La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 25 marzo 2013

Beppe Grillo il vaffanculismo foglia di fico al fascismo

Beppe Grillo
Tutta l’azione del Movimento cinque stelle altro non è che una foglia di fico con cui Beppe Grillo nasconde il suo progetto di destabilizzazione istituzionale al fine di far fallire la società civile.
Raccontava ai partecipanti ai suoi comizi di mandare a “fanculo” questo o quel politico, in realtà, attraverso le sue azioni e le sue scelte, stava mandando a “fanculo” la situazione economica e sociale di chi lo stava ascoltando.
Le sue esternazioni sono solo farneticazioni vuote, prive di contenuto. Inveisce per nascondere il vuoto di ciò che dovrebbe, al contrario, spiegare.
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” ai pensionati!
Quando Beppe Grillo dice “vaffanculo” ai licenziati!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” agli abitanti dei comuni!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” ai problemi della piccola impresa!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” alle difficoltà economiche del paese!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” ai giovani senza lavoro!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” ai cittadini che si vedono privati ei diritti!
Non sta dicendo “Vaffanculo”, col suo vaffanday a chi ha portato l’Italia in crisi. Se così fosse avrebbe messo in atto delle strategie al fine di promuovere leggi contro chi ha spinto alla crisi, al contrario, lo dice ai cittadini ai quali si è sottratto cercando di spacciare come tutto sia “merda” e tutto vada distrutto. Solo che questo tutto da distruggere sono appunto i pensionati, il lavoro, i comuni, le piccole imprese, le condizioni economiche, i diritti sociali, ecc. ecc.

Se Beppe Grillo avesse voluto mandare a “fanculo” la politica di Silvio Berlusconi, avrebbe proposto scelte politiche antagoniste. Ma non l’ha fatto! Al contrario, dietro attacchi personali all’”utilizzatore finale” Silvio Berlusconi, ha mascherato l’accettazione e l’approvazione di tutte quelle scelte sociali ed economiche che hanno portato il paese allo sfascio. Chiamare il capo dello Stato Morfeo, implica un insulto alla persona del Capo dello Stato e non un attacco alle sue scelte politiche che, nella sua discrezionalità hanno aggravato le condizioni sociali del paese negando i principi Costituzionali ai cittadini.
Dare a Grasso della “foglia di fico” di Bersani, non significa indicare un’azione per la quale non si è d’accordo, significa voler parteggiare per la mafia per la quale Grasso ha, comunque, rappresentato una figura ostativa alla mafia.

Affermare, come ha fatto Beppe Grillo nei confronti di Laura Boldrini:

Laura Boldrini e Piero Grasso, eletti sabato alla presidenza di Camera e Senato, solo delle «foglie di fico» in una «legislatura che si annuncia breve».

Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/13_marzo_17/grillo-retroscena-nessuna-fiducia-a-Bersani_77011274-8ee8-11e2-95d7-5288341dcc81.shtml


E’ un insulto non solo a Laura Boldrini, ma a tutti gli Italiani. Solo un nazista di “merda” come Grillo può permettersi di insultare i miei eletti e non essere perseguito a norma di legge. Il suo odio per le Istituzioni che funzionano è palese ed evidente. Gli insulti di Beppe Grillo ai vari politici sono finalizzati esclusivamente ad immiserire il paese attraverso deputati e senatori che ha fatto eleggere ingannando e truffando gli italiani allo stesso modo con cui il criminale Gesù proclamava la venuta imminente della fine del mondo e il suo arrivo con grande potenza sulle nuvole.

Non esistono progetti che egli vuole attuare se non attraverso la distruzione delle Istituzioni.

Vale la pena di leggere le truffe e gli inganni di Beppe Grillo ai suoi elettori mediante la lettura di un articolo apparso su Il Fatto Quotidiano del 07 febbraio 2013.
Nel leggere questo articolo appare evidente l’analogia con la Lega di Bossi e di Maroni: le proposte fantasmagoriche e improponibili di Beppe Grillo fanno il pari con “l’indipendenza della padania”, “il federalismo”, il “federalismo fiscale” e le altre “minchiate” improponibili e irreali che sono uscite dalle farneticazioni leghiste:
Leggiamo l’articolo del Fatto Quotidiano:

Movimento 5 Stelle, il buio nel programma di Grillo
di Stefano Feltri
del 7 febbraio 2013

Ecco i punti. E i dubbi che sollevano.

1. Reddito di cittadinanza
Quanto e con che soldi? E chi ne ha diritto?

2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa
Questo punto è così vago da non significare nulla. E comunque lo sposerebbero tutti i partiti, dalla Lega a Monti.

3. Legge anticorruzione
C’è già. In cosa dovrebbe cambiare?

4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato
Idem come sopra: l’hanno promessa TUTTI i politici d’Italia da quando esiste l’informatica (chissà, forse anche da prima).

5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti
C’è stato anche un apposito referendum un’era geologica fa. Ma poi come si regolano i contributi privati? Tipo quelli dei Riva a Bersani, per intenderci. Come si garantisce che la politica non diventi ostaggio delle lobby più forti?

6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni
Se gli arricchimenti sono illeciti, si immagina che ci sia una sentenza a stabilirlo. E una volta che lo abbiamo scoperto? Li prendiamo a insulti per strada? Per come vanno le cose in Italia si creerà una apposita commissione, che pagherà consulenti, farà rapporti, e alla fine ci darà informazioni poco utili.

7. Referendum propositivo e senza quorum
Un po’ pericoloso, ma interessante. Ci deve essere però qualche barriera, o poche minoranze possono tenere in ostaggio la maggioranza.

8. Referendum sulla permanenza nell’euro
Questo è semplicemente incostituzionale. Non si possono fare referendum sui trattati internazionali. E Grillo comunque non avrà i voti in Parlamento per proporre una riforma della Costituzione.

9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
Altra buona idea. Se resta un filtro – come il numero di firme a sostegno delle proposte di iniziativa popolare – può essere uno strumento utile per un po’ di democrazia dal basso.

10. Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti
Si può fare. Ma prima serve una legge antitrust fortissima (peccato che nel programma del % Stelle ci sia la proposta di abolire le authority, inclusa quella della Concorrenza). E poi sarebbe complesso decidere chi deve farsi carico dei debiti della Rai. Sarebbe forte la tentazione di vendere ai privati Rai2, Rai3 e il resto del digitale liberi dall’indebitamento lasciando tutto al contribuente.

11. Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato
Niente da dire, dopo il Porcellum si può solo migliorare. Resta da specificare se con doppio turno o senza.

12. Massimo di due mandati elettivi
Ma davvero se uno fa il consigliere comunale a Frosinone poi può fare solo un mandato da Parlamentare? La politica è una cosa complicata, l’esperienza può essere utile, quello che conta è che le posizioni siano sempre contendibili evitando che l’incumbent, cioè chi detiene la carica in palio, sia troppo favorito.

13. Legge sul conflitto di interessi
Anche Berlusconi ne ha fatta una, per quanto sembri incredibile (l’inutile legge Frattini del 2004).

14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica
Questa è come il rimborso dell’Imu proposto da Berlusconi. Sulla carta siamo tutti contenti, ma da dove diavolo arrivano i soldi?

15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
Il problema è sempre stato l’uso discrezionale dei fondi, non l’esistenza di un sostegno all’editoria (tipo l’Iva agevolata). Comunque, in tempo di crisi, si può ridurre il contributo, magari garantendo comunque il pluralismo finanziando solo le testate web.

16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza
Bellissima idea. Complicata da realizzare. Chi paga la rete in fibra? Chi deve detenere la rete in rame oggi di Telecom? La Cassa depositi e prestiti? Come si finanziano gli investimenti? Li paga lo Stato o i privati?

17. Abolizione dell’Imu sulla prima casa
Il programma di Grillo comincia a costare più del New Deal di Roosevelt. Solo questa voce comporta circa 4 miliardi all’anno. E dove li trova, visto che non propone tagli di spesa (anzi, invoca aumenti) o imposte patrimoniali?

18. Non pignorabilità della prima casa
Idea geniale che avrebbe una conseguenza immediata: i tassi sui mutui schizzerebbero di parecchi punti percentuali. Nessuna banca presterebbe soldi a giovani coppie o famiglie a basso reddito se non può neppure avere in garanzia l’immobile acquistato col mutuo.

19. Eliminazione delle province
Pure questo lo hanno promesso praticamente tutti. Il difficile è farlo.

20. Abolizione di Equitalia
Le tasse le raccoglierà direttamente Grillo, che da bravo genovese è attento agli spiccioli. Comunque già da quest’anno i Comuni possono decidere se affidarsi a Equitalia o mettere a gara il servizio di riscossione. Quindi Grillo propone di lasciare in campo solo i privati? E con quali regole?
Chissà se Grillo fornirà dettagli prima del 24 febbraio. Da anni insulta i giornalisti che non hanno letto il programma del Movimento 5 Stelle pubblicato sul blog. Ma anche quello è sempre stato un vago elenco di suggestioni. A tre settimane dalle elezioni i tanti italiani che pensano di votare Grillo forse meriterebbero qualche proposta più dettagliata.
Oppure non resta che concludere che Grillo sta confermando i timori di chi è scettico verso il suo movimento: tanta gente piena di buone intenzioni ma con idee un po’ confuse.

Anche i politici incompetenti possono fare danni, non soltanto quelli ladri o in malafede.

Tratto da:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/07/buio-nel-programma-di-grillo/491840/

Appare evidente che l’unico scopo di Senatori e Deputati del Movimento cinque stelle è quello di impedire a Bersani di modificare le leggi criminali vigenti in questo paese. E’ quello di impedire la legge sul falso in bilancio. E’ quello di impedire di modificare il meccanismo del finanziamento dei partiti. E’ quello di impedire di far fronte al problema degli esodati. E’ quello di impedire la revisione del sistema IMU. E’ quello ci impedire l’aiuto alle piccole imprese. E’ quello di impedire quel minimo di trasformazione sociale che in questo momento permetterebbe all’Italia di uscire dal pantano in cui Silvio Berlusconi e la Lega dopo 10 anni di scelte sociali disastrose l’hanno portata: il progetto dei Senatori e dei Deputati di Beppe Grillo è molto simile, se non uguale nei fini, di quello di Berlusconi e di Bossi.

Non è forse Beppe Grillo che ha trovato positivo il progetto di Bergoglio di ridurre l’Italia alla povertà e costringere gli italiani al francescantesimo?
Il vaffanculismo di Beppe Grillo non è altro che la versione moderna del “me ne frego” che ha qualificato il fascismo. Un’assoluta indifferenza per le condizioni della società e dell’economia in funzione della presa del potere: poi, la storia ci dice come va a finire il “vaffanculismo”.

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25 marzo 2013
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

lunedì 11 marzo 2013

Beppe Grillo, inciuci e ricatti

Perché Beppe Grillo non ha chiesto a Mario Monti
di rinunciare ai rimborsi elettorali?
O al suo amico Silvio Berlusconi?
A Beppe Grillo piacciono gli inciuci e i ricatti. I suoi inciuci e i suoi ricatti.
E’ nel suo diritto rinunciare ai rimborsi elettorali, non è nel suo diritto ricattare altri partiti affinché lo facciano a prescindere dalle leggi e dai regolamenti Istituzionali.
Si chiama ricatto!
Ed è il perverso modo di Beppe Grillo di aggredire le persone affinché le persone non fruiscano della legge.
Così Beppe Grillo intende comportarsi con i cittadini? RICATTANDOLI?
Vuole eliminare i rimborsi elettorali?
Ebbene, con la sua forza parlamentare faccia una legge che elimini i rimborsi elettorali.
Appare evidente come Beppe Grillo sia incapace e impotente nell’uso della sua forza elettorale in termini legislativi mentre la sua voglia è quella di usare i suoi eletti al fine di destabilizzare il paese.
Siamo di fronte ad un comportamento che suona insulto ed ingiuria agli italiani.
Quando Grillo, per le sue smanie di dominio e di potere, porterà gli italiani a rivotare perché lui vuole il 100% dei consensi elettorali, saranno centinaia i milioni di euro che Grillo toglierà dalle tasche degli italiani.
L’affermazione di Grillo non è solo pretestuosa, ma ricattatoria.
Perché non lo ha chiesto a Silvio Berlusconi?
Perché la stessa richiesta non è stata rivolta a Mario Monti?
Perché Grillo vuole distruggere la sinistra, costruire disoccupazione, disperazione sociale che spinge al suicidio le persone in funzione di un progetto delirante di dominio assolutista.
Dal momento che le parole sono indicative delle intenzioni, ma anche le non parole, appare evidente come sia in atto una specie di "patto di ferro", un inciucio, fra Beppe grillo e Silvio Berlusconi in funzioni anti Bersani. L'ideologia del vaffanculismo si sposa all'ideologia del bunga-bunga.
Questo è un comportamento da persona incivile, i ricatti sono un’attività infame propria del criminale in croce che minaccia “dolore e stridor di denti” se qualcuno non si veste come lui desidera al di là e al di fuori delle norme e delle leggi.

Scrive Beppe grillo nel suo blog:

Il M5S rinuncia ai rimborsi elettorali, Bersani forse
#BersaniFirmaQui 


Il MoVimento 5 Stelle rinuncia ai contributi pubblici, previsti dalle leggi in vigore, per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici e non richiederà né i rimborsi per le spese elettorali, né i contributi per l'attività politica. Si tratta di 42.782.512,50 di euro che appartengono ai cittadini, anche in virtù di un referendum. Il M5S li rifiuta esattamente come per le elezioni amministrative. Le spese per la campagna elettorale sono state integralmente sostenute grazie ai contributi volontari raccolti e verranno comunque rendicontate. Il MoVimento 5 Stelle, anche tramite i propri eletti, svolgerà ogni azione diretta ad assicurare che i contributi ad esso spettanti non vengano erogati ad altre forze politiche, ma trattenuti all'Erario. Il mio auspicio è che tutte le forze politiche seguano il nostro esempio, in particolare il pdmenoelle al quale spetta la quota più rilevante: oltre 45 milioni di euro (al pdl "solo" 38). Non è necessaria una legge, è sufficiente che Bersani dichiari su carta intestata, come ha fatto il M5S, la volontà di rifiutare i rimborsi elettorali con una firma. Per facilitare il compito ho preparato il documento che Bersani può firmare per ufficializzare il rifiuto. Bersani, firma qui! Meno parole e più fatti. 
Invita su Twitter Bersani a firmare il documento per rifiutare i rimborsi elettorali e lasciare 48.856.037,50 di euro nelle casse dello Stato: 

Tratto da:  

Anche parlare via Twitter è un gesto vigliacco quando si tratta di questioni Istituzionali. Ci si presenta. Si guardano le persone, non ci si nasconde solo perché ci si vergogna di affermazioni ricattatorie.
Questo comportamento di Grillo nei confronti delle Istituzioni equivale al comportamento di chi è abituato a sparare alle spalle delle persone. E’ lo stesso metodo di chi in internet si nasconde dietro falsi nomi per ingiuriare, offendere e denigrare è, come dice Bersani, mettersi il cappuccio da setta segreta.
Mentre Grillo davanti ai bunga bunga di Berlusconi tace, dimostrando una complicità oggettiva e soggettiva, aggredisce chi si sta impegnando a risolvere i problemi del paese per poter portare il paese alla disperazione.
Si vergogni Beppe Grillo e impari a comportarsi come una persona civile.
E' vergognoso assistere a questo vaffanculista che per le sue borie assolutiste da padrone sta tentando di distruggere il paese e le Istituzioni.

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11 marzo 2013
Claudio Simeoni
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domenica 10 marzo 2013

Beppe Grillo, Gesù e l'ignoranza degli intellettuali

Beppe Grillo nelle sue espressioni, ricorda
Silvio Berlusconi
Un altro unto dal dio padrone
Non è difficile, per chi ha un po’ di cultura, riconoscere l’origine dell’ideologia di Beppe Grillo.

L’ideologia che sta a fondamento del nazismo e del clerico-nazismo il cui scopo e il cui fine è la trasformazione della società in una società di schiavi. Noi ci limitiamo ad individuare le origini e i fondamenti dell’ideologia manifestata dalle esternazioni di Beppe Grillo, ma poi la storia, per qualcuno che frequenta qualche biblioteca e che viene definito per ciò “intellettuale”, è facile riconoscere i fondamenti ideologici che giustificano il traffico degli schiavi, il colonialismo, il razzismo e i campi di concentramento.

Tutta l’ideologia di Beppe Grillo ha il fondamento nei vangeli cristiani. Non solo perché lui si pensa come Gesù salvatore, ma per come aggredisce ogni partito politico con le stesse modalità con cui Gesù aggrediva i Farisei contando sull’ignoranza (intesa come incapacità di analisi) dei suoi seguaci.

Scrive Paolo di Tarso:

“Considerate, o fratelli, la vostra chiamata: tra voi non ci sono né molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili. Ma dio ha scelto ciò che è senza sapienza nel mondo, per confondere i sapienti; e le cose deboli ha scelto dio, per confondere le forti; e le cose umili del mondo e le disprezzate ha scelto dio, e quelle che non sono nulla per ridurre a nulla quelle che sono; affinché nessuno si possa vantare dinanzi al dio padrone. Orbene, è per messo di lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale da parte di dio è diventato per noi sapienza e giustizia e santificazione e redenzione, affinché, come sta scritto: “Chi si gloria, si glori del padrone”.” Paolo di Tarso 1^ lettera ai Corinti 1, 26-31

Si tratta, in sostanza, della stessa posizione assunta da Beppe Grillo: il delirio di onnipotenza lo porta a pensare che qualunque porcheria faccia in Italia, questa è voluta da dio, di cui egli è il profeta, e non danneggerà l’Italia. L’inconsapevolezza degli effetti delle sue azioni e delle sue decisioni si chiama “ignoranza”, quella stessa che viene sfruttata da Paolo di Tarso e da Beppe Grillo per disarticolare la società civile.
Scrive, in tal proposito, Beppe Grillo nel suo Blog:

La funzione degli intellettuali

Intellettuale: "Persona fornita di una buona cultura o cultore di studi per lo più riconducibili a un moderno valore umanistico" (dal Dizionario della lingua italiana Devoto-Oli). La funzione principale degli intellettuali è quella di lanciare appelli. L'appello e l'intellettuale sono imprescindibili. Cosa sarebbe infatti un appello senza una lista di intellettuali che fanno a gara per essere primi firmatari?
"Gli intellettuali sono razionali
lucidi, imparziali, sempre concettuali
sono esistenziali, molto sostanziali
sovrastrutturali e decisionali." (*)
L'intellettuale italiano è in prevalenza di sinistra, dotato di buoni sentimenti e con una lungimiranza politica postdatata.
"Gli intellettuali fanno riflessioni
considerazioni piene di allusioni
allitterazioni, psicoconnessioni
elucubrazioni, autodecisioni." (*)
L'intellettuale non è mai sfiorato dal dubbio, sorretto com'è da un intelletto fuori misura per i comuni mortali. Se si schiera lo fa per motivi etici, morali, umanistici su indicazione del partito. Quando il pdmenoelle chiama, l'intellettuale risponde. Sempre! In fila per sei con il resto di due.
(*) Gli intellettuali -- Giorgio Gaber


Tratto da:
http://www.beppegrillo.it/2013/03/la_funzione_deg.html

La funzione dell’intellettuale è quella di analizzare le azioni proposte e di capire come, date quelle azioni o non-azioni, si modifica la situazione sociale.
La funzione dell’intellettuale non è quella di definire il “che fare”, ma di analizzare le proposte e verificare le variazioni che produrranno.

Per questo Beppe Grillo: “...ha scelto ciò che è senza sapienza nel mondo, per confondere i sapienti; e le cose deboli ha scelto dio, per confondere le forti; e le cose umili del mondo e le disprezzate ha scelto dio, e quelle che non sono nulla per ridurre a nulla quelle che sono; affinché NESSUNO SI POSSA VANTARE DINANZI A BEPPE GRILLO....”.

E’ il delirio di onnipotenza di Grillo che se fatto all’interno di una minoranza istituzionale può fungere da stimolo a partiti di maggioranza che gestiscono lo Stato, ma se fatto come partito di maggioranza, o tale da controllare la maggioranza, porta il paese allo sfascio economico e sociale.
Ed è quello che Beppe Grillo, in questo momento, sta progettando.

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10 marzo 2013
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mercoledì 6 marzo 2013

Beppe Grillo, la sua brama di potere e la devastazione della società civile.


Lo so che di tragedie ce ne sono altre. L’Italia è piena e la campagna Tsunami di Beppe Grillo è stata imperniata sulla difficoltà della vita dei cittadini.
Non è l’web che ha aiutato la vittoria di Beppe Grillo, ma il disastro sociale provocato da Silvio Berlusconi e alimentato dai deliri di grande statista di Mario Monti. Grillo ha fatto credere, mentendo, agli italiani che lui e il movimento avrebbero agito contro le cause della difficoltà sociale e, invece, mira solo al proprio potere tentando di distruggere i fondamenti della democrazia.
So perfettamente che non può essere imputato alla persona Beppe Grillo il disastro emotivo che attraversa l’Itali aggravato dalla situazione economica in disfacimento, ma la sua responsabilità morale non sta nell’averlo provocato, ma nell’averlo sfruttato creando illusione che oggi i parlamentari cinque stelle fingono di non vedere. E mentre Beppe Grillo ha creato illusione del “luminoso avvenire” agisce per alimentare il proprio potere a discapito della società civile.

Per questo motivo, in questo momento, il movimento cinque stelle si sta caricando della responsabilità politica, civile e morale determinata dall’inadempienza della veicolazione delle “speranze” che ha suscitato in campagna elettorale al fine di arrivare al potere.
E’ solo il potere che interessa a Beppe Grillo, non i problemi della società civile che ha presentato in campagna elettorale. Gli eletti al parlamento del movimento cinque stelle, col loro disprezzo nei confronti dei cittadini, stanno dimostrando che l’unica cosa a cui mirano è il potere per il potere. Per questo sono pronti a distruggere il sistema dei partiti, che è il fondamento della carta Costituzionale ed, essendo essi stessi un partito, al di là di come si definiscono, dimostrano di avere un progetto assolutista. Un progetto che per essere portato a termine deve costringere gli Italiani a sborsare altri miliardi di euro in altre elezioni senza aver avuto nessun beneficio dalla “speranza” che Beppe Grillo a diffuso a piene mani.

Della società civile a Beppe Grillo non frega nulla. Credo che nemmeno sappia a che cosa servono le Istituzioni visto quello che ha affermato nei confronti dell’Agenzia delle Entrate.
Lo dimostrano i progetti imprenditoriali di Casaleggio.
Magari poi spiegherà dove trarrà i profitti quando il livello di distruzione sociale sarà tale da compromettere ulteriormente i consumi in Italia.
Vediamo quali sono i progetti del fondatore del movimento cinque stelle:

Il movimento 5 Stelle e quell'uso
(a bassa tecnologia) della Rete
Il Movimento comunica su Internet con un blog e un sito di 12 anni fa Ma evita le interazioni del «web 2.0»
6 marzo 2013
Gian Roberto Casaleggio, il guru del web del movimento 5 Stelle (Eidon)Gian Roberto Casaleggio, il guru del web del movimento 5 Stelle (Eidon)

Si continua a ripetere che all'origine della vittoria del Movimento 5 Stelle ci sia un uso sapiente dalla Rete, affermazione significativa dell'arretratezza tecnologica dell'Italia. Il successo di Beppe Grillo nasce e si consolida sul blog, strumento che - pur nella sua resistenza - appartiene a una fase iniziale di Internet. Dal 2005 - anno di fondazione di www.beppegrillo.it - a oggi, mentre il web si adattava alle dinamiche di scambio e interazione tipiche dei social network, il blog è rimasto fedele a se stesso, diventando contenitore dei temi caldi del movimento e - per usare le parole del docente di Harvard Cass Sunstein - «cassa di risonanza» delle opinioni dei suoi lettori.

Invece di aprirsi alle diversità e al confronto - caratteristiche imprescindibili del web sociale - il Movimento 5 Stelle si è chiuso a doppia mandata nell'universo del leader. Il progetto di Grillo e Casaleggio ricorda quello dei colossi del web Google e Facebook, che lavorano per creare una dimensione esclusiva di navigazione online dove tutta l'attività dell'utente si svolge dentro il perimetro del mondo di valori, idee, contenuti e servizi costruito su misura per lui. Su Twitter, il popolare social da 140 caratteri, lo stesso Grillo - che ha più di un milione di follower - segue quasi esclusivamente esponenti del Movimento che, a loro volta, lo usano per comunicare in maniera unidirezionale e creare una contrapposizione tra Noi - il movimento - e Loro - tutti quelli che non ne fanno parte.
La strategia 5 Stelle su Internet, lungi dall'essere centrifuga, trasparente, conflittuale e diffusa - come la Rete stessa è -, finisce con l'essere centripeta e partigiana: con un centro che diffonde i messaggi senza rispondere a critiche e commenti.

Tratto da:
  
Quando si fa politica e si conquistano seggi di rappresentanza in Parlamento, lo scopo è quello di gestire il paese, non quello di farsi gli affari propri. Lo abbiamo già visto con Silvio Berlusconi. Come Silvio Berlusconi anche Beppe Grillo e Casaleggio hanno giocato con i bisogni delle persone e davanti al disastro sociale fanno solo i loro progetti di potere e di dominio del paese: Beppe Grillo non è in grado di fare il mercato delle vacche perché manca di un progetto sociale funzionale ai cittadini. Tende solo al proprio potere, non al benessere dei cittadini. Per questo tenterà di creare difficoltà in Parlamento e cercherà di sfruttare il disastro che provocherà accusando altri della sua incapacità.
Il movimento cinque stelle appare come un insieme di incapaci, incompetenti e socialmente apatici, più legati a forme apocalittiche che non individui dotati di analisi critica e di capacità di mediazione politica per risolvere i problemi sociali. Appaiono più come degli “sfascia tutto”: cattolici che proclamano “Muoia Sansone con tutti i Filistei!”. In questo modo nascondono la loro incapacità ad elettori che, comunque, sono responsabili di averli eletti.

Proviamo a fare una piccola escursione di quello che sta avvenendo in Italia mentre il movimento cinque stelle per distruggere ulteriormente la società civile mira a nuove elezioni per aumentare il consenso popolare nei suoi confronti:

 Imprenditore si impicca in fabbrica
Vittima Stefano Busato, 47 anni. Uno dei forni ha continuato a funzionare e si è incendiato disperdendo magnesio

QUINTO – Ha deciso di farla finita all’interno della sua fabbrica, la “Ebla” di via Delle Industrie a Quinto di Treviso. La notte tra lunedì e martedì, Stefano Busato, 47 anni, si è impiccato ad una trave in azienda.
 Martedì mattina il suo corpo è stato ritrovato senza vita.
 Busato ha lasciato uno dei forni dell’azienda acceso, tanto che si è incendiato e c’è stata dispersione di magnesio.
 Per questo sul posto, oltre al 118, sono intervenuti anche i vigili del fuoco ed i carabinieri per mettere in sicurezza l’azienda che si occupa di trattamenti metallici.

Tratto da:


Licenziato dall'azienda
si dà fuoco fuori Firenze
Il corpo senza vita di un uomo, 60 anni, avvistato da un passante a Monte Morello, nel comune di Sesto Fiorentino. Secondo i primi rilievi sembrerebbe un suicidio. L'uomo era dipendente di una impresa di costruzioni rimasto senza lavoro e con qualche debito. Avrebbe mandato un messaggio ai parenti per chiedere perdono
di MASSIMO MUGNAINI
06 marzo 2013

Era stato licenziato dalla ditta in cui lavorava, contraendo qualche debito. L'uomo, un sessantenne fiorentino, si è tolto la vita dandosi fuoco in un bosco nella zona di Monte Morello, nel comune di Sesto Fiorentino. Il corpo senza vita è stato trovato poco dopo mezzogiorno da un passante che ha visto una persona avvolta dalle fiamme.

Tratto da:

Uccide 2 impiegate Regione Umbria e si suicida,
gridava: "Mi avete rovinato"
Le vittime sono Margherita Peccati e Daniela Crispolti. L'episodio avvenuto all'interno del palazzo del Broletto, nel centro della città. L'uomo, Andrea Zampi, un quarantenne, ha fatto fuoco negli uffici al quarto piano. Il sindaco Boccali: "Clima sociale insostenibile"

PERUGIA - Un uomo, Andrea Zampi, è entrato stamani negli uffici della Regione a Perugia e ha ucciso a colpi d'arma da fuoco due impiegate, Daniela Crispolti, 46 anni (precaria con contratto di collaborazione) e Margherita Peccati, 61 anni, prossima alla pensione. Entrambe lavoravano all'ufficio accreditamento del settore formazione. L'uomo, un piccolo imprenditore di 43 anni, si è poi suicidato con la stessa arma. Secondo quanto riferito dal sindaco, Wladimiro Boccali, l'aggressore è figlio di titolari di una piccola impresa di formazione cui la Regione da poco aveva revocato l'accreditamento per mancanza dei requisiti previsti dalla legge. Un provvedimento che sarebbe stato comunque provvisorio come emerge anche dall'esame del Bollettino ufficiale della Regione Umbria pubblicato oggi. ''È una tragedia immmane, frutto di un clima orribile legato all'attuale momento economico - ha detto il primo cittadino -. Una tragedia per le famiglie e per tutti noi - ha aggiunto - uno dei momenti più brutti e forse dovremmo riflettere tutti, a partire da voi''. L'imprenditore aveva anche dei problemi psichici per i quali ultimamente era stato ricoverato in ospedale.

Tratto da:

Ritrovato nelle acque del fiume
il corpo dell'albergatore scomparso
Massimo Rocco, titolare dell'hotel La Romana di Cessalto, si era allontanato il 4 febbraio da casa. La moglie si era rivolta a «Chi l'ha visto?»

CESSALTO (Treviso) – E’ stato ritrovato nelle acque del fiume Piavon il corpo di Massimo Rocco, titolare dell’albergo «La Romana» di via Donegal, scomparso un mese fa dalla sua abitazione di Cessalto. L’uomo si era allontanato da casa la notte tra il 4 e il 5 febbraio a piedi, senza portafogli e senza le medicine che da vent’anni prendeva per curare un importante disturbo dell’umore. A scorgere il corpo riverso in acqua è stato un cittadino che passeggiava sull’argine che costeggia via Pascoli e che ha subito lanciato l’allarme. Assieme ai vigili del fuoco, che hanno recuperato la salma, sono intervenuti i carabinieri della locale stazione: sul corpo non sono stati trovati segni riconducibili a violenze. Tutto farebbe pensare dunque a un gesto volontario, causato dalla depressione e dalla malattia.

Tratto da:


Mentre Beppe Grillo gioca al potere, la società è in sofferenza. Una sofferenza che aumenterà ulteriormente se il Parlamento non inizierà a legiferare nella direzione di quella giustizia sociale che dall’avvento di Silvio Berlusconi manca in Italia.
Di questo disastro sociale, dal giorno delle elezioni, il movimento cinque stelle e ogni singolo parlamentare di quel movimento, ne è responsabile nella misura in cui hanno la possibilità di modificare leggi e direzioni del paese, ma non lo fanno.

Per ora sappiamo che ad essere eletti sono persone che esaltano il fascismo o che hanno la sindrome complottista. Poi, un po’ alla volta, ascoltandoli, ci faremo un’idea di che persone sono.
Per ora l’Italia è in grande sofferenza e il movimento cinque stelle si sta caricando di questa responsabilità morale.
Si può accusare Bersani di quello che si vuole, ma non che non stia provando a preparare leggi e programmi che, secondo lui, aiutano l’Italia ad uscire dall’angoscia sociale ed economica.
Bersani lo posso criticare sui provvedimenti che propone. Per il momento, i rappresentanti del movimento cinque stelle, mi danno l’idea di essere dei vigliacchi che scappano davanti ai problemi che gli italiani si aspettano di veder risolti da loro: o siamo allo stesso livello di Silvio Berlusconi che ha giustificato la sua incapacità affermando che siccome non ha avuto il 50 per cento dei voti non poteva fare niente?

A me personalmente non resta altro che sedermi sul fiume della vita ed assistere impotente al passaggio dei cadaveri di coloro che si sono nutriti di illusioni. Altro non posso fare che provare disprezzo per chi ha alimentato le illusioni che hanno trasformato i cittadini in cadaveri. Come questo che è arrivato qualche ora dopo che ho postato questa pagina:


Trovato morto nella sua azienda
l'ex presidente dello Schio calcio
Elia Marcante si è impiccato all'interno della sua azienda, la Zimac, ieri sera. Al momento non si conoscono le cause del gesto. La sua scomparsa ha choccato la comunità scledense
07/03/2013

SCHIO. Choc a Schio per la morte di Elia Marcante, per cinque anni presidente dello Schio calcio. L'imprenditore si è impiccato ieri sera nella sua azienda, la Zimac ed è stato trovato dalla figlia. Persona ottimista e battagliera ha lasciato sgomenta e sorpresa la città proprio in virtù del suo carattere, che non si lasciava scalfire dalle difficoltà. La sua passione per il calcio era cominciata nel '67 tra le fila dello Schio società dalla quale non era più uscito arrivando a ricoprire la massima carica per cinque anni. Giocava ancora a pallone nella squadra delle Vecchie Glorie quando poteva. Non sono note le cause del gesto anche perchè, a quanto si sapeva, le difficoltà della sua azienda non erano gravi, soprattutto se si considera il periodo di crisi. Ma ulteriori indagini si stanno svolgendo per arrivare a comprendere un gesto che per famigliari e conoscenti al momento appare inspiegabile.

Tratto da:


Si rende conto Beppe Grillo che ogni giorno che lascia il Paese nell'incertezza non fa altro che alimentare le spinte che inducono al suicidio?
Bersani glielo ha detto: "Dimmi che cosa intendi fare per il Paese!". Non per il tuo potere personale, ma "Per il Paese!". Ma sembra che da questo orecchio né Beppe Grillo, né i grillini ci sentano: loro vogliono il potere per il potere e che si "fotta" l'economia e la società italiana.


07 marzo 2013
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784



La tradizione Veneta dell’Equinozio di Primavera

Equinozio Primavera  2012
Afrodite, l'Emozione come intelligenza


E’ diventata una tradizione l’appuntamento presso il Bosco Sacro a Jesolo Venezia per il rito dell’Equinozio di Primavera celebrato dai Pagani per ricordare la nascita.
Nella religione Pagana il religioso segue un cammino di trasformazione che, iniziando al momento della nascita del corpo fisico, lo porta ad affrontare la vita attraverso continue trasformazioni. La vita è un continuo divenire. Una continua nascita in cui, ad ogni sfida, ad ogni problema superato, l’individuo non è mai quello di prima ma è diverso in quanto l’esperienza, qualunque essa sia, lo ha cambiato.
Si tratta di una nascita continua. Un rinnovarsi continuo della coscienza e della consapevolezza della persona.

Il rito dell’Equinozio di Primavera si terrà il 23 marzo 2013 presso il Bosco Sacro a Jesolo in provincia di Venezia. In Via Ca’ Gamba, settima traversa 3B dalle ore 17.00.
Celebrare la nascita con un rito significa raccogliere la propria attenzione in funzione della propria trasformazione. Significa mettere attenzione su ciò che nasce, si produce e diviene attorno a noi. Significa, costruire le relazioni fra noi e il mondo.
  

I riti religioni della Federazione Pagana sono riti religiosi che indicano la sacralità della vita in essere a differenza dei riti religiosi cristiani che indicano la sottomissione della vita al loro dio padrone.
Mentre nella Religione Pagana il rito riafferma il diritto di ogni singolo soggetto, di qualunque specie, di divenire e di espandersi nella sua oggettività mettendo in atto azioni opportune; nella religione cristiana il rito serve a riaffermare il diritto del dio padrone a sottomettere la vita, e con essa la struttura pulsionale di ogni essere umano, alla volontà e alla morale del padrone.
Si tratta della tradizione di libertà di un Veneto che davanti all’assolutezza dell’educazione cristiana ha da sempre affermato il diritto all’autodeterminazione delle persone.
I riti religiosi della Religione Pagana vanno in questa direzione:


Una religione lega l’uomo alla vita. La religione cristiana rende l’uomo schiavo al dio padrone e ad ogni altro padrone, la Religione Pagana libera l’uomo dalla sottomissione fornendogli strumenti adeguati per muoversi come un dio fra Dèi.
Equinozio Primavera 2012
Il fuoco Sacro di ogni nascita.
Entrambe riconoscono dei legami alla vita, ma la direzione del legame è opposta: il cristianesimo è schiavitù, il Paganesimo libertà!
Noi siamo circondati da Dèi. Siamo circondati da volontà che costruiscono il loro cammino nell’eternità. Dobbiamo imparare a vivere in esse esercitando la nostra volontà.
Questo è il senso del rito dell’Equinozio di Primavera come si può desumere da questa pagina:


Nonostante la ferocia dell’odio con cui i cristiani hanno seminato avversione nei confronti di chi non è cristiano, i riti della Religione Pagana sono riti semplici il cui scopo è l’esplosione della struttura emotiva dell’individuo affinché si leghi alle emozioni del mondo che lo circonda.
Non è una rappresentazione teatrale.
Non è una rievocazione storica.
Equinozio di Primavera 2012
Chiamare gli Dèi affinché partecipino al Rito
E’ un rito religioso il cui scopo è legare l’uomo al mondo e chiamare il mondo affinché affianchi i pagani nelle loro scelte quotidiane:


Un camminare assieme. L’individuo nella vita e la vita che si trasforma per la presenza dell’individuo che sceglie.
Gli Dèi come soggetti in continuo divenire e in continua trasformazione sia per le loro strategie d’esistenza sia per i loro adattamenti come risposta alle strategie d’esistenza di ogni Essere della Natura che li esprime.

Dopo la nascita di un soggetto, nulla è più come prima. Persefone che emerge dall’Ade è Persefone di oggi. Non è la Persefone dello scorso anno. Un anno di trasformazioni delle Persefone dentro ognuno di noi ha cambiato Persefone e Persefone, la piccola Demetra, ha cambiato ognuno di noi.
E’ una tradizione che viene riaffermata in Veneto il cui scopo è fondare un futuro che la crisi economica attuale vede incerto e, spesso, drammatico.
Che gli Dèi accompagnino i Veneti nel loro cammino e con i Veneti gli Italiani, gli Europei e ogni popolo che percorre la Terra.

Equinozio di Primavera 2012
Attraversare i fuochi e rinascere

06 marzo 2013
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784

lunedì 4 marzo 2013

Beppe Grillo, Hitler e le similitudini storiche

Traete voi le conclusioni
Recentemente un giornale ha paragonato Beppe Grillo a Stalin.

Sicuramente quel giornale ha sbagliato. Stalin non ha mai ingannato o prospettato risoluzioni di problemi per farsi votare.
Diverso è il parallelismo con Mussolini ed Hitler che, al contrario di Stalin, hanno raccolto voti aggredendo altri partiti e lo Stato senza raccontare i loro progetti che si sono rivelati nel tempo per quello che erano. Hanno messo in atto campagne di propaganda per raccogliere voti.
Il discorso di Hitler, che potete vedere al link, è estremamente simile nei contenuti a quello di Grillo.

Riporto estratti del discorso di Hitler:

"Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati... sono loro i responsabili! Io vengo confuso... oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento... mi hanno proposto un'alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico... noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. È un movimento che non può essere fermato... non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta... noi non siamo un partito, rappresentiamo l'intero popolo, un popolo nuovo..." (Adolf Hitler, Discorso pubblico alla nazione. Registrato nel 1932).


Anche nel 1932 sembrava che la guerra non ci sarebbe stata. 
Tutti volevano un futuro diverso, ma hanno seguito un padrone e il padrone li ha portati al macello della vita.


Oggi, 05 marzo 2013, ricevo un appunto in cui mi si segnala il sito:

In questo blog si vuole affermare che quanto riportato sopra sia un falso finalizzato a denigrare Beppe Grillo.

Nella pagina si legge come premessa:

“Beppe Grillo aveva previsto che, in caso di successo del suo MoVimento 5 Stelle alle Elezioni 2013, avrebbe avuto vita dura.”

E riferendosi al video postato, l’estensore di questo articolo afferma:

“La citazione, scelta non a caso, si riferisce alla ferrea volontà da parte del futuro Fuhrer del Terzo Reich di non stringere alleanze con altri partiti. Su molti profili facebook soprattutto legati ad ambienti culturali e politici di sinistra, la citazione è spesso accompagnata da commenti tesi ad evidenziare l’affinità tra le parole pronunciate oltre ottanta anni fa da Adolf Hitler e quelle pronunciate negli ultimi giorni da Beppe Grillo. Paragone abnorme, ovviamente, ma al quale alcuni denigratori dell’ex comico genovese hanno dato subito molto credito. Ma siamo sicuri che si tratti di una citazione reale? I dubbi sorgono spontanei, visto il testo della citazione, visti i tempi e visto l’accanimento dimostrato da alcuni nel voler a tutti i costi asseverare un rapporto di corrispondenza tra Grillo ed ambienti nazifascisti.”

Appare evidente che la “ferrea volontà” del “futuro Fuhrer del Terzo Reich” viene espressa nelle medesime condizioni in cui è espressa la “ferrea volontà” di Beppe Grillo di cui, ovviamente, non conosciamo né il futuro effettivo, né gli effettivi intendimenti anche se, dalle sue parole e dal suo progetto, si deduce una devastazione sociale finalizzata a togliere la società agli italiani. Non si tratta di “non stringere alleanze con altri partiti” come “furbescamente” e “malignamente” afferma il blog filo-Grillo. Si tratta di non devastare la società civile rispettando le norme procedurali nell’esercizio delle funzioni Istituzionali. L’attacco di Grillo all’articolo 67 della Costituzione indica le stesse finalità hitleriane e mussoliniane della costruzione dell’assolutismo Istituzionale.
A parte il fatto che appare RIDICOLO che chi scrive in un blog non conosca l’esistenza delle biblioteche e delle cineteche, ma prenda come riferimento la miseria postata in internet, magari da ragazzini smanettoni ma "inculturati" e "semideficienti", è evidente che questa “tecnica” serve per creare disinformazione con tutte le conseguenze del disastro sociale che comporta.
Afferma ancora questo blog filo-Grillo riferendosi al video riportato:

"Per chi conosce il Tedesco o anche semplicemente l’inglese (si vedano i sottotitoli del video) è evidente come la citazione riportata in queste ore sia il risultato di un tendenzioso “taglia e cuci” nel quale sono state accuratamente espunte frasi di estrema violenza pronunciate da Adolf Hitler. Togliendo tali riferimenti il senso del discorso, evidentemente, cambia completamente."


Indubbiamente la citazione riportata in chiaro è una “CITAZIONE”. Ma è altrettanto vero che il blog si è guardato bene dal mettere in chiaro l’intero discorso di Hitler che non è altro che una copia, con tutte le differenze del tempo e della situazione, dei discorsi di Beppe Grillo.
La questione non sono le semplici analogie dei discorsi di Grillo con quelli di Hitler.
Sono le analogie del progetto sociale di Grillo con quello di Hitler.
Data una qualità di comunicazione emotiva, le soluzioni sociali che possono scaturire da tale comunicazione, possono essere quelle e solo quelle!

Quando Bersani indica le priorità del lavoro, delle pensioni e dell’organizzazione sociale, io posso non essere d’accordo, ma so che quello è l’obiettivo che persegue al di là di alleanze o strategie che metterà in atto. Quando da Grillo sento “siete circondati”, “siete morti” e vedo una pratica dei Parlamentari eletti di separazione fra sé e l’insieme del mondo politico italiano, io mi aspetto solo la costruzione dei campi di sterminio o cose simili....

Vedi in merito:

Grillo non ha fatto un’imitazione delle parole di Hitler nelle quali individuiamo una certa analogia, ma ha riprodotto quella che è la pulsione psichica apocalittica, evocando l’apocalisse sociale, e la condizione messianica del “salvatore”. Ed è lo stesso meccanismo psichico manifestato da Hitler e da Mussolini. E’ lo stesso meccanismo usato dal primo Silvio Berlusconi ed è lo stesso meccanismo evocato da Umberto Bossi con l’indipendenza del Nord.

Pertanto, quello che ha fatto Beppe Grillo (e sta facendo) nella campagna elettorale, è stato evocare forme emotive analoghe a quelle naziste e fasciste attraverso un vuoto propositivo che dimostrava un’ossessiva ricerca di catastrofismo. In questo ha usato forme di propaganda proprie degli apocalittici, dei messianici e dell’Hitler che deve distruggere la Democrazia. Ha usato i meccanismi, che oggi conosciamo come criminali, per gli effetti prodotti, con cui Gesù di Nazareth aggrediva i Farisei fino a portare la distruzione e il massacro a Gerusalemme.

Vedi in merito:
  
Dopo di che, io so perfettamente che la società italiana e le Istituzioni hanno una serie di anticorpi ben maggiori di quelli del 1922 o del 1932. So perfettamente che “non è la stessa cosa”, ma è Beppe Grillo che, manifestando gli stessi meccanismi psichici,  è la stessa cosa. L’Italia si proteggerà dalla devastazione che Beppe Grillo sta portando. Chi ne soffrirà saranno i cittadini che si sono illusi di risolvere con quel voto i loro problemi anziché aggravarli nell’attesa del cataclisma sociale e istituzionale che dovrebbe consentire al movimento cinque stelle di avere quella maggioranza assoluta che in questo paese solo Silvio Berlusconi ha avuto. L’Italia si è difesa dal Lodo Alfano con cui si tentava di imporre un principio monarchico, si difenderà anche dalle patologia complottistiche dei grillini.

Dalle dichiarazioni fin qui giunte, il movimento cinque stelle è separato dalla società, non è espressione dei cittadini, ma è solo espressione di una pulsione apocalittica che sta seminando angoscia fra i cittadini.
Non solo le obbiezioni di questo sito vanno respinte, ma vanno interpretate come un tentativo di inquinare la capacità di analisi e di critica dei cittadini al fine di impedire loro un giudizio sereno sulle finalità del grillismo.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!
04 marzo 2013
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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Tel. 3277862784
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sabato 2 marzo 2013

Corruzione e corrotti in Veneto

Rappresenta l'ideale esoterico dei magistrati del Veneto.

Cosa sta bollendo nella pentola del sistema sociale italiano?
So perfettamente che si tratta di opinioni dettate dall’esperienza, ma la magistratura veneziana non si è mai mossa per questioni di giustizia. Si è sempre mossa in funzione di questo o di quel potere che in questo o in quel momento voleva o doveva condizionare la politica e l’economia del paese.

So perfettamente che esistono dei “magistrati onesti” nel senso che fanno il loro lavoro di magistrati, ma è chiaro che non si tratta dei magistrati di Venezia troppo legati a centri di potere fin dai tempi di Cefis, del massacro della Montedison e dei fanghi rossi.
Se i magistrati di Venezia hanno deciso di muoversi e di indagare ora, dopo i massacri economico-sociali che sono avvenuti in Veneto e che, a mio avviso, hanno finto di non vedere, appare evidente che qualche centro di potere a cui alcuni di loro fanno riferimento, ha deciso di muoversi.
Ci sono i magistrati legati a Scola e i magistrati legati a forme di servizi segreti che di volta in volta vengono indicati con vari nomi e, quando scoperti, vengono definiti eufemisticamente dalla stampa “servizi segreti deviati”. Spesso si tratta di “semplici centri di potere” come la confindustria o come gli industriali che vanno in pellegrinaggio a San Marino o in Carinzia. Altre volte sono forme di controllo sociale legate alle banche e alla finanza. Altre volte si tratta di forme consociative che si formano fra funzionari di Polizia, Prefetti e Questori che anziché essere legati SOLO alla loro funzione Istituzionale creano vere e proprie ragnatele di complicità (o se vogliamo di frequentazione amichevole) le cui componenti ideologiche vanno in una direzione diversa da quella Costituzionale. Basti pensare all’allarme sugli “anarchici insurrezionalisti”, assolutamente ingiustificato, per comprendere la manipolazione dell’informazione. E’ come nei tempi in cui Calogero (oggi procuratore capo di Venezia) elaborò la strategia della cupola o del grande vecchio dietro alla sinistra antagonista. L’idea non era sua. Lui l’ha solo gestita per i suoi interessi, ma l’idea fu elaborata da altri per criminalizzare l’intera società civile.

La questione è: qual è il grado di sofferenza sociale che può essere tollerato dalla grande Finanza o dai centri di potere occulti prima che essi stessi perdano il controllo sulla società civile per la nascita di nuovi e diversi riferimenti sociali?

Qual è la contrazione dei consumi che il paese può tollerare data la compressione dei salari, l’aumento della disoccupazione, del salario dimezzato e del precariato come sistema?

Il Veneto è stato un’isola felice sia per la corruzione che per ogni sorta di attività di devastazione sociale e Istituzionale. Basta ricordare la caccia agli immigrati imposta dalla Lega o l’odio per i musulmani voluto dai cattolici.
Furono proprio queste azioni sociali volute dalla Lega che hanno allontanato dal Veneto gli immigrati che volevano integrarsi e hanno aperto le porte agli immigrati che vivono sfruttando l’emarginazione.

Oggi abbiamo queste notizie dal Corriere della Sera:
  
«Il console me lo presentò Ghedini
Tangenti io? Non ne ho mai prese»
L'ex governatore: il mio sistema ha fatto grande il Veneto. E ancora: «Baita ha fatto man bassa dei project? E’ il più intelligente e il più bravo»

PADOVA —Onorevole Giancarlo Galan lei conosce William Colombelli, il faccendiere di San Marino al centro dell’inchiesta di Venezia e Padova?
«Sì, me lo presentò Niccolò Ghedini durante una cena a casa sua. Avevano in comune la passione per le automobili ma non so bene che rapporti vi fossero tra loro. E’ passato molto tempo, doveva essere l’inizio del 2000. Non vorrei sbagliarmi, ma era presente anche il ministro di San Marino Fiorenzo Stolfi».
Che impressione le fece?
«Era un tipo simpatico e brillante».
Ha mai intrattenuto con lui rapporti d’affari, è mai stato suo socio?
«Non sono mai stato socio in affari con Colombelli e non sono mai entrato nel suo ufficio a San Marino. Solo una volta gli ho chiesto un favore, di farmi sapere dove potevo comprare un motorino a poco prezzo. Lui me l’ha trovato, io l’ho pagato. Era stato costruito in Cina, non ha mai funzionato».
Perché nel 2011, durante una visita a San Marino in veste di ministro, lei preferì la vettura privata di Colombelli a quella messa a sua disposizione dalla Repubblica del Titano?
«Era un amico, a lui faceva gioco di fronte alle autorità locali, ci faceva bella figura a portarmi in giro. Perché avrei dovuto negargli un favore?».
Era un amico ed anche un tramite politico: prima di diventare console onorario, nel 2005, non fu lui a curare la firma dell’accordo tra la Regione Veneto e San Marino, nel 2004? Qual era la ratio dell’accordo?
«Nel 2000 avevo presentato il nuovo statuto del Veneto, dove avevamo previsto la possibilità per la Regione di stipulare accordi con Stati esteri senza passare per Roma. L’allora ministro Agazio Loiero disse che quel testo gli evocava tintinni di sciabole jugoslave e così, per pura polemica politica, decisi di avviare l’iter per la stipula di un patto con San Marino. Insomma, fu tutta scena».
San Marino è nella black list del Fisco. Perché voleva portare lì «una folta platea di imprenditori veneti potenzialmente interessati ad investire»?
«Per la stessa ragione per cui li ho accompagnati in Carinzia: per aiutarli a fare impresa con meno tasse e meno burocrazia».
[... leggi il resto al link]

Tratto da:


Sappiamo che la regione del Veneto è una regione corrotta. Ma il fatto che noi lo sappiamo, non è una “verità giudiziaria”. Le dinamiche della corruzione le intuiamo dai fatti sociali e politici nella discrepanza fra come vengono descritti, gli effetti che hanno nella società e le possibilità che quei fatti hanno negato.

La “verità giudiziaria” avviene dopo. Quando le attività corruttive o illegali superano in quantità e in qualità anche la capacità dei magistrati di girarsi dall’altra parte o diventano talmente negative per gli interessi di alcuni centri di potere tanto da costringere i magistrati a guardare una realtà che proprio non vogliono vedere.
Staremo a vedere!
  

02 marzo 2013
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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