La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 23 dicembre 2015

Palazzo Ferro Fini pederastia e genocidio contro la Costituzione della Repubblica.


Da oggi Palazzo Ferro Fini, nell’aula del Consiglio Regionale, viene aggredita la Costituzione e con un atto di terrorismo eversivo viene messo sui muri il simbolo della monarchia assoluta esaltando la pederastia e il genocidio di cui il crocifisso è il simbolo.


Il diritto di uguaglianza fra gli uomini della nostra Costituzione viene abrogato nell’aula del Consiglio Regionale del Veneto e al suo posto viene esaltato il principio monarchico di tutti uguali davanti a me che sono il vostro padrone figlio del dio padrone proprio del crocifisso.


Viene esaltato il diritto al genocidio di chi non si mette in ginocchio davanti al padrone in quanto il crocifisso è il simbolo del diritto di scannare ed uccidere chi non si mette in ginocchio davanti al padrone Gesù.


In questo modo Veneto viene legittimata la pratica della pederastia in quanto il pederasta in croce fu arrestato in flagranza di reato col bambino nudo. Tale pratica pederastica di Gesù è il fondamento ideologico che legittima la pratica della pederastia cristiana. Una pratica di pederastia e pedofilia che non è solo violenza sessuale sui minori, ma è soprattutto stupro emotivo dei minori affinché si sottomettono a Gesù rinunciando a diventare cittadini responsabili (vedi i suicidi in Veneto prodotti dallo stupro emotivo sui bambini che li rende adulti incapaci di affrontare le contraddizioni della loro esistenza).


L’aula del Consiglio del Veneto esalta il diritto di rubare e truffare (vedi Gesù e l’amministratore), esalta la schiavitù dell’uomo (vedi Gesù e come si divertiva a minacciare di morte e bastonature i suoi schiavi) e il diritto alla tortura di chi non si può difendere (il diritto di Gesù di torturare fra “pianto e stridor di denti” le persone indifese).

Da oggi dunque i principi che guideranno l’aula Consigliare del Veneto non saranno i principi di uguaglianza, giustizia e compartecipazione sociale imposti dal dettato Costituzionale, ma quelli dell’odio e dello sterminio che, manifestati dal criminale di Nazareth vengono anteposti al dettato Costituzionale.

Scrive il Corriere della Sera:

Palazzo Ferro Fini, appeso il crocifisso
«Simbolo di pace e di speranza»
Promessa mantenuta nell’aula del Consiglio Regionale. Casali: appello perché tutti gli amministratori del Veneto lo posizionino nelle loro sale

VENEZIA «Prima di Natale, come auspicato e chiesto, è stato posizionato il Crocifisso nell’aula del Consiglio Regionale del Veneto a Palazzo Ferro Fini». Questo il commento del capogruppo della Lista Tosi Stefano Casali. «Il Crocifisso è stato prestato, a tempo indeterminato, dalla Procuratoria di San Marco - rileva - l’opera è un ex voto del diciassettesimo secolo». «Sono lieto - aggiunge Casali - che nella Casa dei Veneti sia stato finalmente collocato un simbolo di pace, di speranza e che incarna i valori sociali e culturali profondamente radicati nella nostra tradizione e nella nostra storia».

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2015/22-dicembre-2015/palazzo-ferro-fini-appeso-crocifisso-simbolo-pace-speranza-2302360069214.shtml

Ora tutti i Veneti sono dei pederasti dal momento che, avendo imposto il crocifisso contro le norme Costituzionali da parte di un’Istituzione rappresentativa del Veneto, come atto di eversione del dettato Costituzionale rende, a meno di dissociazione, tutti i Veneti moralmente corresponsabili della pederastia, del genocidio e dei principi della monarchia assoluta avversa alla nostra Costituzione Democratica.


La stessa frusta che Gesù ha usato contro i cittadini di Gerusalemme per impossessarsi illegalmente del Tempio è il precedette adottato da Hitler per legittimare la soluzione finale contro gli ebrei: Gesù è responsabile dei campi di sterminio nazisti. E il Consiglio Regionale del Veneto intende, esponendo il crocifisso, reiterare tale ideologia contro la Costituzione e il sangue versato per riscattare l'italia dal fascismo.

E’ vero che la Grande Camera ha consentito l’esposizione del crocifisso nelle scuole, ma solo a condizione che non fosse un simbolo religioso, ma solo un oggetto di arredo. Invece, il Consiglio Regionale del Veneto lo ha collocato per esaltare principi di morte dei cittadini e di aggressione alla Costituzione rendendo, di fatto, il Consiglio Regionale un ente eversivo dell’ordine democratico.


Claudio Simeoni

domenica 13 dicembre 2015

Crocifissi e presepi obbligatori per derubare gli italiani


Per consentire alle banche di derubare i risparmiatori è necessario imporre in ogni dove i presepi e i crocifissi. Solo in questo modo la Regione Veneto assicura l’ideologia che consente di derubare gli italiani dei loro risparmi.

Per truffare i bambini è necessario usare la stessa tecnica per truffare i risparmiatori, dalla Banca Nord dei leghisti ad ogni forma di truffa legata alle azioni cristiane che spacciando speranza costruiscono disperazione sociale.

Scrive il Corriere della Sera a proposito della banca Etruria dove il padre della Boschi e il padre id Matteo Renzi hanno un ruolo fondamentale nel derubare i risparmiatori:

Don Mario Ghinassi, il parroco della chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, in piazza della Repubblica, si aspetta l’arrivo del Boschi questa mattina per la messa delle 11, accompagnato come ogni domenica dalla moglie Stefania Agresti (preside di una scuola superiore del Valdarno ed ex vicesindaco del paese) e dal figlio Emanuele, anch’egli ex Banca Etruria, che li renderà nonni l’estate prossima.
Emanuele e Pier Luigi Boschi, a Laterina, sono soci della Confraternita del Santissimo Crocifisso, fanno la carità agli indigenti e ogni anno, con la loro cappa bianca, sfilano nella processione del Venerdì Santo. Don Mario, però, non vuole commentare i fatti relativi a quest’altra loro personale Via Crucis: «Qui da noi si dice che bisogna fare 100 passi insieme a una persona e mangiare con lei tanto sale, prima di giudicare. E il Boschi è un brav’omo...».

Intanto, però, il consigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, solleva anche il caso dell’ultimo presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, che dopo il commissariamento dell’istituto sarebbe diventato con la sua Nikila Invest socio della Party srl di Tiziano Renzi, il papà del presidente del Consiglio, che costruisce outlet in varie città. E l’amministratrice di questa società sarebbe la mamma del premier, la signora Laura Bovoli. «Il problema però - accusa Donzelli - è il fatto gravissimo che i genitori del capo del governo abbiano volontariamente omesso di citare le loro reali cariche societarie nella dichiarazione che devono alla presidenza del Consiglio. Sul sito di Palazzo Chigi non ve n’è traccia. In un Paese normale, Matteo Renzi si sarebbe già dovuto dimettere».

Tratto da:

Dopo l’affermazione criminale secondo cui “Farebbe schifo chi specula sui morti”, c’è da dire che fa schifo chi per i propri affari induce le persone al suicidio in nome del presepe e del crocifisso.

Costituzionalmente le colpe dei padri non ricadono sui figli. Ma solo se sui muri ci sono i principi Costituzionali che implicano doveri e pene in caso di loro violazione. Non è così quando sui muri viene imposto il crocifisso: allora le colpe dei padri ricadono sui figli specialmente se i figli hanno fatto carriera politica con i soldi rubati o truffati dai padri.

Il crocifisso sul muro determina l’ideologia da applicare e dal momento che Matteo Renzi impone l’ideologia del crocifisso, come la Boschi: sono responsabili delle colpe dei loro padri!
Troppo comodo truffare i cittadini coll’ideologia del crocifisso e nascondersi dietro i diritti garantiti dalla Costituzione.

Lo so che i magistrati applicano i principi Costituzionali e li garantiscono ai truffatori, ma io non sono un magistrato e ritengo un comportamento criminale e da vigliacco quello di Boschi e altri che hanno usato soldi truffati per la lor carriera politica imponendo il crocifisso per stuprare bambini indifesi e derubare risparmiatori fragili e non voler essere giudicati in base all’ideologia con cui hanno offeso la società civile e le sue Istituzione.

Come in Regione Veneto dove la situazione di Veneto Banca e a Vicenza è grave:

Da “lettera43…” leggiamo:

Il giro d'Italia del dramma banche fa tappa in Veneto.

Qui, tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, come ha ricordato il presidente leghista della Regione, Luca Zaia, ci sono 200 mila azionisti - 117 mila di Vicenza e 88 mila di Montebelluna -, destinati a perdere buona parte dei loro risparmi.
CROLLA IL VALORE DELLE AZIONI. Veneto Banca ha già portato il valore delle azioni per chi volesse esercitare il diritto di recesso da 30, 5 a 7,3 euro.
Mentre le azioni di Banca Popolare di Vicenza (BpVi), che erano arrivate a un massimo di 62,5 euro, potrebbero calare secondo analisti e advisor citati dal Sole 24 Ore nella fase di pre quotazione a 10-12 euro.
I soci sono anche più pessimisti: «Potremmo arrivare anche sotto i dieci euro», dice Maurizio Della Grana, azionista storico e 'dissidente' della BpVi. Risultato: il caso è diventato un'emergenza sociale, una battaglia politica e soprattutto giudiziaria.

E ancora:

ESPOSTI PER TRUFFA. Il caso più clamoroso è quello del presidente di Unindustria Vicenza, Giuseppe Zigliotto, che si è dimesso dal board di Popolare di Vicenza dopo che l'Espresso aveva rivelato come a febbraio - poco prima della prima svalutazione delle azioni - «una società di famiglia di Zigliotto ha venduto azioni della Popolare di Vicenza per un valore di 5,5 milioni».

E ancora altre indagini della Consob sono in corso sulla valutazione dell'adeguatezza agli investimenti alla clientela, cioè sul rispetto delle procedure Mifid nella valutazione del profilo di rischio da parte dei dipendenti della banca.
Sia i sindacalisti della Popolare di Vicenza sia un dipendente di Veneto Banca hanno denunciato le pressioni per far vendere i titoli, descritti nel prospetto delle stesse banche come difficilmente vendibili, a tutti i costi e a tutti i tipi di clienti.
Contro i due istituti di credito - ma anche contro Banca d'Italia - sono stati depositati numerosi esposti per truffa e associazioni a delinquere dalle associazioni consumatori e dalle organizzazioni degli azionisti che negli ultimi mesi si stanno letteralmente moltiplicando.

INDAGINI PER ESTORSIONE. E il 10 dicembre, per BpVi, è arrivata una grana ancora maggiore: la guardia di finanza ha perquisito numerose filiali toscane nell'ambito di un'inchiesta della procura di Prato che ipotizza il reato di estorsione da parte dei dirigenti della banca nei confronti di alcuni clienti imprenditori.
«Abbiamo offerto e offriremo come sempre la nostra piena collaborazione alle indagini», hanno commentato dall'istituto di credito. Ma le denunce che si affastellano sulle scrivanie dei tribunali rischiano di pesare sul futuro.
Secondo la maggioranza dei soci il problema parte dalla vigilanza. Quando le autorità si sono mosse lo hanno fatto a passi felpati: «Nell'estate del 2014 hanno comminato al board una multa di 74 mila euro. Sa quanto ci mettono a pagarla con un presidente che guadagnava 1 milione di euro e i consiglieri centinaia di migliaia di euro?», dice Della Grana che per anni ha accusato il cda di comportamenti a dir poco opachi. È stato persino denunciato per aver accusato la banca di un falso in bilancio reale, ma depenalizzato dalla legge voluta dal governo di Silvio Berlusconi.

IL COLTELLO NELLE MANI DEI MAGISTRATI. «Il board di Vicenza non è nemmeno stato rinnovato», dice riferendosi ai due vicepresidenti Marino Breganze e all'ex ragioniere dello Stato, Andrea Monorchio, ancora saldamente al loro posto.
Il risultato è che ora il coltello rischia di essere in mano ai magistrati. «Ci sono agenzie della banca a cui arriva in media una denuncia alla settimana, contro i dipendenti, i funzionari, i dirigenti», fa sapere il vecchio azionista: «Cosa succederà quando questa mole di cause andranno in porto? E come potranno impattare sulla redditività della banca?».


E’ il crocifisso il responsabile della truffa.

E’ col presepe che si sono potuti truffare i correntisti.
I correntisti sono colpevoli perché, anziché analizzare i prodotti loro offerti, hanno avuto fede nel dio padrone. Confidavano in Gesù ed erigevano presepi.
Hanno eretto un presepe di troppo. Lo hanno eretto nel loro cervello annebbiando la loro capacità critica.

Un presepe in ogni classe, così si possono truffare i bambini, rubare loro il futuro esattamente come hanno fatto e stanno facendo le banche.
I coglioni, addestrati mediante l’imposizione del presepe cattolico e del crocifisso, sono pronti ad essere truffati da truffatori che usano il crocifisso e il presepe per truffarli.

Il presepe non è innocuo, è un atto di guerra contro i doveri sociali che la Costituzione impone a chi gestisce fette più o meno ampie della società.
E’ proprio dell’ideologia cristiana truffare i risparmiatori addestrati a sperare nel miracolo e sono dei coglioni quei risparmiatori che, una volta derubati, da buoni cristiani, si suicidano

Il dio padrone lo vuole e Elena Boschi, Matteo Renzi, Zaia e Salvini dicono: Sì buana, costruiamo miseria sociale. Il nuovo, celebrato da Renzi alla Leopolda, non è altro che il regime mafioso applicato alla politica.


sabato 12 dicembre 2015

Quattromila mitra a Roma per aiutare l’ISIS: le responsabilità di Franco Gabrielli e Francesco Paolo Tronca.


Dopo le attività criminali messe in atto per demolire prima e aggredire sistematicamente il sindaco di Roma Ignazio Marino impedendogli di esercitare il proprio mandato elettorale, appaiono ora chiare le intenzioni criminali di chi ha orchestrato la campagna di aggressione al sindaco e, in particolare, del criminale Orfini e del criminale Matteo Renzi.

L’operazione di aggressione al sindaco Ignazio Marino era finalizzata ad impedire l’applicazione del dettato Costituzionale e costituire un vero e proprio stato comunale di polizia in cui i decreti prefettizi funzionassero per legittimare la monarchia assoluta del Vaticano. In sostanza, con 4000 mitra che girano per strada si è voluto trasformare Roma in un vero e proprio Califfato sottratto alla fruizione da parte dei cittadini del diritto Costituzionale con sistematiche minacce contro chi vuole esercitare il diritto di sciopero. Un vero e proprio regime del terrore che porta la situazione di Roma sempre più vicina all’ideologia del Califfato propria della monarchia assoluta Vaticana.

Davanti a politici vigliacchi i cattolici hanno sventagliato la carota del grande arrivo di pellegrini a Roma evocando il successo dell’attività di terrore (ricordiamo le aggressioni ai non cattolici messe in atto dal ministro degli interni Giorgio Napolitano che ha attentato alla libertà religiosa garantita dalla Costituzione diffamando e aggredendo cittadini per consentire al Vaticano di stuprare bambini) del Vaticano nel 2000 con le sue adunate di massa che hanno portato molte persone a Roma allettando albergatori, enti turistici, ristoratori e quant’altro di grandi guadagni che in questo modo sono stati zittiti per la presenza a Roma di quattromila poliziotti armati.

Ci si dimentica che il giubileo del 2000 era il trionfo del dio padrone Wojtyla, colui che aveva il diritto di stuprare bambini di qualunque paese in nome e per conto del pederasta in croce. Rivendicava questo diritto e il mondo occidentale fingeva di non vedere perché il pederasta Wojtyla rappresentava l’ideologia del padrone con cui combattere i “regimi comunisti”. Cosa che faceva molto piacere a Giorgio Napolitano in funzione del suo progetto ideologico di aggressione alla Costituzione e alla restaurazione del regime totalitario fascista (o fascista-clericale, se preferite) in Italia.

Il giubileo del 2000 aveva la “centralità del re”, cioè della capitale dell’impero cattolico, Roma. Poi, il re, il Vaticano concedeva dei privilegi giubilari anche ad altri, ma erano delle concessioni del re dell’impero cattolico.
Riporto alcuni accenni presi dall’enciclopedia cattolica wikipedia:

Il giubileo del 2000
Con molto riguardo, queste condizioni sono state largamente semplificate rispetto agli anni precedenti.
Le normali condizioni di confessione, eucaristia, preghiera per il papa e rinuncia all'attaccamento al peccato sono rimaste invariate, ma a differenza dei precedenti giubilei, era necessario visitare solo una singola chiesa in un singolo giorno.
L'indulgenza poteva essere ottenuta a Roma visitando una della quattro basiliche patriarcali, la Basilica di San Pietro, San Giovanni Laterano, San Paolo fuori le mura o Santa Maria Maggiore, come pure visitando il Santuario della Madonna del Divino Amore, la Basilica di San Lorenzo fuori le mura o le catacombe cristiane di Roma.
Durante la visita, il pellegrino doveva prendere parte alla celebrazione eucaristica o trascorrere mezz'ora in adorazione eucaristica.
L'indulgenza si poteva ottenere anche in Terra Santa visitando la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme, la Chiesa della Natività a Betlemme, o la Chiesa dell'Annunciazione a Nazareth.


Nel 2000 i cattolici celebravano il dio padrone nella figura dell’imperatore Wojtyla e il centro del giubilo era il padrone Wojtyla.

Questo giubileo, al contrario, celebra la guerra contro le Costituzioni Occidentali, quella Italiana in particolare, affiancando la guerra ideologica fatta all’occidente da “califfati” organizzati dal Vaticano e suoi alleati.

L’ideologia del Vaticano, la monarchia assoluta, è l’ideologia del Califfato e, se vogliamo, anche del Dalai Lama del buddismo Tibetano: si tratta di regimi assolutisti per volontà di dio (o per volontà della reincarnazione nel caso del Dalai Lama).

Tre regimi uguali: uno è successore di Gesù, l’altro è successore di Maometto e l’altro è successore del Buddha. Le Costituzioni legittimano gli uomini, il califfato, il Vaticano e il Dalai Lama legittima il padrone che trasforma gli uomini in schiavi obbedienti. Fate voi!

La guerra scatenata dall’integralismo cristiano contro i regimi laici, in territorio definito musulmano, dai cristiani Bush, Berlusconi e Blair con la supervisione di Ratzinger ha permesso la nascita in quei paesi dell’integralismo musulmano e la nascita di un Vaticano musulmano nella forma del califfato dell’Isis.
La fase successiva è lo scontro che consiste nella mattanza per imporre il proprio dio, al quale Bergoglio col giubileo chiede misericordia per i macelli che si sta apprestando a mettere in atto.

Il primo atto di guerra fatto da Begolgio contro la città di Roma è stato fatto con l’aiuto dei fanatici cattolici come Orfini e Matteo Renzi che dovevano fermare Marino e il suo tentativo di applicare la Carta Costituzionale legittimando e legalizzando coppie omosessuali e una città più funzionale ai cittadini. Una città da percorrere in bicicletta e non con i mezzi blindati e i mitra spianati della Polizia di Stato. Marino riceveva minacce di morte dalla mafia di Roma Capitale? Orfini e Renzi, anziché combattere la mafia hanno usato le accuse della mafia per aggredire Ignazio Marino. A casa mia, al di là degli strumenti usati, si chiama complicità di Orfini e Matteo Renzi con la mafia.

La guerra dell’integralismo di Bergoglio, non si combatte a Roma. A Roma ci pensano i prefetti a sottrarre la città ai cittadini. La guerra di Bergoglio è una chiamata del fanatismo mediante la vendita delle indulgenze, il superenalotto dei cattolici, con cui i disperati vogliono comperarsi l’illusione del paradiso.

Questo è il motivo per cui a Roma non arriveranno le masse dei pellegrini: Il progetto di Bergoglio non è Roma, è il mondo. Non sono molti gli italiani che come nel medioevo pensavano di comperarsi il paradiso, ma Bergoglio confida che nei paesi “sottosviluppati” ci siano abbastanza illusi da irretire. Come le banche italiane vendono titoli spazzatura, così Bergolio vende spazzatura in cambio di corpi da mandare al macello della vita.

Scrive l’Avvenire:

Per quale motivo il 13 dicembre verranno aperte le Porte Sante in tutto il mondo?
Papa Francesco ha introdotto un'importante novità per il Giubileo della Misericordia. Per la prima volta viene celebrato il rito di apertura della Porta Santa della Misericordia anche nelle singole diocesi, in particolare nella Cattedrale o in una Chiesa particolarmente significativa o in un Santuario di particolare importanza.
 Per questa ragione il 13 dicembre Papa Francesco, vescovo di Roma aprirà la Porta Santa della sua cattedrale a Roma, San Giovanni in Laterano. La celebrazione eucaristica inizierà alle 9.30; lo stesso giorno un legato pontificio celebrerà l'Eucaristia e presiederà l'apertura della Porta Santa in San Paolo fuori le mura.
 Per lo stesso motivo Papa Francesco aveva voluto aprire la Porta Santa nella Cattedrale di Bangui, nella Repubblica Centrafricana, domenica 29 novembre, “facendola diventare capitale mondiale della pace e strumento di misericordia” aveva spiegato l'arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.
E al tempo stesso, Papa Francesco aveva rilanciato con l'apertura di quella Porta Santa, fatta di legno e pochi orpelli, un messaggio a tutto il mondo, un invito a guardare alle periferie del mondo, agli ultimi, ai dimenticati, ma non da Dio.
 Dalla Cattedrale di Santo Spirito a Istanbul in Turchia alla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Ratnapura nello Sri Lanka, dalla Chiesa di Cristo Re de Mushasha a Gitega in Burundi a quella di San Giuseppe a Dunedin in Nuova Zelanda, dalla Chiesa di Nostra Signora della Presentazione a Natal in Brasile alla Chiesa di Myeong a Seoul in Corea del Sud fino alla Chiesa San Giorgio nell’arcidiocesi maronita di Beirut in Libano: tantissimi saranno i fedeli di tutto il mondo che domenica 13 dicembre potranno partecipare al rito dell'apertura della Porta Santa nella propria città.
Sul sito della propria diocesi è possibile trovare le informazioni complete su come e quando partecipare alla Messa e al rito di apertura della Porta Santa.


http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/le-porte-sante-nelle-diocesi.aspx


Bergoglio dichiara guerra al mondo. Le sue truppe devono diventare i fanatici cattolici sparsi per il mondo. I fanatici cattolici che hanno accesso al paradiso con l’indulgenza da opporre ai fanatici che hanno accesso al paradiso con le vergini. Era così che funzionava durante le crociate.

Il viaggio a Roma dei pellegrii non serve a Bergoglio: a Bergoglio servono i fanatici nel mondo. Esattamente come la tradizione dei Gesuiti. I Gesuiti furono criminali nella storia e Bergoglio è uno di loro. Un fanatico che anziché chiedere scusa alle persone che ha danneggiato chiede scusa al suo dio per non averne danneggiate abbastanza.

Per questo motivo vengono aperte porte sante in tutto il mondo. In Italia sono Berlusconi e Renzi che fanno guerra alla Costituzione rendendo precari i cittadini italiani. I commercianti di Roma che sperano nei milioni di visitatori per piazzare la loro merce, saranno delusi. I milioni di visitatori non si sommeranno ai milioni di visitatori che già vengono, ma, al contrario, sottrarranno ai commercianti i visitatori che già vengono.

Ci saranno, probabilmente delle adunate cattoliche. Quelle adunate, se ci saranno, bloccheranno l’arrivo di turisti normali che vengono allontanati dalla presenza dei quattromila mitraglie della polizia di Stato.

Per contro, Bergoglio cercherà di organizzare fanatici cattolici nei paesi poveri da opporre ai musulmani che la sua propaganda farà passare persone che tentano di sopravvivere per dei fanatici. E altri disperati saliranno sui gommoni.

Questa guerra scatenata dal Vaticano e da Bergoglio, che i giornalisti riprenderanno in una continua e ossessiva propaganda, ha come scopo l’aggressione alla nostra Costituzione e ai principi che vi stanno alla base.

Già ora vediamo sanguinari criminali che attentano alla Costituzione imponendo i presepi nel tentativo di favorire il fanatismo cattolico per legittimare la violenza sui bambini. I bambini come bestiame affinché diventino i futuri fanatici cattolici razzisti. Il diritto Costituzionale sparisce e la schiavitù imposta da Gesù si sta facendo strada nelle relazione di lavoro in Italia.

12 dicembre 2015


lunedì 7 dicembre 2015

Passare a casa questo dicembre



Perché è necessario in questo dicembre, se possibile, chiudersi in casa e non frequentare mercatini di Natale, manifestazioni dei cattolici, viaggi e spese d’albergo?
Il problema non è la paura di attentati, ma la realtà oggettiva di attentati che vengono mesi in atto per distruggere la qualità del vivere dei cittadini.

In questi mesi si è ridotto il margine della fruizione dei diritti dei cittadini. Specialmente dei cittadini che sostenevano l’economia del paese lavorando. Mentre gli imprenditori delocalizzavano le attività e alcune banche si sono mangiati i risparmi degli imbecilli che ci hanno investito contando in lauti guadagni. Molte attività imprenditoriali si sono scoperte essere delle vere e proprie associazioni a delinquere con attività illecite.
I cittadini sono in sofferenza economica. Dei dipendenti Statali, solo i poliziotti, grazie ai loro manganelli, sono riusciti a rinnovare un contratto deridendo le altre categorie di lavoratori Statali. I suicidi sono aumentati e la stampa ha provveduto a silenziarli. Il Governo, alla difficoltà economica, ha aggiunto l’insicurezza sociale.
Intanto i cittadini vivono situazioni come questa:

Rubavano panettoni al supermercato
Nonni-ladri denunciati per furto

VENEZIA Cercavano di arrotondare la pensione minima i due vecchietti sorpresi dalla vigilanza di un supermercato a Mestre con due panettoni appena rubati, che intendevano rivendere. È accaduto nel supermercato di un nota catena commerciale, dove i due, entrambi italiani, 85 anni l’uno, 83 anni il «socio», sono stati bloccati mentre si stavano allontanando con il maltolto (valore poco più di 8 euro).

Tratto da:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2015/5-dicembre-2015/rubavano-panettoni-supermercato-nonni-ladri-denunciati-furto-2302287853322.shtml

Oppure situazioni come queste:

Veneto Banca:

All’indomani del cda-fiume di mercoledì, che ha fissato il valore di recesso a 7,3 euro, senza concedere un euro ai soci che chiedono l’uscita con il recesso, nel passaggio tra popolare e spa, vista la difficile situazione sul capitale. Nonostante aver cercato nei mesi scorsi in tutti i modi, come dice la relazione preparata per l’assemblea pubblicata ieri, di trovare «le soluzioni tecnico-giuridiche » per il recesso. Un mattone da digerire per i soci, visto che il valore di fatto rifissa il prezzo dei 124 milioni di azioni della popolare, determinando un crollo del 76% rispetto ai 30,5 euro stabiliti ad aprile, già decurtati del 22% dai precedenti 39 euro. La delibera di mercoledì, in un sol colpo, ha bruciato 2,8 miliardi, facendo scendere il valore di Veneto Banca da 3,8 miliardi a 908 milioni di euro. È in questa situazione, con la rabbia montante dei soci, che il cda presieduto da Pierluigi Bolla dovrà presentarsi il 19 dicembre all’assemblea dei soci, l’ultima a voto capitario, per chiedere il sì alla spa, ad un aumento di capitale da un miliardo e alla Borsa.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/economia/2015/5-dicembre-2015/veneto-banca-si-rivale-ex-2302285375532.shtml

C’è da avere davvero paura! Hanno speso 39 euro ad azione e ora ne ricevono (se vogliono capitalizzare col recesso) 7,3 euro. Hanno buttato via quasi 32 euro ad azione. Perdono, per ogni azione, più o meno quanto la media di un borseggiatore.

Non vi sembra che qualcuno abbia sottratto ben più denaro e capitali che non il furto di uno “zingaro”?
Questi miliardari del Veneto che hanno bruciato miliardi di euro nella loro assoluta imbecillità.
C’è proprio da aver paura
Altro che ISIS o attentati, c’è da aver paura dei preti cattolici, come questo:

Legnaro, l'eredità e il sacerdote: «Mi impegno a riparare agli errori fatti»
Letta domenica durante la messa dal sostituto parroco una lettera di giustificazioni di don Lucio rivolta ai suoi ex parrocchiani

Poche righe nelle quali don Lucio si rivolge direttamente ai suoi ex parrocchiani dicendosi dispiaciuto «per l’amarezza che in questo momento potete provare e per il disagio che tutta questa situazione sta creando». «Desidero» dice il sacerdote, indagato per appropriazione indebita aggravata «che sia fatta piena luce sui fatti e mi impegno a riparare agli errori che saranno accertati». E per questo si dichiara a disposizione delle autorità giudiziarie.

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/12/07/news/mi-impegno-a-riparare-agli-errori-fatti-1.12577033?ref=hfmppdea-1

Come se non sapesse quanto ha rubato!
In tutto questo Matteo Renzi, scortato da poliziotti, va alla prima della scala

L’ANSA scrive:

Non cedere al terrore chiudendosi in casa. Lo ha ribadito il premier Matteo Renzi che ha parlato arrivando a Bruxelles. Rispetto alla minaccia del terrorismo - ha detto - "non credo che il cittadino italiano debba rinchiudersi in casa". "Noi non sottovalutiamo i rischi che ci sono ma vogliamo dare un messaggio positivo, di ripartenza", ha aggiunto. il premier ha rivendicato la posizione italiana. "La posizione italiana sulla grave crisi che si vive - ha evidenziato - a livello internazionale credo sia la più forte in prospettiva".

Dobbiamo aver paura di essere rapinati dai prezzi dei commerciati, dalle offerte di investimento delle banche, da albergatori che cercano le prede in un momento in cui i pochi risparmi dei fessi sono l’oggetto del contendere.

Però è necessario arrestare i pensionati ultraottantenni che hanno preso due panettoni, mentre chi ha fatto sparire miliardi di Veneto Banca, non sarà arrestato.

C’è una sola soluzione: comprimere le spese. 

Costringere Governo e Commercianti a modificare l’abitudine di rapinare i cittadini. In fondo, chi ha una casa, può stare bene a casa e, tutto sommato, una bottiglia di Merlot vale quanto uno spumante, un cotechino più di un’aragosta e farsi un piatto di lenticchie fa star bene, riduce i guadagni dei commercianti e, dopo le feste, ci sono un po’ di soldi in tasca con cui guardare il giorno dopo con un po’ di serenità. 

Domani qualche commerciante abbasserà i prezzi, qualche imprenditore fallirà, e il Governo sarà costretto a cambiare politica sociale. Domani forse, qualche commerciante o imprenditore si ricorderà del crollo del petrolio e abbasserà il prezzo della benzina.


domenica 6 dicembre 2015

Difendere le tradizioni Venete e la libertà dell'uomo

E' necessario difendere le vere tradizioni della terra Veneta.
Bisogna dire BASTA con l'esaltazione della pederastia rappresentata dal crocifisso con un Gesù arrestato mentre se ne stava con un bambino nudo.
Basta al vessillo di san Marco che vuole legittimare la pederastia nei confronti dei bambini.
Bisogna dire basta all'assolutismo monarchico di un Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui.

Bisogna dire basta al terrorismo di un sanguinario assassino che si vanta di aver macellato l'umanità col diluvio universale o di aver macellato gli abitanti di Sodoma e Gomorra solo perché non facevano sesso come piace a lui.
Bisogna dire basta allo stupro delle persone e alla violenza nelle famiglie fatta da chi si identifica in un dio padrone e pensa che con la violenza possa ripristinare il suo dominio su mogli, mariti e figli. Violenza fatta ai più deboli in nome del dio padrone di Bergoglio.
Ripristiniamo le tradizioni del Veneto fatte di coraggio, amore ed emozioni che percependo un mondo di soggetti viventi costruisce le relazioni per fondare un futuro migliore di questo presente.



Basta con le Istituzioni che fanno violenza ai cittadini. Le Istituzioni sono al servizio dei cittadini ed è necessario che i cittadini imparino dagli Antichi Veneti impedendo al pederasta in croce, arresto in flagranza di reato, di essere il simbolo della devastazione della gioventù del veneto. Una gioventù che i cristiani hanno disarmato rendendoli socialmente deboli e culturalmente incapaci.
Basta tollerare le bestemmie dei cristiani contro le norme sacre della nostra Costituzione.



A qualcuno fa comodo imporre il pederasta in croce per difendere la sua pratica di violenza sui bambini, ma noi davvero vogliamo far violenza ai bambini? O non preferiamo che i nostri figli diventino dei cittadini consapevoli del loro ruolo nella società.
Davvero pensiamo che consentire a preti cattolici e a suore di far violenza ai bambini negli asili, come accadde al Sanguinazzi di Feltre in nome del crocifisso, possa dare un futuro ai ostri bambini? Col crocifisso si impongono paure, fobie e, costringendoli a pregare un padrone,, si ruba loro il coraggio con cui affrontare l'esistenza. E poi, i cristiani dicono: "Che bello, si è suicidato!" Come se la colpa dei suicidi non fosse dei cristiani, del loro Gesù e del loro dio padrone che ruba l'esistenza agli uomini pretendendo che siano schiavi sottomessi.
Riprendiamo ci le Antiche tradizioni. Quelle tradizioni che portarono l'Omo Sapiens in Europa in un lungo viaggio all'Africa.