La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 9 aprile 2015

Torture e terrorismo in Italia: da Felice Casson agli omicidi del tribunale di Milano

L’Italia censurata dall’Unione Europea per attività di tortura nei confronti dei cittadini
Il documento con cui il CSM legittima la tortura
 e il terrorismo ad opera di Calogero, Mastelloni, Casson,
Ugolini Rita, Della Costa, Ferrari, Palombarini e la
conseguente manipolazione dei processi.
Italiani.
Come se fosse una novità.
Come se non avvenisse da decine d’anni nei posti di Polizia, dei Carabinieri, nei centri dei vigili urbani che armati di manganello girano terrorizzando i cittadini.

Coltivare il delirio di onnipotenza degli imprenditori mentre si torturano i cittadini che protestano contro gli incidenti sul lavoro, il lavoro nero, la diossina sparsa dalla Montedison e affini in giro per Marghera.

Deridere i cittadini che chiedono giustizia nei loro sentimenti religiosi offesi dal crocifisso che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio e propaganda, legittimandola, l’attività di pederastia.

Imprenditori che ammazzano e feriscono i dipendenti obbligandoli ad azioni autodistruttive.

Riflessioni che oscillano fra una storia personale vissuta e la cronaca di oggi che si presenta all’attenzione di una società in grave difficoltà in cui Istituzioni fra il criminale e il mafioso continuano ad agire devastando la democrazia italiana.

Inutile denunciare i magistrati che praticano il terrorismo attraverso un’interpretazione personale della legge torturando i cittadini vantano l’impunità grazie alle relazioni mafiose che intrattengono con le diverse Istituzioni, compresa l’Istituzione che li dovrebbe controllare.

Leggendo queste notizie, la mente mi ricorda la sanguinaria torturatrice e terrorista Rita Ugolini e Michele Della Costa del tribunale di Venezia che ridevano del fatto che Bortolussi della CGIA di Mestre organizzava il modo per garantire l’impunità agli imprenditori che aggredivano e ferivano i dipendenti sui posti di lavoro. Questi magistrati di professione, ma terroristi nelle loro attività, ridevano delle persone ferite, persone che avevano subito veri e propri attentati terroristici sui posti di lavoro, mentre si divertivano a torturare le persone che rivendicavano giustizia. Loro agivano per proteggere il terrorismo ritenendo che le persone ammazzate e ferite come bestie sui posti di lavoro non avessero il diritto di rivendicare il loro essere dei cittadini, né ritenevano in diritto i cittadini di difendere una Repubblica messa in pericolo dall’attività delle mafie imprenditoriali dalle quali proveniva il sanguinario torturatore La Barbera che con Mastelloni, Ferrari, Nordio, Felice Casson,  Calogero, Palombarini, Dalla Costa torturavano chiunque non si mettesse in ginocchio davanti al diritto degli imprenditori di ammazzare i cittadini.

E’ con le torture di operai che Felice Casson si è fatto eleggere al senato della Repubblica. Proprio perché non è mai stato inquisito per terrorismo ha potuto diventare senatore eliminando politicamente gli avversari.

Il terrorismo sociale legato agli imprenditori crea un grave danno alla società civile e non stupisce se un imprenditore ha sparato a dei magistrati al tribunale di Milano. Abituato a fare violenza alle persone che lavorano per lui viveva quel delirio di onnipotenza che lo ha portato a rivendicare diritti di sottomissione ai propri dipendenti nei confronti del magistrato che non gli obbediva. Se i magistrati, Polizia e Carabinieri, avessero proceduto nei confronti di tale persona per i reati commessi prima della sua “bancarotta fraudolenta”, probabilmente i delitti messi in essere al Tribunale di Milano non sarebbero accaduti. Il tribunale di Milano per le attività criminali messe in essere contro i cittadini, primo fra tutti la feroce caccia all’uomo messa in atto contro Valpreda al solo fine di coprire le attività eversive della strage di Piazza Fontana con l’allontanamento del sostituto procuratore che sospettava piste diverse (D’Ambrosio), ha favorito il diffondersi nella società di un atteggiamento criminale ammantato di impunità.

Lo stesso Matteo Renzi ha dimostrato come colpire le persone che lavorano per favorire la mafia degli imprenditori. Favorire la mafia con il jobs act per costringere le persone a lavorare sotto una costante minaccia di terrorismo mafioso se non rinunciano ai loro diritti costituzionali di cittadini. E’ un attentato alla Costituzione della Repubblica, un atto criminale contro i cittadini e la Costituzione, che da un latto favorisce la mafia dell’imprenditoria criminale e dall’altro lato distrugge l’economia costruendo un perenne stato di insicurezza fra i cittadini che sono costretti a difendersi comprimendo i consumi.

Favorire la mafia significa favorire anche atti di terrorismo dove il delirio di onnipotenza, messo in atto nei confronti del cittadino che chiede il rispetto dei diritti Costituzionali, poi si rivolge anche contro le Istituzioni pretendendo che le Istituzioni proteggano il delirio di onnipotenza contro le pretese delle persone di essere dei cittadini.
La notizia da cui scaturiscono le riflessioni è oggi oscilla fra la condanna dell’Italia per tortura, la sentenza sulla strage di Ustica coperta dalle Istituzioni e gli omicidi al tribunale di Milano che domina in di tutti gli organi di informazione. Se l’assassino avesse avuto la faccia di un marocchino, questa persona al tribunale di Milano sarebbe stata perquisita dalla testa ai piedi: è proprio di magistrati e poliziotti mettere in atto il razzismo alla Lombroso e ignorare le norme Costituzionali.

Riporto da giornale La Repubblica:



Panico in tribunale dove ci sono stati due morti e un ferito. E' successo al quarto piano, lato via Manara, del Palazzo di giustizia di Milano, dove sono stati esplosi 4 o 5 colpi di arma da fuoco. Dopo gli spari, una folla di persone - avvocati e utenti del tribunale, hanno cercato la via di fuga riversandosi negli scaloni. Una persona è stata vista con una gamba insanguinata.

Immediata la reazione dei carabinieri in servizio alla cittadella giudiziaria milanese che, pistole alla mano, si sono recati sul posto. A quanto si è appreso, l'area attigua al secondo piano è stata provvisoriamente chiuso al pubblico. A quanto si è appreso da ambienti giudiziari milanesi ci sarebbero due morti e un ferito nella sparatoria. E' caccia all'uomo nel tribunale di Milano per trovare l'attentatore, che si troverebbe ancora nei locali del Palazzo.
Tratto da:

Sono azioni criminale che si prevengono soltanto ristabilendo la giustizia sociale. Colpire la corruzione, colpire le omissioni del diritto al lavoro, colpire gli atti criminali o di intimidazione fatti dalle Istituzioni ai cittadini. Colpire fatti che appaiono ai deliranti del dio padrone, come irrilevanti, quasi fastidiosi, ma che sono gravi nella vita del singolo cittadino e alimentano quella tensione emotiva che nel delirio dell’onnipotenza impunita sfocia in fatti, come l’omicidio, che anche se appaiono più gravi dal punto di vista giuridico, socialmente sono irrilevanti perché voluti dalle Istituzioni attraverso un infinito numero di omissioni messe in atto perché ritenute irrilevanti.
Come questa.

Era una persona debole e fragile, agli arresti domiciliari, che chiedeva al “padrone” di pagargli lo stipendio.  Io non so quale sviluppo avrà questa vicenda, ma l’alto disprezzo che ho per i magistrati di Padova, per la loro violenza, per il disprezzo che hanno dimostrato in passato per i diritti dei cittadini nell’incitare all’odio sociale, mi fa sospettare che sia in atto un’attività di eversione, da parte loro, dell’ordine democratico per garantire agli imprenditori il diritto di non pagare gli stipendi in nome del macellaio di Sodoma e Gomorra e del criminale Gesù che ordina di sgozzare chi non si mette in ginocchio davanti al padrone. Un crocifisso che i magistrati usano per minacciare e ricattare i cittadini affinché non osino rivendicare i diritti Costituzionali.

Se a sparare nella testa di questo poveraccio fosse stato un Rom o un extracomunitario, sarebbe indubbiamente stato arrestato e messo in galera in attesa di accertamenti. Purtroppo l’odio razzista che i magistrati di Padova, di Venezia, di Treviso, Verona e Belluno hanno per la società civile e la loro propensione a legittimare torture e violenze sulle persone indifese, sono atti che indignano e offendono la società civile.

Riporto la notizia che al di là degli sviluppi futuri, è tale da indignare ogni persona civile:

CARTURA. Va a chiedere al titolare il pagamento degli stipendi arretrati e finisce in ospedale con un pallino di acciaio conficcato nella nuca. Il proiettile sembra partito da una pistola d’aria compressa, ma il datore di lavoro nega con determinazione di essere stato lui a premere il grilletto. Quel che è certo è che ieri pomeriggio U. Mar., 37 anni, di Cartura, è finito sotto i ferri in Neurochirurgia all’ospedale di Padova per l’estrazione del pallino dalla testa mentre il suo datore di lavoro, D. B., 32 anni, anch’egli di Cartura, è stato denunciato a piede libero per lesioni gravi. M. non è in pericolo di vita ed è sempre stato cosciente. B., dopo essere stato interrogato dai carabinieri, si è chiuso nella sua casa.

Ha dell’incredibile quanto successo ieri a Cartura; ovviamente i due protagonisti della storia hanno fornito versioni diverse di quanto accaduto, discordanti soprattutto sui dettagli della presunta sparatoria. Saranno le indagini dei carabinieri di Conselve e della magistratura a mettere in fila gli elementi di prova e le testimonianze per stabilire le singole responsabilità. Tutto è iniziato ieri verso le 12.20 in via San Pietro Viminario, nell’abitazione di D. B., titolare della “D.B. Tecnoimpianti”, ditta individuale di termoidraulica. A suonare il campanello il suo dipendente, U. M., intenzionato a chiedere il pagamento degli stipendi arretrati.

Da qui in poi il racconto dei due protagonisti prende direzioni opposte. M. afferma di essere stato fatto entrare in casa, precisamente nella sala da pranzo. Racconta di aver chiesto al titolare di essere pagato spiegando che ormai è stanco di aspettare. Al rifiuto di Baratto si innesca una breve discussione, ma quando il dipendente si rende conto che non otterrà nulla fa per andarsene. Non è chiaro cosa abbia visto, ma successivamente ha riferito ai carabinieri di avere sentito come un colpo alla nuca e un forte dolore. Dopo essere uscito di casa, M. ha fatto ritorno nella sua abitazione raccontando ai genitori quanto era successo e mostrando la ferita alla nuca. Ha chiamato anche i carabinieri di Conselve e poi si è diretto, accompagnato dalla madre e da uno zio, all’ospedale di Schiavonia. I medici hanno eseguito una Tac che ha confermato la presenza di un pallino di acciaio conficcato nella nuca. A quel punto il ferito è stato trasferito con un’ambulanza del 118 all’ospedale civile di Padova, reparto di Neurochirurgia, dove in serata è stato sottoposto a un intervento per l’estrazione del proiettile. È in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita.

Nel frattempo i carabinieri hanno interrogato B., il quale ha fornito tutta un’altra versione dei fatti. Ha detto di non avere fatto entrare in casa M., perché l’ha visto molto alterato. Non solo, ha anche aggiunto che il dipendente gli ha detto di avere un forte mal di testa e per questo l’ha invitato ad andare in ospedale. In casa dell’imprenditore i militari hanno trovato una pistola ad aria compressa, regolarmente detenuta. Le indagini sono solamente agli inizi; intanto B. è stato denunciato a piede libero con l’ipotesi di reato di lesioni personali gravi. Il pubblico ministero Vartan Giacomelli acquisirà la documentazione clinica e l’esito dell’intervento chirurgico sull’operaio, per poi procedere con la ricostruzione dei fatti. In passato il ferito ha avuto qualche problema con la giustizia e attualmente, in seguito a un reato legato alla detenzione di sostanze stupefacenti, è sottoposto al regime degli arresti domiciliari, con la possibilità di uscire da casa per motivi di lavoro. Cosa che ha fatto ieri a pranzo per chiedere al suo titolare di essere pagato. Non è ancora chiaro a quanto ammonti il credito.

Tratto da:

Che gli imprenditori siano “solo” una banda di delinquenti che delinquono attraverso la loro attività imprenditoriale e che, per tale motivo, l’attività imprenditoriale deve essere considerata come un’arma attraverso sui delinquere, non ci sono molti dubbi.
Non servono molte notizie a corredo di affermazioni del tipo “gli imprenditori sono terroristi, delinquenti e mafiosi”. E’ talmente diffusa l’attività del delinquere fra gli imprenditori che a buona ragione si può dire che TUTTI GLI IMPRENDITORI VANNO CONSIDERATI COME DELINQUENTI. Salvo prova contraria.
Riporto la notizia di oggi, così, tanto per avallare quanto sostenuto, dal giornale La Repubblica:

Sono stati arrestati dai carabinieri il sindaco di Marino, comune vicino Roma, un dipendente comunale e tre imprenditori, tra cui un agente della Polstrada di Albano in malattia da un anno, ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di corruzione e peculato.

Le indagini, iniziate nello scorso mese di giugno e dirette dal procuratore di Velletri Francesco Prete e condotte dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Castel Gandolfo comandato dal tenente Alessandro Iacovelli e da personale della polizia giudiziaria, corpo forestale dello Stato, hanno riguardato tra le altre cose la realizzazione di un punto vendita di una nota catena commerciale, del valore di circa 3 milioni di euro, per il quale - secondo gli inquirenti - il primo cittadino Fabio Silvagni, eletto a maggio del 2014 per il centrodestra, avrebbe rilasciato illecitamente le necessarie autorizzazioni in cambio dell'assunzione di una ventina persone da lui indicate per garantirsi così un ritorno politico ed elettorale.

Tratto da:

Questo è il motivo del fallimento della società civile e della grave crisi economica che attanaglia l’Italia: ci sono troppe leggi che favoriscono l’attività criminale degli imprenditori e troppe leggi contro le persone fragili e indifese. Oltre alle leggi c’è la mentalità criminale di chi ritiene di poter torturare le persone, come Felice Casson, Mastelloni, Ugolini Rita, Michele Dalla Costa, Ferrari, Nordio e altri magistrati che fanno della professione un’attività criminale con cui devastare la società civile.

Troppi mendicanti bastonati da poliziotti e vigili urbani di cui non sapremo mai nulla perché nessun barbone è in grado di denunciare un poliziotto torturatore che agisce con la complicità del magistrato ponto a denunciarlo per calunnia. Troppi poliziotti che usano la calunnia contro i cittadini e che vengono protetti da magistrati corrotti e vigliacchi che fanno della loro professione un’attività con cui diffondere il terrorismo nella società.

Imprenditori mafiosi, poliziotti e carabinieri vigliacchi, magistrati terroristi che favoriscono gli omicidi sui posti di lavoro; questa è la miscela che favorisce la distruzione della società.

Felice Casson sapeva che La Barbera torturava; ha voluto agire coprendo le torture perché partecipava alla medesima organizzazione terroristico/criminale. Glielo aveva detto il Cap. Ambrosini. Glielo aveva detto il Poliziotto Trifilò, gliel’ho detto anch’io, ma Felice Casson si divertiva a torturare le persone. Lui ci sguazza nelle torture e ora, con la sua ferocia criminale si presenta a sindaco di Venezia e come ha partecipato alle torture dei cittadini per salvaguardare il diritto degli imprenditori di ammazzare le persone (vedi sia la protezione dell’attività criminale di Tagliercio e della sua banda, sia il sodalizio criminale costruito dalla Procura della Repubblica di Venezia con Vittorio Olivero, l’assassino di Gori e Albanese, per assicurarsi l’impunità di torturatori).

E’ il terrorismo che i cittadini subiscono e che quando lo denunciano vengono derisi dai poliziotti, dai magistrati e dal Consiglio Superiore della Magistratura che ritiene legittima la tortura dei cittadini in nome del macellaio di Sodoma e Gomorra e del crocifisso che espongono: in questa dimensione sociale, voluta e costruita dai magistrati, oggi tre persone sono state ammazzate al tribunale di Milano!

Se il sanguinario torturatore Felice Casson avesse proceduto per torture nei confronti di La Barbera, non ci sarebbero state le torture al G8 di Genova e non ci sarebbero stati i depistaggi dell’assassinio di Borsellino e le trattative Stato mafia: questo sangue gronda dalle mani di Felice Casson! Non fare il proprio dovere oggi, significa essere responsabili delle conseguenze future.

Ma l’attività di terrorismo di Felice Casson, Carlo Mastelloni, Ugolini Rita, La Barbera, Michele Dalla Costa, Ferrari, Nordio, Calogero, Palombarini e i loro soci occulti era favorita dal Consiglio Superiore della Magistratura che da organo di controllo della magistratura si è trasformato in un’organizzazione terrorista volta a legittimare le torture nei confronti dei cittadini.

Questo è il terrorismo che ha prodotto tre morti, oggi, al Tribunale di Milano!

Si tratta di riflessioni di chi ha difeso una società dai tentativi di colpi di Stato ed è stato torturato da chi era preposto ad impedire quei colpi di Stato, preferendo, al contrario esserne complici.


09 aprile 2015

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