La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 30 novembre 2011

Le mie ragioni nel procedimento aperto contro di me dalla Procura della Repubblica di Belluno.



Scrive in data 23 novembre 2011 il giornale Corriere delle Alpi:

Il “Guardiano dell’Anticristo” a processo
Nel sito della Federazione Pagana Claudio Simeoni, 59 anni, viene presentato come “Stregone e Guardiano dell’Anticristo”. L'uomo è accusato di aver diffamato la giornalista Lauredana Marsiglia nell’estate del 2006
23 novembre 2011

BELLUNO. Nel sito della Federazione Pagana Claudio Simeoni, 59 anni, originario di Verona, viene presentato come “Stregone e Guardiano dell’Anticristo”. E ieri mattina, con al suo seguito una decina di fedeli, il Guardiano dell’Anticristo s’è presentato nell’aula al primo piano del tribunale di Belluno. Simeoni è, infatti, accusato di aver diffamato la nota giornalista bellunese Lauredana Marsiglia con frasi piuttosto pesanti, durante una trasmissione radiofonica, nell’estate del 2006, che aveva come tema la violenza sui bambini. Durante la trasmissione radiofonica Simeoni attaccò duramente l’articolo della giornalista che riguardava l'assoluzione, nel processo di primo grado, delle suore dell'asilo feltrino "Sanguinazzi" (poi condannate in Cassazione) dall'accusa di maltrattamenti nei confronti dei bimbi. L'attenzione del “Guardiano dell’Anticristo” si concentrò in particolare sulla parte finale dell'articolo in cui la giornalista sottolineava come al giorno d'oggi il rapporto tra genitori e figli sia cambiato rispetto ad un tempo. Se una volta si prendeva uno schiaffo dalle suore, i genitori a casa te ne potevano dare un altro perché ciò significava che qualcosa si era combinato. Una chiusura che provocò l'ira di Simeoni che accusò la giornalista di sostenere che i bambini sono oggetto di possesso dei genitori. Un commento, che si può ancor'oggi trovare in internet.

Proprio per questo, ieri mattina, il presidente del tribunale ha chiesto all’imputato (difeso d’ufficio dall’avvocato Alvise Antinucci) se era disposto a togliere la registrazione dal sito della Federazione Pagana. Cosa, questa, che avrebbe potuto chiudere il processo, alle soglie della prescrizione. Ma inatteso è arrivato il no dell’imputato: «Non posso», ha replicato stizzito. «Io non ce l’ho con la giornalista ma col suo articolo dove c’erano affermazioni che giustificavano i maltrattamenti nell’asilo feltrino». Si torna in aula il 5 giugno.

Tratto da:
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2011/11/23/news/il-guardiano-dell-anticristo-a-processo-1.1693931


Mi sembra superfluo dire che l’articolo, nel riportare la cronaca del processo, fa degli errori e presenta delle imprecisioni che, anche se apparenti, sono importanti.

Il primo errore è la data dell’articolo de Il Gazzettino, a firma Lauredana Marsiglia, che io censuro. Non è un articolo “nell’estate del 2006” come sostiene l’articolista del Corriere delle Alpi, ma del 21 agosto del 2004. Cioè due anni prima. Non quando le suore del Sanguinazzi furono assolte, ma quando, con le indagini in corso, l’articolo de Il Gazzettino, a firma Lauredana Marsiglia, tendeva a minimizzare le responsabilità delle suore cattoliche del Sanguinazzi per costruire un’opinione pubblica più disposta a tollerare i loro crimini minimizzandoli. Un articolo che interveniva sulle e nelle indagini in corso. Questa fu l’azione che mi fece infuriare. Non mi avrebbe fatto arrabbiare un articolo che commentava una sentenza favorevole alle suore cattoliche del Sanguinazzi, ma mi fece infuriare il tentativo di orientare l’opinione pubblica a favore delle suore cattoliche che avevano provocato il dolore che io percepivo come drammatico e che alimentava la fonte delle Erinni che sorgevano in me.
Le frasi oggetto del processo, sono frasi emotive come risposta ad un’aggressione che la società ha subito: la violenza che quei bambini hanno subito la porteranno con sé per tutta la vita. L’unico modo che hanno i bambini che subiscono una qualunque forma di violenza per far si che la violenza subita non si riproduca in altra violenza che essi stessi faranno o continueranno a subire da adulti è quella di avere giustizia (o una qualche forma di giustizia). Quella forma di rivendicazione che, soddisfacendo le emozioni offese ripari, in qualche modo, al torto subito dando sicurezza al bambino di non subire, impunemente, altri torti o altre violenze. L’articolo de Il Gazzettino tendeva a minimizzare l’azione delle suore cattoliche e ignorava completamente il dolore dei bambini. La frase finale dell’articolo era quella che, a mio avviso, sintetizzava un po’ tutti gli intenti dell’articolo e che, nella storia dell’infanzia, ha giustificato la violenza ai minori.
Pertanto, a differenza di quanto scrive il Corriere delle Alpi, la mia reazione è dell’agosto del 2004 e non del 2006.

Un’altra imprecisione dell’articolista del Corriere delle Alpi consiste nelle modalità del mio diniego.
Il Presidente del Tribunale mi ha chiesto di togliere da internet quelle frasi prima ancora di accertare il contesto in cui quelle frasi erano state pronunciate.
Quelle frasi sarebbero state tolte da internet se Lauredana Marsiglia, una volta scoperte, mi avesse chiesto di toglierle. Sono frasi che appartengono all’archivio delle trasmissioni radiofoniche della trasmissione “Magia, Stregoneria e Paganesimo” che al momento in cui furono pronunciate rispondevano ad un’esigenza psico-emotiva per l’aggressione subita dai bambini ai quali venivano messe in dubbio le dichiarazioni che accusavano le suore aguzzine del Sanguinazzi.
Quando il Presidente del Tribunale mi ha chiesto se ero disposto a toglierle, la prima volta, sono stato costretto a dirgli di no. Ma non perché io non le volessi togliere, anzi. Non potevo assecondare immediatamente alla richiesta del Presidente perché il Pubblico Ministero, nel chiedere il mio rinvio a giudizio, scrive nella sua richiesta del mio rinvio a giudizio, che la mia reazione, nel pronunciare quelle frasi fu fatta:

“in ordine ad uno schiaffo asseritamente dato da una maestra propugnava in un articolo l’opportunità che il gesto violento del bambino venisse nascosto ai genitori onde evitare di prenderne altri...”

NOTA: il verbo “asserire” significa “affermare una cosa come vera”. In sostanza la Procura della Repubblica paventa anche che "io affermo che i bambini hanno ricevuto uno schiaffo", ma non è necessariamente vero quanto io asserisco.

La mia reazione emotiva, secondo il Pubblico Ministero, era dovuta ad un semplice schiaffo ricevuto dai bambini e non ad una situazione atroce che io percepivo e di cui gli “schiaffi”, usati nella mia esposizione emotiva, altro non erano che una rappresentazione simbolica del dolore dei bambini che percepivo e allo schiaffo a cui l’articolo de Il Gazzettino voleva ridurre l’intera questione dolorosa vissuta dai bambini del Sanguinazzi.
Se avessi detto immediatamente “Si, levo quelle frasi” avrei accettato la versione del Pubblico Ministro che mirava ad annullare il contesto storico e giornalistico che quelle frasi avevano provocato. Il Pubblico Ministero tendeva a cancellare le finalità di terrorismo dell’articolo de Il Gazzettino, che erano la giustificazione della violenza al fine di costringere i bambini alla fede cristiana (i bambini non nascono cristiani, nascono cittadini e diventano cristiani per violenza, sia subita che assistendo alla stessa legata al crocifisso. Ora la psicologia conosce anche alcuni meccanismi attraverso cui viene manipolato il senso di giustizia del bambino dall’età di 15 mesi fino al sesto anno: proprio quando subisce la violenza all’asilo Sanguinazzi di Feltre). Questa idea di minimizzare la violenza subita dai più deboli e nello stesso tempo rendere enorme e drammatica a reazione emotiva come richiesta di giustizia è il meccanismo perverso che crea ingiustizia. Decontestualizzare le mie frasi avrebbe significato farmi passare come uno che insulta le persone e non come un individuo che reagisce a delle aggressioni. Cosa già praticata dai Pubblici ministeri quando mi fecero torturare e tentarono di ammazzarmi e impedendomi di difendermi ai processi mantenendomi sotto minaccia di morte per 10 anni. Non è a caso che nella mia memoria difensiva abbia allegato la dichiarazione con cui il Consiglio Superiore della Magistratura abbia coperto, in maniera illegale anziché consegnarle al magistrato competente per le indagini, le torture, i tentati omicidi e le minacce di morte reiterate dei magistrati affinché non mi difendessi nei processi. Un meccanismo di aggressione che viene riprodotto dalla Procura della Repubblica di Belluno che nel chiedere il mio rinvio a giudizio nega le violenze all’asilo Sanguinazzi di Feltre nonostante, sulle sue stesse indagini, la Corte di Cassazione ha scritto nella sentenza con cui richiede una condanna più grave per le suore aguzzine del Sanguinazzi dicendo:

“Quando il ricorso alla violenza, come nel caso in esame, è sistematico tanto da imporre ai bambini un regime di vita pesante, doloroso e insopportabile e da determinare in loro un vero e proprio stato di terrore, è fin troppo evidente che, al di là delle soggettive intenzioni di chi agisce, si versa nell’ambito del delitto di maltrattamenti.”

Ripreso dal Corriere delle Alpi del 14 gennaio 2011.
(Sentenza Corte di Cassazione n. 45467 della sesta sezione)

L’episodio non è “uno schiaffo” “asseritamente” dato, come in maniera bugiarda tenta di far passare il Pubblico Ministero, ma è la situazione definita dalla Corte di Cassazione che io percepivo nella sua realtà immanente e che, si negava nell’articolo de Il gazzettino scritto da Lauredana Marsiglia. Nella violenza delle suore cattoliche del Sanguinazzi c’erano delle finalità eversive: imporre la fede cristiana. Su tali finalità la Procura della Repubblica, riflettendo ora, non ha indagato.
Scrive nell’articolo Il Gazzettino del 21 agosto del 2004 a firma Lauredana Marsiglia:

“Forse qualche schiaffo, forse qualche strattone o qualche reprimenda, in un sottile confine fra il lecito e l’illecito nel sempre difficile compito di educare. Quel che si dice un caso di Jus corrigendi.”

Se io avessi accettato in quel momento di cancellare le frasi dal sito, avrei accettato che la situazione di “... un regime di vita pesante, doloroso e insopportabile” fosse ridotta ad “uno schiaffo asseritamente dato”, come affermava il Pubblico Ministero. Avrei accettato l’attività “minimizzatrice” della situazione atroce messa in atto da Lauredana Marsiglia e le affermazioni in cui la Procura della Repubblica circoscriveva il movente della mia rabbia al fine di assecondare l’attività criminale delle suore cattoliche del Sanguinazzi di Feltre.
Il Pubblico Ministero MENTE!




Ora, io mi chiedo questo. La Procura della Repubblica di Belluno ha raccolto le prove della violenza delle suore cattoliche del Sanguinazzi, eppure ha ritenuto opportuno non inquisire il vescovo cattolico di Belluno che, a mio avviso, è il mandante delle violenze? Questa è una valutazione soggettiva. Sta di fatto che la Procura della Repubblica di Belluno ha fornito quelle prove, mediante le sue indagini, che hanno costretto la Corte di Cassazione a sentenziare in merito ad una situazione di terrore costruita dalle suore cattoliche. Perché la Procura di Belluno, sapendo che il clima all’asilo Sanguinazzi di Feltre era “pesante e doloroso” (perché lo ha provato anche se un magistrato, in primo grado, ha ritenuto quelle prove insufficienti), ha voluto insinuare che la mia reazione era dovuta solo ad uno schiaffo “asseritamente dato” ai bambini?

Questo è il motivo per il quale dovetti rispondere “no!” alla prima richiesta del Presidente del Tribunale.
E’ in virtù di quel “No!” che si è verificato il cambiamento.
Alla mia insofferenza il Presidente del Tribunale ha detto: “Le concedo due minuti” e ha chiesto che vengano registrati.
Sembra che in questo paese difendersi da accuse folli e inconsistenti sia impossibile se non ti metti in ginocchio davanti al magistrato che si identifica nell’onnipotenza del crocifisso.
Due minuti per trasmettere delle ragioni che sono più emotive che razionali. Per fortuna che sono state registrate, perché non sarei in grado di ricordare ciò che ho detto.
Dopo le mie esternazioni, il Presidente mi ha chiesto per la seconda volta se ero disposto a togliere quelle frasi da internet e io gli ho risposto ancora: “No!”.
La situazione era già cambiata.
Sta di fatto che il Presidente del Tribunale ha chiesto che venga chiamata Lauredana Marsiglia. La persona preposta a chiamare imputati e testimoni ha risposto al Presidente . “Non c’è!”. Il Presidente che ha chiesto: “Ha controllato?” La persona preposta ha risposto: “La conosco personalmente e non è venuta!”. Quel “la conosco personalmente mi ha lasciato molto perplesso.” Può essere che la Procura della Repubblica abbia degli interessi con Lauredana Marsiglia e con la sua attività di cronista per il giornale Il Gazzettino presso il tribunale di Belluno tanto che la Procura della Repubblica è disposta a mentire, alterare i fatti, pur di favorirla? Io mi auguro che i magistrati siano imparziali, ma la mia esperienze di torture, di tentati omicidi messi in atto dai magistrati e le minacce di morte che ho subito per 10 anni affinché non mi difendessi dalle accuse, mi crea uno stato di apprensione.
Io sono andato a Belluno tre volte e la denunciante Lauredana Marsiglia si vergognava tanto da non farsi vedere.
Un po’ perplesso, Presidente del tribunale ha detto: “Si può vedere questo articolo de Il Gazzettino?”.

Significa: “Voglio farmi un’idea di come si sono collocate le frasi di Simeoni!”
E’ a queste condizioni che le mie frasi, oggetto del dibattito, nei confronti di Lauredana Marsiglia vanno cancellate dall’web.

Il Pubblico Ministero non si era preoccupato di procurarsi, nonostante i potenti mezzi che ha a disposizione e ai doveri di verifica che la legge impone, di acquisire le prove accedendo e acquisendo l’articolo dall’archivio del giornale Il Gazzettino. E’ venuto nel mio archivio delle trasmissioni “Magia Stregoneria e Paganesimo”, ma non è andato all’archivio de Il Gazzettino per procurarsi una copia del giornale in cui c’era l’articolo che io censuravo: negligenza o volontà criminale? La Procura della Repubblica ha dimostrato un’assoluta indifferenza se non un fastidio nell’acquisire prove e nel verificare l’attendibilità delle affermazioni: sia di Lauredana Marsiglia, sia della mia memoria difensiva. Solo su richiesta del Presidente il rappresentante della Procura consegnò la mia memoria difensiva, che feci in data 16 aprile 2009, e alla quale avevo allegato l’articolo del giornale Il Gazzettino a firma di Lauredana Marsiglia. Sono tutt’ora sconvolto e sconcertato per la superficialità dei comportamenti della Procura della Repubblica che dopo 2 anni di indagine non ha saputo rispondere alla mia memoria difensiva, ma l’ha trattata come carta da cesso. Non ha nemmeno verificato se l’articolo che io avevo allegato alla mia memoria difensiva corrispondeva effettivamente con l’articolo originale de Il gazzettino del 2004. Io ho fatto una memoria difensiva e devo dedurre di essere stato “deriso” dalla Procura della Repubblica di Belluno.
Per favorire il Presidente nella lettura consegnai anche una copia di quell’articolo in formato A3. Il Pubblico Ministero, a quanto mi costa, non ha messo in atto nessun lavoro di indagine in relazione alla denuncia di Lauredana Marsiglia, ma si è limitato a considerare la denuncia di Lauredana Marsiglia come una “verità rivelata”. Puoddarsi che abbia fatto delle indagini, ma dagli atti non risulta e, quello che è segreto e non risulta dagli atti, per me non esiste.
Sta di fatto che il Presidente del tribunale al processo ha disposto una nuova udienza per il 05 giugno ordinando la presenza di Lauredana Marsiglia (io sono andato 3 volte a Belluno per rispondere ai magistrati, mentre Lauredana Marsiglia non si è mai presentata), anche coertata, in quanto non si è costituita parte civile, e ha chiesto un monitoraggio alla Polizia Postale sull’web.



E’ in seguito a questa decisione del Presidente che toglierò le frasi oggetto del processo dall’web. Possiamo discutere della vicenda del Sanguinazzi di Feltre da cui la mia rabbia è sortita e inquadrare quella rabbia nella realtà storico giornalistica del 2004. Toglierò dall’web, almeno per ora, anche la mia difesa, del resto assolutamente legittima, delle mie spontanee dichiarazioni che ho consegnato al Pubblico Ministero come memoria difensiva in data 16 aprile 2009 e che solo il 22 novembre 2011 il Pubblico Ministero si è “degnato” di consegnare agli atti. Voglio parlare di cose serie. Del diritto all’indignazione dei cittadini. Il loro diritto di farsi un’opinione, anche sprezzante, nei confronti di chi danneggia la loro vita al fine di garantirsi un ingiusto profitto.
Ne parleremo il 05 giugno 2011.

Ogni articolo di giornale, qualunque esso sia, ha lo scopo di informare suscitando emozioni che costruiscono opinioni.
Non fa eccezione l’articolo del Gazzettino del 21 agosto 2004 a firma Lauredana Marsiglia.
Il fatto che quell’articolo abbia suscitato delle emozioni da lei non gradite o espresse con parole astrattamente offensive, che lei intende rivolte a sé stessa e non all’emozione che ha suscitato scrivendo quell’articolo, è un’interpretazione delirante dei fatti.
L’articolo a firma Lauredana Marsiglia è la causa (che la Procura della Repubblica di Belluno al fine di assicurare a sé e ad altri ingiusto profitto vuole negare) e la mia indignazione è l’effetto quale risposta alla causa. Questo rientra nell’articolo 599 del Codice Penale sempre che si voglia rispettare le leggi.
Oggi, a differenza del 2004 è facile dimostrare quanto malvagie e inumane erano le intenzioni di chi ha scritto quell’articolo. C’è la sentenza della Corte d’Appello di Venezia e la sentenza della Corte di Cassazione che certificano una realtà di terrore vissuta dal bambini del Sanguinazzi di Feltre là dove, invece, l’articolo de Il Gazzettino del 21 agosto 2004 a firma Lauredana Marsiglia (riquadro in alto) evidenziava:

“Come genitori non riusciamo a capire questo accanimento contro le suore e soprattutto perché hanno sentito solo quelli che hanno fatto la denuncia mentre nessuno vuole ascoltare gli altri cento che sono contenti della gestione attuale e che continuano mandare i propri figli dalle suore.”

Mentre la Corte di Cassazione in sentenza (45467 sesta sezione) afferma, come riportato dal giornale Il Corriere delle Alpi del 14 gennaio 2011:

“I giudici, inoltre, sottolineano il clima di paura creato all’interno dell’Istituto precisando come “la disciplina imposta ai bambini nell’ambito scolastico era frutto di dette punizioni corporali, esibite dinanzi a tutto il complesso dei bambini, in modo che nella comunità si era ingenerata, per induzione o meglio per paura, la convinzione della necessità dell’ubbidienza e dell’adeguamento ai precetti imposti dalle imputate.”

Chiederò a Lauredana Marsiglia di sostanziare le sue affermazioni nella denuncia che ha fatto contro di me in cui mi imputa la deduzione socio-filosofica del suo articolo dicendo che per lei l’affermazione:

““Per Lauredana Marsiglia i bambini sono oggetti di possesso” cosa che ritengo in assoluto la più diffamatoria.”

Quando l’articolo scritto da Lauredana Marsiglia mette in rilievo le frasi della difesa delle suore aguzzine dando, a quelle frasi, una certificazione di attendibilità:

“Abbiamo ragione di ritenere – spiega Prade – che le accuse mosse contro le cinque suore siano del tutto infondate e che presto si arriverà ad un chiarimento con l’assoluzione delle stesse da ogni accusa con la rinnovata conferma che l’asilo Sanguinazzi continua a rimanere un modello di educazione dell’infanzia come dimostra il sempre rilevante numero di genitori che affidano le cure dei propri bambini al medesimo.”

Mentre la Corte di Cassazione afferma in sentenza:

“... la violenza fisica “anche se utilizzato con scopo emendativo, non rientra neppure nella previsione dell’articolo 571 del codice penale, ma integra, a seconda degli effetti che produce, altre ipotesi incriminatrici.”

Il diverso modo di interpretare gli avvenimenti che c’è fra le deduzioni della Corte di Cassazione e le affermazioni nei confronti dei bambini fatte da Lauredana Marsiglia, non è una pura astrazione asettica di opinioni. La Corte di Cassazione ha sentenziato ritenendo i bambini soggetti di diritto Costituzionale, Lauredana Marsiglia che ha fatto delle affermazioni compiacenti, comprensive e minimizzatrici nei confronti delle suore cattoliche del Sanguinazzi, lo ha fatto partendo dall’assunto ideologico di un diritto di possesso delle suore cattoliche nei confronti dei bambini che, nella fattispecie diventavano degli “oggetti di possesso” in quanto fruitori della violenza delle suore cattoliche che non riconoscevano, mediante la loro violenza, i loro doveri nei confronti dei bambini (nella religione cristiana cattolica, gli uomini sono posseduti da dio e dalla chiesa cattolica mediante il battesimo).
Sintetizzare tutto questo con la frase : “Per Lauredana Marsiglia i bambini sono oggetto di possesso” è un dovere di ogni cittadini che sia rispettoso ed obbediente all’articolo 4 comma secondo della Costituzione della Repubblica. Cosa che la Procura della Repubblica di Belluno appare disprezzare.

Noi non possiamo ignorare che le intenzioni minimizzatrici delle responsabilità delle suore cattoliche del Sanguinazzi di Feltre, paventate nell’articolo di Lauredana Marsiglia del 21 agosto 2011, sono andate a buon fine creando un clima favorevole alle suore aguzzine che nel dicembre del 2007 furono assolte a dispetto delle prove raccolte dalla Procura della Repubblica di Belluno. Si può dire che era in atto un’attività criminale ad opera di Lauredana Marsiglia al fine di assicurare un ingiusto profitto alle suore cattoliche aguzzine del Sanguinazzi? Sicuramente uno dei miei torturatori, il Pubblico Ministero Michele dalla Costa, avrebbe dichiarato “facevano parte della stessa banda!”

Questo chiederò a Lauredana Marsiglia il 05 giugno 2011 al tribunale di Belluno. E lo farò confidando in magistrati capaci di dare “onore” alle istituzione e non a quella tipologia di magistrati che mi hanno torturato, hanno tentato di ammazzarmi, mi hanno minacciato di morte per 10 anni affinché non mi difendessi nei processi per assicurare a sé e ad altri ingiusto profitto.
Io sto costruendo la Religione Pagana e non posso tollerare che la Religione Pagana, a differenza del cristianesimo e del suo odio sociale, nasca sulla menzogna e nemmeno accetti i ricatti della menzogna cristiana. Quella menzogna per la quale i cristiani fanno violenza ai cittadini affinché chiamino “buono” il loro dio mentre macella l’umanità col diluvio universale.
I processi li vincono o li perdono le persone. Quando oggetto del contendere nei processi implica principi sociali, etici e morali, non è importante vincere o perdere un processo, ma è importante l’investimento etico e morale delle parti nella contesa perché quell’investimento resta a futura memoria. Le parti, i giudici, i pubblici ministeri, vengono qualificati dal comportamento che hanno tenuto e dalle intenzioni che hanno espresso nell’agire.

Le mie non furono parole offensive nei confronti di Lauredana Marsiglia, ma fu una reazione, sia pur emotivamente molto sentita, ad un articolo criminale che tendeva a minimizzare la violenza all’asilo Sanguinazzi di Feltre al fine di assicurare alle suore aguzzine un’opinione pubblica favorevole o quanto meno non ostile. Nel contempo, l’articolo a firma Lauredana Marsiglia tendeva a ridurre il dolore dei bambini e dei genitori vessati dalle suore aguzzine del Sanguinazzi di Feltre insinuando:

“Qualcuno ventila anche la possibilità che dietro a tutto questo ci sia una manovra per mandare via le religiose”.

Istillando l’idea di una manovra occulta e per secondi fini che non il dolore dei bambini. Là dove, contro l’articolo a firma Lauredana Marsiglia
c’era l’inchiesta della Procura della Repubblica di Belluno dalla quale la Corte di Cassazione rileva:

“...il ricorso alla violenza fisica in danno dei bambini che frequentavano l’asilo gestito dalle due imputate non è “oggetto di negazione da parte delle appellanti” e dunque “costituisce un dato certo da cui partire per l’esatta qualificazione del comportamento” delle suore.”

Ripreso dal Corriere delle Alpi del 14 gennaio 2011.
(Sentenza Corte di Cassazione n. 45467 della sesta sezione)

Oggi, con la sentenza della Corte di Cassazione che certifica la mia coerenza nella percezione della realtà vissuta nella vicenda Sanguinazzi di Feltre è più facile dimostrare le mie ragioni. tuttavia le mie ragioni erano ben presenti nella mia memoria difensiva che ho consegnato al Pubblico Ministero e datata 16 aprile 2009.
Come Stregone ho percepito il dolore negato; come cittadino ho reagito ad un’ingiustizia.
In questo modo intendo difendermi!

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

30 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 20 novembre 2011

Persone, merce di scarso valore




Qual è la mentalità che si costruisce con i vari provvedimenti criminali contro l’accattonaggio?
Le responsabilità degli amministratori locali sono gravissime. Hanno inventato un crimine in assoluto contrasto con la Costituzione della Repubblica e hanno finito per incitare al linciaggio delle persone più deboli e fragili: le vittime della società.
Le vittime che, in quanto vittime, vanno criminalizzate e nei confronti delle quali si può essere violenti senza per questo subire sanzioni. Si pensano queste persone come delle non-persone.
Il disprezzo per le persone deboli della società è un atteggiamento diffuso in Veneto. Le persone emarginate vengono considerate sono solo bestiame.
In una situazione in cui la crisi economica sta spingendo ai margini della società un numero sempre maggiore di persone, questo atteggiamento che criminalizza la povertà, diventa sempre più eversivo per presentarsi nella forma di terrorismo ogni volta che un gesto, qualunque esso sia, danneggia la struttura psico fisica di una persona già emarginata.
Il fatto accade a Venezia. Un uomo, come un sacchetto delle immondizie, viene buttato in acqua. Individuo fastidioso che diventa oggetto sul quale esercitare violenza.
Riporto la notizia:

Chiede una sigaretta e lo gettano in acqua, tensione davanti la mensa Betania
Preso di mira un senza fissa dimora friulano, la polizia locale cerca una coppia veneziana

Venezia. Chiede una sigaretta ad una coppia di passaggio che per tutta risposta lo butta in acqua. E’ successo ieri sera, intorno alle 19, nei pressi della mensa Betania a Cannaregio. Aumenta la tensione, già alle stelle, nella zona della mensa dove vengono sfamati ogni sera dai novanta ai cento “senza fissa dimora”. A finire in acqua un 51enne originario di Udine, salvato da alcuni passanti e poi assistito dagli stessi volontari della mensa che lo conoscono bene. Sull’accaduto stanno indagando gli agenti della polizia locale. In quel momento era presente, all’interno della struttura, un ispettore del servizio Sicurezza Urbana. A confermare il racconto dell’uomo friulano, alcuni passanti e un avvocato presenti al fatto. La coppia indicata dai testimoni, sarebbe veneziana e di età compresa tra i 40 e i 45 anni.
19 novembre 2011

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2011/11/19/news/chiede-una-sigaretta-e-lo-gettano-in-acqua-tensione-davanti-la-mensa-betania-1.1681068

Si tratta della gravità dei provvedimenti criminali presi dai sindaci per incitare all’odio contro la persona fragile o emarginata. Non c’è solo a Venezia in un gesto odioso, ma tali gesti sono diffusi nel nord Italia.
E’ il caso del pensionato Guido Gremmi di 76 anni ammazzato come un cane da un possessore di Suv che ha pensato bene di investirlo, ammazzarlo e fuggire. Il Suv occupava un posto macchina riservato alle persone con problemi di disabilità. Il pensionato si è infuriato trovando quel posto, che gli spettava come diritto, occupato: rubato da qualcuno che non ne aveva diritto. Aveva tutte le ragioni per infuriarsi. Ha chiamato i vigili urbani ma, intanto, era nato un alterco e il proprietario dell’Audi Q5 non ha trovato altra soluzione che travolgerlo con l’auto, ammazzarlo, e fuggire via.
I carabinieri o la Polizia di Stato lo rintracceranno in breve tempo e il responsabile dovrà rispondere del reato di omicidio volontario: intanto il pensionato è morto perché, per il possessore di Suv, non era un cittadino, ma merce di scarso valore. Come il questuante buttato in acqua a Venezia.
L'assassino è un imprenditore bresciano di 72 anni che ha ammazzato con il Suv un poveraccio per portargli via il diritto di usare un parcheggio riservatogli per la moglie disabile: solo gli imprenditori come la Mercegaglia sono in grado di fare questo. Imprenditore lombardo che voleva essere il padrone e per farlo rubava un il diritto ad un parcheggio: "MI SON EL PARON!"

E domani?
Io non dico che non possa dare fastidio il questuante o la difficoltà di trovare parcheggio, ma quando le persone diventano merce da buttare in acqua o da ammazzare, allora è necessario che Orsoni, Zanonato, Variati, Gentilini, Gobbo, Tosi, riflettano su che società hanno costruito con le loro ordinanze criminali.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

20 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 18 novembre 2011

Imprenditori suicidi, imprenditori stupratori, un Veneto di imprenditori fra angosia e disperazione




Se si vuole sapere come sono gli imprenditori del Veneto, non c’è da andare lontano. Fra quelli che fanno violenza alle bambine e quelli che si suicidano quando si presentano delle difficoltà che non sono stati in grado di prevedere, c’è più relazione mafiosa che non imprenditoria come attività sociale.
I commercianti di Treviso si comportano come i commercianti di Treviso trattati dalla Polizia di Stato con i guanti bianchi. Gentilini ha spiegato più volte i paradigmi dei suoi ragionamenti, e con lui Zaia (ricordiamo le sue dichiarazioni farneticanti dell’operaio del Maroco che fu arrestato innocente nell’indagine sull’omicidio di Yara). La Polizia di Stato lo sapeva, ma ha fatto finta di non vedere e di non capire dove andava a parare il Gentilini e marmaglia di quel tipo. E ora, che facciamo? Invochiamo la cacciata dei commercianti da Treviso perché sono tutti stupratori di bambine? Non è forse con questa metodologia che Gentilini ha operato per distruggere campi Rom di cui si è vantato a Venezia? I commercianti sono tutti stupratori di bambini come i Rom, secondo i commercianti di Treviso che hanno appoggiato Gentilini, sono tutti ladruncoli solo per il fatto che qualcuno è un ladruncolo.
I commercianti sono stupratori di bambini: vanno cacciati da Treviso.
Per aiutarli la Polizia non ha ancora diffuso i loro nomi. Come si sono guardati bene dal diffondere i nomi dei commercialisti che truffando gli extracomunitari facevano falsi attestati del REC (sono usciti prima i nomi degli esercizi commerciali che non i nomi dei commercialisti truffatori) permettendo la gestione in modo illegale di esercizi pubblici come bar e ristoranti.
Riporto la notizia dall’Ansa ricordando come questi episodi sono possibili solo perché la Polizia di Stato di Treviso ha indotto un clima di terrore fra gli extracomunitari e ha perseguito in maniera illegale la preghiera dei musulmani. La Polizia di Treviso, anziché creare sicurezza fra i cittadini controllando le attività dei commercianti, degli industriali e degli artigiani, ha scelto di costruire un clima di terrore per favorire commercianti, industriali e artigiani. Ha finito per alimentare questa sorta di impunità della violenza contro gli extracomunitari che ha portato i commercianti di Treviso ad abusare delle bambine.
Riporto l’informazione:

Pedofilia: sesso con minori arrestati 2 commercianti Treviso
Accertati rapporti sessuali anche con ragazzi di 12 anni
18 novembre 2011

(ANSA) - TREVISO, 18 NOV - Due commercianti di Treviso sono stati arrestati dalla Polizia di Treviso per prostituzione minorile e atti sessuali. L'indagine condotta dalla sezione della Squadra Mobile specializzata nel contrasto di reati commessi ai danni di minori era iniziata lo scorso marzo. L'attivita' investigativa ha permesso di individuare i commercianti di 65 e 67 anni che si incontravano in casa e negozi, per rapporti sessuali, con minorenni anche di 12 anni, sia maschi che femmine, in cambio di piccole somme di denaro o ricariche telefoniche. (ANSA).

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/11/18/visualizza_new.html_16870919.html

Si tratta dell’imprenditoria propria del Veneto. I commercialisti che truffano gli extracomunitari fornendo loro documenti falsi o l’imprenditore di Thiene, imprenditore del coltello (si sa che è stato arrestato, ma il nome non ancora diffuso), di Thiene non ha trovato nulla di meglio che ammazzare l’imprenditore benzinaio Francesco Zoppello. E l’imprenditore benzinaio Francesco Zoppello ha reagito al coltello che gli ha puntato l’imprenditore di Thiene con una mazza di ferro dando vita ad una colluttazione il cui risultato finale è stato quello di lasciare i suoi due figli, uno di 9 mesi e uno di 11 anni, senza padre. I carabinieri hanno individuato l’imprenditore del coltello con le telecamere e il fesso con la mazza si è fatto ammazzare quando i carabinieri avrebbero preso in breve tempo il rapinatore data la ripresa delle telecamere. Ma ghe gera i schei. Ghe gera il ruolo del paron. “El paron son mi, no ti col corteo”. Il benzinaio ha visto il suo ruolo di padrone messo in discussione da un altro, che col coltello, voleva essere il suo padrone e portargli via i soldi: padrone contro padrone. E’ la malattia psichica del Veneto che da un lato porta i commercianti a dire alle bambine “El paron son mi”, dall’altro lato basta essere padroni e non importa se padroni con una attività commerciale, col coltello, con una pistola o con una concessione per la benzina. Basta esser paroni.

Da segnalare anche questi imprenditori Veneti di Vigonovo che si stavano organizzando per un’attività redditizia:

Assistente sociale a luci rosse, due denunciati
Nei guai per atti persecutori e induzione alla prostituzione un uomo e una donna di 40 anni: avevano offerto un lavoro a una barista di 23 anni del centro, in realtà volevano che si prostituisse
18.11.2011
PADOVA. L'hanno avvicinata proponendole un lavoro più redditizio di quello che già svolge (la barista). E l'hanno illusa giorni e giorni dicendole che sarebbe dovuta diventare un'assistente sociale per aiutare i ragazzi timidi. Una cameriera di 23 anni che lavora in un bar del centro cittadino è stata avvisata solo dopo qualche settimana che, in realtà, l'attività di assistente sociale consisteva nell'offrire prestazioni sessuali a pagamento a questi fantomatici "ragazzi timidi". Lei si è opposta e per tutta risposta è iniziata una persecuzione a cui sono riusciti a mettere fine solo i carabinieri. Un uomo e una donna di 40 anni, entrambi di Vigonovo, sono stati denunciati per atti persecutori e per induzione alla prostituzione.
Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/11/18/news/assistente-sociale-a-luci-rosse-due-denunciati-1.1680586

Bisogna capire che questa è l’imprenditoria del Veneto: il sostrato che costruisce la mafia come sistema di relazioni nella società.


E quando si fallisce come “paron”, l’angoscia che spingeva l’individuo ad essere padrone, si trasforma in disperazione e in fallimento esistenziale. Come questo di Borgoricco di cui domani i media canteranno le lodi di un imprenditore “buono” angosciato per i suoi schiavi che non poteva pagare.
In realtà era un fallito come uomo. Fallito fin dall’infanzia che vedeva la felicità solo nel suicidio.
E’ difficile abbandonare la condizione psichica del “paron”. La soddisfazione soggettiva dell’essere “paron” viene alimentata giorno dopo giorno e quando non funziona, viene alimentata da errori e scelte distruttive che rendono il fallimento sempre più drammatico. A volte accettando, se non ricercando, di farsi usurare.
Riporto la notizia dall’ANSA:

Suicida per debiti impresario edile nel padovano
L'uomo trovato impiccato alla benna di una escavatrice
18 novembre 2011




(ANSA) - BORGORICCO (PADOVA), 18 NOV - Un imprenditore edile di 52 anni, alle prese con i debiti della sua azienda, si e' suicidato oggi a Borgoricco (Padova). L'impresario e' stato trovato da un dipendente, impiccato alla benna di una macchina escavatrice nella sede dell'azienda di famiglia. I congiunti del 52enne hanno trovato un biglietto nel quale l'uomo chiedeva loro perdono per il tragico gesto e faceva riferimento ai gravi problemi economici che lo assillavano. (ANSA).

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/veneto/2011/11/18/visualizza_new.html_16748782.html


Di quello che accade, nessuno se ne assume la responsabilità. Non tanto la responsabilità dell’accadimento, ma la responsabilità di aver costruito questo accadimento scelta dopo scelta. La Polizia di Stato e Vigili Urbani che creano angoscia facendo violenza (in qualunque modo giustificata) ai musulmani che vogliono pregare o a quello che allunga la mano per una moneta (magari infastidendo) o al nero che cerca un qualche lavoro o al barbone che dorme sotto i ponti, sono responsabili di omicidio e strage. Perché le loro azioni creano conseguenze. Inducono ad adattamenti. Modificano la percezione psicologica che le persone hanno del loro essere soggetti sociali.
A noi non resta che sederci sulla riva del fiume della vita e guardare i cadaveri dell’immenso disagio sociale che galleggiano dimostrando la disperazione in cui la Regione Veneto sta vivendo.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

19 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 16 novembre 2011

Corrado Clini e il servizio di igiene e medicina del lavoro di Porto Marghera negli anni '70 e '80.




Fra il 1975 e il 1980 medicina del lavoro di Marghera lanciava allarmi sulle condizioni di salute dei lavoratori di Porto Marghera.
Gli allarmi venivano sistematicamente disattesi dalle Istituzioni che favorivano condizioni di lavoro atroci nelle industrie del Polo Industriale di Marghera.
I feroci aguzzini che oggi ricordiamo, Tagliercio e Gori, li ricordiamo solo perché qualcuno ha pensato di farsi propaganda provvedendo, a modo suo, a ripristinare una legalità democratica che la magistratura, in accordo con la Montedison e le Associazioni degli Industriali, negava.
Qualche anno dopo, sulle disastrose condizioni di salute degli operai del petrolchimico, il torturatore Felice Casson, PM (o sostituto) a Venezia istruirà dei processi. Certo, quando i reati contestati (e nessuno di terrorismo come se i morti sul lavoro non fossero stati attentati all’articolo 1 della Costituzione), erano caduti quasi tutti in prescrizione.
Medicina del lavoro di Marghera era un punto di riferimento importante per garantire la salute sui posti di lavoro. Ad un certo punto ci furono veri e propri scontri con Medicina del Lavoro di Padova alla quale ricorrevano gli Industriali per garantirsi analisi più favorevoli.

Scrive Casson nel suo libro “La fabbrica dei veleni” a proposito di Porto Marghera:

“La relazione del dott. Viola presso l’Istituto Superiore di Sanità e lo scandalo Goodrich colgono di sorpresa persino l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), una struttura che fa capo all’Organizzazione Mondiale della sanità. Nel gennaio del 1974 era ancora all’oscuro dell’esito delle nuove ricerche di Maltoni e l’ “emergenza CVM” la prende davvero in contropiede, sebbene abbia iniziato ad occuparsi di sostanze chimiche cancerogene nel 1970. In effetti, la pianificazione del segreto attorno al CVM era talmente ben riuscita da aver ottimamente ammortizzato le polemiche e le paure generate dai primi studi di Viola del 1969 e del 1970. E le consolidate strategie aziendali (già “brillantemente” rodate nella pluridecennale vicenda asbesto-cancro, caratterizzata allo stesso modo da segreti, occultamenti e inganni) sono riuscite ancora una volta a far andare nel dimenticatoio pubblico collettivo quei primi precisi segnali di cancerogenicità del CVM. Ora, però, le morti di operai statunitensi per angiosarcoma suonano fragorosamente la sveglia per tutti. La IARC decide di andare rapidamente fino in fondo e gi nel giugno del 1974 i suoi ricercatori ottengono significativi risultati...” pag. 75-76

La Montedison ha ammazzato volontariamente gli operai:

“Sono passati soltanto pochi mesi da quando, nel luglio del 1973, la Montedison aveva dichiarato ai partner europei di essere “fortemente in disaccordo sul fatto di consegnare”, persino a organismi pubblici di controllo non certo estremisti o radicali come l’americano NIOSH, “qualsiasi risultato sul lavoro europeo” dell’équipe di Maltoni. E sono trascorsi alcuni anni da quando la Montedison – nel dicembre del 1871 – aveva manifestato, sempre ai partner europei, la propria paura (“molta paura”) per una “eventuale fuga di notizie”. Peraltro, deve passare ancora un po’ di tempo prima che a Marghera gli stessi sindacati e il consiglio di fabbrica vengano a conoscenza della vicenda Goodrich, ne comprendono la tragica portata e possano così informare correttamente i lavoratori.” pag. 77-78

Lascio perdere il resto delle buffonerie di Casson (vedi pag. 301) che suonano ingiurie e beffe per Marghera e i morti per il CVM e altro. Voglio solo sottolineare che è in questa situazione che il servizio di medicina del lavoro a Marghera assume un’importanza fondamentale.

Sta di fatto che la magistratura, in accordo con gli industriali e per preservare i progetti eversivi di Cefis, non intervenne mai e gli incidenti sul lavoro, proprio perché la magistratura di Venezia istigava alla guerra civile contro gli operai, non furono mai trattati con la stessa attenzione che oggi ha avuto la sentenza della Thyssen Krupp. Se la magistratura di Venezia avesse proceduto per giustizia, come oggi ha agito la magistratura di Torino per i morti sul lavoro della Thyssen Krupp, molto probabilmente Tagliercio e Gori sarebbero stati arrestati e nessun imbecille avrebbe pensato di farsi propaganda ammazzandoli.
Io non conosco Corrado Clini, ma quelli erano i tempi in cui, in Via Fratelli Bandiera, a Marghera, se qualcuno correva era bene mettersi a correre perché c’era, quasi sicuramente, una qualche fuga di gas.
Oggi, gli operai che ho conosciuto e che lavoravano a Porto Marghera, sono quasi tutti o morti o ammalati. Reni, polmoni, fegato e milza, con grandi problemi. La diossina non si trova solo a Marghera, ma anche in quartieri come quello di san Marco o di Campalto.
Da allora le fabbriche hanno, quasi tutte, chiuso. Le lavorazioni fermate. L’aria è più pulita, ma in zona industriale il terreno puzza ancora di morte.
Il centro di medicina del lavoro di Marghera fece un gran lavoro e mi fa piacere che Corrado Clini sia diventato ministro dell’ambiente. Visti gli impegni che ha assunto Corrado Clini dopo il 1989 ha sicuramente allargato gli orizzonti nella relazione fra uomo, ambiente, clima e salute. Però è un uomo che ha lavorato sul campo, a stretto contatto con i problemi delle persone e questa è sicuramente una novità nei ministri nei governi italiani.
Riporto da La Nuova Venezia:

VENEZIA. Corrado Clini, è il nuovo ministro dell’ambiente del governo Monti. Chirurgo veneziano, specializzato in medicina del lavoro, è stato dal 1975 al 1989 direttore del servizio pubblico di igiene e medicina del lavoro di Porto Marghera.
Clini è stato negoziatore climatico per l'Italia in campo internazionale (nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite4 sui cambiamenti climatici), ma è anche l'uomo che tiene insieme le aziende intorno all'idea di sviluppo sostenibile. Attualmente alla guida della direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia, Clini è 'senior research fellow' ad Harvard ed è autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche. E' coordinatore della Commissione tecnica del Cipe che ha elaborato il piano nazionale per la riduzione delle emnissioni dei gas ad effetto serra; è stato presidente del comitato nazionale di gestione per le attività del protocollo di Kyoto (2005-2009); focal point del protocollo di Montreal per la protezione della fascia di ozono; è stato membro del consiglio di amministrazione e vice commissario dell'Enea (2004-2007); membro del China Council for International Cooperation on Environment and Development; membro del board dell'Agenzia europea dell'ambiente. Tra il 2002 e il 2009 ha programmato e coordinato oltre 900 progetti, soprattutto sulla modellistica e sulla valutazione dei cambiamenti climatici, ricerca e sviluppo delle tecnologie a basso impatto ambientale. Di particolare rilievo, quelli nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Cina. Inoltre, ha avuto un ruolo fondamentale durante il G8 svoltosi in Italia nel 2009, nell'ambito del Forum sulle tecnologie a basso impatto di carbonio (Trieste e Bologna) e del vertice dei ministri dell'Ambiente a Siracusa. Ha ricoperto la carica di presidente della Global Bioenergy partnership (2005-2009), a cui aderiscono 20 Paesi. Infine, da agosto è presidente del Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste.
I primi impegni: "Sviluppo sostenibile". ''Farò di tutto perché la strategia dello sviluppo sostenibile diventi la strategia della crescita dell'Italia''. E questo ''nel segno della continuità con il lavoro fatto''. Lo ha detto il neo-ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. ''Per me non è un punto di arrivo ma un lavoro'', ha proseguito ancora emozionato dopo 21 anni da direttore generale. Primi obiettivi sistema energetico e vertice Onu sul clima a Durban a fine novembre. ''Dobbiamo continuare il lavoro. Non c'è una discontinuità. Le circostanze sono eccezionali e diverse. Il Governo nasce per affrontare una crisi molto grave e il mio impegno è quello dicercare di convincere che la strategia dello sviluppo sostenibile dell'Italia è uno strumento chiave per la crescita del nostro paese''. ''Nel momento in cui l'emergenza economica suggerisce lacrime e sangue farò di tutto perché la strategia dello sviluppo sostenibile diventi la strategia della crescita dell'Italia''.
Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/11/16/news/corrado-clini-un-veneziano-nuovo-ministro-dell-ambiente-1.1675941

Negli anni '80 a Marghera e nel Veneziano si sviluppò un grande movimento ambientalista che garantì molti voti al partito dei Verdi. Solo che il partito dei Verdi dirottò quei voti per favorire il cattolicesimo integralista alla Degan, Galan o Zaia (tanto per far riferimento a nomi attuali) e finì per ridursi ad un piccolo gruppo i cui "dirigenti" vivacchiano in una sopravvivenza personale mediante accordi con altri partiti.

I cittadini non si aspettano dei cambiamenti repentini dall'attività di Corrado Clini come ministro, ma un’attenzione alle tematiche ambientali ogni volta che un qualche provvedimento del governo lo richiederà.
Un'attenzione che deve venire prima che l'ambiente venga compromesso o che l'emergenza richieda emergenze traumatiche.

Solo questo si chiede e, visti i comportamenti dei governi negli ultimi 20 anni, sarebbe una grande rivoluzione.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

17 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 15 novembre 2011

Pederastia in Veneto, violenza sui minori e la chiesa cattolica.




Il Veneto è una regione in cui la violenza sull’infanzia è norma al punto tale da venir difesa a spada tratta dalle Istituzioni. Appare chiaro che il fatto di cronaca non fa altro che certificare un numero ben maggiore di fatti che non arrivano alla cronaca.
Il caso è nelle mani della Procura della Repubblica di Belluno. Ma stiano tranquilli questi genitori, lo stupratore non è un prete cattolico né le picchiatrici sono le suore dell’istituto Sanguinazzi di Feltre. Sicuramente potranno aver giustizia nei confronti di un pederasta allevato fra parrocchia e campi di calcio.
La violenza sull’infanzia, in tutte le sue forme, è ancora diffusissima in tutto il Veneto. E’ l’ideologia del criminale in croce che viene diffusa mediante la violenza con cui imporre l’obbedienza ai ragazzi: è vietato maltrattare gli animali, ma la società tollera i maltrattamenti all’infanzia.
Pensiamo che poi questi ragazzi diventeranno adulti. Adulti psicologicamente menomati che faranno violenza a loro volta o penseranno di poter avere un qualche dominio e controllo su altri, deboli e fragili, a cui faranno violenza.
Riporto la notizia attingendo da due fonti giornalistiche in quanto i dati dei due articoli sono complementari:


MASSAGGIATORE 70ENNE ABUSAVA DEI GIOVANI CALCIATORI
Le prime denunce dei genitori dei minorenni ad agosto, ieri l'arresto

CASTELLANA - I carabinieri di Treviso hanno arrestato un massaggiatore di squadre di calcio accusato di violenza sessuale nei confronti di atleti minorenni militanti in squadre sportive della Castellana. Si tratta di un trevigiano di circa 70 anni. L'uomo è stato raggiunto da un provvedimento restrittivo emesso dalla magistratura bellunese. Le indagini, coordinate dal pm di Belluno Roberta Gallego, sono iniziate con la denuncia, ad agosto, di vari genitori. I carabinieri hanno così accertato che l'uomo ha approfittato dello specifico incarico nello staff tecnico delle squadre di calcio, abusando sessualmente in più circostanze degli atleti minorenni (14-15 anni) durante gli allenamenti e nelle fasi della preparazione estiva, svolta in una località montana del bellunese. Nel corso delle perquisizioni i carabinieri hanno sequestrato un consistente numero di materiale pornografico tra video ed oggetti.

Tratto da:
http://www.oggitreviso.it/massaggiatore-70enne-abusava-dei-giovani-calciatori-41935

E ancora:
TREVISO
Arrestato massaggiatore
abusava dei baby calciatori
Il 70enne è accusato di violenza sessuale che avrebbe compiuto in uno spogliatoio dell'hinterland di Castelfranco


CASTELFRANCO (Treviso) — Di racconti, su quell’uomo, se ne sentivano tanti nell’hinterland di Castelfranco Veneto, nel Trevigiano. Storie di anni fa, con risvolti non sempre chiari, tutte legate alle attenzioni morbose che quell’anziano riservava ai ragazzini. Ma nessuno ci credeva, nessuno osava pensare che fossero vere. Fino all’altro giorno, quando è sparito di circolazione, arrestato dai carabinieri con l’infamante accusa di violenza sessuale su minore. Il protagonista è un massaggiatore di una squadra sportiva. Gli inquirenti volevano tenere segreta questa vicenda, in attesa delle indagini del caso. Ma i racconti erano troppo precisi, le testimonianze troppo coincidenti. I primi ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati i genitori di un gruppo di ragazzini di una squadra sportiva. Dalle battute volgari contro quell’uomo ormai si era passati a qualcosa di più serio. I ragazzini raccontavano di attenzioni morbose, di palpeggiamenti, in alcuni casi si è arrivati a descrivere veri e propri rapporti orali. Consumati tutti tra le mura di uno spogliatoio dell’hinterland della città di Giorgione.

Di più, nei dettagli, non è corretto andare per tutelare i minori coinvolti. Anche se ormai in paese in molti sanno. I racconti dei ragazzini sono stati filtrati dalle mamme e dai papà, che, dopo essersi confrontati tra di loro, hanno deciso di rivolgersi alla locale caserma dei carabinieri, comandati da Salvatore Gibilisco. I militari hanno sottoposto il caso alla procura e il pm del pool dei reati sessuali una quindicina di giorni fa ha deciso di firmare l’ordinanza di custodia cautelare a carico dell’anziano massaggiatore. Ora l’uomo ha ottenuto gli arresti domiciliari, grazie alla difesa di un noto avvocato trevigiano. La sua linea è quella di negare ogni rapporto, di spiegare di esser stato frainteso in quei massaggi che lui regolarmente faceva, nascosto nell’intimità dello spogliatoio. Un caso che ripropone al centro della cronaca regionale il dramma della pedofilia. L’ultimo episodio che aveva suscitato clamore era avvenuto in provincia di Rovigo dove un sacerdote era stato accusato di violenza sessuale da alcuni ragazzini della sua parrocchia. In quel caso, il prete aveva deciso di proseguire il processo, rifiutando di chiudere in camera di consiglio la vicenda, dichiarandosi innocente. La curia aveva perciò deciso di «licenziarlo», vietandogli la messa, nonostante la sentenza della magistratura non fosse ancora giunta.

Mauro Pigozzo
15 novembre 2011

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2011/15-novembre-2011/arrestato-massaggiatore-abusava-baby-calciatori-1902173721614.shtml
Come per i sucidi nel Veneto, siamo costretti ad assistere alla violenza messa in atto dai cattolici sui ragazzi, sulle donne, sugli emarginati, sugli extracomunitari, sui mendicanti e vedere passare i cadaveri di emozioni e desideri negati.
E’ un altro aspetto della disperazione costruita nel Veneto.
In fondo, l’ideologia dei Veneti è quella del “paron”. Diventar “paroni”. E non è quello che ha fatto dei corpi dei ragazzi questo pederasta? Non è diventato il loro “paron” mentre li massaggiava?
Questo è il vero volto del Veneto che viene propagandato dai Serenissimi mentre sventolano la bandiera di san Marco. Sì, proprio san Marco, quell’evangelista che ci racconta come Gesù fu arrestato col bambino nudo come questo massaggiatore di calciatori adolescenti.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

16 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 14 novembre 2011

Il videomessaggio di Silvio Berlusconi è la premessa di un colpo di Stato? La secessione della Lega, è all'interno di questo progetto?



Foto: livello culturale di Silvio Berlusconi espresso nell'unico modo con cui fa cultura e Silvio Berlusconi al Parlamento Europeo in cui non trova di meglio che dare del kapò ad un socialista tedesco. Con questa ideologia, che c'è da aspettarsi? Fa il pari con l'ideologia del dito medio di Bossi.

---
Pensare che qualche imbecille legato alla P2 o qualcos’altro stia tentando di preparare un colpo di Stato. Oppure che la Lega stia tentando di nascondere il suo fallimento e il disastro economico a cui ha portato il nord Italia. Oppure che Silvio Berlusconi stia tentando di ricattare il paese per salvarsi dal fallimento economico che ha rinviato per anni?
Muoia Sansone (Bossi e Berlusconi) con tutti i Filistei (gli Italiani).
Sta di fatto che Maroni, come ministro degli Interni, non solo non ha allontanato i torturatori del G8 di Genova, ma ha fatto massacrare i cittadini che protestavano al fine di indurre i cittadini ad azioni di protesta violenta. Ha cercato il morto ad ogni costo con le camionette della Guardia di Finanza e dei carabinieri che a Roma tentavano di investire i dimostranti.
Ha fatto massacrare i cittadini a Venezia per riaffermare il dominio di Lega Padrona e Ladrona contro i cittadini del Veneto.
Ora, il PDL e la Lega stanno agendo a tenaglia: da un lato, visto il fallimento del federalismo appare evidente che Bossi, dopo le dichiarazioni di Venezia che incitavano alla “secessione” stia mettendo in atto azioni eversive e dall’altro lato, Silvio Berlusconi, in questo momento si trova senza protezione giudiziaria e col “culo scoperto” sui mercati. I trecentomila armati dichiarati da Bossi non sono stati inquisiti.

Intanto c’è la difficoltà di comunicare la gravità della situazione economica: se le cose continuano così non ci sarà più pensione né ci saranno posti di lavoro. Gli statali potranno essere licenziati in massa e i commercianti dovranno chiudere in massa. Gli artigiani non lavoreranno più e il Veneto sarà ridotto ad un cimitero di capannoni abbandonati.
Silvio Berlusconi e la Lega sono andati farneticando per anni dicendo che la crisi era un dato psicologico. Che la crisi era superata. Che se ne sarebbe usciti meglio di altri. Che gli allarmi erano dei soliti comunisti. Ecc. E questo perché né Silvio Berlusconi, né la Lega e i leghisti hanno idea di come funziona la società in cui viviamo. Non conoscono le relazioni economiche né il significato delle loro azioni o non azioni in campo politico, sociale o economico. Conoscono solo l’ideologia del rubare. Per questo hanno portato l’Italia al baratro. Si sono mangiati miliardi con l’operazione Alitalia. Si sono mangiati miliardi modificando le norme Prodi che consentivano un’azione più efficace contro l’evasione fiscale. Hanno regalato miliardi ai miliardari e altri miliardi li hanno usati per finanziare le relazioni mafiose. Hanno collaborato attivamente per permettere alla mafia di radicarsi nel nord Italia e hanno nascosto il tutto con leggi illegali che le Corti Costituzionali hanno dovuto abrogare (dal Lodo Alfano al decreto sulla sicurezza).

Silvio Berlusconi si trova a dover affrontare tutti i suoi processi senza essere il Primo ministro (ma a lui gli piaceva il ruolo di dio e si faceva chiamare “premier”). Le sue aziende stanno fallendo e la Lega, dopo aver truffato i suoi militanti con un federalismo che aggravava le condizioni di vita, sta incitando alla secessione per occultare il proprio fallimento. Lo stesso Unicredit, sul quale la Lega voleva mettere le mani, è costretto ad una ricapitalizzazione per i fallimenti nelle scelte degli investimenti.
Qual è il senso del videomessaggio di Silvio Berlusconi?
Appare più un velato messaggio verso un colpo di Stato che non un’assunzione di impegno e di responsabilità che in 17 anni ha dimostrato di non avere. Non è proprio capace di fare il politico. Le sue scelte sono riconducibili a quelle del capo-mafia o del “paron”. Sono quelle del dio onnipotente che non tollera nessun limite e nessun vincolo.
Nel linguaggio che usa le parole come “senso di responsabilità” equivale a dire “mi avete preso con le mani nella marmellata”; “generosità nei confronti dell’Italia” equivale a dire “vi ho messo le mani nelle tasche fino ad oggi e ora devo cambiare tattica”; “un passo indietro” significa “arrangiatevi a sistemare il disastro che ho fatto che poi torno a rubare”; “offrire il fianco alla speculazione economica” significa “non sono più in grado di pagare il valore delle azioni”; “la consapevolezza di aver svolto un ottimo lavoro” equivale a dire “sono consapevole di aver derubato l’Italia per bene”.
Riporto le riflessioni da internet:

Berlusconi lascia, ma allo stesso tempo raddoppia. Il videomessaggio realizzato ieri e diffuso in modo che tutta la nazione potesse ascoltare, ha un contenuto chiaro. Berlusconi si è dimesso non perchè sente di essere stato sconfitto, ma per senso di responsabilità e di generosità nei confronti dell’Italia.
Un passo indietro per aiutare il Paese a venire fuori dalla crisi e per non offrire ancora il fianco alla speculazione economica. Con la consapevolezza però di aver svolto un ottimo lavoro, di aver fatto tutto il possibile per tirare fuori l’Italia dalle sabbie mobili, e con la voglia di riprovarci ancora. Berlusconi insomma non ha nessuna intenzione di dire addio alla politica, e ha già annunciato che da oggi il suo impegno e la sua volontà saranno ancora maggiori.

Nello stesso tempo Berlusconi ha scatenato la Lega. Maroni era ministro degli Interni (veramente lo è ancora) e ha tentato fino all’ultimo, usando la tecnica Cossiga e Scelba, di incitare alla guerra civile. Si è invento i Black Bloc e gli anarchici insurrezzionalisti. La Lega ha truffato i cittadini del nord distruggendo il lavoro in quanto era convinta che bastasse rubare o derubare i più deboli per garantirsi il profitto e ha finito per distruggere i tessuti sociali portando i provvedimenti dei sindaci al medioevo. Ha consegnato i bambini del Veneto alla chiesa cattolica affinché li stuprasse e ha attentato, anche usando la Polizia di Stato, alle relazioni Istituzionali dell’Italia. Non è solo Silvio Berlusconi che ha dimostrato di essere un incapace, ma la Lega ha dimostrato di essere un’accozzaglia di idioti che sanno solo derubare i cittadini.
Non resta che la violenza. La secessione, messa da parte mentre i leghisti rubavano a Roma e aiutavano Silvio Berlusconi nei suoi bunga-bunga, ora viene tirata fuori come minaccia e ricatto all’intero paese.
Quel paese che i leghisti hanno distrutto.


Riporto da internet:

La Lega al contrattacco: Bossi riapre il Parlamento della Padania
Così vanno le cose in casa leghista. Con Umberto Bossi e i vertici del Carroccio che si trovano a gestire un'ondata di rabbia. Dopo il colloquio telefonico tra Bossi e Monti ("niente fiducia, valuteremo caso per caso") e l'annuncio che nessuno leghista incontrerà il premier incaricato per le consultazioni, dalla segreteria politica del Carroccio arriva la decisione di riaprire il cosiddetto Parlamento della Padania che tornerà a riunirsi il prossimo 4 dicembre. La promessa leghista è quella di fare "un'opposizione seria e responsabile". Una posizione che dovrà fare i conti con la spinta intransigente che viene da una base elettorale già provata dagli ultimi mesi del governo berlusconiano.

Tante le paure che agitano la base leghista. Tra chi teme i licenziamenti facili, chi già prevede un attacco alle pensioni, il ritorno dell'Ici e la temuta patrimoniale, non manca chi confessa che, già da domani, andrà "a prelevare i risparmi: sono solo 6mila euro ma non voglio che prendano neanche un centesimo dei miei soldi".

La situazione è grave.
Stiamo perdendo la nostra società. L’assistenza sanitaria e la scuola, i trasporti e le stesse fogne delle città: i leghisti si sono mangiati TUTTO.
Hanno sperperato miliardi per il “ponte sullo stretto di Messina” e miliardi sono stati spesi per inutili e dannose centrali nuclerai.
L’Italia, e i Veneti in particolare, hanno perso la dignità di persone, di cittadini, e sono diventati un branco di pecore che dicono “si buana” davanti ad un crocifisso.
In tutto questo non è detto che Silvio Berlusconi e la Lega stiano progettando una sorta di colpo di Stato: Silvio Berlusconi non era forse un massone della P2 legata alla maggior mafia italiana come il Vaticano?

Fra una guerra civile e un ricorso alle urne a breve, la situazione sociale in Italia è molto grave.
Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

15 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 13 novembre 2011

Continuano i suicidi in Veneto: oggi è stato sostituito Silvio Berlusconi, a quando Luca Zaia?



Continuano i suicidi in Veneto dovuti all’arroganza e al menefreghismo di Zaia che ha continuato il menefreghismo di Galan.
La chiesa cattolica ha seminato orrore e morte e ora i suicidi non fanno altro che certificare la condizione atroce che stanno vivendo i veneti. Le fabbriche chiudono, grazie a Zaia, i bambini vivono una condizione che li porta a studiare l’odio del catechismo cattolico anziché diventare consapevoli dei loro diritti Costituzionali e, alle persone del Veneto, non resta che suicidarsi. Il suicidio sembra l’ultima ricerca di felicità nel Veneto dopo che l’educazione cristiana ha innestato la disperazione sulle persone.
Si uccide il professore di Mogliano; si uccide il 33enne di Cessalto. Si uccide la sessantaduenne di Treviso e tenta di uccidersi un 36enne di Silea.
Riporto le informazioni di stampa.
La disperazione si taglia col coltello nella struttura emotiva dei Veneti e poi ci sono gli idioti, i serenissimi secessionisti, che insultano i Veneti sventolando la bandiera di una secessione che ha il solo scopo di far fessi i Veneti: oggi è caduto Berlusconi, ma quando cadrà con Zaia la mentalità da schiavisti del Veneto? Quando i Veneti decideranno di diventare cittadini anziché sudditi?


11/11/2011
Cessalto, 33enne si toglie la vita in mattinata
PROFESSORE DI LETTERE SUICIDA, INSEGNAVA AL LICEO "MAJORANA" DI MIRANO
Trovato senza vita ieri il corpo del 36enne Leonardo Pasqualetto

MOGLIANO - C'è forse una forte delusione sentimentale alla base del suicidio di un insegnante di lettere di 36 anni, Leonardo Pasqualetto, moglianese. L'uomo, separato e docente presso il liceo Majorana di Mirano, è stato ritrovato senza vita nel pomeriggio di giovedì dalla compagna, all'interno della sua abitazione di via Ghetti. Il professore, molto conosciuto in città, avrebbe lasciato alcuni biglietti con cui ha spiegato le motivazioni del suo tragico gesto che ha sconvolto famigliari e studenti che ne apprezzavano il lavoro. Sul posto intervenuti i carabinieri della stazione di Mogliano ed i medici del Suem118 che non hanno potuto far altro che constatare la morte dell'insegnante. Stamani un altra tragedia questa volta a Cessalto con il suicidio di un 33enne. Il giovane è stato trovato senza vita dalla madre che ha dato l'allarme. Inutili i soccorsi dei medici.

Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/27976/professore-di-lettere-suicida-insegnava-al-liceo-majorana-di-mirano



10/11/2011
Tragedia in via Castello d'Amore verso le 6.45
SI GETTA DAL QUARTO PIANO, DONNA SUICIDA
Morta una 62enne, inutili i soccorsi del Suem118

TREVISO - Una donna 62enne, F.R., si è tolta la vita stamani gettandosi dal quarto piano di una palazzina di via Castello d'Amore a Treviso. L'episodio si è verificato poco dopo le 6.45. Sul posto Suem118 e polizia. Sembra che la donna, madre di un figlio, non riuscisse ad accettare la morte del compagno, deceduto due mesi fa. A dare l'allarme alcuni passanti che utilizzano il parcheggio del Foro Boario.

Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/27942/si-getta-dal-quarto-piano-donna-suicida



08/11/2011
Dramma sfiorato a Silea, militari lo fermano in tempo
TENTA SUICIDIO, SALVATO DAI CARABINIERI
Un 36enne ingerisce tranquillanti e poi tenta di gettarsi dal terrazzo

SILEA - Aveva lasciato due pagine per spiegare i motivi del suicidio, il suo male di vivere, i problemi con i genitori. Poi un 36enne di Silea ha ingerito un ingente quantitativo di tranquillanti. A salvarlo è stata la convivente che ha subito avvertito i medici del Suem che sono stati malmenati dall'uomo ed i carabinieri, picchiati a loro volta dalla furia dell'aspirante suicida. L'episodio risale alla giornata di domenica. Il 36enne, fuori di sé, ha cercato inutilmente di gettarsi dalla finestra del terrazzino al primo piano: a fermarlo è stata la prontezza di un militare.

Tratto da:
http://www.venetouno.it/notizia/27918/tenta-suicidio-salvato-dai-carabinieri

Noi che vediamo da anni la disperazione dei veneti, non ci resta che attendere, seduti sulle rive del fiume della vita, il passaggio dei cadaveri con cui l’educazione cristiana al crocifisso ha disseminato la Regione Veneto.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

14 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

mercoledì 2 novembre 2011

L. M. prete cattolico di Lendinara rinviato a giudizio per violenza sessuale su una bambina.




E’ stato “scoperto per caso”, come se non sapessero che le onlus cattoliche sono dei centri di detenzione e di ricatto sistematico delle persone incarcerate in esse. In data 02 novembre 2011, il programma televisivo Le Iene ha trasmesso altri episodi di preti molestatori di ragazzi costretti in prigioni che vengono chiamate “comunità”.
E’ il terrore cattolico. Tanto, questi soggetti, costretti a subire il terrorismo, non votano e, pertanto, i preti cattolici o le suore si sentono in diritto di applicare il principio di Gesù secondo cui: o fai quello che voglio io o io ti ammazzo.
Accade in Veneto, come accade in tutta Italia. E’ il terrorismo dei preti cattolici. Il terrorismo delle parrocchie. Un terrorismo che viene alimentato dalla stampa e dalla televisione che si precipita, per ogni episodio di cronaca, a intervistare il parroco come se fosse un’autorità e invece è il partecipe ad una banda di criminali retta dalle norme della monarchia assoluta e del dominio assoluto sulle persone.
Riporto il fatto di cronaca:


IN POLESINE
Sacerdote a giudizio per molestie
su una ragazza nella casa famiglia
L'episodio è successo a Lendinara nel 2009 nella struttura di cui il prete era il responsabile. Durante le confessioni, faceva domande sulle fantasie erotiche

ROVIGO - Con l'accusa di aver palpeggiato una ragazza minorenne, ospite di una casa famiglia a Lendinara (Rovigo), un sacerdote di 52 anni, don L. M., è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Rovigo. Lo ha deciso il gip Carlo Negri, su richiesta del pm Sabrina Duò. Il religioso dovrà rispondere di violenza sessuale e molestie. Ex parroco a Villamarzana e, prima ancora a Saguedo, il sacerdote negli ultimi anni era stato il responsabile per l'associazione La Tenda onlus di una casa famiglia di Lendinara. Una struttura in cui vengono accolte donne vittime di tratta e altre forme di sfruttamento. Don M. è noto per l'impegno a favore di ex prostitute o minori in difficoltà, che hanno avuto vite segnate dal disagio e da problemi di tossicodipendenza.

La vicenda risalirebbe al marzo e al maggio 2009. Secondo l'accusa il prete, in occasione di un incontro organizzato durante il Sinodo, cui partecipavano numerose famiglie, avrebbe palpeggiato una ragazza, all'epoca dei fatti minorenne, che si era recata all'incontro in compagnia dei familiari. L'episodio sarebbe emerso, quasi per caso, all'interno di un'altra indagine della squadra mobile di Rovigo su una tentata estorsione. Secondo la minorenne, anche durante la confessione il sacerdote l'avrebbe molestata rivolgendole domande sulle sue fantasie sessuali. Ad accusare don M. vi sarebbero altre due ospiti della casa famiglia, una donna italiana e una romena. (Ansa)
02 novembre 2011

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/rovigo/notizie/cronaca/2011/2-novembre-2011/sacerdote-giudizio-molestie-una-ragazza-casa-famiglia-1902030175850.shtml

E’ il terrorismo i Veneto in cui le persone non sono soggetti di diritto, ma puri oggetti d’uso nelle mani dei cattolici per la gloria del loro dio padrone. Come per l’Istituto Provolo in cui la magistratura ha tollerato le violenze ai ragazzi per i propri profitti. Sapeva che era retto dai cattolici; sapeva quali solo i valori morali cattolici, eppure non è intervenuta perché aveva degli interessi di contiguità. Ora, “per caso”, veniamo a sapere che la magistratura inquisisce questo prete cattolico. E quanti altri commettono delitti solo perché la Polizia di Stato è più presa a manganellare cittadini che chiedono giustizia anziché fare il proprio dovere e proteggere i cittadini dai preti cattolici?
Provate a pensare quanto disagio sociale quanta istigazione al suicidio ha messo in atto questo prete cattolico.


Il caso in onda dal programma de “Le Iene” è un esempio di tutti gli atti di terrorismo in atto dentro i lager delle comunità e messi a tacitare da preti cattolici che vengono favoriti da Carabinieri e Polizia di Stato. Riporto la cronaca ricordando come la pedofilia e la pederastia sono le caratteristiche dei valori morali cristiani imposti da Gesù che fu arrestato col bambino nudo:

Molestie sessuali a un ragazzo: prete filmato dalle Iene
02 novembre 2011
TREVIGLIO — Nuovo filmato delle Iene che vede coinvolto un prete in episodi di molestie sessuali. La trasmissione di Italia 1, nella puntata di mercoledì scorso, ha messo in onda le immagini del vice-parroco di un paese della Bassa Bergamasca accusato di pedofilia da due ragazzi di 17 e 18 anni.
Le presunte vittime si sono rivolte alle Iene denunciando il prete per molestie ai loro danni. Uno dei due ha incontrato il sacerdote nella sacrestia della parrocchia, filmando tutto ciò che è avvenuto con una telecamera nascosta.
Le immagini sono state in gran parte censurate perché ritenute troppo esplicite. Un inviato del programma è andato a parlare col sacerdote, ma l’uomo ha negato le proprie responsabilità anche davanti al video trasmesso in puntata.
L’episodio, sul quale sono ancora in corso indagini da parte degli inquirenti, ricorda un altro avvenuto lo scorso anno sempre nella Bassa Bergamasca. In quel caso un sacerdote di 51 anni, responsabile di molestie ai danni di giovani parrocchiani, era stato sospeso dal vescovo e mandato in una comunità per intraprendere un percorso di cure, anche spirituali. La vicenda si era conclusa nel novembre scorso col suicidio del prete sotto un treno.

Tratto da:
http://www.bergamosera.com/cms/?p=78432

Provate a pensare quante persone si suicideranno o vivranno una vita di disagio sociale perché i preti cattolici hanno imitato quel criminale in croce che impongono ai bambini con la violenza per alimentare i loro interessi.
Pensate che sta avvenendo anche ora, al di là di quando la Polizia o i carabinieri lo scopriranno, vicino a casa vostra. Pensate che ad essere violentato sia vostro figlio. Non pensate come quel cattolico che mi telefonò in radio dicendomi: “Che cosa ti importa se i preti violentano i bambini, sono bambini cristiani!”. I bambini sono il futuro di questa società e quando i preti cattolici istigano o mettono in atto la loro violenza, violentano l’intera società civile: OGNUNO DI NOI E IL NOSTRO FUTURO.
Arrestare Ratzinger sarebbe un dovere della Polizia di Stato e, invece, ciò non avviene.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

02 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it