La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

giovedì 26 gennaio 2017

La guerra al mondo di Trump

L'arroganza è l'unico "peccato"
che gli Dèi non perdonano.
Quando delle persone sono povere danno un peso eccezionale alla loro dignità soggettiva, emotiva e sentimentale.

I sentimenti e le emozioni sono il centro della loro esistenza a differenza delle persone ricche che al centro della loro esistenza, anche quando vengono travolte da problemi psicologici, hanno denaro, lavoro, economia o istituzioni su cui concentrare i loro interessi.

Il nuovo presidente USA Trump, che è sempre vissuto nel lusso e distaccato delle persone che considera “merce” creata dal suo Dio, non ha consapevolezza di quanto le sue azioni produrranno all’interno degli USA.

Tutte le sue azioni appartengono alla tradizione cinematografica USA e ai film di propaganda del super uomo americano.

Il primo decreto che ha firmato è stato l’inizio dello smantellamento dell’Obamacare, quel tentativo, per quanto discutibile, di allargare il diritto alla salute a tutti quei cittadini americani che non sono in grado di pagarsi la sanità privata. Al grido “la sanità non è un diritto” ha ordinato e incoraggiato le agenzie federali a smantellare quella sanità. L’azione è finalizzata a supportare le società americane di assicurazione sanitaria e impedire alla popolazione di accedere alle cure mediche. Trump, nella tradizione cristiana, vuole consentire al suo dio di distribuire miracoli ai poveri.

Il secondo provvedimento è consistito nel smantellare il trattato di libero scambio fra i dodici paesi del Pacifico che era stato voluto da Obama, più altri, per arginare l’avanzata economica della Cina. In sostanza, Trump ha semplicemente pisciato in faccia agli alleati USA facendo intendere loro che, loro, non hanno diritto di trattare alla pari con gli USA, ma che sono i servi degli USA. Come servi devono essere obbedienti ai voleri degli USA e rinunciare alla loro dignità nazionale.

L’altro provvedimento preso da Trump è quello della costruzione degli oleodotti che attraversando i territori dei nativi USA è come se dichiarasse loro guerra.
In sostanza, Trump mette in atto azioni di guerra nei confronti degli ambientalisti e dei nativi americani. Il fronte interno, in questo modo, diventa violento. Alle azioni di violenza di Trump, come risponderanno le popolazioni violentate?

Il dio padrone, proprio dell’ideologia del super uomo USA, chiede sottomissione mediante violenza. Dal momento che questa richiesta, imposta con la forza, è un fenomeno che giunge ai cittadini USA, come i cittadini USA risponderanno?

L’azione violenta si concretizza nell’amministrazione Trump con la legittimazione dell’uso della tortura contro i cittadini accusati di essere dei terroristi. E’ interessante il meccanismo adottato: al fuoco si risponde col fuoco, agli accusati di terrorismo si applica la tortura per cui, tutti coloro che vuoi torturare, legittimi la tortura accusandoli di terrorismo.

Altro fronte di guerra aperto da Trump è il genocidio dei neri e dei messicani per farli diminuire come popolazione rispetto ai bianchi.

L’inizio della guerra di Trump per odio razzista inizia con la guerra agli immigrati irregolari accusati da Trump di essere degli spacciatori di droga. Ammesso e non concesso che ci siano immigrati clandestini che spacciano droga, va da sé che, essendo comunque perseguitati dalla Polizia, hanno messo in atto le loro contromisure al fine di non farsi individuare. Sono già in guerra con la polizia e si stanno proteggendo da tempo. Rimangono gli altri immigrati clandestini che sono la massa. Coloro che ingenuamente vanno a lavorare, che fanno i camerieri, gli sguatteri e che vengono sfruttati da padroni dei campi o da strutture economiche che li fanno lavorare in nero e in condizioni miserabili.

Qui in Veneto lo sappiamo molto bene. Gentilini, Galan e Zaia hanno fatto guerra agli extracomunitari finendo per favorire gli spacciatori di droga, le banche che hanno derubato i correntisti e gli imprenditori criminali che non rispettano nessuna legge. Il risultato è stato: impoverire il Veneto per favorire comportamenti criminali.

Questi sono facilmente individuabili. Questi si possono prendere e mandare oltre confine. Mandando questi oltre confine o in galera, come vuole fare Trump, significa togliere ai proprietari terrieri e agli altri manodopera sottocosto, sottopagata, che lavora in perenne stato di ricatto.

Alla fine Trump, se dovesse tener fede a quanto dice, o traffica in schiavi o costruisce campi di concentramento e di sterminio.

L’altra condizione interessante è la costruzione del muro alla frontiera con il Messico. Costo dell’opera circa venti miliardi di dollari che vuole far pagare al Messico. Il Messico, per bocca del Presidente, ha già detto che non pagherà nulla.

Nello stesso tempo il Presidente Messicano ha dichiarato che potrebbe mettere in discussione il trattato Nafta.

In risposta a questo Trump, stasera, 26 gennaio 2017 ha dichiarato (o è stato ipotizzato) di far pagare il 20% di tasse sulle importazioni dal Messico.

20% di tasse sulle importazioni dal Messico per far pagare il muro ai messicani. Come risponderà il Messico sulle esportazioni USA?

Qual è la situazione economica fra USA e Messico?

Prendo i dati da Limes:

“La dimensione economica delle relazioni fra Texas e Messico è inattaccabile. I due Stati condividono 1.200 miglia di confine e sono di gran lunga i primi partner commerciali l’uno dell’altro. Quasi il 65% di tutti gli scambi tra Messico e Stati Uniti origina dal Texas, è destinato al Texas o attraverso il Texas – per esempio, dal 1995 38 milioni di camion sono passati per punti d’ingresso texani (segue la California con 22). Il valore dell’export texano in Messico supera i 100 miliardi di dollari, dando lavoro a mezzo milione di persone.”

Se per farsi pagare il muro Trump mette il 20% di tasse sui prodotti messicani e i messicani mettono il 20% sui prodotto USA, ne segue che gli USA potrebbero raccogliere i soldi per fare il muro, ma a spese degli esportatori USA che col loro 20% ripagherebbe il Messico che, non dovendo impegnare quelle risorse nella costruzione del muro, avrebbe un introito extra.

In altre parole, i provvedimenti di Trump stanno mettendo le basi per una guerra globale. Anche prima di Trump gli USA facevano guerra al mondo, ma questa volta, per la prima volta, gli USA si porterebbero la guerra dentro casa. Sul suolo Americano.
Saltando i trattati commerciali internazionali oggi favorevoli agli USA, gli USA si troveranno a dover trattare con tutti su tutto da una posizione di debolezza totale.

Gli USA hanno indubbiamente molti bombardieri. Possono distruggere molte città, ma hanno una totale ignoranza sociale e una totale ignoranza economica.

Io penso che altre strutture capitalistiche e finanziarie internazionali interverranno a fermare Trump. Non è possibile travolgere il Fondo Monetario Internazionale e le regole del mercato, della finanza e dell’accumulo di capitali.

Il Messico è un paese di oltre centoventi milioni di abitanti ed è uno dei più grandi mercati di vendita degli USA. Entrare in conflitto commerciale col Messico non è entrare in conflitto commerciale con l’Afghanistan, ma forse Trump non lo ha capito.

Claudio Simeoni

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