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Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 17 ottobre 2011

Flavio Tosi: incidente di caccia o attentato terroristico?




Leggendo l’articolo di cronaca sul ferimento del controllore alla caccia, più che un incidente c’è la sensazione, molto forte, ma il contrario va DIMOSTRATO (e non solo affermato come complicità “istituzionale” dalla magistratura pronta alla “comprensione” della violenza contro i più deboli) che si tratti di un attentato terroristico e intimidatorio messo in atto da Flavio Tosi nei confronti dell’osservatore.
Ad avallare il sospetto che si tratti di un vero e proprio atto di terrorismo c’è la presenza, nel gruppo di Tosi, di imprenditori, personaggi noti assassini che costringono gli operai a lavorare spesso fuori dalle norme di sicurezza per i propri profitti e che “bonariamente” la magistratura considera tali omicidi come degli “incidenti sul lavoro” e non atti di terrorismo miranti a destabilizzare le Istituzioni nella legge fondamentale della Repubblica nel suo ARTICOLO 1 della Costituzione.
Non bisogna dimenticare che Tosi è stato condannato per incitamento all’odio razziale e tale condanna fa sorgere il sospetto di intenzionalità nel suo gesto di ferimento dell’osservatore (magari infastidito).
L’atto del ferimento, come atto intimidatorio, appare anche dal comportamento del ferito che agli inquirenti ha fornito giustificazioni confuse come se fosse stato minacciato di morte in stile mafioso. Tosi non si è preoccupato di soccorrere il ferito il quale, come appare dagli eventi, per paura ha nascosto l’azione intimidatoria nei suoi confronti.
Poi, appaiono evidenti le complicità di imprenditori che accompagnavano Tosi nel coprire l’atto di violenza, come se tutti avessero finto di coprire il ferimento.
Troppi omicidi e troppi atti intimidatori sono stati fatti passare per incidenti di caccia per pensare che sia solo un incidente di caccia.
Se Flavio Tosi avesse soccorso il ferito e portato, egli stesso, in ospedale la tesi dell'incidente assumeva maggior forza. Se non altro avrebbe dimostrato la mancanza di "ostilità" nei confronti del ferito. Non avendolo fatto, la tesi dell'attentato terroristico assume maggior valore.

Non dimentichiamo, infine, che Tosi è un collaboratore di Maroni, lo stesso che ha cercato il morto a Roma ordinando ai gipponi della Finanza, della Polizia e dei Carabinieri di investire i manifestanti e di massacrarli: una vera e propria occupazione militare del territorio per impedire la manifestazione.
L’impressione è quella di trovarci davanti al terrorismo pianificato, sia in maniera diretta con Maroni che indiretta come l’atto di Tosi. Un terrorismo che ha le stesse finalità degli episodi e della situazione da pre colpo di Stato che precedette Piazza Fontana con la criminalizzazione degli anarchici per coprire l’attività di terrorismo della polizia di Stato che utilizzava gruppi dell’estrema destra. Non dimentichiamo che fu lo stesso Cossiga a rivelare come lui, in quanto ministro degli interni e i suoi predecessori prima di lui usassero i provocatori per provocare incidenti e massacrare i dissidenti mediante azioni di terrorismo (come la bomba del finto anarchico Bertoli). Così dopo l’attentato di Piazza Fontana il terrorista Calabresi indicò negli anarchici i responsabili (Pinelli, Valpreda, ecc.) per coprire gli attentatori materiali di Piazza Fontana che facevano parte del suo giro politico e di quello dei magistrati di Milano. Oggi, sembra che la storia si ripeti.
E’ uno dei motivi per considerare l’azione di Flavio Tosi uno degli attentati di natura terroristica. Quando si vive una sorta di impunità in presenza di un tentativo di colpo di Stato in cui i delinquenti che preparano il colpo di Stato vivono una condizione psichica di impunità perché “tanto poi le leggi le faranno loro”, allora, anche sparare ad un osservatore di caccia o sparare in modo che l’osservatore venga intimidito con un colpo ravvicinato, è un gesto psicologicamente normale che ho scorto nell’attività di tortura della Polizia di Stato (La Barbera) perché tanto i magistrati non avrebbero proceduto, ma avrebbero sfruttato la tortura stessa per perseguire i loro fini personali di destabilizzazione Istituzionale.
Riporto la notizia di cronaca:


Il sindaco Tosi spara alla lepre e impallina un trentenne
INCIDENTE DI CACCIA. Sabato nella tenuta Zonin a Terzo di Aquileia, in Friuli. Indagini della Mobile di Udine. Un «osservatore» colpito da tre pallini a un polso e a un ginocchio. Il ferito interrogato per ore prima dell'intervento per l'estrazione
17/10/2011


Terzo di Aquileia. Incidente di caccia per il sindaco Flavio Tosi. Il primo cittadino appassionato seguace di Diana sabato era a una battuta nella tenuta friulana del viticoltore Zonin a Terzo di Aquileia in provincia di Udine. Era caccia alla lepre. Tosi, che per inciso è presidente della sezione veneta di Federcaccia, ha esploso un colpo verso una lepre e tre pallini di rimbalzo hanno colpito il polso e un ginocchio di un osservatore che era nel suo gruppo.«Non è accaduto niente di grave, per fortuna», ha detto il sindaco interpellato sull'accaduto, «è stato un colpo di rimbalzo, soltanto tre pallini del 6, davvero molto piccoli, e sono stati estratti». Il ferito è stato operato all'ospedale di Monfalcone, ha riportato soltanto ferite superficiali e non sembra intenzionato a sporgere denuncia. L'incidente è avvenuto intorno alle ore 12.30. Alle 14 il trentenne si è presentato all'ospedale di Monfalcone con i pallini da caccia infilati nel polso e nella gamba. È così che sono cominciati gli accertamenti che hanno portato a individuare in Tosi il cacciatore che ha ferito accidentalmente l'osservatore. Il trentenne ferito, sulla cui identità al momento non si conoscono ulteriori dettagli, all'inizio non voleva nemmeno farsi medicare. Il bruciore provocato dai pallini però alla fine lo ha spinto a rivolgersi ai medici dell'ospedale che, a quel punto, hanno chiamato il commissariato di Monfalcone perchè si trattava appunto di un incidente di caccia.Agli agenti il trentenne ha fornito una spiegazione un po' confusa dell'accaduto e il suo racconto non è parso particolarmente credibile, ma è probabile che l'uomo volesse in qualche modo tutelare il buon nome della riserva dove lui sta per essere assunto proprio come osservatore. Sono state fatte così ulteriori indagini nella riserva di caccia, dove è giunta nel pomeriggio anche la squadra della Mobile di Udine per fare luce sulla vicenda. Da quanto accertato, avevano partecipato alla battuta 3-4 gruppi di cacciatori, ciascuno con i propri osservatori e incaricati di prendere la preda una volta uccisa.Tra i partecipanti alla battuta di caccia, assieme a Tosi, c'erano anche altre personalità tra cui un primario di Vicenza e altri imprenditori. Intorno alle 12.30 i cani hanno stanato una lepre; Tosi l'ha colpita, ma alcuni pallini di risulta, forse sei o sette, sono rimbalzati, tre di essi hanno colpito il trentenne. La Procura di Udine oggi potrebbe aprire un fascicolo per lesioni colpose, che può rimanere aperto tre mesi, il tempo entro il quale il ferito può decidere se sporgere denuncia o meno. Non dovesse arrivare la querela, la vicenda si chiuderebbe automaticamente con l'archiviazione. Ma prima è necessario avere la certezza che a colpire il giovane sia stato proprio Tosi e per questo saranno sentititi tutti quelli che hanno partecipato alla battuta di sabato. Dal canto suo Tosi dice: «Boh, sarei portato a dire che i pallini che hanno colpito di rimbalzo l'osservatore sono i miei. Lui era spostato di una cinquantina di metri rispetto a me ed era nel mio gruppo. Mi pare che si sta facendo tanto clamore per una vicenda che non lo merita. Tra l'altro sono stati ben 8 gli inquirenti tra polizia provinciale, guardie forestali e polizia di Stato che hanno ascoltato il ferito che entrato in ospedale alle 13.30 circa ha potuto entrare il sala operatoria soltanto alle 20».
Alessandra Vaccari

Tratto da:



Dimostrare, da parte dei magistrati, non significa affermare. Significa cancellare ogni dubbio non solo sull’atto, ma sull’oggettività sociale in cui l’atto è avvenuto.
Come gli atti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza a Roma appare evidente, dalle riprese televisive la volontà di omicidio nei confronti dei manifestati, così l’atto di Flavio Tosi appare evidente come un atto di intimidazione e, pertanto, un attentato di natura terroristica.

Provate a riflettere: e se a sparare in quella situazione fosse stato un "no-global"? Come avrebbe proceduto la Polizia e la Magistratura? Abbiamo già assistito come si è comportata la torturatrice Ugolini Rita con l'occupazione militare del campanile di piazza san Marco a Venezia e la comprensione, se non la complicità, che ha messo in atto nel trattare la questione. Lei che non ha esitato a coprire atti di terrorismo dei suoi colleghi contro cittadini che rivendicavano giustizia e che ricattava (e quello era un vero ricatto dimostrabile dai documenti del PM e del Giudice Istruttore) per impedirgli di difendersi ai processi.

Pesi e misure diverse, per complicità ideologica, determinano l'attività di terrorismo dei magistrati finalizzata a disarticolare l'articolo 3 della Costituzione.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

17 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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