La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 3 ottobre 2012

La povertà sociale è il successo della chiesa cattolica nel Veneto

Il progetto della chiesa cattolica, in collaborazione con la Giunta Regionale del Veneto, sta sviluppando velocemente il progetto di creare miseria nella Regione Veneto.
La popolazione si sta impoverendo. Non solo per questioni economiche, ma soprattutto perché al variare della situazione nella quale avevano riposto le loro certezze, non sono stati forniti loro strumenti adeguati con cui far fronte al cambiamento dell’oggettività economica nella quale vivono. Le persone, trasformate dalla chiesa cattolica in pecore del loro gregge che attendono la provvidenza del suo dio padrone, non sanno mettere in atto azioni strategiche che permettano loro di modificare le loro scelte esistenziali al modificarsi della situazione sociale.
Questa incapacità è stata costruita nelle persone dall’educazione cattolica.

Un’educazione cattolica che sfocia da un lato nella criminalità comune e nell’altro lato nella disperazione esistenziale che spinge le persone al suicidio o ad imboccare vie distruttive.
Stiamo perdendo una società per la violenza con cui la chiesa cattolica aggredisce l’infanzia con l’aiuto di magistrati che, anziché proteggere i cittadini dalla violenza, costringono i cittadini a sottostare alla violenza della chiesa cattolica praticando, a loro volta, violenza nei confronti dei cittadini.
La chiesa cattolica spinge affinché i cittadini non siano consapevoli di essere la responsabile dell’aumento della miseria. La miseria è quella condizione che priva il cittadino dei mezzi di sussistenza dignitosi. Non è solo l’aumento della miseria del singolo cittadino, ma è l’aumento della miseria dell’intera società che, per questo, diventa più povera. Aumentare i barboni e i senza tetto, come ha fatto la giunta Zaia, significa portare al fallimento i commercianti. I commercianti, che hanno fatto guerra ai barboni e ai rom, hanno posto le basi per il loro stesso fallimento.
Quando la CGIA di Mestre dice che ci sono un milione di nuovi poveri, significa che ai commercianti sono stati sottratti un miliardo di euro di mancati introiti. Quando la CGIA di Mestre scrive che i disoccupati sono un milione e duecentomila in più, significa che ai commercianti sono stati sottratti oltre due miliardi di introiti.
Quando i commercianti invocavano le squadracce delle ronde leghiste, non hanno fatto altro che porre le basi per il loro fallimento e, con loro, la grande difficoltà sociale che hanno imposto al Veneto.

Riporto la notizia:

Un milione di nuovi poveri in Italia per colpa della crisi
I dati diffusi dalla Cgia di Mestre
30.09.2012 


La crisi ha provocato quasi un milione di poveri in più. I nuovi poveri, sostiene la Cgia di Mestre, sono 988mila, i disoccupati in più 1.247mila e i nuovi cassa integrati sono 421mila. Una situazione che ha provocato "gravi ripercussioni" anche per artigiani commercianti.
La causa, ha affermato la Cgia, è la crisi economica che, a partire dal 2007, ha aumentato a dismisura la povertà assoluta, i senza lavoro e i cassa integrati a zero ore. Con il risultato di "peggiorare le condizioni di vita delle fasce sociali più deboli del Paese e di provocare l'aumento della "spesa pubblica a sostegno di queste persone e la diminuzione dei consumi".
Tra il 2007 e l'anno in corso, proseguono gli artigiani di Mestre, i consumi reali delle famiglie italiane hanno registrato una flessione del 4,4%. Una contrazione che, chiaramente, ha avuto delle ripercussioni molto negative sui bilanci economici dei piccoli commercianti e degli artigiani.


Tratto da:
http://www.today.it/rassegna/poveri-italia-crisi.html

Poi ci sono le specificità, come questa del Bellunese.
L’odio cristiano per i cittadini è ferocissimo.
La ricca Belluno si sta incamminando verso la disperazione esistenziale dei suoi abitanti. Veramente sono sei anni che la disperazione nel bellunese ha preso l’impronta dell’attuale crisi economica. Prima hanno scaricato gli extracomunitari come se fossero bestiame da vendere. Li hanno usati per pagare meno la manodopera opponendoli ai cittadini italiani affermando, FALSAMENTE, che “certi lavori gli italiani non li vogliono più fare”. In realtà, anche per fare quei lavori era necessario rispettare delle regole. Regole che gli imprenditori non rispettavano con la complicità delle Istituzioni che avrebbero dovuto vigilare.
Dopo aver cacciato gli immigrati, ora cacciano gli italiani che, incapaci di gestire la loro crisi, si affossano nella disperazione.

Riporto la notizia:


L’allarme della croce rossa bellunese
In forte crescita le richieste di aiuto dei nuovi poveri
BELLUNO. Sta aumentando paurosamente il numero delle persone che si rivolgono alla Croce Rossa per chiedere un aiuto per vivere. È questo il risultato di una crisi economica che sta pian piano...
02 ottobre 2012 


BELLUNO. Sta aumentando paurosamente il numero delle persone che si rivolgono alla Croce Rossa per chiedere un aiuto per vivere.
È questo il risultato di una crisi economica che sta pian piano mettendo in ginocchio la realtà bellunese.
A rivolgersi agli sportelli della Croce Rossa del capoluogo non sono più solo gli stranieri residenti, ma gli stessi bellunesi doc. Una situazione che sta diventando pesante e a cui la stessa Cri non riesce più a garantire delle risposte, visto il numero molto elevato e le risorse a disposizione che si fanno sempre più esigue.
«Quando si pensa alla realtà provinciale della Croce Rossa spesso la prima immagine che viene in mente è quella del servizio di ambulanza. Esiste, però, anche un’altra realtà, rappresentata dalle volontarie della sezione femminile del comitato provinciale di Belluno della Cri, che svolge attività socio-assistenziale, occupandosi in particolare di disagio sociale», precisa il commissario Maurizio Feltrin.
«Oggi, con la crisi economica che sta colpendo duramente le imprese e il mondo economico in genere, molte persone si trovano disoccupate e impossibilitate a far fronte alle esigenze più comuni. Una situazione che le costringe a vivere al limite e a volte al di sotto del livello di povertà. Per molti è ormai difficile arrivare alla fine del mese. Questo disagio economico e sociale si sta allargando sempre più e investe non solo gli immigrati – categoria maggiormente vulnerabile – ma anche i bellunesi, tanto che un numero sempre più elevato di persone bussa ogni giorno alle porte della Croce Rossa per avere un aiuto, il più delle volte alimentare».
La Sezione femminile «cerca di far fronte a numerose necessità primarie, fornisce viveri, abbigliamento, interviene nel caso di cure mediche a favore di famiglie in difficoltà. In sinergia con le infermiere volontarie (meglio note come crocerossine) organizza la distribuzione delle eccedenze produttive alimentari della Comunità Europea», precisa la commissaria delle volontarie .
E i numeri fotografano bene questa situazione. Nel 2011 sono state assistite 350 persone e distribuite 6,5 tonnellate di alimenti; nel primo semestre 2012 sono state assistite 165 persone ed effettuati interventi economici pari a 12.500 euro. Numero in crescita»
La maggiore concentrazione di richieste di aiuto arriva dal capoluogo, dove circa 80 persone nel primo semestre si sono rivolte alla Cri, seguite dalle 16 di Longarone e dalle 12 di Ponte nelle Alpi. Ma nessuna parte della provincia è esclusa.
Le volontarie organizzano ogni anno raccolte fondi per riuscire a recuperare le risorse per dare risposte alle persone in difficoltà: dal mercatino a Villa Miari, alla tombola di Natale fino al torneo di burraco. (p.d.a.) 

Tratto da:

http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/10/02/news/in-forte-crescita-le-richieste-di-aiuto-dei-nuovi-poveri-1.5797050

Dove e quando si fermerà questa crisi?

Si fermerà quando, anno dopo anno, gli imprenditori che si sentivano investiti d’autorità dal dio padrone della chiesa cattolica, lasceranno il posto a lavoratori che si sentono parte integrante della società in cui vivono. Si fermerà questa crisi, quando l’evasione fiscale sarà punita con 10 anni di reclusione. Si fermerà quando la corruzione verrà fermata con la carcerazione obbligatoria. Si fermerà quando l’Agenzia delle Entrate farà il suo dovere contro gli evasori. Si fermerà questa crisi quando, passeggiando per Asiago o per Belluno e mangiando il gelato, il barista mi darà lo scontrino anziché offendermi, fingendo di offendersi, se glielo chiedo.

Intanto i poveri aumentano e i comportamenti criminali pure.
E chi risarcirà i cittadini per l’angoscia e la disperazione alla quale sono sottoposti?

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!
03 ottobre 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it



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