La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

domenica 12 febbraio 2017

Crisi socio-economica 2017-2020

La crisi socio-economica che sta per accadere
ha ragioni in questo presente.
Due elementi caratterizzano la resistenza umana alla distruzione della società in cui viviamo: l’andamento dei consumi e l’andamento delle nascite

Una società in crisi rinuncia al futuro sociale perché agire per il futuro sociale, fare figli, richiede un costo eccessivo rispetto al presente vissuto. Inoltre, l’incertezza costringe le persone a rinunciare a una parte di quantità e di qualità di acquisti rallentando, di fatto, la circolazione delle merci impedendo la costruzione della ricchezza diffusa.

Affinché una società decida di non fare figli è necessario togliere alle coppie gli asili nido, gli asili, rendere gli orari di fruizione dei servizi impossibili rispetto agli orai di lavoro, rendere antieconomico l’accesso ai servizi che non sono più servizi per il cittadino, ma vere e proprie aziende che, anche se non fanno bilanci in profitto, distribuiscono stipendi e attraverso questo, posti di lavoro che servono al controllo sociale.

Affinché una società decida di comprimere i consumi è necessario che le prospettive economiche, date dalle condizioni di lavoro, siano messe in crisi con licenziamenti, lavoro precario, sottopagato in modo da non poter mantenere dignitosamente sé stessi e la propria famiglia. Cosa che è prevista dalla Costituzione, ma che poliziotti manganellatori e magistrati codardi impediscono di realizzare costringendo le persone che lavorano (coloro che trasformano merci in prodotti) a vivere nel terrore e nella paura.

A questo si aggiunge la condizione di rapina sistematica dei risparmi messa in atto da Banche fallite che andrebbero chiuse, per evitare di fare altri danni, e un sistematico annientamento delle persone povere e dei senzatetto fino alla costruzione di campi di concentramento che si chiamano Centri di Identificazione e di Espulsione nei quali la violenza è garantita e impunita con la complicità delle organizzazioni criminali cattoliche.
Scrive l’Istat:

Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale (+39 mila unità). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti.
I morti sono stati 653 mila nel 2015 (+54 mila). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L'aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni). Il picco è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all’invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza.
Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall’Unità d'Italia. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L'età media delle madri al parto sale a 31,6 anni.
Il saldo migratorio netto con l'estero è di 128 mila unità, corrispondenti a un tasso del 2,1 per mille. Tale risultato, frutto di 273 mila iscrizioni e 145 mila cancellazioni, rappresenta un quarto di quello conseguito nel 2007 nel momento di massimo storico per i flussi migratori internazionali. Le iscrizioni dall’estero di stranieri sono state 245 mila e 28 mila i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l'estero riguardano 45 mila stranieri e 100 mila italiani.
Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, il 22% del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva di 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%). L’indice di dipendenza strutturale sale al 55,5%, quello di dipendenza degli anziani al 34,2%.
Diminuisce la speranza di vita alla nascita. Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85). L'età media della popolazione aumenta di due decimi e arriva a 44,6 anni.

Tratto da:
istat.it/it/archivio/180494

Non fare figli è la più alta forma di resistenza umana alla degenerazione della struttura socio politica italiana. Una struttura sociale volta alla violenza sui cittadini che da un lato legittima le banche nella loro azione di rapina nei confronti dei risparmiatori e dall’altro bastona i mendicanti, i senza tetto, che proprio le banche più altri hanno contribuito a costruire.
Da qui la contrazione dei consumi che nella strategia di resistenza sociale ha lo scopo di far fallire il maggior numero di commercianti possibile per renderli compartecipi alla miseria sociale.

l livello medio della spesa alimentare è pari a 441,50 euro al mese (436,06 euro nel 2014, +1,2%). Si arresta la diminuzione della spesa per carni, in atto fin dal 2011, attestandosi a 98,25 euro mensili. La spesa per frutta aumenta del 4,5% rispetto al 2014 (da 38,71 a 40,45 euro mensili), quella per acque minerali, bevande analcoliche, succhi di frutta e verdura del 4,2% (da 19,66 a 20,48 euro).
È sostanzialmente stabile la spesa per beni e servizi non alimentari (2.057,87 euro in media al mese). Per il terzo anno consecutivo si riducono le spese per comunicazioni (-4,2%), anche per l'ulteriore diminuzione dei prezzi. Aumentano le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+11%, da 110,26 a 122,39 euro, dopo due anni di calo), e le spese per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (+4,1%, 126,41 euro).
Permangono le differenze strutturali sul territorio, legate ai livelli di reddito, ai prezzi e ai comportamenti di spesa, con i valori del Nord più elevati di quelli del Centro e, soprattutto, di Sud e Isole. La Lombardia e il Trentino-Alto Adige sono le regioni con la spesa media più elevata (rispettivamente 3.030,64 e 3.022,16 euro). La Calabria è invece la regione con la spesa minore, 1.729,20 euro mensili, inferiore del 42,9% rispetto ai valori più elevati.
Nelle città metropolitane la spesa media mensile è di 2.630,73 euro, nei comuni periferici delle aree metropolitane e nei comuni sopra i 50mila abitanti è di 2539,47 euro e negli altri comuni fino a 50mila abitanti è di 2.436,38 euro. Nelle città metropolitane si destinano quote di spesa più elevate all'abitazione e ai servizi ricettivi e di ristorazione.
Le famiglie di soli stranieri spendono in media 1.532,66 euro al mese, circa 1.000 euro in meno di quanto spendono le famiglie di soli italiani (anche se queste ultime hanno in genere dimensioni più contenute). Più della metà della spesa delle famiglie di soli stranieri (54,1%) è destinata a prodotti alimentari e bevande analcoliche e ad abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili (al netto degli affitti figurativi); questa quota è del 29,1% per le famiglie di soli italiani.
La spesa media mensile è molto eterogenea al variare del titolo di studio: ammonta a 3.383,05 euro per le famiglie con persona di riferimento laureata o con titolo di studio superiore alla laurea, circa il doppio rispetto a quella delle famiglie la cui persona di riferimento ha la licenza elementare o nessun titolo di studio.
Tra le famiglie di occupati dipendenti la spesa media mensile è pari a 2.321,50 euro se la persona di riferimento è operaio e assimilato, sale a 3.124,56 euro se è dirigente, quadro o impiegato. Tra gli occupati indipendenti, la spesa media mensile è di 3.585,20 per imprenditori e liberi professionisti e di 2.733,88 euro per gli altri lavoratori indipendenti.

In sostanza, i consumi ristagnano diminuendo o aumentando a seconda delle condizioni di vita delle persone. L’aumento del precariato e dell’incertezza lavorativa frena la circolazione del denaro.

In questo modo veniamo a sapere che la quantità di suicidi in Italia è impressionante. Ad esempio, riporto:

Sono circa 4 mila (in prevalenza uomini adulti) le persone che ogni anno in Italia decidono (e riescono) a togliersi la vita con i metodi più disparati. Una strage silenziosa e continua che dopo un periodo di assestamento al ribasso (quasi dimezzati i dati che riguardano le donne) ha registrato una nuova accelerazione (colpendo soprattutto gli uomini in età da lavoro) con l’esplosione della crisi economica mondiale nell’agosto del 2007. Una tendenza statistica impressionante che ha portato nel 2013 (ultimo anno di cui sono disponibili i dati Istat) a 4291 il numero di suicidi su tutto il territorio nazionale (352 nella sola regione Lazio). Numeri che fanno impressione e che devono tuttavia essere considerati per difetto visto che in molti frangenti, i casi di suicidio non vengono riconosciuti come tali. Solo a Roma, ad esempio, i casi di presunti suicidi sono 153 nel 2015 e 75 nel 2016 (al giugno 2016).

Tratto da:
iltempo.it/cronache/2016/06/16/news/mai-cosi-tanti-suicidi
-in-italia-1012935/

La disperazione sociale è talmente diffusa che i suicidi vengono spesso nascosti o giustificati in vari modi, ma si tratta sempre di difficoltà esistenziali prodotte dalla struttura sociale e politica che trattando i cittadini come dei sudditi da usare come schiavi, vedi i recenti provvedimenti legislativi che hanno derubato la popolazione della sicurezza del lavoro, di fatto spinge i cittadini alla disperazione.

La stessa disperazione che si vive in famiglia che rappresenta il maggior contesto in cui avvengono atti criminali. I criminali sono i familiari della vittima e spesso la vittima è l’aguzzino a cui i familiari si ribellano.
Prendo un dato dall’Ansa:

Al Nord la famiglia si conferma il principale ambito omicidiario (con 82 vittime, pari al 47,1% delle vittime dell'area), prevalendo significativamente sulla criminalità comune (37 vittime, pari al 21,3%), sugli omicidi tra conoscenti (14,9%) e sugli altri contesti minoritari. Al Centro è invece la criminalità comune a registrare il primato delle vittime (28 quelle censite, pari al 38,4% dell'area), prevalendo di poco sull'ambito familiare (27 casi, pari al 37%). È il Sud a distaccarsi dal restante territorio, prevalendo anche nel 2012 gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata (28,7%), che superano quelli del contesto familiare o affettivo (23,7%) e della criminalità comune (20,4%).
Tratto da:
ansa.it/sito/notizie/cronaca/2014/06/16/in-famiglia-il-maggior-numero
-di-omicidi_dc795116-931e-4653-a116-478f7ab294c8.html

La disperazione, il terrore e la paura sono il sentimento più diffuso nella società italiana. Politici corrotti, e non solo per soldi, giocano a distruggere tutte le situazioni sociali in cui le persone traggono un minimo di benessere e nel farlo incitano al conflitto sociale mediante la violenza espressa dalla Polizia di Stato e da magistrati corrotti e vigliacchi che minacciano i cittadini col crocifisso.
Proprio per rendere difficoltosa la vita delle persone l’attuale governo ha distribuito denaro alle scuole private in modo da danneggiare la scuola pubblica anche se questa azione rappresenta un atto di terrorismo contro la Costituzione della Repubblica.

Agli italiani non resta altro che evitare di fare figli e comprimere i consumi cercando di difendersi, per quanto è possibile all’attività criminale con cui le banche rapinano i risparmiatori abusando della loro fiducia e abusando della non conoscenza dei meccanismi finanziari. Una non conoscenza frutto di un’attività giornalistica di disinformazione che se da un lato ha costretto i bambini ad andare al catechismo e a fagocitare i principi della monarchia assoluta, dall’altro li ha resi inconsapevoli delle regole e delle norme della società in cui devono vivere rendendoli prede di poliziotti criminali e magistrati che col crocifisso violano le leggi per i propri interessi personali.

Non resta altro che la compressione dei consumi con cui far fronte a quella crisi economica che si sta profilando in Italia fra la fine del 2017 e l’inizio del 2018.

Claudio Simeoni

venerdì 10 febbraio 2017

Patata bollente: Raggi e Grillo

Patata Bollente è un termine con cui un giornale ha definito Virginia Raggi e che ha fatto indignare, urlando al sessismo, compreso il Presidente del Senato Grasso che sarebbe bene si leggesse un po’ di italiano.

Cito dal dizionario Garzanti Nuova Edizione 2010 alla parola Patata:

Patata Bollente:
n. (fig.) Argomento, problema scottante: passare ad altri la patata bollente.

Che Virginia Raggi con la sua incompetenza e la sua incapacità, nonché con le sue relazioni la cui segretezza (vedi il discorso delle polizze) fa pensare a traffici loschi tanto che della sua giunta si parla di fare lo Stadio di Roma quando Lei aveva fatto una campagna elettorale in favore delle “periferie abbandonate” e in favore di una trasparenza amministrativa finita in “intrallazzi” sul tetto del comune di Roma.

Virginia Raggi è una patata bollente che porterà a svelare l’ideologia nazista e mafiosa del Movimento Cinque Stelle favorita da politici che hanno dimenticato il significato della parola “ideologia” e preferiscono usare solo l’ideologia assolutista del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce con cui violentare i bambini affinché, una volta adulti, una citazione da linguaggio figurato da una citazione letterale.

Capisco che nella testa di molti giornalisti e di molti magistrati abbiano la vagina piantata nella testa e vivano di sessuofobia, come capisco quelle persone che davanti alle violenze subite da magistrati, da poliziotti e da giornalisti reagiscono con epiteti sessisti imposti loro dalla violenza dei cristiani negli asili.

Il Magistrato Pietro Grasso è appartenuto ad un’organizzazione che ha torturato i cittadini perché non gli piaceva il linguaggio, ma Virginia Raggi è una patata bollente che porterà al disfacimento del movimento cinque stelle e che Bebbe Grillo, con tutta la sua miseria morale continuerà a nasconderne le porcate per i suoi interessi privati.

Capisco che volgarmente il termine "patata" è usato per definire la vagina, ma questa è una definizione volgare che sul dizionario della lingua italiana non c'è, sta tutto nella testa del Presidente del Senato Pietro Grasso come molte definizioni stavano solo nella testa dei poliziotti mentre mi torturavano. Come quel magistrato che riteneva un reato dare del "deficiente" (e poco altro) al giornalista che legittimava la violenza sui bambini dell'asilo da parte delle suore cattoliche. Pietro Grasso, per quel che mi riguarda, dovrebbe chiedere scusa agli italiani.

Tanto per riflettere, quando Grillo lanciò il suo vaffanculo lo avete mai preso come un insulto razzista ai gay? Eppure, era più sessista il vaffanculo di Grillo che non il concetto di "Patata Bollente" riferito all'attività della Raggi. Già, dimenticavo, i gay, i cattolici come Grasso, li bruciavano vivi!

Claudio Simeoni


sabato 4 febbraio 2017

Beppe Grillo: vaffanculo!

Il vaffanculismo ideologia del
Movimento Cinque Stelle
Beppe Grillo: vaffanculo!

Un uomo vuoto, privo di ogni idea sociale, religiosa e politica si è messo ad urlare un vaffanculo alla politica, ai politici onesti, per diffamarli, infangarli e offenderli al fine di predisporre l’opinione pubblica per essere derisa e derubata da accattoni infantili della politica italiana.

Vi ricordate quando Grillo e la sua banda hanno insultato l’onestà e la correttezza di Bersani solo perché loro non avevano nessuna idea sociale, economica o Istituzionale da presentare?
Questi miserabili hanno preteso di insultare Bersani in streaming e poi la Raggi fa le riunioni sul tetto del comune di Roma per i suoi meeting segreti che puzzano di relazioni mafiose se non di vera e propria mafia viste le relazioni che ha intrattenuto fra Muraro e i fratelli Marra.

Afferma Fassina:

“Al di là delle responsabilità penali e amministrative, io la guardo sul piano politico e dico che Marra, Romeo e Muraro fanno parte dello stesso giro –ha spiegato Fassina-. Chi si candida per una discontinuità non nomina come assessore la Muraro  e lo stesso vale per Marra, che era un personaggio con un curriculum politico molto esplicito. Tutti e tre fanno parte di un mondo, di un circuito che ha una connessione politica e affaristica molto chiara. E’ lo stesso mondo che interagiva anche prima con il potere di Roma, in particolare con una parte della destra romana. Ma è rilevante non tanto la collocazione politico, quanto il fatto che è un percorso caratterizzato da disastri che questa amministrazione ha ereditato, quindi è davvero incomprensibile che si sia scelto di puntare su queste persone”.

Tratto da:

agenpress.it/notizie/2017/02/03/raggi-fassina-si-
marra-romeo-muraro-fanno-parte-dello-giro/


Al di là delle polizze intestate alla Raggi, come beneficiaria, da Romeo che, al di là di quanto ne dica la Procura della Repubblica di Roma, dimostrano il significato delle relazioni proprie “dell’amico dell’amico” alle quali la Raggi e il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, riaffermando la migliore tradizione delle relazioni tipiche della mafia, hanno risposto offrendo a Romeo un lavoro con uno stipendio triplicato. Non sta a noi decidere sulla valenza penale, sta a noi interpretare i fatti.

Marino aveva solo degli scontrini incasinati, ma non si è voluto pensarli come scontrini incasinati, ma come una sua volontà di truffare: perché noi dovremmo pensare in modo diverso per chi offre un posto di lavoro triplicando lo stipendio? Dobbiamo pensare che ha voluto assicurarsi un complice in attività “illegali” con cui trattare sul tetto del comune lontano da orecchie indiscrete che potevano sentire piani criminali contro la città di Roma.

E’ illegale quanto fatto da Virginia Raggi?
Questo lo deciderà la Procura della Repubblica. Non è compito del cittadino indicare un reato, ma il costume che ne emerge è quello della reiterazione del malcostume mafioso che negandosi ai cittadini, di fatto dimostra di nascondere trame segrete e opacità che si sono concretizzate con le relazioni di Raggi con la Muraro e i fratelli Marra.

Osservando questi esempi comportamentali si deduce che il sistema Beppe Grillo è un sistema di tipo mafioso, un sistema di relazioni interpersonali che favorendo l’amico, la conoscenza (e aumentando lo stipendio per la disponibilità) si inserisce in quel sistema morale di “mafia capitale” riproducendone metodi e, molto probabilmente, finalità.
Il Movimento Cinque Stelle non è un sistema politico, un partito politico o un movimento politico con una propria ideologia e un proprio progetto sociale,  che, manifestando quell’ideologia e con essa quell’idea di società aggrega uomini che fanno propria quell’idea o quei progetti. Il movimento cinque stelle aggrega uomini in quanto uomini allo stesso modo con cui Totò Reina e Provenzano aggregano i loro uomini: promesse di potere su altri uomini.

Rimane inaffrontato il sistema dei trasporti di Roma, il sistema dei rifiuti, il sistema della vivibilità della capitale Romana in cui individui vuoti e incapaci affermano di “avere un progetto”, ma fino ad ora quel progetto sembra essere una riorganizzazione di individui più dediti a fare i propri affari che non ad attuare un progetto che, di fatto, non esiste.

Cosa che del resto ha dimostrato Virginia Raggi quando, appena nominata sindaco di Roma, non ha trovato nulla di meglio che prostrarsi, dietro una “porta santa” davanti agli stupratori di bambini dell’organizzazione criminale di Bergoglio rappresentata dal crocifisso. Gli stessi comportamenti messi in atto dai mafiosi con le icone dei santi, dei crocifissi e della bibbia. La sottomissione ad un padrone è la sua ideologia, non il bene della città.

Proprio per non aver mai esposto un programma per la città di Roma, l’organizzazione di Beppe Grillo appare come un’associazione mafiosa che al grido di “Onestà! Onestà” ha aggrediito il sindaco Marino e il suo progetto di sistemazione della capitale.

La mobilitazione del Movimento Cinque Stelle contro il sindaco Marino, colpevole solo di non occuparsi dei suoi scontrini (cioè degli affari suoi, ma di occuparsi della città), dimostra una volontà di annientamento di ogni uomo onesto in funzione di una disonestà propria dell’ideologia vaffanculista di Beppe Grillo. Provenzano o Reina avrebbero usato le armi contro Marino, a differenza di Grillo, ma il fatto di usare mezzi diversi per distruggere l'avversario non modifica la qualità ideologica con cui si è espressa l'aggressione, gratuita e immotivata, al sindaco Marino.

Attaccare le persone dando loro del “vaffanculo” è la stessa ideologia con cui il pederasta di Nazareth attaccava i Farisei responsabili solo di essere delle persone oneste davanti alla disonestà, ai crimini e alla violenza di Gesù e della sua banda di criminali zeloti.

Così Bersani, il Fariseo che pensa che Gesù sia davvero ciò che paventa di essere, invita Beppe Grillo alla sua tavola e gli dice: “quali sono le tue proposte?” “Che cosa vuoi fare per migliorare la società?”. E come Gesù fa col Fariseo, Beppe Grillo, attraverso i suoi, dice a Bersani: “Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo….” Facendo la gioia e la felicità di Giorgio Napolitano.

Ma cosa si può nascondere dietro al vaffanculismo? Solo la mafia. Solo le relazioni mafiose. Ed è esattamente quello che rivela la vicenda Raggi. Non è solo un’incapace e un’incompetente come sindaco di Roma, ma è sporca, moralmente sporca e aver assunto Romeo triplicandogli lo stipendio, dimostra la bassezza morale del personaggio.

Ben altra levatura morale aveva Marino che affrontava i problemi e cercava delle soluzioni. Proprio perché Ignazio Marino cercava delle soluzioni ai problemi della città di Roma venne preso in odio da Matteo Renzi e da Orfini che vedevano nella soluzione ai problemi il pericolo per il loro potere.

Per questo motivo, Matteo Renzi e Orfini, con l’aiuto di Beppe Grillo e del Movimento Cinque Stelle misero in atto un vero e proprio colpo di mano contro il sindaco Marino, una campagna di delegittimazione,  per impedire che i problemi della città di Roma fossero affrontati.

La “sindaca” di Roma Raggi ha dichiarato che “denuncerà chiunque scriverà che lei ha preso un euro”. Ma la paga per prostituirsi non è solo quella che si misura in denaro ricevuto, ma anche per il denaro versato e il fatto stesso di aver assunto Romeo con uno stipendio triplicato dimostra una prostituzione morale in cui gli interessi della città di Roma sono stati sottomessi agli interessi di Romeo, Marra, Muraro, ecc.

“Onestà! Onestà! Onestà!” Gridavano contro Marino le puttane dei Cinque Stelle esattamente come i mafiosi partecipano ai cortei antimafia.
Roma, non meritavi questa merda di comportamenti squallidi e immorali, vili e offensivi.

Beppe Grillo: VAFFANCULO!

Quando il vaffanculismo è l’ideologia di Beppe Grillo, solo col vaffanculo si può rispondere ad un individuo miserabile come Beppe Grillo.

Claudio Simeoni