La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 28 ottobre 2011

Stanghella, Padova, continua la disperazione dei Veneti nei fatti di cronaca.




Continuano a manifestarsi episodi di cronaca che testimoniano la profonda sofferenza di un Veneto ridotto alla disperazione dalla chiesa cattolica e da politici che hanno omesso i loro doveri come Galan e Zaia.
Settantasette anni e settantacinque anni e non avere più un futuro. Distrutti da una vita che li ha condotti alla depressione, all’alzheimer, ad una vita senza prospettive e senza piaceri.
Prosciugati dagli adoratori del crocifisso che si dilettano a spacciare sofferenza in nome e per conto del loro criminale in croce. Una società Veneta che non reagisce, ma subisce la violenza dell’imposizione del crocifisso quasi fosse un diritto della chiesa cattolica violentare e stuprare i cittadini del Veneto.
La disperazione, l’angoscia, la depressione, la degenerazione mentale, non sono condizioni naturali, ma sono costruite mediante l’educazione nella prima infanzia e nelle condizioni di vita che la società Veneta impone ad adulti che non sanno mettere in atto attività di critica alla società tale da modificare lo stato psico-emotivo che è stato loro imposto nella primissima infanzia.
Attorno a Montagnana, Este, Terme Euganee, ecc. c’è una forte incidenza di suicidi per disperazione.
Quello di oggi è uno dei tanti: la disperazione, la depressione, è una morte della struttura psico-emotiva che trova sollievo solo nella distruzione del corpo fisico.
Riporto la notizia:

Tenta uccidere anziana moglie malata e poi si impicca
Dramma familiare nel padovano; anche l'uomo era malato da tempo
28 ottobre, 13:19


(ANSA) PADOVA, 28 OTT - Dramma familiare a Stanghella (Padova): un pensionato, da tempo malato, ha ferito gravemente la moglie, tentando di impiccarla ad una trave del garage di casa, e poi convinto che la donna fosse morta si è suicidato con una corda al collo.La donna, malata di Alzheimer, ed è stata trovata in gravi condizioni da una figlia che ha allertato i carabinieri, mentre per il marito non c'era nulla da fare. L'anziano ha lasciato un biglietto in cui spiega le ragioni del tragico gesto. (ANSA).
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/10/28/visualizza_new.html_646708399.html

Che si tratti degli effetti del terrorismo cristiano, non c’è dubbio. Non solo ha scannato la moglie Lucia Battistella di 75 anni, ma Ferdinando Medea di 77 anni, prima di impiccarsi ha messo un crocifisso fra i due cappi: quello per sé stesso e quello che non ha potuto usare per la moglie sgozzandola. Lucia Battistella, portata velocemente all’ospedale di Monselice ora sembra fuori pericolo di vita.
Il crocifisso è la chiave della disperazione. Una disperazione costruita dalla chiesa cattolica per tentare di distruggere la società civile distruggendo i suoi cittadini.

Seduti sulla riva del fiume della vita, noi che pratichiamo Stregoneria, non possiamo far altro che contare i cadaveri che galleggiano sull’acqua della vita.
Abbiamo tentato di dire ai Veneti di cambiare l’approccio alla vita. Di organizzare strategicamente la loro esistenza. Abbiamo tentato per anni di sollecitare i Veneti affinché buttassero via l’ideologia della sottomissione al dio padrone rappresentata dai crocifissi e iniziassero un cammino virtuoso come cittadini appropriandosi degli strumenti adeguati con cui affrontare la società e il loro futuro. C’è sempre un futuro, anche a 90 anni. Anche ad un passo dalla morte. Ma quando non c’è futuro perché hai distrutto la capacità di affrontare e abitare il tuo presente, allora, per quanto giovane sia la tua età, puoi solo agognare al suicidio.
E noi, contiamo i cadaveri!

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28 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

giovedì 27 ottobre 2011

Barboni, senza tetto, clochard di Treviso a pugni e calci per una coperta: grazie Gentilini, grazie Gobbo. Quando anche voi diventerete barboni?



Quando la miseria è costretta a rubare alla miseria.
Nel Veneto ex ricco e oggi disperato, succede anche questo. E’ il successo economico di Galan, Zaia, Gentilini, Gobbo. Gente per i quali la povertà è un’aggravante del reato, ma loro, che vivono di truffe e di inganno dei Veneti, mica sono come questi miserabili. I loro delitti non fanno schifo e per i magistrati non sono nemmeno delitti: come si permettono gli schiavi in ginocchio a chiedere al loro padrone di giustificare le sue azioni?
Sembra di essere nel film di Mel Brooks, la Storia del Mondo. Siamo alla vigilia della rivoluzione francese dove “i poveri che rubano ai poveri” e dove ai banchi non c’è nulla da vendere mentre il re pensa al suo bunga-bunga: “non metterti niente, di complicato” dice alla supplice.


BARBONE FATTO SLOGGIARE A CALCI E PUGNI
Era sul sagrato della chiesa del Sacro Cuore ed altri due senza tetto l’hanno aggredito
27-10-2011
TREVISO – Se ne stava steso sul sagrato della chiesa del Sacro Cuore in via Lancieri di Novara. Un posto già occupato diverse volte per dormire dal clochard, un rumeno di 30 anni.
Eppure l’altra notte mettersi proprio lì gli è costato caro. Il senza tetto è stato avvicinato da altri due barboni che l’hanno aggredito.
I due l’hanno preso a calci e pugni e l’hanno fatto sloggiare, rubandogli pure la coperta, cosa che ha attirato l’attenzione di alcuni passanti i quali hanno chiamato la polizia.
I due aggressori, però, all’arrivo della volante erano già spariti. Il giovane clochard ha detto di conoscere di vista i due, ma non ha voluto fare i loro nomi e tantomeno sporgere querela nei loro confronti. M. Cer.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/barbone-fatto-sloggiare-calci-pugni-41271

Quello che io mi chiedo: perché questi barboni non vanno a rubare nei supermercati?
Che cosa hanno da perdere?
Perché rubare una coperta ad un altro barbone?
Perché i carabinieri se li arrestano non li mandano a processo, ma li ammazzano di botte?
E’ probabile!Carabinieri e Polizia di Stato hanno perso la consapevolezza di essere dei cittadini e vivono una sorte di impunità onnipotente che esercitano mediante la violenza sulla gente ammanettata. Tanto, prima che i magistrati ne perseguano le aggressioni, il malcapitato deve morire di botte. Anche questi senza tetto sono stati truffati dai cattolici: non hanno consapevolezza di che cosa possono fare nel mondo in cui vivono anziché accettare di morire lentamente.
E’ una fotografia che ci fa comprendere il senso della disperazione in Veneto.
Una disperazione che aumenta giorno dopo giorno.


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28 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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Veneto, angoscia e disperazione nella cronaca quotidiana



Quanto abbiamo protestato per tentare di far diventare effettivi diritti esistenziali percepiti come importanti non solo per i singoli individui, ma per l’intera società civile.
Si agiva in Veneto. Masse protestavano e qualcuno riusciva ad ottenere dei vantaggi da tali proteste ma, anziché usare il vantaggio per rafforzare le rivendicazioni, da buon cristiano, si fregava le mani e diceva: “Ve l’ho messa in culo!”.
C’erano persone che cedevano il loro tempo e la loro vita per altri senza un tornaconto personale e gli altri, quelli a cui cedevano la vita per migliorare la loro, agivano per tornaconto personale: da bravi cristiani.
Chi lottava per la casa come diritto nei quartieri (ricordo Verona 1975), spesso non aveva delle richieste personali, ma percepiva il diritto come una ricchezza sociale che andava ampliata.
Non si riuscì ad ampliare la società del diritto, ma gli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra imposero la società della carità e della sottomissione al padrone.
Fu una grande sconfitta sociale che bloccò la Costituzione della Repubblica e dette il via a quel processo di distruzione sociale che oggi, ampliato dalla crisi economica di questi quattro anni, porta sia allo sviluppo dell’angoscia sociale che alla disperazione esistenziale.
Quella linea di possibilità si è esaurita: ora non resta che contare i cadaveri della disperazione che, inevitabilmente, sono destinati ad aumentare.
Riporto l’articolo dall’Ansa:


Sfrattato tenta suicidio a Verona, si getta finestra ex casa
Era stato allontanato in agosto; aveva anche aperto gas
26 ottobre, 18:12

(ANSA) - VERONA, 26 OTT - E' ricoverato all'ospedale di Verona in prognosi riservata un uomo di 62 anni che oggi e' ritornato nell'appartamento da cui era stato sfrattato lo scorso agosto e che, all'arrivo della polizia, avvisata dal proprietario, si e' gettato dal secondo piano.Riuscito ad entrare nella sua ex casa a Verona l'uomo aveva in un primo momento aperto il gas: dopo l'intervento dei vigili del fuoco che hanno bloccato la fornitura di metano il 62enne ha tentato il gesto estremo lanciandosi da una finestra, rimanendo gravemente ferito. (ANSA).

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/10/26/visualizza_new.html_666997932.html

“la casa è un diritto” si diceva, ma quel diritto non lo si è trasformato in legge. O meglio, per legge il proprietario ha il diritto alla casa in quanto proprietà privata non in quanto bene che, per quanto gli dia reddito e ricchezza, ha una funzione sociale. La società viene dopo la proprietà privata dei beni. Privati cittadini che, mediante l’uso dei beni, tendono a distruggere la società civile.
Più le persone si separano dalla società civile perseguendo un loro interesse al di fuori o contro di essa, più queste persone seminano la miseria sociale. I senza lavoro ruberanno; i rom emarginati creeranno difficoltà sociale, i licenziati si adatteranno. I pensionati costretti per paura a lasciare il posto di lavoro, faranno il doppio lavoro; l’imprenditore frutterà il lavoro nero e risparmierà sui mezzi antinfortunistici; le finanziarie indebiteranno le famiglie numerose e le banche, attraverso il sistema dei mutui, sottrarranno i beni acquistati da individui fragili che confideranno nella provvidenza anziché nell’analisi del mercato e delle loro prospettive economiche.
Infine, lo Stato di Berlusconi favorirà il gioco d’azzardo e i giovani si faranno di cocaina, eroina e alcool per sopravvivere.
In questo immiserimento sociale, gli extracomunitari avranno maggiori possibilità che non i Veneti. Infatti, potendo adattarsi a condizioni di lavoro molto basse e misere, hanno la possibilità di costruire un loro futuro mentre i Veneti, cresciuti in un ambiente apparentemente opulento, vedranno il disfacimento delle loro condizioni di vita.
Ci sono sconfitte il cui prezzo viene pagato dall’intera società civile.


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27 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
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venerdì 21 ottobre 2011

A Jesolo appare Afrodite-Venere e i cristiani la scambiano per la madonna di Medjugorje





Foto: l'articolo di La Nuova Venezia incui i cristiani, all'arrivo di Afrodite-Venere, credono di vedere la loro madonna.

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In seguito all’apparizione di Venere-Afrodite al Bosco Sacro di Jesolo, nella jesolana si è verificato uno strano fenomeno di allucinazione collettiva in cui i cristiani hanno creduto di vedere la loro madonna.
Il fenomeno è stato ampiamente illustrato da Giovanni Cagnassi sulle pagine di Jesolo del giornale La Nuova Venezia.
La manipolazione allucinatoria dei cristiani, specialmente i truffati da Medjugorje hanno creduto di intravvedere, nel fenomeno luminoso dell’arrivo di Venere-Afrodite al Bosco Sacro in Jesolo, la loro madonna che li rassicurava nella loro disperazione e nella loro angoscia.
La fotografia, presentata da La Nuova Venezia, evidenzia una figura luminosa nel cielo che solo occhi allenati a “chiamare le cose col loro vero nome” (proprio dei Pagani e degli Stregoni che vivono analizzando il presente) possono interpretare come Venere-Afrodite venuta a porre omaggio all’Altare Sacro che la Religione Pagana ha innalzato a gloria degli Dèi e della ritrovata libertà nella società civile.

La paranoia delle allucinazioni è ben documentata nell’articolo di Cagnassi che evidenzia l’avidità dei cattolici pronti a sfruttare la situazione per far soldi. Dice l’articolo:

“Gli organizzatori e promotori dell’incontro sono tutti cittadini Jesolani che, reduci dal pellegrinaggio a Medjugorje hanno voluto ricreare la stessa atmosfera in un palaturismo divenuto una grande chiesa per l’occasione straordinaria. Non c’erano le veggenti, che pregando hanno visioni addirittura quotidiane della “Regina della Pace”, e neppure l’ospite d’onore, Paolo Brosio, giornalista televisivo che ha raccontato la sua personale esperienza e scritto un libro sulla sua profonda conversione spirituale, ma l’incontro di preghiera è stato un autentico successo. Tanti che in cielo è apparsa nel pomeriggio di domenica quella che in un primo tempo poteva sembrare una nuvola, ma che ha assunto i contorni molto nitidi di una donna con un velo, la madonna appunto”.

La tensione libidica inespressa è causa di allucinazione e interpretazioni distorte della realtà in cui si vive. La libido violentata dei cristiani piega la realtà al loro desiderio angoscioso. E’ un classino della psicoanalisi e della psichiatria.






Foto: nelle due foto successive viene documentata l'arrivo di Venere Callipigia sull'Altare del Bosco Sacro di Jesolo

Abbiamo chiesto al Pontefice della Federazione Pagana un’interpretazione del fenomeno che così ha dichiarato:

“Spesso Venere-Afrodite, Apollo, Minerva, Zeus e altri Dèi fanno visita all’Altare Pagano del Bosco Sacro in Jesolo. La loro presenza si avverte come un flusso emotivo che allarga la sensazione soggettiva di essere avvolti in un immenso in cui i partecipanti al rito si sentono travolti. Se sull’Altare Pagano presso il Bosco Sacro la presenza degli Dèi, al di là delle misere statue, è una presenza attiva, l’intero territorio di Jesolo è avvolto da tensioni psichiche capaci di alterare la percezione della realtà degli individui. Ne consegue che anche gli ammalati di angoscia e di disperazione che cercano consolazione negli inganni di Medjugorje (è stato ampiamente dimostrato che si tratta di una truffa iniziata come aggressione militare all’ex Jugoslavia) trasformano lo stato psichico nella dimensione della loro consolazione che produce stati allucinatori conseguenti. Se anziché essere un gruppo di cristiani angosciati e malati, fosse stato un gruppo di musulmani, nella stessa condizione della presenza di Afrodite-Venere, avrebbero visto Maometto mentre, se fossero stati ebrei, nella stessa condizione avrebbero visto Mosé e, ancora, se fossero stati buddisti avrebbero visto il Buddha. E’ una questione di malattia mentale dovuta all’angoscia esistenziale che nelle situazioni più gravi trasforma le ombre in demoni oscuri.”

Noi siamo in grado di far vedere le fotografie dell’arrivo di Afrodite-Venere sull’altare del Bosco Sacro in Jesolo in cui la forma è precisa anziché la forma oscura delle allucinazioni cristiane che, malate d’angoscia, aspettano la loro consolazione della felicità che si realizza solo con la morte e la loro autodistruzione. Come dei novelli Isacco sono saliti volontariamente sulla pira rinunciando alla possibilità di eternità che la vita ha offerto loro.


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21 ottobre 2011
Claudio Simeoni
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martedì 18 ottobre 2011

Successo Lega Nord nella gestione economica del Veneto.



Riuscito il progetto Galan-Zaia per il Veneto.
La disoccupazione e la miseria è un dato diffuso in sempre maggior espansione.
Ormai non esiste nemmeno più la capacità di fare un minimo di previsione economica.
Le fabbriche chiudono e la miseria sul territorio si diffonde sempre più. Sono aumentati i furti nei supermercati messi in atto da gente disperata e sono aumentati i protesti bancari e il mancato pagamento delle bollette dei servizi essenziali.
Aumenteranno a breve le difficoltà per concedere prestiti e mutui mentre le famiglie e i singoli cittadini tenderanno ad indebitarsi sempre più.
Non siamo nel “libero mercato”, come qualcuno voleva far credere, ma nella libera attività di mafia che sta affamando il Veneto.
Magistrati corrotti, Polizia di Stato e Carabinieri capaci solo di bastonare i cittadini e ignorarne le istanze, hanno contribuito a costruire nel Veneto una situazione disperata.
Noi possiamo registrare i suicidi come sintomo di un disagio crescente.
I disoccupati aumentano, la disperazione cresce. All’angoscia prodotta dall’educazione cattolica si somma l’angoscia di un’economia in disfacimento.
Riporto la notizia:
Crisi:Veneto;crolla domanda lavoro,9ml assunzioni entro anno
Le previsioni annuali erano invece di 80ml assunzioni entro 2011
17 ottobre, 13:50

(ANSA) - VENEZIA, 17 OTT - Tra ottobre e dicembre le imprese venete prevedono di effettuare poco più di 9 mila assunzioni, in calo rispetto alle oltre 13.500 pianificate nel trimestre precedente (un terzo in meno). Il quadro emerge dall'analisi sui fabbisogni occupazionali delle imprese per il periodo ottobre-dicembre 2011, realizzata da Unioncamere del Veneto. Le previsioni annuali prefiguravano una domanda complessiva di 80mila assunzioni entro fine 2011 (mediamente 20mila al trimestre).(ANSA).
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/10/17/visualizza_new.html_671410811.html


Il dato della mancanza di lavoro va di pari passo con il dato sulla povertà.
Aumentano i poveri, i disperati. Aumentano gli accattoni che cercano qualche cosa.
Aumenta il potere terroristico della Caritas che ricatta i cittadini occupando un terreno che sarebbe proprio dello Stato.
Non solo si è poveri e disoccupati, ma anche ricattati e usati come merce di scambio nella società civile. La caritas, braccio armato della chiesa cattolica, controlla i cittadini poveri affinché continuino ad essere poveri. La caritas, quella che comperò gli 8000 macete con cui compiere il genocidio in Ruanda, sta tentando di compiere, sia pur con altri mezzi, la stessa operazione in Italia.
Non ha ancora abbastanza materiale umano con cui ricattare la società civile, ma bastano altri tre punti in percentuale di crescita della povertà e la Caritas diventa la maggior struttura di potere economico in Italia dopo la mafia Vaticana.
Riporto la notizia:

Poverta':Veneto,in un anno passata da 4,4 a 5,5% popolazione
Rapporto Caritas-Zancan,comuni destinano 36% spesa per emergenza
17 ottobre, 12:24

(ANSA) - VENEZIA, 17 OTT - Tra il 2009 e il 2010 nel Veneto l'incidenza della poverta' relativa e' passata dal 4,4% al 5,5%, registrando un significativo incremento. E' quanto emerge dal nuovo rapporto Caritas-Zancan.E' una crisi che non ha piu' riguardi per la geografia - commenta il direttore della Fondazione Zancan Tiziano Vecchiato - e che anche a Nord, anzi a Nordest, semina vittime e paura. Costringe i comuni a destinare il 36% della spesa per assistenza sociale all'emergenza - conclude - e non all'aiuto che sarebbe necessario per ridurre la poverta'.(ANSA).
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/10/17/visualizza_new.html_671435018.html

L’operazione Galan e Zaia, il cui scopo era quello di diffondere la miseria in Veneto, è perfettamente riuscita e non manca molto per raggiungere il pieno successo. In fondo, non era Galan e Zaia che volevano distruggere questi sporchi operai aiutando le imprese a delocalizzare e a ricattare i propri dipendenti mediante l’aggressione agli extracomunitari?
Operazione perfettamente riuscita.


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18 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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lunedì 17 ottobre 2011

Oderzo e Selva del Montello: ancora suicidi in un Veneto disperato ed angosciato




Foto: L'opera "Ecco l'uomo" presentata al padiglione Italia nella 54esima biennale d'arte, rappresenta molto bene lo stato psico-emotivo di angoscia e disperazione che, per responsabilità della chiesa cattolica, i ragazzi del Veneto stanno vivendo.



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Continuano i suicidi in un Veneto disperato in cui la chiesa cattolica ha impedito ai ragazzi di vivere serenamente attrezzandosi in maniera adeguata per affrontare i problemi della vita.
Genitori criminali hanno costretto i ragazzi a frequentare la parrocchia. Hanno imposto ai ragazzi i “valori” dell’odio cristiano sottomettendoli all’idea di un padrone e, loro stessi, una volta che sono stati costretti a guardare la realtà in cui vivevano sono stati costretti a prendere atto della loro inadeguatezza.
Cadaveri, costruiti dai genitori e dalla chiesa cattolica. Genitori che non si sono preoccupati di insegnare ai loro figli i principi Costituzionali, né si sono preoccupati di fornire ai loro figli strumenti psico-emotivi adeguati per affrontare la loro esistenza. Così il ragazzo che pensava di essere il padrone della ragazza, da buon Veneto, si è scoperto che aveva a che fare con una persona e l’idea, estranea al cristianesimo, lo ha sconvolto. La sua ragazza era una persona e non un oggetto. E’ questa la causa? Certo che il ragazzo era angosciato. Incapace di vivere. Incapace di essere adeguato nella società in cui viveva. I suoi genitori avevano costruito la sua incapacità, giorno dopo giorno, ed ora ne mietono i frutti. A 25 anni non ci si suicida per una “delusione d’amore”, ma ci si suicida per il fallimento dell’esistenza in cui una “eventuale delusione d’amore” suona come l’ultimo avvertimento del fallimento esistenziale: gli rimane solo la morte; cercare la felicità nel suicidio.
E sono i genitori del Veneto, che preferiscono mettersi in ginocchio davanti ad un crocifisso piuttosto che fornire ai loro figli strumenti adeguati, i veri responsabili dell’incitamento al suicidio dei loro figli. Oggi la Corte di Cassazione emette sentenza in cui non tollera il venir meno della responsabilità dei genitori nei confronti dei figli, ma purtroppo l’educazione cattolica li costringe a pensarsi come i soggetti a cui i figli debbono obbedienza “onora il padre e la madre” e non come impone la Costituzione e le sentenze dalla Corte di Cassazione: siano i genitori ad onorare i figli facendoli crescere come individui forti, coraggiosi e consapevoli dei diritti Costituzionali.
Riporto la cronaca di oggi:


DELUSIONE D’AMORE, SI IMPICCA A 25 ANNI
Si tratta di un giovane idraulico di Selva del Montello


VOLPAGO – Si è messo una corda al collo nel ricovero attrezzi vicino casa e si è lasciato cadere. Ha deciso di farla finita così un giovane idraulico di 25 anni di Selva del Montello.
Pare che alla base del gesto ci sia una delusione amorosa. Ieri mattina a trovarlo ormai già privo di vita sono stati i suoi genitori. Disperati hanno chiamato il 118, ma purtroppo, all’arrivo dell’ambulanza sul posto, per il ragazzo non c’era nulla da fare: era già morto.
Probabilmente il 25enne si era ucciso durante la notte. I genitori l’avevano cercato a lungo non vedendolo tornare in casa, finché sono entrati nel ricovero attrezzi vicino casa, dove hanno scoperto il corpo penzolante.
Una scena agghiacciante, per i famigliari, che ora non riescono a darsi pace. Sul posto poco dopo sono arrivati anche i carabinieri.
Non sarebbero stati ritrovati biglietti d’addio o messaggi particolari rivolti a qualcuno, anche se secondo quanto ricostruito alla base del gesto potrebbero esserci ragioni di natura sentimentale riconducibili ad una ragazza.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/delusione-d%E2%80%99amore-si-impicca-25-anni-40886


Tutti fanno ipotesi. Chissà perché si è suicidato questo 25 enne di Selva del Montello: non era uno zingaro e non veniva perseguitato come un musulmano o come un extracomunitario. Era debole, fragile, psicologicamente incapace di gestire le proprie emozioni. I ragazzi non sono deboli, ma vengono costretti ad essere deboli ed angosciati da genitori vili e codardi. Genitori che mettono al centro della loro attenzione il criminale in croce e non i principi Costituzionali.
E questo di Oderzo: perché si sarà suicidato?
Perché disperato ed angosciato. La disperazione non si costruisce in un giorno, né con un singolo avvenimento.
E’ stato costruito angosciato. Sicuramente davanti ai suoi occhi c’era l’infelicità più assoluta e ha cercato la felicità nell’unico modo possibile: suicidandosi.
E’ il prodotto della politica sociale del Veneto. Il successo della Lega di Zaia, dei venetisti e degli indipendentisti veneti.
Fra qualche anno i figli dei cinesi, sia pur con tutti i problemi, diventeranno i veri cittadini di questo Veneto. I cinesi e gli altri extracomunitari hanno la consapevolezza dell’importanza di essere dei cittadini consapevoli mentre, gente come Zaia, Tosi e Gentilini, costringono i ragazzi veneti ad essere solo bestiame obbediente in ginocchio davanti al crocifisso.
E a loro non resta che il suicidio:

SUICIDA 42ENNE DI ODERZO, TROVATO DA UN AMICO IN MAGAZZINO
Si è tolto la vita questa mattina

ODERZO – Tragedia questa mattina all’alba a Oderzo. In via Bosco Comun si è impiccato un 42enne ivi residente: l’uomo è stato trovato da un amico nel magazzino della propria abitazione.
Nessun biglietto con le motivazioni dell’estremo gesto. L’uomo assisteva i due anziani genitori. Hanno rilevato l’episodio i Carabinieri di Oderzo: giunti sul posto anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Motta e il Suem 118.
Si tratta del secondo suicidio in pochi giorni in comune di Oderzo: pochi giorni fa si era tolto la vita un 37enne.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/suidica-42enne-di-oderzo-40905


E non si venga a dire: “Chissà quali sono le cause!”
L’uomo assisteva ai due anziani genitori. Esasperazione? Senso dell’inutilità? Prigioniero di un dovere “onora il padre e la madre” dal quale non era in grado di separarsi psicologicamente?
I genitori criminali, anziché fornire ai loro figli strumenti adeguati con cui affrontare la loro esistenza li imprigionano in forme di dovere il cui risultato è quello di distruggere la struttura psico-emotiva dei loro figli. Criminali che per il loro presente hanno sacrificato il futuro dei loro figli creando angoscia, disperazione e senso dell’inutilità.
E noi, nell’infinita sofferenza per una società che si trasforma anche nella distruzione angosciosa dei suoi cittadini, non ci resta che guardare, dalla riva del fiume, i cadaveri che galleggiano per effetto di un crocifisso e della violenza con cui i ragazzi vengono costretti in ginocchio.
Domani, arriveranno altri suicidi.


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18 ottobre 2011
Claudio Simeoni
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Flavio Tosi: incidente di caccia o attentato terroristico?




Leggendo l’articolo di cronaca sul ferimento del controllore alla caccia, più che un incidente c’è la sensazione, molto forte, ma il contrario va DIMOSTRATO (e non solo affermato come complicità “istituzionale” dalla magistratura pronta alla “comprensione” della violenza contro i più deboli) che si tratti di un attentato terroristico e intimidatorio messo in atto da Flavio Tosi nei confronti dell’osservatore.
Ad avallare il sospetto che si tratti di un vero e proprio atto di terrorismo c’è la presenza, nel gruppo di Tosi, di imprenditori, personaggi noti assassini che costringono gli operai a lavorare spesso fuori dalle norme di sicurezza per i propri profitti e che “bonariamente” la magistratura considera tali omicidi come degli “incidenti sul lavoro” e non atti di terrorismo miranti a destabilizzare le Istituzioni nella legge fondamentale della Repubblica nel suo ARTICOLO 1 della Costituzione.
Non bisogna dimenticare che Tosi è stato condannato per incitamento all’odio razziale e tale condanna fa sorgere il sospetto di intenzionalità nel suo gesto di ferimento dell’osservatore (magari infastidito).
L’atto del ferimento, come atto intimidatorio, appare anche dal comportamento del ferito che agli inquirenti ha fornito giustificazioni confuse come se fosse stato minacciato di morte in stile mafioso. Tosi non si è preoccupato di soccorrere il ferito il quale, come appare dagli eventi, per paura ha nascosto l’azione intimidatoria nei suoi confronti.
Poi, appaiono evidenti le complicità di imprenditori che accompagnavano Tosi nel coprire l’atto di violenza, come se tutti avessero finto di coprire il ferimento.
Troppi omicidi e troppi atti intimidatori sono stati fatti passare per incidenti di caccia per pensare che sia solo un incidente di caccia.
Se Flavio Tosi avesse soccorso il ferito e portato, egli stesso, in ospedale la tesi dell'incidente assumeva maggior forza. Se non altro avrebbe dimostrato la mancanza di "ostilità" nei confronti del ferito. Non avendolo fatto, la tesi dell'attentato terroristico assume maggior valore.

Non dimentichiamo, infine, che Tosi è un collaboratore di Maroni, lo stesso che ha cercato il morto a Roma ordinando ai gipponi della Finanza, della Polizia e dei Carabinieri di investire i manifestanti e di massacrarli: una vera e propria occupazione militare del territorio per impedire la manifestazione.
L’impressione è quella di trovarci davanti al terrorismo pianificato, sia in maniera diretta con Maroni che indiretta come l’atto di Tosi. Un terrorismo che ha le stesse finalità degli episodi e della situazione da pre colpo di Stato che precedette Piazza Fontana con la criminalizzazione degli anarchici per coprire l’attività di terrorismo della polizia di Stato che utilizzava gruppi dell’estrema destra. Non dimentichiamo che fu lo stesso Cossiga a rivelare come lui, in quanto ministro degli interni e i suoi predecessori prima di lui usassero i provocatori per provocare incidenti e massacrare i dissidenti mediante azioni di terrorismo (come la bomba del finto anarchico Bertoli). Così dopo l’attentato di Piazza Fontana il terrorista Calabresi indicò negli anarchici i responsabili (Pinelli, Valpreda, ecc.) per coprire gli attentatori materiali di Piazza Fontana che facevano parte del suo giro politico e di quello dei magistrati di Milano. Oggi, sembra che la storia si ripeti.
E’ uno dei motivi per considerare l’azione di Flavio Tosi uno degli attentati di natura terroristica. Quando si vive una sorta di impunità in presenza di un tentativo di colpo di Stato in cui i delinquenti che preparano il colpo di Stato vivono una condizione psichica di impunità perché “tanto poi le leggi le faranno loro”, allora, anche sparare ad un osservatore di caccia o sparare in modo che l’osservatore venga intimidito con un colpo ravvicinato, è un gesto psicologicamente normale che ho scorto nell’attività di tortura della Polizia di Stato (La Barbera) perché tanto i magistrati non avrebbero proceduto, ma avrebbero sfruttato la tortura stessa per perseguire i loro fini personali di destabilizzazione Istituzionale.
Riporto la notizia di cronaca:


Il sindaco Tosi spara alla lepre e impallina un trentenne
INCIDENTE DI CACCIA. Sabato nella tenuta Zonin a Terzo di Aquileia, in Friuli. Indagini della Mobile di Udine. Un «osservatore» colpito da tre pallini a un polso e a un ginocchio. Il ferito interrogato per ore prima dell'intervento per l'estrazione
17/10/2011


Terzo di Aquileia. Incidente di caccia per il sindaco Flavio Tosi. Il primo cittadino appassionato seguace di Diana sabato era a una battuta nella tenuta friulana del viticoltore Zonin a Terzo di Aquileia in provincia di Udine. Era caccia alla lepre. Tosi, che per inciso è presidente della sezione veneta di Federcaccia, ha esploso un colpo verso una lepre e tre pallini di rimbalzo hanno colpito il polso e un ginocchio di un osservatore che era nel suo gruppo.«Non è accaduto niente di grave, per fortuna», ha detto il sindaco interpellato sull'accaduto, «è stato un colpo di rimbalzo, soltanto tre pallini del 6, davvero molto piccoli, e sono stati estratti». Il ferito è stato operato all'ospedale di Monfalcone, ha riportato soltanto ferite superficiali e non sembra intenzionato a sporgere denuncia. L'incidente è avvenuto intorno alle ore 12.30. Alle 14 il trentenne si è presentato all'ospedale di Monfalcone con i pallini da caccia infilati nel polso e nella gamba. È così che sono cominciati gli accertamenti che hanno portato a individuare in Tosi il cacciatore che ha ferito accidentalmente l'osservatore. Il trentenne ferito, sulla cui identità al momento non si conoscono ulteriori dettagli, all'inizio non voleva nemmeno farsi medicare. Il bruciore provocato dai pallini però alla fine lo ha spinto a rivolgersi ai medici dell'ospedale che, a quel punto, hanno chiamato il commissariato di Monfalcone perchè si trattava appunto di un incidente di caccia.Agli agenti il trentenne ha fornito una spiegazione un po' confusa dell'accaduto e il suo racconto non è parso particolarmente credibile, ma è probabile che l'uomo volesse in qualche modo tutelare il buon nome della riserva dove lui sta per essere assunto proprio come osservatore. Sono state fatte così ulteriori indagini nella riserva di caccia, dove è giunta nel pomeriggio anche la squadra della Mobile di Udine per fare luce sulla vicenda. Da quanto accertato, avevano partecipato alla battuta 3-4 gruppi di cacciatori, ciascuno con i propri osservatori e incaricati di prendere la preda una volta uccisa.Tra i partecipanti alla battuta di caccia, assieme a Tosi, c'erano anche altre personalità tra cui un primario di Vicenza e altri imprenditori. Intorno alle 12.30 i cani hanno stanato una lepre; Tosi l'ha colpita, ma alcuni pallini di risulta, forse sei o sette, sono rimbalzati, tre di essi hanno colpito il trentenne. La Procura di Udine oggi potrebbe aprire un fascicolo per lesioni colpose, che può rimanere aperto tre mesi, il tempo entro il quale il ferito può decidere se sporgere denuncia o meno. Non dovesse arrivare la querela, la vicenda si chiuderebbe automaticamente con l'archiviazione. Ma prima è necessario avere la certezza che a colpire il giovane sia stato proprio Tosi e per questo saranno sentititi tutti quelli che hanno partecipato alla battuta di sabato. Dal canto suo Tosi dice: «Boh, sarei portato a dire che i pallini che hanno colpito di rimbalzo l'osservatore sono i miei. Lui era spostato di una cinquantina di metri rispetto a me ed era nel mio gruppo. Mi pare che si sta facendo tanto clamore per una vicenda che non lo merita. Tra l'altro sono stati ben 8 gli inquirenti tra polizia provinciale, guardie forestali e polizia di Stato che hanno ascoltato il ferito che entrato in ospedale alle 13.30 circa ha potuto entrare il sala operatoria soltanto alle 20».
Alessandra Vaccari

Tratto da:



Dimostrare, da parte dei magistrati, non significa affermare. Significa cancellare ogni dubbio non solo sull’atto, ma sull’oggettività sociale in cui l’atto è avvenuto.
Come gli atti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza a Roma appare evidente, dalle riprese televisive la volontà di omicidio nei confronti dei manifestati, così l’atto di Flavio Tosi appare evidente come un atto di intimidazione e, pertanto, un attentato di natura terroristica.

Provate a riflettere: e se a sparare in quella situazione fosse stato un "no-global"? Come avrebbe proceduto la Polizia e la Magistratura? Abbiamo già assistito come si è comportata la torturatrice Ugolini Rita con l'occupazione militare del campanile di piazza san Marco a Venezia e la comprensione, se non la complicità, che ha messo in atto nel trattare la questione. Lei che non ha esitato a coprire atti di terrorismo dei suoi colleghi contro cittadini che rivendicavano giustizia e che ricattava (e quello era un vero ricatto dimostrabile dai documenti del PM e del Giudice Istruttore) per impedirgli di difendersi ai processi.

Pesi e misure diverse, per complicità ideologica, determinano l'attività di terrorismo dei magistrati finalizzata a disarticolare l'articolo 3 della Costituzione.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

17 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 15 ottobre 2011

Loria Treviso: ammazza la madre e si suicida. La religione cristiana e le sue vittime.





La disperazione nel Veneto, diffusa dalla Lega e dal Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi, è una disperazione di tipo RELIGIOSO. Si tratta degli effetti dell’educazione cristiana veicolata nel delirio di possesso di provvedimenti amministrativi che ricopiano le relazioni mafiose.
Gabriele Frattin avrebbe potuto decidere di suicidare chi lo ha licenziato: ma l’educazione cristiana non glielo permetteva. Chi lo ha licenziato era il dio buono che glia aveva dato il lavoro e lui non poteva puntare il fucile contro il dio padrone dei cristiani, chiunque nella sua quotidianità poteva identificarsi col dio padrone, e non gli è rimasto altro che suicidare la madre e suicidarsi a sua volta.
Solo l’informazione, composta da giornalisti inumani, codardi e vigliacchi, attribuisce le cause ad un’eventuale depressione ignorando le cause dello stato depressivo e le strategie sociali e religiose che hanno indotto lo stato depressivo.
Quando la disperazione nel Veneto è così diffusa, si tende a considerare l’omicidio e il suicidio una normalità della condizione sociale regionale anziché una vera e propria emergenza di origine religiosa. La religione è la scienza, madre di tutte le scienze. Unica scienza capace di manipolare la struttura emotiva delle persone fin dalla primissima infanzia impedendo loro di veicolare i loro desideri nella loro quotidianità che non siano in funzione della volontà del dio padrone. Ma dal momento che la vita non consente all’individuo di sottomettersi oltre un certo grado di sacrificio soggettivo, la vita si ribella all’odio cristiano producendo lo stato depressivo al fine di costringere l’individuo ad uscire dalla sottomissione. Quando l’individuo non trova condizioni e soluzioni per uscire dal suo stato di prostrazione, non gli resta che la ricerca della felicità nell’unico modo possibile: IL SUICIDIO!
La responsabilità morale dei suicidi, comunque la magistratura li tratti, è sempre della chiesa cattolica e dell’educazione cattolica che non mette le persone nelle condizioni di agire opportunamente davanti alle richieste della loro vita.
Per questo ammazza la madre e si suicida. Avviene a Treviso dove il leghismo di Gentilini e Gobbo hanno costruito una situazione sociale inaccettabile, piena di alpini ubriaconi che ingiuriano la bandiera italiana e dove le ombrelonghe e le osterie sono l’unico momento di socializzazione alternativo alle parrocchie.


Il fratello dell'assassino-suicida è missionario cattolico in Angola. La radice religiosa come origine dell'angoscia esistenziare è chiara: la responsabilità dell'omicidio-suicidio va ascritto ai vescovi cattolici.
Riporto la notizia:

Uccide anziana madre con fucile e poi si suicida
Tragedia nel trevigiano, a sparare e' stato un 58enne
15 ottobre, 17:06

(ANSA) - TREVISO, 15 OTT - Un uomo di 58 anni ha ucciso questo pomeriggio a colpi di fucile l'anziana madre, di 85 anni, poi ha rivolto l'arma contro se stesso e' si e' suicidato. Il fatto in un'abitazione di campagna a Loria, in provincia di Treviso.La donna si chiamava Santina Perin. A sparare con un fucile da caccia e' stato il figlio, Gabriele Frattin (53), che ha esploso un solo colpo mortale verso la madre. Con la stessa arma Frattin si e' poi tolto la vita. Pare che l'uomo, un operaio da qualche tempo disoccupato, soffrisse di crisi depressive.(ANSA).
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/10/15/visualizza_new.html_671585681.html

E noi?
Noi diamo le soluzioni alle persone, ma, come si diceva in quel film “Qualcosa per le generazioni future, nulla per la generazione attuale.”
Una volta che abbiamo dato le soluzioni, dal momento che non le possiamo imporre, non ci resta che sederci sulla riva del fiume e contare i cadaveri dei disperati che galleggiano sul fiume della vita.

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15 ottobre 2011
Claudio Simeoni
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venerdì 14 ottobre 2011

Il disagio sociale del Veneto e la distruzione del tessuto economico: è una questione di teologia religiosa.




Il problema della società Veneta è un problema essenzialmente RELIGIOSO.

Come i Veneti distruggono il futuro dei loro figli e il perché: E’ UN PROBLEMA RELIGIOSO!

Come viene diffusa la disperazione e l’angoscia nel Veneto, è un problema RELIGIOSO.
Come e perché avvengono i licenziamenti e la distruzione del tessuto economico e sociale del VENETO, è un problema RELIGIOSO.
Gli stessi provvedimenti assunti dai sindaci del Veneto: sono problemi religiosi.
La distruzione dell’economia nella Regione Veneto, è un problema religioso.
La politica parte dal presupposto che gli uomini siano immobili, creati da un dio padrone, e che, come tali, basta ordinare per ottenere. Questa è una concezione religiosa della vita che porta, inevitabilmente, verso lo stupro dell’infanzia e la costruzione di cittadini inadeguati ad affrontare i problemi del loro presente.


Foto: La teologia della religione Pagana, per iniziare a risolvere i problemi del Veneto e dell'Italia: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=627568


Il bullismo nel Veneto: è un problema religioso.
Lo spaccio di droga nel Veneto: è un problema religioso.
La necessità di sicurezza dei veneti, è un problema religioso.
La manipolazione distruttiva della psiche che i bambini subiscono dal primo al terzo anno di vita per costringerli ad “onorare il padre e la madre” non è solo fonte di disagio, ma è il fondamento dell’80% della criminalità nel Veneto. La Corte di Cassazione cerca di invertire il principio religioso cristiano di “onora il padre e la madre” in “onora i figli e sii responsabile nella costruzione del loro futuro”, ma la Corte di Cassazione pone un problema di ordine sociale, non incide sulla questione religiosa che, manipolando le pulsioni infantili fin dal primo anno di vita, costringe il futuro cittadino a far dipendere le proprie scelte da una condizione psicologica di sottomissione.

Foto: Quando gli operai rendono omaggio ad uno stupratore di bambini per assicurarsi un appoggio in stile mafioso (l'amico dell'amico) al fine di sopravvivere, determina l'esatta dimensione della distruzione del tessuto sociale, etico e morale del Veneto.


Chi e cosa è l’uomo e chi e che cosa è il DIO? Dalle risposte date a questa si genera il disagio sociale o si può generare un possibile futuro glorioso per la società del Veneto e dell’Italia tutta.


[1] Che cos’è un Dio?

Un DIO è un Essere, qualunque sia la sua natura, che prende consapevolezza della propria individualità ritenendosi diverso dal circostante in cui è diventato consapevole.

Mentre nella religione cristiana il termine “dio” è sinonimo di “padrone” in quanto dio, per i cristiani è il padrone assoluto dell’esistente, nella Religione Pagana “dio” è colui che si trasforma e diviene nel mondo in cui è venuto in essere.

Ogni Essere, qualsiasi sia la sua natura e il suo divenuto, nel momento stesso in cui esercita la sua Volontà per sviluppare il proprio Potere di Essere, è un dio fra Dèi dal momento che il circostante è formato da Coscienze il cui scopo è diventare eterne sviluppando il loro Potere di Essere: cioè Dèi.

L'adattamento delle Coscienze attraverso Necessità e Volontà trasforma il mondo in cui viviamo in un insieme divino di cui siamo parte nella misura in cui agiamo per sviluppare il nostro Potere di Essere.

Paganesimo Politeista tutti gli Esseri della Natura, la Natura nel suo insieme, la Terra, il Sole, la Luna, i Pianeti, le Stelle, le Galassie, gli Esseri di sola Energia Vitale altro non sono che Coscienze di Sé, divini, che attraverso la propria sequenza di mutamenti tendono a diventare eterni.

Con gli Dèi si cammina assieme relazionandoci attraverso le azioni che vengono espresse dai nostri desideri, ma non ci si può mettere in ginocchio pena la distruzione del nostro divenire come Dèi.

Religione Pagana un’emozione è un DIO; nella Religione Pagana un’azione è un DIO; quando noi ci emozioniamo manifestiamo il DIO dentro di noi; quando noi agiamo, scegliendo, la nostra azione è un DIO che perturba il mondo. Che poi dietro a quell’azione ci sia un progetto, un’intelligenza e uno scopo, questa è un’altra cosa. Noi, per individuare gli Dèi osserviamo le azioni e dal come le azioni perturbano il presente in cui viviamo, capiamo la qualità del dio, la direzione del suo operare e i suoi scopi.

[2] Quand’è che si dice: “Questo è un Dio?”

Quando si individua nell’altro la sua intelligenza, le sue determinazioni e i suoi scopi al di là dei tempi e dei modi in cui determinazioni e scopi vengono veicolati.

Il DIO è colui che con la sua azione perturba il suo presente migliorando le condizioni della propria esistenza e, nel far questo, costruisce le condizioni affinché altri Esseri possano costruire il loro percorso per trasformarsi in Dèi.

Il DIO è un soggetto in costruzione, in continua modificazione, un soggetto che usando la propria volontà per veicolare i suoi bisogni e i suoi desideri, percorre un commino di mutamento dopo mutamento.

Si può usare indifferentemente l’espressione “essere un dio che agisce” o “diventare un dio”. L’azione del soggetto è espressione della sua volontà che agendo nel presente costruisce il dio che sarà mediante la trasformazione di sé stesso in quel presente.


Il cristianesimo è solo delirio di sottomissione. Volontà di sottomettere a tutti i costi. Una volontà di sottomettere che viene contrastata dalle norme della società civile e dalla Costituzione Italiana, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, dal Trattato di Nizza e dalla Costituzione Europea. Una volontà di sottomettere che i cristiani rinnovano aggredendo i principi sociali attraverso retorica interpretativa attribuendo ad essi, come organizzazione, i diritti che tolgono ai cittadini per trasformarli in pecore di un gregge obbediente (al buon pastore che le porta al macello della vita). Al bisogno di libertà degli uomini il cristianesimo risponde mediante l’imposizione della schiavitù sociale. Da questo scontro nasce il disagio che rende difficoltosa e angosciosa l’esistenza umana.
In questo delirio di sottomissione e disagio sociale per un futuro negato, ci sono gli sciacalli pronti a gettarsi sul cadavere del disagio sociale e a cogliere l’occasione per assicurare a sé e ad altri un “ingiusto profitto”. I preti cattolici e i vescovi pronti ad assicurarsi mezzi economici e politici che garantiscano loro il diritto di stuprare e violentare i bambini impedendo ai bambini di conoscere le regole che determinano la società civile. Il terrorismo dei separatisti veneti che cavalcando il disagio sociale, da essi stessi costruito, cercano di distruggere definitivamente l’economia Veneta. Personaggi come Benetton e la confindustria che finanziando personaggi come Zaia aiutano a violentare i cittadini del Veneto per assicurarsi vantaggi violando leggi, norme e regole sociali, pur di avvantaggiarsi sulla miseria sociale.
Banditi come i venetisti pronti a muovere guerra ai musulmani al solo fine di impedire alle persone di avere un salario come la legge prevede e una società sicura.

Tutto questo è un problema religioso che vedi il razzismo moderno nascere dall’odio religioso del Gesù di Nazareth contro i Farisei perché non si mettono in ginocchio davanti a lui; l’odio del Gesù di Nazareth teso a costruire miseria nella società civile perché lui, in quanto padrone, verrà con grande potenza sulle nubi (il ricco che deve rinunciare alle sue ricchezze per trasformarsi in povero); l’odio del Gesù di Nazareth che incita al banditismo contro la società per costringerla a sottomettersi al buon samaritano; l’odio di Gesù per i bambini che lo porta ad essere arrestato col bambino nudo; l’odio di Gesù per chi ha consapevolezza della propria dignità sociale e l’ordine di scannare chi non si sottomette affinché ogni ginocchio si pieghi davanti a questo criminale. Sono elementi sociali fondanti l’ideologia nazista, quella dei campi di sterminio, che si diffondono nella società in mancanza di un dibattito teologico sulla realtà del “dio” o degli “dèi” e della relazione fra l’uomo, la società e il mondo in cui l’uomo vive. Un dibattito che viene impedito all’orda criminale e terroristica dei vescovi cattolici con i preti criminali al fine di imporre la sottomissione dei cittadini mediante pallottole psico-fisiche sparate nella testa dei cittadini e della Costituzione della Repubblica.
Il dibattito teologico deve essere ripreso nella società civile perché è l’unico modo per costruire un progetto di futuro sociale.
Gli argomenti proposti al dibattito dal libro http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=627568 .

INDICE

INDICE 3
Premessa e presentazione 7
[1] Che cos’è un Dio? 12
[2] Quand’è che si dice: “Questo è un Dio?” 13
[3] Come si individua nell’altro intelligenza determinazioni e scopi? 14
[4] Cosa sta alla base della vita del DIO? 15
[5] Qual è il movimento dell’Universo? 17
[6] Gli Dèi hanno corpi? 18
[7] I corpi degli Dèi sono compatti? 21
[8] Esiste un Dio senza un corpo? 24
[9] Che cosa vogliono gli Dèi dagli esseri della natura e dagli Esseri Umani? 25
[10] Qual è il fine della vita e della Natura? 26
[11] Qual è il ruolo dell’Essere Umano in tutto questo? 28
[12] Il premio per una vita disciplinata è la costruzione del corpo luminoso? 29
[13] Che cos’è il male? 30
[14] Quando nasce un dio? 32
[15] Qual è il rapporto fra uomo e Natura? 33
[16] Qual è la scelta religiosa per l’uomo? 34
[17] Dove sta la felicità dell’uomo? 35
[18] Che cos’è la voce “dell’Anticristo” nella Religione Pagana? 36
[19] Come i Pagani riconoscono gli Dèi nel mondo? 37
[20] Come l’uomo interpreta la realtà degli Dèi nel mondo? 38
[21] Perché la specie umana si è imposta sul pianeta? 39
[22] Qual è il rapporto fra Dèi e Natura? 40
[23] Come avviene la comunicazione fra Esseri Umani e Dèi? 41
[24] Qual è il “patto” che la specie umana ha concluso con l’Essere Terra e l’Essere Natura? 42
[25] Gli Dèi rivelano la loro presenza all’Essere Umano? 43
[26] Chi trasmette la conoscenza degli Dèi? 44
[27] Qual è il Libro Sacro della religione Pagana? 45
[28] Quando il libro sacro di un Essere Umano è certamente più utile di un altro libro sacro? 46
[29] Qual è la relazione fra la Religione Pagana e il libro sacro di ogni Essere Umano? 47
[30] Come i Pagani accolgono i principi della Religione Pagana? 48
[31] Chi interpreta correttamente il volere degli Dèi? 49
[32] Che cosa intende un Pagano per Scrittura Sacra? 50
[33] Perché il mondo in cui vive è la scrittura sacra del Pagano? 51
[34] Chi è demandato ad interpretare il mondo come Scrittura Sacra? 52
[35] Perché un Pagano di oggi non interpreta il mondo come facevano le Antiche Religioni? 53
[36] Perché i Pagani usano i nomi degli Antichi Dèi e molte cose delle Antiche religioni? 54
[37] Quali strumenti i Pagani usano per interpretare il mondo come Scrittura Sacra? 55
[38] Qual è la risposta dell’Essere Umano agli Dèi che lo chiamano a partecipare alle sfide della vita? 56
[39] Cosa distrugge la tensione verso l’assoluto dell’uomo allontanandolo dagli Dèi? 57
[40] Perché la fede, la speranza e la carità allontanano l’Essere Umano dagli Dèi? 58
[41] Perché gli uomini sono costretti ad aver fede? 59
[42] Perché il Pagano non ha “fede”? 60
[43] Da cosa vengono attirati gli Dèi per affiancare gli Esseri Umani? 61
[44] Che cosa alimenta il legame, la religione, fra l’Essere Umano, il mondo e gli Dèi dal momento che non è la fede? 62
[45] Che cos’è “uno” nella Religione Pagana? 63
[46] Qual è il ruolo dell’Energia Vitale nella formazione della vita? 64
[47] Gaia è l’Essere Supremo della Religione Pagana? 65
[48] Se Gaia non è l’Essere Supremo, qual è l’Essere Supremo nella Religione Pagana? 66
[49] Il dio padre, non è colui che genera? 67
[50] Cosa lega il padre ai figli; gli Dèi a coloro che sono germinati dalle loro condizioni? 68
[51] Che cos’è il mistero e il segreto nella Religione Pagana? 69
[52] Che cos’è la “rivelazione” nella religione Pagana? 70
[53] Gli Dèi rivelano segreti agli Esseri Umani? 71
[54] Come nasce il bisogno di avvolgere qualche cosa nell’aura del mistero o del segreto? 72
[55] Perché i misteri e i segreti portano alla superstizione? 73
[56] Da questo punto di vista, in cosa consiste la “fede”, intesa come “adesione”, delle persone alla Religione Pagana? 74
[57] Perché molte antiche religioni erano “misteriche”? 75
[58] Che cos’è l’Onnipotente? 76
[59] Perché la ragione arriva a delirare proiettandosi in una ragione onnipotente? 77
[60] Cosa contraddice il delirio di onnipotenza della ragione? 78
[61] Come ci si libera dal delirio di onnipotenza della ragione? 79
[62] Che cosa si intende per creazione? 80
[63] Quando un dio crea? 81
[64] Un dio può creare dal nulla? 82
[65] Cosa ci fu all’inizio del tempo? 83
[66] Cosa ci sarà alla fine del tempo, dei mutamenti? 84
[67] Cosa ci sarà dopo la Coscienza Universale? 85
[68] Noi possiamo conoscere i meccanismi di trasformazione dell’universo? 86
[69] Esiste un fine ultimo dell’esistenza? 87
[70] Chi sono i padri della vita come noi, Esseri Umani, li consideriamo? 88
[71] Come identifichiamo la Terra generatrice? 89
[72] Come identifichiamo nella sua Coscienza la Terra generatrice? 90
[73] Che cos’è il Daimon o la Juno e il Genio? 91
[74] Oltre agli Esseri della Natura, esistono altre forme consapevoli che ci circondano? 92
[75] Quali sono le leggi della Natura che la Religione Pagana rispetta? 93
[76] Come nasce l'uomo? 94
[77] Qual è la relazione fra condizioni oggettive e trasformazioni soggettive? 95
[78] Cos'è la volontà? 96
[79] Qual è la sostanza dell'uomo? 97
[80] L'Essere Umano è uomo e donna? 98
[81] Perché come Esseri Umani ci siamo separati dalla Natura? 99
[82] Che cos'è la morte del corpo fisico? 100
[83] Quando la morte del corpo fisico è vita eterna? 101
[84] Quando la morte del corpo fisico coincide con la fine dell'esistenza? 102
[85] Perché l'Essere Umano, per diventare un Dio, attraversa il sentiero di Dioniso? 103
[86] E' attraverso la morte del corpo fisico che ci trasformiamo in Dèi? 104
[87] E i nostri antenati, come concorrono? 105
[88] Esiste il "peccato" nella religione pagana? 106
[89] Nella Religione Pagana, come ci si redime da scelte "incoerenti"? 108
[90] Cosa significa Dio? 109
[91] Cosa significa considerare ogni soggetto della Natura un DIO? 110
[92] Che cosa uccide il DIO negli Esseri Umani? 111
[93] Cosa assicura un Essere Umano di diventare un DIO? 113
Tesi teologiche della Religione Pagana che comprendono anche lo sciamanesimo dalle pratiche di Numa ai moderni sciamani. 115

Questo è un contributo dei Veneti per un Veneto consapevole nel proprio presente e capace di costruire un futuro sia per sé stesso che per tutta l’Italia.

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14 ottobre 2011
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sabato 1 ottobre 2011

Incontro al Pagus Veneto: "Crisi economica e crisi morale: la necessità del Mos Maiorum nella società attuale. Principi e valori" se ne discute




Incontro mensile del Pagus Veneto.

Il tema del Pagus di giovedì sarà “Crisi economica e crisi morale: la necessità del Mos Maiorum nella società attuale. Principi e valori.”.

Nell’incontro del Pagus Veneto che si terrà giovedì 13 ottobre 2011 a Padova dalle 20.45 in poi presso il Pub Mc Gregor in Via Tiziano Aspetti all’angolo con Via Zanchi, di fronte al Bingo, parleremo sul come organizzare la giornata de “Il Bosco sacro apre le porte”.

La questione del Mos Maiorum, “i costumi degli antichi” è una questione che la Religione Pagana ha sempre trattato ma non ha mai messo in ordine perché lo pensava all’interno delle cose.




Mettere ordine in un elenco di virtù morali e definirle nei contenuti e nella loro espressione, ci permette di indicare il cittadino coerente e virtuoso nel suo abitare la società civile. Oggi come oggi viviamo in una società in cui i “valori” morali sono espressi dal cristianesimo e si riferiscono al comportamento dell’uomo rispetto ad un padrone assoluto che non può essere giudicato o censurato. Tali virtù dell’obbedienza e della sottomissione, vengono fatte passare dai cristiani come delle virtù morali ed imposte ai bambini. Anche se la nostra Costituzione elenca valori etici e morali avversi ad ogni padrone, non si sono mai voluto definire i principi comportamentali relativi. Giungiamo all’assurdo che molte persone, nonostante il diritto di famiglia, parlano di Pietas come una virtù dell’obbedienza all’interno della famiglia e non come la virtù delle persone di osservare i propri doveri ed imporre i propri diritti.

Al Pagus di giovedì 13 cercheremo di mettere in ordine i presupposti morali per la definizione delle virtù proprie del cittadino Pagano che abita un mondo retto da valori morali Pagani di dignità sociale come imposti dalla Costituzione.

Che cos’è un Pagus?
E’ un incontro-confronto fra pensieri diversi relativi ad un tema di attualità legato alle tematiche civili con un grande impatto dal punto di vista religioso.
La differenza sostanziale fra essere cittadini in Veneto ed essere individui paurosi che omologano il loro modo di pensare e vivere la realtà come avessero paura di pensarsi il proprio essere soggetti portatori di diritti Costituzionali nella società civile. Il cittadino discute della società e della realtà in cui vive; il suddito obbedisce agli obblighi morali che il più forte gli impone.

Ogni Pagus ha un tema come oggetto della discussione. Tale tema viene approfondito e discusso in base alla visione del mondo e della vita dei partecipanti. La caratteristica del Pagus è quella di invitare le persone a discutere di un tema sociale importante, ma di non stabilire ordini o priorità nella discussione. Esiste la volontà di berci una birra e di mangiarsi, se si vuole, un piatto di patatine fritte, una salciccia o una pizza. La convivialità è l’essenza del Pagus che non esclude, nel caso di temi vissuti emotivamente dai partecipanti, una discussione appassionata.

L’incontro del Pagus si terrà a Padova giovedì sera, 13 ottobre, dalle 20.45 in poi presso il Pub Mc Gregor in Via Tiziano Aspetti all’angolo con Via Zanchi, di fronte al Bingo. La puntualità non è necessaria . Basta, eventualmente, telefonare al numero: 3277862784.

I Pagus trattano di problemi di attualità visti dal punto di vista del Pagano. Il Pagano è il cittadino che provvede al futuro sociale, a differenza del cristiano che non deve preoccuparsi “di che cosa mangerà o di che cosa si vestirà” perché tanto, a lui, provvede il dio padrone (e poi non stupitevi se in Veneto qualcuno usa il coltello per appropriarsi di quello che gli necessita).

Chi vuole partecipare alla discussione il luogo di ritrovo è al Pub McGregor Via Tiziano Aspetti all’angolo con Via Zanchi a Padova davanti al Bingo alle 20.45.
Capisco che i partiti politici sono tesi a conquistare più voti possibile in vista dell’occupazione di ruoli Istituzionali, ma chi partecipa al Pagus non è attratto da interessi per l’occupazione di cariche Istituzionali, è interessato ad una birra e un piatto di patatine oltre che riflettere sul futuro della società in cui viviamo.

INFORMAZIONE VENETA
Per gli Organizzatori del Pagus Veneto