La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 17 ottobre 2011

Oderzo e Selva del Montello: ancora suicidi in un Veneto disperato ed angosciato




Foto: L'opera "Ecco l'uomo" presentata al padiglione Italia nella 54esima biennale d'arte, rappresenta molto bene lo stato psico-emotivo di angoscia e disperazione che, per responsabilità della chiesa cattolica, i ragazzi del Veneto stanno vivendo.



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Continuano i suicidi in un Veneto disperato in cui la chiesa cattolica ha impedito ai ragazzi di vivere serenamente attrezzandosi in maniera adeguata per affrontare i problemi della vita.
Genitori criminali hanno costretto i ragazzi a frequentare la parrocchia. Hanno imposto ai ragazzi i “valori” dell’odio cristiano sottomettendoli all’idea di un padrone e, loro stessi, una volta che sono stati costretti a guardare la realtà in cui vivevano sono stati costretti a prendere atto della loro inadeguatezza.
Cadaveri, costruiti dai genitori e dalla chiesa cattolica. Genitori che non si sono preoccupati di insegnare ai loro figli i principi Costituzionali, né si sono preoccupati di fornire ai loro figli strumenti psico-emotivi adeguati per affrontare la loro esistenza. Così il ragazzo che pensava di essere il padrone della ragazza, da buon Veneto, si è scoperto che aveva a che fare con una persona e l’idea, estranea al cristianesimo, lo ha sconvolto. La sua ragazza era una persona e non un oggetto. E’ questa la causa? Certo che il ragazzo era angosciato. Incapace di vivere. Incapace di essere adeguato nella società in cui viveva. I suoi genitori avevano costruito la sua incapacità, giorno dopo giorno, ed ora ne mietono i frutti. A 25 anni non ci si suicida per una “delusione d’amore”, ma ci si suicida per il fallimento dell’esistenza in cui una “eventuale delusione d’amore” suona come l’ultimo avvertimento del fallimento esistenziale: gli rimane solo la morte; cercare la felicità nel suicidio.
E sono i genitori del Veneto, che preferiscono mettersi in ginocchio davanti ad un crocifisso piuttosto che fornire ai loro figli strumenti adeguati, i veri responsabili dell’incitamento al suicidio dei loro figli. Oggi la Corte di Cassazione emette sentenza in cui non tollera il venir meno della responsabilità dei genitori nei confronti dei figli, ma purtroppo l’educazione cattolica li costringe a pensarsi come i soggetti a cui i figli debbono obbedienza “onora il padre e la madre” e non come impone la Costituzione e le sentenze dalla Corte di Cassazione: siano i genitori ad onorare i figli facendoli crescere come individui forti, coraggiosi e consapevoli dei diritti Costituzionali.
Riporto la cronaca di oggi:


DELUSIONE D’AMORE, SI IMPICCA A 25 ANNI
Si tratta di un giovane idraulico di Selva del Montello


VOLPAGO – Si è messo una corda al collo nel ricovero attrezzi vicino casa e si è lasciato cadere. Ha deciso di farla finita così un giovane idraulico di 25 anni di Selva del Montello.
Pare che alla base del gesto ci sia una delusione amorosa. Ieri mattina a trovarlo ormai già privo di vita sono stati i suoi genitori. Disperati hanno chiamato il 118, ma purtroppo, all’arrivo dell’ambulanza sul posto, per il ragazzo non c’era nulla da fare: era già morto.
Probabilmente il 25enne si era ucciso durante la notte. I genitori l’avevano cercato a lungo non vedendolo tornare in casa, finché sono entrati nel ricovero attrezzi vicino casa, dove hanno scoperto il corpo penzolante.
Una scena agghiacciante, per i famigliari, che ora non riescono a darsi pace. Sul posto poco dopo sono arrivati anche i carabinieri.
Non sarebbero stati ritrovati biglietti d’addio o messaggi particolari rivolti a qualcuno, anche se secondo quanto ricostruito alla base del gesto potrebbero esserci ragioni di natura sentimentale riconducibili ad una ragazza.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/delusione-d%E2%80%99amore-si-impicca-25-anni-40886


Tutti fanno ipotesi. Chissà perché si è suicidato questo 25 enne di Selva del Montello: non era uno zingaro e non veniva perseguitato come un musulmano o come un extracomunitario. Era debole, fragile, psicologicamente incapace di gestire le proprie emozioni. I ragazzi non sono deboli, ma vengono costretti ad essere deboli ed angosciati da genitori vili e codardi. Genitori che mettono al centro della loro attenzione il criminale in croce e non i principi Costituzionali.
E questo di Oderzo: perché si sarà suicidato?
Perché disperato ed angosciato. La disperazione non si costruisce in un giorno, né con un singolo avvenimento.
E’ stato costruito angosciato. Sicuramente davanti ai suoi occhi c’era l’infelicità più assoluta e ha cercato la felicità nell’unico modo possibile: suicidandosi.
E’ il prodotto della politica sociale del Veneto. Il successo della Lega di Zaia, dei venetisti e degli indipendentisti veneti.
Fra qualche anno i figli dei cinesi, sia pur con tutti i problemi, diventeranno i veri cittadini di questo Veneto. I cinesi e gli altri extracomunitari hanno la consapevolezza dell’importanza di essere dei cittadini consapevoli mentre, gente come Zaia, Tosi e Gentilini, costringono i ragazzi veneti ad essere solo bestiame obbediente in ginocchio davanti al crocifisso.
E a loro non resta che il suicidio:

SUICIDA 42ENNE DI ODERZO, TROVATO DA UN AMICO IN MAGAZZINO
Si è tolto la vita questa mattina

ODERZO – Tragedia questa mattina all’alba a Oderzo. In via Bosco Comun si è impiccato un 42enne ivi residente: l’uomo è stato trovato da un amico nel magazzino della propria abitazione.
Nessun biglietto con le motivazioni dell’estremo gesto. L’uomo assisteva i due anziani genitori. Hanno rilevato l’episodio i Carabinieri di Oderzo: giunti sul posto anche i Vigili del Fuoco del distaccamento di Motta e il Suem 118.
Si tratta del secondo suicidio in pochi giorni in comune di Oderzo: pochi giorni fa si era tolto la vita un 37enne.
Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/suidica-42enne-di-oderzo-40905


E non si venga a dire: “Chissà quali sono le cause!”
L’uomo assisteva ai due anziani genitori. Esasperazione? Senso dell’inutilità? Prigioniero di un dovere “onora il padre e la madre” dal quale non era in grado di separarsi psicologicamente?
I genitori criminali, anziché fornire ai loro figli strumenti adeguati con cui affrontare la loro esistenza li imprigionano in forme di dovere il cui risultato è quello di distruggere la struttura psico-emotiva dei loro figli. Criminali che per il loro presente hanno sacrificato il futuro dei loro figli creando angoscia, disperazione e senso dell’inutilità.
E noi, nell’infinita sofferenza per una società che si trasforma anche nella distruzione angosciosa dei suoi cittadini, non ci resta che guardare, dalla riva del fiume, i cadaveri che galleggiano per effetto di un crocifisso e della violenza con cui i ragazzi vengono costretti in ginocchio.
Domani, arriveranno altri suicidi.


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

18 ottobre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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