Veneto. E proprio qui il marito l’ha raggiunta venerdì sera per l’agguato che l’ha ridotta in fin di vita.
Erano da poco passate le 20.30 di venerdì quando il 53enne ha chiamato al cellulare la compagna, chiedendole di scendere perché le voleva parlare. Quando lei è uscita dal portone il marito era lì ad aspettarla, con il coltello che si era portato da casa. Improvvisamente le si è parato davanti, ed ha iniziato una violenta discussione. Quello che è successo tra le prime urla e l’aggressione, è al vaglio dei carabinieri di Vittorio Veneto che nella notte hanno interrogato a lungo l’uomo. Quel che è certo è che il 53enne ha colpito con numerosi fendenti la compagna. Cristina ha provato a difendersi e a reagire, ma è stata sopraffatta dai colpi cadendo a terra in una pozza di sangue. Attirata dalle urla della donna, l’amica è corsa in suo aiuto e ha dato l’allarme, in pochi minuti sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri. L’uomo, resosi conto della gravità di quanto aveva appena fatto, ha lasciato cadere il coltello davanti a sé e non ha opposto resistenza mentre la moglie veniva soccorsa dai sanitari del Suem e trasportata nel vicino ospedale. La 46enne è arrivata al pronto soccorso in condizioni gravi, con lesioni interne e profonde ferite provocate dalle coltellate che l’hanno raggiunta all’addome, alla vagina e ai glutei. I medici ne hanno disposto subito il trasferimento in sala operatoria dove è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico. Bormiotto ha ammesso le proprie responsabilità, spiegando ai carabinieri di aver perso la testa perché non accettava la decisione della moglie di lasciarlo. È stato quindi arrestato con l’accusa di tentato omicidio e tradotto in carcere.

Milvana Citter
27 agosto 2011

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2011/27-agosto-2011/tenta-uccidere-moglie-coltellate-1901373771021.shtml




Il coltello in mano ai Veneti è come il coltello nelle mani di qualsiasi persona. Uno strumento. Nelle mani dei disperati costretti in ginocchio davanti ad un crocifisso, diventa un modo per veicolare la loro angoscia.
Questi fatti di cronaca non nascono dalla malvagità degli uomini che li compiono, ma dalle condizioni che carabinieri, polizia di Stato, magistrati, amministratori pubblici, impongono a cittadini indifesi in violazione dei principi Costituzionali.
Se non si può avere giustizia nei confronti di coloro che provocano angoscia, chi è addetto ad amministrare la giustizia è responsabile primo dell’angoscia stessa: Zaia, dimettiti!

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

29 agosto 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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