La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

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Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 16 novembre 2011

Corrado Clini e il servizio di igiene e medicina del lavoro di Porto Marghera negli anni '70 e '80.




Fra il 1975 e il 1980 medicina del lavoro di Marghera lanciava allarmi sulle condizioni di salute dei lavoratori di Porto Marghera.
Gli allarmi venivano sistematicamente disattesi dalle Istituzioni che favorivano condizioni di lavoro atroci nelle industrie del Polo Industriale di Marghera.
I feroci aguzzini che oggi ricordiamo, Tagliercio e Gori, li ricordiamo solo perché qualcuno ha pensato di farsi propaganda provvedendo, a modo suo, a ripristinare una legalità democratica che la magistratura, in accordo con la Montedison e le Associazioni degli Industriali, negava.
Qualche anno dopo, sulle disastrose condizioni di salute degli operai del petrolchimico, il torturatore Felice Casson, PM (o sostituto) a Venezia istruirà dei processi. Certo, quando i reati contestati (e nessuno di terrorismo come se i morti sul lavoro non fossero stati attentati all’articolo 1 della Costituzione), erano caduti quasi tutti in prescrizione.
Medicina del lavoro di Marghera era un punto di riferimento importante per garantire la salute sui posti di lavoro. Ad un certo punto ci furono veri e propri scontri con Medicina del Lavoro di Padova alla quale ricorrevano gli Industriali per garantirsi analisi più favorevoli.

Scrive Casson nel suo libro “La fabbrica dei veleni” a proposito di Porto Marghera:

“La relazione del dott. Viola presso l’Istituto Superiore di Sanità e lo scandalo Goodrich colgono di sorpresa persino l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), una struttura che fa capo all’Organizzazione Mondiale della sanità. Nel gennaio del 1974 era ancora all’oscuro dell’esito delle nuove ricerche di Maltoni e l’ “emergenza CVM” la prende davvero in contropiede, sebbene abbia iniziato ad occuparsi di sostanze chimiche cancerogene nel 1970. In effetti, la pianificazione del segreto attorno al CVM era talmente ben riuscita da aver ottimamente ammortizzato le polemiche e le paure generate dai primi studi di Viola del 1969 e del 1970. E le consolidate strategie aziendali (già “brillantemente” rodate nella pluridecennale vicenda asbesto-cancro, caratterizzata allo stesso modo da segreti, occultamenti e inganni) sono riuscite ancora una volta a far andare nel dimenticatoio pubblico collettivo quei primi precisi segnali di cancerogenicità del CVM. Ora, però, le morti di operai statunitensi per angiosarcoma suonano fragorosamente la sveglia per tutti. La IARC decide di andare rapidamente fino in fondo e gi nel giugno del 1974 i suoi ricercatori ottengono significativi risultati...” pag. 75-76

La Montedison ha ammazzato volontariamente gli operai:

“Sono passati soltanto pochi mesi da quando, nel luglio del 1973, la Montedison aveva dichiarato ai partner europei di essere “fortemente in disaccordo sul fatto di consegnare”, persino a organismi pubblici di controllo non certo estremisti o radicali come l’americano NIOSH, “qualsiasi risultato sul lavoro europeo” dell’équipe di Maltoni. E sono trascorsi alcuni anni da quando la Montedison – nel dicembre del 1871 – aveva manifestato, sempre ai partner europei, la propria paura (“molta paura”) per una “eventuale fuga di notizie”. Peraltro, deve passare ancora un po’ di tempo prima che a Marghera gli stessi sindacati e il consiglio di fabbrica vengano a conoscenza della vicenda Goodrich, ne comprendono la tragica portata e possano così informare correttamente i lavoratori.” pag. 77-78

Lascio perdere il resto delle buffonerie di Casson (vedi pag. 301) che suonano ingiurie e beffe per Marghera e i morti per il CVM e altro. Voglio solo sottolineare che è in questa situazione che il servizio di medicina del lavoro a Marghera assume un’importanza fondamentale.

Sta di fatto che la magistratura, in accordo con gli industriali e per preservare i progetti eversivi di Cefis, non intervenne mai e gli incidenti sul lavoro, proprio perché la magistratura di Venezia istigava alla guerra civile contro gli operai, non furono mai trattati con la stessa attenzione che oggi ha avuto la sentenza della Thyssen Krupp. Se la magistratura di Venezia avesse proceduto per giustizia, come oggi ha agito la magistratura di Torino per i morti sul lavoro della Thyssen Krupp, molto probabilmente Tagliercio e Gori sarebbero stati arrestati e nessun imbecille avrebbe pensato di farsi propaganda ammazzandoli.
Io non conosco Corrado Clini, ma quelli erano i tempi in cui, in Via Fratelli Bandiera, a Marghera, se qualcuno correva era bene mettersi a correre perché c’era, quasi sicuramente, una qualche fuga di gas.
Oggi, gli operai che ho conosciuto e che lavoravano a Porto Marghera, sono quasi tutti o morti o ammalati. Reni, polmoni, fegato e milza, con grandi problemi. La diossina non si trova solo a Marghera, ma anche in quartieri come quello di san Marco o di Campalto.
Da allora le fabbriche hanno, quasi tutte, chiuso. Le lavorazioni fermate. L’aria è più pulita, ma in zona industriale il terreno puzza ancora di morte.
Il centro di medicina del lavoro di Marghera fece un gran lavoro e mi fa piacere che Corrado Clini sia diventato ministro dell’ambiente. Visti gli impegni che ha assunto Corrado Clini dopo il 1989 ha sicuramente allargato gli orizzonti nella relazione fra uomo, ambiente, clima e salute. Però è un uomo che ha lavorato sul campo, a stretto contatto con i problemi delle persone e questa è sicuramente una novità nei ministri nei governi italiani.
Riporto da La Nuova Venezia:

VENEZIA. Corrado Clini, è il nuovo ministro dell’ambiente del governo Monti. Chirurgo veneziano, specializzato in medicina del lavoro, è stato dal 1975 al 1989 direttore del servizio pubblico di igiene e medicina del lavoro di Porto Marghera.
Clini è stato negoziatore climatico per l'Italia in campo internazionale (nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite4 sui cambiamenti climatici), ma è anche l'uomo che tiene insieme le aziende intorno all'idea di sviluppo sostenibile. Attualmente alla guida della direzione generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l'energia, Clini è 'senior research fellow' ad Harvard ed è autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche. E' coordinatore della Commissione tecnica del Cipe che ha elaborato il piano nazionale per la riduzione delle emnissioni dei gas ad effetto serra; è stato presidente del comitato nazionale di gestione per le attività del protocollo di Kyoto (2005-2009); focal point del protocollo di Montreal per la protezione della fascia di ozono; è stato membro del consiglio di amministrazione e vice commissario dell'Enea (2004-2007); membro del China Council for International Cooperation on Environment and Development; membro del board dell'Agenzia europea dell'ambiente. Tra il 2002 e il 2009 ha programmato e coordinato oltre 900 progetti, soprattutto sulla modellistica e sulla valutazione dei cambiamenti climatici, ricerca e sviluppo delle tecnologie a basso impatto ambientale. Di particolare rilievo, quelli nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Cina. Inoltre, ha avuto un ruolo fondamentale durante il G8 svoltosi in Italia nel 2009, nell'ambito del Forum sulle tecnologie a basso impatto di carbonio (Trieste e Bologna) e del vertice dei ministri dell'Ambiente a Siracusa. Ha ricoperto la carica di presidente della Global Bioenergy partnership (2005-2009), a cui aderiscono 20 Paesi. Infine, da agosto è presidente del Consorzio per l'area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste.
I primi impegni: "Sviluppo sostenibile". ''Farò di tutto perché la strategia dello sviluppo sostenibile diventi la strategia della crescita dell'Italia''. E questo ''nel segno della continuità con il lavoro fatto''. Lo ha detto il neo-ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. ''Per me non è un punto di arrivo ma un lavoro'', ha proseguito ancora emozionato dopo 21 anni da direttore generale. Primi obiettivi sistema energetico e vertice Onu sul clima a Durban a fine novembre. ''Dobbiamo continuare il lavoro. Non c'è una discontinuità. Le circostanze sono eccezionali e diverse. Il Governo nasce per affrontare una crisi molto grave e il mio impegno è quello dicercare di convincere che la strategia dello sviluppo sostenibile dell'Italia è uno strumento chiave per la crescita del nostro paese''. ''Nel momento in cui l'emergenza economica suggerisce lacrime e sangue farò di tutto perché la strategia dello sviluppo sostenibile diventi la strategia della crescita dell'Italia''.
Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2011/11/16/news/corrado-clini-un-veneziano-nuovo-ministro-dell-ambiente-1.1675941

Negli anni '80 a Marghera e nel Veneziano si sviluppò un grande movimento ambientalista che garantì molti voti al partito dei Verdi. Solo che il partito dei Verdi dirottò quei voti per favorire il cattolicesimo integralista alla Degan, Galan o Zaia (tanto per far riferimento a nomi attuali) e finì per ridursi ad un piccolo gruppo i cui "dirigenti" vivacchiano in una sopravvivenza personale mediante accordi con altri partiti.

I cittadini non si aspettano dei cambiamenti repentini dall'attività di Corrado Clini come ministro, ma un’attenzione alle tematiche ambientali ogni volta che un qualche provvedimento del governo lo richiederà.
Un'attenzione che deve venire prima che l'ambiente venga compromesso o che l'emergenza richieda emergenze traumatiche.

Solo questo si chiede e, visti i comportamenti dei governi negli ultimi 20 anni, sarebbe una grande rivoluzione.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

17 novembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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