La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 3 maggio 2017

Le classi sociali in Italia


Le classi sociali in Italia non esistono dall’ingresso della Costituzione della Repubblica con cui è stato definito l’assetto giuridico del paese.

Tuttavia, esistono le classi sociali nella testa di individui Istituzionali, della Polizia di Stato, del Carabinieri, dei Magistrati che, anziché obbedire al dettato Costituzionale, continuano a minacciare di morte i cittadini indigenti esponendo il crocefisso e riferendosi ai valori sociali, appunto classisti (in particolare l’esaltazione della schiavitù e della violenza agli schiavi e ai servi, che sono tali per legge), manifestati dal crocifisso in antitesi alle norme Costituzionali.

Fintanto che i principi sociali del crocifisso saranno anteposti ai diritti Costituzionali dei cittadini, i cittadini non avranno MAI giustizia, in quanto cittadini, ma solo alcuni cittadini, in nome e per conto del crocifisso, potranno fruire delle complicità giuridiche della Polizia di Stato, dei Carabinieri o della Magistratura, che si guarderanno bene di applicare la legge in quanto legge, ma l’applicheranno solo per difendere i loro personali interessi (sia monetari, di potere o morali).

In questa situazione, dal punto di vista della percezione sociale, noi possiamo ipoteticamente dividere la società in classi sociali capaci di agire rispetto all’opinione che si formano i cittadini della situazione sociale.

Il punto di riferimento è la diffusione dell’informazione, l’accesso all’informazione e l’uso che se ne fanno dell’informazione.

La prima classe sociale è costituita da chi usa attivamente internet. Erano quelli che precedentemente acquistavano i giornali e che seguivano i dibattiti televisivi.

Usare attivamente internet significa dibattere, postare opinioni e contrastare altre opinioni.

La seconda classe è costituita da chi usa strumentalmente internet. Sono coloro che hanno un’opinione, degli scopi, sia economici che politici o sociali e usano internet in maniera strumentale per affermare quegli scopi. Sono coloro che diffondono anche false notizie per perseguire il loro scopo.

La terza classe è costituita dalle persone passive rispetto ad internet. Sono quasi tutti coloro che navigano con mezzi precari, dai telefonini ad altri strumenti limitativi. Sono coloro che non interloquiscono e che in internet cercano cose che confermino le loro opinioni.

La quarta classe è quella di coloro che non usano internet. Una classe molto vasta. Sono coloro che si cibano di una televisione generalista che ha messo al centro dei propri programmi non l’informazione, ma la propaganda ideologica e, in particolare, quella della chiesa cattolica la cui finalità è la devastazione delle Istituzioni Democratiche.

La seconda e la terza classe è composta, soprattutto, da fruitori di siti pornografici.

Anche se questo schema appare approssimativo e solo indicativo, deve essere tenuto presente da chi intende diffondere delle idee, di qualunque natura.

Le classi sociali che ho accennato sono molto separate fra di loro e in un regime democratico, dal momento che il potere sociale è determinato dalla logica “una testa, un voto!”, va da sé che chi detiene il controllo della non-informazione detiene il controllo della democrazia.

Si può parlare di percentuali di partecipazione ideologica di individui solo nella prima classe. Già nella seconda classe i dati di partecipazione percentuale delle persone alle varie ideologie non solo cambia, ma la non-ideologia, intesa come incapacità di fare un discorso sociale partendo da una visione sociale complessiva, crolla verticalmente e le notizie false, i proclami, le affermazioni vuote di contenuti, si moltiplicano a dismisura. Dal momento che questo tipo di linguaggio è facile ed immediato, coinvolge facilmente la terza classe.

La terza classe di fruitori di internet è maggiormente sedotta dal linguaggio facile e immediato che non da discorsi ideologici o sociali un po’ più complessi.

La quarta classe è in balia alla propaganda televisiva e dell’ultima carta stampata.

In sostanza, la propaganda televisiva controlla ancora il 35% di elettori, circa, riuscendo a cambiare a proprio piacimento (o agli ordini ricevuti) le scelte elettorali di una parte così consistente di popolazione da determinare la nascita di questo o quel governo e pertanto di indirizzare le scelte politiche e sociali del paese.

Tuttavia, non è inutile il lavoro di chi è in prima classe perché, se è vero che è una condizione minoritaria, è altrettanto vero che, qualora le condizioni sociali lo richiedano, le idee sviluppate da chi lavora nella prima classe possono trasferirsi nelle altre classi a valanga. Il bisogno sociale, quando diventa impellente, ha la capacità di spazzare via una situazione sociale statica e costringere la situazione sociale a rimodulare il proprio modo di guardare il mondo. In ogni caso, chi lavora in prima classe subisce tutti gli attacchi provenienti dalle altre classi in nome del crocifisso che non può permettere lo sviluppo della cultura sociale che ritiene un atto di arroganza rispetto al suo dio padrone.

Queste riflessioni, nate dall’esperienza, devono far riflettere anche se è chiaro che, a riflettere, sono sempre una minoranza di cittadini.

Claudio Simeoni


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