La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 14 ottobre 2012

Resettare le emozioni tecnica e pratica dei cattolici nella tortura emotiva

Cosa succederà al bambino che la polizia di Padova, con tanto dispiegamento di uomini e mezzi, ha sottratto alla madre?

Scrive il Corriere della Sera:

I giudici e il bambino conteso
«Deve resettare i suoi affetti»
PADOVA — Leonardo? «Bisogna aiutarlo a crescere, imparare a resettare e riassestare i propri rapporti affettivi». Questo scrivono i giudici del bambino prelevato a forza davanti alla scuola. Nove pagine nelle quali si descrive un bimbo che «nega il termine padre o papà e non lo pronuncia mai». Il rapporto con la madre, che secondo lo psichiatra è patologico, «contribuisce a minare l’equilibrio psicofisico di Leonardo». E per spiegare meglio il concetto, i giudici dicono che la vita di Leonardo in questo ultimo periodo è «come un’auto in corsa, diretta a velocità sostenuta in una specifica direzione ma poi improvvisamente sottoposta a brusca repentina frenata resa obbligatoria dalla necessità utilitaristica di un cambio di direzione, in senso radicale e contrario». 


Tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_13/fasano-i-giudici-e-il-bambino-conteso_3acf65ac-14f5-11e2-adc6-ff8054e34060.shtml
(alla stessa pagina è tratta la foto iniziale del filmato visibile su questa pagina)


Il bambino dovrà essere “deprogrammato” emotivamente e resettato in funzione della costruzione di una struttura emotiva funzionale a negare la madre e ad avere un rapporto con il padre che fino ad oggi negava.
Forse nessuno ha ancora pensato in che cosa questo consista, ma i cristiani e i cattolici, in particolare hanno i manuali di deprogrammazione delle persone.
Sono programmi che consistono nella tortura, molti elementi dei quali io stesso ho subito al terzo distretto di Polizia di Mestre ad opera della Polizia di Stato.
Deprogrammare significa “distruggere la struttura emotiva delle persone” per riprogrammarla in funzione di relazioni affettive nuove, diverse ed imposte.
Io ho molta rabbia quando la Polizia di Stato mette in atto la violenza contro i minori, barboni, donne lungo le strade, poveri e indigenti che rivendicano diritti Costituzionali e che la Polizia di Stato, lontano dalle telecamere, tortura e fa loro violenza perché, questi pezzenti, pretendono di essere considerati dei cittadini fruitori dei diritti Costituzionali. Chiamiamo pane al pane e vino al vino: le "case protette" per questo scopo specifico, sono delle galere in cui si segregano le persone per far loro violenza. Non sono le case per proteggere donne e bambini violentati, ma sono case per produrre violenza.
Per raccontarvi quali sono i tormenti a cui andrà incontro questo bambino mi limiterò a riprodurre un libro di inquisizione emotiva dei cattolici dal titolo “Nuovi Idoli e Nuovi Dèi” scritto da Michele C. del Re e dedicato dallo stesso a:

“Al vecchio, non stanco, Monsignore che disse Messauna sera, al tramonto, tra le rosse pietre di Qumran, in faccia al Mar Moto. ed io intravidi, per un attimo, l’ombra delle ali, e sentii, per un attimo, il brusio degli angeli. Al biblista Mons. Salvatore Garofalo”

Questa è la sequenza fotografica dell'attività di deprogrammazione dei cattolici contro chi ha sentimenti, emozioni, a loro non graditi:


1) Sequestro del soggetto ad opera di genitori e deprogrammatori (o Polizia di Stato su ordine di un giudice)


2) Sequestrato portato in una “casa protetta”, isolato da ogni tipo di controllo giuridico.



3) I deprogrammatori, suore, cattolici, preti, poliziotti, ecc., distruggono mediante l’isolamento la struttura emotiva e la personalità della persona sequestrata;

4) Un genitore cerca di veicolare su sé stesso la personalità distrutta per prendere il possesso della persona deprogrammata che diventa oggetto di possesso e non cittadino fruitore dei diritti Costituzionali





Le foto e il testo sono presi dal libro cattolico che sparge odio contro le religioni diverse dalla chiesa cattolica dal titolo “Nuovi idoli e nuovi Dèi” di Michele C. Del Re Gremese editore 1988



Sulla tecnica di deprogrammazione emotiva scrive Michele Del Re da pag. 180 a pag. 182:

Prima fase. Regole tecniche 

Privazione di nutrimento. Durante la prima fase il soggetto è privato del nutrimento. Gli si dà soltanto acqua. Poiché la deprogrammazione abitualmente dura qualche giorno, non vi è alcun pericolo per lui dal punto di vista medico. Tuttavia se la fase dura qualche settimana gli viene dato un po' di cibo, possibilmente come ricompensa per i suoi progressi, e gli si fa sapere che il nutrimento gli sarà dato liberamente quando la sua resistenza cesserà.

Privazione del sonno. Durante la deprogrammazione il soggetto non è autorizzato a dormire. Se si addormenta, viene immediatamente svegliato. Ci sono diversi metodi per assicurarsi che il soggetto resti sveglio: strofinarlo con pezzi di ghiaccio, mettergli ghiaccio sotto le ascelle e sulla nuca, farlo restare in piedi, oppure lanciarlo in aria e lasciarlo ricadere a terra.

Vergogna per la nudità. Durante la deprogrammazione a volte viene usata la tecnica di provocare la vergogna del soggetto violando il suo senso del pudore. Il soggetto viene svestito con l'aiuto degli assistenti. La maggior parte dei soggetti è molto gelosa del proprio corpo: restare nudi di fronte agli avversari provoca infatti un'introversione temporanea della personalità. L'assistente trae partito da questa debolezza, mettendo in evidenza con molta energia anche il più piccolo difetto dell'aspetto fisico del soggetto, deridendolo o comunque umiliandolo. Il soggetto viene sempre accompagnato quando va al gabinetto e non è autorizzato a fare altre pratiche igieniche oltre quella dei propri bisogni.

Correzione fisica. Nello spirito della gente, strettamente associata alla punizione è la correzione fisica, e ciò ne fa un argomento delicato, poiché la differenza tra punizione e correzione fisica è molto difficile a chiarirsi anche ai genitori, anzi, il risultato abituale di spiegare la differenza è la massima incomprensione e un turbamento emozionale, con diminuzione di rispetto per il tecnico. Per tali motivi di solito si evita ogni discussione pubblica su questo tema, anche se il metodo della correzione fisica viene impiegato normalmente.

Traumatismo verbale. Una regola invariabile è che, durante la prima fase, il soggetto dev'essere sottoposto a un torrente di consigli verbali forniti al massimo volume, al minimo di distanza. Vengono impiegati amplificatori elettronici, in modo che il tecnico continui a mantenere la tensione e traumatizzi in brevissimo tempo il soggetto con il bombardamento sono- ro. Si adoperano frasi concise, rapide, ripetute frequentemente, con dichiarazioni denigratrici della fedeltà del soggetto al culto, alla sue credenze e ai suoi capi, e di tutto quello di cui i genitori si augurano che il figlio sia deprogrammato.

Temi supplementari·. Denaro (viene mostrato al soggetto come il denaro del gruppo vada principalmente ai dirigenti, mai ai livelli inferiori); famiglia (si dimostra fino a che punto il soggetto provochi angoscia nei suoi genitori e distrugga la famiglia); dei (si insiste sul fatto che i dirigenti dei culti si atteggiano a dei e si mette in evidenza che il soggetto era semplicemente ingannato; l'accento viene posto sulla degradazione dei dirigenti); libero arbitrio (il soggetto e i suoi compagni sono totalmente controllati dal gruppo e sono dunque robot senza anima); liberazione (il tecnico ha sempre trionfato in ogni deprogrammazione in cui si è impegnato; per quanto sia forte, il soggetto sarà incapace di conservare tutte le proprie credenze). Spesso il soggetto cerca di reagire a queste pressioni recitando inni, credi, preghiere, mantra. Un metodo utile per rimediare a queste tendenze (come ha scoperto Ted Patrick) sta nel riempire la bocca del soggetto di cubetti di ghiaccio e assicurare che f non possa sputarli. In un caso Ted Patrick ha usato le foto dei capi del culto come carta igienica ottenendo un crollo immediato, totale: Una tappa efficace e necessaria per abbattere la resistenza del soggetto sottoponendolo a shock è quella di distruggere col fuoco le opere sante del culto. I libri vengono effettivamente bruciati sotto gli occhi del soggetto. Lo scopo è far crollare il suo abituale modo di pensare. L'uso del fuoco può avere anche un effetto ipnotico sul soggetto, e inoltre gli toglie la disponibilità dei libri sacri. Il tecnico e i suoi assistenti fanno un lavoro di squadra, in modo che almeno uno di loro sia sempre presente col soggetto per evitarne la fuga e il suicidio. Il tecnico riconosce facilmente che la fase uno è terminata allorché rivela nel soggetto questi elementi: 1) la docilità; 2) il vuoto nello sguardo; 3) la mancanza generale di vitalità; 4) la paura abietta; 5) la rinuncia totale al culto al quale aderiva precedentemente e il disprezzo per i suoi dirigenti fino a rilasciare una dichiarazione firmata alla rinuncia; 6) la presa di coscienza d'aver trionfato delle sue vecchie irrazionalità.

Seconda fase

La seconda fase comincia col ritorno a casa del soggetto. Nei primi tempi egli viene tenuto molto occupato dai genitori, ai quali è lasciata la sua rieducazione. Il tecnico continua a dare consigli, ed eventualmente viene ripresa la fase uno. Non si permette al soggetto di rispondere agli appelli telefonici del culto o di incontrare membri del culto per qualche tempo.

Si insiste anche sul bisogno di sonno, di un buon nutrimento e di molta attività.

A questo punto il lettore viene preso da sgomento: l'uomo ha raggiunto, sembrerebbe, la fase di involuzione: dopo aver imparato a controllare l'ambiente (l'uomo è l'unico essere che, invece di adattare se stesso all'ambiente, adatta l'ambiente a sé), applica questa sua capacità su se stesso, manipolando i propri simili con gelido cinismo, con amoralità impietosa. A pensarci meglio, però, facciamo un passo verso la ragione: queste tecniche, se presentate confusamente con la maschera del salvataggio, con il volto rigato di lacrime d'una mamma, non allarmano; esposte con chiarezza e senza mezzi termini ci permettono di pensare a come difenderei, in caso di abuso.

Tratte da “Nuovi idoli e nuovi Dèi” di Michele C. Del Re Gremese editore 1988


Queste tecniche, al di là delle azioni più o meno violente con cui saranno sostanziate, sono le tecniche usate dalle suore e dai preti cattolici per deprogrammare e resettare la struttura emotiva delle persone.
L’aggressione che i cittadini hanno subito da questa poliziotta che ha sputato odio sui cittadini affermando che loro sono nessuno, e dunque soggetti che si possono torturare e l’atteggiamento del poliziotto che quando il padre ha preso il bambino per le gambe anziché ammanettare il padre, ritenendo che il bambino fosse un oggetto di possesso privo di diritti, ha aiutato il padre prendendo il bambino per le braccia, lascia supporre che le torture a cui questo bambino sarà sottoposto, saranno feroci.
Come nelle giustificazioni del terrorismo dell’inquisizione della chiesa cattolica, affermeranno che “lo faranno per il suo bene!”. Si torturano le persone per far del bene ai torturati????????
Lo hanno consegnato a delle suore. Come è noto le suore cattoliche sono delle picchiatrici e delle torturatrici di bambini, ne fa fede la ferocia delle suore cattoliche dell’asilo Sanguinazzi di Feltre che il giornale Il Gazzettino in un articolo a Firma Lauredana Marsiglia nel 1994 ha tentato di legittimare nella loro attività di violenza ai minori.
Io mi auguro che il magistrato di Venezia e di Padova abbiano un soprassalto di dignità giuridica e proteggano questo bambino dalle violenze che subirà ad opera delle suore cattoliche con la scusa di “resettare” i suoi affetti per imporne altri: a 10 anni non si cambia un bambino se non distruggendolo fisicamente e psicologicamente.
Con le organizzazioni cattoliche che attentano alle Istituzioni, quando supportate dalla Polizia di Stato (vedi la calunnia della Polizia di Stato contro di me e assecondata dalla Procura della Repubblica di Belluno per i suoi scopi, nessuno dei quali di giustizia) c’è solo applicazione dei principi del crocifisso che dicono ai cittadini: “O fai quello che voglio io o io ti ammazza!”. Esattamente le parole pronunciate dall’ispettrice della Polizia di Padova. I cittadini vivono l’insicurezza per le minacce della Polizia di Stato e rasenta il ridicolo che una Ispettrice di Polizia, armata di pistola, si senta minacciata dall’indignazione dovuta a richieste di giustizia dei cittadini: noi cittadini dobbiamo aver paura della sua violenza!

Brutta la figura fatta dal Garante per l'infanzia che ha preferito accogliere come "verità" le affermazioni dei carcerieri finendo, di fatto, per garantire i carcerieri, ma non l'infanzia. Migliore l'azione di Alessandra Mussolini che, nonostante i dinieghi e il disprezzo per la sua carica di Parlamentare ha voluto prendere visione diretta della situazione e dimostrando come le affermazioni degli "operatori" erano false. Positivo anche l'invio degli Ispettori da parte del Ministro degli Interni. Non mi aspetto molto dal Ministro degli Interni, ma può essere che l'interessamento possa modificare un po' l'atteggiamento arrogante e incostituzionale di poliziotti armati.
Ricordiamo come spesso sia questo il modo di comportarsi dei poliziotti con i cittadini:

Pestaggio Milano: condannati due poliziotti
Sono accusati di lesioni gravissime, falso e calunnia, per aver "fracassato" la faccia ad un anziano
12 ottobre 2012


MILANO - Il gup di Milano ha condannato a tre anni e 10 mesi Federico Spallino e a tre anni e otto mesi Davide Sunseri, i due poliziotti accusati di lesioni gravissime, falso e calunnia, per aver "fracassato" la faccia ad un anziano la notte tra il 20 e il 21 maggio scorso in viale Gorizia, zona darsena, a Milano.

Il pubblico ministero Tiziana Siciliano, nel corso del procedimento che si è svolto con rito abbreviato, aveva chiesto per entrambi la condanna a 4 anni di carcere. I due giovani agenti, ancora detenuti, erano stati arrestati nel giugno scorso su ordine del gip di Milano Alessandra Clemente. Nel corso della scorsa udienza i difensori avevano fatto istanza di affievolimento della misura su cui il gup si pronuncerà nei prossimi giorni. Agli atti era finito anche un video di una telecamera di sorveglianza che ha registrato tutto ciò che era accaduto quella sera. "La telecamera non mente" aveva scritto il gip, e mostra una "violenza inspiegabile".

Tratto da:

E tutti i comportamenti illegali messi in atto dai poliziotti lontano dalle telecamere che poi denunciano il torturato per "resistenza" a pubblico ufficiale? Il G8 di genova insegna (anche le torture che ho subito io ad opera della Polizia di Stato).
Noi cittadini abbiamo bisogno di una Polizia di Stato che operi secondo la Costituzione e non generi violenza nella società in nome dei principi di morte e genocidio di quel criminale in croce che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui e, per estensione, della Polizia di Stato!

14 ottobre 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it



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