La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 25 marzo 2013

Beppe Grillo il vaffanculismo foglia di fico al fascismo

Beppe Grillo
Tutta l’azione del Movimento cinque stelle altro non è che una foglia di fico con cui Beppe Grillo nasconde il suo progetto di destabilizzazione istituzionale al fine di far fallire la società civile.
Raccontava ai partecipanti ai suoi comizi di mandare a “fanculo” questo o quel politico, in realtà, attraverso le sue azioni e le sue scelte, stava mandando a “fanculo” la situazione economica e sociale di chi lo stava ascoltando.
Le sue esternazioni sono solo farneticazioni vuote, prive di contenuto. Inveisce per nascondere il vuoto di ciò che dovrebbe, al contrario, spiegare.
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” ai pensionati!
Quando Beppe Grillo dice “vaffanculo” ai licenziati!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” agli abitanti dei comuni!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” ai problemi della piccola impresa!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” alle difficoltà economiche del paese!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” ai giovani senza lavoro!
Quando Beppe Grillo dice “Vaffanculo” ai cittadini che si vedono privati ei diritti!
Non sta dicendo “Vaffanculo”, col suo vaffanday a chi ha portato l’Italia in crisi. Se così fosse avrebbe messo in atto delle strategie al fine di promuovere leggi contro chi ha spinto alla crisi, al contrario, lo dice ai cittadini ai quali si è sottratto cercando di spacciare come tutto sia “merda” e tutto vada distrutto. Solo che questo tutto da distruggere sono appunto i pensionati, il lavoro, i comuni, le piccole imprese, le condizioni economiche, i diritti sociali, ecc. ecc.

Se Beppe Grillo avesse voluto mandare a “fanculo” la politica di Silvio Berlusconi, avrebbe proposto scelte politiche antagoniste. Ma non l’ha fatto! Al contrario, dietro attacchi personali all’”utilizzatore finale” Silvio Berlusconi, ha mascherato l’accettazione e l’approvazione di tutte quelle scelte sociali ed economiche che hanno portato il paese allo sfascio. Chiamare il capo dello Stato Morfeo, implica un insulto alla persona del Capo dello Stato e non un attacco alle sue scelte politiche che, nella sua discrezionalità hanno aggravato le condizioni sociali del paese negando i principi Costituzionali ai cittadini.
Dare a Grasso della “foglia di fico” di Bersani, non significa indicare un’azione per la quale non si è d’accordo, significa voler parteggiare per la mafia per la quale Grasso ha, comunque, rappresentato una figura ostativa alla mafia.

Affermare, come ha fatto Beppe Grillo nei confronti di Laura Boldrini:

Laura Boldrini e Piero Grasso, eletti sabato alla presidenza di Camera e Senato, solo delle «foglie di fico» in una «legislatura che si annuncia breve».

Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/13_marzo_17/grillo-retroscena-nessuna-fiducia-a-Bersani_77011274-8ee8-11e2-95d7-5288341dcc81.shtml


E’ un insulto non solo a Laura Boldrini, ma a tutti gli Italiani. Solo un nazista di “merda” come Grillo può permettersi di insultare i miei eletti e non essere perseguito a norma di legge. Il suo odio per le Istituzioni che funzionano è palese ed evidente. Gli insulti di Beppe Grillo ai vari politici sono finalizzati esclusivamente ad immiserire il paese attraverso deputati e senatori che ha fatto eleggere ingannando e truffando gli italiani allo stesso modo con cui il criminale Gesù proclamava la venuta imminente della fine del mondo e il suo arrivo con grande potenza sulle nuvole.

Non esistono progetti che egli vuole attuare se non attraverso la distruzione delle Istituzioni.

Vale la pena di leggere le truffe e gli inganni di Beppe Grillo ai suoi elettori mediante la lettura di un articolo apparso su Il Fatto Quotidiano del 07 febbraio 2013.
Nel leggere questo articolo appare evidente l’analogia con la Lega di Bossi e di Maroni: le proposte fantasmagoriche e improponibili di Beppe Grillo fanno il pari con “l’indipendenza della padania”, “il federalismo”, il “federalismo fiscale” e le altre “minchiate” improponibili e irreali che sono uscite dalle farneticazioni leghiste:
Leggiamo l’articolo del Fatto Quotidiano:

Movimento 5 Stelle, il buio nel programma di Grillo
di Stefano Feltri
del 7 febbraio 2013

Ecco i punti. E i dubbi che sollevano.

1. Reddito di cittadinanza
Quanto e con che soldi? E chi ne ha diritto?

2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa
Questo punto è così vago da non significare nulla. E comunque lo sposerebbero tutti i partiti, dalla Lega a Monti.

3. Legge anticorruzione
C’è già. In cosa dovrebbe cambiare?

4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato
Idem come sopra: l’hanno promessa TUTTI i politici d’Italia da quando esiste l’informatica (chissà, forse anche da prima).

5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti
C’è stato anche un apposito referendum un’era geologica fa. Ma poi come si regolano i contributi privati? Tipo quelli dei Riva a Bersani, per intenderci. Come si garantisce che la politica non diventi ostaggio delle lobby più forti?

6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni
Se gli arricchimenti sono illeciti, si immagina che ci sia una sentenza a stabilirlo. E una volta che lo abbiamo scoperto? Li prendiamo a insulti per strada? Per come vanno le cose in Italia si creerà una apposita commissione, che pagherà consulenti, farà rapporti, e alla fine ci darà informazioni poco utili.

7. Referendum propositivo e senza quorum
Un po’ pericoloso, ma interessante. Ci deve essere però qualche barriera, o poche minoranze possono tenere in ostaggio la maggioranza.

8. Referendum sulla permanenza nell’euro
Questo è semplicemente incostituzionale. Non si possono fare referendum sui trattati internazionali. E Grillo comunque non avrà i voti in Parlamento per proporre una riforma della Costituzione.

9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
Altra buona idea. Se resta un filtro – come il numero di firme a sostegno delle proposte di iniziativa popolare – può essere uno strumento utile per un po’ di democrazia dal basso.

10. Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti
Si può fare. Ma prima serve una legge antitrust fortissima (peccato che nel programma del % Stelle ci sia la proposta di abolire le authority, inclusa quella della Concorrenza). E poi sarebbe complesso decidere chi deve farsi carico dei debiti della Rai. Sarebbe forte la tentazione di vendere ai privati Rai2, Rai3 e il resto del digitale liberi dall’indebitamento lasciando tutto al contribuente.

11. Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato
Niente da dire, dopo il Porcellum si può solo migliorare. Resta da specificare se con doppio turno o senza.

12. Massimo di due mandati elettivi
Ma davvero se uno fa il consigliere comunale a Frosinone poi può fare solo un mandato da Parlamentare? La politica è una cosa complicata, l’esperienza può essere utile, quello che conta è che le posizioni siano sempre contendibili evitando che l’incumbent, cioè chi detiene la carica in palio, sia troppo favorito.

13. Legge sul conflitto di interessi
Anche Berlusconi ne ha fatta una, per quanto sembri incredibile (l’inutile legge Frattini del 2004).

14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica
Questa è come il rimborso dell’Imu proposto da Berlusconi. Sulla carta siamo tutti contenti, ma da dove diavolo arrivano i soldi?

15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
Il problema è sempre stato l’uso discrezionale dei fondi, non l’esistenza di un sostegno all’editoria (tipo l’Iva agevolata). Comunque, in tempo di crisi, si può ridurre il contributo, magari garantendo comunque il pluralismo finanziando solo le testate web.

16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza
Bellissima idea. Complicata da realizzare. Chi paga la rete in fibra? Chi deve detenere la rete in rame oggi di Telecom? La Cassa depositi e prestiti? Come si finanziano gli investimenti? Li paga lo Stato o i privati?

17. Abolizione dell’Imu sulla prima casa
Il programma di Grillo comincia a costare più del New Deal di Roosevelt. Solo questa voce comporta circa 4 miliardi all’anno. E dove li trova, visto che non propone tagli di spesa (anzi, invoca aumenti) o imposte patrimoniali?

18. Non pignorabilità della prima casa
Idea geniale che avrebbe una conseguenza immediata: i tassi sui mutui schizzerebbero di parecchi punti percentuali. Nessuna banca presterebbe soldi a giovani coppie o famiglie a basso reddito se non può neppure avere in garanzia l’immobile acquistato col mutuo.

19. Eliminazione delle province
Pure questo lo hanno promesso praticamente tutti. Il difficile è farlo.

20. Abolizione di Equitalia
Le tasse le raccoglierà direttamente Grillo, che da bravo genovese è attento agli spiccioli. Comunque già da quest’anno i Comuni possono decidere se affidarsi a Equitalia o mettere a gara il servizio di riscossione. Quindi Grillo propone di lasciare in campo solo i privati? E con quali regole?
Chissà se Grillo fornirà dettagli prima del 24 febbraio. Da anni insulta i giornalisti che non hanno letto il programma del Movimento 5 Stelle pubblicato sul blog. Ma anche quello è sempre stato un vago elenco di suggestioni. A tre settimane dalle elezioni i tanti italiani che pensano di votare Grillo forse meriterebbero qualche proposta più dettagliata.
Oppure non resta che concludere che Grillo sta confermando i timori di chi è scettico verso il suo movimento: tanta gente piena di buone intenzioni ma con idee un po’ confuse.

Anche i politici incompetenti possono fare danni, non soltanto quelli ladri o in malafede.

Tratto da:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/07/buio-nel-programma-di-grillo/491840/

Appare evidente che l’unico scopo di Senatori e Deputati del Movimento cinque stelle è quello di impedire a Bersani di modificare le leggi criminali vigenti in questo paese. E’ quello di impedire la legge sul falso in bilancio. E’ quello di impedire di modificare il meccanismo del finanziamento dei partiti. E’ quello di impedire di far fronte al problema degli esodati. E’ quello di impedire la revisione del sistema IMU. E’ quello ci impedire l’aiuto alle piccole imprese. E’ quello di impedire quel minimo di trasformazione sociale che in questo momento permetterebbe all’Italia di uscire dal pantano in cui Silvio Berlusconi e la Lega dopo 10 anni di scelte sociali disastrose l’hanno portata: il progetto dei Senatori e dei Deputati di Beppe Grillo è molto simile, se non uguale nei fini, di quello di Berlusconi e di Bossi.

Non è forse Beppe Grillo che ha trovato positivo il progetto di Bergoglio di ridurre l’Italia alla povertà e costringere gli italiani al francescantesimo?
Il vaffanculismo di Beppe Grillo non è altro che la versione moderna del “me ne frego” che ha qualificato il fascismo. Un’assoluta indifferenza per le condizioni della società e dell’economia in funzione della presa del potere: poi, la storia ci dice come va a finire il “vaffanculismo”.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

25 marzo 2013
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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