La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 20 gennaio 2012

Sconfitto Zaia dai supermercati allo stesso modo con cui la Repubblica di Venezia sconfisse l'assolutismo della chiesa cattolica.



Un plauso al Tar che per ora, obbedendo alle leggi dello Stato, ha fermato la mafia dei piccoli negozi che hanno massacrato, letteralmente, l’economia della Regione Veneto e che ha visto Zaia schierarsi contro i cittadini al fine di impoverirli. Dopo le migliaia di disoccupati fatti dai provvedimenti e dai non provvedimenti della Regione Veneto che ha dissanguato i cittadini e strozzato le imprese che pagavano regolarmente le tasse, Zaia intendeva continuare ad aggredire le finanze dei cittadini in favore di individui che hanno fatto dei metodi mafiosi attività in Veneto.
Trovo vergognoso che la Regione Veneto agisca come una sorta di Stato nello Stato violando sia le leggi dello Stato che la Costituzione della Repubblica Italiana.
Metodi illegali e identificabili con la mafia, come quelli auspicati dal vicepresidente, del partito di Zaia, Roberto Marcato vicepresidente alla provincia di Padova:




PADOVA. «In Veneto evadiamo poco le tasse, e invito ad evadere di più». L'incitazione a non pagare i tributi al fisco non viene dall'uomo della strada, esasperato dal rigore del Governo del Professori, ma da un autorevole esponente della Lega Nord, il vicepresidente della Provincia, Roberto Marcato. L'esternazione non scappa al bar ma in diretta tv, nel corso della trasmissione “Prima serata” su Telenuovo, dove Marcato era stato invitato nel suo ruolo istituzionale. Ad ascoltarlo allibito ci sono Piero Ruzzante (Pd), Attilio Motta (Sel), Lino Ravazzolo (Fli) e Franco Nibali (Idv). Da questa affermazione di Marcato che suona come una sfida al principio di lealtà contributiva sancito dalla Costituzione, si dissocia anche il vicesindaco di Verona, Vito Giacino (Pdl).
20 gennaio 2012
Tratto da:
http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2012/01/20/news/la-sfida-di-marcato-invito-i-veneti-ad-evadere-le-tasse-1.3087491

Ricordo che i supermercati emettono sempre gli scontrini e i loro bilanci sono controllabili a differenza dei piccoli negozi che, da un lato truffano i clienti con la scusa della conoscenza personale e dall’altro lato spesso rifilano merce scadente tant’è che risulta più conveniente andare ad acquistare merce nei negozi cinesi che nei piccoli negozi italiani.
Diventa un imperativo urgente disarticolare le organizzazioni che hanno saccheggiato il Veneto riportandole, eventualmente, nella legalità. Come la confcommercio, la confindustria, la confartigianato, le associazioni artigiani, le associazioni dei tassisti, e quant’altri hanno beneficiato di quell’evasione fiscale massiccia che in termini politici si è tradotta in elezione di rappresentanti politici che non avevano interesse nel benessere del paese, ma solo nell’assicurarsi un ingiusto profitto.
Davanti ad un Zaia che nella sua ferocia ha incitato i comuni ad aggredire, mediante provvedimenti amministrativi, la grande distribuzione, non resta che la legalità della legge. Peccato che la legalità della legge non intervenga anche su altri provvedimenti amministrativi locali che violano la Costituzione e aggrediscono le persone più deboli (come fecero Gentilini o Tosi col panino del bambino). Ricordo che con Zaia si è schierato l’odio contro i cittadini di una chiesa cattolica che ha beneficiato di milioni di euro erogati dalla Regione Veneto e sottratti ai cittadini.
La decisione del Tar va salutata con soddisfazione.
Riporto:

Il Tar accoglie tutti i ricorsi:shopping libero la domenica
Vittoria del Pam a Padova, Vicenza, Venezia, Treviso e Verona. Altre istanze depositate da Coin, Auchan, La Rinascente e Sma. Vertice Regione Federdistribuzione

VENEZIA—E’ andata esattamente come sperava la grande distribuzione. Il ricorso presentato dalla Bennet spa con l’avvocato Alfredo Bianchini contro le ordinanze del Comune di Isola Rizza (Verona) e contro la Regione in merito al contingentamento delle aperture domenicali imposto dalla legge veneta (16 più le 4 natalizie), accolto dal Tar con decreto cautelare che ha sospeso tali provvedimenti, si è rivelato il cavallo di Troia per ottenere la liberalizzazione prevista dal decreto «Salva Italia». Il Tribunale amministrativo ha infatti ammesso tutti gli altri ricorsi presentati finora, cioè quelli di Pam Panorama spa contro la Regione e i Comuni di Treviso, Padova, Vicenza, Verona, Spinea e Camposampiero. Il che significa che almeno fino al 22 febbraio, data della camera di consiglio per la trattazione dell’incidente cautelare in cui anche Palazzo Balbi potrà dire la sua, nelle città citate le vetrine potranno illuminarsi ogni domenica.
Un portone aperto che ha convinto altri gruppi a farsi avanti: Auchan e Gallerie commerciali spa, Coin, Oviesse e Upim hanno depositato al Tar ricorsi congiunti contro la Regione e i Comuni di Vicenza, Venezia (in questo caso ci sono anche Pam e Sma) e Padova (firma pure La Rinascente). «Una volta ottenuta la sospensiva a Isola Rizza, è molto facile ricorrere—osserva Savino Russo, delegato di Federdistribuzione — basta fare leva sul principio di concorrenza. E del resto, soprattutto in un momento di crisi, ogni realtà commerciale ha esigenze e clientela diverse, perciò diventa difficile pensare di tenere in gabbia la situazione». Il tutto proprio nel giorno del vertice a Palazzo Balbi tra l’assessore all’Economia, Isi Coppola, e la stessa Federdistribuzione, rappresentata da Russo e dal consulente legale Pierluigi Albanese. Troppo distanti le posizioni per poter tornare all’accordo delle 20 domeniche, sottoscritto anche dalla grande distribuzione prima del decreto Monti.
«Mi aspettavo i ricorsi—confessa l’assessore— non pensavo però che il Tar emettesse decreti cautelari prima di sentire la controparte. Fino al 22 gennaio dovremo stare a guardare il caos creato dal governo, che consentirà ai centri commerciali di schiacciare i piccoli negozi. Vige la legge del più forte. Capisco che gli ipermercati vogliano programmare in maniera autonoma le 52 domeniche rese libere dal Salva Italia, ma ricordo loro la nuova legge sul commercio in via di stesura, voluta per disegnare il Veneto dei prossimi 5-10 anni, il Veneto della ripresa. Vogliono esserne attori o no?». Chiara la frecciata: attenzione, il cappello della Regione c’è per tutti ma non secondo i comodi di ognuno. Del resto è evidente la delusione della Coppola, anche perchè il Tar ha vanificato la circolare inviata il 18 gennaio a tutti i Comuni per invitarli a rispettare la norma regionale, specificando: «Non può configurarsi alcuna forma di risarcimento danni a carico delle amministrazioni che adottino provvedimenti in attuazione della stessa». «Questa partita è figlia della crisi—aggiunge la responsabile dell’Economia— lo so, è un periodo difficilissimo, per le imprese si profila un orizzonte di estrema incertezza. Però avevo anche spiegato che le 20 domeniche rappresentano una sperimentazione di un anno, al termine del quale avrei potuto portarle a 24 e con una delibera di giunta, senza passare in consiglio. Ma la risposta di Federdistribuzione è che davanti alle sanzioni dei Comuni doveva difendersi».
«Non siamo in guerra con la Regione—precisa Albanese—e non intendiamo alimentare contrasti. Vogliamo solo chiarezza, chiediamo di sapere quale legge valga, per organizzarci, stabilire i calendari delle aperture, decidere su personale, logistica, acquisti, budget. Nessuna acrimonia, ci dicano quali regole prevalgono e noi le rispetteremo ». Per il commercio tradizionale è guerra aperta. Confesercenti, con il direttore regionale Maurizio Franceschi, annuncia: «Affiancheremo con i nostri legali l’avvocatura regionale all’udienza davanti al Tar del 22 febbraio. Siamo sicuri di vincere, il conflitto di competenze tra governo e Regione vedrà prevalere quest’ultima. I ricorsi della grande distribuzione sono immotivati». «Continueremo a seguire la legge veneta — gli fa eco Massimo Zanon, presidente di Confcommercio — è legittimo da parte di ogni imprenditore fare di tutto per difendere la propria attività,ma non calpestando quelle altrui. Non ce l’abbiamo con Federdistribuzione,ma come lei tutela i suoi interessi noi dobbiamo proteggere i nostri associati». E mentre monta la rabbia delle commesse (oggi Cgil, Cisl e Uil si riuniscono a Mestre per decidere scioperi unitari), il Pdl alza la voce. «I signori della grande distribuzione dimostrano poca serietà — attaccano Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, capogruppo e vice in Regione—siamo preoccupati e indignati».
Michela Nicolussi Moro



20 gennaio 2012
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2012/20-gennaio-2012/tar-accoglie-tutti-ricorsi-shopping-libero-domenica-1902942155726.shtml

Se non si disarticola l’attività mafiosa, anche se mascherata da attività legale, sul territorio in cui chi ha una concessione o una qualche forma di controllo sociale può aggredire i cittadini, offenderli, derubarli derubando nel contempo lo Stato e impoverendo i servizi, non sarà possibile costruire una qualche forma di futuro sociale.
L’attività capillare, fatta con puntualità e legalità, dell’Agenzia delle Entrate, consente a questo paese di rimodulare fra il 2015 e il 2016 la propria struttura economica dopo che dai provvedimenti criminali di Alitalia e la distruzione dei controlli antievasioni del governo Prodi messi in atto dal governo Berlusconi nel 2008, vive una situazione di asfissia economica dovuta anche all’attività di delocalizzazione selvaggia in funzione antipopolare. In questo periodo assisteremo alla discesa in campo di associazioni mafiose, associazioni di privilegiati vari che avendo usufruito di licenze e privilegi, si sentono toccati nei loro interessi. Questa gente, che ha cacciato dal circuito del lavoro le unità produttive del paese, ora si vedono toccate nei loro affari. Non essere solidali con loro è un dovere sociale. Restituire loro il disprezzo che hanno mantenuto contro le classi operaie licenziate è un dovere di ogni cittadini che abbia a cuore questo paese e la sua democrazia.




Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

20 gennaio 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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