La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 29 gennaio 2017

Le puttane dell'Italia

Vendere le Istituzioni d'Italia
Quand’è che ad una persona, che in questo caso è qualcuno che pretende di essere riconosciuto come “politico”, gli si attribuisce l’appellativo di “puttana”? Quando ai contenuti sostituisce la sua persona. Quando ai contenuti del suo essere “politico” usa una forma retorica con cui nascondere i propri progetti. Come la puttana che, con le proprie forme fisiche, occulta il suo essere persona. La prostituta è una persona che si nasconde dietro all’apparenza che offre, così i “politici” vengono definiti “puttane” quando giocano ad alimentare l’immaginario collettivo per avere voti anziché sostanziare la qualità delle loro intenzioni politiche.

Il tentativo di destabilizzare le Istituzioni messo in atto da Matteo Renzi, dalla Boschi, da Giorgio Napolitano che hanno sistematicamente ricattato il Parlamento della Repubblica imponendo un’agenda impropria è fallito per volontà popolare.

La stragrande maggioranza degli elettori che avevano votato il Partito Democratico hanno bocciato il tentativo destabilizzante di modificare la Costituzione perché non aveva nulla di democratico, ma molto di nazismo.

Qualunque cosa dicano gli analisti che si fanno pagare dalla Rai o da Mediaset, tutti coloro che si identificano nella democrazia hanno votato contro la modifica Costituzionale e questi erano tutti elettori del Partito Democratico.

Io non metto in discussione che i quattro soggetti che oggi recitano la pagliacciata sul teatrino della politica siano personalmente in disaccordo.
Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Beppe Grillo e Matteo Salvini possono essere paragonate a quattro galline che starnazzano in un pollaio delle vanità personali.

Queste galline starnazzanti hanno fatto il loro “coccodé” nella campagna referendaria. Uno diceva “si, si, si, si…”, l’altro diceva “no, no, no, no…” ma perché sì o perché no era privato di ragioni sostanziali. E non era un caso.

Tutti e quattro questi personaggi anelavano al potere che la modifica Costituzionale garantiva, ma erano preoccupati di non essere loro a gestire quel potere, ma il loro concorrente. Renzi, convinto di aver la maggioranza del paese con cui devastare la Costituzione, pensava di accaparrarsi il potere, Grillo, Salvini e Berlusconi, che a loro volta anelavano a quel tipo di potere marcatamente nazista, volevano impedire a Renzi di conquistare quel potere sperando che comunque Renzi vincesse il referendum per poterlo esautorare in un secondo tempo e rivendicare quel potere per sé stessi.

Questi personaggi, anche se hanno un posto nelle Istituzioni, non possono essere pensati come dei politici, ma per i meccanismi che usano, possono essere pensati solo come a dei “capimafia” o a delle “puttane2 che vendono il loro corpo.

Con un politico io posso discutere delle idee del politico, ma questi personaggi non hanno nessuna idea politica, si contendono solo le poltrone, i posti di comando esattamente come i mafiosi si contendono il ruolo di capo dei capi. E nel contendersi i posti di comando, proprio per non aver nessuna idea politica, possono solo saccheggiare il presente e rendere più pesante la vita degli italiani.

In Renzi non c’è stato nessun dibattito sui contenuti durante tutta la campagna elettorale. Vigliaccamente ha affermato di parlare dei contenuti, ma affermare di voler parlare dei contenuti non è parlare dei contenuti, ma ingannare le persone affermando contenuti che non ci sono e di cui non è materialmente in grado di parlare.

Lo stesso meccanismo è stato usato da Beppe Grillo, da Silvio Berlusconi e da Matteo Salvini.

Il loro comportamento è molto simile alle donne di strada che si contendono il lampione sotto il quale mettersi in mostra per offrirsi: quattro puttane che si mettono in mostra come pavoni per garantirsi il miglior cliente.

E il capoputtana è Bergoglio davanti al quale questi personaggi si prostituiscono offrendogli i bambini italiani perché li possa stuprare costringendoli a pregare in modo che non diventino cittadini consapevoli ma “coglioncelli” che, adorando il macellaio di Sodoma e Gomorra e speranzosi nella venuta del pederasta in croce dalle nubi con grande potenza possano vedere nei Salvini, nei Berlusconi, nei Renzi o nei Grillo i salvatori che giungono a portare la redenzione. Dei principi Costituzionali offesi da Prefetti e Questori corrotti e vigliacchi, non frega nulla a nessuno.
Leggiamo la retorica da puttana di Matteo Renzi prendendo da La Repubblica:

Ha scelto Rimini e l'assemblea degli amministratori locali del Pd Matteo Renzi per il suo ritorno in pubblico. Il segretario dem ha iniziato il suo intervento con un duro attacco "agli sciacalli, che un minuto dopo la tragedia di Rigopiano, quando ancora non si conosceva il numero dei dispersi, hanno criticato la protezione civile e i volontari. Si può sempre fare meglio, ma che squallore". L'ex premier ha rivolto un pensiero "a tutte le popolazioni colpite dal terremoto, dalla tragedia della slavina e dalle difficoltà del maltempo". "Vorrei che dedicassimo la nostra assemblea a una delle vittime di Rigopiano, Jessica, una giovane democratica. Il padre ha detto 'abbiamo perso una figlia che credeva al cambiamento di questo Paese'. Parole che mi hanno fatto venire i brividi", ha aggiunto Renzi dal palco. "Se vogliamo cambiare le cose nel settore della prevenzione, nella lotta al dissesto idrogeologico, non si risolvono le cose con un tweet, ci vogliono anni", così il segretario del Pd ha concluso l'introduzione dedicata all'emergenza che ha colpito l'Italia.
Tratto da:
repubblica.it/politica/2017/01/28/news/renzi_assemblea
Perché questa è retorica da puttana?
Perché non dice nulla e tutti i riferimenti del suo discorso stanno in un immaginario. Vuole cambiare le cose? Non gli basta aver distrutto la scuola e il lavoro spargendo angoscia fra le persone? Non gli basta aver distrutto un anno di politica per attentare al diritto Costituzionale? Non gli basta aver costretto gli italiani ad andare a votare sotto minaccia di tortura per i suoi interessi personali?

Proviamo a sentire un altro discorso da prostituta:

“Come faccio a non dire che si tratta di una decisione politica? Ditemelo, come faccio? Come si può mandare a processo per corruzione uno che manda soldi tramite un tracciabilissimo bonifico? Se non mi fossi chiamato Silvio Berlusconi, l’avrebbero fatto? Io sto solo aiutando in maniera trasparente una serie di persone che si sono trovate nei guai e senza lavoro per il solo fatto di essere miei amici... Alcuni di questi li aiuto dal più di dieci anni, da molto prima che iniziasse il processo Ruby... L’unico reato che ho commesso è la generosità». Un colpo al cuore per tutti i sostenitori della tesi del Berlusconi iper-camaleontico, capace di mutare pelle in un istante e di adattarsi all’ambiente circostante. Venti e passa anni trascorsi da indagato o imputato non hanno influito sulla reazione che Silvio Berlusconi, descritto a metà tra il «furibondo» e l’«avvilito», ha avuto ieri pomeriggio alla notizia del rinvio a giudizio. Anche perché non c’è solo il processo Ruby-ter.

corriere.it/politica/17_gennaio_29/berlusconi-distante-urne

Così parla Silvio Berlusconi. L’uomo che ha distrutto Alitalia, che ha distrutto il sistema bancario per immiserire i cittadini che ha aggredito le Istituzioni per i suoi affari privati. L’uomo che con Tremonti ha aggravato la crisi economica preparando il fallimento di centinaia di aziende.
Come si può non leggere questo discorso e non dargli della prostituta?
Che forse ha dei contenuti politici?

E questo, che prendo da La Stampa, non è forse un gioco di puttane? Tutti a contendersi il lampione del 40% senza nessuna proposta politica, né sociale, né esistenziale, ma solo impegnati ad esporre “parti intime” per essere apprezzati?

Un’alzata di spalle e una battuta: «Speriamo che se ne sia fatta una ragione». Così hanno reagito i vertici del M5S dopo aver letto lo sfogo, rivelato ieri dalla Stampa, della sindaca di Roma Virginia Raggi, che già a luglio si lamentava con l’ex braccio destro Raffaele di Marcello Minenna al Bilancio e di Carla Raineri a capo di gabinetto, nomi imposti in Campidoglio da Beppe Grillo e dalla Casaleggio Associati. Una reazione che rispecchia lo stato d’animo del leader genovese, meno quello dell’ala più critica del M5S, guidata da Roberta Lombardi che invece non ha gradito le frasi di Marra, considerate «millanterie», sul pupillo Marcello De Vito, da sempre visto come l’avversario interno di Raggi a Roma. Tutto tace però, perché così vuole il bavaglio sui malumori a cui Grillo ha piegato i grillini.   
Che si sia consumata una lunga incomprensione, durata mesi, con la sindaca, insofferente ai diktat e testarda fino all’inverosimile, è un dato assodato per il comico. Acqua passata da gettare via, per guardare avanti ed evitare il più possibile che il pasticciaccio romano guasti «l’obiettivo 40%» a cui punta ora il M5S per conquistare Palazzo Chigi. Per questo, ai piani alti del Movimento è già pronta la fase 2 della difficile gestione del caso Raggi: difenderla a oltranza anche in caso di rinvio a giudizio. Il codice pentastellato, rifinito con tempistica ad personam, parla chiaro: Raggi è automaticamente fuori dal Movimento solo in caso di condanna in primo grado. Salvo che spuntino fuori intercettazioni più compromettenti che convincono Grillo, in qualità di garante, ad abbandonarla al suo destino.

Tratto da:

lastampa.it/2017/01/28/italia/politica/grillo-e-casaleggio-uno-stuolo-di-avvocati-per-proteggere-la-sindaca

Dopo aver distrutto il diritto al lavoro per favorire una confindustria più legata all’attività criminale che non alla società civile italiana, dopo aver distrutto la scuola pubblica e aver messo in ginocchio la sanità rendendo difficoltosa la vita delle persone, questi “politici” evitano di definire le loro intenzioni “politiche” perché l’unico obbiettivo che hanno è conquistare il potere politico, quel 40%, e poter distruggere le condizioni di vita dell’Italia.

Per questo questi politici scappano tutti come topi di fogna da ogni confronto in cui sono costretti ad esporre i loro propositi sociali perché non ne hanno. Sanno solo distruggere il presente, sia Istituzionale che economico, per appropriarsene di una fetta che sia utilizzabile per la conferma del loro potere sociale. Scappano come topi di fogna rifugiandosi fra i giornalisti complici della Rai e di Mediaset da cui continuano ad insultare i cittadini italiani.

Questi “politici” si possono considerare né uomini, né persone, ma vanno trattati come dei vigliacchi, delle puttane, che vivono attorniati da poliziotti picchiatori e torturatori che garantiscono loro il diritto di insultare gli italiani e le loro istituzioni in nome del crocifisso con cui vengono minacciati di morte i cittadini italiani se non si mettono in ginocchio davanti a questi politici.

C’è un politico che si salva? C’è un politico che non sia una puttana? Difficile dirlo in un contesto in cui i politici giocano ad esporre una forma retorica lasciando che i disperati immaginano. Delrio ha detto :

 "Non faremo mancare un euro alle aree colpite"

E qual è il significato di queste parole?

Ricostruiranno le chiese per poter continuare a stuprare i bambini dopo aver continuato a devastare la società  del centro Italia disperdendo gli abitanti (avvenne così dopo l’alluvione del Polesine, dopo la grande alluvione di Venezia, dopo il terremoto del Friuli o dopo il terremoto dell’Irpinia e del Belice).

E’ il nuovo terrorismo dei politici: costringere le persone ad immaginare il loro impegno come sono costrette a considerare buono il pederasta in croce che ordina di sgozzare chi non si mette in ginocchio davanti a lui!

Che forse ha mai dimostrato che le sue decisioni non dipendono dall’ideologia del pederasta in croce al di là di come lui pretende di interpretare il pederasta in croce?

Le “puttane” italiane non sono coloro che cercano di sopravvivere offrendo i propri corpi, ma sono coloro che offrono la propria faccia per vendere retorica e derubare i cittadini italiani.
Claudio Simeoni


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