La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

venerdì 13 gennaio 2017

Terrorismo religioso in Veneto

Quando la storia sembra ripetersi è difficile discriminare fra tragedia e farsa.
Eppure, sembra di rivivere la situazione sociale degli anni ’70 e ’80 in cui il terrorismo imperversava nel tentativo di cercare soluzioni ai falliti tentativi di colpi di Stato messi in atto alla fine degli anni ’60 e la prima metà degli anni ’70.

Fermati gli elicotteri che dovevano portare le truppe ad occupare Roma, Cefis e la sua organizzazione mise a punto piani di destabilizzazione Istituzionale nel becero tentativo di legittimare le stragi sui posti di lavoro messe in atto alla Montedison.

Decine e decine di operai ammazzati, avvelenati, per fini di terrorismo sociale da parte della Montedison di Cefis. Un Cefis che organizzava la P2 complici la Polizia di Stato e la Magistratura che ne coprirono le attività criminali per ricostruire lo Stato fascista che non era riuscito con i tentativi di colpo di Stato.

Sembra che lo stesso meccanismo si stia riproducendo in Veneto anche se spostato nei contenuti, ma che vede sempre coinvolti i Magistrati del Veneto e la Polizia di Stato nel tentativo di aggredire la Costituzione della Repubblica coprendo atti di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico.

Come allora le bande armate di Cefis, agendo attraverso i complici che avevano nella Magistratura del Veneto, a Padova e Venezia in particolare, coprirono da un lato la sua attività di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico e dall’altro lato scatenarono torture e repressione con processi farsa in cui i cittadini non potevano difendersi perché torturati e minacciati di morte, nascevano dei sodalizi criminali fra brigatisti rossi e magistrati (il più grave fu quello fra Vittorio Olivero e la Procura della Repubblica di Venezia) e coloro che avevano contribuito a macellare gli operai in Montedison.
E' in questo modo che Moraglia e la sua banda
hanno distrutto i luoghi di culto non cristiani

Oggi sembra che quel meccanismo si stia ripetendo.

A fronte dei cittadini che chiedono giustizia per i reati subiti, le necessità di eversione della Polizia di Stato e dei Magistrati assumono il ruolo di garanti del terrorismo per fini di eversione dell’ordine democratico. Come negli anni ’70 la tecnica dei magistrati di Venezia consistette nel considerare gli omicidi per terrorismo in Montedison semplici incidenti sul lavoro o malattie professionali coprendo di fatto l’organizzazione della P2 e le attività di eversione sociale portando, in seconda battuta, alle torture del G8 di Genova e al depistaggio per l’omicidio di Falcone e Borsellino che, molto probabilmente, appartenevano a fazioni ideologiche diverse da quelle dei magistrati di Padova e Venezia.
Si tratta di un disegno criminale
fatto gestire da teppisti ma di cui Francesco Moraglia ha la responsabilità

A prima vista appare evidente che la Procura della Repubblica di Venezia stia proteggendo l’attività terroristica di Francesco Moraglia, adoratore del macellaio di Sodome Gomorra e del pederasta in croce. Un’attività di terrorismo che consiste in aggressioni a chi professa religioni diverse dall’odio di Francesco Moraglia al fine di delegittimare la Costituzione della Repubblica e sostituire ai principi Costituzionali i principi di odio del crocifisso che dicono “o fai quello che voglio io o io ti ammazzo!” (ideologia cristiana) e reiterare i principi sociali della monarchia assoluta.

Sia chiaro a Carlo Nordio che noi, a differenza della religione del crocifisso
con cui minaccia i cittadini, che gli piaccia o meno, noi non  distruggeremo i luoghi di culto cristiani.
Non elimineremo i simboli dell'orrore e dell'odio cristiano.


Come il terrorismo in Montedison si esprimeva con la separazione dei singoli fatti dal disegno criminale complessivo che i magistrati fingevano di non vedere, così l’attività di Francesco Moraglia, che segue l’attività di terrorismo di Scola, si esprime per fatti e aggressioni che i magistrati vogliono far sparire, ignorandoli, per alimentare l’attività di terrorismo.

Come quando, ingenuamente, feci arrivare ad Ugolini Rita i documenti del sodalizio criminale fra Procura della Repubblica e il brigatista rosso Olivero con cui la Procura tentò di farmi ammazzare in galera perché io, torturato dai magistrati e dal sanguinario La Barbera per conto della famiglia Tagliercio, non ero un brigatista rosso.

E' in questo modo che la Procura della Repubblica e la Polizia di Stato
garantiscono la sicurezza dei cittadini?


I fatti presi a sé stanti forniscono un quadro disarticolato.
 Nel senso che individuare il disegno criminale complessivo dai singoli avvenimenti è complesso esattamente come fu complesso negli anni ’70 e ’80 individuare il quadro complessivo della disarticolazione Istituzionale messo in atto da Cefis e dalla P2 e che ha legittimato le torture di La Barbera e le farneticazioni di Pietro Calogero e complici.
Sta di fatto che tutte le denunce per diffamazione, vere e proprie aggressioni, messe in atto dalle organizzazioni cattoliche e ampiamente documentate, sono state volutamente e criminalmente ignorate. Esattamente come è avvenuto da parte della Procura della Repubblica di Venezia per i segnali dell’attentato a Il Gazzettino nel febbraio del 1978. Appare evidente che i segnali dell’attentato sono stati ignorati per costruire e alimentare la “strategia della tensione” in un territorio dominato dalla P2 di Cefis e dalle stragi che stavano avvenendo in Montedison e che la magistratura avrebbe, poi, archiviato come “prescritte”.


E’ il terrorismo di Scola prima e di Moraglia oggi che agisce indisturbato per poter violentare la struttura psichica dei bambini costringerli inginocchio a pregare e supplicare il dio padrone in nodo che, quel giorno che dovranno affrontare un magistrato, questi non abbiano gli strumenti per difendersi.

La Procura della Repubblica ha nascosto le denunce per diffamazione e aggressione per impedire che si conosca l’aggravarsi delle aggressioni nei miei confronti. Come la calunnia messa in atto dalla Polizia Postale di Belluno e inviata alla Procura della Repubblica di Belluno che Roberta Gallego, per favorire l’attività di terrorismo delle suore cattoliche contro i bambini dell’asilo ha finto di non vedere. E chi era il capo di Roberta Callego? Cosa faceva a Treviso quando ci fu l’attentato al tribunale di Treviso? Cosa faceva?

Un cristiano sa solo distruggere: per questo nei tribunali c'è il crocifisso
e non la Costituzione della Repubblica


Allo stesso modo ha tentato di derubricare un reato di terrorismo per fini di eversione dell’ordine democratico, come l’assalto di una banda al luogo di culto della Religione Pagana, in semplice danneggiamento. Guarda caso, quella stessa ed identica Procura che, per coprire le torture messe in atto contro i cittadini, sequestrando le persone trasformava il reato di danneggiamento in devastazione e la protesta civile in guerra civile allungando arbitrariamente i termini della carcerazione preventiva: appunto, un sequestro di persona.

Un assalto al luogo di culto che, al di là dei nomi degli autori, va ascritto all’attività di terrorismo di Francesco Moraglia e della sua violenza messa in atto sui bambini (l’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo cretino e deficiente, si adatta crescendo alle condizioni che trova) al fine di imporre loro la fede cattolica esattamente come l’Isis del califfato agisce con la violenza sui cittadini siriani per imporre la sua fede.

Dopo questo assalto, individuati gli autori, la Procura della Repubblica si è messa in moto per minimizzarne i fatti per fini di eversione dell’ordine democratico.

Un terrorista veneto vestito da cacciatore;
o un cacciatore veneto che agisce da terrorista?
E' entrato in una proprietà privata,
accatastata come luogo di culto.
Ha manomesso la mia automobile,
mi ha rapinato della mia macchina fotografica e mi ha riempito di pugni.
E' questo il metodo di Carlo Nordio e di Rita Ugolini.

Fallito questo attacco da parte dell’organizzazione di Francesco Moraglia, adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra, ne è arrivato un altro. Un’aggressione fisica da parte di un terrorista cristiano travestito da cacciatore.

Già anni prima un analogo tentativo di aggressione era stato tentato e fu fermato per l’intervento della Polizia Provinciale, ma questa volta qualcuno ha mandato un picchiatore che alle proteste, perché stava sparando vicino, non ha trovato nulla di meglio che aggredirmi, armato di fucile e di cane, e picchiarmi. E’ con questa violenza che i cattolici aggrediscono i cittadini e so perfettamente che è negli interessi di Carlo Nordio e Ugolini Rita alimentare l’odio sociale fino a farmi ammazzare. Vista l’arroganza e il disprezzo della Procura della Repubblica, non posso far altro che aspettare di essere sparato da qualcuno che, magari, casualmente è inciampato partendo un colpo oppure qualcuno che scambi il mio ombrello per un fucile.

Queste persone hanno usato il loro ruolo sociale per fini di terrorismo e di eversione dell’ordine Costituzionale e per loro, costruire le condizioni per far ammazzare le persone è solo un espediente dietro il quale occultare la loro attività eversiva dell’ordine democratico.

Ora aspetto che la prossima volta qualcuno, dell’organizzazione terroristica di Francesco Moraglia, mi spari in nome del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce e questo farà molto felice Carlo Nordio e Ugolini Rita nella loro attività di odio sociale.

Noi continueremo a celebrare i nostri riti religiosi e continueremo a difendere i principi Costituzionali nonostante l’odio sociale di Carlo Nordio e Ugolini Rita che minacciano di morte i cittadini italiani con i crocifissi nei tribunali soddisfacendo la loro sete di sangue e di odio.

Continuerò comunque a presentare denunce contro l’attività di terrorismo cristiano e continuerò a chiedere a questi miserabili, che sono vissuti torturando i cittadini, di ottemperare ai doveri per cui sono pagati anziché puntare le pistole alla testa dei cittadini per divertirsi a sentire il clik.

Claudio simeoni

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