La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 2 dicembre 2016

Venetisti, banche e magistrati, l'insieme mafioso del Veneto

Truffare o non truffare i propri figli.
Il dilemma dei Veneti.
Quando si parla di mafia in Veneto, si parla di un atteggiamento criminale che porta le persone a separarsi dalla società civile. A differenza dei movimenti politico-sociali degli anni ’70 ed ’80 che rivendicavano alle Istituzioni una maggiore giustizia sociale e una maggior attenzione ai doveri imposti loro dalla Costituzione, oggi nel Veneto serpeggia il BISOGNO DI MAFIA.

Non si tratta di un’associazione criminale che usando metodi violenti si impone su un tessuto sociale di onesti, ma si tratta di comportamenti criminali diffusi in cui la prevaricazione del più forte che aggredisce le persone socialmente oneste e coerenti diventa metodo al fine di indurle all’attività criminale.

Qui non si tratta della mafia di Toto Reina, si tratta della mafia dei venetisti che inventando una separazione fra veneti e italiani di fatto incitano all’odio sociale e all’eversione. Da un lato usano le strutture sociali pagate con le tasse dei cittadini, e dall’altro lato non vogliono pagare il dovuto per sottrarlo alla comunità e rafforzare sé stessi contro la comunità.

Si tratta di un’azione di mafia. Ed è mafia al di là di come il magistrato la voglia trattare per mediare fra esigenze sociali e dimensione del reato.

L’attività di mafia produce l’atteggiamento, in alcuni settori sociali, secondo cui l’altro, la situazione sociale, è la preda da depredare. I fessi pagano le tasse e loro, esulano dal pagarle pur fruendo dei servizi sociali.

Le tasse sono troppo alte? Si chiede di abbassare le tasse partendo dai redditi più bassi perché la circolazione del denaro e la possibilità di far fronte alle spese da sostenere è un patrimonio sociale. Ci sono sprechi di denaro? Si chiede che chi spreca il denaro sia perseguito a norma di legge. L’atteggiamento di mafia, invece, consiste nel sottrarre il denaro delle tasse alla comunità sociale per poterne avere una disponibilità impropria e far violenza alla società. Costoro, usano la sanità sociale, pagata con le tasse, la scuola pubblica, pagata con le tasse, i servizi di bonifica, i servizi di protezione del territorio pagati con le tasse versate dai cittadini.
In sostanza, i venetisti derubano i cittadini al fine di assicurare a sé stessi e ad altri un ingiusto profitto, come fecero per le quote latte che hanno contribuito ad impoverire il paese.

La mafia diffusa in Veneto viene attenzionata, ma non sufficientemente repressa. Vede spesso nelle Istituzioni complicità criminali, come il magistrato che asserì che il “lavoro nero” era una condizione “Istituzionale” e combattere il “lavoro nero” era un atto di terrorismo. Con magistrati del genere il Veneto ha coltivato i mafiosi appropriati ed ora la situazione si sta sempre più aggravando.

Riporto dal Corriere della Sera del Veneto:

Venetisti anti-fisco, 20 indagati
«Istigano a non pagare le tasse»
Perquisizioni a Vicenza, Treviso e Verona
30 novembre 2016

VICENZA Una ventina di indagati, 19 perquisizioni, centinaia di documenti cartacei e dispositivi elettronici sequestrati. Sono i numeri (ancora parziali) dell’inchiesta, coordinata dalla procura di Vicenza, che è venuta alla luce martedì con un’imponente operazione condotta dalla polizia di Stato, dai carabinieri e dalla guardia di finanza nelle province di Vicenza, Verona e Treviso. Sotto accusa leader e militanti del duplice «Comitato di liberazione nazionale Veneto», guidati l’uno dalla veronese Patrizia Badii e l’altro dal vicentino Ruggero Peretti, promotori di azioni anti-Fisco in Veneto e Friuli-Venezia Giulia.
La notizia è trapelata in mattinata attraverso i social network, con un tam-tam che ipotizzava collegamenti con le molotov di Vittorio Veneto (in realtà esclusi): «In questo momento lo stato occupante sta aggredendo come di consuetudine il Comitato Liberazione Nazionale Veneto». Un organismo che, dopo dissidi interni, si è sdoppiato in due entità distinte dai domini web: clnveneto.ch (quello di Badii) e clnveneto.com (quello di Peretti). Entrambi sono citati nei mandati di perquisizione che sono stati notificati a 19 degli indagati sulla base di un decreto legislativo del 1947 che punisce con la reclusione da sei mesi a cinque anni «chiunque con qualsiasi mezzo promuove ed organizza accordi o intese tra i contribuenti al fine di ritardare, sospendere o non effettuare il pagamento di imposte dirette o indirette, ordinarie e straordinarie in esazione».
Conferma il procuratore Antonino Cappelleri: «L’ambiente venetista è attenzionato non per motivi ideologici o politici, ma perché prima in connessione abbastanza stabile e poi in due tronconi, ha organizzato per lungo tempo una sorta di “resistenza tributaria”, in occasione di interventi dei finanzieri e di altri rappresentanti dell’amministrazione fiscale, nonché attraverso incontri di propaganda».

Tratto da:

http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2016/30-novembre
-2016/venetisti-anti-fisco-20-indagati-istigano-non-pagare-tasse-
2401096560747.shtml

Queste azioni diffuse sul territorio servono a proteggere azioni di criminalità ben più pesante e attiva. Senza i venetisti e senza l’appoggio massiccio dato alla Lega Nord, la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca non avrebbero potuto con tanta facilità truffare i loro stessi risparmiatori.
I risparmiatori Veneti, i coglioni, che volevano separarsi dall’Italia, portavano i loro risparmi a Zonin, nella Banca Popolare di Vicenza e in Veneto Banca, che provvedevano a rapinarli. Erano banche “legate al territorio” e vuoi che un Veneto non derubi altri Veneti? E’ proprio dell’educazione dei Veneti rapinare i Veneti più deboli.

I Veneti sventolano la bandiera di “san Marco”, colui che esalta la pederastia di Gesù, cioè, la violenza del più forte sul più debole spinta fino all’appropriazione del corpo mediante il sesso.. E vuoi che persone come Zonin, forti della bandiera di “san Marco”, non vada ad incularsi i Veneti che da idioti gli hanno portato i soldi?

E come ti puoi fidare dei magistrati del Veneto se i magistrati del Veneto ritenendo le Banche delle Istituzioni ritengono che sia legittimo derubare i correntisti con trucchi?

E quando Zonin, con la bandiera di “san Marco” ti ha inculato i risparmi di una vita, hai poco da arrabbiarti. Dovresti prendertela con i venetisti e con i cattolici che hanno posto le basi sociali con cui rapinarti.

Ma non lo farai. Perché il concetto di mafia che si è calato dentro di te ti porta a protestare confidando che il padrone Zonin, il dio padrone della bandiera del pederasta “san Marco”, lo porti ad intervenire per risolvere il tuo problema. Essendo un mafioso ti sei dimenticato di rivendicare i tuoi diritti sociali, ti sentivi forte col capo-mafia e il capo-mafia aveva un solo obbiettivo: derubare te!

E ora non ti resta che protestare. Ma si tratta di proteste vuote.

Riporto dal Corriere della Sera del Veneto:


Momenti di tensione al convegno
sulla crisi della Popolare di Vicenza
Urla di rabbia, grida e interventi dei relatori continuamente interrotti dalla platea

VICENZA Diversi momenti di tensione, urla di rabbia, grida e interventi dei relatori continuamente interrotti dalla platea, hanno caratterizzato l’incontro sulla vicenda della Banca Popolare di Vicenza, svoltosi al teatro Comunale. La giornata, che ha visto la presenza di oltre 500 persone, è stata promossa da Comune, Provincia e Camera di Commercio sugli aspetti critici finanziari, economici, sociali e giuridici riguardanti l’istituto di credito berico e in particolare il quasi azzeramento delle azioni. Presenti i sindaci di Vicenza Achille Variati (che è anche presidente della Provincia), che ha aperto i lavori chiedendo «chiarezza e trasparenza», oltre ai primi cittadini di Prato Matteo Biffoni e di Udine Furio Honsell.
Il governo era rappresentato dal sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta, mentre per la Regione è intervenuta l’assessore ai servizi sociali Manuela Lanzarin. Sul palco, alla fine, è salito anche il presidente della BPVi, Gianni Mion che ha dato qualche risposta dicendo che «a giorni presenteremo una proposta agli azionisti». «Oggi noi dobbiamo lavorare per il futuro, non pensare al passato», ha aggiunto Mion che non ha escluso che in futuro il nome della Banca Popolare di Vicenza possano essere cambiato.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/economia/2016/26-
novembre-2016/popvi-momenti-tensione-convegno-crisi-credito-
2401087720962.shtml

Coraggio, coglioni di imprenditori del Veneto, firmate qui e non pagate le tasse. Hanno perso la memoria dei danni fatti dalla LIFE una decina di anni or sono quando i Veneti furono indotti ad azioni autodistruttive.

L’imprenditore dovrebbe essere colui che guadagna sul lavoro, col concetto Mafia, invece, l’imprenditore è colui che usa il lavoro come un’arma per danneggiare la società in cui vive e opera.

Sono talmente ignoranti gli imprenditori del Veneto che si legano alla provvidenza, al fato, al destino, anziché ai loro progetti imprenditoriali. E dal momento che sono dei falliti, si buttano nelle Istituzioni per poter garantirsi l’impunità nella loro attività criminale. Un’attività criminale che viene tollerata solo fintanto che è assolutamente marginale, ma che viene repressa non appena supera la soglia della marginalità.

Qual è questa soglia? Ci sono due tipi di soglie che non possono essere superate. La prima è quella ideologica. Se si supera la soglia del gruppo marginate e l’idea assume connotati diffusi, va repressa perché il non pagare le tasse danneggia la società civile. Poi c’è la soglia economica. Oltre una certa soglia di evasione il fenomeno va represso perché sottrae troppo denaro e questa soglia viene sistematicamente superata da un numero sempre maggiore di imprenditori del Veneto che usano la loro impresa come un’arma per azioni criminali.

La persistenza del fenomeno è estremamente grave. I venetisti vengono inquisiti e anziché proteggere gli imprenditori che simpatizzano per loro, vogliono portarsi gli imprenditori nella fossa: “Muoia Sansone con tutti i filistei”. “Muoiano i Vnetisti con tutti gli imprenditori”. D’altro canto, senza quest’idea di mafia che porta gli imprenditori e i venetisti a separarsi dalla società, venetisti, e gli imprenditori che rappresentano e che militano fra i venetisti,  non hanno nessuna ragione economica di essere imprenditore.

Scrive il corriere della Sera del Veneto:

Sfida alle procure, i venetisti insistono
«Firmate qui e non pagherete tasse»
Riunione a Caldiero, accorrono famiglie e imprenditori: «Abbiamo gli avvocati»

CALDIERO (VERONA) Il popolo veneto. «Oltre 3500 anni di storia ». Lo Stato italiano. «Un artificio». La Lega Nord. «Ha fatto il gioco dello Stato, “dividi et impera”, dimenticando che i meridionali hanno subìto l’annessione all’Italia tanto quanto noi». I partiti. «Né quello né un movimento: siamo un soggetto di diritto internazionale, abbiamo formato anche l’Autorità Nazionale Veneta, in quella ci riconosciamo». E infine le tasse. «Quando superano il 50 per cento è già schiavitù. Siamo colonizzati, vogliamo solo che la gente lo sappia: firmando la dichiarazione di Nazionalità Veneta chi non paga le tasse non è un evasore». La gente sono piccoli imprenditori, famiglie, pensionati, giovani. Quelli che si ritagliano una serata intera per ascoltare la storia del popolo veneto, come a scuola, dove «dovrebbero insegnare l’Orazione del Gonfaloniere di Perasto di Giuseppe Viscovich». Quelli che fotografano le slide in cui si sostiene come l’ex ministro leghista Roberto Calderoli, nel 2010, abbia «abrogato in via definitiva la conversione in legge del decreto con cui “le province Venete fanno parte del Regno d’Italia”: forse pensava che nessuno se ne sarebbe accorto… beh, ce ne siamo accorti noi». Quelli che, dopo tre ore d’incontro, alzano la mano per chiedere: «Oltre alle cartelle fiscali possiamo non pagare le multe sul treno e il ticket in ospedale?».
L’incontro è di mercoledì sera, sala civica di Caldiero, circa 60-70 persone, di fronte a loro Patrizia Badii e Maurizio Bedin, leader e segretario del gruppo «veronese» del Comitato liberazione nazionale veneto, divisosi da quello «vicentino» capeggiato da Ruggero Peretti. È un incontro diverso dagli altri perché a 24 ore prima risale la notizia dell’indagine della procura di Vicenza, istigazione anti-Fisco uno dei reati ipotizzati, 25 attivisti sul registro degli indagati.

http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/cronaca/2016/2-dicembre-
2016/sfida-procure-venetisti-insistono-firmate-qui-non-pagherete-tasse-
2401102436824.shtml

I risultati sono la chiamata degli imprenditori criminali invitandoli ad aumentare la qualità dei crimini sociali. Non pagare le multe dopo aver violato le leggi. Non pagare le sanzioni, viaggiare gratis in treno, non pagare i tiket sanitari, ecc. è una volontà di rapina, una volontà di rapinare i Veneti in nome di atti criminali giustificati da un “venetismo” o da una appartenenza che non è altro che il tentativo di appropriarsi della società dei Veneti a proprio uso e consumo.

Il contrasto a questo genere di crimini, che si inquadrano in un’ottica mafiosa, in Veneto è sempre stato latitante. Un po’ perché una parte delle Istituzioni è coinvolta e un po’ per la complicità di magistrati che trovano più conveniente collaborare alla commissione di crimini dai quali traggono beneficio piuttosto che imporre una legge che a loro, che minacciano di morte i cittadini col crocifisso che rappresenta i principi della monarchia assoluta, appare come estranea.

In questo modo hanno favorito i crimini della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. I crimini delle banche, più volte segnalati, a cui non è seguita un’azione di contrasto da parte della magistratura che ha preferito vedere i cittadini danneggiati perché raggirati e imbrogliati.

La legge non ammette l’ignoranza? E allora perché il magistrato sfrutta l’ignoranza dei cittadini per affiancarsi a chi li truffa e li inganna?

I risultati della connivenza dei magistrati con i venetisti sta tutto nelle soluzione adottate dalle banche che hanno agito in maniera criminale nel Veneto. Chi è il criminale? Le banche che hanno rubato? I magistrati che hanno collaborato con le banche per rubare sospendendo la possibile azione giudiziaria? La Guardia di Finanza che non è intervenuta? I venetisti che hanno illuso i cittadini che quelle erano “banche dei Veneti”? O solo Zonin, il malvagio, che ora gode dei profitti fatti sulle spalle di tanti coglioni veneti che educati in ginocchio davanti al pederasta in croce si sono inginocchiati davanti a Zonin?
La Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
Questo è il progetto di “salvataggio” dopo aver rapinato e distrutto miliardi ai “risparmiatori” in Veneto.
Una delle più grandi operazioni di “rapina” che ha azzerato i risparmi di centinaia di migliaia di persone.
Qual è il risultato?

Parte della distruzione dei capitali andrà al Fondo Atlante. Circa millecinquecento persone saranno licenziate dalle banche. Ci sarà un processo di fusione e ridimensionamento che sarà il prologo al prossimo fallimento o, in subordine, alla distruzione ulteriore del patrimonio finanziario del territorio del Veneto.
Scrive il Corriere della Sera del Veneto:
Ma in ogni caso una decisione non sarà presa entro Natale: «Loro finiranno il loro lavoro e poi con l’anno nuovo vedremo cosa viene fuori, se la proposta troverà l’interesse dei due cda e dell’azionista», cioè del fondo Atlante. Indicazioni che dilatano solo di qualche giorno le indiscrezioni circolate in questi giorni di un piano che Boston Consulting presenterà nel giro di una decina di giorni, con Atlante che vorrebbe presentare il piano di fusione già a metà mese in Bce. È chiaro che il progetto di fusione è il documento che tiene insieme i dettagli sui vari aspetti. Come gli ulteriori esuberi, mentre parte già lunedì la trattativa con i sindacati - con l’obiettivo di chiudere l’intesa questo mese - rispetto ai primi 700 dichiarati questa settimana, che sarà risolta con i prepensionamenti pagati dal fondo di settore, che dovrebbero scattare nel corso del 2017. Una soluzione che però è solo un prologo, rispetto ad una misura d’insieme su esuberi quantificati in 1.300 -1.500. «È una soluzione che rientra all’interno del fondo di solidarietà e quindi si cercherà di agevolare questa soluzione - ha confermato Mion -. Però il problema degli esuberi è noto e non limitato a questi. Auspichiamo forme di soluzione che evitino i licenziamenti, questo lo auspichiamo tutti». E poi c’è il fronte conciliazioni. Dopo l’assemblea di sabato scorso, al Teatro comunale di Vicenza, in cui Mion aveva promesso l’approvazione e la pubblicazione dell’offerta ai soci per le azioni azzerate entro pochi giorni, il cda è tornato ad occuparsene. Ma senza arrivare ancora una volta ad una conclusione.

Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/economia/2016/2-dicembre
-2016/mion-fusione-bpvi-veneto-banca-piano-pronto-prima-natale
-2401102146199.shtml

Bisogna essere educati in ginocchio davanti al crocifisso per credere alle promesse del padrone. Bisogna essere educati a comportamenti mafiosi per pensare che la società Veneta sia una società da rapinare in nome di un indipendentismo che copre attività criminali di devastazione sociale.

E’ la condanna del Veneto che vive un’educazione criminale che in nome del crocifisso stupra i suoi figli rendendoli incapaci di leggere e interpretare i segnali della realtà sociale vissuta.
In questo mondo in cui gli imprenditori hanno importato una massa di schiavi per il lavoro generico che occupano i posti economici più bassi della struttura sociale, o i Veneti insegnano le regole sociali ai loro figli affinché possano scalare la gerarchia sociale, oppure si ridurranno a banditi che trufferanno altri Veneti in nome di un “venetismo” che sta nella testa di falliti esistenziali pronti per essere truffati dal prossimo profeta che immagineranno disceso dalle nubi con grande potenza.

Poi, io che da veneto stimolo i veneti a diventare cittadini responsabili, individui consapevoli che aiutino i loro figli ad appropriarsi di strumenti adeguati con cui affrontare la società civile, vengo accusato dai venetisti di essere “simpatizzante dei musulmani”.
Imbecilli!

Quanto sono stupidi e deficienti i venetisti. Non vengono perseguiti dalla magistratura per permettere loro di fare altri danni.


Claudio Simeoni

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