La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 21 luglio 2017

Platone all'origine del nazismo

Questo testo fa parte del sesto
volume della Teoria della
filosofia Aperta di prossima
pubblicazione
La dittatura di Platone ha la necessità di un esercito compatto, di picchiatori che agiscano all’unisono, per violentare i cittadini in nome del bene della dittatura.

Scrive Platone:

“Ora – continuai – tu che sei il loro legislatore, come hai scelto gli uomini, con gli stessi criteri dovrai scegliere le donne da assegnare a loro, badando che siano il più possibile affini per carattere. Tali persone, poi, condividendo case e mense, e in privato non avendo nulla di tutto questo, per il fatto di essere accomunati nei ginnasi e nelle altre occasioni della vita quotidiana, credo che fatalmente saranno portati ad accoppiarsi per una specie di istintiva attrazione. O non ti sembra che quanto affermo abbia carattere di necessità?”.

Pag. 1192 - La Repubblica di Platone da "Platone tutti gli scritti" a cura di Giovanni Reale edizione Bompiani.

Platone considera gli uomini come il bestiame al mercato. Il bestiame al mercato viene considerato come Platone considera gli uomini. Bestiame e uomini sono, nella disponibilità giuridica di Platone, la stessa cosa. Cosa impedisce al legislatore Platone di mandare il bestiame al mattatoio e gli uomini nelle camere a gas? La sua soggettività. Egli, onnipotente, sceglie. Il nazismo non è la camera a Gas. Ma la presenza della possibilità ideologica che gli elementi espressi portino alla camera a gas. Come Hitler in nome di Gesù giustifica la soluzione finale, così Platone, in nome del bene pubblico, può giustificare la soluzione finale di una parte della popolazione.


L’ideologia nazista è l’ideologia di Platone che alimenta accondiscendenza nutrendo l’immaginazione degli schiavi che si identificano con l’assolutismo di Platone e che si pensano partecipi a quell’assolutismo.

Tratto da: Platone all'origine del nazismo.

Claudio Simeoni

lunedì 17 luglio 2017

Central Intelligence Agency, religione pagana e la destabilizzazione sociale

Solo la discussione religiosa
dei suoi contenuti ci
preservano da progetti politici
Entrare in quest’ottica di ragionamento significa entrare in una palude di ipotesi in tutto appare effimero, incerto, ipotetico e mai del tutto provato.

Alcune cose le sappiamo.

Innanzi tutto sappiamo che l’intervento di destabilizzazione sociale può avvenire soltanto nella relazione fra passioni sociali emotive e l’ideologia che veicola tali passioni sociali nel vissuto dei cittadini. Esiste una sola scienza capace di fare questo ed è la “scienza religiosa”. La “Scienza religiosa” è unica scienza capace di veicolare le passioni emotive delle persone in progetti illusori che distruggano il presente vissuto in funzione di un futuro desiderato.

Dunque, per destabilizzare una società democratica, una società repubblicana, servono concetti assolutisti in cui le persone identificano le loro aspirazioni.

Il fenomeno dell’Isis è stato costruito in questo modo. Il paradiso del Califfato, in cui i combattenti del califfato acquisivano il potere assoluto sui cittadini che diventavano loro oggetti di possesso, diventava il mandato di Allah in cui i combattenti veicolavano le loro emozioni in deliri di possesso e vendevano aspettative di onnipotenza ad ogni fallito ed emarginato che in Europa viveva in situazioni di difficoltà psico-emotiva.

La seconda cosa che noi sappiamo è l’assoluta povertà culturale che caratterizza le persone che desiderano un “luminoso avvenire” e che riducono la realtà vissuta a poche formule elementari o a pochi slogan di propaganda.

Per destabilizzare un paese è necessario usare le persone culturalmente molto povere e, per farlo, è necessario parlare il loro linguaggio usando un livello culturale molto povero e molto misero. E’ necessario che il linguaggio usato sia assonante con la manipolazione mentale infantile che quelle persone hanno subito.

Per esempio. Se si vogliono coinvolgere masse in Italia si deve parlare un linguaggio assonante con il catechismo cattolico. Non puoi coinvolgere masse se parli del Macellaio di Sodoma e Gomorra o del pederasta in croce in quanto, istintivamente, le persone che pensano che il loro dio assassino sia buono e che i macellati si sono meritati la condanna, si allontanano perché l’idea è opposta al loro concetto di dio che si è fissato nelle loro emozioni mediante la manipolazione subita nell’infanzia. Per parlare del Macellaio di Sodoma e Gomorra o dell’attività di terrorismo chiamata pederastia praticata da Gesù, serve molto impegno culturale e molta analisi dei testi che il fedele cattolico non fa per non mettere in discussione le sue illusioni e le sue credenze.

“Dio è buono” o “Allah è grande” è il massimo livello culturale a cui può giungere il fanatico e solo quel livello culturale è utilizzabile per destabilizzare un paese o una società. “Il Duce, l’uomo mandato da Dio” o “Il Califfo uomo di Allah” sono la stessa cosa, manifestano lo stesso livello culturale perché solo a quel livello culturale si possono aggregare emarginati privi di cultura per fini di aggressione alla società civile. E’ la strategia di Paolo di Tarso: “Dio ha scelto gli ignoranti per umiliare i sapienti.”. Dove gli ignoranti diventano oggetti d’uso che distruggendo una società privando quel presente di ogni prospettiva di futuro. Come con i Talebani in Afghanistan. Chi ha mai discusso con i Talebani? Il livello culturale di  un Talebano è quello di un analfabeta che desidera controllare il mondo in nome del suo dio.

La stessa operazione messa in atto in Iraq, in Afghanistan, in Siria, è stata tentata anche in Europa. E’ difficile pensare che non sia stata pensata anche per l’Europa dal momento che la distruzione della democrazia europea è l’obbiettivo centrale delle operazioni della Central Intelligence Agency (CIA) esattamente come l’obiettivo centrale delle operazioni della Central Intelligence Agency (CIA) in medio oriente sono stati i regimi laici che, secondo gli obbiettivi della Central Intelligence Agency (CIA) andavano sostituiti da regimi integralisti islamici.

Un esempio lo abbiamo avuto con la Russia in cui il regime “laico” è stato sostituito da un regime religioso cristiano ortodosso e se per il momento il regime Ortodosso si rivela solo in alcuni momenti della vita sociale è solo perché il ricambio delle convinzioni ideologiche della popolazione costruite in un regime di uguaglianza sociale faticano per molte generazioni prima di essere ricondotte in un’ideologia, la cristiana ortodossa, che separa gli individui in caste e in classi. Servono alcune generazioni per far accettare come normale la discriminazione sociale.

Le operazioni della Central Intelligence Agency (CIA) in Russia hanno sempre fatto leva sulla struttura religiosa ortodossa esattamente come in Ucraina hanno fatto leva sui cattolici legati, naturalmente, all’ideologia nazista. Entrambi i paesi hanno pagato prezzi moto alti in termini di condizioni di vita perché il passaggio da uno Stato “laico” ad uno stato assolutista religioso comporta sempre la distruzione delle condizioni di vita delle masse sociali. E’ attraverso la distruzione ella ricchezza sociale in quel presente che si costruiscono le condizioni per imporre le ideologie assolutistiche cristiane, ebree o musulmane.

La domanda che va posta è questa:
esiste la possibilità che la Central Intelligence Agency (CIA), e sempre solo la Central Intelligence Agency (CIA), anche se affiancata da Russi e altri, tenti di usare la religione per destabilizzare la democrazia Europea?

E’ indubbio che il cattolicesimo, più che il protestantesimo, si sta prestando all’operazione. In molti paesi europei l’assolutismo religioso cristiano funge da disarticolazione del sistema di diritti Costituzionali, tant’è che spesso i cittadini non possono usare quei diritti nella loro vita quotidiana perché aggrediti da poliziotti e mafie che li costringono alla sottomissione con la violenza affinché rinuncino ai loro diritti Costituzionali.

Però, in tutti questi paesi, sia le contraddizioni interne, sia la storia dei diritti sociali fungono da argine ad ogni tipo di conflitto di ordine religioso. I diritti civili in Europa sono stati conquistati nella lotta contro il dio padrone di cattolici e protestanti, con la sola eccezione dell’Inghilterra in cui l’assolutismo anglicano si è opposto, storicamente, all’assolutismo cattolico.

Il tentativo della Central Intelligence Agency (CIA) di portare masse di diseredati in Europa, in particolare masse di musulmani che potessero contrapporre l’ideologia islamica all’ideologia europea sta fallendo miseramente. Un po’ per l’opposizione e un po’ perché il fine dei musulmani che arrivano in Europa è la conquista di migliori condizioni di vita e non la supremazia religiosa. I cittadini dei paesi musulmani che arrivano in Europa sono più gli indifferenti religiosi che non i fondamentalisti che tendono, al contrario, a conquistare il potere nel paese musulmano d’origine.

Questi musulmani, arrivati in Europa, devono confrontarsi con la cultura europea. Anche se il cattolicesimo è miseria culturale, la società europea è culturalmente molto attiva e ha la capacità di costringere questi immigrati a trovare tutte quelle sfaccettature culturali che consente loro di rimanere nella fede musulmana senza entrare in conflitto con la democrazia europea.

Dopo queste riflessioni ci chiediamo: la Central Intelligence Agency (CIA) cosa può pensare che sia il “tallone d’Achille” dell’Europa? La prima risposta che ci viene in mente è: sicuramente i movimenti populisti. Il populismo, inteso come volontà di separazione dall’insieme dell’Europa, è una condizione presente molto forte in Europa. Farage, legato a Beppe Grillo, è riuscito a far separare l’Inghilterra dall’Europa danneggiando grandemente i cittadini della Gran Bretagna. Altri movimenti analoghi sono presenti in Spagna, in Italia con Grillo e la Lega, in Francia con la Le Pen (oggi ridimensionata).

Tutte queste forme populiste, avevano o hanno, dei contenuti vagamente “paganeggianti”. Per esempio, si riferiscono a tradizioni che tentano di prendere le distanze dal cristianesimo pur essendo sempre cristiane, esportatrici di valori assolutistici propri del cristianesimo. Pensiamo alle “tradizioni” scozzesi, alle “tradizioni” del “dio Po’” di bossiana memoria, l’invenzione dei “celtici” o il pseudo fenomeno del “druidismo” o alcuni contenuti formali di “paganismi” che hanno caratterizzato la destra tedesca o alcune forme odinistiche che altro non sono che cristianesimo assolutista mascherato dai missionari cristiani. L’Edda poetico è un testo cristiano, le croci celtiche sono simboli che i cristiani imposero per la conquista religiosa, ecc. Oppure, l’invenzione USA della Stregheria che altro non è che un cattolicesimo mascherato da superstizione popolare.

Oltre alla Stregheria, non sarebbe la prima volta che gli USA costruiscono associazioni segrete destabilizzanti in Italia. Pensiamo al fenomeno della “spiritualità” dei Pellerossa. Una spiritualità costruita dai missionari cristiani. La mafia che conosciamo oggi è stata costruita dagli USA in funzione anticomunista e in appoggio al fascismo facendola diventare una vera e propria congrega religiosa legata alla bibbia, ai principi assolutistici cattolici e protestanti. In quest’ottica è difficile distinguere i principi ideologici della mafia da quelli del Vaticano anche se quest’ultimo ha organizzato la violenza e lo stupro sistematico dei bambini.

Consideriamo i movimenti populisti d’Europa.

Volendo destabilizzare l’Europa tali movimenti sono l’unica arma che la Central Intelligence Agency (CIA) può usare a livello di massa. Quella massa presenta due caratteristiche. Primo non ha un’ideologia religiosa attraverso la quale riversare le proprie istanze. Secondo, essendo masse diverse a seconda dei paesi d’Europa le eventuali istanze religiose, attraverso le quali riversare le proprie aspettative, devono essere uguali e diverse allo stesso tempo. Devono essere diverse per caratterizzare il singolo paese e la singola massa; devono essere uguali per creare una sorta di “internazionale” dei populismi.

Questo è il problema della Central Intelligence Agency (CIA).

Come risolve questo problema la Central Intelligence Agency (CIA)?

Per tentativi.

Come cittadini non siamo in grado di conoscere gli “armeggiamenti” di servizi che dispongono di capitali e di poteri di controlli Istituzionali. Non siamo in grado di raccogliere “prove” di azioni destabilizzanti della società in quanto non controlliamo le linee telefoniche, le associazioni segrete (o la parte segreta di associazioni legate alle Istituzioni) o la confindustria o la finanza.

Possiamo, però, essere attenti alla società e anche se non disponiamo di prove che indicano il coinvolgimento diretto di alcune attività straniere in Italia nella destabilizzazione Istituzionale (cosa alla quale dovrebbero provvedere alcune Istituzioni), possiamo dedurre, dalla qualità culturale presentata, un tentativo di destabilizzazione sociale che avviene nell’ambito religioso in cui ci muoviamo.

Si parla solo di “tentativo” in quanto, non essendo presente una reale base di individui su cui quell’azione si può innestare, è un’azione destinata ad abortire in partenza.

Pur tuttavia, se quell’azione non viene inquadrata in un tentativo di destabilizzazione Istituzionale, va a condizionare l’attività di molti cittadini perché nel tentativo di incidere sulla società coinvolge illusioni e aspettative di cittadini culturalmente deboli e psicologicamente speranzosi.

L’azione a cui intendo riferirmi, principalmente, si riferisce alla costruzione USA della “Stregheria”. Un’azione che sembra attribuita a tale Raven Grimassi il quale, una ventina d’anni or sono, si è inventato una specie di discendenza di sangue di congreghe di Streghe che, secondo lui, giravano per l’Italia. Per quali fini si è inventato una simile stupidaggine se non per fini di eversione della società italiana?


Questa idea fu ripresa e sfruttata da alcuni personaggi ambigui all’inizio del secolo ed usata dalla Central Intelligence Agency (CIA) per far invadere l’Italia di pseudo-streghe USA. Si tratta di un insieme di superstizioni studiate dall’antropologia culturale italiana da Ernesto de Martino a Carlo Ginzburg a Alfonso Maria Di Nola ed elevate a dignità ideologica dalla miseria culturale della wicca. Solo che quelli erano studi su stupidaggini e stupidaggini elementari sono rimaste nonostante gli studiosi si siano impegnati a dare loro un po’ di dignità culturale. Come è rimasta una banalità infantile la teoria della Grande Madre alimentata anche dalla Marija Gimbutas negli USA.

Poi è iniziata l’invasione degli USA che procedevano all’iniziazione di un po’ di imbecilli italiani, dalla Phyllis Curott alla Francesca Ciancimino Howell che si spacciavano per Gran sacerdotesse Wicca, ma che si vergognavano di definirsi tali nel loro ambiente culturale. In particolare la Francesca Ciancimino Howell dopo aver insultato l’intelligenza culturale degli italiani ha chiesto la rimozione del video della sua conferenza da youtube perché nel suo ambiente universitario ha fatto non solo una figura di “merda”, ma quello della truffatrice che presenta una faccia da una parte e un’altra faccia per raggirare i creduloni: una vera agente destabilizzatrice della Francesca Ciancimino Howell. Non è della Francesca Ciancimino Howell, e allora per quale motivo ha tentato di circuire i creduloni italiani raccontando “cazzate” pseudo-esoteriche?
Francesca Ciancimino Howell



Col fallimento della Wicca venne avanti un altro movimento, più politico e più legato alle tradizioni nazionali. Furono i vari gruppi delle varie “tradizioni” nazionali precristiane che si incontrarono in un’operazione iniziata in Lituana, con connotati profondamente nazisti e nazionalistici, che si presentò sotto la sigla del WCER e, dopo il 2010 del ECER. L’idea di un coordinamento dei gruppi “pagani” nel mondo era simpatica. Ma quando in quell’organizzazione fu proposto di collaborare con i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti e gli induisti della divisione sociale in caste, apparve chiaro che l’associazione non aveva fini religiosi, ma politici.

I vari gruppi “pagani” venivano illusi di far parte di un coordinamento religioso e si trovarono, invece, a partecipare a un coordinamento politico-nazionalistico, marcatamente nazista, dal quale molti gruppi religiosi pagani presero le distanze.

In sostanza, il coordinamento dell’ECER si svuotò di contenuti religiosi e alla morte di Trinkunas venne preso in mano da un personaggio ambiguo, Andras Corban, di forte ispirazione cristiana, che agendo negli USA lascia supporre più interessi politici nella costruzione di legami organizzativi con i cristiani piuttosto che interessi religiosi. Fin dal 2010 è lui che spingeva Trinkunas ad aderire al Parlamento Mondiale delle Religioni come, del resto, fece la Phyllis Curott.

Gli USA hanno sempre avuto interessi a costringere i pagani Europei a partecipare ad una sorta di coordinamento delle religioni, come il Parlamento Mondiale delle Religioni, che legittimasse le stragi e il genocidio fatto da ebrei, cristiani, islamici e buddisti contro i cittadini laici dei vari paesi per poter destabilizzare i vari Stati.

 Non è un caso che Al-Qaeda sia stata finanziata e supportata dagli USA contro le libertà sociali che stavano sviluppandosi nei vari paesi arabi.

Recentemente un personaggio ambiguo come la Phyllis Curott ha tentato di ostruire un’organizzazione verticistica dal nome Il Tempio di Ara con cui iniziava a vari gradi i membri. Con un libro di farneticazioni che non ha nemmeno la dignità del più banale Herry Potter ha tentato di impadronirsi dell’ambiente wicca il quale, con la sua miseria intellettuale, non aveva, comunque, nulla a che vedere con le “americanate” farneticanti di un avvocato fallito qual è la Phyllis Curott.

Poi è arrivata tale Francesca Ciancimino Howell, una docente universitaria che si spaccia per Gran Sacerdotessa Wicca, ma che si vergogna perché, in ambiente universitario “questo è sintomo di scarsa serietà” (parole sue) e si lega a venditori di cianfrusaglie che si spacciano per “druidi”. Faceva propaganda per la superstizione druidica. Come se ci fossero conoscenze di “tradizioni druidiche”.

L’ultimo arrivato è Andras Corban dagli USA. Un uomo senza nessuna preparazione culturale. Senza nessuna concezione sugli Dèi. Senza aver costruito nessuna idea di Paganesimo che fin dal 2010 a Bologna ha spinto affinché il WCER chiedesse di entrare nel Parlamento Mondiale delle Religioni e si affiancasse al Gesù dei cattolici nella sua attività di stupro dei bambini. Ha spinto affinché i Pagani del WCER condividessero col dio dei cristiani degli ebrei e dei musulmani il diritto di macellare gli uomini che adorano un dio diverso da lui.

La ferocia di quest’uomo non può essere una ferocia dovuta solo alla sua stupidità dottrinale, deve avere per forza un fine diverso dalla semplice stupidità. Questo fine può essere solo ricondotto allo stesso fine che ebbe Bin Laden quado fondò Al-Qaeda. L’organizzazione era solo apparentemente religiosa. La religione serviva per veicolare le emozioni in campo sociale e politico, organizzare un conflitto che portasse alla distruzione dei paesi laici del medio oriente.

Come ci si difende da personaggi come Bin Laden o come Andras Corban?

Col dibattito religioso. Che non è il dibattito relativo a “come noi organizziamo i gruppi pagani”, ma è relativo a “in che cosa credono i pagani, perché credono in quelle cose e come propagandano quel credere in relazioni a credere diversi”.

In sostanza, ci si difende parlando di principi religiosi, analizzando la realtà nella quale viviamo, sviluppando la cultura del nostro essere nel mondo e sviluppando il dibattito contro fedi diverse alle quali si oppongono i principi Pagani una volta che i Pagani hanno definito i loro principi.

Chi lavora per la Central Intelligence Agency (CIA) non è interessato a sviluppare i principi religiosi, ma solo all’uso che ne può fare delle persone.

Il pericolo di cadere in deliri complottisti è sempre presente, ma l’illusione di essere immuni da attenzione da parte di chi ha mezzi, uomini e capitali per manipolare le sorti del mondo è pura follia.

In un mondo in cui tutto è controllato, come diceva qualcuno, solo “i paranoici sopravvivono”. Pertanto, mettere in atto azioni di difesa per sé stessi e per i propri progetti consente di preservare sé stessi e i propri progetti.

Lavorare per la costruzione della Religione Pagana significa preservare anche il futuro in cui tale religione, se mai si svilupperà, potrà esistere. Se fin da ora qualche gruppo pensa di beneficiare della contiguità con la ferocia cristiana, islamica, ebraica o buddista, ha già fallito i suoi scopi. Se fin da ora qualche gruppo si penserà tanto furbo da affiancare progetti non suoi, ma fatti da chi ha potere finanziario, ha già fallito i suoi scopi, tradito i suoi propositi, annientato ogni possibilità di esistenza.

E se, al contrario di quanto io sospetto, personaggi come Andras Corban, Phyllis Curott, Francesca Ciancimino Howell non fossero degli agenti della Central Intelligence Agency (CIA), ma solo persone interessate a diffondere idee religiose?
La risposta è semplice: avrebbero discusso di idee religiose, di contenuti teologici, di idee filosofiche anziché concentrare il loro interesse nell’appropriarsi di “pagani” per organizzarli e farli funzionare per i loro interessi. E’ legittimo sospettare interessi diversi in chi si presenta come una persona religiosa e non discute di religione, ma di come organizzare (leggi usare) i “pagani”.

Noi, come persone religiose e cittadini, abbiamo una sola possibilità per non farci usare per fini diversi dai fini religiosi: perseguire sempre i nostri fini religiosi. Parlare dei contenuti della nostra religione e discriminare le persone in base ai contenuti religiosi che manifestano. Per questo dobbiamo essere sempre sospettosi che chiunque abbia mezzi economici o interessi istituzionali voglia usarci per i suoi fini e dobbiamo cogliere quei fini nello stridere delle persone fra ciò che propongono e ciò che manifestano dal punto di vista religioso.

Troppi statunitensi sono giunti in Italia ad irretire persone indifese e culturalmente fragili per non sospettare che dietro a questo arrivo non ci siano interessi che destano sospetto.

Se devo sospettare, devo sospettare che in pericolo c’è la società e, per quel che mi riguarda, ogni destabilizzazione sociale è programmata, sia che vada o non vada a buon fine, dalla Central Intelligence Agency (CIA).

Come cittadino non posso aspettare la verità giudiziaria per prendere delle decisioni. Quando arriva la verità giudiziaria, il danno è stato fatto.


Claudio Simeoni

mercoledì 12 luglio 2017

Il Veneto Islamico in una società italiana islamizzata

L’Italia sta diventano come un paese islamico.

I cittadini italiani non hanno più nessuna possibilità di avere giustizia per i torti, le angherie e le violenze subite ad opera delle Istituzioni.

Pensiamo alla Regione Vento che sputa e deride le sentenze del TAR e un TAR che dopo aver sentenziato, quando la sua sentenza viene derisa e sbeffeggiata, al successivo ricorso dice al ricorrente “ma tanto ti protegge la legge” e mentre il TAR risponde in questo modo, la Regione Veneto, con le sue bande armate travestite da cacciatori che sparano vicino alle case a scopo di intimidazione e minaccia, con l’aiuto e la complicità della Polizia di Stato, manda i picchiatori a picchiare chi non si mette in ginocchio davanti al pederasta in croce.

Tanto, sia i magistrati che la Polizia di Stato minacciano i cittadini con l’esposizione del crocifisso legittimando la sostituzione dei principi Costituzionali (e dei loro doveri che da tali principi derivano) con i principi dell’assolutismo nazista rappresentati dall’assolutismo del crocifisso. Il maiale che pretende che tutti gli uomini si mettano in ginocchio davanti a lui in quanto lui è il figlio del dio padrone e fa quello che vuole: come i magistrati e la Polizia di Stato che si diverte a minacciare i cittadini puntando loro la pistola alla testa.

Se quelli elencati sopra sono episodi specifici vissuti personalmente, appare drammatica la situazione delle famiglie italiane in cui viene denunciata la violenza di uno dei due coniugi e la Polizia di Stato interviene in modo assolutamente superficiale, spesso alimentando essa stessa le condizioni che portano all’omicidio. E’ un effetto del crocifisso esposto nei posti di polizia. Chi denuncia i torti viene deriso perché, secondo l’ideologia del crocifisso, è Dio che gli ha inviato i dolori e le prove e chi sono quelli della Polizia di Stato per intervenire contro il volere di Dio? Recentemente c’è stata una retata contro il lavoro nero in Puglia e nel sud d’Italia, ma vorrei ricordare che per difendere il diritto degli imprenditori di praticare il lavoro nero, i magistrati hanno torturato chi ha posto il problema perché, secondo loro (e alcuni di questi magistrati sono tutt’ora in servizio), il lavoro nero è un diritto degli imprenditori: per me era un reato, ma col crocifisso si pensa diversamente o abbiamo dimenticato come vengono pagati i lavoratori della vigna?

Assistiamo, in maniera marcata in Veneto, a questo processo di islamizzazione della società civile in cui Dio detta le regole e le norme, sputa sulla nostra Costituzione in un progetto sempre più accentuato di aggressione ai diritti Costituzionali.

La società Veneta si islamizza in nome del cattolicesimo.

I Veneti rispondono a questo processo di islamizzazione nello stesso modo con cui gli abitanti dei paesi islamici rispondono all’integralismo islamico trasferito nel sistema giuridico: con l’indifferenza.

L’indifferenza passiva rispetto alla cosa pubblica è diventato l’atteggiamento che i cittadini Veneti (nella mia analisi), ma credo in tutta Italia, sta mettendo in atto rispetto alla violenza della Polizia di Stato, dei giornalisti RAI e Mediaset, dello strapotere di Istituzioni che ormai usano il loro ufficio come se fosse un’arma di distruzione di massa.

L’islamizzazione del Veneto in nome del crocifisso sta procedendo a passi da gigante. La violenza con la quale si costringono i bambini in ginocchio per costringerli alla fede cattolica ha avuto nella Procura della Repubblica di Belluno i suoi paladini in nome del crocifisso. E’ in nome del crocefisso che la Procura della Repubblica di Belluno ha ritenuto che i cittadini non dovessero indignarsi se le suore cattoliche, per diffondere la fede cattolica, mettevano in atto azioni di violenza nei confronti dei bambini del Sanguinazzi di Feltre.

La difesa personale, la difesa delle proprie condizioni di vita, il rifiuto di avere dei bambini, il rifiuto di fare acquisti oltre il necessario, rappresentano quelle azioni di difesa personale che se da un lato proteggono i cittadini del Veneto dalle aggressioni, dall’altro lato mettono sempre più in difficoltà una società che usa la violenza islamica, tipo Isis, contro i cittadini da parte della Polizia di Stato, dei Magistrati, della Regione Veneto e delle Istituzioni che dovrebbero tutelare i cittadini e la loro sicurezza.

Nel nuovo Stato Islamico del Veneto, tutto diventa precario. Tutto diventa incerto. Tutto nega il futuro ad ogni cittadino che si trova da un lato vessato dalle norme e dall’altro lato non trova corrispondenza quando le norme sono violate a suo danno.

Come nei paesi islamici l’indifferenza è l’unica arma di difesa del cittadino, così in Italia l’indifferenza diventa il metodo di difesa dall’assolutismo cattolico.

Ne abbiamo avuto un esempio alle ultime elezioni amministrative. Mentre al referendum sulla Costituzione la partecipazione della popolazione è stata massiccia, alle ultime elezioni amministrative c’è stato un disinteresse diffuso: tutti voi, hanno detto i cittadini, fate del male ai cittadini nel medesimo modo.

Nel processo di costruzione dell’Italia come uno Stato Islamico alle dipendenze del Vaticano, la risposta dei cittadini non è la violenza, che implica una richiesta di ascolto da parte delle Istituzioni, ma è l’indifferenza apatica che nega alle Istituzioni il diritto di essere Istituzione.


 Claudio Simeoni

martedì 11 luglio 2017

Le lacrime di Sirio

Ci sono persone che legano i loro affetti ai loro animali che provvedono a ricambiarli con forza e dedizione.

Legarsi ad un animale come un cane o un gatto significa costruire delle relazioni emotive prive di parole, ma piene di gesti e di presenza. Un rapporto emotivo che spesso non è possibile costruire con l persone perché i legami con le persone richiedono parole e le parole sono portatrici di inganni e di fraintendimenti.

Il libro di Vincenzo Paolo Maria De Falco si intitola “Le lacrime di Sirio” ed è un insieme di ricordi di una vista vissuta in compagnia del suo cane.

Nei gesti dei cani e dei gatti (e di altri animali) che dividono la nostra vita, la barriera delle parole è annullata e le persone si sentono finalmente libere di esprimersi con loro ricambiando affetto con l’affetto che ricevono.

Dal momento che non ci sono le parole che mediano il rapporto con i nostri amici cani e gatti, non c’è contrattazione. C’è un puro apporto emotivo che coinvolge l’intimo delle persone.

E’ in questa situazione che si collocano le poesie di Vincenzo Paolo Maria De Falco che ha costruito un rapporto di vita con il suo cane Sirio e che, ora, sta per morire.

In questo modo De Falco piange il suo cane.

Scrive De Falco:

Mi sento morire,
una parte di me
con te muore
questo orribile destino
che inesorabilmente
ti strappa
al mio abbraccio
Per sei anni
Hai custodito i miei sogni
protetto ogni mio sonno
e quando stavo male
sei diventato la mia ombra
di più
non avrei potuto chiedere
Ti donerei
il mio stesso sangue
se servisse a qualcosa
ti vedo svanire
e vorrei morire
dovrò forse prendere
una terribile decisione
per pura pietà
per pura comprensione
darti la morte
a te
che mi hai dato
la vita…

Marghera, 23 ottobre 2012 a pag. 14

Non è un cane che muore. E’ una relazione emotiva che sta per cessare. E’ un dialogo che non è fatto di parole ma di gesti e di affetti che tende a sparire.

Quando una relazione emotiva svanisce è quasi una rivelazione. Ciò che era vissuto come realtà, si sta dissolvendo. E ora, sembra chiedersi De Falco, io, che cosa faccio?

Scrive De Falco:

Preludio
d’un disincanto
tutte le ipotesi
s’inchinano
ad una terribile realtà…
non vi saranno
più giochi
né corse per i prati
né nuotate al fiume
affidate al solo ricordo…
è strano averti ancora
per poco
così presente
riesci a colmare
ogni vuoto
ogni mancanza
in un oscuro futuro
non solo la mia bocca
anche la mia pelle
parlerà di te
ma nulla sarà
per chi ti ha conosciuto
sei unico
induplicabile
indecifrabile
SIRIO

Mira, 14 novembre 2012 pag. 32

Rimangono i ricordi.
Le cose vissute.
I dialoghi mai conclusi e sempre sospesi perché le emozioni danno vita, ma non danno risposte.
Ed è il ricordo che travolge De Falco.
Scrive De Falco:
Mi perdo
nel tuo peloso abbraccio
quando la sera
di ritorno dal lavoro
m’aspetti fremente
sul pianerottolo di casa
è un incontro d’anime
il nostro
che mi regali
con gioiosi baci
sei nell’intimo mio
confuso
tra gioia e tristezza
ti ammiro
in tutta la tua bellezza
tu…
mio limite d’amare
hai lasciato in me
la tua impronta unghiata
nell’indicibile forza
in te
 mi specchio
nel tuo sguardo profondo
spero
d’aver ricambiato
il tuo amore
non chiedo altro
al mondo…

San Donà di Piave, 21 novembre 2012 pag. 38

Il libro di Vincenzo Paolo Maria De Falco si intitola “Le lacrime di Sirio” ed è un insieme di ricordi di una vista vissuta in compagnia del suo cane.

Il libro è edito dall’Editoria Universitaria in Venezia ed è in vendita per 5 Euro.

Claudio Simeoni


lunedì 5 giugno 2017

Anna Halprin e il terrorismo alla Biennale d’Arte di Venezia

Filmo una manifestazione di pensiero, la metto su YouTube o su Facebook e poi la commento, se qualcuno ha sparato delle stupidaggini, come spesso accade, vuole che le stupidaggini che ha detto spariscano. Quando le ha dette, pensa che siano delle cose belle perché non si rende conto dell'immenso in cui noi viviamo. Non si rende conto delle implicazioni di quello che dice.

Però posso usare il sito di 


che, con tutte le sue limitazioni, non essendo un sito a scopo di lucro, ma solo a scopo culturale e religioso, mi permette di usare i filmati come delle citazioni mediante le quali affermare un presente davanti al quale assisto sbigottito.

Il sistema con cui posto i filmati non è il migliore in commercio, ma è quello che sono in grado di usare.

E' il caso di un filmato di Anna Halprin in Planetary Dance presentato alla Biennale d’Arte di Venezia e proiettato nell’area espositiva dell’Arsenale. Si tratta dell’attività di l'addomesticamento alla paura degli uomini e delle donne. Violentare le psiche delle persone affinché facciano della paura e dell’angoscia la normalità del loro ambiente esistenziale psicologico. Quel “è normale aver paura” viene trasformato in “è doveroso vivere nella paura perché la vita nella paura, creando dolore, è il senso della vita del sottomesso”.

In quel luogo uccisero delle donne e gli abitanti ebbero paura. Non si posero la domanda su quali fossero le cause che indussero ad uccidere, ma angosciati ballarono per interiorizzare e gestire la paura in modo che le cause sociali, che hanno prodotto i fatti delittuosi, fossero difese e potessero alimentare il compimento altri fatti delittuosi.



E’ l’atteggiamento del bambino violentato, costretto a leggere la bibbia che vive il terrore di un dio padrone che lo ammazza, che stermina i bambini per il suo divertimento, che considera le persone in termini razzisti ammazzando i bambini egiziani o macellando i bambini che deridono il suo servo.

Quel atteggiamento si riproduce nei serial killer degli USA, tanti dio della bibbia che macellano per il proprio divertimento e che con tanta enfasi vengono rappresentati nei telefilm americani.

E così Anna Halprin si inventa la danza “Circle the Earth”. Le cause ammazzano e gli ammazzati (o possibili ammazzati) ballano. In questo modo, Anna Halprin, per poter far meglio ammazzare le persone invita le persone del mondo alla sua Planetary Dance.

Questo avvenne nel 1987, un vero e proprio prologo a quelli che sono i fatti di terrore a cui assistiamo con i musulmani dell’Isis. Sono queste persone, come Anna Halprin, che hanno costruito le condizioni affinché le persone diventino pecore da sgozzare in nome di Gesù (è Gesù che ordina di scannare le persone) o in nome di Maometto.

Gesù scanna le persone e le persone, anziché condannarne la ferocia, camminano o corrono in cerchio aspettando il momento in cui loro saranno scannate.

Si tratta di riciclo del cristianesimo dove in una situazione in cui delle donne vengono ammazzate, ci si mette a pregare e a danzare, anziché cercare le cause e le condizioni che portano all'omicidio.



Quando si vive in una situazione che genera paura, si affrontano le cause della paura e le cause si affrontano in un diverso percorso di vita, in diverse relazioni col mondo, non si impone, mediante il pregare o il danzare, alla propria psiche di sottomettersi alla paura.

Solo gli USA che si nutrono di bibbia e di delirio di onnipotenza che impongono sui bambini, vivono di angoscia per il loro dio padrone e si sentono impotenti davanti ad una condizione, ad un "destino" che Anna Halprin ha fatto propria e che vuole, come con tutto il movimento wicca, imporre ai cittadini italiani.

Gli assassini chiamano l’addomesticamento degli uomini “Arte”; io la chiamo complicità nell’omicidio.

Quando la May, dopo l’aggressione a cittadini inglesi ad opera di chi vuole spargere terrore a Londra, ha detto che “adesso basta, non solo con le armi si combattono i terroristi….” È ora di cominciare a combattere l’ideologia della sottomissione e dell’accettazione propagandata da personaggi come Anna Halprin che di fatto hanno affiancato il terrorismo preparando le vittime all’accettazione. Se si perde il senso dell’ideologia dalla quale le azioni emergono, si perde il senso della vita sociale e del suo significato.

Anche questo è da vedere alla Biennale d’Arte di Venezia. Lo so che esiste la filosofia dell’estetica, ma io vivo le condizioni emotive e disprezzo coloro che trasformano la vita degli uomini in un’estetica priva di emozioni aperte al futuro dell’esistenza. L’estetica della rappresentazione della sofferenza funziona nelle finzioni cinematografiche o nei romanzi, non quando coinvolge le persone nella loro vita quotidiana.


Claudio Simeoni

sabato 3 giugno 2017

Antonella Trevisan sindaco: l'etica nella pubblica amministrazione

Ci si è dimenticati che cosa sia
l'etica sociale. Ogni ciarlatano si spaccia
per politico. Colpa dei politici che
non hanno emarginato i ciarlatani.
Ci sono accozzaglie di individui immorali che stanno vegetando sul fallimento dei vecchi partiti politici.

Individui che, anche senza l’attesa del giudizio della magistratura, rappresentano forme di mafia, di truffa, di inganno e, in generale, forme criminali che al di là del valore giuridico di intenzioni e azioni, rappresentano il marcio morale di una società civile che ha il suo riferimento nei doveri che la Costituzione impone alle Istituzioni.

Io non entro nel merito delle azioni giudiziarie che riguarda la magistratura e non vado a dire se una persona è colpevole o innocente, ma i fatti mi indicano se quella persona commette azioni socialmente infami (come la truffa e la corruzione) che per essere commessi necessitano di un ruolo Istituzionale o istituzionalizzato (come il capo del personale di un’azienda) non poso pensare che userà le ogni Istituzione a cui ha accesso per reiterare il medesimo reato o il medesimo comportamento ambiguo.

E’ il caso di Antonella Trevisan sponsorizzata da quel trafficante di lavoro interinale qual è Brugnaro la cui attività è una continua aggressione a tutti i cittadini di Venezia in funzione di interessi eversivi nemici dell’articolo 1 della Costituzione.

A mio avviso, ogni persona sponsorizzata da Brugnaro, non è una persona politica ma appartiene ad un circuito di interessi che si può ricondurre a comportamenti pseudo-mafiosi come quelli messi in atto da Brugnaro contro le legittime richieste dei Vigili Urbani di Venezia che sono state sostenute dalla magistratura contro le prepotenze di Brugnaro.

I sistemi mafiosi per poter trionfare devono distruggere il tessuto sociale, disarticolarlo in modo che il tessuto sociale non faccia più riferimento alle Istituzioni, ma ai singolo individui che usano le Istituzioni per fissare clientele e formare un proprio potere personale.

Scrive sul sito http://www.trevisansindaco.it/ Antonella Trevisan:


Cinque anni fa volevamo tutti il cambiamento, ora ci sentiamo traditi, disillusi.
Oggi è tutto bloccato, congelato, immobilizzato dal partito del no, del forse, del mai.
Ecco perché ho deciso di metterci la faccia e mi sono candidata a Sindaco, con un progetto civico, trasversale, sostenuto da alcuni partiti, ma aperto a tutti coloro che hanno a cuore la cura della nostra città.
Non è più il tempo di scelte ideologiche: occuparsi delle buche, dei marciapiedi, degli asili, non è né di destra né di sinistra. Non è più il tempo di essere solo onesti e trasparenti: bisogna saper fare le cose e avere le competenze necessarie.
I miei genitori, Lucio e Fleride, hanno lavorato come operai turnisti alla Mira Lanza e mi hanno trasmesso il senso del dovere e dell’umiltà. Questi sentimenti sono condivisi con tutta la squadra di candidati consiglieri comunali: 71 cittadini di Mira, di tutte le frazioni, con diverse esperienze e capacità, che conoscono il territorio ed hanno energia, entusiasmo e determinazione.

Tratto dal sito:

http://www.trevisansindaco.it/

Si fa forte di essere figlia di operai esattamente come Brugnaro, il trafficante di lavoro interinale.

Come se chi ha vissuto alzandosi tutte le mattine o facendo i turni di lavoro non avesse avuto i traditori criminali che hanno precarizzato il lavoro togliendo loro la sicurezza.

Così veniamo a sapere in che cosa consiste il concetto di “senso del dovere” e “dell’umiltà” che Antonella Trevisan si attribuisce.

Non ci si deve stupire se La Nuova Venezia se ne esce con un articolo che ci racconta:

Rimborsi gonfiati, licenziata Antonella Trevisan

La manager avrebbe chiesto indebitamente ottomila euro in più del dovuto alla Burgo Group per cui lavorava come responsabile del personale in uno stabilimento.  È candidata sindaco del centrodestra
di Alessandro Abbadir

03 giugno 2017


MIRA. Licenziata nel 2013 perché avrebbe chiesto indebitamente oltre 8 mila euro di rimborsi: la vicenda finisce in tribunale. Protagonista del caso è Antonella Trevisan, candidato sindaco per il centrodestra a Mira alle elezioni di domenica 11 giugno. Giovedì mattina, davanti al giudice civile Paolo Talamo in Tribunale a Vicenza, si è svolta un’udienza del procedimento in cui l’ex datore di lavoro, la società Burgo Group spa, la più grande cartiera del sud Europa con sede ad Altavilla Vicentina, (avvocato Claudio Damoli), ha impugnato la sentenza che in prima battuta sulla questione del licenziamento aveva dato ragione a Trevisan (avvocato Luciano Gazzola).
Al centro della battaglia giudiziaria, il licenziamento deciso dalla Burgo nei confronti di Trevisan, allora responsabile del personale degli stabilimenti di Villorba (Treviso) e Chiampo (Vicenza), assunta nel 2012 con un contratto a tempo determinato di 3 anni. Il provvedimento risale all’8 agosto 2013, anticipato il 31 luglio 2013 da una contestazione disciplinare con sospensione cautelativa dall’attività lavorativa, che Trevisan aveva ricevuto il 31 agosto 2013, nella stessa data in cui le era stato notificato il licenziamento.
La Burgo Spa aveva contestato alla dipendente gravi irregolarità sia sulla richiesta di rimborso delle spese del Telepass personale (1. 916 euro), che secondo l’azienda non erano autorizzate, sia nelle richieste dei rimborsi chilometrici. Trevisan infatti si era accordata con l’azienda per un rimborso chilometrico complessivo di 2.400 euro annui per gli spostamenti tra lo stabilimento di Chiampo e quello di Villorba.
Secondo l’azienda, invece, Trevisan aveva chiesto per 12 mesi – tra maggio 2012 e aprile 2013 – rimborsi chilometrici per 9.124 euro, di cui 5.604 nel 2012 e 4.268 nel 2013. Ma il rimborso massimo consentito, così come da accordo, era di 2.400 euro. Trevisan avrebbe dunque richiesto un rimborso chilometrico non dovuto di 6.724 euro.
Contro il licenziamento, Trevisan aveva presentato ricorso. La donna, attraverso le memorie difensive, aveva spiegato che intorno a lei si era creato un clima ostile e che di fatto il licenziamento era da addebitarsi ai troppi giorni di assenza collegati ai postumi di un incidente stradale molto grave in cui era stata coinvolta qualche mese prima.

[...]

Leggete il resto dell'articolo all'indirizzo:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/06/03/news/rimborsi-gonfiati-licenziata-antonella-trevisan-1.15431651

A me non interessa sapere chi ha torto o chi ha ragione fra l’azienda e Trevisan, dico che la contestazione consiste nel contendere dei soldi, in questo caso in forma di rimborsi, rivendicati in maniera che l’azienda ritiene illegittima. Che sia legittimo o che non sia legittimo, è una questione che non riguarda la società civile, ma il giudizio della magistratura.

La società civile deve chiedersi: quali sono gli interessi di Antonella Trevisan? E’ adeguata al ruolo di sindaco o si può pensare che il ruolo di sindaco sia la condizione che gli permette di occuparsi degli affari suoi?

Non ha problemi giudiziari perché ha manifestato contro il sindaco in carica che non copre le buche sulle strade. Ha dei problemi giudiziari per dei soldi contesi.

Ora, se una persona commette un omicidio io non sono tenuto a pensare che quell’omicida possa essere un pessimo amministratore pubblico. Ma se una persona usa una “carica in una azienda” e l’azienda, a torto o a ragione, gli contesta di aver usato la sua funzione e il suo lavoro per appropriarsi di un vantaggio economico, posso presumere che una volta arrivato ad essere sindaco di un paese usi la sua carica per assicurarsi dei vantaggi economici al di là che tali vantaggi siano legali o illegali.

Trevisan si presenta ad essere eletta sindaco con una coalizione di destra che ha annientato la sicurezza del lavoro e chiede voti perché i suoi genitori erano operai. Mi sembra eticamente molto squallido.

Come per Brugnaro che ha raccolto voti a Venezia, dove molti elettori avevano memoria di suo padre, che era un operaio piuttosto famoso per le sue “poesie”, ma lui era un individuo che viveva dando in affitto carne umana in contratti precari. Era illegale? La legge lo consente, ma non l’etica esposta dalla nostra Costituzione: il lavoro non è oggetto di commercio, è ciò su cui si fonda la nostra Repubblica. Proprio perché il lavoro è la struttura fondante la nostra Costituzione, chi fa commercio di lavoro va equiparato, moralmente, a quello dello schiavista. Chi fa commercio di lavoro sviluppa la mentalità del trafficante di schiavi e reputa la società civile una preda per il suo tornaconto personale. Sono le nostre azioni che costruiscono la qualità delle nostre idee. Eleggendolo sindaco di Venezia, si sono introdotte nell’amministrazione pubblica tutte quelle contraddizioni funzionali alle sue esigenze di precarizzare il lavoro.

Ho sempre più l’idea che le prossime elezioni si stiano svolgendo fra gruppi che, perso il senso della politica, hanno interessi di controllo del territorio forti della presenza di cittadini violentati e demotivati in nome della sottomissione al crocifisso.

Claudio Simeoni