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Il ragazzo con la rana

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Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 29 ottobre 2016

Il nazismo nella riforma costituzionale in Italia


Matteo Renzi e Angelino Alfano, facendo torturare i cittadini dalla Polizia di Stato, vogliono modificare la Costituzione.

Non è un paradosso.

Il Parlamento della Repubblica si è rifiutato di approvare la legge contro la tortura, nonostante fosse prevista dalla nostra Costituzione, per sottoporre a minaccia di tortura chiunque votasse contro la modifica della Costituzione voluta da Renzi, Alfano e Boschi.
Il Parlamento, è venuto meno a doveri Istituzionali per devastare le Istituzioni.
Sempre la Polizia di Stato tortura e, quando non tortura, la minaccia di torturare è sempre messa in atto dalla Polizia di Stato.

Questo stravolgimento della Costituzione che va sotto il nome di “riforma Costituzionale” è figlio del terrorismo che ha insanguinato l’Italia negli ultimi 50 anni nel tentativo di destabilizzare le Istituzioni, da De Lorenzo a Scelba, da Andreotti e Craxi e da Berlusconi e Renzi.

Il filo nero del terrorismo che passa per la strage di Piazza Fontana, la P2, l’attentato della Stazione di Bologna, le torture di La Barbera, il massacro del G8 di Genova gli attentati ai treni, l’attentato a Falcone e Borsellino, il depistaggio di La Barbera e la magistratura Veneta che, di fatto, non ha mai inquisito il terrorismo se non per i propri interessi e fini personali. Gli attentatori della Loggia di Brescia hanno sempre avuto impunità.

Quando, con la strage di Piazza Fontana era stata individuata la “pista nera” di commistione con i Servizi Segreti Italiani, si scatenò la più grande caccia all’uomo anarchico dal dopoguerra italiano ben consapevoli che quell’attentato aveva una matrice Istituzionale.

La devastazione delle Istituzioni fatta dal Parlamento approvando quell’orrore di “riforma Costituzionale” senza principi chiari e diretti, ha il solo scopo di sottrarre il Senato dal controllo elettorale dei cittadini e di sottomettere la Camera dei Deputati agli ordine di un gerarca, detto “premier” che in questo modo ricostruisce lo Stato fascista.

Vi diranno che loro risparmiano qualche euro, ma non dicono alle persone che cosa stanno rubando: la loro società, la loro vita.

Lo stesso Presidente della Repubblica è privato della prerogativa di sciogliere le camere e la Corte Costituzionale diventa uno strumento di controllo del primo ministro come fu con Mussolini o con Hitler.
L’unica variabile in tutto questo rimane la domanda: chi prende il posto di Benito Mussolini o di Adolf Hitler?
Quindici anni or sono Silvio Berlusconi sarebbe diventato il nuovo Hitler. Quell’Hitler avrebbe costruito i campi di sterminio? Noi non lo sappiamo, né lo possiamo sapere, tuttavia il potere di controllo del Parlamento, come quello derivato da questa riforma, pone le possibilità per il nuovo Hitler di istituire i campi di sterminio.  Tuttavia, prima di costruire i campi di sterminio, il nazismo si caratterizzò per altre cose che hanno permesso la nascita dei campi di sterminio.

Di Hitler un sito web scrive:

Egli era ancora deciso a rovesciare il governo e ad instaurare un Reich forte ed aggressivo sotto il suo comando. Per cinque anni quindi, dal 1924 fino al 1929, attendendo il momento giusto per passare all’attacco, il futuro dittatore riorganizzerà e potenzierà il partito nazista reclutando nuovi seguaci e tenendo numerosi discorsi. Dopo il 1929 invece passò all’offensiva dimostrandosi un’abile oratore capace di dividere i propri avversari e di seminare zizzania sul loro conto. Obiettivo di Hitler era di concentrare su di se le due massime cariche politiche della Germania, cancelliere e presidente, e successivamente diventare il Führer, unica guida di tutto il paese.

Non è molto diversa l’ascesa di Benito Mussolini e del Partito Fascista.
Scrive un sito web:

Inoltre, grazie all’efficace tattica governativa e alla violenza squadrista, il movimento ottenne progressivamente il consenso prima degli industriali, poi della Santa Sede, con cui firmò i Patti Lateranensi, e infine della monarchia con l’appoggio del re Vittorio Emanuele III.
Questi, in occasione della Marcia su Roma, fu colui che favorì indiscutibilmente l’ascesa di Mussolini; infatti il re si rifiutò di firmare lo stato d’assedio in seguito all’invasione della capitale da parte dei fascisti nel ’22 e, come effetto, si ebbero le dimissioni del governo Facta che lasciò campo libero al leader fascista.
Il nuovo disegno governativo si prefiggeva l’obiettivo di annientare socialisti, e comunisti e ciò fu reso possibile grazie alla legge “Acerbo” che assicurava un “premio di maggioranza” a coloro che alle elezioni avessero ottenuto almeno il 25% dei voti: era evidente la discriminazione nei confronti delle forze minoritarie.
Alle elezioni del ’24, in cui si verificarono violenze e pestaggi, i fascisti si presentarono fiancheggiati da esponenti liberali, formando il cosiddetto “listone” che ottenne la maggioranza.
Successivamente il leader socialista Giacomo Matteotti denunciò ufficialmente in Parlamento i brogli elettorali e le tangenti che l’Italia riceveva da Francia e Stati Uniti, scatenando la reazione violenta delle squadre fasciste dalle quali fu rapito e assassinato.

La distruzione del controllo delle Istituzioni da parte del nuovo Hitler o Mussolini è una premessa indispensabile per la nascita della dittatura e la costruzione, in un secondo tempo, dei campi di sterminio propri del nazismo.

Una volta distrutte le Istituzioni, chi è il nuovo Hitler?
Venticinque anni fa il nuovo Hitler sarebbe stato Andreotti o Craxi. Prima di loro Fanfani. Prima ancora De Gasperi.

Fino ad un paio di anni fa, all’approvazione di questa riforma, il ruolo dell’Hitler sembrava fosse appannaggio di Matteo Renzi, oggi non è più tanto sicuro. Oggi come oggi, quel ruolo appare alla portata di Grillo o di qualcuno del movimento cinque stelle.

Il punto è questo, quando si fa una legge, come per il porcellum, che modifica gli assetti Istituzionali, non è detto che chi l’ha approvata ne fruisca dei benefici di diventare il nuovo Hitler.

Quando si toglie il controllo dei cittadini su un’Istituzione, si va verso una dittatura nazista. E questa riforma è nazista. Ricalta tutta la tradizione con cui il fascismo e il nazismo hanno portato la rovina in Europa.

Cosa avrebbero detto quelli del Partito Democratico se questa riforma fosse stata fatta quando Berlusconi era in auge?

In questo momento l’economia è in grave sofferenza da oltre 10 anni, ma se con la crisi dell’economia si distruggono le condizioni Istituzionali, ci troviamo nelle stesse condizioni della Germania nel 1929 o dell’Italia nel 1922. E poi saranno necessari cinquanta milioni di morti per ricostruire un minimo di società civile.

Io sono convinto che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella DEVE abbassare i toni perché, insultare i cittadini chiedendo loro di non indignarsi (di abbassare i toni) per il processo di nazistificazione delle Istituzioni dello Stato messo in atto dal Parlamento, suona ingiuria ed insulto. E anche se per la nostra Costituzione il Presidente della Repubblica è “irresponsabile”, questo non lo autorizza ad insultare i cittadini Italiani affinché si mettano in ginocchio davanti alla distruzione delle Istituzioni Democratiche.

Claudio Simeoni

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