La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

martedì 21 marzo 2017

Sbirri, poliziotti e mafia

Con il lavoro e la sicurezza sociale si combatte la mafia,
non con gli sbirri che torturano i cittadini.
Lo sbirro non combatte la mafia: lo sbirro è la mafia.
Il poliziotto che rispetta le leggi, sta combattendo la mafia.
L’imprenditore che non sfrutta il lavoro nero, sta combattendo la mafia.
L’operaio che lavora in regola con i contributi, sta combattendo la mafia.

Lo sbirro è la mafia!

Il termine “sbirro” è un dispregiativo e quando è riferito ad un poliziotto o ad un carabiniere sta ad indicare un poliziotto o un carabiniere che forte del suo istituto mette in atto azioni criminali, di violenza, prevaricatrici e prepotenti nei confronti dei cittadini.

Lo sbirro, quando riferito al poliziotto, non è il poliziotto che fa rispettare la legge, ma è il poliziotto che agisce in maniera soggettiva e con forme di prevaricazione nascondendosi, di fatto, dietro all’apparenza della legge.

Come il dio dei cristiani che uccide, macella e distrugge nascondendosi, come un “topo di fogna” dietro ad una presunta onnipotenza. Come il “poliziotto-sbirro” che fa violenza alle persone e che si nasconde dietro all’etichetta di “pubblico ufficiale”.

Quando un danneggiamento viene dal poliziotto considerato “irrilevante”, perché fatto da un suo amico, mentre un danneggiamento viene trattato come “devastazione” per colpire chi ritiene suo nemico, quel poliziotto o quei poliziotti si definiscono degli sbirri. Non sono rispettosi della legge, ma usano la legge a propria discrezione.

Il termine "sbirro" e il termine "poliziotto" o "carabiniere" non sono sinonimi. Uno indica un comportamento e l'altro dei corpi dello Stato. Lo sbirro può non essere un poliziotto e il poliziotto, per essere un corpo dello Stato, non potrebbe né dovrebbe essere uno sbirro anche se molti poliziotti si comportano da sbirri ammazzando o contribuendo ad ammazzare cittadini inermi.
Va da sé che questo comportamento soggettivo può essere riconosciuto anche in altri contesti. Nel contesto scolastico la maestra è uno sbirro quando picchia i bambini. La madre è uno sbirro quando picchia suo figlio. Totò Reina, con la sua mafia, aveva comportamenti da sbirro che trasferiva sul territorio. Provenzano e la ndrangheta usa comportamenti da sbirro nel controllo del territorio. Lo stesso per le ultime Brigate Rosse, infarcite di pistoleros, avevano un comportamento e una mentalità da sbirro.

Tutti i comportamenti mafiosi sono comportamenti sbirrosi perché ad una pretesa di legittimità, alimentano comportamenti soggettivi per favorire i propri interessi: esattamente come quelli di Gesù o del dio dei cristiani. In sostanza, lo sbirro, come il mafioso, si considera un “dio” al di fuori e al di sopra della legge

Il comportamento da sbirro è proprio del cristiano che imita il crocifisso. Lo sbirro è quello che dice, come Gesù “O fai quello che voglio io o io ti ammazzo!”. Lo sbirro è il poliziotto che tortura i cittadini, magari i senza tetto o i drogati, nei posti di polizia. Cosa che non farebbe mai un Poliziotto o un Carabiniere che mette al centro della sua azione la legge della società civile.

Normalmente, quando sbirri di bande diverse si incontrano, si riconoscono subito. Sbirri della Polizia e sbirri della ndrangheta, parlano lo stesso linguaggio. Gli sbirri di La Barbera parlavano lo stesso linguaggio di Vittorio Olivero che aveva la mentalità dello sbirro nelle Brigate Rosse. Poi, La Barbera continuò a fare lo sbirro torturando al G8 di Genova e depistando le indagini sulla morte di Falcone e Borsellino e Vittorio Olivero lo spacciatore di droga.

Quando il prete Ciotti dice: “Siamo tutti sbirri!”, non dice una falsità. Come Totò Reina o Provenzano avevano il crocefisso o la bibbia con cui legittimavano i loro comportamenti, così Ciotti è con il crocifisso e la bibbia che legittima comportamenti di aggressione dell’uomo legittimando i comportamenti da sbirro anziché esaltare i comportamenti della Polizia di Stato o dei Carabinieri che rispettano le leggi.

Mi sembra chiaro che quella di Ciotti sia una vera e propria guerra di mafia e non una guerra alla mafia e questa parola d’ordine “Siamo tutti sbirri” sembra certificare più la sua appartenenza alla tipologia sociale della mafia che non alla tipologia sociale del cittadino come richiesto dalla nostra Costituzione.

Può essere che lo Stato preferisca difendere la mafia di Ciotti che non altre bande mafiose, ma sta di fatto che opporre mafia a mafia attribuendo ad una mafia caratteri di legittimità sociale significa condurre una guerra di mafia e non una guerra alla mafia.

Ci fu una scritta che recitava: “Don Ciotti sbirro Più lavoro e meno sbirri!”. Con più lavoro, che detto così è lavoro legale, indubbiamente si combatte la mafia. Con meno sbirri che violano le leggi e più poliziotti che rispettano la Costituzione, sicuramente lo Stato può avere una maggiore fiducia da parte dei cittadini.

Più le persone vengono torturate nei posti di polizia, più si esaltano comportamenti delittuosi da parte delle Istituzioni che legittimano comportamenti da sbirri, e maggiormente si costruisce conflittualità sociale da poter reprimere in nome della mafia mantenendo le persone in miseria. La miseria che esalta il pederasta in croce e il macellaio di Sodoma e Gomorra: gli sbirri per eccellenza.

Claudio Simeoni


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