La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

sabato 18 marzo 2017

Precariato sociale e ripresa economica

La ripresa economica passa dalla
ripresa culturale perché è la cultura che
può pensare la società.

I giornalisti della carta stampata e i giornalisti televisivi hanno taciuto ogni analisi su chi ha “vinto” e chi ha “perso” il referendum relativo all’attività eversiva nei confronti della Costituzione del 04 dicembre 2016.

Silenzio assoluto, mentre voci di politici si levavano forti attribuendosi, di volta in volta, i meriti di una consultazione popolare che ha visto una partecipazione massiccia dell’elettorato nazionale.

A fronte di un Matteo Renzi, onnipresente sulle reti RAI e Mediaset con torme di giornalisti esaltati, prostrati, al nuovo Mussolini che auspicava uno stato assolutista, le poche voci che si esprimevano in difesa della Costituzione della Repubblica venivano fatte apparire come dei balbettii incerti e fuori dal tempo.

Nei programmi televisivi, a fronte di fautori aggressivi della distruzione della Costituzione venivano opposti timidi difensori in modo da mostrare la “cazzutezza” delle ragioni del “SI” e un’apparente pochezza delle ragioni del “NO”.

Sta di fatto che, a dispetto dei politici che hanno cavalcato la possibilità di gestire le posizioni del “NO”, il “NO” ha avuto la sua forza passando di bocca in bocca, di informazione in informazione, di necessità d’esistenza delle persone in analisi delle loro necessità d’esistenza.

La forza del “NO” al referendum del 04 dicembre 2016 è stata incarnata dalla CGIL. Quella massa di persone che hanno visto il loro lavoro precarizzarsi e uscire dai paletti della Costituzione che impone allo Stato e alle Istituzioni che il lavoro debba essere remunerato in maniera sufficiente per far vivere dignitosamente il lavoratore mentre, la modifica Costituzionale, era tale da consentire alle Istituzioni non solo di precarizzare ulteriormente il lavoro, ma di trasformalo, di fatto, in un’ulteriore stato di schiavitù sociale.

Questa realtà che i giornalisti RAI e Mediaset (l’azione di disinformazione in funzione di un’attività di propaganda, fatta da un giornalista, proprio perché è un giornalista, è un vero e proprio “sparare” nella testa dei cittadini per manipolare a proprio favore le loro scelte: in sostanza, è un atto di terrorismo!) hanno nascosto ai cittadini è una realtà ben chiara negli ambienti Istituzionali ed è questa realtà, questa consapevolezza che si è formata nei cittadini, che ha convinto il “governo Gentiloni” a depennare le normative sui Voucher e sulle norme di corresponsabilità negli appalti che tanti danni hanno provocato al mondo del lavoro.

Sociologi e propagandisti politici stanno perdendo di vista la realtà nella quale viviamo. Vivono in un mondo di fantasia nel quale si vedono alla testa di tante camicie nere che marciano al passo dell’oca. Per loro, i cittadini sono schiavi plaudenti pronti ad “armarsi e partire” per le loro crociate. Un “armarsi e partite” che fa dire a Di Maio: "Voto eversivo, non lamentatevi della violenza" che è esattamente come i trecentomila fucili bergamaschi con cui Bossi minacciava l’Italia.

Sociologi e politici si nutrono di televisione e autoreferenzialità al punto tale che non conoscono i prezzi delle zucchine al mercato e nemmeno come l’acquisto di mezzo chilo di insalata incide su un pensionato al minimo. In compenso, i pensionati, reduci da quarant’anni di lavoro, non sono coloro che escono dalla carità delle parrocchie, non sono supplici, ma sono spesso coloro che hanno combattuto una situazione di trasformazione sociale e hanno visto realizzarsi, nella loro quotidianità, i grandi progetti di trasformazione sociale imposte dalla Confindustria, dalla Banche, dalla Chiesa Cattolica e da politici locali che si trasformano in vere e proprie sanguisughe sia facendo cassa con le multe sia alimentando progetti irrealizzabili come la TAV, il Mose, il Ponte sullo Stretto o la Pedemontana Veneta che, alimentando gli interessi delle imprese confindustriali, dissanguano le casse pubbliche in funzione di progetti privati.

Per questo motivo il “governo Gentiloni” ha preferito cancellare le norme sottoposte a referendum piuttosto che avere una bocciatura referendaria. Si è riservato il diritto di truffare in un altro modo i lavoratori, piuttosto che essere bocciato da un referendum che gli avrebbe impedito di agire sulla materia per almeno cinque anni.

Purtroppo, ricordiamo, non doveva dimettersi solo Matteo Renzi dopo la “sconfitta” referendaria, ma doveva dimettersi anche il Presidente della Repubblica Mattarella che aveva posto la sua firma e la sua faccia sulla violenza che veniva fatta ai cittadini attraverso quella legge.

Eppure, solo la garanzia del lavoro per le persone che lavorano materialmente e l’uscita dal lavoro nero, dal precariato, dall’evasione fiscale è l’unica possibilità che resta all’Italia per alimentare la ripresa economica. Per farlo è necessario modificare il sistema di pene e di priorità nel perseguire i reati. Si devono somministrare un minimo di 20 anni di galera per il banchiere che truffa i risparmiatori o mette in pericolo la propria banca. Si devono somministrare 20 anni di galera minimo agli imprenditori che usano l’impresa come un’arma con cui delinquere. Si devono dare 20 anni di galera minimo al funzionario Istituzionale che usa in maniera impropria le proprie funzioni.

E’ stupido e inutile colpire il barbone, il ladruncolo, o il disperato che ti entra in casa. Costoro creano molta apprensione e le persone vivono stati d’ansia per il loro portafoglio, ma l’imprenditore o il banchiere ruba tutta la vita alle persone e mentre gli anni di galera comminati al ladruncolo non lo portano a non rubare più, i venti anni di galera all’imprenditore o al banchiere, dissuadono dal distruggere un’economia che è, di fatto, un patrimonio sociale e collettivo.

E mentre sociologi e politici si mettono la camicia nera facendo marciare i loro elettori al passo dell’oca con i giornalisti RAI e Mediaset plaudenti, i cittadini stanno comunque progettando e agendo per costruire delle migliori condizioni di vita che non sono gli ideali di Silvio Berlusconi, di Matteo Renzi, di Matteo Salvini o di Beppe Grillo dell’ “armatevi e partite” avendo “fede in me”.


Claudio Simeoni

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