La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 14 febbraio 2014

Veritas, fra terrorismo religioso e disprezzo dei cittadini

Può apparire assurdo che un’azienda che tratta rifiuti nel territorio urbano di Venezia-
Basta col terrorismo religioso degli
adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra.
Basta imporre la pederastia di Gesù.
Mestre-Marghera oltre che ad organizzare il lavoro in funzione del disprezzo dei cittadini infischiandosene del loro tempo e  delle loro esigenze facendoli aspettare inutilmente, pratichi anche l'odio religioso e l'aggressione nei confronti dei cittadini affinché siano complici del reato di genocidio e di pederastia nella figura del dio padrone cristiano e del criminale in croce. L'atteggiamento di disprezzo nei confronti del tempo dei cittadini consente di far scadere le soste e permettere ai vigili urbani di multare i cittadini. Quando la perdita del tempo non è necessaria, viene percepita dai cittadini come un atto di rapina del loro tempo. Un atto criminale, una violenza subita che li sottrae dall’essere dei cittadini per trasformali in sudditi sottomessi.

Questa mattina sono andato negli uffici della Veritas in Via Dante a Mestre per regolarizzare la perdita di una chiave per i cassonetti e farmene dare un’altra. Non ero preparato ad affrontare quell’organizzazione del lavoro (uffici) e varie persone mi sono passate davanti in quanto non sapevo come comportarmi negli uffici.

Una volta capito che dovevo fare quel tipo di code, ho aspettato il mio turno.

L’impiegato ha fatto il suo lavoro. Ha preparato le chiavi dei cassonetti che mi doveva dare, le ha sigillate affermando che avrei dovuto andare a pagare ALLA CASSA!

E qui sono cominciati i guai.

La Cassa non era una Cassa che riscuoteva il denaro, ma un altro banco d’ufficio impegnato in vari altri lavori diversi dal riscuotere denaro. Non ho problemi a pensare, conoscendo la miseria dell’organizzazione del lavoro vigente in Veneto, che all’impiegata addetta alla CASSA sia stato ordinato di “fare anche altri lavori nel frattempo”.

Sta di fatto che dopo aver fatto una coda, ne dovevo fare un’altra per pagare.

Il tempo E’ MIO. Rubarmi il tempo per un’organizzazione del lavoro inefficiente E’ UN ATTO CRIMINALE E COME TALE VIENE PERCEPITO. Io la coda l’ho fatta e in quella coda avrei dovuto risolvere il problema. Il fatto di dover fare un’altra coda, che poi è durata un tempo soggettivo infinito (non voglio scrivere quanto, perché potrei sbagliarmi), è percepito come un atto di prevaricazione criminale con la finalità di derubarmi del tempo di vita.

Il furto del tempo, quando non è giustificato da problemi palesi, è un atto criminale e come tale viene percepito dai cittadini che hanno la consapevolezza della limitazione della loro vita.

Il furto del tempo di vita viene praticato da chi è educato nell’ideologia cristiana, nell’ideologia del criminale in croce arrestato per violenza ai minori o al criminale responsabile di genocidio: il macellaio di Sodoma e Gomorra.

Il “dio boia” è il tempo rubato!
Perché il tempo rubato si chiama “dio boia”?

Perché è proprio dell’educazione cristiana disprezzare i cittadini, il loro tempo e le loro necessità per sottometterle al “dio della burocrazia”.
Chi è educato cristianamente pretende che il cittadino si metta in ginocchio davanti a lui e non protesti per le sue oscenità o per le sue scelte.

Questo è il “dio boia” di una società in cui criminali pretendono di prevaricare il cittadino in funzione di norme burocratiche o imprenditoriali che rappresentano atti di terrorismo, quando commessi nell’esercizio di doveri sociali, e suonano come insulti volti ad impedire al cittadino la sua vita sociale.

L’organizzazione Veritas poteva rispondere presentando le sue difficoltà, prestando i problemi che si manifestavano, presentando le sue necessità , invece ha risposto con offese ed ingiurie che, fatte dagli impiegati della Veritas suonano come atti di terrorismo criminale nei confronti del singolo cittadino, io che ero presente, della società civile nel suo insieme e della nostra Costituzione della Repubblica che dovrebbe essere il faro guida di ogni azione nella società.

Da ora in poi  parliamo dei TERRORISTI DELLA VERISTAS.

La prima cosa che hanno fatto è stata quella di aggredirmi. Per questi terroristi “dio” non è nome comune di cosa, ma NOME PROPRIO DELLA LORO ASSOLUTEZZA CONTRO I CITTADINI, hanno preteso con affermazioni, offese pretestuose che io riconoscessi il loro dio padrone che, come presentato da loro in quel momento,  era l’assassino degli abitanti di Sodoma e Gomorra, il macellaio dei bambini egiziani e il padre dello stupratore di bambini messo in croce. In sostanza hanno preteso che io commettessi il reato di apologia di strage e di accettazione della pederastia in nome di quel “dio” che, nella loro testa criminale, da nome comune di cosa, assumeva il suono dell’assoluto davanti al quale questi CRIMINALI si mettono in ginocchio.

Ho capito. Se io avessi detto “porco Javé” avrei fatto un’affermazione ingiustificata in quanto avrei offeso il dio dei cristiani che si chiama Jahvé (vedi sacra bibbia officine Garzanti Milano 1964). Ma io ho detto “porco dio”, non ho detto “porco Apollo” o “porco Zeus” o nemmeno “porco Hallah”. Ho detto “porco dio” cioè ho identificato un’educazione arrogante che in quel momento mi stava derubando del tempo.

E in quel momento sono stato aggredito da impiegati cristiani il cui scopo era quello di costringermi a riconosce il loro dio padrone e a commettere il reato di genocidio e di pederastia nei confronti dei bambini per riconoscere il loro diritto di rubarmi il tempo e privarmi del diritto di cittadino di protestare per una situazione criminale e ingiuriosa che LORO avevano costruito per i loro interessi.

Perché c’è un altro aspetto da dire: non c’erano in sala molti utenti. Sembrava quasi che bisognasse tirare in lungo. Bisognava far perdere tempo agli utenti presenti perché altrimenti poteva apparire inutile la presenza di tanti impiegati allo sportello che dello sportello non gli fregava niente.

La situazione che io ho vissuto è una situazione di terrorismo. Questi impiegati che mi hanno aggredito per fini di stupro religioso hanno riaffermato il genocidio e le stragi fatte nei confronti delle persone per costringerle in ginocchio al loro dio padrone. Hanno offesa la Costituzione della Repubblica e hanno ingiuriato le norme civili per violentate e sturare la società.

Questo avviene perché magistrati corrotti e vigliacchi hanno protetto l’attività di terrorismo nella società aggredendo ogni cittadino che chiedeva giustizia per atti criminali che non rientravano nella loro logica del crocifisso che è una logica criminale nei confronti dei cittadini.

Il disprezzo di questi impiegati per il loro lavoro e per i cittadini, nel senso che a loro interessava SOLO aggredirmi dal punto di vista religioso e costringermi in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra, è dimostrato dalla fattura di pagamento per le chiavi che io ho chiesto. Quando all’impiegata della VERITAS ho detto che io non dovevo pagare 10 euro come lei aveva fatturato, ma dovevo pagarne 20 perché avevo chiesto 2 chiavi e non una chiave. L’impiegata mi ha preso in giro. Ho dovuto insistere per pagare il doppio perché a questa incapace e incompetente, non gli fregava niente del suo lavoro, a lei interessava SOLO insultarmi perché non rientravo nel suo schema religioso. Dopo che questa impiegata col suo atteggiamento sprezzante mi ha insultato e ha insistito prendendomi in giro. da quella INCAPACE che ha dimostrato di essere, si è convinta e mi ha fatto una seconda fattura di altri 10 euro. Da cui si deduce, per estensione dell’esperienza vissuta, che gli impiegati della Veritas non fanno il loro lavoro, ma aggrediscono i cittadini! Io, ora, ho DUE fatture per la medesima operazione perché l’impiegata offensiva, ha dovuto fare una seconda fattura a compensazione dell’errore che aveva commesso (per inciso si tratta di un trucco usato da varie aziende per truffare i cittadini. Si finge di sbagliare una fattura o di non fatturare qualche cosa per poi rivendicare il dovuto non fatturato con persecuzioni giuridiche magari con l'intervento dell'Agenzia delle Entrate. Venite allettati con un non paganesimo e finite in un vortice giudiziario.).

Io non imputo la violenza subita solo ai due impiegati che hanno agito in concorso, la imputo a tutta la società VERITAS. Non posso fare altrimenti. Si tratta di attività di terrorismo religioso, si tratta di una vera e propria attività di terrorismo capillare sul territorio che, aggredendo le predilezioni religiose delle persone, impongono il macellaio di Sodoma e Gomorra e i principi di genocidio come se questi fossero legittimi.

Purtroppo la violenza che i cittadini subiscono è sistematica e non trovando sponda nelle istituzioni che dovrebbero essere garanti della Costituzione e dei principi civili, sono atti che spingono alla reazione violenta come hanno amato una serie di torturatori criminali della Procura della Repubblica di Venezia e dei Tribunali di Venezia che vedono la loro legittimazione nelle attività del macellaio di Sodoma e Gomorra.

Quanto odio religioso ha ancora intenzione di spargere VERITAS?

Quanto smetterete i principi per i quali ci avete macellato a milioni?

Il Pontefice eletto della Federazione Pagana
oggi, 14 febbraio 2014



14 febbraio 2014
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784

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