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Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 4 ottobre 2012

Cassazione contro movimento per la vita cattolico: l'insindacabile diritto della donna di abortire

I diritti sociali e civili si acquisiscono SOLO con la nascita.
E’ la nostra Corte di Cassazione a sancire il principio. Una coppia che aveva deciso di portare a termine la gravidanza solo se il feto era sano, avendo avuto in tal senso delle rassicurazioni da parte dell’ospedale di Castelfranco, ha avuto un figlio con deformazioni che l’ospedale avrebbe dovuto individuare prima della nascita.
Questo ha aperto un contenzioso sul “diritto di non nascere”. Un diritto importante perché nascere può costituire sofferenza e se la sofferenza, che la madre partorisce, le viene imposta da terzi, viene violato un diritto fondamentale della Costituzione.
E’ diritto della madre decidere se portare a termine o meno una gravidanza. E’ decisione esclusiva della madre decidere se far nascere o meno il figlio. E’ diritto insindacabile della madre decidere se abortire o meno e le motivazioni per le quali desidera abortire, sono motivazioni sacre della madre e vanno rispettate.
Non nascere non è un danno, ma nascere con deformazioni fisiche che ne rendono difficoltosa la vita, quando si poteva evitare la nascita, è un danno che deve essere risarcito non solo alla madre, ma anche al figlio.
Ancora una volta la Corte di Cassazione ha ribadito i principi Costituzionali contro la violenza dei cristiani che vogliono sostituirli con i principi cristiani. Purtroppo non si tratta solo di esaltati delle parrocchie capitanati dal movimento per la vita che aggredisce le donne che vogliono abortire, ma spesso si tratta di magistrati e poliziotti che nelle loro decisioni e nei loro comportamenti, che alle norme Costituzionali sostituiscono i principi di morte e di odio del crocifisso.
Ora sarà necessario attendere la motivazione della sentenza per avere un quadro più chiaro di come la giurisprudenza, ed è il compito della Corte di Cassazione, dovrà trattare, da oggi in poi, le questioni analoghe.
Aver stabilito che il feto non ha diritti se non quelli che la madre ha nei suoi confronti, significa aver stabilito un principio di civiltà giuridica che aiuta la società civile ad uscire dall’orrore cristiano.
Quante altre donne che vorranno abortire subiranno indebite pressioni e atti di violenza psicologica dal movimento per la vita che agisce come un’organizzazione che semina il terrore godendo dell’impunità da parte dei magistrati? Il diritto alla sicurezza di queste donne, spesso, non viene rispettato.
Mentre i magistrati di Cassazione e della Corte Costituzionale continuano a lavorare per stabilire la corretta interpretazione delle norme giuridiche, i cittadini sono costretti a subire angherie, offese, denigrazioni, aggressioni di ogni tipo il cui fine è impedire loro di fruire dei loro diritti Costituzionali.
Riporto la notizia di cronaca dal Corriere del Veneto:

Non riconobbe la sindrome di Down,
medico deve risarcire genitori e bimba
Gli esami non hanno rilevato la patologia. Accolto il ricorso della famiglia. Per la prima volta la Cassazione riconosce il danno anche alla figlia 


VENEZIA - Risarcimento danni per i genitori, ma anche per il bambino in caso di mancata diagnosi precoce delle malformazioni fetali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione martedì, accogliendo tutti e cinque i motivi del ricorso presentati dall’avvocato Enrico Cornelio, legale della famiglia coinvolta nel procedimento per la nascita di una bimba Down, con cui ha impugnato le precedenti sentenze del Tribunale di Treviso e della Corte d’Appello di Venezia. Le motivazioni della Cassazione non sono ancora a disposizione, ma leggerle sarà necessario per chiarire la portata di questa sentenza, che si presenta di fatto come una sorta di rivoluzione giurisprudenziale. In pratica in caso di mancata diagnosi precoce sul nascituro i danni, in caso di malformazioni permanenti, verrebbero poi riconosciuti sia ai genitori che avevano chiesto di effettuare l’esame, sia al bambino.
«Si tratta di una sostanziale variazione della giurisprudenza esistente— spiega Cornelio—finora in caso di mancata diagnosi la Cassazione riconosceva solo il diritto al risarcimento ai genitori. Il problema risolto dalla Cassazione è che tutto il nostro sistema giuridico è impostato sul principio che solo con la nascita si diventa titolari di diritti e se così non fosse la legge 194 sarebbe una norma incostituzionale, consentendo alla madre di essere arbitra di un diritto del nascituro. Ne consegue che se non nascere o non essere fatto nascere non è un danno, mentre nascere malformato significa essere invalido, è evidente che tale invalidità costituisce un danno di cui risponde l’ultimo soggetto che ha concorso alla catena causale che l’ha provocato, cioè il medico o l’ospedale ». L’episodio in questione riguarda una coppia che, di fronte a una gravidanza inaspettata giunta dopo altre decise di portarla a termine solo nel caso in cui la bambina fosse stata sana e si rivolse dunque ad un medico dell’ospedale di Castelfranco per gli esami di rito.
Accertamenti che però non evidenziarono la sindrome di Down poi emersa alla nascita. «Ai genitori è stato proposto il Tritest — spiega l’avvocato Cornelio— che però ha un 40% di potenziali falsi negativi. Loro sono incappati proprio in uno di questi. Esistono invece sistemi di diagnosi precoce estremamente aggiornati: la biopsia dei villi coriali e l’amniocentesi». Alla nascita, a differenza del risultato del test, la figlia della coppia presentava la patologia temuta. Ed è stato dichiarato con perizia in primo grado, invalido al 75%. Lo stesso vale per i genitori, invalidi permanenti anche loro, per il danno psichico riportato dalla depressione conseguente. E per questo dovranno essere tutti e tre risarciti. La sentenza di due giorni fa, insomma, ribalterebbe totalmente i due precedenti gradi di giudizio e aprirebbe di fatto un casus nella giurisprudenza, che dovrà ora però essere necessariamente chiarito nel dettaglio, con la lettura delle motivazioni della Cassazione.
Alice D’Este
04 ottobre 2012 

Tratto da:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/4-ottobre-2012/mancati-controlli-figlia-nasce-down-cassazione-bambina-va-risarcita--2112098894990.shtml

E’ corretto che la Corte di Cassazione abbia deciso che l’ASL di Castelfranco Veneto debba risarcire anche la bambina. Dovrà passare tutta la sua vita con una sindrome che le renderà difficoltoso l’adempimento dei doveri di cui all’articolo 4 della Costituzione della Repubblica.
Ancora una volta l’odio per la vita con cui il movimento per la vita che agisce come “braccio esecutivo” di Ratzinger contro le donne che intendono abortire, è stato cassato come illegale dalla Corte di Cassazione.
Purtroppo, il passaggio delle norme fra l’interpretazione costituzionalmente legittima imposta dalla Corte di Cassazione e l’assunzione del principio da parte della magistratura periferica, comporta dei tempi piuttosto lunghi e questo lascia spazio ad altra violenza sulle donne e sul loro diritto alla vita.

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04 ottobre 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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