La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 23 dicembre 2015

Palazzo Ferro Fini pederastia e genocidio contro la Costituzione della Repubblica.


Da oggi Palazzo Ferro Fini, nell’aula del Consiglio Regionale, viene aggredita la Costituzione e con un atto di terrorismo eversivo viene messo sui muri il simbolo della monarchia assoluta esaltando la pederastia e il genocidio di cui il crocifisso è il simbolo.


Il diritto di uguaglianza fra gli uomini della nostra Costituzione viene abrogato nell’aula del Consiglio Regionale del Veneto e al suo posto viene esaltato il principio monarchico di tutti uguali davanti a me che sono il vostro padrone figlio del dio padrone proprio del crocifisso.


Viene esaltato il diritto al genocidio di chi non si mette in ginocchio davanti al padrone in quanto il crocifisso è il simbolo del diritto di scannare ed uccidere chi non si mette in ginocchio davanti al padrone Gesù.


In questo modo Veneto viene legittimata la pratica della pederastia in quanto il pederasta in croce fu arrestato in flagranza di reato col bambino nudo. Tale pratica pederastica di Gesù è il fondamento ideologico che legittima la pratica della pederastia cristiana. Una pratica di pederastia e pedofilia che non è solo violenza sessuale sui minori, ma è soprattutto stupro emotivo dei minori affinché si sottomettono a Gesù rinunciando a diventare cittadini responsabili (vedi i suicidi in Veneto prodotti dallo stupro emotivo sui bambini che li rende adulti incapaci di affrontare le contraddizioni della loro esistenza).


L’aula del Consiglio del Veneto esalta il diritto di rubare e truffare (vedi Gesù e l’amministratore), esalta la schiavitù dell’uomo (vedi Gesù e come si divertiva a minacciare di morte e bastonature i suoi schiavi) e il diritto alla tortura di chi non si può difendere (il diritto di Gesù di torturare fra “pianto e stridor di denti” le persone indifese).

Da oggi dunque i principi che guideranno l’aula Consigliare del Veneto non saranno i principi di uguaglianza, giustizia e compartecipazione sociale imposti dal dettato Costituzionale, ma quelli dell’odio e dello sterminio che, manifestati dal criminale di Nazareth vengono anteposti al dettato Costituzionale.

Scrive il Corriere della Sera:

Palazzo Ferro Fini, appeso il crocifisso
«Simbolo di pace e di speranza»
Promessa mantenuta nell’aula del Consiglio Regionale. Casali: appello perché tutti gli amministratori del Veneto lo posizionino nelle loro sale

VENEZIA «Prima di Natale, come auspicato e chiesto, è stato posizionato il Crocifisso nell’aula del Consiglio Regionale del Veneto a Palazzo Ferro Fini». Questo il commento del capogruppo della Lista Tosi Stefano Casali. «Il Crocifisso è stato prestato, a tempo indeterminato, dalla Procuratoria di San Marco - rileva - l’opera è un ex voto del diciassettesimo secolo». «Sono lieto - aggiunge Casali - che nella Casa dei Veneti sia stato finalmente collocato un simbolo di pace, di speranza e che incarna i valori sociali e culturali profondamente radicati nella nostra tradizione e nella nostra storia».

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2015/22-dicembre-2015/palazzo-ferro-fini-appeso-crocifisso-simbolo-pace-speranza-2302360069214.shtml

Ora tutti i Veneti sono dei pederasti dal momento che, avendo imposto il crocifisso contro le norme Costituzionali da parte di un’Istituzione rappresentativa del Veneto, come atto di eversione del dettato Costituzionale rende, a meno di dissociazione, tutti i Veneti moralmente corresponsabili della pederastia, del genocidio e dei principi della monarchia assoluta avversa alla nostra Costituzione Democratica.


La stessa frusta che Gesù ha usato contro i cittadini di Gerusalemme per impossessarsi illegalmente del Tempio è il precedette adottato da Hitler per legittimare la soluzione finale contro gli ebrei: Gesù è responsabile dei campi di sterminio nazisti. E il Consiglio Regionale del Veneto intende, esponendo il crocifisso, reiterare tale ideologia contro la Costituzione e il sangue versato per riscattare l'italia dal fascismo.

E’ vero che la Grande Camera ha consentito l’esposizione del crocifisso nelle scuole, ma solo a condizione che non fosse un simbolo religioso, ma solo un oggetto di arredo. Invece, il Consiglio Regionale del Veneto lo ha collocato per esaltare principi di morte dei cittadini e di aggressione alla Costituzione rendendo, di fatto, il Consiglio Regionale un ente eversivo dell’ordine democratico.


Claudio Simeoni

domenica 13 dicembre 2015

Crocifissi e presepi obbligatori per derubare gli italiani


Per consentire alle banche di derubare i risparmiatori è necessario imporre in ogni dove i presepi e i crocifissi. Solo in questo modo la Regione Veneto assicura l’ideologia che consente di derubare gli italiani dei loro risparmi.

Per truffare i bambini è necessario usare la stessa tecnica per truffare i risparmiatori, dalla Banca Nord dei leghisti ad ogni forma di truffa legata alle azioni cristiane che spacciando speranza costruiscono disperazione sociale.

Scrive il Corriere della Sera a proposito della banca Etruria dove il padre della Boschi e il padre id Matteo Renzi hanno un ruolo fondamentale nel derubare i risparmiatori:

Don Mario Ghinassi, il parroco della chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, in piazza della Repubblica, si aspetta l’arrivo del Boschi questa mattina per la messa delle 11, accompagnato come ogni domenica dalla moglie Stefania Agresti (preside di una scuola superiore del Valdarno ed ex vicesindaco del paese) e dal figlio Emanuele, anch’egli ex Banca Etruria, che li renderà nonni l’estate prossima.
Emanuele e Pier Luigi Boschi, a Laterina, sono soci della Confraternita del Santissimo Crocifisso, fanno la carità agli indigenti e ogni anno, con la loro cappa bianca, sfilano nella processione del Venerdì Santo. Don Mario, però, non vuole commentare i fatti relativi a quest’altra loro personale Via Crucis: «Qui da noi si dice che bisogna fare 100 passi insieme a una persona e mangiare con lei tanto sale, prima di giudicare. E il Boschi è un brav’omo...».

Intanto, però, il consigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, solleva anche il caso dell’ultimo presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, che dopo il commissariamento dell’istituto sarebbe diventato con la sua Nikila Invest socio della Party srl di Tiziano Renzi, il papà del presidente del Consiglio, che costruisce outlet in varie città. E l’amministratrice di questa società sarebbe la mamma del premier, la signora Laura Bovoli. «Il problema però - accusa Donzelli - è il fatto gravissimo che i genitori del capo del governo abbiano volontariamente omesso di citare le loro reali cariche societarie nella dichiarazione che devono alla presidenza del Consiglio. Sul sito di Palazzo Chigi non ve n’è traccia. In un Paese normale, Matteo Renzi si sarebbe già dovuto dimettere».

Tratto da:

Dopo l’affermazione criminale secondo cui “Farebbe schifo chi specula sui morti”, c’è da dire che fa schifo chi per i propri affari induce le persone al suicidio in nome del presepe e del crocifisso.

Costituzionalmente le colpe dei padri non ricadono sui figli. Ma solo se sui muri ci sono i principi Costituzionali che implicano doveri e pene in caso di loro violazione. Non è così quando sui muri viene imposto il crocifisso: allora le colpe dei padri ricadono sui figli specialmente se i figli hanno fatto carriera politica con i soldi rubati o truffati dai padri.

Il crocifisso sul muro determina l’ideologia da applicare e dal momento che Matteo Renzi impone l’ideologia del crocifisso, come la Boschi: sono responsabili delle colpe dei loro padri!
Troppo comodo truffare i cittadini coll’ideologia del crocifisso e nascondersi dietro i diritti garantiti dalla Costituzione.

Lo so che i magistrati applicano i principi Costituzionali e li garantiscono ai truffatori, ma io non sono un magistrato e ritengo un comportamento criminale e da vigliacco quello di Boschi e altri che hanno usato soldi truffati per la lor carriera politica imponendo il crocifisso per stuprare bambini indifesi e derubare risparmiatori fragili e non voler essere giudicati in base all’ideologia con cui hanno offeso la società civile e le sue Istituzione.

Come in Regione Veneto dove la situazione di Veneto Banca e a Vicenza è grave:

Da “lettera43…” leggiamo:

Il giro d'Italia del dramma banche fa tappa in Veneto.

Qui, tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, come ha ricordato il presidente leghista della Regione, Luca Zaia, ci sono 200 mila azionisti - 117 mila di Vicenza e 88 mila di Montebelluna -, destinati a perdere buona parte dei loro risparmi.
CROLLA IL VALORE DELLE AZIONI. Veneto Banca ha già portato il valore delle azioni per chi volesse esercitare il diritto di recesso da 30, 5 a 7,3 euro.
Mentre le azioni di Banca Popolare di Vicenza (BpVi), che erano arrivate a un massimo di 62,5 euro, potrebbero calare secondo analisti e advisor citati dal Sole 24 Ore nella fase di pre quotazione a 10-12 euro.
I soci sono anche più pessimisti: «Potremmo arrivare anche sotto i dieci euro», dice Maurizio Della Grana, azionista storico e 'dissidente' della BpVi. Risultato: il caso è diventato un'emergenza sociale, una battaglia politica e soprattutto giudiziaria.

E ancora:

ESPOSTI PER TRUFFA. Il caso più clamoroso è quello del presidente di Unindustria Vicenza, Giuseppe Zigliotto, che si è dimesso dal board di Popolare di Vicenza dopo che l'Espresso aveva rivelato come a febbraio - poco prima della prima svalutazione delle azioni - «una società di famiglia di Zigliotto ha venduto azioni della Popolare di Vicenza per un valore di 5,5 milioni».

E ancora altre indagini della Consob sono in corso sulla valutazione dell'adeguatezza agli investimenti alla clientela, cioè sul rispetto delle procedure Mifid nella valutazione del profilo di rischio da parte dei dipendenti della banca.
Sia i sindacalisti della Popolare di Vicenza sia un dipendente di Veneto Banca hanno denunciato le pressioni per far vendere i titoli, descritti nel prospetto delle stesse banche come difficilmente vendibili, a tutti i costi e a tutti i tipi di clienti.
Contro i due istituti di credito - ma anche contro Banca d'Italia - sono stati depositati numerosi esposti per truffa e associazioni a delinquere dalle associazioni consumatori e dalle organizzazioni degli azionisti che negli ultimi mesi si stanno letteralmente moltiplicando.

INDAGINI PER ESTORSIONE. E il 10 dicembre, per BpVi, è arrivata una grana ancora maggiore: la guardia di finanza ha perquisito numerose filiali toscane nell'ambito di un'inchiesta della procura di Prato che ipotizza il reato di estorsione da parte dei dirigenti della banca nei confronti di alcuni clienti imprenditori.
«Abbiamo offerto e offriremo come sempre la nostra piena collaborazione alle indagini», hanno commentato dall'istituto di credito. Ma le denunce che si affastellano sulle scrivanie dei tribunali rischiano di pesare sul futuro.
Secondo la maggioranza dei soci il problema parte dalla vigilanza. Quando le autorità si sono mosse lo hanno fatto a passi felpati: «Nell'estate del 2014 hanno comminato al board una multa di 74 mila euro. Sa quanto ci mettono a pagarla con un presidente che guadagnava 1 milione di euro e i consiglieri centinaia di migliaia di euro?», dice Della Grana che per anni ha accusato il cda di comportamenti a dir poco opachi. È stato persino denunciato per aver accusato la banca di un falso in bilancio reale, ma depenalizzato dalla legge voluta dal governo di Silvio Berlusconi.

IL COLTELLO NELLE MANI DEI MAGISTRATI. «Il board di Vicenza non è nemmeno stato rinnovato», dice riferendosi ai due vicepresidenti Marino Breganze e all'ex ragioniere dello Stato, Andrea Monorchio, ancora saldamente al loro posto.
Il risultato è che ora il coltello rischia di essere in mano ai magistrati. «Ci sono agenzie della banca a cui arriva in media una denuncia alla settimana, contro i dipendenti, i funzionari, i dirigenti», fa sapere il vecchio azionista: «Cosa succederà quando questa mole di cause andranno in porto? E come potranno impattare sulla redditività della banca?».


E’ il crocifisso il responsabile della truffa.

E’ col presepe che si sono potuti truffare i correntisti.
I correntisti sono colpevoli perché, anziché analizzare i prodotti loro offerti, hanno avuto fede nel dio padrone. Confidavano in Gesù ed erigevano presepi.
Hanno eretto un presepe di troppo. Lo hanno eretto nel loro cervello annebbiando la loro capacità critica.

Un presepe in ogni classe, così si possono truffare i bambini, rubare loro il futuro esattamente come hanno fatto e stanno facendo le banche.
I coglioni, addestrati mediante l’imposizione del presepe cattolico e del crocifisso, sono pronti ad essere truffati da truffatori che usano il crocifisso e il presepe per truffarli.

Il presepe non è innocuo, è un atto di guerra contro i doveri sociali che la Costituzione impone a chi gestisce fette più o meno ampie della società.
E’ proprio dell’ideologia cristiana truffare i risparmiatori addestrati a sperare nel miracolo e sono dei coglioni quei risparmiatori che, una volta derubati, da buoni cristiani, si suicidano

Il dio padrone lo vuole e Elena Boschi, Matteo Renzi, Zaia e Salvini dicono: Sì buana, costruiamo miseria sociale. Il nuovo, celebrato da Renzi alla Leopolda, non è altro che il regime mafioso applicato alla politica.


sabato 12 dicembre 2015

Quattromila mitra a Roma per aiutare l’ISIS: le responsabilità di Franco Gabrielli e Francesco Paolo Tronca.


Dopo le attività criminali messe in atto per demolire prima e aggredire sistematicamente il sindaco di Roma Ignazio Marino impedendogli di esercitare il proprio mandato elettorale, appaiono ora chiare le intenzioni criminali di chi ha orchestrato la campagna di aggressione al sindaco e, in particolare, del criminale Orfini e del criminale Matteo Renzi.

L’operazione di aggressione al sindaco Ignazio Marino era finalizzata ad impedire l’applicazione del dettato Costituzionale e costituire un vero e proprio stato comunale di polizia in cui i decreti prefettizi funzionassero per legittimare la monarchia assoluta del Vaticano. In sostanza, con 4000 mitra che girano per strada si è voluto trasformare Roma in un vero e proprio Califfato sottratto alla fruizione da parte dei cittadini del diritto Costituzionale con sistematiche minacce contro chi vuole esercitare il diritto di sciopero. Un vero e proprio regime del terrore che porta la situazione di Roma sempre più vicina all’ideologia del Califfato propria della monarchia assoluta Vaticana.

Davanti a politici vigliacchi i cattolici hanno sventagliato la carota del grande arrivo di pellegrini a Roma evocando il successo dell’attività di terrore (ricordiamo le aggressioni ai non cattolici messe in atto dal ministro degli interni Giorgio Napolitano che ha attentato alla libertà religiosa garantita dalla Costituzione diffamando e aggredendo cittadini per consentire al Vaticano di stuprare bambini) del Vaticano nel 2000 con le sue adunate di massa che hanno portato molte persone a Roma allettando albergatori, enti turistici, ristoratori e quant’altro di grandi guadagni che in questo modo sono stati zittiti per la presenza a Roma di quattromila poliziotti armati.

Ci si dimentica che il giubileo del 2000 era il trionfo del dio padrone Wojtyla, colui che aveva il diritto di stuprare bambini di qualunque paese in nome e per conto del pederasta in croce. Rivendicava questo diritto e il mondo occidentale fingeva di non vedere perché il pederasta Wojtyla rappresentava l’ideologia del padrone con cui combattere i “regimi comunisti”. Cosa che faceva molto piacere a Giorgio Napolitano in funzione del suo progetto ideologico di aggressione alla Costituzione e alla restaurazione del regime totalitario fascista (o fascista-clericale, se preferite) in Italia.

Il giubileo del 2000 aveva la “centralità del re”, cioè della capitale dell’impero cattolico, Roma. Poi, il re, il Vaticano concedeva dei privilegi giubilari anche ad altri, ma erano delle concessioni del re dell’impero cattolico.
Riporto alcuni accenni presi dall’enciclopedia cattolica wikipedia:

Il giubileo del 2000
Con molto riguardo, queste condizioni sono state largamente semplificate rispetto agli anni precedenti.
Le normali condizioni di confessione, eucaristia, preghiera per il papa e rinuncia all'attaccamento al peccato sono rimaste invariate, ma a differenza dei precedenti giubilei, era necessario visitare solo una singola chiesa in un singolo giorno.
L'indulgenza poteva essere ottenuta a Roma visitando una della quattro basiliche patriarcali, la Basilica di San Pietro, San Giovanni Laterano, San Paolo fuori le mura o Santa Maria Maggiore, come pure visitando il Santuario della Madonna del Divino Amore, la Basilica di San Lorenzo fuori le mura o le catacombe cristiane di Roma.
Durante la visita, il pellegrino doveva prendere parte alla celebrazione eucaristica o trascorrere mezz'ora in adorazione eucaristica.
L'indulgenza si poteva ottenere anche in Terra Santa visitando la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, la Chiesa della Natività a Betlemme, o la Chiesa dell'Annunciazione a Nazareth.


Nel 2000 i cattolici celebravano il dio padrone nella figura dell’imperatore Wojtyla e il centro del giubilo era il padrone Wojtyla.

Questo giubileo, al contrario, celebra la guerra contro le Costituzioni Occidentali, quella Italiana in particolare, affiancando la guerra ideologica fatta all’occidente da “califfati” organizzati dal Vaticano e suoi alleati.

L’ideologia del Vaticano, la monarchia assoluta, è l’ideologia del Califfato e, se vogliamo, anche del Dalai Lama del buddismo Tibetano: si tratta di regimi assolutisti per volontà di dio (o per volontà della reincarnazione nel caso del Dalai Lama).

Tre regimi uguali: uno è successore di Gesù, l’altro è successore di Maometto e l’altro è successore del Buddha. Le Costituzioni legittimano gli uomini, il califfato, il Vaticano e il Dalai Lama legittima il padrone che trasforma gli uomini in schiavi obbedienti. Fate voi!

La guerra scatenata dall’integralismo cristiano contro i regimi laici, in territorio definito musulmano, dai cristiani Bush, Berlusconi e Blair con la supervisione di Ratzinger ha permesso la nascita in quei paesi dell’integralismo musulmano e la nascita di un Vaticano musulmano nella forma del califfato dell’Isis.
La fase successiva è lo scontro che consiste nella mattanza per imporre il proprio dio, al quale Bergoglio col giubileo chiede misericordia per i macelli che si sta apprestando a mettere in atto.

Il primo atto di guerra fatto da Begolgio contro la città di Roma è stato fatto con l’aiuto dei fanatici cattolici come Orfini e Matteo Renzi che dovevano fermare Marino e il suo tentativo di applicare la Carta Costituzionale legittimando e legalizzando coppie omosessuali e una città più funzionale ai cittadini. Una città da percorrere in bicicletta e non con i mezzi blindati e i mitra spianati della Polizia di Stato. Marino riceveva minacce di morte dalla mafia di Roma Capitale? Orfini e Renzi, anziché combattere la mafia hanno usato le accuse della mafia per aggredire Ignazio Marino. A casa mia, al di là degli strumenti usati, si chiama complicità di Orfini e Matteo Renzi con la mafia.

La guerra dell’integralismo di Bergoglio, non si combatte a Roma. A Roma ci pensano i prefetti a sottrarre la città ai cittadini. La guerra di Bergoglio è una chiamata del fanatismo mediante la vendita delle indulgenze, il superenalotto dei cattolici, con cui i disperati vogliono comperarsi l’illusione del paradiso.

Questo è il motivo per cui a Roma non arriveranno le masse dei pellegrini: Il progetto di Bergoglio non è Roma, è il mondo. Non sono molti gli italiani che come nel medioevo pensavano di comperarsi il paradiso, ma Bergoglio confida che nei paesi “sottosviluppati” ci siano abbastanza illusi da irretire. Come le banche italiane vendono titoli spazzatura, così Bergolio vende spazzatura in cambio di corpi da mandare al macello della vita.

Scrive l’Avvenire:

Per quale motivo il 13 dicembre verranno aperte le Porte Sante in tutto il mondo?
Papa Francesco ha introdotto un'importante novità per il Giubileo della Misericordia. Per la prima volta viene celebrato il rito di apertura della Porta Santa della Misericordia anche nelle singole diocesi, in particolare nella Cattedrale o in una Chiesa particolarmente significativa o in un Santuario di particolare importanza.
 Per questa ragione il 13 dicembre Papa Francesco, vescovo di Roma aprirà la Porta Santa della sua cattedrale a Roma, San Giovanni in Laterano. La celebrazione eucaristica inizierà alle 9.30; lo stesso giorno un legato pontificio celebrerà l'Eucaristia e presiederà l'apertura della Porta Santa in San Paolo fuori le mura.
 Per lo stesso motivo Papa Francesco aveva voluto aprire la Porta Santa nella Cattedrale di Bangui, nella Repubblica Centrafricana, domenica 29 novembre, “facendola diventare capitale mondiale della pace e strumento di misericordia” aveva spiegato l'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.
E al tempo stesso, Papa Francesco aveva rilanciato con l'apertura di quella Porta Santa, fatta di legno e pochi orpelli, un messaggio a tutto il mondo, un invito a guardare alle periferie del mondo, agli ultimi, ai dimenticati, ma non da Dio.
 Dalla Cattedrale di Santo Spirito a Istanbul in Turchia alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Ratnapura nello Sri Lanka, dalla Chiesa di Cristo Re de Mushasha a Gitega in Burundi a quella di San Giuseppe a Dunedin in Nuova Zelanda, dalla Chiesa di Nostra Signora della Presentazione a Natal in Brasile alla Chiesa di Myeong a Seoul in Corea del Sud fino alla Chiesa San Giorgio nell’arcidiocesi maronita di Beirut in Libano: tantissimi saranno i fedeli di tutto il mondo che domenica 13 dicembre potranno partecipare al rito dell'apertura della Porta Santa nella propria città.
Sul sito della propria diocesi è possibile trovare le informazioni complete su come e quando partecipare alla Messa e al rito di apertura della Porta Santa.


http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/le-porte-sante-nelle-diocesi.aspx


Bergoglio dichiara guerra al mondo. Le sue truppe devono diventare i fanatici cattolici sparsi per il mondo. I fanatici cattolici che hanno accesso al paradiso con l’indulgenza da opporre ai fanatici che hanno accesso al paradiso con le vergini. Era così che funzionava durante le crociate.

Il viaggio a Roma dei pellegrii non serve a Bergoglio: a Bergoglio servono i fanatici nel mondo. Esattamente come la tradizione dei Gesuiti. I Gesuiti furono criminali nella storia e Bergoglio è uno di loro. Un fanatico che anziché chiedere scusa alle persone che ha danneggiato chiede scusa al suo dio per non averne danneggiate abbastanza.

Per questo motivo vengono aperte porte sante in tutto il mondo. In Italia sono Berlusconi e Renzi che fanno guerra alla Costituzione rendendo precari i cittadini italiani. I commercianti di Roma che sperano nei milioni di visitatori per piazzare la loro merce, saranno delusi. I milioni di visitatori non si sommeranno ai milioni di visitatori che già vengono, ma, al contrario, sottrarranno ai commercianti i visitatori che già vengono.

Ci saranno, probabilmente delle adunate cattoliche. Quelle adunate, se ci saranno, bloccheranno l’arrivo di turisti normali che vengono allontanati dalla presenza dei quattromila mitraglie della polizia di Stato.

Per contro, Bergoglio cercherà di organizzare fanatici cattolici nei paesi poveri da opporre ai musulmani che la sua propaganda farà passare persone che tentano di sopravvivere per dei fanatici. E altri disperati saliranno sui gommoni.

Questa guerra scatenata dal Vaticano e da Bergoglio, che i giornalisti riprenderanno in una continua e ossessiva propaganda, ha come scopo l’aggressione alla nostra Costituzione e ai principi che vi stanno alla base.

Già ora vediamo sanguinari criminali che attentano alla Costituzione imponendo i presepi nel tentativo di favorire il fanatismo cattolico per legittimare la violenza sui bambini. I bambini come bestiame affinché diventino i futuri fanatici cattolici razzisti. Il diritto Costituzionale sparisce e la schiavitù imposta da Gesù si sta facendo strada nelle relazione di lavoro in Italia.

12 dicembre 2015


lunedì 7 dicembre 2015

Passare a casa questo dicembre



Perché è necessario in questo dicembre, se possibile, chiudersi in casa e non frequentare mercatini di Natale, manifestazioni dei cattolici, viaggi e spese d’albergo?
Il problema non è la paura di attentati, ma la realtà oggettiva di attentati che vengono mesi in atto per distruggere la qualità del vivere dei cittadini.

In questi mesi si è ridotto il margine della fruizione dei diritti dei cittadini. Specialmente dei cittadini che sostenevano l’economia del paese lavorando. Mentre gli imprenditori delocalizzavano le attività e alcune banche si sono mangiati i risparmi degli imbecilli che ci hanno investito contando in lauti guadagni. Molte attività imprenditoriali si sono scoperte essere delle vere e proprie associazioni a delinquere con attività illecite.
I cittadini sono in sofferenza economica. Dei dipendenti Statali, solo i poliziotti, grazie ai loro manganelli, sono riusciti a rinnovare un contratto deridendo le altre categorie di lavoratori Statali. I suicidi sono aumentati e la stampa ha provveduto a silenziarli. Il Governo, alla difficoltà economica, ha aggiunto l’insicurezza sociale.
Intanto i cittadini vivono situazioni come questa:

Rubavano panettoni al supermercato
Nonni-ladri denunciati per furto

VENEZIA Cercavano di arrotondare la pensione minima i due vecchietti sorpresi dalla vigilanza di un supermercato a Mestre con due panettoni appena rubati, che intendevano rivendere. È accaduto nel supermercato di un nota catena commerciale, dove i due, entrambi italiani, 85 anni l’uno, 83 anni il «socio», sono stati bloccati mentre si stavano allontanando con il maltolto (valore poco più di 8 euro).

Tratto da:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2015/5-dicembre-2015/rubavano-panettoni-supermercato-nonni-ladri-denunciati-furto-2302287853322.shtml

Oppure situazioni come queste:

Veneto Banca:

All’indomani del cda-fiume di mercoledì, che ha fissato il valore di recesso a 7,3 euro, senza concedere un euro ai soci che chiedono l’uscita con il recesso, nel passaggio tra popolare e spa, vista la difficile situazione sul capitale. Nonostante aver cercato nei mesi scorsi in tutti i modi, come dice la relazione preparata per l’assemblea pubblicata ieri, di trovare «le soluzioni tecnico-giuridiche » per il recesso. Un mattone da digerire per i soci, visto che il valore di fatto rifissa il prezzo dei 124 milioni di azioni della popolare, determinando un crollo del 76% rispetto ai 30,5 euro stabiliti ad aprile, già decurtati del 22% dai precedenti 39 euro. La delibera di mercoledì, in un sol colpo, ha bruciato 2,8 miliardi, facendo scendere il valore di Veneto Banca da 3,8 miliardi a 908 milioni di euro. È in questa situazione, con la rabbia montante dei soci, che il cda presieduto da Pierluigi Bolla dovrà presentarsi il 19 dicembre all’assemblea dei soci, l’ultima a voto capitario, per chiedere il sì alla spa, ad un aumento di capitale da un miliardo e alla Borsa.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/economia/2015/5-dicembre-2015/veneto-banca-si-rivale-ex-2302285375532.shtml

C’è da avere davvero paura! Hanno speso 39 euro ad azione e ora ne ricevono (se vogliono capitalizzare col recesso) 7,3 euro. Hanno buttato via quasi 32 euro ad azione. Perdono, per ogni azione, più o meno quanto la media di un borseggiatore.

Non vi sembra che qualcuno abbia sottratto ben più denaro e capitali che non il furto di uno “zingaro”?
Questi miliardari del Veneto che hanno bruciato miliardi di euro nella loro assoluta imbecillità.
C’è proprio da aver paura
Altro che ISIS o attentati, c’è da aver paura dei preti cattolici, come questo:

Legnaro, l'eredità e il sacerdote: «Mi impegno a riparare agli errori fatti»
Letta domenica durante la messa dal sostituto parroco una lettera di giustificazioni di don Lucio rivolta ai suoi ex parrocchiani

Poche righe nelle quali don Lucio si rivolge direttamente ai suoi ex parrocchiani dicendosi dispiaciuto «per l’amarezza che in questo momento potete provare e per il disagio che tutta questa situazione sta creando». «Desidero» dice il sacerdote, indagato per appropriazione indebita aggravata «che sia fatta piena luce sui fatti e mi impegno a riparare agli errori che saranno accertati». E per questo si dichiara a disposizione delle autorità giudiziarie.

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/12/07/news/mi-impegno-a-riparare-agli-errori-fatti-1.12577033?ref=hfmppdea-1

Come se non sapesse quanto ha rubato!
In tutto questo Matteo Renzi, scortato da poliziotti, va alla prima della scala

L’ANSA scrive:

Non cedere al terrore chiudendosi in casa. Lo ha ribadito il premier Matteo Renzi che ha parlato arrivando a Bruxelles. Rispetto alla minaccia del terrorismo - ha detto - "non credo che il cittadino italiano debba rinchiudersi in casa". "Noi non sottovalutiamo i rischi che ci sono ma vogliamo dare un messaggio positivo, di ripartenza", ha aggiunto. il premier ha rivendicato la posizione italiana. "La posizione italiana sulla grave crisi che si vive - ha evidenziato - a livello internazionale credo sia la più forte in prospettiva".

Dobbiamo aver paura di essere rapinati dai prezzi dei commerciati, dalle offerte di investimento delle banche, da albergatori che cercano le prede in un momento in cui i pochi risparmi dei fessi sono l’oggetto del contendere.

Però è necessario arrestare i pensionati ultraottantenni che hanno preso due panettoni, mentre chi ha fatto sparire miliardi di Veneto Banca, non sarà arrestato.

C’è una sola soluzione: comprimere le spese. 

Costringere Governo e Commercianti a modificare l’abitudine di rapinare i cittadini. In fondo, chi ha una casa, può stare bene a casa e, tutto sommato, una bottiglia di Merlot vale quanto uno spumante, un cotechino più di un’aragosta e farsi un piatto di lenticchie fa star bene, riduce i guadagni dei commercianti e, dopo le feste, ci sono un po’ di soldi in tasca con cui guardare il giorno dopo con un po’ di serenità. 

Domani qualche commerciante abbasserà i prezzi, qualche imprenditore fallirà, e il Governo sarà costretto a cambiare politica sociale. Domani forse, qualche commerciante o imprenditore si ricorderà del crollo del petrolio e abbasserà il prezzo della benzina.


domenica 6 dicembre 2015

Difendere le tradizioni Venete e la libertà dell'uomo

E' necessario difendere le vere tradizioni della terra Veneta.
Bisogna dire BASTA con l'esaltazione della pederastia rappresentata dal crocifisso con un Gesù arrestato mentre se ne stava con un bambino nudo.
Basta al vessillo di san Marco che vuole legittimare la pederastia nei confronti dei bambini.
Bisogna dire basta all'assolutismo monarchico di un Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui.

Bisogna dire basta al terrorismo di un sanguinario assassino che si vanta di aver macellato l'umanità col diluvio universale o di aver macellato gli abitanti di Sodoma e Gomorra solo perché non facevano sesso come piace a lui.
Bisogna dire basta allo stupro delle persone e alla violenza nelle famiglie fatta da chi si identifica in un dio padrone e pensa che con la violenza possa ripristinare il suo dominio su mogli, mariti e figli. Violenza fatta ai più deboli in nome del dio padrone di Bergoglio.
Ripristiniamo le tradizioni del Veneto fatte di coraggio, amore ed emozioni che percependo un mondo di soggetti viventi costruisce le relazioni per fondare un futuro migliore di questo presente.



Basta con le Istituzioni che fanno violenza ai cittadini. Le Istituzioni sono al servizio dei cittadini ed è necessario che i cittadini imparino dagli Antichi Veneti impedendo al pederasta in croce, arresto in flagranza di reato, di essere il simbolo della devastazione della gioventù del veneto. Una gioventù che i cristiani hanno disarmato rendendoli socialmente deboli e culturalmente incapaci.
Basta tollerare le bestemmie dei cristiani contro le norme sacre della nostra Costituzione.



A qualcuno fa comodo imporre il pederasta in croce per difendere la sua pratica di violenza sui bambini, ma noi davvero vogliamo far violenza ai bambini? O non preferiamo che i nostri figli diventino dei cittadini consapevoli del loro ruolo nella società.
Davvero pensiamo che consentire a preti cattolici e a suore di far violenza ai bambini negli asili, come accadde al Sanguinazzi di Feltre in nome del crocifisso, possa dare un futuro ai ostri bambini? Col crocifisso si impongono paure, fobie e, costringendoli a pregare un padrone,, si ruba loro il coraggio con cui affrontare l'esistenza. E poi, i cristiani dicono: "Che bello, si è suicidato!" Come se la colpa dei suicidi non fosse dei cristiani, del loro Gesù e del loro dio padrone che ruba l'esistenza agli uomini pretendendo che siano schiavi sottomessi.
Riprendiamo ci le Antiche tradizioni. Quelle tradizioni che portarono l'Omo Sapiens in Europa in un lungo viaggio all'Africa.


mercoledì 18 novembre 2015

Silvio Berlusconi e la strage dell'ISIS a Parigi: per quale meccanismo si deve considerarlo corresponsabile.

Indubbiamente sono molti i mandanti della strage di Parigi avvenuta quel venerdì del novembre del 2015.

La Polizia Francese arresterà gli autori. I bombardieri francesi bombarderanno i mandanti e si darà la caccia ai finanziatori.

Tutto questo fa parte della cronaca. Esula dal coinvolgimento effettivo dei cittadini, salvo, coinvolgerli emotivamente per allontanare la loro attenzione dalle cause che hanno prodotto questa strage che non è altro che l’ultima delle infinite stragi che si sono succedute da quanto nel marzo 2003 fra gli altri (ma è quello che a noi interessa ed è di quello di cui noi oggi parliamo) il Governo Italiano e il Parlamento Italiano, con un atto di terrorismo eversivo nei confronti della Costituzione che garantiva loro la legittimità, hanno imposto agli italiani il marchio di criminali in nome e per conto del dio padrone cristiano manifestato della monarchia assoluta del Vaticano.

Capisco che l’adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce Silvio Berlusconi, che psicologicamente si identifica nel dio padrone (vedi alcune sue barzellette), ritiene che le sue azioni non siano foriere di conseguenze, ma l’attentato che ha messo in atto contro la Costituzione usando la carica di Presidente del Consiglio come un’arma di distruzione di massa, costituisce atto di terrorismo nei confronti dell’Italia e degli italiani. Gli atti criminali di Berlusconi, strage dopo strage, hanno portato alla strage di Parigi

Silvio Berlusconi, con un atto di terrorismo contro la nostra Costituzione e usando un Parlamento della Repubblica che, facendosi complice, è venuto meno ai suoi doveri di organo Istituzionale violando, per i propri interessi personali, l’articolo 11 della Costituzione che vieta all’Italia di usare le armi, più in generale chiamata guerra, per partecipare ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni ha fatto degli italiani un popolo di assassini. Se l’Italia partecipa a livello internazionale per assicurare la pace, lo deve fare senza armi, se usa le armi significa che usa la guerra contro altre nazioni e questa violazione dell’articolo 11 della Costituzione si chiama: TERRORISMO INTERNAZIONALE.

Invadere l’Iraq ha costituito, da parte di Silvio Berlusconi, del suo governo e del Parlamento, un atto di terrorismo che è stato giustificato dalla menzogna dettata dalla volontà di creare genocidio nello Stato Iracheno, favorire l’integralismo religioso con una guerra in cui l’esercito italiano ostentava simboli dell’integralismo cattolico, ostentava il battesimo cattolico di soldati italiani in assoluto disprezzo del popolo iracheno.

Va detto, dando onore ad alcuni Parlamentari Italiani, che qualcuno in Parlamento si è opposto a questa attività di terrorismo internazionale, ma va detto anche detto che quegli stessi Parlamentari non hanno accusato l’attività di Silvio Berlusconi come Terrorismo ritenendola non un crimine internazionale, ma parte della dialettica politica in cui la menzogna, la diffamazione e la calunnia non sono percepiti come dei crimini, ma normale dialettica politica.

Leggiamo con quali parole, menzogne e calunnie, nel 2003 Silvio Berlusconi alla Camera dei Deputati giustificava la sua voglia di macellare gli iracheni per permettere all’integralismo islamico di prendere il controllo dell’Iraq o parte di esso iniziando quel processo che ha costretto gli iracheni a riconoscersi in bandiere religiose integraliste piuttosto che in istituzioni laiche.

I cristiani di varie nazionalità, italiani con l’integralista cattolico (oggi riconosciuto come puttaniere), gli spagnoli (portarono in Iraq alcuni simboli dei crociati), gli inglesi (con Blair, anglicano oggi convertito al cattolicesimo) e Bush (cristiano rinato), iniziarono un genocidio che fu una vera e propria crociata contro i musulmani distruggendo uno Stato laico e favorendo l’insediamento dell’integralismo islamico più affine all’odio del crocifisso che i crociati cristiani portavano in Iraq.

Capisco che un politico adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce vive quell’idea di onnipotenza criminale per la quale ritiene le sue azioni legittime e ritiene illegittime le reazioni al suo delirio di onnipotenza. Si chiama idiozia criminale quando un politico non è in grado di valutare l’effetto delle proprie azioni che non attenuano i suoi crimini, semmai li aggravano per idiozia.

Proviamo a leggere, nel discorso alla Camera dei Deputati nel marzo 2003 come il criminale Berlusconi giustificava la sua partecipazione al genocidio degli iracheni per soddisfare il suo desiderio di imporre il crocefisso ai miscredenti:

Il discorso di Berlusconi alla Camera
21/03/2003 di Archivio Notizie


SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, onorevoli deputati, come è a tutti noto, il regime iracheno ha violato ripetutamente, nel corso degli ultimi dieci anni, gli ordini di disarmo che le Nazioni Unite gli hanno impartito con numerose risoluzioni.
Il problema nasce da circostanze altamente drammatiche. Saddam Hussein non è l'unico autocrate nel mondo a possedere armi di distruzione di massa di tipo chimico, batteriologico e radioattivo. Non è l'unico ad aver lavorato attivamente per un programma nucleare, ma è l'unico ad aver usato quelle armi su larga scala in una lunga storia di aggressività militarista ai danni dei suoi vicini e del suo stesso popolo.
La situazione di crisi internazionale generata dall'11 settembre e dalla scelta, in dimensioni fino a ieri impensabili, del terrorismo suicida contro la popolazione civile, contro donne, vecchi e bambini, ha reso necessaria una seria mobilitazione della comunità internazionale per ottenere finalmente, in modo certo, la resa del regime di Baghdad alle regole che presiedono alla sicurezza globale del pianeta.
L'ultima di tali risoluzioni per il disarmo, la n. 1441, fu approvata all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza nello scorso mese di novembre. Il testo era inequivoco: l'ONU chiedeva un disarmo totale, incondizionato ed immediato e prospettava, in caso contrario, serie conseguenze. Nelle risoluzioni precedenti, che definivano il comportamento del regime iracheno in violazione flagrante degli ordini delle Nazioni Unite, era esplicita la volontà di ricorrere alla forza in caso di inadempienza alle indicazioni del Consiglio di Sicurezza.
Dobbiamo giudicare, ora, le evoluzioni della crisi alla luce degli avvenimenti di questi ultimi giorni. Gli alleati hanno rinunciato a mettere ai voti un'ulteriore risoluzione - sarebbe stata la diciassettesima - che avrebbe dato un tempo certo ed ultimativo a Saddam Hussein per disarmare, pena l'inizio di un intervento militare. Hanno rinunciato a farlo dopo quattro mesi e mezzo di affannosi negoziati diplomatici, di lavoro degli ispettori e di sviluppi ambigui della politica irachena. Lo hanno fatto dopo che un paese membro permanente del Consiglio di sicurezza, la nostra amica ed alleata Francia, aveva legittimamente - tuttavia, a mio parere, sbagliando - annunciato che avrebbe messo il veto (Nella tribuna sovrastante il banco della Presidenza vengono esposte due bandiere della pace - Una voce dai banchi di Alleanza nazionale grida «Basta!»- Applausi dei deputati dei gruppi di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo e di deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)...

Saddam era innocente e le accuse di Silvio Berlusconi erano accuse inventate da criminali che come lui anelavano al genocidio del popolo iracheno. Anelavano ad attaccare la Costituzione della Repubblica Italiana violando i doveri che la Costituzione impone al governo italiano.
Il suo odio consisteva nel voler imporre il crocifisso agli Iracheni partecipando ad una guerra santa.

Ciò che Saddam aveva fatto, non era imputabile in quel frangente storico per questo Berlusconi ricorse alla menzogna e alla calunnia. Gli unici dittatori che mettevano in atto un’aggressione militarista per puro divertimento erano Blair, Berlusconi e Bush. Le armi di distruzione di massa, come accertato dagli ispettori ONU, non esistevano e la calunnia di Silvio Berlusconi serviva solo a coprire l’odio religioso con cui imporre il crocefisso in Iraq favorendo l’entrata in Iraq dell’integralismo islamico.

Se oggi la Francia piange la strage di Parigi, ad onor del vero, la Francia si rifiutò di agire contro Saddam Hussein e il popolo Iracheno. Lo dice Silvio Berlusconi quando riprende il discorso dopo l’interruzione in cui certifica la sua sottomissione alla monarchia assoluta del Vaticano:

SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, stavo dicendo che gli alleati hanno ritirato quella che sarebbe stata la diciassettesima risoluzione dopo che la Francia aveva annunciato l'apposizione di un veto ad un'ulteriore risoluzione - cito letteralmente le parole della Francia - in qualunque circostanza.
È così che si è, purtroppo, chiusa la vicenda diplomatica nella quale l'Italia, che pure non è nel Consiglio di Sicurezza, aveva giocato in modo autorevole e responsabile tutte le sue carte. E le aveva giocate allo scopo di tenere insieme l'alto prestigio e l'efficacia delle Nazioni Unite, la funzionalità e l'operatività politico-militare della NATO e quel tanto che era possibile realizzare di coesione in un'Unione europea che su questa materia, purtroppo, si è rivelata politicamente divisa.
È forte anche per noi il rammarico perché tale obiettivo di pace non si è realizzato. Non è mancato il nostro impegno in una ricerca ampia ed approfondita di soluzioni che potessero scongiurare il ricorso alla forza garantendo però, naturalmente, il disarmo completo dell'Iraq. Lo abbiamo fatto consapevoli della spinta sincera dell'opinione pubblica e sensibili come sempre al richiamo spirituale ed all'alto messaggio del Santo Padre (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

Che fosse una guerra di religione per imporre il crocifisso e l’integralismo islamico, non c’è dubbio. Che in qualche modo si volesse distruggere il laicismo nei paesi più liberali in cui c’era la religione musulmana è un progetto a cui hanno lavorato alacremente i servizi segreti del Vaticano.

Ai cittadini Italiani, per le attività del criminale Silvio Berlusconi che ha usato la Presidenza del Consiglio e il Parlamento per i propri scopi, è stato imposto il marchio di criminali responsabili del genocidio del popolo Iracheno. Responsabili di milioni di profughi che oggi bussano ai confini dell’Europa e responsabili di migliaia di attentati e non sarà l’ultimo, quello di Parigi.

Gli ispettori ONU dissero che non c’erano armi di distruzione di massa in Iraq.
Ma Silvio Berlusconi voleva infamare e calunniare in nome del crocifisso.


Concluse le sue menzogne e le sue calunnie criminali il sig. Silvio Berlusconi in questo modo e in questo modo si concluse il dibattito nel Parlamento Italiano del tentativo di Silvio Berlusconi di imporre agli Iracheni il crocefisso e l’integralismo islamico:


SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Vorrei sottolineare invece questo comportamento del Cancelliere Schroeder, il quale ha già concesso il transito, nel territorio, di truppe e materiali USA, il sorvolo del territorio e naturalmente l'uso delle basi USA che sono presenti (e sono due basi) nel territorio della Repubblica federale tedesca.
È evidente che non solo ragioni politiche (sulle quali conto di tornare più avanti), ma anche importanti argomenti di ordine giuridico sostengono la decisione del Governo sottoposta oggi, per questo profilo, alla decisione del Parlamento. Sono ragioni che dimostrano come, in mancanza di voti contrari del Consiglio di Sicurezza sui vari momenti decisionali riguardanti l'Iraq, le precedenti risoluzioni (dal 1991 al 2002) conservino il loro valore e quindi la loro applicabilità. Il combinato disposto delle risoluzioni n. 678, n. 687 e n. 1441 autorizza e reclama, al di là di ogni dubbio, direi, il disarmo forzoso dell'Iraq. La risoluzione n. 678 del novembre 1990, in particolare, autorizzava l'uso della forza per far cessare l'invasione del Kuwait. La successiva risoluzione n. 687 dell'aprile 1991 stabiliva il «cessate il fuoco» e le condizioni per il disarmo iracheno. Da tale risoluzione si desume che ogni violazione da parte dell'Iraq dell'obbligo di distruggere le armi di distruzione di massa avrebbe fatto venir meno le condizioni per il cessate il fuoco e, quindi, avrebbe ripristinato immediatamente l'autorizzazione ad usare la forza contro Saddam Hussein.
In effetti questo ripristino vi fu e l'uso della forza avvenne una prima volta già nel gennaio 1993. Su tali raid aerei l'allora Segretario generale dell'ONU, Boutros Ghali, disse letteralmente (cito le sue testuali parole): «Gli attacchi e le forze che li hanno condotti hanno ricevuto un mandato dal Consiglio di Sicurezza secondo la risoluzione n. 678 e la causa degli attacchi è stata la violazione da parte dell'Iraq della risoluzione n. 687 sul cessate il fuoco. Quindi, come Segretario generale dell'ONU, posso affermare che questa azione è conforme con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e con la Carta dell'ONU».
È da notare che, nei giorni appena precedenti a questa azione del 1993, il Presidente del Consiglio di Sicurezza aveva per ben due volte ammonito il regime iracheno sulle serie conseguenze delle sue inadempienze; è lo stesso, preciso linguaggio usato nella risoluzione n. 1441.
A distanza di cinque anni, nello stesso contesto di legittimazione dell'ONU - precisamente nel dicembre del 1998 -, ebbero luogo raid aerei americani, qualche giorno dopo che il capo degli ispettori aveva disposto il loro ritiro dall'Iraq.
Allora governava la sinistra e non si levarono grida di scandalo né voci concitate (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega nord Padania e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI).
Nella risoluzione n. 1441, infine, molti dimenticano che il presupposto espressamente citato è la persistenza della violazione materiale della precedente risoluzione n. 687 che impone all'Iraq l'obbligo del disarmo. Questa risoluzione concede soltanto a Bagdad un'ultima opportunità di disarmo pieno ed immediato, con obbligo di cooperazione attiva dell'Iraq con gli ispettori.
Queste due condizioni - è pacifico - non si sono verificate, tanto che il 17 marzo - quindi, due giorni fa - il capo degli ispettori ha presentato al Presidente del Consiglio di Sicurezza un lungo elenco di 12 questioni tuttora irrisolte perché non vi è stata cooperazione attiva da parte dell'Iraq e neppure risposta alle molte domande degli ispettori.
Dunque, poiché la risoluzione n. 1441 è in vigore e prevede gravi conseguenze in caso di persistente violazione da parte irachena e poiché la stessa risoluzione richiama e riafferma la validità delle risoluzioni n. 678 e n. 687 - che, come ho ricordato, erano state già attivate nel 1993 e nel 1998 -, le condizioni per l'autorizzazione all'uso della forza si sono, oggi, legittimamente determinate.

MAURA COSSUTTA. Legittimamente da chi?
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Il progetto di nuova risoluzione... (Commenti di deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si sa che vi sono opinioni diverse. Adesso ascoltiamo le opinioni del Presidente del Consiglio.
MAURA COSSUTTA. Ma non legittimamente! Forse per voi, ma non «legittimamente»!
PRESIDENTE. Onorevole Maura Cossutta, per cortesia, la richiamo all'ordine.
PIER PAOLO CENTO. Non le bugie si devono raccontare al Parlamento!
PRESIDENTE. Prego, Presidente Berlusconi.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Voglio insistere, quindi, nel ricordare che il progetto di una nuova risoluzione tendeva non ad incidere sul principio dell'autorizzazione al disarmo forzoso (Commenti di deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo), che è già un principio chiaramente affermato, ma soltanto a fissare un termine ultimativo. E questo si evince senza possibilità di...
PIER PAOLO CENTO. Devi dire la verità al Parlamento! La verità! La verità!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. ...dal testo della risoluzione stessa, a conferma questo dello strenuo sforzo politico (Commenti)...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non è possibile ascoltare un dibattito in questo modo! Vi prego di avere un minimo di civiltà per far parlare tutti! Sta parlando il Presidente del Consiglio; poi, si contesterà legittimamente la tesi del Presidente del Consiglio. Ma non è accettabile questo mormorio generale!
MAURA COSSUTTA. Infatti, non è possibile!
PRESIDENTE. Presidente Berlusconi, la prego di continuare.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Mi pare quindi chiaro che c'è stato uno sforzo continuativo per arrivare ad una soluzione pacifica.
È evidente del resto che non fissare alcuna data finale sarebbe equivalso a garantire all'Iraq molti anni ancora di violazione e di elusione delle sedici risoluzioni dell'ONU intervenute dal 1991 sino ad oggi.
Mi sono a lungo soffermato sugli aspetti giuridici della decisione che il Governo intende assumere dopo il voto del Parlamento, soltanto per evitare che di una non fondata questione sulla legittimità dell'uso della forza si cerchi di fare, da parte dell'opposizione, un caso strumentale (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani), per evitare cioè che la questione giuridica nasconda la difficoltà di questa sinistra di ammettere...
MAURA COSSUTTA. È la Costituzione!
PRESIDENTE. Onorevole Maura Cossutta, la prego! La richiamo all'ordine!
BASILIO CATANOSO. Mandala fuori! La deve buttare fuori!
PRESIDENTE. Non è possibile intervenire in questo modo! Scusate, ci vuole anche il rispetto di ascoltare gli altri. Ciascuno parlerà.
Onorevoli colleghi, vi prego. Non è che ciascuno si fa la giustizia da sé. C'è il Presidente che sta richiamando all'ordine.
STEFANO LOSURDO. Buttala fuori!
PRESIDENTE. Onorevole Losurdo, richiamo anche lei esattamente come l'onorevole Maura Cossutta. Stia zitto, per cortesia (Vive proteste dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!
Prego, signor Presidente.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Volevo soltanto sottolineare che con gli argomenti della politica non si può chiedere al Governo di mettere in discussione l'Alleanza Atlantica (Vivi, prolungati applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega nord Padania e Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI - Applausi polemici del deputato Maura Cossutta).
MAURA COSSUTTA. Guardi loro, Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Maura Cossutta, gli applausi sono consentiti o c'è un regolamento che li vieta? Io non lo so! Capisco! Non c'è ancora un regolamento che vieti gli applausi! Dai tempi di De Gasperi in poi, i Presidenti del Consiglio sono stati applauditi quando lo si è ritenuto opportuno. Insomma, cerchiamo di non tenere il senso della misura (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale - Applausi polemici del deputato Maura Cossutta).
KATIA BELLILLO. Ed il dissenso come si esprime?
PRESIDENTE. Non è che si possa rimproverare un applauso al Presidente della Camera.

KATIA BELLILLO. Presidente, ci faccia esprimere il dissenso! C'è chi si esprime con gli applausi e chi...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego! Prego, signor Presidente.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, capisco bene che fa parte delle cose politiche che l'opposizione accusi di tutto il Governo: che accusi il Governo di avventurismo, se il Governo procede con decisione; che accusi il Governo di ambiguità politica, quando il Governo procede con prudenza e senza fare strepito (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani). È successo anche in quest'occasione, anche stavolta. E se l'opposizione me lo consente, rilevo che è mancato finora al centrosinistra quel senso della realtà e delle esigenze della diplomazia (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani - Prolungati applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega nord Padania) in tempo di crisi.
State dimostrando che vi manca quel senso della realtà e della democrazia che abbiamo dimostrato noi, quando eravamo minoranza in questo Parlamento (Vive proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo - Vivissimi, prolungati applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega nord Padania - I deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della lega nord Padania si levano in piedi - Dai banchi dei deputati dei gruppi di Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo si grida: «Pace! Pace! Pace!»)!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, va bene! Grazie! Grazie! Signor Presidente...
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Mi spiace, ma devo riportare i fatti.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Buffone!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi ...
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. L'Italia partecipò nel 1999 alla guerra senza un'esplicita autorizzazione da parte dell'ONU. Ma la liberazione della Serbia da un tiranno come Slobodan Milosevic era una scelta giusta e noi la appoggiammo perché pensavamo e pensiamo che la funzione dell'opposizione sia quella di partecipare al conflitto politico con un alto senso dello Stato e che l'interesse nazionale venga prima della scelta ispirata...
MARCELLA LUCIDI. Parla della guerra!
PRESIDENTE. Onorevole Lucidi, la prego.
ANDREA MARTELLA. Bossi!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. ...a un interesse particolare o, come state dimostrando, a pura demagogia (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro, della Lega nord Padania e del Misto-Liberal-democratici, Repubblicani, Nuovo PSI)! Sono convinto che, se voleste fare altrettanto, fareste solo l'interesse del paese (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Tuttavia, la crisi irachena ormai si pone in termini nuovi. Gli alleati hanno ingiunto al dittatore, dopo prove di pazienza durate 12 lunghi anni (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Verdi-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani)...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. ...Se 12 lunghi anni non sono pazienza, non so quale periodo possa essere okay. Hanno chiesto al dittatore di dimettersi e di lasciare il paese con la sua corte, garantendogli una speciale immunità, unica possibilità ormai per scongiurare il ricorso alla forza. La probabilità che si arrivi all'intervento armato è ormai obiettivamente molto alta (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Rifondazione comunista, Misto-Verdi-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani): è scaduto l'ultimo invito. Noi siamo, lo ripeto, addolorati di questo esito e conserviamo (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Verdi-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani) ... Non si può continuare a fare strame della verità, signori della sinistra!
TITTI DE SIMONE. Infatti!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Conserviamo ancora, conserviamo ancora nel cuore la speranza che una resipiscenza dell'ultima ora possa cambiare il corso delle cose (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Siamo anche consapevoli del fatto che istituzioni multilaterali importanti della nostra storia, a partire dalle Nazioni Unite, hanno sofferto questa crisi e non hanno saputo comporre le divergenze ed è a questo proposito che io avevo definito nefasta un'azione unilaterale da parte degli Stati Uniti per le conseguenze che questo avrebbe comportato sulla credibilità delle Nazioni Unite, sull'amicizia transatlantica, sulla stessa unità dell'Unione Europea. Pensiamo che l'Unione europea, come ha detto il Presidente della Commissione di Bruxelles, debba trarre una lezione impegnativa dai fatti e, prima di ogni altra cosa, dalla sua incapacità di presentare una posizione unitaria, chiara e autorevole, sulla scena internazionale (Commenti - I deputati Cento e Bulgarelli abbandonano l'aula). Naturalmente...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego, non è possibile continuare in questo modo. Onestamente, non è neanche uno spettacolo decente. Sta parlando il Presidente del Consiglio, ci sono stati applausi e contestazioni, ma adesso lasciamo finire l'intervento perché non siamo in condizione di procedere con un minimo di...
SALVATORE BUGLIO. Lui è un imbroglione!
PRESIDENTE. Onorevole collega, ognuno può esprimersi qui dentro come ritiene doveroso fare, nella posizione in cui è. Il Presidente del Consiglio sta esprimendo le sue opinioni. Io ho il diritto di garantirglielo... ho il dovere di garantirglielo!
Signor Presidente del Consiglio, continui pure, le chiedo scusa.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Naturalmente, siamo sin da ora impegnati, speravamo e speriamo con un atteggiamento di collaborazione dell'opposizione, a fare del nostro meglio per trovare soluzioni adeguate alla crisi nel corso del semestre italiano di Presidenza europea che si apre il prossimo mese di luglio.
In particolare, gli obiettivi per i quali, pur nella difficoltà del momento, è sin d'ora possibile cercare - e lo credo davvero - di ritrovare già nel Consiglio europeo di domani a Bruxelles l'unità dell'Europa, sono la conferma dell'impegno comune per la lotta al terrorismo e contro ogni forma di proliferazione delle armi di distruzione di massa, il rilancio del vincolo di amicizia e di cooperazione euroatlantica, l'impegno - anzitutto sotto l'egida dell'ONU e dell'Unione europea - a costituire in Iraq condizioni umane, politiche, sociali ed economiche di prosperità per il popolo iracheno e, infine, la forte e determinata accelerazione di un'iniziativa che porti alla ripresa di pace del processo per il Medio Oriente.
Negoziati che abbiamo sempre sollecitato, che in ogni occasione internazionale non abbiamo mai mancato di sostenere e che sosterremo anche domani con forza nel Consiglio europeo. Abbiamo rivolto un doppio appello ai nostri amici ed alleati americani, anche da questi banchi l'ultima volta che abbiamo discusso in quest'aula della politica estera italiana. Avevamo detto loro di non coltivare la solitudine perché il capolavoro della diplomazia occidentale dopo l'11 settembre era stato la costruzione di una grande alleanza mondiale contro il terrorismo, un'alleanza che resta e deve restare pienamente in vigore anche al di là di ogni contrasto sulla guerra in Iraq.
Ma avevamo anche promesso loro che non li avremmo lasciati soli nella lotta contro il terrorismo internazionale, le sue cause e i suoi effetti, e fra questi la proliferazione delle armi di distruzione di massa. Il Parlamento è, dunque, oggi impegnato a ragionare e a discutere responsabilmente intorno ad una questione diversa da quella che abbiamo dibattuto nelle passate sessioni dedicate alla crisi. Non è più in gioco la via al disarmo iracheno, ma la chiara collocazione del nostro paese rispetto al conflitto che oppone alcune grandi democrazie nostre alleate...
MARCO RIZZO. Ma con l'ONU!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. ...ad un sanguinario tiranno che ha sfidato la legge e l'ordine internazionale (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia).
È in gioco la scelta tra chi ha, storicamente ed eroicamente, testimoniato un impegno per la libertà degli uomini e chi ha trasformato il suo paese in una camera di tortura e di eliminazione degli avversari (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e di deputati del gruppo della Lega nord Padania).
È in gioco il nostro sostegno aperto a un paese che ha subito il terrorismo e vuole combatterlo estendendo nel mondo il perimetro delle libertà.
GABRIELLA PISTONE. Scatenando la guerra nel mondo!
PRESIDENTE. Onorevole Pistone...
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Sono certo di poter ritenere che il Parlamento italiano e il paese, condividendo la proposta del Governo,...
NICHI VENDOLA. Il paese no!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. ... sapranno scegliere...
MAURA COSSUTTA. Il paese no!
PRESIDENTE. Onorevole Cossutta... ma...
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. ...in coerenza con cinquant'anni di storia democratica e repubblicana, cinquant'anni di una politica estera di pace, europea ed atlantica.

ALFONSO PECORARO SCANIO. Bravo!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. L'Italia non parteciperà direttamente alle operazioni militari, non invierà perciò in Iraq né uomini né mezzi, come sin dall'inizio ho dichiarato pubblicamente e ho detto con franchezza e con lealtà agli amici americani, dalla prima conversazione con il Presidente americano George Bush (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro). Non siamo, dunque, una nazione belligerante (Applausi di deputati del gruppo di Forza Italia)!
L'Italia è, del resto, già seriamente impegnata con i suoi soldati su altri fronti della sicurezza e della pace, dai Balcani all'Afghanistan. L'Italia, fedele alla linea che ha ispirato i precedenti accordi internazionali, anche oggi concederà l'uso del nostro spazio aereo e delle basi militari sul nostro territorio.
KATIA BELLILLO. Questa che cos'è se non guerra!
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. Lo concederà non per attacchi militari che partano da queste basi. Lo hanno fatto e lo faranno (Commenti dei deputati del gruppo Misto-Comunisti italiani)...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra davvero...
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. ...anche le democrazie europee che hanno contrastato, perfino annunciando un voto contrario o addirittura un veto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Come ho già ricordato, la Francia, il Belgio, la Germania, oltre all'Olanda, alla Danimarca ed ovviamente alla Spagna (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo), hanno chiaramente concesso, a sostegno dell'azione angloamericana, l'autorizzazione all'uso delle proprie basi militari e il diritto di sorvolo. Sarebbe una farsa tragica se l'Italia facesse una scelta contraria all'interesse nazionale, all'interesse dell'Europa ed ai valori intangibili che ci uniscono ai nostri storici alleati, al di là della Manica e al di là dell'oceano (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega nord Padania).
MAURA COSSUTTA. Al di là della Costituzione.
SILVIO BERLUSCONI, Presidente del Consiglio dei ministri. È inutile sottolineare la gravità di un atto di diniego che significherebbe un vero e proprio contrasto all'azione degli alleati nei confronti del tiranno iracheno. In questo senso, il Governo, sin dall'inizio ed in ogni occasione, ha fatto per intero, con coerenza, con trasparenza e con limpidezza, la sua parte. Lo abbiamo fatto, lavorando con dedizione totale, con decisione ed anche con prudenza. Continueremo a farlo - ne sono sicuro - con il sostegno e la fiducia del Parlamento repubblicano. Vi ringrazio (Vivi e prolungati applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale, dell'Unione dei democratici cristiani e dei democratici di centro e della Lega nord Padania - I deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale si levano in piedi - I deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani scandiscono: «Pace, Pace, Pace!»).
Fonte: www.camera.it
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La Francia ora pensa ai suoi morti. Ma questi morti non appaiono oggi. Sono morti provocati dall’odio religioso cristiano. Quel medesimo odio che spinge un partito come la Lega Nord a imporre il crocefisso per scatenare guerre religiose esaltando un razzismo che offende l’Italia.

L’odio religioso con cui Silvio Berlusconi ha attentato alla laicità dello Stato Italiano, ha favorito la monarchia assoluta del Vaticano imponendo il crocefisso ai cittadini italiani e al mondo intero.

In Parlamento qualcuno si è opposto all’odio Berlusconiano per la Costituzione, ma chi si oppone non ha senso dello Stato, senso della giustizia, senso del valore della Costituzione quando impedisce alle Istituzioni comportamenti criminali o di terrorismo nei confronti dei cittadini.

Si sono opposti all’aberrazione di Silvio Berlusconi, ma non hanno il senso della legalità, pertanto, a quell’opposizione non sono riusciti a dare un senso che potesse portare l’Italia a realizzare effettivamente la Costituzione. Criminali come De Gasperi, Scelba, Andreotti, Aldo Moro, Rumor, Craxi, ecc. hanno sempre usato la Costituzione per pulirsi il culo consegnando i bambini al Vaticano affinché potesse stuprarne la struttura psico-emotiva e trasformare i cittadini italiani in bestiame da sacrificare per ogni dittatore che, infischiandosene della Costituzione, li usava per attività illegali e criminali consapevole dell’impunità che la magistratura gli assicurava anteponendo il crocifisso e i suoi principi di odio alla legittimità Costituzionale.

La responsabilità dei crimini non è solo di chi fa l’azione. L’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo, cretino e deficiente.
La responsabilità sta in chi ha costruito la situazione affinché si determinino i crimini e, in questo caso, l’organizzazione criminale di cui Silvio Berlusconi era il presidente.

Chi sono coloro che hanno messo il marchio di criminali ai cittadini italiani commettendo un genocidio contro l’umanità in complicità con Silvio Berlusconi?
Ce lo dice il sito del Governo, con le dovute differenze, con le dovute responsabilità politiche, sociali e morali e, molti di loro, se la magistratura facesse il suo lavoro, per il genocidio dell’Iraq andrebbero processati per attentato alla Costituzione della Repubblica. Va da sé che esporre il crocifisso è un reato perché l’esposizione del crocefisso certifica l’irresponsabilità del politico. E’ “dio che lo vuole!”:

Il Governo Berlusoni
nel 2003 alcuni ministri e sottosegretari erano cambiati.

Tutto il Governo Berlusconi in carica al momento dell’invio dei militari in Iraq è responsabile del genocidio del popolo Iracheno. E’ responsabile di aver favorito l’arrivo dell’integralismo in Iraq prima e in Siria poi. E’ responsabile di milioni di profughi. E’ responsabile degli attentati che ne sono seguiti compreso l’attentato di Parigi.

L’attività di quel governo va definita col termine di: Terrorismo Internazionale.
E’ ridicolo Blair quando dice, come ultimamente ha fatto, di non aver valutato bene le conseguenze: come cristiano si ritiene creato dal dio padrone a sua immagine e somiglianza e, pertanto, onnipotente. Ha poco da chiedere scusa. E’ vergognoso!

Domani altri attentati con fini da integralismo cristiano e cattolico fatto con i bombardieri e i carrarmati, altri attentati islamici fatto con le bombe.
Purtroppo, noi cittadini possiamo solo indignarci davanti ad all’organizzazione dei giornalisti RAI che per alimentare l’integralismo islamico e l’odio contro la Costituzione della Repubblica infarciscono programmi e notiziari della monarchia assoluta del Vaticano proteggendo, di fatto, l’attività di stupro e violenza sui bambini operati dal Vaticano e dalla sua organizzazione religiosa. Siete mai andati a vedere quando i missionari cattolici stuprano i bambini africani? I giornalisti RAI pensano che i bambini africani siano “merda umana”: coprono la faccia dei bambini italiani ed espongono, per soldi, la miseria che ai bambini africani hanno imposto i cattolici legati al Vaticano.
Le azioni che fai oggi ti rendono responsabile delle risposte che hai provocato.

18 novembre 2015

Claudio Simeoni (indignato per i fatti di Parigi)