La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 25 marzo 2017

Cacciare il Questore di Venezia - Alcune riflessioni

E' inutile avere una democrazia
se la Polizia di Stato si comporta
come se fossimo in una monarchia.
Il terrorismo esiste solo nella testa bacata di poliziotti vigliacchi, miserabili e assassini.

 Come adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra sono corresponsabili di tutti i delitti commessi in suo nome o per suo conto o che gli hanno consentito degli “ingiusti profitti”, dal diluvio universale fino al bambino stuprato dal prete cattolico.

Sulle pareti ostentano il crocifisso, non la stella a cinque punte della Repubblica Italiana. Ostentano il simbolo della monarchia, non quello della democrazia.

Poliziotti che offendono i cittadini in nome del crocifisso che consente loro di dire ai cittadini “o fai quello che voglio io o io ti ammazzo!”.

Poliziotti che vivono aggredendo i cittadini.

Deridono le donne picchiate dai mariti inducendole a sopportare.

Poliziotti vigliacchi che chiamano bullismo l’aggressione alle persone, ai ragazzi, per non perseguire reati di violenza contro la persona.

Poliziotti che collaborano alimentando il lavoro nero, il precariato e le persone buttate dalle impalcature spacciando l’omicidio e l’attentato all’articolo 1 della Costituzione come un “incidente”.

Poliziotti che davanti ai delitti hanno altro da fare, cose più importanti che, analizzate, sono solo i “cazzi loro”.

Poliziotti che aiutano i cattolici a stuprare i bambini costringendoli in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra e al pederasta in croce.

Poliziotti vigliacchi che spargono odio sociale calunniando i cittadini. Diffamando i cittadini per propositi di eversione dell’ordine democratico.

Poliziotti che deridono i cittadini quando denunciano inducendoli a desistere dal presentare denuncia.

Poliziotti che occultano i reati a seconda dei loro interessi criminali.

Poliziotti che praticano il terrore nei confronti dei cittadini nascondendosi come topi di fogna dietro la minaccia del “pubblico ufficiale”.

Poliziotti che adorano il macellaio di Sodoma e Gomorra e che usano la Costituzione e i doveri che a loro impone la Costituzione solo per pulircisi il culo e dimostrare ai cittadini che loro sono onnipotenti.

Poliziotti che bastonano chi è licenziato sui posti di lavoro, ma che non hanno indagato il banchiere che truffava i clienti e hanno deriso il cliente truffato.

Poliziotti che collaborano allo spaccio di droga (quello, lascialo lavorare, è un informatore) come col prete cattolico che mettendo in ginocchio il bambino lo priva delle informazioni che lo trasformerebbe in un cittadino consapevole.

Poliziotti vigliacchi come La Barbera che tortura le persone per depistare le indagini su Falcone e Borsellino dopo aver torturato i cittadini che chiedevano giustizia e che hanno spinto all’esasperazione.

“Tutto questo lo dovresti provare!” Dice il poliziotto mentre ti punta una pistola alla testa.

Certo, “se fossimo in un regime nazi-fascista”, in una democrazia, l’attività criminale del poliziotto è nei fatti. Nelle denunce ignorate, nelle aggressioni subite, nei bambini violentati nella loro psiche da preti cattolici che gli impongono il pederasta in croce, nello sviluppo dello spaccio di droga, nelle persone la cui testa è stata spaccata dai manganelli dei poliziotti, nei barboni sequestrati perché chiedono l’elemosina, nelle persone torturate nei posti di polizia davanti ad uno Stato che sputa sulla Costituzione permettendo alla Polizia di Stato di torturare i cittadini.

Io non debbo provare ciò che vivo. TU POLIZIOTTO DEVI PROVARE DI ESSERE SEMPRE IRREPRENSIBILE. Se un cittadino si lamenta, significa che il poliziotto ha tradito il cittadino per i suoi personali interessi. Di qualunque natura siano questi interessi.

I cittadini vengono intimoriti.

Vivono il terrore dell’odio dei poliziotti nella società civile.

Un terrore che vede i poliziotti identificarsi col dio padrone dei cristiani, un dio padrone criminale e assassino, e i cittadini vedono i loro diritti di individui desideranti negati ed offesi.

Tutti desiderano poliziotti che rispettano le leggi mentre, al contrario, abbiamo una Polizia di Stato che usa le leggi per i propri interessi privati.

Questo è il terrorismo nel quale vivono i cittadini Italiani.

Non sto parlando del singolo poliziotto che magari è talmente onesto da farsi carico di doveri che son propri di tutta l’Istituzione. Sto parlando della Polizia di Stato nel suo insieme: comportamenti che suonando uno stridere fra le attese dei cittadini e ciò che il poliziotto pensa che tali attese siano, si tratta SOLO E SEMPRE di atti di terrorismo messi in atto dalla Polizia contro i cittadini.

Come non esisteva il terrorismo che andava farneticando il sanguinario Craxi nelle Questure di mezza Italia con cui allontanare l’attenzione dai suoi comportamenti criminali, così non c’era il terrorismo paventato durante quella farsa di Bergoglio chiamata “giubileo” e non è esistito terrorismo nel 60° anniversario dell’Europa. Esiste solo la volontà della Polizia di Stato di blindare le città per togliere ai cittadini il diritto di fruire dei luoghi pubblici.

Una Polizia di Stato che vuole rendersi indispensabile paventando il terrore (e poi, magari, mette le bombe come quelli di Piazza Fontana accusando gli "anarchici").

Una Polizia di Stato che alimenta la paura per privare i cittadini del loro essere persone portatrici di diritti Costituzionali. Una Polizia che non risponde del suo operato al singolo cittadino.

Certamente domani può esserci un fuori testa che gridando “varda là un bar” accoltellerà qualche persona. Ma domani un uomo ammazzerà la sua ex o dei genitori ammazzeranno i figli e i responsabili sono SEMPRE i comportamenti della Polizia di Stato. Domani un criminale quattordicenne aggredirà fisicamente un altro ragazzo e il poliziotto cretino dirà “E’ solo una ragazzata!” dimostrando il suo assoluto disprezzo per i cittadini.

I delitti non avvengono perché l'uomo è "malvagio", ma perché la Polizia di Stato ha imposto condizioni che l'individuo non poteva superare se non commettendo quei delitti. E non ha importanza se quelle condizioni le ha fatte ieri o ai tempi dei manganellatori di Scelba: la Polizia di Stato è sempre responsabile. Le azioni che commette non vanno mai in prescrizione perché incidono sulla struttura psico-emotiva delle persone.

Noi cittadini viviamo continuamente condizioni di terrorismo che vanno dalla carta che il commerciante fa pagare come prosciutto, alle minacce in nome del crocifisso messe in atto dall'impiegato della Veritas, ai bambini che vivono nella paura per i comportamenti di adulti di cui non conoscono l'origine, il fine o i possibili limiti, o alle aggressioni personali mascherate in vario modo.

L'uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo, cretino e deficiente. L'individuo adatta la propria struttura psico-emotiva alle esperienze vissute e la violenza subita nell'infanzia da parenti, bulli e istituzioni, marchia la sua struttura psico-emotiva rendendolo un cittadino timoroso e insicuro. 

Per questo motivo va cacciato il Questore di Venezia. 

I criminali devono assumersi la responsabilità dei crimini che commettono nella società anche se i crimini che mettono in atto avranno effetti fra dieci o venti anni.

NOTA: gli atti di terrorismo sono quelli che hanno costruito le condizioni che portano a fatti, come quello di oggi. Enrico Boggian, 52 anni, imprenditore ammazzato dal figlio di 16 anni con una fucilata. Un figlio che ha nascosto il fucile e finto di trovare il cadavere del padre. Dov'era la polizia nei rapporti fra "padre e figlio"? Ad esaltare il crocifisso! A farsi gli affari suoi! A ritenere che la sicurezza dei cittadini non fosse "roba sua". Magari ad aggredire il ladruncolo o il barbone che tentano di sopravvivere. E' umiliante per i cittadini che la Polizia di Stato dipinga sé stessa come dei servi, dei servi dello Stato, allo stesso modo di servi del dio padrone cristiano, anziché comportarsi come dei cittadini responsabili che fanno con onore Costituzionale il loro lavoro. Dove nasce il terrorismo sociale se non nella famiglia che imita la famiglia cristiana con ruoli gerarchici? Domani ci saranno altri morti, la Polizia scoprirà il colpevole, ma le cause dei morti ricadono tutte sulla Polizia di Stato per non aver agito in maniera coerente col dettato Costituzionale e per aver sostituito i doveri imposti dalla Costituzione con le pretese di obbedienza del crocifisso.


Claudio Simeoni

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