La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 13 dicembre 2015

Crocifissi e presepi obbligatori per derubare gli italiani


Per consentire alle banche di derubare i risparmiatori è necessario imporre in ogni dove i presepi e i crocifissi. Solo in questo modo la Regione Veneto assicura l’ideologia che consente di derubare gli italiani dei loro risparmi.

Per truffare i bambini è necessario usare la stessa tecnica per truffare i risparmiatori, dalla Banca Nord dei leghisti ad ogni forma di truffa legata alle azioni cristiane che spacciando speranza costruiscono disperazione sociale.

Scrive il Corriere della Sera a proposito della banca Etruria dove il padre della Boschi e il padre id Matteo Renzi hanno un ruolo fondamentale nel derubare i risparmiatori:

Don Mario Ghinassi, il parroco della chiesa dei santi Ippolito e Cassiano, in piazza della Repubblica, si aspetta l’arrivo del Boschi questa mattina per la messa delle 11, accompagnato come ogni domenica dalla moglie Stefania Agresti (preside di una scuola superiore del Valdarno ed ex vicesindaco del paese) e dal figlio Emanuele, anch’egli ex Banca Etruria, che li renderà nonni l’estate prossima.
Emanuele e Pier Luigi Boschi, a Laterina, sono soci della Confraternita del Santissimo Crocifisso, fanno la carità agli indigenti e ogni anno, con la loro cappa bianca, sfilano nella processione del Venerdì Santo. Don Mario, però, non vuole commentare i fatti relativi a quest’altra loro personale Via Crucis: «Qui da noi si dice che bisogna fare 100 passi insieme a una persona e mangiare con lei tanto sale, prima di giudicare. E il Boschi è un brav’omo...».

Intanto, però, il consigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, solleva anche il caso dell’ultimo presidente di Banca Etruria, Lorenzo Rosi, che dopo il commissariamento dell’istituto sarebbe diventato con la sua Nikila Invest socio della Party srl di Tiziano Renzi, il papà del presidente del Consiglio, che costruisce outlet in varie città. E l’amministratrice di questa società sarebbe la mamma del premier, la signora Laura Bovoli. «Il problema però - accusa Donzelli - è il fatto gravissimo che i genitori del capo del governo abbiano volontariamente omesso di citare le loro reali cariche societarie nella dichiarazione che devono alla presidenza del Consiglio. Sul sito di Palazzo Chigi non ve n’è traccia. In un Paese normale, Matteo Renzi si sarebbe già dovuto dimettere».

Tratto da:

Dopo l’affermazione criminale secondo cui “Farebbe schifo chi specula sui morti”, c’è da dire che fa schifo chi per i propri affari induce le persone al suicidio in nome del presepe e del crocifisso.

Costituzionalmente le colpe dei padri non ricadono sui figli. Ma solo se sui muri ci sono i principi Costituzionali che implicano doveri e pene in caso di loro violazione. Non è così quando sui muri viene imposto il crocifisso: allora le colpe dei padri ricadono sui figli specialmente se i figli hanno fatto carriera politica con i soldi rubati o truffati dai padri.

Il crocifisso sul muro determina l’ideologia da applicare e dal momento che Matteo Renzi impone l’ideologia del crocifisso, come la Boschi: sono responsabili delle colpe dei loro padri!
Troppo comodo truffare i cittadini coll’ideologia del crocifisso e nascondersi dietro i diritti garantiti dalla Costituzione.

Lo so che i magistrati applicano i principi Costituzionali e li garantiscono ai truffatori, ma io non sono un magistrato e ritengo un comportamento criminale e da vigliacco quello di Boschi e altri che hanno usato soldi truffati per la lor carriera politica imponendo il crocifisso per stuprare bambini indifesi e derubare risparmiatori fragili e non voler essere giudicati in base all’ideologia con cui hanno offeso la società civile e le sue Istituzione.

Come in Regione Veneto dove la situazione di Veneto Banca e a Vicenza è grave:

Da “lettera43…” leggiamo:

Il giro d'Italia del dramma banche fa tappa in Veneto.

Qui, tra Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, come ha ricordato il presidente leghista della Regione, Luca Zaia, ci sono 200 mila azionisti - 117 mila di Vicenza e 88 mila di Montebelluna -, destinati a perdere buona parte dei loro risparmi.
CROLLA IL VALORE DELLE AZIONI. Veneto Banca ha già portato il valore delle azioni per chi volesse esercitare il diritto di recesso da 30, 5 a 7,3 euro.
Mentre le azioni di Banca Popolare di Vicenza (BpVi), che erano arrivate a un massimo di 62,5 euro, potrebbero calare secondo analisti e advisor citati dal Sole 24 Ore nella fase di pre quotazione a 10-12 euro.
I soci sono anche più pessimisti: «Potremmo arrivare anche sotto i dieci euro», dice Maurizio Della Grana, azionista storico e 'dissidente' della BpVi. Risultato: il caso è diventato un'emergenza sociale, una battaglia politica e soprattutto giudiziaria.

E ancora:

ESPOSTI PER TRUFFA. Il caso più clamoroso è quello del presidente di Unindustria Vicenza, Giuseppe Zigliotto, che si è dimesso dal board di Popolare di Vicenza dopo che l'Espresso aveva rivelato come a febbraio - poco prima della prima svalutazione delle azioni - «una società di famiglia di Zigliotto ha venduto azioni della Popolare di Vicenza per un valore di 5,5 milioni».

E ancora altre indagini della Consob sono in corso sulla valutazione dell'adeguatezza agli investimenti alla clientela, cioè sul rispetto delle procedure Mifid nella valutazione del profilo di rischio da parte dei dipendenti della banca.
Sia i sindacalisti della Popolare di Vicenza sia un dipendente di Veneto Banca hanno denunciato le pressioni per far vendere i titoli, descritti nel prospetto delle stesse banche come difficilmente vendibili, a tutti i costi e a tutti i tipi di clienti.
Contro i due istituti di credito - ma anche contro Banca d'Italia - sono stati depositati numerosi esposti per truffa e associazioni a delinquere dalle associazioni consumatori e dalle organizzazioni degli azionisti che negli ultimi mesi si stanno letteralmente moltiplicando.

INDAGINI PER ESTORSIONE. E il 10 dicembre, per BpVi, è arrivata una grana ancora maggiore: la guardia di finanza ha perquisito numerose filiali toscane nell'ambito di un'inchiesta della procura di Prato che ipotizza il reato di estorsione da parte dei dirigenti della banca nei confronti di alcuni clienti imprenditori.
«Abbiamo offerto e offriremo come sempre la nostra piena collaborazione alle indagini», hanno commentato dall'istituto di credito. Ma le denunce che si affastellano sulle scrivanie dei tribunali rischiano di pesare sul futuro.
Secondo la maggioranza dei soci il problema parte dalla vigilanza. Quando le autorità si sono mosse lo hanno fatto a passi felpati: «Nell'estate del 2014 hanno comminato al board una multa di 74 mila euro. Sa quanto ci mettono a pagarla con un presidente che guadagnava 1 milione di euro e i consiglieri centinaia di migliaia di euro?», dice Della Grana che per anni ha accusato il cda di comportamenti a dir poco opachi. È stato persino denunciato per aver accusato la banca di un falso in bilancio reale, ma depenalizzato dalla legge voluta dal governo di Silvio Berlusconi.

IL COLTELLO NELLE MANI DEI MAGISTRATI. «Il board di Vicenza non è nemmeno stato rinnovato», dice riferendosi ai due vicepresidenti Marino Breganze e all'ex ragioniere dello Stato, Andrea Monorchio, ancora saldamente al loro posto.
Il risultato è che ora il coltello rischia di essere in mano ai magistrati. «Ci sono agenzie della banca a cui arriva in media una denuncia alla settimana, contro i dipendenti, i funzionari, i dirigenti», fa sapere il vecchio azionista: «Cosa succederà quando questa mole di cause andranno in porto? E come potranno impattare sulla redditività della banca?».


E’ il crocifisso il responsabile della truffa.

E’ col presepe che si sono potuti truffare i correntisti.
I correntisti sono colpevoli perché, anziché analizzare i prodotti loro offerti, hanno avuto fede nel dio padrone. Confidavano in Gesù ed erigevano presepi.
Hanno eretto un presepe di troppo. Lo hanno eretto nel loro cervello annebbiando la loro capacità critica.

Un presepe in ogni classe, così si possono truffare i bambini, rubare loro il futuro esattamente come hanno fatto e stanno facendo le banche.
I coglioni, addestrati mediante l’imposizione del presepe cattolico e del crocifisso, sono pronti ad essere truffati da truffatori che usano il crocifisso e il presepe per truffarli.

Il presepe non è innocuo, è un atto di guerra contro i doveri sociali che la Costituzione impone a chi gestisce fette più o meno ampie della società.
E’ proprio dell’ideologia cristiana truffare i risparmiatori addestrati a sperare nel miracolo e sono dei coglioni quei risparmiatori che, una volta derubati, da buoni cristiani, si suicidano

Il dio padrone lo vuole e Elena Boschi, Matteo Renzi, Zaia e Salvini dicono: Sì buana, costruiamo miseria sociale. Il nuovo, celebrato da Renzi alla Leopolda, non è altro che il regime mafioso applicato alla politica.


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