La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 31 dicembre 2016

L'incitamento all'odio del ministro Orlando

Il ministro Orlando e i suoi messaggi di odio sull’web.
O si rispetta la Costituzione
o si predica la monarchia assoluta
in nome del pederasta in croce.

Dopo le farneticazioni del ministro Orlando, sorge spontanea questa riflessione.
Se ci sono messaggi di odio sull’web sono quelli del Ministro della Giustizia Orlando e dell’organizzazione criminale dei Magistrati che, torturando i cittadini e minacciandoli di morte col crocifisso, impediscono ai cittadini di rivendicare giustizia nelle aule dei tribunali.

Il criminale Ministro Orlando incita all’odio contro i bambini per consentire a Bergoglio di stuprarli costringendoli in ginocchio affinché non diventino consapevoli dei loro diritti di cittadini, ma supplichino, impotenti, un dio padrone.
Impone i principi della monarchia assoluta contro i principi democratici. Impone il criminale in croce che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio contro i principi di giustizia della Costituzione.

Dal punto di vista del controllo del territorio i messaggi sull'web sono un modo che ha una Polizia di Stato ONESTA (non quelli che torturano i cittadini per i loro scopi) per controllare il territorio e l'insorgenza di situazioni potenzialmente conflittuali. Ma le affermazioni di Orlando sono affermazioni fatte in malafede e piene di odio sociale. Affermazioni violente che offendono la nostra Costituzione.

Il Ministro della Giustizia Orlando esalta il genocidio del macellaio di Sodoma e Gomorra contro i nostri principi Costituzionali (impone illegalmente il crocifisso nei tribunali) e censura la rivendicazione della giustizia dei cittadini chiamandoli “messaggi di odio” contro il suo diritto di attaccare le condizioni di vita dei cittadini.

E’ con questo sistema che i magistrati di Venezia costruirono un sodalizio criminale con le Brigate Rosse e con la famiglia Tagliercio ("io l'ho conosciuto, Tagliercio" disse il terrorista La Barbera mentre torturava i cittadini per i suoi interessi. E poi, ha continuato a torturare a Genova e ha depistato le indagini sul delitto Falcone-Borsellino) al fine di garantirsi il diritto e l’impunità nel torturare i cittadini (e sparare nella schiena a qualcun altro fingendo di scambiare un ombrello per un'arma). Nessuno li ha inquisiti per gli atti commessi e i morti in Montedison furono prescritti e, dunque, i delitti fatti attraverso la Montedison, erano fatti da un sodalizio criminale, in contrasto con le norme Costituzionali, e in collaborazione con i magistrati che fingevano di non vedere gli atti di terrorismo con cui venivano prodotti i morti facendo, di fatto, prescrivere i delitti. E' indubitabile, viste le frequentazioni, che ciò coincidesse con gli interessi personali dei magistrati.

Un ministro della giustizia che col suo governo (e i precedenti) ha finanziato non solo la scuola privata contro il dettato Costituzionale, ma ha garantito benefici al Vaticano contro l’uguaglianza dei cittadini.

I cittadini vengono torturati nei posti di polizia in nome del crocifisso. La Polizia di Stato non ha sui muri la stella a cinque punte della Repubblica Italiana,  ma ha sui muri l’immagine del pederasta in croce con cui legittimare la sua attività di pederasta.

E’ il ministro Orlando che con le sue azioni incita all’odio contro i principi Costituzionali ai quali le Istituzioni dovrebbero obbedienza anziché dichiarare guerra ai cittadini per violare i principi di uguaglianza della Costituzione.

Il ministro Orlando è sempre scappato dai cittadini minacciando di morte i cittadini con le pistole della Polizia di Stato e le torture che questori corrotti e vigliacchi mettono in atto contro le persone indifese. Se anziché scappare come un vile che si nasconde favorendo l'organizzazione del massacro dei barboni nei posti di polizia, imparasse a rispettare le leggi e i diritti dei cittadini cessando di incitare all’odio sociale, questa Repubblica sarebbe molto più sicura contro il terrorismo. Il terrorismo che è sempre stato di origine Istituzionale dal massacro di Piazza Fontana a Piazza della Loggia all’attentato alla Stazione di Bologna.

In questa Democrazia, le Istituzioni sono sempre colpevoli di qualunque cosa un cittadino immagina contro di loro perché le Istituzioni sono responsabili nei confronti dei cittadini. Le Istituzioni devono essere limpide e cristalline e se un cittadino sospetta un loro comportamento illegale, le Istituzioni devono rispondere a quel cittadino dimostrando che loro sono limpide. E’ terrorismo denunciare un cittadino, per poterlo rapinare di denaro e di tempo, che sospetta le Istituzioni o i suoi uomini di crimini! Specialmente se quel cittadino ha motivo di dubitare delle Istituzioni dati i comportamenti storici di quelle Istituzioni. E’ fascismo e restaurazione del regime fascista quando le Istituzioni si sostituiscono al Macellaio di Sodoma e Gomorra e minacciano il cittadino per non rispondere dei propri atti al cittadino. E’ fascismo quando il Ministro della Giustizia Orlando pretende, come il macellaio di Sodoma e Gomorra con cui sembra identificarsi, di macellare, vessandoli, i cittadini per non rispondere dei suoi veri o presunti crimini. Il Ministro Orlando minaccia di violenza dall’web i cittadini per non dover rispondere loro della sua violenza come ha sempre evitato di fare.

L’incitamento all’odio del ministro della Giustizia che ha legittimato le torture della Polizia di Stato nei confronti dei cittadini e che ha avallato l’omissione di atti d’ufficio per fini di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico è una costante che ha condotto questa nazione dal criminale, adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra, De Gasperi, agli attuali criminali che spesso rapinano i mendicanti delle elemosine adducendo provvedimenti amministrativi che sono veri e propri atti di terrorismo mascherati dietro l’attività di Istituzioni criminali.


Si vergogni il Ministro Orlando a spargere odio nell’web per i suoi fini di eversione dell’ordine democratico.

Quelle del ministro della giustizia Orlando vanno considerate come delle minacce di morte ricordando come la Polizia di Stato abbia sempre deriso i cittadini, i cittadini che a LORO conveniva, che denunciavano diffamazione via web (spesso affiancando i diffamatori quando la diffamazione non era direttamente organizzata dalla Polizia di Stato: e come la controlli?).


NOTA: è di queste ore la notizia che, attraverso l'web, la polizia postale ha individuato dei profili "pericolosi". Se fossero stati cancellati in automatico dal provider, i profili non sarebbero stati individuati e si poteva configurare la complicità del provider (facebook o quant'altro) in attività potenzialmente pericolose (occultamento mediante cancellazione).

Claudio Simeoni

venerdì 23 dicembre 2016

Lo stupro di Roma del Movimento Cinque Stelle


Non rispettano le leggi dello Stato
fanno dello stupro dei cittadini il loro
metodo con cui fare politica.
Fintanto che il sindaco di Roma Raggi si contendeva il potere con Marra, Muraro, Scarpellini o con la mafia di Roma, si leggeva la cronaca come se quei fatti di cronaca non riguardassero i cittadini.

In fondo, gli autobus a Roma sono sempre in ritardo. Che il ritardo aumenti o che aumentino le disfunzioni della metropolitana, ai cittadini interessava poco. Non che non fossero danneggiati, ma di quei danni ne avevano fatto una virtù. Non passa il treno della metropolitana? Passerà quello dopo. Basta aspettare.

Che le strade di Roma si riempino di rifiuti urbani, era dato per scontato. Aumentano i frigoriferi abbandonati? Ancora non intasano le strade, si può ancora passare.

Che ai politici dei Cinque Stelle non importassero i cittadini delle borgate, i deficienti che li hanno votati, apparve subito chiaro fin dai primi giorni dell’insediamento del sindaco di Roma Raggi.

Un atteggiamento fatto di disprezzo per i cittadini perché lei apparteneva alla Casta Padrona. Quella abituata a dare ordini ai cittadini ridotti a servi. Il disprezzo per le Istituzioni. Il disprezzo per le regole erano evidenti, palpabili in ogni atteggiamento.
Come per l’Assessore Muraro fino a quando:

L'assessore all'Ambiente di Roma Paola Muraro si dimette dall'incarico, rimettendo le sue deleghe nella mani della sindaca, Virginia Raggi.
L'annuncio arriva in piena notte con un comunicato in cui l'assessore afferma di aver ricevuto un avviso di garanzia per una violazione del testo unico ambientale. "Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti", spiega, "tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione"

huffingtonpost.it/2016/12/13/muraro-dimissioni

Oppure ancora questo personaggio legato a Roma e al Movimento Cinque Stelle, voluto dai Cinque Stelle:

ROMA - Arrestato. Con l'accusa di corruzione. Raffaele Marra, braccio destro della sindaca di Roma, Virginia Raggi, è stato condotto nel carcere di Regina Coeli dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Roma, guidati dal comandante Lorenzo D'Aloia.

Avrebbe ricevuto una una maxi tangente da 367mila euro dall'immobiliarista Sergio Scarpellini (arrestato anche lui). Due assegni circolari da 250mila e 117mila euro per l'acquisto di una casa Enasarco in via Prati Fiscali 258, a Roma, intestata alla moglie di Marra, Chiara Perico nel giugno del 2013. Marra, ex vice capo di Gabinetto del Campidoglio, era alla guida del Dipartimento Personale. Il suo arresto scuote il Movimento 5 Stelle e dà il via alla resa dei conti interna.

repubblica.it/2016/12/16/news/roma_arrestato_per_corruzione_marra-

O ancora, l’incapacità di Virginia Raggi a gestire un comune al punto che i revisori dei conti bocciano il bilancio e, arrampicandosi sugli specchi della retorica, cerca di giustificare la sua assoluta incompetenza.

21 dicembre 2016 Appena uscita dalla crisi per l'arresto di Raffaele Marra con le nomine di vicesindaco e assessore all'Ambiente, ecco arriva la bocciatura del bilancio di previsione dall'Organismo di revisione economica e finanziaria (Oref) del Campidoglio. Una battuta d'arresto che rischia di far scattare l'esercizio provvisorio, con lo spettro del commissariamento del Comune. Le opposizioni attaccano e con accenti diversi chiedono le dimissioni della sindaca M5S, dell'assessore al Bilancio Andrea Mazzillo - fino a pochi giorni fa in lizza per diventare vice Raggi - o l'intervento di Beppe Grillo. Ma l'assessore promette di accettare "la sfida del rigore" dell'Oref e presentera' un nuovo bilancio da approvare entro il 28 febbraio. Secondo Mazzillo l'organismo ha valutato "positivamente" il fatto che la manovra sia "ispirata a criteri di prudenza
rainews.it/dl/rainews/articoli/Roma-Revisori-Oref-parere-negativo-bilancio-della
-Giunta-Raggi-Roma-va-verso-esercizio-provvisorio-rischio-commissariamento

I romani sono pronti a passare sopra a tutto questo.
Tutto questo è considerato parte dei capricci di bambini che giocano contendendosi il potere sulla loro pelle, come è sempre avvenuto da quando il Vaticano e i cristiani si sono imposti a Roma.
Ma c’è una cosa che i Romani non accettano.

Non accettano che Virginia Raggi, per i suoi giochi di potere, sia entrata nelle loro case e abbia preteso di dire loro come loro devono festeggiare il capodanno.
Questo i Romani non lo accettano.

Ha interferito con le leggi dello Stato e ha derubato i Romani della gioia di festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo con un’ordinanza che esprime tutta la sua ferocia criminale contro i cittadini di Roma:

Stop all'uso di petardi, razzi e fuochi artificiali dal 29 dicembre 2016 alle ore 24 dell'1 gennaio 2017 nella Capitale in occasione dei festeggiamenti per la fine dell'anno. È quanto prevede il provvedimento firmato dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi. L'ordinanza dispone nel periodo menzionato il divieto assoluto di usare materiale esplodente, utilizzare fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e simili artifici pirotecnici e in genere artifici contenenti miscele detonanti ed esplodenti, nonchè di usare materiale esplodente anche "declassificato", ossia potenzialmente non pericoloso, a meno di 200 metri dai centri abitati, dalle persone e dagli animali. Sono previste sanzioni tra i 25 e i 500 euro per l'inosservanza degli obblighi e dei divieti disposti dal provvedimento, oltre che il sequestro amministrativo. Nell'ordinanza si considera l'urgente necessità di adottare misure idonee a garantire l'incolumità pubblica, la sicurezza urbana, la protezione degli animali e assicurare le necessarie attività di prevenzione attraverso la limitazione all'uso dei botti e dei fuochi d'artificio sul territorio comunale.

iltempo.it/roma-capitale/2016/12/22/news/capodanno-niente-botti-a-roma-la-raggi-
firma-l-ordinanza-e-vieta-i-fuochi-d-artificio

Questa violenza, che sottolinea il carattere nazista e criminale nei confronti dei cittadini propria del Movimento Cinque Stelle (come di altri movimenti) è una cosa assolutamente intollerabile.

I quartieri di Roma aspettano un intervento che migliori le loro condizioni di vita: e questa criminale, adducendo motivazioni farneticanti (la sicurezza pubblica) toglie loro il diritto al divertimento. Un diritto che non è tolto soltanto per i botti, ma vengono annullate anche le feste di fine anno come il Concertone.

Il Movimento Cinque Stelle è portatore di grigio e di morte come le farneticazioni vaffanculesche dell’ideologia di Beppe Grillo. I poteri forti della Roma Fascista o Borghesia Nera, che hanno nella Virginia Raggi la loro portabandiera, sono riusciti a togliere ai cittadini romani anche quel minimo di sopravvivenza emotiva che rimaneva loro.

E’ il terrorismo sociale del Movimento Cinque Stelle legato al terrorismo Vaticano e al pederasta in croce davanti al quale Virginia Raggi si è già inginocchiata offrendogli, di fatto, i bambini di Roma.
Claudio Simeoni


mercoledì 14 dicembre 2016

Milioni di miserabili in Italia

Vari notiziari riportano i dati della Confindustria che rilevano i risultati del governo Berlusconi e del Governo Monti e Renzi sotto la supervisione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’obbiettivo delle riforme è stato raggiunto:

I poveri assoluti in Italia sono 4,6 milioni, soprattutto tra i giovani e al Sud. A lanciare l'allarme è il Centro Studi di Confindustria che negli ultimi scenari economici rileva un aumento del 157% rispetto al 2007. Ci troviamo in un contesto di "arretramento del benessere e di sfilacciamento sociale e politico che non ha precedenti nel dopoguerra", sottolineano gli economisti di viale dell'Astronomia.

L’obbiettivo consisteva nel demolire lo stato sociale, la sicurezza delle persone derivante dal lavoro e la capacità degli Italiani di far fronte ai debiti, ai mutui, permettendo sia alle Banche che agli Industriali di guadagnare.

La perfidia di Giorgio Napolitano e le sue mire di controllo della società lo hanno indotto a favorire norme e leggi che aggredissero l’articolo Uno della Costituzione in modo da svuotarlo di significato e di contenuti.

Sia il Jobs Act che la precarizzazione delle persone, ha prodotto una sofferenza sociale assoluta che ha fatto da motore e da traino alla crisi economica mondiale come si presenta in Italia.

Cosa significa che quattro milioni e mezzo di cittadini italiani, circa due milioni e settecentomila in più del 2007, sono in miseria assoluta?

Significa che non pagano bollette, non pagano tasse, non contribuiscono al benessere della società civile, sono stati trasformati in “bisognosi di aiuto”. Se solo costoro potessero spendere 600 Euro al mese farebbero circolare un miliardo e mezzo di Euro che arricchirebbero gli industriali e le banche.

A differenza dell’uso della miseria che ne fa la chiesa cattolica, in una società capitalista è necessario che il lavoro sia premiato e dia sicurezza ai cittadini per poter far circolare ricchezza. Purtroppo la Confindustria sta gestendo industriali bambini, poveri idioti che usano le imprese come armi di distruzione sociale distruggendo il paese Italia nella speranza di rubare una fetta di nazione.

Le banche sono ridotte a derubare gli azionisti, anziché trarre profitto dagli investimenti solo perché non c’è più nulla su cui investire.

L’unica risorsa che rimane sono gli extracomunitari, quelli giunti coi gommoni, che leggi criminali consegnano alla mafia-imprenditoriale per sfruttare lavoro sottopagato.

Quattro milioni e seicentomila miserabili era l’obbiettivo di Bossi, Berlusconi, e Renzi e, in proporzione, è anche l’obbiettivo di Trump. Mentre la Cina aumenta il benessere interno per allargare la base dei consumi, gli industriali italiani hanno aggredito la società civile per impoverirla.

Questo è il motivo per cui l’economia cinese uscirà vincente contro l’economia dell’Europa e, in generale, dell’occidente.

Claudio Simeoni


lunedì 12 dicembre 2016

Referendum e partito democratico

O la Costituzione o il fanatismo
integralista cristiano.
Per il Partito Democratico è iniziata una nuova fase nel suo ruolo di partito politico.

Se fino ad ieri molte persone pensavano al Partito Democratico come un continuatore, sia pur in condizioni diverse, della politica sociale del Partito Comunista, oggi il Partito Democratico è bollato come colui che ha tentato di stuprare la Costituzione della Repubblica in funzione della costruzione dello Stato Fascista.

In sostanza, il progetto di Matteo Renzi nell’imporre la modifica Costituzionale, ha lo stesso significato che ebbe per la società italiana la marcia su Roma delle camicie nere. La prima volta si concluse con una tragedia, questa volta, almeno per ora, appare come una farsa.

Cosa è rimasta dell’esperienza del Partito Democratico di Renzi?

E’ rimasta l’aggressione per fini clericali di Marino sindaco di Roma. Il che significa che nel Partito Democratico non è ammessa nessuna condizione laica o diversa dall’integralismo religioso cristiano se non come assoluta emarginazione ideologica.

E’ rimasta la legge sulla “buona scuola” che ha ulteriormente aggravato la scuola pubblica e le condizioni di studio degli Italiani per favorire le scuole e le università private contro i principi fondamentali della Costituzione.

E’ rimasta la legge sul Jobs act con cui si è precarizzato ulteriormente il lavoro, creata incertezza occupazionale, impediti i progetti di vita delle persone e stuprato l’articolo uno della Costituzione in funzione del rafforzamento delle norme schiaviste nelle relazioni di lavoro.

Infine, tanto per ricordare, si sono emarginati i sindacati per favorire i progetti di singoli imprenditori che hanno agito a discapito della società civile e favorita la sopravvivenza delle banche a discapito dei cittadini.

Non penso che ci sia stato nella storia della Repubblica Italiana un partito politico più imperialista e più violento nell’aggredire le condizioni di vita dei cittadini. Queste aggressioni sono avvenute solo all’interno di una visione clerico-fascista della società in cui il padrone, in questo caso Matteo Renzi, come prima Berlusconi e, forse, domani Beppe Grillo, si comportano come tanti “dio padrone” in assoluto disprezzo delle norme sociali e Costituzionali.

Del Partito Democratico rimane questo: il disprezzo che ha dimostrato per la società civile.

Cosa sarà dopo?

Il dopo non si conosce perché, se si osserva l’informazione pubblica, si ha l’impressione che tutti i politici siano come cani che si gettano affamati sull’osso della società civile sbranando ogni richiesta di libertà che in quella società si manifesta.

Rimangono nella società uomini e donne che hanno rifiutato l’odio sociale imposto dal Partito Democratico e non solo hanno votato NO al referendum Costituzionale, ma si sono attivati facendo quello che un tempo facevano i militanti di sezione del Partito Comunista: hanno distribuito volantini. Hanno discusso. Magari solo nei social o solo nell’web, ma lo hanno fatto dando vita ad un circuito di informazioni che si è sottratto non solo al controllo del Partito Democratico, ma a tutti i partiti politici che come cani affamati si gettano sull’osso della società italiana.

Siamo in un momento sociale in cui i cittadini possono considerare i Partiti Politici come i loro nemici. E non hanno torto, perché sono i partiti politici che, violando le norme Costituzionali, aiutano l’extracomunitario Bergoglio a stuprare i bambini per imporre loro la fede nel dio padrone cristiano e assicurarsi, in cambio di questa violenza, i pacchetti voti che servono loro per stuprare la società civile in nome del “dio padrone” cristiano…
Claudio Simeoni


venerdì 9 dicembre 2016

Referendum contro l'Euro e il vaffanculo degli Italiani

Non serve studiare filosofia
per sapere di essere presi in giro
dal movimento dei Cinque Stelle e
da Grillo.
Hanno appena fatto un referendum per impedire la modifica della Costituzione della Repubblica ed ora i Cinque Stelle chiedono un referendum sull’Euro la cui richiesta è una palese violazione dell’articolo 75 della Costituzione della Repubblica.

La richiesta di referendum sull’Euro spiega la doppiezza e la volgarità con intenzioni criminali dei militanti del Cinque Stelle.
Scrive La Repubblica a firma di CONSTANZE REUSCHER:

Di Battista (M5s): "Dal fisco ai migranti ecco il programma. Vogliamo referendum sull'euro"
"Tornare subito al voto con la legge elettorale modificata dalla Consulta"
"Euro e Europa non sono la stessa cosa. Noi vogliamo solo che siano gli italiani a decidere sulla moneta".

Da La Repubblica

Io capisco la voglia dei Cinque Stelle di sfasciare l’Italia. Loro urlavano contro la legge elettorale detta Italicum non per la palese incostituzionalità della legge, ma perché volevano il potere detenuto da Renzi e avevano paura che quella legge favorisse Renzi. Ora che vedono la prospettiva di essere favoriti da quella legge, del diritto Costituzionale a costoro non gli frega niente: la questione non è se è legittimo costruire i campi di concentramento, ma se saranno i Cinque Stelle a mettere nei forni crematori gli avversari o se saranno gli avversari dei Cinque stelle a mettere loro nei forni crematori. Per i Cinque Stelle di Beppe Grillo, la questione non è se è giusto o meno costruire i campi di concentramento e i forni crematori, ma è giusto costruirli solo se saranno loro a gasare gli avversari.

E’ la logica nazista che caratterizza il Movimento Cinque Stelle e che lo ha visto PERDERE il referendum sulla modifica Costituzionale. Ma loro non hanno detto forse di votare NO alla modifica della legge Costituzionale? Dunque hanno vinto? Certo che hanno detto di votare NO alla modifica della legge Costituzionale, ma solo perché non avrebbero saputo sfruttare quella modifica per i loro interessi in quanto la vittoria del SI avrebbe favorito Renzi. Non hanno mai espresso posizioni ideologiche contrarie al tipo di modifica Costituzionale approvata dal Parlamento. Hanno cavalcato l’indignazione popolare per accreditarsi il merito di aver vinto. Se notate dalle informazioni giornalistiche di questi giorni sono spariti i Costituzionalisti, la CGIL e la Fiomm di Landini. Tutta la “sinistra” che ha vinto il referendum, ma della quale non si deve parlare.

Ora propongono il referendum sull’Euro sapendo che la Costituzione, all’articolo 75 prevede:

Articolo 75
E` indetto referendum popolare [cfr. art. 87 c. 6] per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge [cfr. artt. 76, 77], quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Il che significa che quel referendum si può chiedere, prendendo in giro i cittadini, consapevoli che quel referendum è ILLEGALE e INCOSTITUZIONALE, esattamente come costruire i campi di concentramento e i forni crematori.

In questo modo i Cinque Stelle evitano di affrontare i problemi con cui i cittadini si confrontano ogni giorno addossando la loro incapacità di affrontare quei problemi, la loro incompetenza e la loro viltà soggettiva di individui immorali al meccanismo dell’Euro.

Questo è un modo per ingannare e prendere in giro i cittadini Italiani da parte di “politici” la cui attività è finalizzata solo al potere per il potere, alla sedia per la sedia, come il Movimento Cinque Stelle la cui ideologia è l’ideologia nazista o, se preferite social populista che si riassume nel “vaffanculismo”.

Non c’è nessuna differenza fra Grillo, Berlusconi, Renzi, Salvini e Mattarella. Adorano tutti il macellaio di Sodoma e Gomorra e il pederasta in croce e quei modelli indicano la loro ideologia e il fine della loro politica.

Col referendum l’Italia ha salvato i valori della democrazia costituzionale, ma i buffoni sono sempre là. Se Berlusconi è caduto sui suoi bunga-bunga, Renzi sul delirio assolutista del dittatore assoluto, Salvini sul “forza Etna”, Grillo fallisce per stupidità. Una stupidità che lo ha portato a cercare persone più stupide di lui e che una percentuale di italiani sentono molto vicino a loro perché ritengono che i fallimenti esistenziali non sono stati prodotti dalle loro azioni, ma sono dovute al malocchio, alla sfortuna, alla possessione diabolica e a forze occulte contro le quali non serve una corretta gestione della società, ma la bacchetta magica di Herry Potter, l’esorcismo di Amorth, i tarocchi della fortuna, o il pederasta che venga con grande potenza sulle nubi.


Coraggio Italia.

domenica 4 dicembre 2016

L'odio dei sondaggisti per gli italiani.

I sondaggisti hanno sbagliato
per puro odio sociale
Anche in questa tornata i sondaggisti hanno sbagliato le loro previsioni e lo hanno fatto per odio sociale nei confronti dei cittadini.

Davano un testa a testa fra il Si e il No nel referendum basandosi sull’attività di propaganda criminale messa in atto dalla Rai, da Mediaset e dalla maggioranza dei giornalisti legati a poteri e a terrorismo internazionale di giornali come La Repubblica (non abbiamo dimenticato gli articoli sul mostro di Firenze quando spingeva per il linciaggio) o del Corriere della Sera (come dimenticare la feroce caccia all’uomo anarchico dopo l’attentato a Piazza Fontana?) che tanti danni hanno fatto agli Italiani.

I sondaggisti, dei paria della società italiana, hanno sottovalutato l’amore per la Costituzione degli Italiani e hanno sopravvalutato il valore dell’odio per l’Italia manifestato da Giorgio Napolitano. Come hanno sottovalutato il nazismo feroce con cui Giorgio Napolitano ha difeso il diritto di Wojtyla di stuprare bambini (compresi quelli italiani).


Il NO e il SI non si sono avvicinati. Da un lato le mafie che intendevano distruggere l’Italia hanno votavano SI e dall’altro lato l’accozzaglia di cittadini che, pur in presenza di politici che tenteranno di sfruttare la vittoria del NO per la propria carriera politica, erano fermamente convinti che questa Costituzione, assolutamente disattesa nella lettera e nello spirito, era l’unica difesa che era rimasta loro.

Ancora una volta i sondaggisti hanno toppato. Hanno toppato non perché non conoscono le tecniche attraverso le quali fare un sondaggio, ma perché sono emotivamente dei vigliacchi, assolutamente immorali ed eticamente criminali il cui unico scopo è fare del male agli Italiani. I loro sondaggi servono solo per legittimare il far del male agli italiani.

Alla fine, quasi il 60% dei votanti ha detto NO alle modifiche della Costituzione contro il 40% dei votanti che ha votato per il SI. Questa merda di sondaggisti pensano che le persone siano pecore di un gregge che quel criminale del buon pastore, col politico deficiente di turno, che va docile al macello della vita.

venerdì 2 dicembre 2016

Venetisti, banche e magistrati, l'insieme mafioso del Veneto

Truffare o non truffare i propri figli.
Il dilemma dei Veneti.
Quando si parla di mafia in Veneto, si parla di un atteggiamento criminale che porta le persone a separarsi dalla società civile. A differenza dei movimenti politico-sociali degli anni ’70 ed ’80 che rivendicavano alle Istituzioni una maggiore giustizia sociale e una maggior attenzione ai doveri imposti loro dalla Costituzione, oggi nel Veneto serpeggia il BISOGNO DI MAFIA.

Non si tratta di un’associazione criminale che usando metodi violenti si impone su un tessuto sociale di onesti, ma si tratta di comportamenti criminali diffusi in cui la prevaricazione del più forte che aggredisce le persone socialmente oneste e coerenti diventa metodo al fine di indurle all’attività criminale.

Qui non si tratta della mafia di Toto Reina, si tratta della mafia dei venetisti che inventando una separazione fra veneti e italiani di fatto incitano all’odio sociale e all’eversione. Da un lato usano le strutture sociali pagate con le tasse dei cittadini, e dall’altro lato non vogliono pagare il dovuto per sottrarlo alla comunità e rafforzare sé stessi contro la comunità.

Si tratta di un’azione di mafia. Ed è mafia al di là di come il magistrato la voglia trattare per mediare fra esigenze sociali e dimensione del reato.

L’attività di mafia produce l’atteggiamento, in alcuni settori sociali, secondo cui l’altro, la situazione sociale, è la preda da depredare. I fessi pagano le tasse e loro, esulano dal pagarle pur fruendo dei servizi sociali.

Le tasse sono troppo alte? Si chiede di abbassare le tasse partendo dai redditi più bassi perché la circolazione del denaro e la possibilità di far fronte alle spese da sostenere è un patrimonio sociale. Ci sono sprechi di denaro? Si chiede che chi spreca il denaro sia perseguito a norma di legge. L’atteggiamento di mafia, invece, consiste nel sottrarre il denaro delle tasse alla comunità sociale per poterne avere una disponibilità impropria e far violenza alla società. Costoro, usano la sanità sociale, pagata con le tasse, la scuola pubblica, pagata con le tasse, i servizi di bonifica, i servizi di protezione del territorio pagati con le tasse versate dai cittadini.
In sostanza, i venetisti derubano i cittadini al fine di assicurare a sé stessi e ad altri un ingiusto profitto, come fecero per le quote latte che hanno contribuito ad impoverire il paese.

La mafia diffusa in Veneto viene attenzionata, ma non sufficientemente repressa. Vede spesso nelle Istituzioni complicità criminali, come il magistrato che asserì che il “lavoro nero” era una condizione “Istituzionale” e combattere il “lavoro nero” era un atto di terrorismo. Con magistrati del genere il Veneto ha coltivato i mafiosi appropriati ed ora la situazione si sta sempre più aggravando.

Riporto dal Corriere della Sera del Veneto:

Venetisti anti-fisco, 20 indagati
«Istigano a non pagare le tasse»
Perquisizioni a Vicenza, Treviso e Verona
30 novembre 2016

VICENZA Una ventina di indagati, 19 perquisizioni, centinaia di documenti cartacei e dispositivi elettronici sequestrati. Sono i numeri (ancora parziali) dell’inchiesta, coordinata dalla procura di Vicenza, che è venuta alla luce martedì con un’imponente operazione condotta dalla polizia di Stato, dai carabinieri e dalla guardia di finanza nelle province di Vicenza, Verona e Treviso. Sotto accusa leader e militanti del duplice «Comitato di liberazione nazionale Veneto», guidati l’uno dalla veronese Patrizia Badii e l’altro dal vicentino Ruggero Peretti, promotori di azioni anti-Fisco in Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
La notizia è trapelata in mattinata attraverso i social network, con un tam-tam che ipotizzava collegamenti con le molotov di Vittorio Veneto (in realtà esclusi): «In questo momento lo stato occupante sta aggredendo come di consuetudine il Comitato Liberazione Nazionale Veneto». Un organismo che, dopo dissidi interni, si è sdoppiato in due entità distinte dai domini web: clnveneto.ch (quello di Badii) e clnveneto.com (quello di Peretti). Entrambi sono citati nei mandati di perquisizione che sono stati notificati a 19 degli indagati sulla base di un decreto legislativo del 1947 che punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni «chiunque con qualsiasi mezzo promuove ed organizza accordi o intese tra i contribuenti al fine di ritardare, sospendere o non effettuare il pagamento di imposte dirette o indirette, ordinarie e straordinarie in esazione».
Conferma il procuratore Antonino Cappelleri: «L’ambiente venetista è attenzionato non per motivi ideologici o politici, ma perché prima in connessione abbastanza stabile e poi in due tronconi, ha organizzato per lungo tempo una sorta di “resistenza tributaria”, in occasione di interventi dei finanzieri e di altri rappresentanti dell’amministrazione fiscale, nonché attraverso incontri di propaganda».

Tratto da:

http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2016/30-novembre
-2016/venetisti-anti-fisco-20-indagati-istigano-non-pagare-tasse-
2401096560747.shtml

Queste azioni diffuse sul territorio servono a proteggere azioni di criminalità ben più pesante e attiva. Senza i venetisti e senza l’appoggio massiccio dato alla Lega Nord, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca non avrebbero potuto con tanta facilità truffare i loro stessi risparmiatori.
I risparmiatori Veneti, i coglioni, che volevano separarsi dall’Italia, portavano i loro risparmi a Zonin, nella Banca Popolare di Vicenza e in Veneto Banca, che provvedevano a rapinarli. Erano banche “legate al territorio” e vuoi che un Veneto non derubi altri Veneti? E’ proprio dell’educazione dei Veneti rapinare i Veneti più deboli.

I Veneti sventolano la bandiera di “san Marco”, colui che esalta la pederastia di Gesù, cioè, la violenza del più forte sul più debole spinta fino all’appropriazione del corpo mediante il sesso.. E vuoi che persone come Zonin, forti della bandiera di “san Marco”, non vada ad incularsi i Veneti che da idioti gli hanno portato i soldi?

E come ti puoi fidare dei magistrati del Veneto se i magistrati del Veneto ritenendo le Banche delle Istituzioni ritengono che sia legittimo derubare i correntisti con trucchi?

E quando Zonin, con la bandiera di “san Marco” ti ha inculato i risparmi di una vita, hai poco da arrabbiarti. Dovresti prendertela con i venetisti e con i cattolici che hanno posto le basi sociali con cui rapinarti.

Ma non lo farai. Perché il concetto di mafia che si è calato dentro di te ti porta a protestare confidando che il padrone Zonin, il dio padrone della bandiera del pederasta “san Marco”, lo porti ad intervenire per risolvere il tuo problema. Essendo un mafioso ti sei dimenticato di rivendicare i tuoi diritti sociali, ti sentivi forte col capo-mafia e il capo-mafia aveva un solo obbiettivo: derubare te!

E ora non ti resta che protestare. Ma si tratta di proteste vuote.

Riporto dal Corriere della Sera del Veneto:


Momenti di tensione al convegno
sulla crisi della Popolare di Vicenza
Urla di rabbia, grida e interventi dei relatori continuamente interrotti dalla platea

VICENZA Diversi momenti di tensione, urla di rabbia, grida e interventi dei relatori continuamente interrotti dalla platea, hanno caratterizzato l’incontro sulla vicenda della Banca Popolare di Vicenza, svoltosi al teatro Comunale. La giornata, che ha visto la presenza di oltre 500 persone, è stata promossa da Comune, Provincia e Camera di Commercio sugli aspetti critici finanziari, economici, sociali e giuridici riguardanti l’istituto di credito berico e in particolare il quasi azzeramento delle azioni. Presenti i sindaci di Vicenza Achille Variati (che è anche presidente della Provincia), che ha aperto i lavori chiedendo «chiarezza e trasparenza», oltre ai primi cittadini di Prato Matteo Biffoni e di Udine Furio Honsell.
Il governo era rappresentato dal sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta, mentre per la Regione è intervenuta l’assessore ai servizi sociali Manuela Lanzarin. Sul palco, alla fine, è salito anche il presidente della BPVi, Gianni Mion che ha dato qualche risposta dicendo che «a giorni presenteremo una proposta agli azionisti». «Oggi noi dobbiamo lavorare per il futuro, non pensare al passato», ha aggiunto Mion che non ha escluso che in futuro il nome della Banca Popolare di Vicenza possano essere cambiato.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/economia/2016/26-
novembre-2016/popvi-momenti-tensione-convegno-crisi-credito-
2401087720962.shtml

Coraggio, coglioni di imprenditori del Veneto, firmate qui e non pagate le tasse. Hanno perso la memoria dei danni fatti dalla LIFE una decina di anni or sono quando i Veneti furono indotti ad azioni autodistruttive.

L’imprenditore dovrebbe essere colui che guadagna sul lavoro, col concetto Mafia, invece, l’imprenditore è colui che usa il lavoro come un’arma per danneggiare la società in cui vive e opera.

Sono talmente ignoranti gli imprenditori del Veneto che si legano alla provvidenza, al fato, al destino, anziché ai loro progetti imprenditoriali. E dal momento che sono dei falliti, si buttano nelle Istituzioni per poter garantirsi l’impunità nella loro attività criminale. Un’attività criminale che viene tollerata solo fintanto che è assolutamente marginale, ma che viene repressa non appena supera la soglia della marginalità.

Qual è questa soglia? Ci sono due tipi di soglie che non possono essere superate. La prima è quella ideologica. Se si supera la soglia del gruppo marginate e l’idea assume connotati diffusi, va repressa perché il non pagare le tasse danneggia la società civile. Poi c’è la soglia economica. Oltre una certa soglia di evasione il fenomeno va represso perché sottrae troppo denaro e questa soglia viene sistematicamente superata da un numero sempre maggiore di imprenditori del Veneto che usano la loro impresa come un’arma per azioni criminali.

La persistenza del fenomeno è estremamente grave. I venetisti vengono inquisiti e anziché proteggere gli imprenditori che simpatizzano per loro, vogliono portarsi gli imprenditori nella fossa: “Muoia Sansone con tutti i filistei”. “Muoiano i Vnetisti con tutti gli imprenditori”. D’altro canto, senza quest’idea di mafia che porta gli imprenditori e i venetisti a separarsi dalla società, venetisti, e gli imprenditori che rappresentano e che militano fra i venetisti,  non hanno nessuna ragione economica di essere imprenditore.

Scrive il corriere della Sera del Veneto:

Sfida alle procure, i venetisti insistono
«Firmate qui e non pagherete tasse»
Riunione a Caldiero, accorrono famiglie e imprenditori: «Abbiamo gli avvocati»

CALDIERO (VERONA) Il popolo veneto. «Oltre 3500 anni di storia ». Lo Stato italiano. «Un artificio». La Lega Nord. «Ha fatto il gioco dello Stato, “dividi et impera”, dimenticando che i meridionali hanno subìto l’annessione all’Italia tanto quanto noi». I partiti. «Né quello né un movimento: siamo un soggetto di diritto internazionale, abbiamo formato anche l’Autorità Nazionale Veneta, in quella ci riconosciamo». E infine le tasse. «Quando superano il 50 per cento è già schiavitù. Siamo colonizzati, vogliamo solo che la gente lo sappia: firmando la dichiarazione di Nazionalità Veneta chi non paga le tasse non è un evasore». La gente sono piccoli imprenditori, famiglie, pensionati, giovani. Quelli che si ritagliano una serata intera per ascoltare la storia del popolo veneto, come a scuola, dove «dovrebbero insegnare l’Orazione del Gonfaloniere di Perasto di Giuseppe Viscovich». Quelli che fotografano le slide in cui si sostiene come l’ex ministro leghista Roberto Calderoli, nel 2010, abbia «abrogato in via definitiva la conversione in legge del decreto con cui “le province Venete fanno parte del Regno d’Italia”: forse pensava che nessuno se ne sarebbe accorto… beh, ce ne siamo accorti noi». Quelli che, dopo tre ore d’incontro, alzano la mano per chiedere: «Oltre alle cartelle fiscali possiamo non pagare le multe sul treno e il ticket in ospedale?».
L’incontro è di mercoledì sera, sala civica di Caldiero, circa 60-70 persone, di fronte a loro Patrizia Badii e Maurizio Bedin, leader e segretario del gruppo «veronese» del Comitato liberazione nazionale veneto, divisosi da quello «vicentino» capeggiato da Ruggero Peretti. È un incontro diverso dagli altri perché a 24 ore prima risale la notizia dell’indagine della procura di Vicenza, istigazione anti-Fisco uno dei reati ipotizzati, 25 attivisti sul registro degli indagati.

http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/cronaca/2016/2-dicembre-
2016/sfida-procure-venetisti-insistono-firmate-qui-non-pagherete-tasse-
2401102436824.shtml

I risultati sono la chiamata degli imprenditori criminali invitandoli ad aumentare la qualità dei crimini sociali. Non pagare le multe dopo aver violato le leggi. Non pagare le sanzioni, viaggiare gratis in treno, non pagare i tiket sanitari, ecc. è una volontà di rapina, una volontà di rapinare i Veneti in nome di atti criminali giustificati da un “venetismo” o da una appartenenza che non è altro che il tentativo di appropriarsi della società dei Veneti a proprio uso e consumo.

Il contrasto a questo genere di crimini, che si inquadrano in un’ottica mafiosa, in Veneto è sempre stato latitante. Un po’ perché una parte delle Istituzioni è coinvolta e un po’ per la complicità di magistrati che trovano più conveniente collaborare alla commissione di crimini dai quali traggono beneficio piuttosto che imporre una legge che a loro, che minacciano di morte i cittadini col crocifisso che rappresenta i principi della monarchia assoluta, appare come estranea.

In questo modo hanno favorito i crimini della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. I crimini delle banche, più volte segnalati, a cui non è seguita un’azione di contrasto da parte della magistratura che ha preferito vedere i cittadini danneggiati perché raggirati e imbrogliati.

La legge non ammette l’ignoranza? E allora perché il magistrato sfrutta l’ignoranza dei cittadini per affiancarsi a chi li truffa e li inganna?

I risultati della connivenza dei magistrati con i venetisti sta tutto nelle soluzione adottate dalle banche che hanno agito in maniera criminale nel Veneto. Chi è il criminale? Le banche che hanno rubato? I magistrati che hanno collaborato con le banche per rubare sospendendo la possibile azione giudiziaria? La Guardia di Finanza che non è intervenuta? I venetisti che hanno illuso i cittadini che quelle erano “banche dei Veneti”? O solo Zonin, il malvagio, che ora gode dei profitti fatti sulle spalle di tanti coglioni veneti che educati in ginocchio davanti al pederasta in croce si sono inginocchiati davanti a Zonin?
La Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Questo è il progetto di “salvataggio” dopo aver rapinato e distrutto miliardi ai “risparmiatori” in Veneto.
Una delle più grandi operazioni di “rapina” che ha azzerato i risparmi di centinaia di migliaia di persone.
Qual è il risultato?

Parte della distruzione dei capitali andrà al Fondo Atlante. Circa millecinquecento persone saranno licenziate dalle banche. Ci sarà un processo di fusione e ridimensionamento che sarà il prologo al prossimo fallimento o, in subordine, alla distruzione ulteriore del patrimonio finanziario del territorio del Veneto.
Scrive il Corriere della Sera del Veneto:
Ma in ogni caso una decisione non sarà presa entro Natale: «Loro finiranno il loro lavoro e poi con l’anno nuovo vedremo cosa viene fuori, se la proposta troverà l’interesse dei due cda e dell’azionista», cioè del fondo Atlante. Indicazioni che dilatano solo di qualche giorno le indiscrezioni circolate in questi giorni di un piano che Boston Consulting presenterà nel giro di una decina di giorni, con Atlante che vorrebbe presentare il piano di fusione già a metà mese in Bce. È chiaro che il progetto di fusione è il documento che tiene insieme i dettagli sui vari aspetti. Come gli ulteriori esuberi, mentre parte già lunedì la trattativa con i sindacati - con l’obiettivo di chiudere l’intesa questo mese - rispetto ai primi 700 dichiarati questa settimana, che sarà risolta con i prepensionamenti pagati dal fondo di settore, che dovrebbero scattare nel corso del 2017. Una soluzione che però è solo un prologo, rispetto ad una misura d’insieme su esuberi quantificati in 1.300 -1.500. «È una soluzione che rientra all’interno del fondo di solidarietà e quindi si cercherà di agevolare questa soluzione - ha confermato Mion -. Però il problema degli esuberi è noto e non limitato a questi. Auspichiamo forme di soluzione che evitino i licenziamenti, questo lo auspichiamo tutti». E poi c’è il fronte conciliazioni. Dopo l’assemblea di sabato scorso, al Teatro comunale di Vicenza, in cui Mion aveva promesso l’approvazione e la pubblicazione dell’offerta ai soci per le azioni azzerate entro pochi giorni, il cda è tornato ad occuparsene. Ma senza arrivare ancora una volta ad una conclusione.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/economia/2016/2-dicembre
-2016/mion-fusione-bpvi-veneto-banca-piano-pronto-prima-natale
-2401102146199.shtml

Bisogna essere educati in ginocchio davanti al crocifisso per credere alle promesse del padrone. Bisogna essere educati a comportamenti mafiosi per pensare che la società Veneta sia una società da rapinare in nome di un indipendentismo che copre attività criminali di devastazione sociale.

E’ la condanna del Veneto che vive un’educazione criminale che in nome del crocifisso stupra i suoi figli rendendoli incapaci di leggere e interpretare i segnali della realtà sociale vissuta.
In questo mondo in cui gli imprenditori hanno importato una massa di schiavi per il lavoro generico che occupano i posti economici più bassi della struttura sociale, o i Veneti insegnano le regole sociali ai loro figli affinché possano scalare la gerarchia sociale, oppure si ridurranno a banditi che trufferanno altri Veneti in nome di un “venetismo” che sta nella testa di falliti esistenziali pronti per essere truffati dal prossimo profeta che immagineranno disceso dalle nubi con grande potenza.

Poi, io che da veneto stimolo i veneti a diventare cittadini responsabili, individui consapevoli che aiutino i loro figli ad appropriarsi di strumenti adeguati con cui affrontare la società civile, vengo accusato dai venetisti di essere “simpatizzante dei musulmani”.
Imbecilli!

Quanto sono stupidi e deficienti i venetisti. Non vengono perseguiti dalla magistratura per permettere loro di fare altri danni.


Claudio Simeoni

giovedì 1 dicembre 2016

Rubare la democrazia agli Italiani

Domenica si vota sulla Costituzione della Repubblica.

I giornalisti Rai, Mediaset e, in generale, l'Ordine dei Giornalisti stanno chiedendo agli Italiani di rinunciare ad una parte della loro Costituzione in funzione della costruzione di uno Stato Oligarchico o, più semplicemente, Nazista.

Se da lunedì l'Italia sarà uno Stato Nazista, con quello Stato gli Italiani dovranno fare i loro conti progettando un futuro con quelle regole.


Fino a domenica, però, possiamo ancora pensarci:




Quando ci sono gli uomini da cambiare, si cambiano gli uomini, non le regole.

Anche quando le regole non sono rispettate, non si cambiano le regole, si arresta chi non rispetta le regole.

Se rinunciate a queste regole, poi saranno necessari altri 70 anni per ricostruire la dignità Democratica che domenica qualcuno propone di rubare agli Italiani.

Claudio Simeoni



sabato 26 novembre 2016

E' morto Fidel Castro

Pensare nuovamente il
mondo e la vita sociale.
Dalla rivoluzione d'Ottobre, alla morte di Fidel Castro, che segna la fine di un modo complesso di concepire il diritto alla libertà degli uomini, comunque lo si voglia considerare o censurare nella realtà delle adesioni o dei contrasti ideologici, sono passati 100 anni. Questi movimenti hanno avuto una grande funzione anti-colonialista in cui si può annoverare Sun Yat che organizzò nel 1905 il Tongmenghui (Movimento rivoluzionario anti-mancese).

La necessità di coniugare la liberazione dal colonialismo e una diversa prospettiva di società come imposta dai colonizzatori, fece nascere quelle che vengono chiamate "società comuniste" che ben poco avevano col concetto di "comunismo" espresso da Marx nell'Ideologia Tedesca. Avevano l'esigenza di incarnare l'uscita dal colonialismo, dall'ideologia classista medioevale e la necessità di redistribuire la ricchezza sociale per aumentare la platea di consumatori capaci di spendere e di produrre.

"Io devo essere ricco o benestante e l'altro deve essere povero" è lo scontro che c'è stato fra "comunismo", come ricerca di benessere sociale diffuso, e capitalismo, come ideologia del controllo delle persone sia come consumatori che produttori (e della salute delle persone). Mentre il benessere diffuso rallentava i processi egemonici nelle società, il capitalismo, concentrando le ricchezze, concentrava anche la capacità di controllo e di dominio sulle società. Una volta fissato il dominio sulle società "occidentali", il capitalismo ebbe bisogno di impossessarsi delle società "comuniste" per poter avere consumatori e produttori di merci. Quelle società però si trasformarono velocemente costruendo un élite di capitalisti le cui strutture di accumulo di capitale entrarono in concorrenza con le strutture del capitalismo occidentale.

La necessità del capitalismo occidentale di controllare il capitalismo Russo e Cinese ha fatto scoppiare la crisi economica del 2007 che si può risolvere solo fra quindici anni quando ci sarà una redistribuzione della ricchezza fra i capitalisti occidentali, Russi, Cinesi con la nascita di un capitalismo Africano.

Se da un lato queste strutture capitalistiche entreranno in conflitto fra di loro, ai popoli non resta che impedire loro di bombardarsi fisicamente e, nello stesso tempo aumentare la cultura con cui agire in un mondo dominato da capitalisti. In subordine, è necessario il cambio della giurisprudenza in cui si rafforza la capacità di controllo e di mediazione degli Stati sulle strutture economiche dominate dai capitalisti.

Questa nuova fase delle trasformazioni sociali, comunque si veicolerà nella pratica, si apre oggi con la morte di Fidel Castro (anche se era già in preparazione da oltre venti anni).

Purtroppo oggi non abbiamo più capitalisti che guadagnano sfruttando il lavoro, ma abbiamo solo capitalisti che usano il lavoro per sfruttare le società. Questo implica un cambio di prospettiva sociale dove la libertà non è la libertà dal "padrone delle ferriere", ma è la libertà dal banchiere, dal politico e dal prete cristiano la cui attività consiste nell'uccidere le possibilità di adattamento degli uomini, fin dall'infanzia, alle sollecitazioni sociali che subiscono.

Con la morte di Fidel Castro è morta quell'idea di "comunismo-cristiano" che imponeva agli uomini di essere uguali in ginocchio davanti al dio padrone e il dio padrone buono che si sacrifica per i suoi schiavi. Rimane tuttavia ancora attuale l'idea di Marx. Quell'idea che Marx chiamava "comunismo" nell'ideologia tedesca e che non consiste in un prospettiva sociale idealizzata, cosa condannata da Engels nell'Antiduring, ma: chiamiamo "comunismo" il cambiamento del presente.

Che il presente debba cambiare, è un'esigenza prospettata da tutti, ma troppe persone si guardano bene dal precisare in che cosa consiste il cambiamento.

In ogni caso, che piaccia o meno, Cuba è il paese Latino Americano in cui la cultura è diffusa a livello di massa e il capitalismo USA desidera mettere le mani sulla cultura cubana per rivitalizzare il mondo asfittico della cultura USA.


Con Fidel Castro, muore un'epoca, ma se ne apre un'altra che è figlia di quell'epoca.

Un'epoca in cui l'organizzazione capitalistico-religiosa avrà i connotati dello Stato Mafia ed entrerà in concorrenza con la democrazia. Dove la Democrazia è destinata ad essere sconfitta se non sottrarrà l'infanzia al controllo della chiesa cattolica, dei cristiani, degli ebrei, dei musulmani e dei buddisti.

E' morto Fidel Castro, si è chiusa un'epoca, ma non per questo gli uomini possono essere ridotti in schiavi.

martedì 22 novembre 2016

Fermare la deriva nazista di Matteo Renzi: vota no!

La guerra civile è in atto
è stata dichiarata dalla chiesa cattolica
contro la Costituzione della Repubblica
Accozzaglia

o non

Accozzaglia

il 04 dicembre 2016

Al Referendum

ferma la deriva nazista di Matteo Renzi

ferma l'assolutismo delle banche e della mafia

difendi i tuoi risparmi


VOTA     NO!


La Costituzione, così com'è, ha salvato la società civile dai colpi di Stato e da chi vorrebbe riportare in guerra l'Italia come Giorgio Napolitano. Ricorda quando Giorgio Napolitano lanciò l'allarme sulle "sette" per proteggere la pratica della pederastia di Wojtyla. Prostrato con i più forti e violento con i più deboli: è questo il regime che vuoi?

VOTA   NO!

Ferma il terrorismo di coloro che vogliono impossessarsi delle Istituzioni Democratiche

VOTA    NO!

Se voterai si ti assumerai la responsabilità di tutti gli olocausti che la tua scelta provocherà. Sei sicuro che i tuoi figli saranno i macellai e non coloro che verranno macellati?


VOTA    NO!

domenica 20 novembre 2016

Matteo Renzi, il Duce.


Quando si è smarriti,
serve una bussola. Ma se la bussola
non l'hai presa prima di smarrirti,
ora navighi nell'incertezza.
Siamo in un momento di smarrimento e di incertezze esistenziali. Il referendum sulla Brexit ha decretato l'uscita dell'Inghilterra dall'Europa, ma nessun atto formale per la sua uscita è stato sottoscritto.
Trump è diventato presidente USA, ma nessun atto concreto verrà fatto fino al suo insediamento il 20 gennaio.
Il referendum Costituzionale del 4 dicembre è alle porte e Matteo Renzi, con la sua accozzaglia di ciarlatani sta manipolando l'informazione sorretto sia dai poteri forti sia dalle minacce di tortura dei cittadini da parte della Polizia di Stato. Alfano, per terrorizzare i cittadini, dopo aver riempito di militari Roma a scopo intimidatorio di militari, ora vuole riempire Milano. Dopo il fallimento di Roma durante il Giubileo vuole portare il fallimento economico a Milano. I giornalisti trasformano i ladri di appartamento in una minaccia terroristica globale e nello stesso tempo,
Matteo Renzi ha provveduto a creare l'insicurezza nel lavoro: il grande successo del lavoro italiano, il robot mandato su Marte, collaudato in Romania, perché Matteo Renzi ha fatto licenziare tutti i tecnici italiani, si è schiantato miseramente. Naturalmente, l'Ordine dei Giornalisti ha relegato la notizia al trafiletto: vuoi oscurare la propaganda del novello Duce?

sabato 19 novembre 2016

Parmenide di Platone e la Stregoneria

La capacità di analisi e di critica
è l'arma con cui la vita costruisce
sé stessa: sempre!
Quando parlo delle difficoltà nell’analisi del Parmenide di Platone, non mi riferisco solo allo scritto, ma anche alla struttura mentale che sta dietro lo scritto e che, per quello che ho analizzato fino ad ora, non si trova negli altri scritti di Platone. Spesso gli scritti che ho analizzato di Platone sono puerili, favolistici e sempre cattivi e violenti.

Il Parmenide è perverso e la sua perversione si genera da un contesto psico-emotivo particolare con delle finalità che definire “diaboliche”, mi sembra il minimo.

Il pericolo nell’analizzare il Parmenide di Platone è quello di fermarsi ad una lettura superficiale o iniziare un’analisi approfondita e poi fermarsi a metà.

In effetti, alla prima lettura avevo capito un insieme di cose. La lettura di Hegel mi ha permesso di capire una serie di passaggi del Parmenide, e in quel momento, tutto mi appariva chiaro.

Ora che lo sto passando (e non l’ho mai fatto per nessun testo prima d’ora) frase per frase montando e rimontando i discorsi di Platone, mi sto rendendo conto della drammaticità del Parmenide e di come tutta la fortuna filosofica di Hegel sia dipesa da una lettura un po’ più attenta, rispetto agli altri studiosi, di questo testo.

I soggetti che partecipano a questo testo come l’Uno, il Tutto, l’Essere, Altri, Diverso, Simile, Diversità, Uguale ecc. sono tutti soggetti e vanno trattati come “nomi propri” e non possono essere unificati in un unico ente, come hanno fatto i cristiani con l’interpretazione del Parmenide di Platone.

Faccio un esempio e riporto dalla traduzione del Parmenide di Platone di Giovanni Reale questo passo:

«Adesso considera anche questo aspetto». 
«Quale?»,
«Noi diciamo che l'Uno partecipa dell'Essere e che per questo è?».
«Sì».
«E per questo l'Uno-che-è ci è apparso molteplice?».
«Proprio così».
«Che dunque? L'Uno in sé, che noi diciamo partecipare dell'Essere, se con il pensiero riusciamo a considerarlo in sé, da solo, senza questo di cui diciamo che partecipa, allora ci apparirà solo uno o anche molteplice?».
«Io credo uno».
«Vediamo allora: è necessario che una cosa sia il suo Essere, un'altra esso stesso, se l'Uno non è l'Essere, ma partecipa dell'Essere in quanto Uno».
«Necessario».
«Dunque, se una cosa è l'Essere, un'altra l'Uno, l'Uno non è diverso dall'Essere perché è Uno, né l'Essere è altro dall'Uno perché è Essere, ma sono diversi tra loro per la Diversità e l'Alterità».
«Senza dubbio».
«Perciò la Diversità non è uguale né all'Uno né all'Essere».
«Come potrebbe, infatti».
«Che dunque? Se tra questi prendiamo l'Essere e la Diversità, se vuoi, oppure l'Essere e l'Uno, o l'Uno e la Diversità, allora non prendiamo forse ogni volta una realtà, che giustamente deve essere chiamata coppia?».
«Come dici?».
«Così: si può dire "Essere"?».
«Si può».
«E poi ancora dire "Uno"?».
«Anche questo».
«Non abbiamo così nominato ciascuno di essi?».
«Sì».
«E allora, quando dico "Essere e Uno", io non indico la coppia insieme?».
«Senza dubbio».
«Dunque, anche se dico "Essere e Diversità", oppure "Diversità e Uno", non dico forse, ogni volta, la coppia?».
«Sì».
«E questi che giustamente sono definiti coppia, è possibile che siano una coppia senza essere due?».
«Non è possibile».
«Ma se questi sono due, c'è qualche mezzo perché ognuno di loro non sia uno?».
«Nessuno».
«Ciascun termine, quindi, proprio in quanto parte di una dualità, sarà Uno».
«È evidente».
«Ma se ciascuno di questi è Uno, aggiungendone uno qualsiasi a una qualsiasi coppia, non diventa forse tre il tutto?».
«Sì».
«Il tre non è dispari e il due pari?».
«Come no!»,
«E che? Se c'è il due, non deve necessariamente esserci il due volte, e se c'è il tre il tre volte, se è proprio del due essere due volte uno, e del tre essere tre volte uno?»,
«È necessario che sia così».

--fine citazione---
La prima cosa da fare è ripulire il testo del Parmenide dagli “intercalari” che Platone attribuisce a Socrate.
Una volta pulito, questo testo si presenta in questo modo:

«Adesso considera anche questo aspetto».
«Noi diciamo che l'Uno partecipa dell'Essere e che per questo è?». 
«E per questo l'Uno-che-è ci è apparso molteplice?».
«Che dunque? L'Uno in sé, che noi diciamo partecipare dell'Essere, se con il pensiero riusciamo a considerarlo in sé, da solo, senza questo di cui diciamo che partecipa, allora ci apparirà solo uno o anche molteplice?».
«Vediamo allora: è necessario che una cosa sia il suo Essere, un'altra esso stesso, se l'Uno non è l'Essere, ma partecipa dell'Essere in quanto Uno».
«Dunque, se una cosa è l'Essere, un'altra l'Uno, l'Uno non è diverso dall'Essere perché è Uno, né l'Essere è altro dall'Uno perché è Essere, ma sono diversi tra loro per la Diversità e l'Alterità».
«Perciò la Diversità non è uguale né all'Uno né all'Essere».
«Che dunque? Se tra questi prendiamo l'Essere e la Diversità, se vuoi, oppure l'Essere e l'Uno, o l'Uno e la Diversità, allora non prendiamo forse ogni volta una realtà, che giustamente deve essere chiamata coppia?».
«Così: si può dire "Essere"?».
«E poi ancora dire "Uno"?».
«Non abbiamo così nominato ciascuno di essi?».
«E allora, quando dico "Essere e Uno", io non indico la coppia insieme?».
«Dunque, anche se dico "Essere e Diversità", oppure "Diversità e Uno", non dico forse, ogni volta, la coppia?».
«E questi che giustamente sono definiti coppia, è possibile che siano una coppia senza essere due?».
«Ma se questi sono due, c'è qualche mezzo perché ognuno di loro non sia uno?».
«Ciascun termine, quindi, proprio in quanto parte di una dualità, sarà Uno».
«Ma se ciascuno di questi è Uno, aggiungendone uno qualsiasi a una qualsiasi coppia, non diventa forse tre il tutto?».
«Il tre non è dispari e il due pari?».
«E che? Se c'è il due, non deve necessariamente esserci il due volte, e se c'è il tre il tre volte, se è proprio del due essere due volte uno, e del tre essere tre volte uno?»,

--fine citazione ripulita---
Ci vuole un po’ per capire che il termine “Essere” non andrebbe scritto con la lettera maiuscola se non nell’interpretazione dei cristiani. Infatti, se un individuo ha un insieme sinapsico che forma un reticolato neuronale tarato sul monoteismo e sul cristianesimo, il termine Essere assume il senso del “il dio padrone”. Questo perché nel cristianesimo solo il dio padrone è, e la sua parola, in quanto parola creatrice, genera l’esistente.

Ma se l’insieme della struttura sinapsica forma un reticolato neuronale nel cervello della persona e questo è tarato sulla costruzione del futuro, il termine Essere non sta a significare il soggetto, ma “il venir in essere”, il venir alla vita in un insieme, l’Uno, che non è né vita né coscienza e, pertanto, non andrebbe scritto con la U maiuscola, come piace al fanatico cristiano Giovanni Reale, ma con la U minuscola con cui scrive il numero uno.

E’ proprio il venir in essere della coscienza che distingue l’Essere divenuto da un Uno che è inconsapevole e che, pertanto, va letto come il nulla dell’esistenza.

Questa condizione filosofica è propria di alcune cosmologie egiziane.

Pertanto, l’interpretazione dell’Uno che ne dava Plotino, è una formulazione creazionista dell’Uno costruita da Plotino e che, per quanto possa essere fatta risalire al Parmenide di Platone, ne modifica di fatto il significato in termini di creazionismo cristiano.

Per capire il Parmenide di Platone, non basta smontare e rimontare il testo, ma è necessario ristrutturare le proprie connessioni neuronali avvicinandosi non solo al contesto culturale che ha prodotto ciò che Platone voleva dire, ma anche alla mentalità di un tempo in cui l’azione di Platone, nella difesa dei propri interessi, agiva per traghettare la forma di pensiero della Democrazia nella legittimazione della tirannide.

In cosa consiste l’operazione di Stregoneria nell’interpretazione di un testo come il Parmenide?
Quando smonti il testo e lo rimonti analizzando un significato che non appartiene al tempo presente, ma ad un passato dimenticato per farlo rinascere nel tempo presente, hai modificato anche la struttura mentale con cui hai affrontato il problema, la struttura fisica, le connessioni neuronali e l’intero reticolato sinapsico, compresa la percezione con la quale guardi e pensi il mondo: e questo si chiama STREGONERIA!