La Boje

La boje, la boje, teare che a va par sora! Ma mi no ghè sarò.

Il ragazzo con la rana

Il ragazzo con la rana
Muore il fanciullo e nasce l'adulto Umano; muore il girino e nasce l'adulto Rana. La Morte come nascita è ciò che i veneti hanno dimenticato. Per questo c'è crisi economica e angoscia sociale.

mercoledì 30 agosto 2017

Gianni Pellicani e il terrorismo sanguinario e assassino


Chi fu Giovanni Pellicani detto “Gianni”?

Uno dei più feroci terroristi di Venezia che ha collaborato ad ammazzare gli operai sui posti di lavoro per attentare all’articolo 1 della Costituzione.

Come vicesindaco di Venezia ha collaborato con La Barbera (ognuno per il suo ruolo) per torturare i cittadini in modo da garantire l’impunità ai disastri compiuti dalla Montedison.

Come responsabile del Partito Comunista  ebbe come obbiettivo quello di aiutare la chiesa cattolica a stuprare bambini costringendoli in ginocchio davanti al crocifisso.

Fu solo un feroce terrorista che non fu contestato dalla popolazione perché la Polizia di Stato puntava le pistole alla testa dei cittadini e non permetteva ai cittadini di esprimere le loro convinzioni ideologiche.

Gianni Pellicani fu un nazista il cui unico scopo era quello di impedire agli iscritti del PCI di manifestare le loro tesi marxiste costringendoli ad aderire al “comunismo-cattolico” capace di garantire a Wojtyla di stuprare bambini in nome e per conto della fede cristiana.

Ha aiutato La barbera a torturare i cittadini di Venezia in modo di garantire il dominio della P2 di Cefis.

A Gianni Pellicani interessa a una e una sola cosa: che i cittadini non potessero fruire dei diritti sanciti dal dettato Costituzionale ma fossero costretti a mendicare il loro status civile da chi, esponendo il crocifisso, si riteneva in diritto di torturarli.

E’ partendo da questa idea di morte che ha consentito ai cattolici di devastare, impunemente, i luoghi di culto non cristiani, che noi possiamo iniziare ad analizzare l’odio sociale sancito e voluto da Pellicani contro i cittadini di Venezia, Mestre e Marghera.

I cittadini avevano bisogno di un sindaco attento ai principi Costituzionali e, invece, in nome del nazismo, Gianni Pellicani garantiva i diritti dei potenti contro i cittadini in una feroce guerra di terrorismo.

Sottile è il confine psicologico fra il desiderio degli uomini e il nazional-socialismo. Spesso gli uomini non si rendono conto quanto sia facile passare dal nazional-socialismo e i campi di sterminio; fra la dittatura assolutista di Silvio Berlusconi e il razzismo di Salvini.

Chi è stato torturato da La Barbera in collaborazione a Gianni Pellicani, Felice Casson, Ferrari, Mastelloni, Nordio, Dalla Costa, Ugolini e che ha visto negato il diritto di difesa perché veniva minacciato di morte se si fosse difeso, assieme alla sua famiglia, possiamo solo vedere con disprezzo il terrorismo con cui i Pellicani hanno aggredito la società Veneziana.

Minacciavano e torturavano i cittadini col crocifisso per assicurare a sé e ad altri un ingiusto profitto.


Claudio Simeoni

mercoledì 9 agosto 2017

Sondaggi, sondaggisti e terroristi per una società nazista

Chiede il sondaggista all’intervistato: “Lei per chi vota?”. L’intervistato risponde: “Voto per questo [nome del partito o di quello che volete] partito!”. Pensa l’intervistato: “E io, brutto stronzo, vengo a dire a te che cosa voto? Povero deficiente, manco mi pagassi per dirtelo!”. E’ lo stesso meccanismo per il quale nelle manifestazioni contro la mafia, i mafiosi partecipano in prima linea. E’ lo stesso meccanismo per cui chi è propenso a delinquere tenta di arruolarsi fra i carabinieri e la polizia di Stato.

In tutto lo studio della sociologia e della filosofia, in generale, si è sempre sottovalutato l’uomo sociale. Si è sottovalutato l’essere nel mondo del singolo uomo in relazione alle costrizioni e alla violenza imposta.

Ad esempio.

Nella prima Guerra Mondiale, la Grande Guerra, più di mezzo milione di italiani si sono sparati nelle gambe, nelle mani o, comunque, hanno messo in atto comportamenti tali da allontanarli dai “doveri del fronte”. Questi italiani, con i loro comportamenti, hanno costruito la base di massa dalla quale è scaturita la nostra Costituzione. Mentre il regime monarchico prima e il regime fascista poi esaltarono il coraggio degli “audaci” che ubriachi uscivano dalle trincee per farsi ammazzare, una pulsione sotterranea di tipo emotivo veniva alimentata da chi si rifiutava di essere “servo obbediente del monarca per volontà di dio”.

Voi non troverete mai in Italia un monumento al “disertore ignoto” perché l’eroismo del “disertore ignoto” si manifesta nella Costituzione della Repubblica che per la prima volta nella storia attribuisce doveri alle Istituzioni e, anche se le Istituzioni non ottemperano ai doveri imposti dalla Costituzione per volontà e scelte eversive di chi ne è responsabile per preservare i diritti dei cittadini, tuttavia la Costituzione impone obblighi alle Istituzioni e diritti ai cittadini. Le Istituzioni preferiscono esaltare il servo obbediente al re perché esaltando il servo obbediente agli ordini della monarchia rivendicano, di fatto, il loro diritto di essere monarchia nei confronti dei cittadini dai quali pretendono obbedienza in disprezzo alle norme Costituzionali.

Per questo in giro troverete monumenti al “Milite ignoto” che ha obbedito agli ordini di regimi monarchici e fascisti. Il monumento al “milite ignoto” esalta l’obbedienza, la sottomissione, l’individuo ridotto a bestiame umano che può essere usato da qualsiasi regime o Istituzione per devastare la società degli uomini.

I sociologi, legati all’ideologia del dio padrone, trattano gli uomini alla stregua del bestiame, del gregge che il padrone, ogni padrone sul modello di Gesù, porta al macello della vita.

Ed ecco i sociologi fare delle “indagini”. Su un campione di mille persone selezionate a seconda dei loro criteri soggettivi che servono solo per confermare le loro idee apriori. Opinioni soggettive uguali al sondaggio che conferma le loro opinioni soggettive. Così, l’opinione soggettiva, legittimata da un sondaggio “fra il ridicolo e il faceto”, diventa atto di propaganda che permette al “sondaggista” di auspicare i risultati che si era premesso di ottenere.

Lo sviluppo delle idee dell’uomo è un lungo processo di uscita dall’assolutismo cristiano. Per i sociologi la questione non consiste nell’uscita dall’assolutismo cristiano, ma da come l’assolutismo cristiano si articola in quei diversi aspetti che loro definiscono fra i movimenti sociali e i movimenti politici.

L’uscita dall’assolutismo cristiano in un primo momento porta la massa (la grande maggioranza) di una società a scegliere fra movimenti sociali o partiti politici cercando quelli più affini ai propri sentire, nelle fasi successive del processo di liberazione c’è la distruzione, da parte delle masse, sia dei movimenti sociali che dei partiti politici. Questo perché sia i movimenti sociali che i partiti politici sono dei mezzi con cui catalizzare delle tensioni mentre, per effetto dell’assolutismo cristiano, costoro, dopo la prima fase, si pongono davanti alle “masse” che rappresentano come i “proprietari” e i “gestori” di quelle masse. In altre parole, da mezzi delle persone diventano padroni di greggi.

Il sondaggista deve riportare tutto ad un modello, alla dimensione degli uomini-gregge che, a differenza del sondaggista, continuano a pensare a sé stessi come a dei soggetti che cercano, nei modelli sociali presentati, solo degli strumenti con cui raggiungere dei fini personali.

Il raggiungere dei fini personali all’interno di un sistema ideologico che tende ad appiattirne le aspirazioni all’interno di modelli di greggi, crea necessariamente un conflitto fra le possibilità del sondaggista di individuare i risultati dei comportamenti sociali e le aspirazioni dei cittadini che antepongono la loro percezione dei bisogni (e delle soluzioni) alla forma con cui quelle soluzioni sono socialmente presentate.
Ne segue che nella società umana vige uno stridere fra quello che pensa il “padrone” del gregge, che il sondaggista cerca, e ciò che gli uomini, che non si considerano gregge, vogliono e cercano.

Un esempio particolare lo abbiamo nel caso della brexit, il recente referendum con il quale la Gran Bretagna ha decretato la sua uscita dall’Europa.

I capi dei greggi si sono accapigliati in un tifo in cui gli antieuropeisti furono fatti passare dall’informazione come dei progressisti che volevano costruire un futuro luminoso per la Gran Bretagna mentre, i favorevoli all’Europa venivano dipinti come delle sanguisughe che rubavano alla Gran Bretagna per favorire il continente. In questo contesto i sondaggi giocavano a dire chi vince e chi perde tenendo presente l’idea che degli effetti del vincere e del perdere ne avevano i sondaggisti dimenticandosi, o non hanno voluto, di fare sondaggi all’interno del contesto ideologico presentato. In sostanza, il sondaggista sapeva che uscire dall’Unione Europea era un disastro per la Gran Bretagna e tendeva a cercare i dati che gli consentivano di dire che: “No! La Gran Bretagna non sarebbe uscita dall’Unione!”.
Gli uomini che hanno votato per l’uscita dall’Unione Europea erano uomini e donne che pensavano che tutti i loro problemi fossero dovuti all’Unione Europea e non ai loro politici che, al contrario, creavano continuamente problemi attribuendone la responsabilità all’Europa.

Vi ricordate quando il movimento cinque stelle ebbe un successo elettorale non preventivato dai sondaggisti? E quando Matteo Renzi alle elezioni europee raggiunse il 40% non preventivato. O quando Trump vinse le elezioni in USA contro la maggioranza dei sondaggi. O quando Matteo Renzi perse il referendum contro tutti i pronostici che, comunque, lo davano quasi alla pari con i no. Oppure quando Corbin ebbe un inaspettato successo elettorale in Gran Bretagna.

Ormai i sondaggisti sono individui usati per una propaganda di regime fascista in un contesto in cui la democrazia fatica ad imporsi per gli interessi privati di troppe persone che usano le Istituzioni come arma di distruzione della Costituzione.

Il distacco fra cittadini che agiscono per sopravvivere e strumenti di controllo dei cittadini, come i partiti politici, diventa sempre maggiore e i cittadini trovano le loro strategie d’esistenza disarticolando la propaganda di regime in funzione dell’organizzazione della loro vita. Molte migliaia di persone culturalmente preparate sono andate all’estero. Le famiglie non fanno più figli per non essere tassate. Le persone riducono i consumi e comprimono le spese mentre il regime crea insicurezza nel lavoro e comprime i salari portandoli a livello di pura sopravvivenza in disprezzo delle norme Costituzionali che dovrebbero garantire salari dignitosi.

E in tutto questo i sondaggisti continuano con la loro propaganda di regime fascista blaterando su che cosa pensano gli “italiani” che tradotto in realtà significa “quanto la propaganda ha preso per i “fondelli” gli italiani”.


Claudio Simeoni