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Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

lunedì 8 agosto 2016

Analfabetismo esistenziale: fra Diamanti e Galimberti

Dobbiamo coniare una nuova espressione:
analfabetismo esistenziale!

Che cos’è l’analfabetismo esistenziale? E’ l’incapacità dei soggetti di costruire delle relazioni emotive con il mondo e pertanto pensano che il mondo risponda a regole, a schemi o a principi che loro hanno in testa.
E’ l’attività mentale attraverso la quale il soggetto proietta sé stesso sul mondo e in quella proiezione pretende di rinchiudere le risposte del mondo.
L’ontologia, praticata da Galimberti, e l’attività statistica messa in atto da Ilvo Diamanti, si configurano nell’analfabetismo esistenziale.

Entrambi pensano che il mondo sia statico. Entrambi pensano che l'uomo sia statico.

Entrambi pensano che il mondo sia creato da immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino e loro, piccoli “dei” onnipotenti, ne interpretano il disegno divino: uno con le farneticazioni ideologiche naziste rinchiudendo il mondo in farneticazioni ontologiche e l’altro che pretende di descrivere una realtà mediante telefonate come se fosse un confessore cattolico.

L’analfabetismo esistenziale porta a non vedere gli uomini e le società come dei soggetti progettuali che pensando un possibile futuro capaci, comunque, di mettere in atto strategie di sopravvivenza soggettiva.

Gli analfabeti esistenziali saccheggiano la società per ridurla alle proprie categorie, quelle del pederasta in croce che ordina di sgozzare gli uomini e quelle del macellaio di Sodoma e Gomorra. Al centro dell’analfabetismo esistenziale c’è lo scannare delle persone perché tutte le soluzioni degli analfabeti esistenziali sono soluzioni di violenza come quelle che  piacciono a Galimberti attraverso l’esistenzialismo di Kierkegaard, di Heidegger e di Arendt  che si qualificano per i campi di sterminio o quelli di Diamanti, Scalfari e Martini che si qualificano per lo stupro dei bambini in nome del pederasta in croce in un’orgia ideologica di creazionismo che nega all’uomo le sue possibilità di scelta di vita.


Non è un caso che Galimberti esalti la distruzione della cultura.
In un articolo di D donna di La Repubblica del 06 agosto 2016 afferma:

La cultura, infatti, era patrimonio di quel mondo ecclesiastico a cui va riconosciuto il merito di aver conservato tutti i manoscritti greci, arabi e latini dell’area mediterranea che altrimenti sarebbero andati perduti.

Si tratta di un’affermazione CRIMINALE: i cristiani hanno distrutto tutti gli scritti della cultura antica e hanno conservato solo ciò che serviva loro come strumento di oppressione sociale e di violenza alle persone: Cosa è rimasto di Epicuro? Perché dei presocratici abbiamo solo frammenti vaghi? I cristiani hanno distrutto e solo un maiale aristocratico nazista come Platone, funzionale all’imposizione del cristianesimo, è stato conservato. Che ne è degli scritti di Celso? E di Porfirio contro i Cristiani?

Le affermazioni di Galimberti sono criminali e funzionali allo stupro dei bambini in nome e per conto del macellaio di Sodoma e Gomorra.

Essere Laico non significa, come afferma Galimberti, “dubitare di tutte le proprie verità”. Ma significa: “Negare che il pederasta in croce, che afferma di essere la verità, sia la verità!”. Significa “pensare con la propria testa? Non necessariamente. Significa negare che la testa della chiesa cattolica possa imporre una verità sull’infanzia senza essere considerata un’organizzazione terroristica e criminale. Cosa, poi, avviene in positivo, questo appartiene al singolo individuo, al suo divenuto e ai suoi adattamenti sociali.

Non è un caso che Ilvo Diamanti abbia costruito una relazione col nazi-fascista Rigoni Stern che come nazi-fascista è partito per la Russia e come nazi-fascista si è verniciato di “sinistroso” pur mantenendo la medesima ideologia nazi-fascista del volontario in Russia: l’analfabetismo esistenziale, che lo porta a non individuare i contenuti emotivi dei comportamenti, viene trasferito da Ilvo Diamanti nell’interpretazione fantasiosa di una realtà socialmente estranea costringendolo ad immaginare i “movimenti sociali” e finendo per interpretarli per quello che lui immagina siano. Anzi, ad offendere ed ingiuriare le persone attribuendo loro attività ed intenzioni che non hanno (da qui i sondaggi elettorali sbagliati).


Quando Diamanti scrive su La Repubblica del 08 agosto 2016:

E il rapporto fra società e politica. Perché il calcio, nel rapporto fra società e politica, conta molto. Da noi più che altrove. Ne ho scritto altre volte, su Repubblica. Ma, in questo caso, ripetersi forse non è un problema. Il calcio suscita interesse, passione e appartenenza. Circa 4 italiani su 10 si definiscono tifosi. Metà di essi si dice "militante", un altro 30%: sostenitore "caldo". Oltre il 50%, comunque, "odia" almeno un'altra squadra (come ho scritto in un articolo con Luigi Ceccarini su Limes 5/2016). Il calcio, infatti, è fattore di identità. Antagonista, oltre che protagonista. Offre riferimenti e soggetti in cui riconoscersi e ai quali opporsi. Fornisce bandiere e colori. Proprio come la politica. Anzi: più della politica. Perché il calcio viene prima. È una "metafora della vita", ha osservato Edmondo Berselli. D'altronde, si gioca e si tifa fin da bambini. La passione matura nel contesto dove si vive e lavora. In famiglia. Per dire: io sono bianconero da sempre. Perché sono cresciuto nella provincia piemontese da genitori veneti.

Non è altro che una sovrastruttura del medesimo meccanismo con cui la chiesa cattolica stupra la struttura emotiva dei bambini costruendoli come devoti alla vagina vergine della madonna al pederasta in croce o al macellaio di Sodoma e Gomorra.

Solo che vigliaccamente se ne guarda bene dall’individuare la violenza sociale nell’attività di terrorismo emotivo messo in atto dalla chiesa cattolica (e dalle religioni rivelate in generale).


E’ proprio dell’ideologia nazista aggredire la forma ma non la causa dei problemi in modo da riprodurre i problemi e criminalizzare le persone che vivono quei problemi.

L’analfabetismo esistenziale è proprio dei cattolici, dei cristiani, dei monoteisti che pensano che l’uomo sia creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo, cretino e deficiente e tutta la loro attività consiste nel legittimare schemi sociali e comportamentali che giustificano le violenze con cui si impone all’uomo il concetto di essere creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e il bambino viene stuprato affinché ami Gesù che lo minaccia di tagliargli a gola.

L’analfabetismo esistenziale è proprio di persone che sono malate di cuore o malate di cancro. Entrambe le malattie, con le forme apparentemente meno gravi, come lo stato depressivo, bloccano la veicolazione nel mondo della struttura emotiva dell’uomo. Bloccano l’adattamento neuro-vegetativo all’insorgenza emotiva, bloccano la destrutturazione e la ristrutturazione dell’individuo all’insorgenza emotiva  portandolo nel delirio di onnipotenza che lo identifica con l’assolutismo del dio padrone.

L’analfabeta esistenziale è essenzialmente un terrorista che imponendo agli uomini il suo modello di realtà distrugge negli uomini quei meccanismi di trasformazione soggettiva capaci sia di modificare il presente vissuto che di adattare sé stessi ad un presente in continua trasformazione.

L’analfabeta esistenziale è un terrorista che pretende di dire agli uomini ciò che gli uomini pensano e finisce per torturarli affinché pensino ciò che lui vuole che pensino.

Claudio Simeoni


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