La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 29 gennaio 2017

Le puttane dell'Italia

Vendere le Istituzioni d'Italia
Quand’è che ad una persona, che in questo caso è qualcuno che pretende di essere riconosciuto come “politico”, gli si attribuisce l’appellativo di “puttana”? Quando ai contenuti sostituisce la sua persona. Quando ai contenuti del suo essere “politico” usa una forma retorica con cui nascondere i propri progetti. Come la puttana che, con le proprie forme fisiche, occulta il suo essere persona. La prostituta è una persona che si nasconde dietro all’apparenza che offre, così i “politici” vengono definiti “puttane” quando giocano ad alimentare l’immaginario collettivo per avere voti anziché sostanziare la qualità delle loro intenzioni politiche.

Il tentativo di destabilizzare le Istituzioni messo in atto da Matteo Renzi, dalla Boschi, da Giorgio Napolitano che hanno sistematicamente ricattato il Parlamento della Repubblica imponendo un’agenda impropria è fallito per volontà popolare.

La stragrande maggioranza degli elettori che avevano votato il Partito Democratico hanno bocciato il tentativo destabilizzante di modificare la Costituzione perché non aveva nulla di democratico, ma molto di nazismo.

Qualunque cosa dicano gli analisti che si fanno pagare dalla Rai o da Mediaset, tutti coloro che si identificano nella democrazia hanno votato contro la modifica Costituzionale e questi erano tutti elettori del Partito Democratico.

Io non metto in discussione che i quattro soggetti che oggi recitano la pagliacciata sul teatrino della politica siano personalmente in disaccordo.
Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e Matteo Salvini possono essere paragonate a quattro galline che starnazzano in un pollaio delle vanità personali.

Queste galline starnazzanti hanno fatto il loro “coccodé” nella campagna referendaria. Uno diceva “si, si, si, si…”, l’altro diceva “no, no, no, no…” ma perché sì o perché no era privato di ragioni sostanziali. E non era un caso.

Tutti e quattro questi personaggi anelavano al potere che la modifica Costituzionale garantiva, ma erano preoccupati di non essere loro a gestire quel potere, ma il loro concorrente. Renzi, convinto di aver la maggioranza del paese con cui devastare la Costituzione, pensava di accaparrarsi il potere, Grillo, Salvini e Berlusconi, che a loro volta anelavano a quel tipo di potere marcatamente nazista, volevano impedire a Renzi di conquistare quel potere sperando che comunque Renzi vincesse il referendum per poterlo esautorare in un secondo tempo e rivendicare quel potere per sé stessi.

Questi personaggi, anche se hanno un posto nelle Istituzioni, non possono essere pensati come dei politici, ma per i meccanismi che usano, possono essere pensati solo come a dei “capimafia” o a delle “puttane2 che vendono il loro corpo.

Con un politico io posso discutere delle idee del politico, ma questi personaggi non hanno nessuna idea politica, si contendono solo le poltrone, i posti di comando esattamente come i mafiosi si contendono il ruolo di capo dei capi. E nel contendersi i posti di comando, proprio per non aver nessuna idea politica, possono solo saccheggiare il presente e rendere più pesante la vita degli italiani.

In Renzi non c’è stato nessun dibattito sui contenuti durante tutta la campagna elettorale. Vigliaccamente ha affermato di parlare dei contenuti, ma affermare di voler parlare dei contenuti non è parlare dei contenuti, ma ingannare le persone affermando contenuti che non ci sono e di cui non è materialmente in grado di parlare.

Lo stesso meccanismo è stato usato da Beppe Grillo, da Silvio Berlusconi e da Matteo Salvini.

Il loro comportamento è molto simile alle donne di strada che si contendono il lampione sotto il quale mettersi in mostra per offrirsi: quattro puttane che si mettono in mostra come pavoni per garantirsi il miglior cliente.

E il capoputtana è Bergoglio davanti al quale questi personaggi si prostituiscono offrendogli i bambini italiani perché li possa stuprare costringendoli a pregare in modo che non diventino cittadini consapevoli ma “coglioncelli” che, adorando il macellaio di Sodoma e Gomorra e speranzosi nella venuta del pederasta in croce dalle nubi con grande potenza possano vedere nei Salvini, nei Berlusconi, nei Renzi o nei Grillo i salvatori che giungono a portare la redenzione. Dei principi Costituzionali offesi da Prefetti e Questori corrotti e vigliacchi, non frega nulla a nessuno.
Leggiamo la retorica da puttana di Matteo Renzi prendendo da La Repubblica:

Ha scelto Rimini e l'assemblea degli amministratori locali del Pd Matteo Renzi per il suo ritorno in pubblico. Il segretario dem ha iniziato il suo intervento con un duro attacco "agli sciacalli, che un minuto dopo la tragedia di Rigopiano, quando ancora non si conosceva il numero dei dispersi, hanno criticato la protezione civile e i volontari. Si può sempre fare meglio, ma che squallore". L'ex premier ha rivolto un pensiero "a tutte le popolazioni colpite dal terremoto, dalla tragedia della slavina e dalle difficoltà del maltempo". "Vorrei che dedicassimo la nostra assemblea a una delle vittime di Rigopiano, Jessica, una giovane democratica. Il padre ha detto 'abbiamo perso una figlia che credeva al cambiamento di questo Paese'. Parole che mi hanno fatto venire i brividi", ha aggiunto Renzi dal palco. "Se vogliamo cambiare le cose nel settore della prevenzione, nella lotta al dissesto idrogeologico, non si risolvono le cose con un tweet, ci vogliono anni", così il segretario del Pd ha concluso l'introduzione dedicata all'emergenza che ha colpito l'Italia.
Tratto da:
repubblica.it/politica/2017/01/28/news/renzi_assemblea
Perché questa è retorica da puttana?
Perché non dice nulla e tutti i riferimenti del suo discorso stanno in un immaginario. Vuole cambiare le cose? Non gli basta aver distrutto la scuola e il lavoro spargendo angoscia fra le persone? Non gli basta aver distrutto un anno di politica per attentare al diritto Costituzionale? Non gli basta aver costretto gli italiani ad andare a votare sotto minaccia di tortura per i suoi interessi personali?

Proviamo a sentire un altro discorso da prostituta:

“Come faccio a non dire che si tratta di una decisione politica? Ditemelo, come faccio? Come si può mandare a processo per corruzione uno che manda soldi tramite un tracciabilissimo bonifico? Se non mi fossi chiamato Silvio Berlusconi, l’avrebbero fatto? Io sto solo aiutando in maniera trasparente una serie di persone che si sono trovate nei guai e senza lavoro per il solo fatto di essere miei amici... Alcuni di questi li aiuto dal più di dieci anni, da molto prima che iniziasse il processo Ruby... L’unico reato che ho commesso è la generosità». Un colpo al cuore per tutti i sostenitori della tesi del Berlusconi iper-camaleontico, capace di mutare pelle in un istante e di adattarsi all’ambiente circostante. Venti e passa anni trascorsi da indagato o imputato non hanno influito sulla reazione che Silvio Berlusconi, descritto a metà tra il «furibondo» e l’«avvilito», ha avuto ieri pomeriggio alla notizia del rinvio a giudizio. Anche perché non c’è solo il processo Ruby-ter.

corriere.it/politica/17_gennaio_29/berlusconi-distante-urne

Così parla Silvio Berlusconi. L’uomo che ha distrutto Alitalia, che ha distrutto il sistema bancario per immiserire i cittadini che ha aggredito le Istituzioni per i suoi affari privati. L’uomo che con Tremonti ha aggravato la crisi economica preparando il fallimento di centinaia di aziende.
Come si può non leggere questo discorso e non dargli della prostituta?
Che forse ha dei contenuti politici?

E questo, che prendo da La Stampa, non è forse un gioco di puttane? Tutti a contendersi il lampione del 40% senza nessuna proposta politica, né sociale, né esistenziale, ma solo impegnati ad esporre “parti intime” per essere apprezzati?

Un’alzata di spalle e una battuta: «Speriamo che se ne sia fatta una ragione». Così hanno reagito i vertici del M5S dopo aver letto lo sfogo, rivelato ieri dalla Stampa, della sindaca di Roma Virginia Raggi, che già a luglio si lamentava con l’ex braccio destro Raffaele di Marcello Minenna al Bilancio e di Carla Raineri a capo di gabinetto, nomi imposti in Campidoglio da Beppe Grillo e dalla Casaleggio Associati. Una reazione che rispecchia lo stato d’animo del leader genovese, meno quello dell’ala più critica del M5S, guidata da Roberta Lombardi che invece non ha gradito le frasi di Marra, considerate «millanterie», sul pupillo Marcello De Vito, da sempre visto come l’avversario interno di Raggi a Roma. Tutto tace però, perché così vuole il bavaglio sui malumori a cui Grillo ha piegato i grillini.   
Che si sia consumata una lunga incomprensione, durata mesi, con la sindaca, insofferente ai diktat e testarda fino all’inverosimile, è un dato assodato per il comico. Acqua passata da gettare via, per guardare avanti ed evitare il più possibile che il pasticciaccio romano guasti «l’obiettivo 40%» a cui punta ora il M5S per conquistare Palazzo Chigi. Per questo, ai piani alti del Movimento è già pronta la fase 2 della difficile gestione del caso Raggi: difenderla a oltranza anche in caso di rinvio a giudizio. Il codice pentastellato, rifinito con tempistica ad personam, parla chiaro: Raggi è automaticamente fuori dal Movimento solo in caso di condanna in primo grado. Salvo che spuntino fuori intercettazioni più compromettenti che convincono Grillo, in qualità di garante, ad abbandonarla al suo destino.

Tratto da:

lastampa.it/2017/01/28/italia/politica/grillo-e-casaleggio-uno-stuolo-di-avvocati-per-proteggere-la-sindaca

Dopo aver distrutto il diritto al lavoro per favorire una confindustria più legata all’attività criminale che non alla società civile italiana, dopo aver distrutto la scuola pubblica e aver messo in ginocchio la sanità rendendo difficoltosa la vita delle persone, questi “politici” evitano di definire le loro intenzioni “politiche” perché l’unico obbiettivo che hanno è conquistare il potere politico, quel 40%, e poter distruggere le condizioni di vita dell’Italia.

Per questo questi politici scappano tutti come topi di fogna da ogni confronto in cui sono costretti ad esporre i loro propositi sociali perché non ne hanno. Sanno solo distruggere il presente, sia Istituzionale che economico, per appropriarsene di una fetta che sia utilizzabile per la conferma del loro potere sociale. Scappano come topi di fogna rifugiandosi fra i giornalisti complici della Rai e di Mediaset da cui continuano ad insultare i cittadini italiani.

Questi “politici” si possono considerare né uomini, né persone, ma vanno trattati come dei vigliacchi, delle puttane, che vivono attorniati da poliziotti picchiatori e torturatori che garantiscono loro il diritto di insultare gli italiani e le loro istituzioni in nome del crocifisso con cui vengono minacciati di morte i cittadini italiani se non si mettono in ginocchio davanti a questi politici.

C’è un politico che si salva? C’è un politico che non sia una puttana? Difficile dirlo in un contesto in cui i politici giocano ad esporre una forma retorica lasciando che i disperati immaginano. Delrio ha detto :

 "Non faremo mancare un euro alle aree colpite"

E qual è il significato di queste parole?

Ricostruiranno le chiese per poter continuare a stuprare i bambini dopo aver continuato a devastare la società  del centro Italia disperdendo gli abitanti (avvenne così dopo l’alluvione del Polesine, dopo la grande alluvione di Venezia, dopo il terremoto del Friuli o dopo il terremoto dell’Irpinia e del Belice).

E’ il nuovo terrorismo dei politici: costringere le persone ad immaginare il loro impegno come sono costrette a considerare buono il pederasta in croce che ordina di sgozzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui!

Che forse ha mai dimostrato che le sue decisioni non dipendono dall’ideologia del pederasta in croce al di là di come lui pretende di interpretare il pederasta in croce?

Le “puttane” italiane non sono coloro che cercano di sopravvivere offrendo i propri corpi, ma sono coloro che offrono la propria faccia per vendere retorica e derubare i cittadini italiani.
Claudio Simeoni


giovedì 26 gennaio 2017

La guerra al mondo di Trump

L'arroganza è l'unico "peccato"
che gli Dèi non perdonano.
Quando delle persone sono povere danno un peso eccezionale alla loro dignità soggettiva, emotiva e sentimentale.

I sentimenti e le emozioni sono il centro della loro esistenza a differenza delle persone ricche che al centro della loro esistenza, anche quando vengono travolte da problemi psicologici, hanno denaro, lavoro, economia o istituzioni su cui concentrare i loro interessi.

Il nuovo presidente USA Trump, che è sempre vissuto nel lusso e distaccato delle persone che considera “merce” creata dal suo Dio, non ha consapevolezza di quanto le sue azioni produrranno all’interno degli USA.

Tutte le sue azioni appartengono alla tradizione cinematografica USA e ai film di propaganda del super uomo americano.

Il primo decreto che ha firmato è stato l’inizio dello smantellamento dell’Obamacare, quel tentativo, per quanto discutibile, di allargare il diritto alla salute a tutti quei cittadini americani che non sono in grado di pagarsi la sanità privata. Al grido “la sanità non è un diritto” ha ordinato e incoraggiato le agenzie federali a smantellare quella sanità. L’azione è finalizzata a supportare le società americane di assicurazione sanitaria e impedire alla popolazione di accedere alle cure mediche. Trump, nella tradizione cristiana, vuole consentire al suo dio di distribuire miracoli ai poveri.

Il secondo provvedimento è consistito nel smantellare il trattato di libero scambio fra i dodici paesi del Pacifico che era stato voluto da Obama, più altri, per arginare l’avanzata economica della Cina. In sostanza, Trump ha semplicemente pisciato in faccia agli alleati USA facendo intendere loro che, loro, non hanno diritto di trattare alla pari con gli USA, ma che sono i servi degli USA. Come servi devono essere obbedienti ai voleri degli USA e rinunciare alla loro dignità nazionale.

L’altro provvedimento preso da Trump è quello della costruzione degli oleodotti che attraversando i territori dei nativi USA è come se dichiarasse loro guerra.
In sostanza, Trump mette in atto azioni di guerra nei confronti degli ambientalisti e dei nativi americani. Il fronte interno, in questo modo, diventa violento. Alle azioni di violenza di Trump, come risponderanno le popolazioni violentate?

Il dio padrone, proprio dell’ideologia del super uomo USA, chiede sottomissione mediante violenza. Dal momento che questa richiesta, imposta con la forza, è un fenomeno che giunge ai cittadini USA, come i cittadini USA risponderanno?

L’azione violenta si concretizza nell’amministrazione Trump con la legittimazione dell’uso della tortura contro i cittadini accusati di essere dei terroristi. E’ interessante il meccanismo adottato: al fuoco si risponde col fuoco, agli accusati di terrorismo si applica la tortura per cui, tutti coloro che vuoi torturare, legittimi la tortura accusandoli di terrorismo.

Altro fronte di guerra aperto da Trump è il genocidio dei neri e dei messicani per farli diminuire come popolazione rispetto ai bianchi.

L’inizio della guerra di Trump per odio razzista inizia con la guerra agli immigrati irregolari accusati da Trump di essere degli spacciatori di droga. Ammesso e non concesso che ci siano immigrati clandestini che spacciano droga, va da sé che, essendo comunque perseguitati dalla Polizia, hanno messo in atto le loro contromisure al fine di non farsi individuare. Sono già in guerra con la polizia e si stanno proteggendo da tempo. Rimangono gli altri immigrati clandestini che sono la massa. Coloro che ingenuamente vanno a lavorare, che fanno i camerieri, gli sguatteri e che vengono sfruttati da padroni dei campi o da strutture economiche che li fanno lavorare in nero e in condizioni miserabili.

Qui in Veneto lo sappiamo molto bene. Gentilini, Galan e Zaia hanno fatto guerra agli extracomunitari finendo per favorire gli spacciatori di droga, le banche che hanno derubato i correntisti e gli imprenditori criminali che non rispettano nessuna legge. Il risultato è stato: impoverire il Veneto per favorire comportamenti criminali.

Questi sono facilmente individuabili. Questi si possono prendere e mandare oltre confine. Mandando questi oltre confine o in galera, come vuole fare Trump, significa togliere ai proprietari terrieri e agli altri manodopera sottocosto, sottopagata, che lavora in perenne stato di ricatto.

Alla fine Trump, se dovesse tener fede a quanto dice, o traffica in schiavi o costruisce campi di concentramento e di sterminio.

L’altra condizione interessante è la costruzione del muro alla frontiera con il Messico. Costo dell’opera circa venti miliardi di dollari che vuole far pagare al Messico. Il Messico, per bocca del Presidente, ha già detto che non pagherà nulla.

Nello stesso tempo il Presidente Messicano ha dichiarato che potrebbe mettere in discussione il trattato Nafta.

In risposta a questo Trump, stasera, 26 gennaio 2017 ha dichiarato (o è stato ipotizzato) di far pagare il 20% di tasse sulle importazioni dal Messico.

20% di tasse sulle importazioni dal Messico per far pagare il muro ai messicani. Come risponderà il Messico sulle esportazioni USA?

Qual è la situazione economica fra USA e Messico?

Prendo i dati da Limes:

“La dimensione economica delle relazioni fra Texas e Messico è inattaccabile. I due Stati condividono 1.200 miglia di confine e sono di gran lunga i primi partner commerciali l’uno dell’altro. Quasi il 65% di tutti gli scambi tra Messico e Stati Uniti origina dal Texas, è destinato al Texas o attraverso il Texas – per esempio, dal 1995 38 milioni di camion sono passati per punti d’ingresso texani (segue la California con 22). Il valore dell’export texano in Messico supera i 100 miliardi di dollari, dando lavoro a mezzo milione di persone.”

Se per farsi pagare il muro Trump mette il 20% di tasse sui prodotti messicani e i messicani mettono il 20% sui prodotto USA, ne segue che gli USA potrebbero raccogliere i soldi per fare il muro, ma a spese degli esportatori USA che col loro 20% ripagherebbe il Messico che, non dovendo impegnare quelle risorse nella costruzione del muro, avrebbe un introito extra.

In altre parole, i provvedimenti di Trump stanno mettendo le basi per una guerra globale. Anche prima di Trump gli USA facevano guerra al mondo, ma questa volta, per la prima volta, gli USA si porterebbero la guerra dentro casa. Sul suolo Americano.
Saltando i trattati commerciali internazionali oggi favorevoli agli USA, gli USA si troveranno a dover trattare con tutti su tutto da una posizione di debolezza totale.

Gli USA hanno indubbiamente molti bombardieri. Possono distruggere molte città, ma hanno una totale ignoranza sociale e una totale ignoranza economica.

Io penso che altre strutture capitalistiche e finanziarie internazionali interverranno a fermare Trump. Non è possibile travolgere il Fondo Monetario Internazionale e le regole del mercato, della finanza e dell’accumulo di capitali.

Il Messico è un paese di oltre centoventi milioni di abitanti ed è uno dei più grandi mercati di vendita degli USA. Entrare in conflitto commerciale col Messico non è entrare in conflitto commerciale con l’Afghanistan, ma forse Trump non lo ha capito.

Claudio Simeoni

Italicum, terrorismo e la Corte Costituzionale

La mancanza di conoscenza delle norme
Costituzionali da parte dei Parlamentari
italiani è un'offesa e un'ingiuria a tutti
gli italiani.
La Corte Costituzionale, per venir incontro alle esigenze di urgenza manifestate dai partiti politici, nell’esaminare la legge elettorale detta “Italicum”, ha emesso un comunicato che anticipa la sentenza finale e le motivazioni che saranno, in un secondo tempo, meglio precisate.

Intanto, dice la Corte Costituzionale ai politici, con queste modifiche alla legge elettorale, potete andare al voto.

Che cosa ha fatto la Corte Costituzionale alla legge elettorale chiamata “Italicum”?

Ha tagliato gli aspetti più evidenti di illegittimità Costituzionale che dal punto di vista sociale rappresentano atti di terrorismo messi in atto dal Parlamento della Repubblica contro i cittadini. Atti di terrorismo Istituzionale sollecitati da Giorgio Napolitano nel tentativo di imporre l’assolutismo ideologico nazista alla Costituzione mascherandolo con una “presunta” necessità di governabilità che le leggi precedenti, secondo il suo giudizio, non garantivano.

Quando la Corte Costituzionale dichiara che una norma di legge è incostituzionale non lo dice come si direbbe di una partita di calcio fra tifosi censurando un’azione sportiva, ma dichiara che quella norma tendeva a distruggere, o quanto meno a mettere in difficoltà, la vita sociale delle persone. Esattamente come la bomba di un terrorista che colpisce indiscriminatamente fra la folla.

Dichiara la Corte Costituzionale censurando alcune parti della legge elettorale:

Oggi, 25 gennaio 2017, la Corte costituzionale si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari. La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilità proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalità del procedimento di formazione della legge elettorale, ed è quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici.
Nel merito, ha rigettato la questione di costituzionalità relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimità costituzionale delle disposizioni che lo prevedono.
Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione, dell’art. 85 del d.p.r n. 361 del 1957.
Ha dichiarato inammissibili o non fondate tutte le altre questioni.
All’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione.

Purtroppo, troppo spesso individui delle Istituzioni mettono in atto atti criminali per assicurarsi un ingiusto profitto aggredendo i cittadini, le loro convinzioni e le loro aspettative.

Al di là delle asperità che sono ancora presenti nella legge elettorale, la sentenza ha  cancellato quelle norme che rendevano il partito politico padrone degli eletti controllando le decisioni degli elettori.

Esattamente come per il “Porcellum”, che ha costretto la Corte Costituzionale a cancellare tutte le aberrazioni criminali con cui i Partiti Politici detenevano il controllo degli elettori, ora può essere usato per andare ad elezioni e rendere legittimo il Parlamento.

Qualcuno vorrebbe fare una legge elettorale omogenea per votare Camera e Senato. Ma una legge fatta dalle teste che abbiamo ora in Parlamento, votati icon una legge incostituzionale (il Porcellum), possono partorire solo un’altra legge incostituzionale. Non esistono elementi per affermare che la maggioranza, che ha approvato la legge incostituzionale dell’Italicum, possa approvare una legge costituzionalmente coerente dal momento che gli uomini, che per la maggioranza siedono, in Parlamento non hanno nessuna nozione su che cosa sia la coerenza Costituzionale e l’hanno dimostrato votando l’aberrazione chiamata Italicum.
Claudio Simeoni


domenica 22 gennaio 2017

Trump e i poteri forti che dominano il mondo

E' facile, per chi conosce l'ideologia
cristiana, riconoscere in Gesù le
strategie di distruzione
della società.
Spesso si sente parlare dei “Poteri forti” che dominano la scena politica, economica e ideologica del mondo e che starebbero dietro a questo o a quel politico, a questa o a quella amministrazione dell’economia, della politica e della società.

E’ indubbio che questi poteri forti esistono in quanto per concentrare la ricchezza, con essa il controllo delle persone, è necessaria una struttura di controllo politico-economica che garantisca i meccanismi generali. La moneta è un mezzo, se il mezzo cessa di rappresentare la quantità e la qualità dei beni a cui è garantito l’accesso mediante la moneta, la moneta perde il suo valore e il suo ruolo sociale. Questo vale anche per la politica, se il metodo di gestione politica di un paese non è in grado di controllare la popolazione di quel paese, va cambiata la struttura politica di quel paese e il cambiamento è sempre un cambiamento violento in quanto il cambiamento della struttura politica implica la distruzione di una parte della popolazione i cui interessi sono o erano rappresentati dalla struttura politica precedente.

Come cittadini non ci poniamo il problema di individuare le persone che detengono i “poteri forti” perché non abbiamo la capacità di fare intercettazioni telefoniche, perquisizioni o raccogliere dati in maniera sistematica da archivi segreti o riservati.

Però come cittadini assistiamo a quadri generali in cui i vari comportamenti politici ed economici sono inseriti e da quei quadri generali siamo in grado di individuare la generalità dei “poteri forti” e la direzione in cui quei “poteri forti” agiscono. In altre parole, l’ideologia dalla quale i “poteri forti” attingono le loro strategie di dominio.

Dal momento che quei “poteri forti” non agiscono al di fuori della società, i fenomeni sociali a cui assistiamo manifestano un insieme che li ha generati. Manifestano sia un’ideologia che una progettualità che è facile riconoscere.

Prendiamo pure quattro Presidenti USA, Bush, Obama, Trump e un Altro (altro inteso come ipotetico nome generico).

Secondo voi qual è la strategia socio economica che hanno messo o mettono in atto?

Si è educati socialmente ad osservare i singoli atti perché, violentati nella struttura psichica fin dall’infanzia, pensiamo che l’uomo sia creato ad immagine di un dio pazzo, cretino e deficiente e valutiamo gli atti, volenti o nolenti, nell’ambito della volontà creatrice del dio padrone. Valutiamo uno buono e l’altro cattivo: ma questi quattro personaggi a che cosa si sono adattati?

Ai “poteri forti” a cui loro hanno prestato non solo la faccia, ma anche il cervello e le emozioni in cambio di benessere personale.

Quali sono le “regole” dettate loro dai “Poteri forti”. I “poteri forti” non hanno detto loro che cosa dovevano o non dovevano fare. Loro hanno scelto che cosa fare, ma il fine per cui farlo era dettato dal “potere forte”.

Non è importante se il “potere forte” può essere indicato nella “Trilaterale” o nel “Fondo monetario internazionale”, in Davos, nel G7, nel G20, ecc.

La storia è questa:

I “poteri forti” decisero di far gestire il mondo dai loro servi. Chiamarono Bush, Obama, Trump e un Altro e dettero loro lo stesso potere ciascuno. A ciascuno, con la presidenza USA, i “Poteri forti” dettero loro una mina.
Poi i “poteri forti” lasciarono i loro servi a gestire la loro mina: la Presidenza USA.
Quando i “Poteri forti” tornarono chiamarono i loro servi e chiesero conto delle mine che avevano date loro.
Così Bush disse. La mia mina ha fruttato, ho distrutto l’Iraq e costruito uno stato di guerra di religione in tutto il medio oriente.

Bravo servo fedele, dissero i “poteri forti”: "Bene, servo buono, gli rispose, perché sei stato fedele nel poco, prendi il governo di dieci città".

Così Obama disse. La mia mina ha fruttato, ho quasi distrutto l’Egitto, ho distrutto la Libia e la Siria alimentando la guerra di religione nel medio oriente.

Bravo servo fedele, disse il “potere forte”: "Tu pure, gli rispose, sii a capo di cinque città".

Quando il “Potere forte” si rivolse a Trump, Trump così rispose: “Abbi pazienza, ho appena incominciato, fin dal primo giorno sto togliendo l’assistenza sanitaria ai disgraziati statunitensi, vedrai che farò meglio dei miei predecessori. Sono il più grande Presidente che tu, Dio, hai creato!”
Bravo servo fedele, disse il “potere forte”: “continua così e avrai il governo di molte città.”
Un Altro così disse: “La carica di Presidente USA che mi ha i dato “io l’ho custodita avvolta in un pezzo di panno. Ho avuto paura di te, che sei un “Poteri Forti” severo; tu cogli ciò che non hai piantato, e mieti ciò che non hai seminato” per questo l’ho usata per migliorare le condizioni di vita degli abitanti della terra. Migliorare la loro libertà perché loro non abbiano paura di te.”

Furioso i “Poteri Forti” gli dissero: "Dalle tue parole ti giudico, servo iniquo! Tu sapevi che io sono un “Poteri Forti” severo, che colgo ciò che non ho piantato, e mieto ciò che non ho seminato! Perché, dunque, non hai messo il mio denaro in una banca? Al mio ritorno io l'avrei potuto esigere con l'interesse"

“Altro” dissero i “poteri forti” “avresti dovuto dare i soldi alle banche che avrebbero provveduto a spremere i cittadini, a derubare i cittadini costruendo delle condizioni di miseria.”

E i “poteri forti” sentenziarono: "Riprendetegli il potere di Presidente e datelo a colui che governa dieci città”. Gli osservarono: " “potere forte”, egli ha dieci mine". E il “poteri forti” disse: "lo vi dico: a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. Intanto conducete qui i miei nemici, quelli che non volevano che io regnassi sopra di loro, e sgozzateli in mia presenza”.

Questa è la strategia dei “poteri forti”. Non è importante chi diventa Presidente USA, obbedisce sempre a questo meccanismo portando distruzione e miseria nel mondo. Come nei film USA dove l’eroe distrugge tutto perché è incapace di portare i mattoni sulle spalle o di arare un campo senza distruggere tutta la natura.
Claudio Simeoni

NOTA: citazione parafrasata del Vangelo di Luca 19, 11-27, unica ideologia conosciuta negli USA.


sabato 21 gennaio 2017

La Regione Veneto e l'induzione al suicidio

Il razzismo aggredisce gli extracomunitari
che lavorano e favorisce i criminali.
La malattia in Veneto è una malattia imposta dall’Amministrazione Regionale e dalle Amministrazioni provinciali che violentano le persone per impedire loro di diventare cittadini consapevoli.

I ragazzi vengono violentati, minacciati, aggrediti e disarmati davanti alle condizioni dell’esistenza e tutti i cittadini oscillano fra l’essere truffati dalle banche, l’essere presi in giro da magistrati vigliacchi e miserabili che usano le leggi per il loro tornaconto personale in nome del crocifisso con cui minacciano di morte i cittadini e Istituzioni, rappresentate da Prefetti e Questori, che anziché agire per la sicurezza dei cittadini mettono in atto vere e proprie rappresaglie nei confronti dei cittadini costruendo quella società liquida che toglie il diritto dalle condizioni esistenziali dei cittadini.

La Regione Veneto minaccia di morte i cittadini con l’uso del crocifisso reiterando e rivendicando nei loro confronti il diritto di commettere quei reati che il crocifisso indica che vanno dal nazismo all’assolutismo ideologico, dal genocidio al razzismo e all’odio religioso. In pratica, attraverso l’uso del crocifisso, la Regione Veneto, i Carabinieri, la Polizia di Stato, la magistratura minacciano di morte e di torture i cittadini. Minacce di morte e di torture che si realizzano nella formazione di condizioni di vita atroci e criminali davanti alle quali molti cittadini si arrendono.

Perché questa associazione di delinquenti non è stata fermata prima?
Perché vescovi e preti cattolici non vengono inquisiti pur commettendo reati per i quali decine e decine di persone sono state condannate ad anni di galera?
La risposta è semplice: perché c’è una complicità in essere che si concretizza nella comune identificazione col crocifisso. Come fu per l’assassino di Gori, Albanese e il sequestro Tagliercio, Vittorio Olivero che per la comune frequentazione dell’Astori divenne complice di Ferrari. Un vero e proprio scambio. Il Pubblico Ministero Ferrari ebbe un complice per minacciare di morte coloro che aveva fatto torturare e in cambio Vittorio Olivero ebbe le condizioni per poter spacciare droga.

Il caso di Padova:


PADOVA Quattro sacerdoti in tutto: don Andrea Contin, ex parroco di San Lazzaro, indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione; don R. C., parroco di Carbonara di Rovolon, sentito per sei ore il 13 gennaio dal pm Roberto Piccione e poi sparito nel nulla e altri due sacerdoti di cui nessuno sa il nome, e che la procura sta cercando per interrogare come persone informate sui fatti (così com’è stato sentito don C., per il quale non è ipotizzato alcun reato). A un mese esatto, oggi, dalla perquisizione della canonica di San Lazzaro che il 21 dicembre squassava la chiesa di Padova quattro giorni prima di Natale, ecco il confine in cui si muovono le indagini all’interno di uno scandalo che non è limitato alla sola inchiesta penale. Partendo dalla denuncia della quarantanovenne parrocchiana che il 6 dicembre scorso ha dato il via all’indagine, i carabinieri del maresciallo Alberto di Cunzolo si sono mossi in tutte le direzioni, sentendo decine di persone. E se don R. C. è stato convocato dal pm perché il suo nome era scritto nella denuncia-perno del fascicolo penale (per inciso, il don, padre spirituale di Belen Rodriguez, ha ammesso di aver partecipato al sesso con don A. e la sua amante prediletta), l’amante disillusa non ha saputo fare nomi e cognomi degli altri sacerdoti. Né indicare la loro parrocchia.

Ha solamente detto ai carabinieri che lei aveva fatto sesso con altri due sacerdoti oltre a don Andrea e don Roberto: a organizzare le orge, sempre lui, l’ex parroco di San Lazzaro ora al riparo in una comunità protetta a Trento, da dove ha chiesto silenzio e di essere dimenticato. Lui, che da dieci anni guidava la parrocchia che fu di Paolo Spoladore – ridotto allo stato laicale e con un figlio riconosciutogli a forza dal tribunale – e che un mese fa ammetteva ai carabinieri che lo avevano appena perquisito di aver fatto sesso con cinque parrocchiane.

corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/
cronaca/2017/21-gennaio-2017/
orge-parroci-coinvolti-sono-quattro-2401223528978.shtml

La reazione all’attività criminale ideologica cristiano-nazista della Regione Veneto, non avviene con atti di violenza rispetto ai terroristi della Regione Veneto, ma i cittadini Veneti, molto spesso, la esercitano su sé stessi.

E’ il caso della sequenza drammatica di suicidi prodotti dalla sofferenza esistenziale che ha la sua origine nella violenza che viene esercitata contro l’infanzia e che disarma i cittadini Veneti davanti alle condizioni della vita.

Disarmare i cittadini Veneti in modo da renderli impotenti davanti alle condizioni esistenziali, è il progetto della Regione Veneto che col crocifisso violenta sistematicamente l’infanzia per permettere agli extracomunitari, che si accontentano di condizioni di vita atroci imposte dagli imprenditori del Veneto, sia in salari bassi, lavori precari, condizioni di lavoro nocive e una condizione di precariato imposta dagli imprenditori per esercitare su di loro un controllo mediante un continuo ricatto. Nelle condizioni di lavoro infami (il lavoro nero è istituzione dello Stato: disse il PM Michele Dalla Costa per legittimare lo schiavismo) sopravvive solo chi non ha nulla perché, per quanto il lavoro sia infame, a differenza dei veneti abituati a condizioni di vita più ricche, è capace di progettare nel poco.

Per contro, date le condizioni di violenza che i cittadini veneti hanno subito nell’infanzia e ancora subiscono oggi con l’uso del crocifisso i cui valori di assolutismo criminale vengono a sostituire i valori Costituzionali, davanti alle contraddizioni esistenziali il suicidio è una scelta quasi inevitabile.

Ma alla Regione Veneto sono contenti che i Veneti si suicidano. Ci godono e brindano sul sangue degli idioti che anziché reagire alla loro violenza hanno preferito ammazzarsi.

E’ di questi giorni una vera e propria strage che ha inorgoglito il crocifisso con cui Zaia minaccia di morte i cittadini veneti: “O fate quello che voglio io, o io vi ammazzo” tuona il pederasta in croce.

E così questi due studenti si sono impiccati.

Il crocifisso non dava loro nessun’altra soluzione che quella di impiccarsi.

Deve essere contento il Presidente della Regione Veneto: è il risultato di quel filo “rosso” che da Rumor e Bisaglia passando attraverso Galan e Zaia, ha insanguinato il Veneto.

SAN DONA’ DI PIAVE (VENEZIA) Ha fatto colazione insieme ai coinquilini e poi ha aspettato che loro uscissero per andare a lezione. […] lo hanno trovato morto. Si era impiccato nel bagno e aveva lasciato un biglietto di addio. A.F., 20enne di San Donà di Piave, è il secondo studente universitario veneziano fuori sede a togliersi la vita in dieci giorni. Prima di lui, a inizio gennaio, un 21enne di San Stino si era impiccato a Padova dopo aver annunciato il suicidio su Facebook. Mercoledì a Trieste lo stesso copione. Il giovane, studente di ingegneria biomeccanica, a detta di familiari e amici non soffriva di depressione. Sembrava tranquillo, sereno, eppure c’era qualcosa in lui che l’ha spinto a un gesto così estremo

corrieredelveneto.corriere.it/
veneziamestre/notizie/
cronaca/2017/20-gennaio-2017
/studente-universitario-20-anni-trovato-morto-amici-trieste-2401220386373.shtml

Quelli erano studenti e questo un cinquantenne a Villorba. In questa località si sono suicidate molte persone: questo è il terzo suicidio in una settimana.

Dov’è la Polizia di Stato?

Non dovrebbe proteggere i cittadini?

Quante persone che si sono lamentate sono state derise dalla Polizia di Stato per i loro “piccoli e stupidi” problemi? La Polizia di Stato sa benissimo che l’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo, cretino e deficiente rappresentato da quel crocifisso con cui minaccia di morte i cittadini. Sa benissimo che i problemi emotivi inducono a quei processi di adattamento soggettivo che plasmano la struttura psico-emotiva dell’individuo e che non intervenire sulle piccole cose, sui fastidi provocati ai cittadini, rende la Polizia di Stato responsabile degli omicidi, dei suicidi, del femminicidio e della violenza in famiglia.

VILLORBA (TREVISO) Un uomo di 50 anni si è tolto la vita poco prima delle 12 di venerdì lasciandosi travolgere da un treno alla stazione di Lancenigo di Villorba. Alcuni testimoni lo hanno visto scendere sui binari poco prima dell’arrivo del regionale diretto da Conegliano a Treviso. Il macchinista del convoglio, erano circa le 11,40, non ha potuto far nulla per evitare la tragedia ed attivato il freno d’emergenza ha bloccato il treno circa 200 metri dopo la stazione attraverso la quale il convoglio doveva passare senza effettuare alcuna fermata. Il cinquantenne è morto sul colpo e per permettere la rimozione della salma è stato bloccato il traffico ferroviario in entrambe le direzioni fino alle 13,20.

corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie
cronaca/2017/20-gennaio-2017/
uomo-si-lancia-contro-treno-terzo-suicidio-una-settimana-2401220926695.shtml

E questo?
Si è tolto la vita a 22 anni.

RECOARO TERME (Vicenza) Ventidue anni, scrive un messaggio di addio al padre e si lancia nel vuoto da una rupe, morendo dopo un volo di 200 metri. La tragedia si è consumata sabato pomeriggio a Passo Campogrosso, sul monte Sisilla, nel gruppo del Sengio Alto. A chiamare i soccorsi alcuni escursionisti, testimoni del suicidio. All’arrivo dell’elisoccorso del Suem, alzatosi in volo da Verona, per il giovane residente a Valli del Pasubio non c’era più niente da fare. Sarebbe morto sul colpo, nell’impatto con il suolo. Sul posto sono intervenuti anche i volontari del soccorso alpino e i carabinieri di Recoaro Terme. Sul corpo senza vita è stato trovato un messaggio di addio per la famiglia. Sconosciute, al momento, le cause che hanno portato il 22enne vicentino a togliersi la vita.

corrieredelveneto.corriere.it/vicenza/notizie/
cronaca/2017/21-gennaio-2017/scrive
-messaggio-padre-si-lancia-vuoto-una-rupe-2401224995333.shtml

E quest’altro?
Non sapremo mai se fosse stato colpevole o meno.
Non è una cosa che ci riguarda.
Quando ha chiesto di essere sentito, il PM avrebbe dovuto correre a sentirlo. Ma il Pubblico Ministero non ha la Costituzione sui muri, ha il crocifisso con cui i Pubblici Ministeri torturano i cittadini perché loro non si identificano con i doveri imposti dalla Costituzione, ma con i principi assolutistici della monarchia assoluta rappresentata dal crocifisso.

Nell’assoluto disprezzo dei Pubblici Ministeri per i cittadini in nome del pederasta in croce (e io ne ho esperienza diretta) questo Pubblico Ministero ha fatto quanto ha potuto affinché questo individuo si suicidasse: non è forse Gentilini, compagno di partito di Zaia, che si è vantato di aver fatto distruggere campi di “zingari” per il suo tornaconto personale?



VICENZA Si è tolto la vita nella sua cella del San Pio X C. H. il sinto 40enne di Rovereto che, per rivendicare un’offesa ai propri morti lo scorso 23 giugno, in un piccolo accampamento di Zanè, avrebbe aperto il fuoco a bruciapelo contro Davide e Vianello K. del clan avverso, uccidendo il primo e ferendo il fratello. Il trentino, conosciuto come «Zan», si era subito dato alla fuga, sparendo dalla circolazione. Almeno fino a quando, ad ottobre, si era costituito ai carabinieri di Gorizia: sapeva di essere ricercato, di avere un’ordinanza di custodia cautelare ad attenderlo. Da allora H. si trovava in carcere a Vicenza. Accusato di omicidio e di tentato omicidio pluriaggravati ma pure di ricettazione e porto dell’arma usata, una Bernardelli calibro 9 risultata rubata. Nei giorni scorsi il pm Alessia la Placa aveva chiuso le indagini nei suoi confronti, ma anche degli altri 4 – la mamma Lucia, i fratelli Davide e Fulvio e il cognato P. K. - che per l’accusa avevano preso parte all’agguato mortale, per rivendicare quella bestemmia contro i loro morti. Un’offesa considerata grave, da lavare con il sangue.

C. H. aveva anche intenzione di farsi sentire dal pm, tanto che il suo legale, l’avvocato Elisabetta Costa, avrebbe depositato a giorni la richiesta. Ma il 40enne, che si trovava nel reparto a regime chiuso, considerato un detenuto di difficile adattamento, ha deciso di farla finita, usando un pezzo di lenzuolo come cappio alle sbarre della finestra.

corrieredelveneto.corriere.it/
vicenza/notizie/cronaca/2017/18-gennaio-2017/
coinvolto-sparatoria-nomadi-prende-lenzuolo-si-uccide-cella-2401214375881.shtml

I razzisti di Zaia, minacciando di morte i cittadini col crocifisso hanno continuato quel progetto della Confindustria e delle Banche con cui hanno distrutto il Veneto, la sua gente e le sue possibilità sociali.

Certamente alla Regione Veneto hanno brindato per questi suicidi. Sono il trionfo di Zaia e degli  amministratori che davanti ai cittadini sono sempre scappati come topi di fogna perché il loro progetto di violenza è la distruzione sociale del Veneto.

Facendo guerra col crocifisso ai musulmani in realtà fanno guerra alla società Veneta distruggendo ogni possibilità di futuro.

Chiediamoci domani: chi si suiciderà?
Claudio Simeoni


venerdì 13 gennaio 2017

Terrorismo religioso in Veneto

Quando la storia sembra ripetersi è difficile discriminare fra tragedia e farsa.
Eppure, sembra di rivivere la situazione sociale degli anni ’70 e ’80 in cui il terrorismo imperversava nel tentativo di cercare soluzioni ai falliti tentativi di colpi di Stato messi in atto alla fine degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’70.

Fermati gli elicotteri che dovevano portare le truppe ad occupare Roma, Cefis e la sua organizzazione mise a punto piani di destabilizzazione Istituzionale nel becero tentativo di legittimare le stragi sui posti di lavoro messe in atto alla Montedison.

Decine e decine di operai ammazzati, avvelenati, per fini di terrorismo sociale da parte della Montedison di Cefis. Un Cefis che organizzava la P2 complici la Polizia di Stato e la Magistratura che ne coprirono le attività criminali per ricostruire lo Stato fascista che non era riuscito con i tentativi di colpo di Stato.

Sembra che lo stesso meccanismo si stia riproducendo in Veneto anche se spostato nei contenuti, ma che vede sempre coinvolti i Magistrati del Veneto e la Polizia di Stato nel tentativo di aggredire la Costituzione della Repubblica coprendo atti di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico.

Come allora le bande armate di Cefis, agendo attraverso i complici che avevano nella Magistratura del Veneto, a Padova e Venezia in particolare, coprirono da un lato la sua attività di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e dall’altro lato scatenarono torture e repressione con processi farsa in cui i cittadini non potevano difendersi perché torturati e minacciati di morte, nascevano dei sodalizi criminali fra brigatisti rossi e magistrati (il più grave fu quello fra Vittorio Olivero e la Procura della Repubblica di Venezia) e coloro che avevano contribuito a macellare gli operai in Montedison.
E' in questo modo che Moraglia e la sua banda
hanno distrutto i luoghi di culto non cristiani

Oggi sembra che quel meccanismo si stia ripetendo.

A fronte dei cittadini che chiedono giustizia per i reati subiti, le necessità di eversione della Polizia di Stato e dei Magistrati assumono il ruolo di garanti del terrorismo per fini di eversione dell’ordine democratico. Come negli anni ’70 la tecnica dei magistrati di Venezia consistette nel considerare gli omicidi per terrorismo in Montedison semplici incidenti sul lavoro o malattie professionali coprendo di fatto l’organizzazione della P2 e le attività di eversione sociale portando, in seconda battuta, alle torture del G8 di Genova e al depistaggio per l’omicidio di Falcone e Borsellino che, molto probabilmente, appartenevano a fazioni ideologiche diverse da quelle dei magistrati di Padova e Venezia.
Si tratta di un disegno criminale
fatto gestire da teppisti ma di cui Francesco Moraglia ha la responsabilità

A prima vista appare evidente che la Procura della Repubblica di Venezia stia proteggendo l’attività terroristica di Francesco Moraglia, adoratore del macellaio di Sodome Gomorra e del pederasta in croce. Un’attività di terrorismo che consiste in aggressioni a chi professa religioni diverse dall’odio di Francesco Moraglia al fine di delegittimare la Costituzione della Repubblica e sostituire ai principi Costituzionali i principi di odio del crocifisso che dicono “o fai quello che voglio io o io ti ammazzo!” (ideologia cristiana) e reiterare i principi sociali della monarchia assoluta.

Sia chiaro a Carlo Nordio che noi, a differenza della religione del crocifisso
con cui minaccia i cittadini, che gli piaccia o meno, noi non  distruggeremo i luoghi di culto cristiani.
Non elimineremo i simboli dell'orrore e dell'odio cristiano.


Come il terrorismo in Montedison si esprimeva con la separazione dei singoli fatti dal disegno criminale complessivo che i magistrati fingevano di non vedere, così l’attività di Francesco Moraglia, che segue l’attività di terrorismo di Scola, si esprime per fatti e aggressioni che i magistrati vogliono far sparire, ignorandoli, per alimentare l’attività di terrorismo.

Come quando, ingenuamente, feci arrivare ad Ugolini Rita i documenti del sodalizio criminale fra Procura della Repubblica e il brigatista rosso Olivero con cui la Procura tentò di farmi ammazzare in galera perché io, torturato dai magistrati e dal sanguinario La Barbera per conto della famiglia Tagliercio, non ero un brigatista rosso.

E' in questo modo che la Procura della Repubblica e la Polizia di Stato
garantiscono la sicurezza dei cittadini?


I fatti presi a sé stanti forniscono un quadro disarticolato.
 Nel senso che individuare il disegno criminale complessivo dai singoli avvenimenti è complesso esattamente come fu complesso negli anni ’70 e ’80 individuare il quadro complessivo della disarticolazione Istituzionale messo in atto da Cefis e dalla P2 e che ha legittimato le torture di La Barbera e le farneticazioni di Pietro Calogero e complici.
Sta di fatto che tutte le denunce per diffamazione, vere e proprie aggressioni, messe in atto dalle organizzazioni cattoliche e ampiamente documentate, sono state volutamente e criminalmente ignorate. Esattamente come è avvenuto da parte della Procura della Repubblica di Venezia per i segnali dell’attentato a Il Gazzettino nel febbraio del 1978. Appare evidente che i segnali dell’attentato sono stati ignorati per costruire e alimentare la “strategia della tensione” in un territorio dominato dalla P2 di Cefis e dalle stragi che stavano avvenendo in Montedison e che la magistratura avrebbe, poi, archiviato come “prescritte”.


E’ il terrorismo di Scola prima e di Moraglia oggi che agisce indisturbato per poter violentare la struttura psichica dei bambini costringerli inginocchio a pregare e supplicare il dio padrone in nodo che, quel giorno che dovranno affrontare un magistrato, questi non abbiano gli strumenti per difendersi.

La Procura della Repubblica ha nascosto le denunce per diffamazione e aggressione per impedire che si conosca l’aggravarsi delle aggressioni nei miei confronti. Come la calunnia messa in atto dalla Polizia Postale di Belluno e inviata alla Procura della Repubblica di Belluno che Roberta Gallego, per favorire l’attività di terrorismo delle suore cattoliche contro i bambini dell’asilo ha finto di non vedere. E chi era il capo di Roberta Callego? Cosa faceva a Treviso quando ci fu l’attentato al tribunale di Treviso? Cosa faceva?

Un cristiano sa solo distruggere: per questo nei tribunali c'è il crocifisso
e non la Costituzione della Repubblica


Allo stesso modo ha tentato di derubricare un reato di terrorismo per fini di eversione dell’ordine democratico, come l’assalto di una banda al luogo di culto della Religione Pagana, in semplice danneggiamento. Guarda caso, quella stessa ed identica Procura che, per coprire le torture messe in atto contro i cittadini, sequestrando le persone trasformava il reato di danneggiamento in devastazione e la protesta civile in guerra civile allungando arbitrariamente i termini della carcerazione preventiva: appunto, un sequestro di persona.

Un assalto al luogo di culto che, al di là dei nomi degli autori, va ascritto all’attività di terrorismo di Francesco Moraglia e della sua violenza messa in atto sui bambini (l’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo cretino e deficiente, si adatta crescendo alle condizioni che trova) al fine di imporre loro la fede cattolica esattamente come l’Isis del califfato agisce con la violenza sui cittadini siriani per imporre la sua fede.

Dopo questo assalto, individuati gli autori, la Procura della Repubblica si è messa in moto per minimizzarne i fatti per fini di eversione dell’ordine democratico.

Un terrorista veneto vestito da cacciatore;
o un cacciatore veneto che agisce da terrorista?
E' entrato in una proprietà privata,
accatastata come luogo di culto.
Ha manomesso la mia automobile,
mi ha rapinato della mia macchina fotografica e mi ha riempito di pugni.
E' questo il metodo di Carlo Nordio e di Rita Ugolini.

Fallito questo attacco da parte dell’organizzazione di Francesco Moraglia, adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra, ne è arrivato un altro. Un’aggressione fisica da parte di un terrorista cristiano travestito da cacciatore.

Già anni prima un analogo tentativo di aggressione era stato tentato e fu fermato per l’intervento della Polizia Provinciale, ma questa volta qualcuno ha mandato un picchiatore che alle proteste, perché stava sparando vicino, non ha trovato nulla di meglio che aggredirmi, armato di fucile e di cane, e picchiarmi. E’ con questa violenza che i cattolici aggrediscono i cittadini e so perfettamente che è negli interessi di Carlo Nordio e Ugolini Rita alimentare l’odio sociale fino a farmi ammazzare. Vista l’arroganza e il disprezzo della Procura della Repubblica, non posso far altro che aspettare di essere sparato da qualcuno che, magari, casualmente è inciampato partendo un colpo oppure qualcuno che scambi il mio ombrello per un fucile.

Queste persone hanno usato il loro ruolo sociale per fini di terrorismo e di eversione dell’ordine Costituzionale e per loro, costruire le condizioni per far ammazzare le persone è solo un espediente dietro il quale occultare la loro attività eversiva dell’ordine democratico.

Ora aspetto che la prossima volta qualcuno, dell’organizzazione terroristica di Francesco Moraglia, mi spari in nome del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce e questo farà molto felice Carlo Nordio e Ugolini Rita nella loro attività di odio sociale.

Noi continueremo a celebrare i nostri riti religiosi e continueremo a difendere i principi Costituzionali nonostante l’odio sociale di Carlo Nordio e Ugolini Rita che minacciano di morte i cittadini italiani con i crocifissi nei tribunali soddisfacendo la loro sete di sangue e di odio.

Continuerò comunque a presentare denunce contro l’attività di terrorismo cristiano e continuerò a chiedere a questi miserabili, che sono vissuti torturando i cittadini, di ottemperare ai doveri per cui sono pagati anziché puntare le pistole alla testa dei cittadini per divertirsi a sentire il clik.

Claudio simeoni

domenica 8 gennaio 2017

La natura del terrorismo


La natura del terrorismo è chiara
conosciuta e praticata dagli
organi di stampa per interessi eversivi.
Da dove nasce il terrorismo?

Stiamo parlando del terrorismo, quello reale.

Non sto parlando dell’omicidio di Aldo Moro, questo stupratore di bambini in nome del macellaio di Sodoma e Gomorra che fu ammazzato da chi lo riteneva corresponsabile, con Andreotti, delle attività mafiose nelle Istituzioni contro la Costituzione della Repubblica.

Quell’omicidio ha il nome di omicidio, non di atto di terrorismo. Non ha colpito indiscriminatamente, ma ha mirato ad un obbiettivo preciso. Con delle ragioni, vere o false, andava accertato, che comunque rientrano nella dialettica sociale.

L’Italia ha conosciuto atti di terrorismo vero. La strage di Piazza Fontana, la strage di Piazza della Loggia, la strage della stazione di Bologna e tutti questi atti indiscriminati possono essere ricondotti, direttamente o indirettamente, alle Istituzioni perché non è possibile negare che l’attività del Commissario Calabresi e della magistratura di Milano fu quella di scatenare una caccia all’uomo anarchico quando appariva evidente che i responsabili andavano cercati in quell’intreccio di relazioni fra servizi segreti, destra politica più o meno istituzionale e magistrati.

Quegli atti sono atti di terrorismo che preludevano ad altri atti di terrorismo come la dittatura ad imitazione dei colonnelli greci che solo per poco non si impose in Italia.
Poi, abbiamo vissuto le stragi di mafia sui treni. E, come atto indiscriminato, anche questi atti vanno ricondotti ad attività di terrorismo.

L’Italia ha conosciuto due soggetti che hanno fatto del terrorismo: le Istituzioni dello Stato e la mafia.

Oggi conosciamo il terzo elemento che fa o può fare il terrorismo.
Un elemento che era presente nell’ideologia sia delle Istituzioni che della mafia che hanno praticato terrorismo, ma che non è stato considerato come importante emergendo solo ora in tutta la sua drammaticità: la violenza cristiana sull’infanzia che produce la disperazione esistenziale. Quella voglia di spaccare tutto che nell’ideologia cristiana suona come “Muoia sansone con tutti i filistei!”.

Consideriamo episodi di questi giorni.

Episodi di cui conosciamo i protagonisti. Episodi in cui conosciamo tratti della struttura psicologica dei protagonisti sapendo esattamente come quella struttura psicologica, che si è espressa in atti di terrore, è stata costruita negli individui.

Fare prevenzione significa impedire la violenza che impone quella struttura psicologica alle persone. Non significa ammazzare tutti coloro che hanno patologie schizofreniche. Fare prevenzione significa non indurre patologie schizofreniche nelle persone. Non produrre disperazione.

Trovo ingiurioso e offensivo assistere a Vigili Urbani o Polizia Locale che rapina i mendicanti delle elemosine e poi invita i senza tetto a ripararsi per il freddo offrendo un the. Lo considero uno dei peggiori atti di terrorismo, vigliacco ed infame, per il quale Questori e Prefetti dovrebbero essere arrestati se la Polizia di Stato non fosse formata da individui che disprezzano le leggi dello Stato per il loro tornaconto personale.

Cosa è stato fatto a questo individuo per ridurlo nella schizofrenia e a portarlo a compiere questa strage?

Chi è il responsabile della strage di terrorismo: chi ha sparato o chi ha costretto l’individuo in uno stato schizofrenico?
L’uomo è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo, cretino e deficiente o si adatta alle sollecitazioni dell’ambiente in cui vive?
E allora le cose sono due: o arrestate il dio dei cristiani, pazzo cretino e deficiente, oppure processate chi ha costruito le condizioni affinché questa persona diventasse un malato disperato.

Hanno mandato ragazzini USA, culturalmente ignoranti e pieni di ideologia da Superman a macellare i musulmani. Erano così impegnati a macellare i musulmani che non si sono resi conto che cosa questa pratica produceva in loro. Hanno usato ragazzini ingenui e hanno forgiato degli assassini malati mentali che si sono riportati negli USA.

Florida, spari in aeroporto: 5 morti. Arrestato il killer, americano con problemi mentali

UN UOMO ha aperto il fuoco nell'aeroporto di Fort Lauderdale in Florida, pochi chilometri a nord di Miami, uccidendo cinque persone e ferendone altre otto nell'area ritiro bagagli. Il killer è stato catturato dalla polizia: è un americano di origine ispanica di 26 anni, nato nel New Jersey e che per molti anni ha vissuto in Alaska. Nel novembre 2016 Esteban Santiag sarebbe andato all'ufficio dell'Fbi di Anchorage, in Alaska, affermando che era costretto a combattere per l'Isis. Lo riporta la Cbs citando alcune fonti, secondo le quali nel 2011 o nel 2012 Santiago era stato indagato per pedopornografia, ma le autorità non avevano ottenuto prove sufficienti per poterlo denunciare. Successivamente Santiag, che è stato in Iraq con l'esercito Usa, avrebbe parlato di "tentativi di controllo mentale da parte del governo americano", che lo avrebbero costretto a "guardare video dell'Isis".

Tratto da:

repubblica.it/esteri/2017/01/06/

Oppure questo episodio. Solo un incompetente, ignorante e deficiente può affermare che “in carcere avviene la radicalizzazione”.

La malattia mentale che si esprime in una eventuale “radicalizzazione” viene prodotta da gente come Bergoglio nella smania di possedere le persone sottomettendole a sé stessi come mandati del dio padrone. Qualunque sia la natura del padrone che chiamano dio.

L’imposizione della costruzione con cui si violentano i bambini quando si costringono a pregare si trasforma in malattia mentale nella quale viene veicolato il delirio da fallimento esistenziale. Non tutte le persone che hanno subito la medesima violenza reagiscono allo stesso modo, ma chi ha imposto la violenza a Amri, è l’autore di quel genocidio.

Attentato a Berlino, tir travolge la folla nel mercato di Natale: 12 morti, 48 feriti. A bordo erano in due: uno ucciso, l'altro arrestato

L'attentatore di Berlino Anis Amri ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni, il questore: "Pericolosissimo, poteva colpire ancora"

"Veniamo a sgozzarvi come maiali": è l'avvertimento lanciato da Anis Amri, autore della strage di Berlino e ucciso oggi a Milano, nel video diffuso poco fa dall'agenzia Amaq vicina all'Isis. Amri lancia un invito "a tutti i fratelli ovunque essi siano": "State in allerta e combattete sulla via di Dio. Ogni essere umano in grado di combattere, vada a uccidere in tutta Europa i crociati maiali!".

Fonte: Ansa

E’ malattia mentale, schizofrenia acuita da stati di depressione alimentata da chi manifesta il delirio di onnipotenza sulle persone malate. Da chi si sente forte nel costringere bambini in ginocchio a pregare il dio padrone consapevole dell’impunità che la società gli garantisce.

La stesa malattia mentale che attraversa il disperato a Roma. La chiesa cattolica che gli ha imposto illusioni esistenziali lo considera solo una merda umana, l’imbecille che ha creduto alla sua propaganda e che si è giocato la sua vita da povero imbecille.

Se li avesse ammazzati e avesse urlato “varda là un bar” avrebbero gridato al terrorismo dell’Isis. Ma era solo la malattia da fallimento esistenziale.

07 gennaio 2017

ROMA - E' entrato nella basilica di Santa Maria Maggiore e con un coccio di bottiglia, per motivi in corso di accertamento, ha aggredito due religiosi: padre Angelo Gaeta, addetto alla sagrestia della chiesa e padre Adolfo Ralph dei frati dell'Immacolata. E' accaduto nel pomeriggio di oggi. All'interno della chiesa - una delle quattro basiliche pontificali della città - in quel momento c'erano diversi fedeli.

Autore dell'aggressione è R. C., un 42enne pregiudicato originario di Roccasecca, in provincia di Frosinone. "Non ce l'avevo con loro due, ma sono un incompreso, la Chiesa non mi ha capito", ha detto ai carabinieri della compagnia di piazza Dante che lo hanno arrestato. L'uomo, con precedenti per droga, sarebbe affetto da disturbi psichici. Fermato all'esterno della basilica alla vista dei militari ha gettato il coccio di bottiglia che teneva in mano.

Fonte: giornale La Repubblica

Il fallimento esistenziale che attraversa l’intera società civile.

Dal tunisino ammalato di schizofrenia che usa un camion contro la folla in Germania, al militare USA che macellava i “sporchi musulmani” diventato schizofrenico e che ammazza un po’ di persone all’aeroporto in Florida, allo schizofrenico malato che entra in chiesa a Roma per vendicarsi dei suoi aguzzini, la chiesa cattolica, al ragazzo della Conegliano ricca di Treviso che, nel suo fallimento esistenziale, usa la pistola del padre, detenuta chissà per quale motivo, per sparare a sé stesso.

TREVISO (19 dicembre) – In una famiglia di disperati esistenziali di Conegliano, in provincia di Treviso: un ragazzo di soli 16 anni si ucciso nella sua casa sparandosi alla testa con la pistola del padre. Che bisogno aveva il padre di detenere una pistola? Anziché fare come Amri, ha ammazzato sé stesso.

La fonte del terrorismo è sempre la medesima.

La costruzione del fallimento esistenziale.

La costruzione del fallimento esistenziale è prodotta da tre fonti che praticano il terrorismo: le Istituzioni che non vogliono sottomettersi alle regole imposte dalla Costituzione; la mafia che pretende potere in una società pensata come la sua preda; la chiesa cattolica, il cristianesimo, che violentando i bambini ne pretende il controllo psico-emotivo.

Questo è il fondamento del terrorismo.

Solo questo si può considerare terrorismo alla faccia di magistrati codardi e vigliacchi che fanno delle leggi e della loro funzione un’arma di distruzione di massa per alimentare il terrorismo per salvaguardare i loro interessi.

Claudio Simeoni