La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 17 settembre 2012

Cacciatori cacciati in Veneto: è iniziata la caccia


E’ iniziata in Veneto la caccia ai cacciatori.
Può far pena che un uomo di 48 anni muoia in un bosco. Ma ricordiamo che la voglia di ammazzare per il gusto di ammazzare è sintomo rilevatore di malattie, di deficit dell’attenzione, di brama e delirio di onnipotenza. Sintomo di una superiorità psichica che porta a sottovalutare i pericoli e a creare danno e difficoltà alla società in cui viviamo.
Incidente di caccia o omicidio travestito da incidente di caccia?
Mentre gli inquirenti dovranno far chiarezza sulle cause: un cacciatore è stato cacciato!


Voltago, cacciatore scomparso ucciso da un proiettile
È stato trovato senza vita F.P., il cacciatore 48enne che domenica non aveva fatto ritorno a casa dopo una battuta di caccia. L’uomo è stato ritrovato steso schiena a terra nel bosco, con il fucile al suo fianco.

Voltago Agordino - È stato trovato poco prima delle 9 il corpo senza vita di F.P., 48 anni, residente a Voltago Agordino (BL), un cacciatore per il cui mancato rientro domenica sera erano partite le ricerche. L'uomo era uscito di casa attorno alle 5 diretto a caccia in località Poi. La figlia lo ha atteso a lungo e, arrivata la sera, preoccupata ha lanciato l'allarme verso le 21.
Le squadre del Soccorso alpino di Agordo, con Alleghe e Belluno, unità cinofile e Centro mobile di coordinamento, hanno iniziato a perlustrare i boschi della zona senza rinvenirne traccia fino alle 2.30. Alle prime luci hanno ripreso a setacciare i pendii, finchè l'uomo è stato ritrovato steso schiena a terra tra gli alberi, il fucile accanto. Sul posto è stato accompagnato il medico per la constatazione del decesso, sulle cui cause è in corso una valutazione dell'autorità giudiziaria. Si ipotizza un incidente di caccia.
Presenti alle ricerche una sessantina di persone. Oltre ai soccorritori, vigili del fuoco, finanzieri e Polizia provinciale.

Tratto da:



Quest’altro cacciatore ha pensato bene di sparare nell’occhio a suo figlio. Forse non lo voleva fare, ma ha sparato! Ha tirato il grilletto colpendo l’occhio del figlio. Il questore gli ha ritirato il porto d’armi: ma non era meglio se non glielo dava prima, il porto d’armi?
Intanto, un cacciatore è stato cacciato dal questore Damiano: e 2.
Ci auguriamo che altri cacciatori vengano cacciati prima che si divertino a sparare contro le persone.
Riporto la notizia:

SPARA NELL’OCCHIO AL FIGLIO, REVOCATO IL PORTO D’ARMI
La Questura avvierà controlli più approfonditi sui detentori: dieci revoche e dieci mancati rinnovi dall’inizio dell’anno


TREVISO/CODOGNÈ – La Questura di Treviso ha revocato la licenza al cacciatore 53enne di Codognè che ieri mattina ha sparato centrando il figlio in un occhio con un pallino. Il ragazzo si trova tutt’ora ricoverato al Ca’ Foncello di Treviso e rischia ancora di perdere l’occhio.
All’uomo il questore Carmine Damiano ha deciso di ritirare il porto d’armi. Proprio alla luce di quanto accaduto lo stesso questore ha disposto di intensificare i controlli sui detentori di armi.
Il rilascio del porto d’armi ed il rinnovo di quest’ultimo saranno soggetti a controlli ancora più rigorosi.
Sono circa 2mila i trevigiani detentori di porto d’armi, un terzo di questi circa possiede un arma per utilizzarla al tiro a volo, oppure al poligono di tiro, il resto sono cacciatori.
Nel corso dell’anno sono già stati revocati dieci porto d’armi e per altrettanti non c’è stato il rinnovo.
La Questura avvierà verifiche soprattutto su persone anziane che potrebbero non presentare più i requisiti fisici richiesti. M. Cer.

Tratto da:


Intanto il TAR ha deciso che la legge nazionale è una legge.
Zaia e la Giunta regionale del Veneto se ne erano dimenticati. Zaia e la giunta regionale del Veneto si erano dimenticati che le leggi vanno applicate.
C’è voluto il TAR per ricordare a dei deliranti da onnipotenza che con un posto in Regione pensano di avere il diritto di modificare leggi e Costituzione, a ricordare loro che le leggi vanno rispettate. Intanto, per il fatto che loro le leggi non le hanno rispettate, i cittadini sono stati derubati dei soldi per istruire un procedimento penale contro l’illegalità messa in atto dalla Regione Veneto.
Riporto la notizia:

Caccia agli uccelli migratori
Il Tar: «Le giornate restano tre»
17/09/2012

Venezia. Il Tribunale amministrativo regionale per il Veneto ha accolto il ricorso dell’associazione Vittime della caccia, rappresentata dall’avvocato Massimo Rizzato, e sospende la delibera della Regione Veneto sul calendario venatorio nelle parti in cui prevedeva due giornate aggiuntive di caccia, nei mesi di ottobre e novembre, agli uccelli migratori. Lo rende noto il parlamentare europeo Andrea Zanoni (IdV) rilevando come il ricorso sia stato valutato dalla sezione prima del Tar del Veneto composto dai giudici Bruno Amoroso (presidente), Silvia Coppari (referendario) e Roberto Vitanza (referendario, estensore).

Nell’ordinanza del Tar si legge - riferisce in una nota Zanoni - che «i rilievi al riguardo espressi dall’Ispra non sono stati adeguatamente ponderati, né la motivazione adottata dall’Ente regionale ha convenientemente giustificato le sue ragioni». Come conseguenza le giornate di caccia in Veneto restano tre, come previsto dalla legge italiana sulla caccia. «Si tratta di una sonora lezione per i cacciatori e la Giunta Zaia - rileva Zanoni - che ha cercato illecitamente di portare a cinque le giornate di caccia da appostamento».

«La disposizione contenuta nel nostro calendario venatorio oggetto della sospensiva decisa oggi dal Tar viene da sempre adottata, in quanto prevista dalla legge. Questa volta si è ritenuto che non fosse sufficientemente motivata nel discostarsi dal parere dell'Ispra. Presenterò al più presto in Giunta ulteriori precisazioni tecniche per superare con serenità e tranquillità i dubbi del Tribunale Amministrativo». Con queste parole l'assessore regionale alla caccia Daniele Stival commenta la decisione del Tar Veneto, che ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dall'associazione Vittime della caccia. «Ringrazio il Tar - aggiunge Stival - per l'attenta valutazione sempre fatta rispetto ai vari ricorsi via via presentati sul calendario venatorio. Nella sostanza le tesi della Regione sono pressoché sempre state accolte. Ora rimane solo questo punto da chiarire e noi rimaniamo convinti che la scelta sia stata fatta nel rispetto delle normative».

In proposito, Stival fa notare che «l'Ispra stesso afferma di rimanere nell'impossibilità di valutare oggettivamente le possibili conseguenze derivanti dalla concessione di ulteriori due giornate di caccia da appostamento in ottobre e novembre. Ciò vuol dire che è l'Ispra a dare atto che non risultano sussistenti riscontri tecnico-scientifici che attestino effetti negativi. Del resto - aggiunge Stival - le giornate integrative non sono previste all'interno delle aziende faunistico venatorie, cioè nel territorio regionale dove vengono realizzati la quasi totalità dei prelievi di capi appartenenti alle specie migratrici acquatiche, in passato segnalate dall'Ispra quali meritevoli di particolare attenzione in termini di quantificazione dei carnieri».

Tratto da:


Ci auguriamo che altri cacciatori vengano cacciati. Specialmente quei cacciatori che, fingendo di affiancare la Polizia Provinciale aiutano, di fatto, altri cacciatori a violare le norme e le regole che regolano l’attività venatoria sparando vicino le case o nei pressi di altre persone.
Inizieremo a contare quante persone sono state cacciate in questa stagione di caccia.



17 settembre 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784


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